{"id":75390,"date":"2022-11-09T11:19:08","date_gmt":"2022-11-09T10:19:08","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75390"},"modified":"2022-11-09T11:19:08","modified_gmt":"2022-11-09T10:19:08","slug":"lucraina-e-gia-fallita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75390","title":{"rendered":"L&#8217;Ucraina \u00e8 gi\u00e0 fallita"},"content":{"rendered":"<p><strong>di PAGINA FACEBOOK (Giorgio Bianchi Photoreporter)<\/strong><\/p>\n<h4>L\u2019UCRAINA \u00c8 GI\u00c0 FALLITA<br \/>\nDopo la guerra c\u2019\u00e8 solo il pantano<br \/>\nMIRAGGIO RICOSTRUZIONE &#8211; Kiev adesso parla di centinaia di miliardi per un \u201cPiano Marshall\u201d occidentale. Ma, anche se la Russia non vincesse il conflitto, potrebbe trasformare il Paese in un inferno per ogni business<\/h4>\n<p>DI FABIO MINI<br \/>\nIl Fatto Quotidiano 9 NOVEMBRE 2022<\/p>\n<p>In Ucraina le operazioni militari proseguono stancamente. Il tempo, invece, incalza: nove mesi passati tra azioni e reazioni, ritirate e rioccupazioni, offensive, controffensive e contro-controffensive sembrano soltanto anticipazioni di qualcosa che tende all\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<p>I cicli della guerra da un lato e dall\u2019altro si susseguono secondo i cicli delle stagioni, dei rifornimenti, degli avvicendamenti di truppe al fronte e degli spostamenti di popolazioni. La migrazione interna forzata \u00e8 pi\u00f9 grave di quella verso l\u2019esterno. Anche perch\u00e9 ormai riguarda soltanto i sopravvissuti e senza di loro anche la parvenza della dimensione umana della guerra scompare. La guerra militare prosegue sul piano comune delle \u201cpiccole operazioni\u201d o small wars. Gli annunci roboanti di grandi movimenti di truppe in avanzata o ritirata sono immaginati e fatti immaginare dai piccoli episodi. Le grandi frecce sulle mappe sono sparite. Ci sono puntini: il soldato che spara, la vecchietta che piange, il lume di una candela, il fornello all\u2019aperto sotto un cielo sempre pi\u00f9 plumbeo. Nonostante ci siano centinaia di satelliti che scrutano l\u2019Ucraina e la Russia, nessuno si azzarda a diffondere le immagini di un settore o dell\u2019intero fronte. Le piccole guerre sono invisibili oltre a essere sostanzialmente incontrollabili. Hanno per\u00f2 un vantaggio: possono essere combattute da tutti, contemporaneamente o in successione. In Ucraina combattono i russi, i ceceni e una decina di etnie federate impegnati nelle piccole guerre in Donbass, a Kherson e Zaporizhzhia. Combattono gli ucraini, i polacchi, gli inglesi, gli americani, i lituani, gli estoni e \u201cforse\u201d qualche italiano nelle \u201coperazioni speciali\u201d nel Baltico, nel Mar Nero e lungo il Dniepr. E mentre gli ucraini scavano trincee e gli americani sparano missili e denaro dai satelliti, gli inglesi organizzano colpi di mano e sabotaggi pi\u00f9 per provocare le reazioni, che poi toccherebbe ad altri affrontare, che per infliggere perdite sostanziali. Quasi a voler alimentare il mito cinematografico del pugno di uomini che ribalta le sorti della guerra (mai avvenuto) che aiutare l\u2019Ucraina a uscire vincitrice; pi\u00f9 per sport e svago nazionale che per assumere qualche responsabilit\u00e0 della tragedia da essi fortemente voluta. Churchill diceva che gli italiani vanno a una partita di calcio come se andassero in guerra e in guerra come se andassero a una partita. Lui, che non aveva pudore politico o peli sulla lingua, probabilmente si tratteneva dal confessare che tale caratteristica \u00e8 in realt\u00e0 quella di molti suoi connazionali in uniforme e non. Se le small wars di entrambe le parti trasmettono la sensazione della frammentazione e della guerra senza fine e senza fini, la realt\u00e0 del quadro generale \u00e8 resa dalle enormi distruzioni strutturali. I russi alle piccole guerre hanno accoppiato la sistematica distruzione delle strutture essenziali: collegamenti, trasporti, impianti elettrici e di riscaldamento. Gli ucraini, che per 8 anni hanno bombardato e distrutto il Donbass con le proprie artiglierie, ora usano gli Himars per distruggere quanto gi\u00e0 distrutto. Anche qui le immagini che ci vengono somministrate a dosi massicce rendono solo una minima parte della realt\u00e0 e sono incongruenti. Si dice che i russi non hanno pi\u00f9 munizioni e ogni giorno sparano l\u2019equivalente delle scorte di molti Paesi della Nato. Gli americani hanno ordinato alla propria industria la costruzione di razzi per gli Himars perch\u00e9 in carenza di scorte. Si dice che gli ucraini stanno vincendo e ogni giorno la lista dei danni di guerra inflitti dai russi aumenta. Lo scorso giugno l\u2019istituto di economia dell\u2019Universit\u00e0 di Kiev denunciava danni strutturali subiti per 95,5 miliardi di dollari che avrebbero avuto bisogno di 550 miliardi di fondi pubblici e 200 miliardi di fondi privati per il ripristino materiale e socio-economico. Per un totale di 750 miliardi di dollari. L\u2019allora presidente Draghi prevedeva un Piano Marshall per l\u2019Ucraina tra i 250 e 500 miliardi e cos\u00ec delineava la dimensione del business della ricostruzione che comunque avrebbe sottratto risorse a quelle disponibili per la ricostruzione europea dai danni indiretti della crisi economica globale e della guerra in Ucraina. A settembre, la stima di Kiev dei danni \u00e8 salita a 127 miliardi (31 miliardi in pi\u00f9 in tre mesi di relativa diminuzione dei combattimenti). Applicando gli stessi criteri di giugno, a questa entit\u00e0 di danni corrisponde un fabbisogno totale di un trilione di dollari (mille miliardi) e la fine \u00e8 ancora oltre l\u2019orizzonte. Ovviamente, le prospettive di business aumentano e allettano tutti gli sponsor della guerra e molti di quelli che auspicano la pace a senso unico o la tregua locale senza considerare la sicurezza regionale e globale. Ma la disponibilit\u00e0 di finanziamento inizia a essere esorbitante anche rispetto al potenziale finanziario del mondo occidentale e si manifestano i primi seri dubbi sulla fine che faranno i soldi e sulla capacit\u00e0 ucraina di gestirli rispettando le condizioni che verranno imposte per ottenerli. La rivista Forbes giorni fa ha riportato la riflessione del giovane economista ucraino Yuriy Gorodnichenko, professore a Berkeley, il quale ricorda che in passato, \u201cquando le \u00e8 stato concesso sostegno finanziario internazionale, Kiev si \u00e8 impegnata in piani di riforme che poi non si sono concretizzati. Lo Stato di diritto andava gi\u00e0 da tempo rinforzato, e questo non \u00e8 accaduto nonostante gli sforzi dell\u2019Unione europea che nel 2017 aveva stretto un accordo di cooperazione politica ed economica con l\u2019Ucraina\u201d. Un rapporto della Corte dei conti europea ha gi\u00e0 segnalato che in Ucraina \u201ccorruzione e interessi oligarchici sembrano endemici: danneggiano il processo democratico, oltre a ostacolare concorrenza e crescita economica\u201d. Ma questo, all\u2019attuale dirigenza europea sembra non interessare e tornano invece le istanze per nuovi finanziamenti anticipatori del presunto Piano Marshall. Mentre il sindaco di Kiev dispone l\u2019oscuramento della Capitale per mancanza di energia, il presidente Zelensky sogna la fine della guerra per andare a \u201cprendere il sole in Crimea\u201d. O in Versilia.<\/p>\n<p>Comunque vadano le cose, i miliardi continueranno a piovere sull\u2019Ucraina e contano poco le riflessioni realistiche sulla ricostruzione. Benn Steil, direttore di Economia internazionale presso il think tank Council on foreign relations e autore diThe Marshall Plan: Dawn of the Cold War, ha osservato che il \u201cPiano Marshall ha funzionato non tanto per la quantit\u00e0 di soldi investiti, ma perch\u00e9 l\u2019Europa del dopoguerra \u00e8 stata accuratamente divisa in due e stabilizzata\u201d, dalla pax americana da una parte e da quella sovietica dall\u2019altra. \u201cKiev rischia di non avere questo privilegio \u2013 avvertiva Steil qualche mese fa \u2013 la Russia potrebbe non riuscire a conquistare l\u2019Ucraina, ma \u00e8 pi\u00f9 che capace di renderla un posto infernale dove vivere e fare business\u201d. Oggi, i segnali di questa profezia sono concreti.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/m.facebook.com\/story.php?story_fbid=pfbid02eoDhF3iLjaF4hvyQ5DHgevU862sqNLKyQqeZkxFYaqVXet3VrNvQFya2UmhpttQPl&amp;id=1575860640&amp;eav=AfbhiWr1GqQdYvu35k7dU3k36Bn5lm4FKAMKI4Ws2z2NmNcm5aljMEvc6I4FuyDhBWQ&amp;paipv=0\">https:\/\/m.facebook.com\/story.php?story_fbid=pfbid02eoDhF3iLjaF4hvyQ5DHgevU862sqNLKyQqeZkxFYaqVXet3VrNvQFya2UmhpttQPl&amp;id=1575860640&amp;eav=AfbhiWr1GqQdYvu35k7dU3k36Bn5lm4FKAMKI4Ws2z2NmNcm5aljMEvc6I4FuyDhBWQ&amp;paipv=0<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PAGINA FACEBOOK (Giorgio Bianchi Photoreporter) L\u2019UCRAINA \u00c8 GI\u00c0 FALLITA Dopo la guerra c\u2019\u00e8 solo il pantano MIRAGGIO RICOSTRUZIONE &#8211; Kiev adesso parla di centinaia di miliardi per un \u201cPiano Marshall\u201d occidentale. 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