{"id":75471,"date":"2022-11-15T09:30:27","date_gmt":"2022-11-15T08:30:27","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75471"},"modified":"2022-11-14T09:18:47","modified_gmt":"2022-11-14T08:18:47","slug":"microplastiche-dal-mare-alle-nostre-tavole-ecco-la-strada-che-fanno-la-prova-e-nello-stomaco-delle-balene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75471","title":{"rendered":"Microplastiche, dal mare alle nostre tavole: ecco la strada che fanno. La prova \u00e8 nello stomaco delle balene"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di SANIT\u00c0 INFORMAZIONE (Isabella Faggiano)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-75472\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/maxresdefault-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/maxresdefault-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/maxresdefault-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/maxresdefault-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/maxresdefault.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>I ricercatori della California State University hanno pubblicato, sulla rivista Nature Communications, uno studio dedicato all\u2019analisi di ci\u00f2 che quotidianamente ingeriscono le balene. Le microplastiche ritrovate negli stomaci di questi cetacei, nel 99% dei casi, provengono da pesci di piccole e medie dimensioni, come sardine e acciughe, le stesse di cui anche l\u2019essere umano si ciba<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se le balene mangiano le microplastiche, allora anche l\u2019essere umano se ne nutre. \u00c8 questa la conclusione facilmente deducibile da uno studio condotto dai ricercatori della California State University dedicato all\u2019analisi di ci\u00f2 che quotidianamente ingeriscono le balenottere azzurre e le megattere. La ricerca, recentemente pubblicata sulla rivista Nature Communications, offre una fotografia molto attendibile dell\u2019inquinamento dei nostri mari. \u00abI numeri relativi alla presenza di microplastiche nella acque marine sono impressionanti \u2013 commenta il professore Leonardo Durante, Ambassador Global Teacher Prize -. I nostri mari ed i nostri oceani sono letteralmente inzuppati dalla plastica, ingrediente che, nonostante la sua accertata tossicit\u00e0, \u00e8 entrato a far parte della catena alimentare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Microplastiche: dallo stomaco delle balene alle nostre tavole<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma qual \u00e8 la strada che ogni minuscolo frammento di plastica fa per arrivare dalle acque alle nostre tavole? Questo interrogativo trova un\u2019esaustiva risposta proprio nello studio californiano. Le microplastiche ritrovate negli stomaci delle balenottere azzurre non vengono direttamente ingerite come tali ma, nel 99% dei casi, si tratta di frammenti presenti in altri animali marini. I cetacei si nutrono di pesci di piccole e medie dimensioni che, a loro volta, mangiano questi piccolissimi frammenti di plastica. Si tratta di sardine, acciughe, tutte tipologie di pesci di cui anche l\u2019essere umano si ciba di consueto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il metodo di ricerca<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I ricercatori della California State University non si sono limitati ad accertare la presenza delle microplastiche nell\u2019apparato digerente delle balenottere azzurre, ne hanno misurato i precisi quantitativi. \u00abPer accertarlo \u2013 continua il professor Durante -, il team di ricerca ha posizionato dei dispositivi elettronici in grado di monitorare gli spostamenti su 191 cetacei tra balene blu e megattere che vivono al largo della costa della California. \u00c8 stato osservato che le balene si nutrono principalmente a profondit\u00e0 comprese tra 50 e 250 metri che, purtroppo, coincidono anche con la zona acquatica dove \u00e8 localizzata la pi\u00f9 grande concentrazione di microplastiche\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quante microplastica ingeriscono le balenottere azzurre?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I ricercatori hanno stimato le dimensioni e il numero di bocconi che le balene ingeriscono e filtrano ogni giorno ipotizzando, cos\u00ec, tre possibili scenari differenti. Da quello ritenuto pi\u00f9 probabile emerge che le balenottere azzurre mangerebbero fino a 10 milioni di pezzi di microplastica al giorno. Il loro ciclo di alimentazione annuale va dai 90 ai 120 giorni. Calcolatrice alla mano, ne ingeriscono pi\u00f9 di un miliardo di frammenti ogni anno. Per le megattere la stima \u00e8 di circa quattro milioni di pezzi di microplastiche al giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La ricerca continua<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I risultati di questa ricerca sono solo un punto di partenza: \u00abStabilita la quantit\u00e0 di microplastiche ingerita da questi mammiferi marini, ora i ricercatori potranno concentrarsi sui danni che provocano alla salute. In letteratura scientifica, infatti, ad oggi, non c\u2019\u00e8 ancora alcuno studio che possa dimostrare la dannosit\u00e0 della plastica ingerita, sia dagli animali, che dagli uomini\u00bb, dice Durante. Che le microplastiche siano dannose per gli esseri viventi \u00e8 un dato di fatto. Di conseguenza, ci\u00f2 che ora gli scienziati puntano ad individuare sono le quantit\u00e0 minime, necessarie a stabilire una precisa soglia di rischio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Obiettivo plastic free<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche se da questo preciso istante nessuno, in alcuna parte del mondo, gettasse rifiuti di plastica in mare dovremmo comunque attendere almeno mezzo secolo per eliminare tutti i frammenti gi\u00e0 presenti nelle acque. Una bottiglia di plastica che finisce in mare vi rimarr\u00e0 circa 450 anni prima di deteriorarsi, un sacchetto di plastica fino a 20 anni. \u00abPer questo pi\u00f9 che riciclare, considerando che la catena del riutilizzo incontra non di rado difficolt\u00e0 logistiche, dovremmo puntare all\u2019eliminazione della plastica \u2013 conclude l\u2019esperto -, abituandoci a prediligere altri materiali meno dannosi per la salute dell\u2019ambiente, degli animali e degli esseri umani\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sanitainformazione.it\/ambiente\/microplastiche-dal-mare-alle-nostre-tavole-ecco-la-strada-che-fanno-la-prova-e-nello-stomaco-delle-balene\/\">https:\/\/www.sanitainformazione.it\/ambiente\/microplastiche-dal-mare-alle-nostre-tavole-ecco-la-strada-che-fanno-la-prova-e-nello-stomaco-delle-balene\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SANIT\u00c0 INFORMAZIONE (Isabella Faggiano) I ricercatori della California State University hanno pubblicato, sulla rivista Nature Communications, uno studio dedicato all\u2019analisi di ci\u00f2 che quotidianamente ingeriscono le balene. 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