{"id":75500,"date":"2022-11-18T08:27:11","date_gmt":"2022-11-18T07:27:11","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75500"},"modified":"2022-11-15T11:29:53","modified_gmt":"2022-11-15T10:29:53","slug":"a-mente-fredda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75500","title":{"rendered":"A MENTE FREDDA"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"header-details-wrapper\">\n<div class=\"entry-header-details\">\n<div class=\"post-excerpt\">\n<p>L\u2019ampio ripiegamento russo sulla riva sinistra del Dniepr, nella regione di Kherson, \u00e8 per molti versi paragonabile a quello di aprile, quando vennero improvvisamente ritirate sia le forze arrivate alle porte di Kiev, sia quelle \u2013 penetrate da est \u2013 che avevano preso Romny e puntavano sulla capitale. In entrambe i casi, si tratta di un significativo ridispiegamento, di ampia portata territoriale, che segna un cambiamento strategico importante.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Nonostante l\u2019intervento in Ucraina fosse stato pianificato da anni (1), la Russia ha modificato pi\u00f9 volte la propria impostazione tattico-strategica nel conflitto. Ci\u00f2 \u00e8 ovviamente in parte dovuto alla natura\u00a0<em>dinamica\u00a0<\/em>della guerra, che richiede una elevata capacit\u00e0 di adattamento al mutare delle situazioni, ma anche ad una serie di errate valutazioni politico-militari. Il ritiro delle truppe dalla riva destra del Dniepr segna appunto uno di questi passaggi, che proveremo ad analizzare su pi\u00f9 livelli, tattico, strategico e\u00a0<em>politico<\/em>.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-28558 lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Ukraine-Newsletter-photo-1-1024x661-1.jpg?resize=640%2C413&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"625\" height=\"625\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Ukraine-Newsletter-photo-1-1024x661-1.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Ukraine-Newsletter-photo-1-1024x661-1.jpg?resize=300%2C194&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Ukraine-Newsletter-photo-1-1024x661-1.jpg?resize=768%2C496&amp;ssl=1 768w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Ukraine-Newsletter-photo-1-1024x661-1.jpg?resize=640%2C413&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<h2><strong>Il piano tattico<\/strong><\/h2>\n<p>La giustificazione militare che \u00e8 stata fornita per il ridispiegamento, nonostante sia sostenuta fermamente da tutte le fonti russe (anche quelle a volte critiche), appare francamente abbastanza debole.<br \/>\nCome pi\u00f9 volte ripetuto, Kherson \u00e8 uno snodo strategico sotto molti punti di vista, soprattutto in relazione alla Crimea per un verso, e ad Odessa per un altro. Non per caso \u00e8 stata oggetto di una importante controffensiva ucraina, la scorsa estate, ed anche successivamente Kiev ha continuato ad esercitare una forte pressione su quel settore. E di tale rilevanza strategica, ovviamente, c\u2019era piena consapevolezza anche da parte russa. Non si pu\u00f2 comunque non notare che, come ampiamente riconosciuto, l\u2019offensiva estiva ucraina si \u00e8 risolta in un mezzo disastro, con gravissime perdite e pochi o nulli esiti sul piano dell\u2019avanzata territoriale.<br \/>\nAnche se, a seguito di quell\u2019offensiva \u2013 e di quella, invece coronata dal successo, nella regione di Kharkiv \u2013 viene presa la decisione di procedere con la mobilitazione parziale di 300.000 riservisti, \u00e8 altamente probabile che gi\u00e0 allora Mosca avesse maturato la decisione di attuare il ridispiegamento messo poi in atto a novembre. Non a caso, quando Surovikin viene nominato comandante di tutte le truppe impiegate in Ucraina, ai primi di ottobre, parla immediatamente di \u201cdecisioni difficili\u201d che saranno prese; col senno di poi, \u00e8 chiaro che si riferisse proprio a questo.<\/p>\n<p>Quando, per dare un senso militare alla decisione, si fa riferimento a difficolt\u00e0 di approvvigionamento, oppure alla minaccia di una possibile inondazione dell\u2019area nel caso gli ucraini riuscissero a distruggere la diga di Kakhovka, si stanno con tutta evidenza fornendo deboli pretesti, per coprire una decisione che \u00e8 chiaramente ed eminentemente\u00a0<em>politica<\/em>.<br \/>\nPer quanto riguarda la presunta difficolt\u00e0 di rifornimento, se pure \u00e8 certamente vero che il flusso deve passare attraverso il\u00a0<em>collo di bottiglia<\/em>\u00a0dei ponti sul fiume, \u00e8 pur vero che questi non sono affatto pochi (a cavallo del ripiegamento, i russi ne hanno fatti saltare 5 o 6), e che comunque le linee di rifornimento per le truppe di prima linea passano sempre attraverso canali (stradali o ferroviari) soggetti alla minaccia da parte delle artiglierie nemiche. Che, in tanti mesi, non sono comunque riuscite a distruggere un solo ponte. E del resto, se si ha la consapevolezza dell\u2019importanza strategica di quella posizione, e si teme la minaccia sulle linee di rifornimento, per cominciare ci si attrezza con una migliore copertura anti-missile.<\/p>\n<p>Anche la questione posta della costante pressione ucraina \u00e8 insufficiente, per giustificare il ridispiegamento. \u00c8 vero che pesa lo squilibrio numerico sul campo, con l\u2019Ucraina che \u00e8 in grado di schierare 3\/4 volte la quantit\u00e0 di uomini impiegati dai russi, ma \u2013 al tempo stesso \u2013 non si pu\u00f2 non sottolineare che l\u2019addestramento delle truppe di Kiev \u00e8 decisamente inferiore, e soprattutto di tipo individuale (2), che l\u2019equipaggiamento \u00e8 spesso assai eterogeneo (3), e che l\u2019artiglieria russa \u2013 cos\u00ec come le sue forze aerospaziali \u2013 assicurano un\u2019ottima capacit\u00e0 di interdizione e di appoggio tattico. Tant\u2019\u00e8 che, appunto, l\u2019importante controffensiva ucraina d\u2019estate si \u00e8 infranta contro la resistenza russa. E nonostante nei mesi successivi si sia continuamente parlato di una nuova offensiva, questa in realt\u00e0 non s\u2019\u00e8 mai verificata. In autunno, c\u2019\u00e8 stato solo un intensificarsi delle operazioni DRG (4), per sondare le difese russe.<br \/>\nIn ogni caso, dal momento che si fosse ritenuto decisiva \u2013 o comunque problematica \u2013 l\u2019inferiorit\u00e0 numerica, la cosa pi\u00f9 logica sarebbe stata innanzitutto predisporre linee difensive e fortificate, e poi concentrare nel settore almeno una parte significativa dei circa 80.000 uomini appena arrivati in zona di operazioni, a seguito della mobilitazione dei riservisti. Peraltro, non \u00e8 che la riva destra fosse cos\u00ec sguarnita: secondo il ministero della difesa, il ridispiegamento ha interessato 30.000 uomini e 5.000 mezzi.<\/p>\n<p>L\u2019argomento della possibile piena alluvionale, come conseguenza di un\u2019ipotetica distruzione della diga di Kakhovka, \u00e8 a sua volta debole. Una tale ipotesi, infatti, avrebbe avuto senso se le forze armate ucraine avessero, nel settore, una disposizione difensiva; in tal caso, l\u2019allagamento sarebbe servito a rallentare e \/o fermare un\u2019imminente offensiva russa. Ma qui si trattava esattamente del contrario, essendo le forze armate russe attestate a difesa, mentre quelle ucraine cercavano spazio e modo per procedere all\u2019attacco.<br \/>\nMa non solo le argomentazioni addotte per giustificare tatticamente il ripiegamento sono quanto meno insufficienti; quest\u2019ultimo, infatti, ha addirittura dei pesanti risvolti negativi sul medesimo piano.<br \/>\nL\u2019arretramento della linea del fronte per alcuni chilometri non \u00e8 ovviamente senza conseguenze. E se di certo \u00e8 pi\u00f9 facile difendere una linea del fronte segnata da un fiume\u00a0<em>importante<\/em>, spostarla all\u2019indietro si riflette sull\u2019intero dispositivo militare retrostante. Tanto per cominciare, infatti, significa che l\u2019artiglieria nemica diventa immediatamente capace di colpire obiettivi pi\u00f9 in profondit\u00e0, che prima non erano raggiungibili.<br \/>\nIn particolare, non solo l\u2019artiglieria a lunga gittata ucraina sar\u00e0 ora in grado di colpire l\u2019istmo che collega con la Crimea, ma anche quella a pi\u00f9 corto raggio pu\u00f2 battere le retrovie russe. Ad esempio, e come conseguenza del ripiegamento, gi\u00e0 l\u2019importante base di Chaplinka \u00e8 in via di smantellamento. L\u00ec vi era non solo una base permanente e un aeroporto per elicotteri, da cui decollavano i Ka-52 d\u2019attacco per supportare le unit\u00e0 nelle regioni di Kherson e Zaporozhye, ma anche un quartier generale di alto livello. L\u2019abbandono di questo aeroporto influenzer\u00e0 in modo significativo la qualit\u00e0 e l\u2019efficienza del supporto aereo per le unit\u00e0 delle forze armate, e soprattutto Chaplinka non sar\u00e0 l\u2019unico. In un raggio di ~90 km dai missili GMLRS, sar\u00e0 necessario ritirare tutte le posizioni critiche, le unit\u00e0 e le attrezzature. Per tacere del fatto che, ovviamente, sar\u00e0 impossibile far rientrare in citt\u00e0 gli abitanti di Kherson, se non al raggiungimento di un cessate il fuoco, senza esporli al quotidiano martellamento dell\u2019artiglieria ucraina, ormai a poche centinaia di metri.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-28559 lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/photo_2022-11-12_10-18-14.jpg?resize=640%2C432&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"625\" height=\"625\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/photo_2022-11-12_10-18-14.jpg?resize=1024%2C691&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/photo_2022-11-12_10-18-14.jpg?resize=300%2C203&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/photo_2022-11-12_10-18-14.jpg?resize=768%2C519&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/photo_2022-11-12_10-18-14.jpg?w=1170&amp;ssl=1 1170w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/photo_2022-11-12_10-18-14.jpg?resize=640%2C432&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<h2><strong>Il piano strategico<\/strong><\/h2>\n<p>Se sul piano tattico il ripiegamento appare ingiustificato, ed addirittura controproducente, \u00e8 ovviamente sul piano strategico che si mostra appieno il suo peso.<br \/>\n\u00c8 infatti evidente che non si tratta di una ritirata propedeutica ad una successiva avanzata, ma di una scelta strategica di fondo. L\u2019arretramento su una linea segnata dal corso di un fiume, la distruzione dei ponti, la predisposizione di linee difensive\u00a0<em>alle spalle<\/em>\u00a0del fiume stesso, sono tutti segnali inequivocabili dell\u2019intenzione di stabilizzare\u00a0<em>proprio l\u00ec<\/em>\u00a0questa linea del fronte. Senza dimenticare che il fiume \u00e8 un ostacolo per entrambe. E se \u00e8 vero che rende assai difficile per gli ucraini lanciare un offensiva verso sud, superando il fiume sotto il fuoco dell\u2019artiglieria russa, \u00e8 anche vero che lo stesso ostacolo si frappone alla possibilit\u00e0, per le forze armate di Mosca, di riattraversare il fiume e muovere verso nord e verso ovest.<\/p>\n<p>In qualche modo, questa decisione russa mostra appieno una questione pi\u00f9 ampia, e che \u2013 almeno apparentemente \u2013 hanno sinora ignorato tutti gli analisti, ovvero che l\u2019arrivo del generale Surovikin segna sostanzialmente l\u2019adozione pressoch\u00e9 uniforme di una attitudine difensiva sul terreno. Per quanto sia a nord-est, in direzione di Lyman, sia nell\u2019ovest del Donetsk, in direzione di Bakhmut e Kramatorsk, le forze russe siano ancora all\u2019offensiva, si tratta di avanzate lente e sanguinose. Mentre le forze aerospaziali hanno lanciato una efficace campagna d\u2019attacco sulle infrastrutture del paese \u2013 per\u00f2 quasi esclusivamente concentrata su quelle energetiche (5), sulla linea di contatto non si evidenzia alcuna iniziativa di carattere strategico. Neanche l\u2019arrivo dei primi 80.000 uomini di rinforzo ha determinato variazioni su questo piano. N\u00e8 vale, in merito, qualsiasi osservazione relativa alle condizioni meteo stagionali, che pur se effettive non sono tali da determinare una simile stasi. Del resto, che si tratti di un orientamento strategico e non tattico, si evince dalla costruzione di linee difensive (le\u00a0<em>linee wagner<\/em>) lungo molti settori del fronte.<\/p>\n<p>\u00c8 ovviamente sempre possibile che, se e quando arriveranno al fronte gli oltre 200.000 riservisti rimanenti (presumibilmente entro tre\/quattro settimane al massimo), che dovrebbero quindi portare ad un totale di circa 400.000 uomini il dispositivo militare russo in Ucraina, ci\u00f2 dia agio ed impulso ad una ripresa offensiva. Ma al momento i segnali sembrano andare appunto in un\u2019altra direzione. Si potrebbe dire che la postura strategica russa \u00e8 ora dispiegata, da un lato cercando di piegare la resistenza nemica colpendone le infrastrutture, e dall\u2019altro attestandosi sostanzialmente a difesa dei territori\u00a0<em>liberati<\/em>. Ed in effetti, negli ultimi 4\/5 mesi si sono registrati ben pochi spostamenti significativi della linea del fronte, se si eccettua appunto la controffensiva ucraina su Lyman.<br \/>\nAnche in zone cruciali, come il settore prossimo alla citt\u00e0 di Donetsk, dove la vicinanza con la linea di contatto espone la citt\u00e0 a quotidiani bombardamenti, non c\u2019\u00e8 stato modo di allontanare la minaccia (solo negli ultimi giorni, con la conquista di alcune posizioni, il fronte sembra essersi spostato leggermente pi\u00f9 in l\u00e0).<\/p>\n<p>Se si guarda al complesso dell\u2019intero periodo di guerra, \u00e8 interessante osservare come le forze armate russe abbiano occupato ampie zone di territorio ucraino \u2013 in una fase iniziale, nel nord-est del paese, e nel sud-ovest \u2013 per poi\u00a0<em>cederne\u00a0<\/em>la gran parte ritirandosi spontaneamente. Al di l\u00e0 delle ragioni politico-strategiche che hanno determinato alcune di queste scelte (e gi\u00e0 esaminate altrove), \u00e8 chiaro che qui siamo di fronte a qualcosa di diverso. La Russia, infatti, non ha mai avuto intenzione di occupare l\u2019Ucraina (cosa del resto semplicemente impossibile, con i 120.000 uomini inizialmente impegnati), pertanto aveva pienamente senso ritirarsi dall\u2019ampia fetta di territorio nordorientale, una volta venute meno le ragioni che avevano spinto a penetrarvi. Diversamente, il ridispiegamento nell\u2019oblast di Kherson, che solo un paio di mesi fa era stato chiamato a votare per l\u2019annessione alla Federazione Russa, ha tutt\u2019altro senso e\u00a0<em>sapore<\/em>. \u00c8, in un certo senso, un\u2019auto-castrazione strategica.<br \/>\nQuesto arretramento, infatti, se pure consente (appunto\u2026) una migliore disposizione difensiva, equivale a precludersi qualsiasi possibile iniziativa offensiva nel settore. In pratica, comporta la rinuncia a spingersi verso Odessa, e possibilmente un domani verso la Transnistria. \u00c8 probabile che Mosca non abbia mai avuto veramente intenzione di spingersi tanto ad ovest, forse anche per evitare di giungere troppo da presso alle frontiere NATO, ma tenersi aperta questa possibilit\u00e0 aveva un indubbio vantaggio strategico, che ora \u00e8 andato in fumo.<br \/>\nIn pratica, con questa scelta Mosca sta quasi facendo\u00a0<em>all-in<\/em>\u00a0sull\u2019ipotesi di un negoziato. Se non dovesse andare, si troverebbe ancora una volta spiazzata.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-28560 lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/FPA-OrAXIBI2Lll.jpg?resize=640%2C377&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"625\" height=\"625\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/FPA-OrAXIBI2Lll.jpg?resize=1024%2C603&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/FPA-OrAXIBI2Lll.jpg?resize=300%2C177&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/FPA-OrAXIBI2Lll.jpg?resize=768%2C452&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/FPA-OrAXIBI2Lll.jpg?resize=1536%2C905&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/FPA-OrAXIBI2Lll.jpg?w=1830&amp;ssl=1 1830w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/FPA-OrAXIBI2Lll.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/FPA-OrAXIBI2Lll.jpg?resize=640%2C377&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<h2><strong>Il piano\u00a0<em>politico<\/em><\/strong><\/h2>\n<p>Per piano\u00a0<em>politico\u00a0<\/em>qui si intende non tanto il piano\u00a0<em>della politica<\/em>, o della diplomazia, quanto il meta-livello, quello della strategia geopolitica globale.<br \/>\nSi \u00e8 detto pi\u00f9 volte, in queste analisi, che l\u2019interesse della Russia fosse comunque quello di chiudere prima possibile questa vicenda bellica, e per una serie di ragioni diverse. Ovviamente, questo risultato era ed \u00e8 conseguibile esclusivamente su due diversi piani: quello militare, sul terreno, o quello politico-diplomatico, ad un tavolo di trattativa. La\u00a0<em>mossa\u00a0<\/em>di Kherson indica chiaramente che \u00e8 stata scelta la seconda opzione. Anche qui, vi sono ovviamente varie ragioni che spingevano in questa direzione, non ultima quella che l\u2019opzione militare avrebbe inevitabilmente condotto ad una brutale escalation, dalle conseguenze imprevedibili. E se certamente la NATO non ha alcuna intenzione n\u00e9 voglia di arrivare ad un confronto diretto con la Russia, altrettanto pu\u00f2 dirsi per la Russia stessa.<\/p>\n<p>Quando il 24 febbraio Mosca d\u00e0 il via all\u2019<em>operazione speciale<\/em>, i suoi obiettivi sono sostanzialmente due: garantire la sopravvivenza del\u00a0<em>cuscinetto\u00a0<\/em>formato dalle repubbliche del Donbass, e costringere la NATO ad una trattativa sulla sicurezza in Europa. La demilitarizzazione dell\u2019Ucraina poteva intendersi come parte di quest\u2019ultima, mentre la denazificazione era da intendersi come un\u00a0<em>regime change<\/em>\u00a0a Kiev, che eliminasse gli elementi pi\u00f9 russofobici.<br \/>\nQuando diventa chiaro che questi obiettivi non sono perseguibili, perch\u00e9 la NATO non vuole, diventa di necessit\u00e0 modificarli, tarandoli sulla nuova situazione. E in questa prospettiva, stante lo\u00a0<em>status quo<\/em>, Mosca pu\u00f2 considerare di aver conseguito un successo ancora pi\u00f9 grande, rispetto agli obiettivi iniziali.<br \/>\nHa acquisito alla Federazione territori importanti, corrispondenti a circa il 20% del territorio ucraino, tra l\u2019altro i pi\u00f9 ricchi, sia industrialmente che dal punto di vista delle risorse. Ha messo in sicurezza la Crimea, rafforzando il controllo sul mar Nero. Ha inferto un colpo durissimo alle forze armate ucraine, che avranno bisogno di anni per tornare ad essere una formazione efficiente. Ha messo in ginocchio il paese, che a sua volta necessiter\u00e0 di una lunga fase di ricostruzione, prima di poter tornare a porsi come qualcosa di pi\u00f9 che un vivaio di carne da cannone. Ha dimostrato di non recedere, di essere in grado non solo di tenere il punto, ma di reagire anche duramente. \u00c8 stata capace non solo di reggere l\u2019urto di sanzioni durissime, ma addirittura di riorientare efficacemente il proprio sistema economico-commerciale, passando senza danni dall\u2019orientamento verso ovest a quello verso est, diversamente dall\u2019Europa che invece accusa profondamente la rottura delle relazioni. Non solo ha respinto il tentativo di isolamento internazionale, messo in atto dagli USA, ma ha addirittura esteso e migliorato la sua rete di accordi economici e militari.<\/p>\n<p>Insomma, a conti fatti, ad oggi la Russia pu\u00f2 vantare il conseguimento di un successo strategico globale, il cui costo \u00e8 ancora accettabile. Da qui, quindi, approfittando anche dei segnali di stanchezza provenienti dall\u2019Europa, e delle difficolt\u00e0 americane, la scelta di giocare veramente una carta diplomatica.<br \/>\nAnche perch\u00e9 non pu\u00f2 non tener conto anche di altri due fattori, assai rilevanti.<br \/>\nInnanzi tutto, la frattura con l\u2019Europa, seppure tamponata trovando altri sbocchi commerciali, non solo ha comunque un costo in termini di mancato accesso a prodotti di alta tecnologia, ma rappresenta comunque un danno strategico, in quanto \u00e8 l\u2019asse Russia-Germania quello vincente, non quello Mosca-Pechino. E pi\u00f9 la guerra va avanti, pi\u00f9 il solco si approfondisce.<br \/>\nE poi,\u00a0<em>last but not least<\/em>, la guerra ha mostrato anche i limiti della capacit\u00e0 militare russa. Se, infatti, ha dimostrato sul campo di avere un considerevole potenziale in termini di armamenti strategici, una capacit\u00e0 dell\u2019industria bellica pi\u00f9 pronta e reattiva di quella occidentale, cos\u00ec come una\u00a0<em>resistenza all\u2019attrito<\/em>\u00a0assai superiore a quella della NATO, si \u00e8 anche evidenziato un limite non da poco: quei 120\/130.000 uomini inizialmente impegnati, sono di fatto il massimo che \u00e8 in grado di gettare prontamente in battaglia. Pur tenendo conto della vastit\u00e0 del territorio, da presidiare non solo alle frontiere, in particolar modo quelle\u00a0<em>calde\u00a0<\/em>del Caucaso e dell\u2019Asia, cos\u00ec come dell\u2019impegno in Siria, resta il fatto che \u2013 quando \u00e8 emersa la necessit\u00e0 di rinforzare il dispositivo militare in Ucraina \u2013 l\u2019unica scelta possibile \u00e8 stata la mobilitazione dei riservisti, con la conseguenza che diventa operativa solo a distanza di mesi.<\/p>\n<h2><strong>Conclusioni<\/strong><\/h2>\n<p>Per come sembra si stiano mettendo le cose, si pu\u00f2 affermare che si sta predisponendo il clima per aprire un processo che possa portare alla fine delle ostilit\u00e0. Sarebbe illusorio pensare ad un processo veloce. Ci vorr\u00e0 un certo tempo perch\u00e9, sia Washington che Kiev, trovino la piena volont\u00e0 di avviare un percorso di tal genere; e poi, successivamente, affinch\u00e9 si arrivi ad un non facile accordo. Parliamo necessariamente di mesi. Arrivare almeno ad un cessate il fuoco entro l\u2019arco dei dodici mesi dall\u2019inizio della guerra sarebbe gi\u00e0 un ottimo risultato.<br \/>\nTutto ci\u00f2, naturalmente, sempre che non intervengano fattori capaci di inceppare il cammino, rallentando o bloccando del tutto il processo.<br \/>\nNon \u00e8 possibile prevedere, ad esempio, quale possa essere la reazione dell\u2019estrema destra nazista, ad una prospettiva di tal fatta \u2013 che, inevitabilmente, significa congelamento della situazione sul terreno. N\u00e9 quella delle stesse forze armate, che sono ampiamente permeate dal medesimo nazionalismo tossico. Per quanto l\u2019influenza, per non dire il controllo, esercitato dagli USA sul governo Zelensky sia praticamente totale, non si pu\u00f2 escludere che ci possano essere reazioni di rigetto da parte di settori militari. Diciamo pure che \u00e8 un classico delle destre, la reazione a quella che verrebbe considerata una resa ed un tradimento.<br \/>\nDel resto, ancora in questi giorni, secondo il New York Times,\u00a0<em>\u201cci sono sempre pi\u00f9 indizi da parte delle truppe a terra e dei volontari vicini a loro che gli ucraini si stanno preparando per una nuova offensiva terrestre a sud attraverso la regione di Zaporozhye verso Melitopol\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Ugualmente non sappiamo come, ed in quale misura, una opzione di questo genere verrebbe presa in Gran Bretagna, dove sia le spinte oltranziste, sia la tendenza a fare un po\u2019\u00a0<em>da s\u00e9<\/em>, sono ben radicate; e come sappiamo, sono molto ben collegati con i servizi segreti ucraini. Gi\u00e0 pare che stiano\u00a0<em>tramando\u00a0<\/em>in Moldova, magari per innescare qualche provocazione con la Transnistria. Del resto, in ambienti NATO non tutti sono d\u2019accordo nel chiudere la partita, e vorrebbero trascinare ancora il conflitto.<br \/>\nIn ogni caso, se tutto va bene potremo parlare \u2013 come detto \u2013 di fine delle ostilit\u00e0. La pace \u00e8 tutt\u2019altra cosa, ed \u00e8 ben lontana dall\u2019essere anche solo in vista.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013 Il che non significa che vi fosse da anni l\u2019intenzione di avviare l\u2019<em>Operazione Speciale Militare<\/em>; come \u00e8 prassi presso tutti gli stati maggiori, compresi quelli occidentali della NATO, la preparazione di piani operativi relativi ad una serie di scenari\u00a0<em>possibili<\/em>, \u00e8 parte integrante dell\u2019attivit\u00e0 strategica.<\/p>\n<p>2 \u2013 La necessit\u00e0 di fronteggiare l\u2019offensiva russa, e quella di ripianare le pesanti perdite nelle varie unit\u00e0, ha fatto s\u00ec che l\u2019addestramento delle reclute \u2013 sia in patria che all\u2019estero \u2013 avvenisse molto pi\u00f9 rapidamente (4\/5 settimane, invece che 12\/14 come da standard), e soprattutto che gli uomini venissero poi inviati laddove necessario per reintegrare le fila dei reparti. Ci\u00f2 ha comportato, appunto, che l\u2019addestramento fosse non solo insufficiente, ma soprattutto a livello di capacit\u00e0 individuale, essendo di fatto impossibile procedere ad un addestramento tattico a livello di unit\u00e0.<\/p>\n<p>3 \u2013 Poich\u00e9 le dotazioni inziali dell\u2019esercito ucraino, cos\u00ec come la prima ondata di rifornimenti occidentali (prevalentemente mezzi di produzione ex-sovietica), si \u00e8 presto esaurita, l\u2019equipaggiamento \u00e8 via via diventato sempre pi\u00f9 basato su armi (sistemi anticarro ed antimissile) e mezzi (artiglieria, corazzati per il trasporto truppe) provenienti da svariati eserciti occidentali, a loro volta distribuiti ai reparti secondo la medesima logica\u00a0<em>tappabuchi<\/em>. Il che ha appunto prodotto una grande eterogeneit\u00e0 di mezzi ed armamenti, anche all\u2019interno della medesima unit\u00e0, con evidenti difficolt\u00e0 logistiche (munizionamento, riparazione, coordinamento).<\/p>\n<p>4 \u2013 Con il termine\u00a0<em>gruppo di sabotaggio e ricognizione<\/em>\u00a0(in russo: \u0414\u0438\u0432\u0435\u0440\u0441\u0438\u043e\u043d\u043d\u043e-\u0440\u0430\u0437\u0432\u0435\u0434\u044b\u0432\u0430\u0442\u0435\u043b\u044c\u043d\u0430\u044f \u0433\u0440\u0443\u043f\u043f\u0430, \u0414\u0420\u0413, traslitterato:\u00a0<em>Diversionno-razvedyvatel\u2019na\u00e2 gruppa<\/em>, DRG) si intende una formazione militare creata temporaneamente nella struttura delle forze speciali, utilizzata per il sabotaggio e la ricognizione dietro le linee nemiche in situazioni di guerra, con l\u2019obiettivo di disorganizzare le retrovie, distruggere o disabilitare temporaneamente strutture industriali-militari, trasporti e comunicazioni, e raccogliere informazioni sul nemico.<\/p>\n<p>5 \u2013 Colpisce, in particolare, la scarsa o nulla concentrazione di fuoco sul sistema ferroviario, in particolare su quelle linee che sono utilizzate per portare in Ucraina i mezzi forniti dalla NATO, e su quelle per poi smistarle ai reparti al fronte. Una disattenzione simile anche per i ponti che si trovano alle spalle delle linee ucraine; per quanto si voglia ammettere la riluttanza a colpire infrastrutture che impattano anche sulla vita civile, \u00e8 evidente che c\u2019\u00e8 un di pi\u00f9. Molto probabilmente legato ad un intreccio di interessi, convergenti nel mantenere aperte vie di comunicazione commerciale tra la Russia e l\u2019occidente europeo.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2022\/11\/13\/a-mente-fredda\/\">https:\/\/giubberosse.news\/2022\/11\/13\/a-mente-fredda\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) L\u2019ampio ripiegamento russo sulla riva sinistra del Dniepr, nella regione di Kherson, \u00e8 per molti versi paragonabile a quello di aprile, quando vennero improvvisamente ritirate sia le forze arrivate alle porte di Kiev, sia quelle \u2013 penetrate da est \u2013 che avevano preso Romny e puntavano sulla capitale. In entrambe i casi, si tratta di un significativo ridispiegamento, di ampia portata territoriale, che segna un cambiamento strategico importante. Nonostante&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72556,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/logo-Giubbe-Rosse-News-grande-1.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jDK","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75500"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=75500"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75500\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75501,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75500\/revisions\/75501"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72556"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=75500"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=75500"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=75500"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}