{"id":75519,"date":"2022-11-16T09:10:18","date_gmt":"2022-11-16T08:10:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75519"},"modified":"2022-11-15T21:20:28","modified_gmt":"2022-11-15T20:20:28","slug":"reportage-da-luhansk-laddestramento-dei-riservisti-russi-e-dei-volontari-del-donbass","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75519","title":{"rendered":"REPORTAGE da Luhansk \u2013 L\u2019addestramento dei riservisti russi e dei volontari del Donbass"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Gian Micalessin)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/AddMobRussi2.jpg\" alt=\"AddMobRussi2\" \/><\/p>\n<p><strong>Luhansk (Donbass)<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSu zu, su zu\u201c (\u201ctutti gi\u00f9 tutti gi\u00f9\u201d) \u2013\u00a0 ulula\u00a0 la voce stentorea del sottufficiale mentre la fila di giubbotti anti proiettili ed elmetti rotola\u00a0 a terra vomitando raffiche\u00a0 di kalashnikov contro le linee del nemico. \u00a0Poi, uno a uno, i fanti\u00a0si rialzano\u00a0e tornano ad \u00a0 allungarsi come fila di\u00a0verdi formiche nella cicatrice grigia della trincea. Non siamo su un nuovo fronte della guerra tra russi e ucraini. Siamo\u00a0in un pianoro sospeso tra basse colline ad una trentina di chilometri da Lugansk,\u00a0capoluogo dell\u2019omonima repubblica indipendentista filo-russa.<\/p>\n<p>Davanti a noi si riaddestrano\u00a0un centinaio di richiamati pronti a raggiungere le prime linee nel\u00a0nord est della Repubblica. Seicento metri pi\u00f9 avanti due carri T-72 B3 rivestiti dalle piastre delle corazzature reattive si rincorrono\u00a0come draghi squamosi solcando la bruma della pianura.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-159036 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/MobRussiTankSpara.jpg\" alt=\"MobRussiTankSpara\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>Di tanto in tanto uno dei due carri s\u2019arresta, brandeggia l\u2019affusto e sputa una fragorosa alitata di fumo e fiamme. Le granate esplodono un chilometro pi\u00f9 in l\u00e0 incendiando gli arbusti delle collinette all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>I soldati allineati in questa trincea sono un\u2019infinitesimale frazione dei 300mila richiamati che il Cremlino si prepara ad inserire tra i suoi effettivi,\u00a0ma sono sicuramente quelli pi\u00f9 prossimi a raggiungere i campi di battaglia.\u00a0 \u201cQuesti soldati \u2013 spiega l\u2019istruttore con il passamontagna calato\u00a0sul volto che coordina le manovre \u2013 \u00a0 hanno gi\u00e0 servito nelle nostre forze armate, ma dobbiamo riabituarli al pi\u00f9 presto alla battaglia. Anche\u00a0perch\u00e9 fra poco ci finiranno in mezzo. Per questo\u00a0cerchiamo di addestrarli a tutti i tipi di scontri,\u00a0da quelli\u00a0nella boscaglia e sulla neve\u00a0a quelli urbani e di trincea.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-159053 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Addestratore.jpg\" alt=\"Addestratore\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>Ma cerchiamo soprattutto di farli riprendere confidenza con tutte le armi a disposizione,\u00a0dal semplice kalashnikov ai lancia-granate anticarro\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><\/u><strong><u>Addestramento basico<\/u><\/strong><\/p>\n<p>In verit\u00e0 le attivit\u00e0 del\u00a0campo d\u2019addestramento appaiono estremamente\u00a0basiche. I richiamati, dopo aver sparato qualche caricatore da postazioni fisse e dai ruderi di vecchie fattorie sparpagliate tra le collinette, si lanciano in una serie di sbalzi lungo i campi.<\/p>\n<p>Il tutto mentre l\u2019istruttore cerca di ricordar loro le procedure per la\u00a0copertura reciproca durante il cambio di\u00a0caricatore o l\u2019avanzata in terreno scoperto.\u00a0 Neppure le\u00a0tecniche anticarro, provate al termine dell\u2019addestramento in trincea,\u00a0appaiono\u00a0all\u2019altezza di quello che troveranno sui campi di battaglia dove imperversano i droni e, in campo ucraino, missili sofisticati come gli americani Javelin, Nlaw o T4.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-159037 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/AddMobRussi3.jpg\" alt=\"AddMobRussi3\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>In questo campo d\u2019addestramento l\u2019arma scelta per fronteggiare blindati e tank resta\u00a0il vecchio, e ormai in larga parte inefficace, Rpg.\u00a0 Un\u2019arretratezza che gli addestratori cercano di minimizzare.<\/p>\n<p>\u201cLe armi servono solo per prender confidenza e imparare a muoversi. Da qui\u00a0si va direttamente in prima linea\u00a0per questo dobbiamo impegnarci al meglio. Poi una volta al fronte arriveranno anche armi migliori\u201d \u2013 ripete il sottufficiale da sotto il passamontagna.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-159051 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/MobRussiTankManovre.jpg\" alt=\"MobRussiTankManovre\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>Immaginare a quale fronte siano destinati queste reclute non \u00e8 difficile. A poche decine di chilometri da qui passano\u00a0le linee di Lysichansk e di Kremenoy. L\u00ec i\u00a0russi, i loro alleati ceceni e delle Repubbliche indipendentiste\u00a0di Lugansk e Donetsk hanno stabilito una nuova linea di difesa dopo la ritirata da Lyman di fine settembre. Da l\u00ec indietreggiare ulteriormente non si pu\u00f2, pena la perdita dei territori conquistati durante l\u2019offensiva d\u2019inizio estate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Le scelte di Surovikin<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il generale Sergey Surovikin, nuovo comandante in capo delle forze russe in Ucraina,\u00a0punta\u00a0proprio su questi uomini per ricacciare indietro gli ucraini e prendersi quel quaranta per cento dei territori della Repubblica di\u00a0Donetsk ancora sotto controllo di Kiev. Riuscirci significherebbe regalare a Vladimir Putin la posta indispensabile per chiudere un primo capitolo della partita.<\/p>\n<p>Mettendosi\u00a0in tasca Lugansk, Donetsk, i territori\u00a0occupati di\u00a0Melitopol e quanto resta \u2013 dopo l\u2019abbandono di Kherson \u2013 dei territori a est e sud\u00a0del fiume Dniepr. Mosca\u00a0potrebbe rivendicare, se non altro, il conseguimento degli obbiettivi dell\u2019Operazione Speciale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-159052 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/MobRussiRuderi.jpg\" alt=\"MobRussiRuderi\" width=\"812\" height=\"457\" \/><\/p>\n<p>Una mossa fondamentale sul fronte interno per giustificare il costo del conflitto e\u00a0proporre un\u00a0cessate il fuoco seguito da trattative negoziali. Una scelta che Surovikin ha considerato prioritaria rispetto alla difesa\u00a0di Kherson, il capoluogo dell\u2019omonima regione a nord della Crimea dichiarato territorio russo alla fine di settembre, che Putin si rifiutava inizialmente\u00a0di abbandonare.<\/p>\n<p>La\u00a0ritirata, annunciata\u00a0in Tv mercoled\u00ec\u00a09 novembre dal ministro della Difesa Sergey\u00a0Shoigu e dallo stesso Surovkin, \u00e8 stata definita avvilente e senza precedenti anche da\u00a0molti commentatori russi.<\/p>\n<p>\u201cQuella\u00a0decisione \u2013 ha scritto Yuri Kotyonol,\u00a0un blogger di questioni militari molto seguito su Telegram \u2013 \u00e8 semplicemente scioccante per milioni di persone che credono nella Russia, combattono per la Russia e muoiono per la Russia!\u201d<\/p>\n<p>In verit\u00e0 il realismo strategico di Surovikin ha,\u00a0alla fine,\u00a0fatto breccia anche nel Cremlino. Il ritiro da Kherson,\u00a0spiegato\u00a0da Shoigu e Surovikin\u00a0con l\u2019impossibilit\u00e0 di rifornire citt\u00e0 e truppe dopo la pioggia di razzi lanciati dagli HOMARS caduta sul principale ponte che la collegava alla riva occidentale del fiume Dniepr appare meno devastante\u00a0di\u00a0altre decisioni assunte in questi mesi\u00a0di guerra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-159042 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Sniper.jpg\" alt=\"Sniper\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>Dal punto di vista strategico \u00e8 sicuramente meno avventato\u00a0dell\u2019addio a\u00a0Kharkiv dello scorso settembre, quando Mosca abbandon\u00f2 non solo\u00a0interi depositi di mezzi e armamenti, ma lasci\u00f2 alla merc\u00e8 del nemico anche diversi reparti della\u00a0Repubblica indipendentista di Lugansk.<\/p>\n<p>Il ripiegamento da Kherson\u00a0evidenzia inoltre un cambiamento nei rapporti tra Cremlino e\u00a0i vertici della Difesa.\u00a0 Fin qui\u00a0la principale preoccupazione dei generali russi, dal capo di stato maggiore Valery Gerasimov in gi\u00f9, era evitare fastidi a Vladimir Putin riferendogli\u00a0i\u00a0problemi\u00a0di un\u2019armata piagata dalla corruzione e\u00a0dalle conseguenti malversazioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-159050 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/MobRussiDietroCasse.jpg\" alt=\"MobRussiDietroCasse\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>Un malvezzo ridimensionatosi con la nomina\u00a0del nuovo comandante delle operazioni sempre molto attento \u2013 nonostante il soprannome di \u201cgenerale Armageddon\u201d \u2013 ad evitare scelte azzardate. bE in varie occasioni Surovkin avrebbe ricordato al Cremlino, sussurrano fonti della Difesa russa,\u00a0l\u2019impossibilit\u00e0 di correggere con uno schiocco di dita le nefaste conseguenze degli errori dei suoi predecessori.<\/p>\n<p>Proprio la mobilitazione dei 300mila riservisti \u2013 contrassegnata da ritardi e carenze organizzative e\u00a0dalla desolazione di magazzini e arsenali\u00a0dove abbondano i\u00a0residuati d\u2019era sovietica, ma\u00a0scarseggiano mezzi, equipaggiamenti e armi recenti \u2013 han fatto capire\u00a0al generale che l\u2019arrivo in prima linea di rinforzi efficienti avrebbe richiesto molti mesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><\/u><strong><u>I dubbi sulla mobilitazione<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Le perplessit\u00e0, i dubbi e le prudenze di Surovikin risultano quanto mai evidenti assistendo all\u2019addestramento dei\u00a0richiamati. La prima domanda che ci si pone \u00e8 se questi soldati\u00a0possano rappresentare un\u2019autentica forza di sfondamento.\u00a0 Nessuno di loro \u00e8 pi\u00f9 molto giovane. Anzi sotto divise e giubbotti anti proiettile s\u2019indovinano le curve arrotondate di chi\u00a0s\u2019\u00e8 lasciato alle spalle da tempo le prime venti primavere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-159068 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Trincea.jpg\" alt=\"Trincea\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>Anche\u00a0armi,\u00a0attrezzature e protezioni hanno valicato l\u2019arco del ventennio\u00a0e contrastano\u00a0non solo con gli equipaggiamenti esibiti dai reparti ucraini riforniti dalla NATO ma anche con quelli ben pi\u00f9 moderni di molti reparti russi schierati in prima linea.<\/p>\n<p>Quindi mobilitati e riservisti difficilmente potranno contribuire ad un efficace controffensiva. Almeno nel breve periodo la maggioranza di loro andr\u00e0 a ricompattare le seconde e le terze linee o a\u00a0garantire\u00a0parziali rimpiazzi alle unit\u00e0 di combattimento\u00a0provate dalle perdite e dalle battaglie degli ultimi mesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><\/u><strong><u>La strage di Makiivka<\/u><\/strong><\/p>\n<p><u><\/u>Il tentativo di impiegare questi rincalzi in primissima linea ha gi\u00e0 mostrato tutti i suoi drammatici limiti proprio lungo le prime linee della\u00a0Repubblica del Lugansk. Qui il primo novembre, secondo quanto rivelato\u00a0dal sito d\u2019inchiesta russo Verstka,\u00a0\u00e8\u00a0stata trasferita un\u2019unit\u00e0 di 570 tra riservisti e coscritti reduce da appena due settimane di addestramento iniziate il 16 ottobre in un campo\u00a0vicino alla citt\u00e0 di\u00a0Voronezh, nel sud ovest della Russia.<\/p>\n<p>Subito dopo aver ricevuto l\u2019ordine di scavarsi delle trincee gli oltre 500 riservisti sarebbero stati individuati dai droni nemici e bersagliati per ore dal fuoco dei mortai. \u201cE\u2019 stato un inferno. Un drone ci ha sorvolato e poco dopo \u00e8 iniziato il fuoco dell\u2019artiglieria che \u00e8 durato per ore senza mai interrompersi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-159043 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Rpg.jpg\" alt=\"Rpg\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>Secondo il disperato racconto di Aleksei Agafonov l\u2019intera unit\u00e0 sarebbe stata dispiegata \u2013\u00a0nonostante la promessa di non venir mandata in prima linea \u2013 in una zona\u00a0del Lugansk non lontano dalla citt\u00e0 di Makiivka battuta\u00a0dai droni ucraini ed esposta al fuoco dei mortai.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-159039 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/MobRussiFuocoDaTerra.jpg\" alt=\"MobRussiFuocoDaTerra\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>Ho visto uomini fatti a pezzi davanti a me. La maggior parte dell\u2019unit\u00e0\u00a0non c\u2019\u00e8 pi\u00f9,\u00a0siamo stati distrutti\u201d \u2013 ha raccontato Aganov in un\u2019intervista\u00a0spiegando\u00a0che soltanto 130 soldati dell\u2019unit\u00e0 sarebbero sopravvissuti\u00a0mentre lui e una dozzina di quest\u2019ultimi avrebbero abbandonato Makiivka per raggiungere le linee tenute da altre unit\u00e0 russe intorno alla cittadina di\u00a0Svatovo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>I mobilitati delle Repubbliche<\/u><\/strong><\/p>\n<p><u><\/u>Ancora peggiori sono le condizioni della Repubblica di Lugansk impegnati ad addestrarsi in un altro settore del\u00a0campo. Qui armi e mezzi (cingolati BMP1) sono gli stessi visti all\u2019opera in Afghanistan negli anni 80. A differenza dei riservisti mobilitati\u00a0russi quelli della repubblica di Lugansk sono tutti volontari. Anche perch\u00e9 la loro et\u00e0 molte volte supera i quaranta anni\u00a0e, in alcuni casi, persino i cinquanta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-159044 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/AddCarristiLugansk1.jpg\" alt=\"AddCarristiLugansk1\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>La vera differenza qui la fa la retribuzione. Gli ultimi aumenti decisi dalle repubbliche\u00a0indipendentiste hanno portato il salario dai 74mila rubli (poco pi\u00f9 di 1.000 euro) d\u2019inizio guerra ai ben 200mila rubli attuali, pari a quasi 3.000 euro.<\/p>\n<p>Non a caso molti dei\u00a0nuovi arruolati hanno abbandonato l\u2019uniforme da minatore indossata fino a qualche settimana fa per vestire la mimetica, pi\u00f9 rischiosa ma decisamente pi\u00f9 remunerativa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-159046 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/TrainingLMobilitatiuganskjpg.jpg\" alt=\"TrainingLMobilitatiuganskjpg\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>A fronte di paghe molto alte\u00a0gli equipaggiamenti restano quelli approssimativi, o assolutamente inadeguati, che caratterizzano alcune unit\u00e0 delle cosiddette repubbliche. Quasi nessuno di questi mobilitati dispone di giubbotti anti-proiettile, in molti casi mancano perfino gli elmetti mentre i kalashnikov sono ancora quelli della vecchia Armata Rossa.<\/p>\n<p>L\u2019addestramento \u00e8 quello basico delle reclute che imbracciano per la prima volta un fucile d\u2019assalto e imparano a impugnarlo senza caricatore inserito (nella foto sopra).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-159045 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/MobilitRepLugansk.jpg\" alt=\"MobilitRepLugansk\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>\u201cFino a due mesi fa lavoravo in una miniera di carbone \u2013 racconta\u00a0il 36enne Iuri intento a seguire\u00a0un corso da tiratore carrista \u2013 ma quando ho visto che molti miei colleghi correvano ad arruolarsi ho deciso di provarci anch\u2019io. A casa devo pensare\u00a0ai miei genitori, a mia moglie e ai nostri due figli. Almeno cos\u00ec posso garantire loro qualche soldo e al tempo stesso difendere sia loro, sia la mia patria\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><\/u><strong><u>La prossima offensiva<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Insomma n\u00e8 i mobilitati russi, n\u00e8 tantomeno quelli reclutati nei territori\u00a0del Donbass controllati dalle Repubbliche indipendentiste potevano garantire un immediato ribaltamento del fronte, n\u00e8 tantomeno salvare Kherson, dove peraltro Mosca aveva schierato i suoi migliori reparti di fanteria inclusi forze aerotrasportate e fucilieri di Marina.<\/p>\n<p>Proprio gli scarsi vantaggi garantiti dalla mobilitazione nel breve periodo\u00a0hanno convinto il comandante\u00a0Surovikin\u00a0a scegliere\u00a0una\u00a0decisa strategia di tamponamento basata sulla sistematica distruzione\u00a0a colpi di missili e droni-kamikaze delle\u00a0strutture strategiche nemiche\u00a0lasciate fino a quel momento intatte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-159047 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/BlindMobLugSpara.jpg\" alt=\"BlindMobLugSpara\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>Colpendo centrali elettriche,\u00a0snodi ferroviari e comandi dell\u2019intelligence, Surovikin punta a paralizzare possibili offensive ucraine e a ritardare lo spostamento di nuove armi occidentali. Nel frattempo ha incominciato a muovere i primi 50.000 uomini resi disponibili dalla mobilitazione.\u00a0 E dovendo scegliere se utilizzarli per salvare Kherson o per completare la presa del\u00a0Donbass non ha esitato a sacrificare un capoluogo ormai impossibile da rifornire e difendere.<\/p>\n<p>Nel frattempo\u00a0i 50mila mobilitati arrivati\u00a0garantiranno almeno la stabilit\u00e0 delle retrovie e della logistica nelle zone del\u00a0Lugansk e del Donetsk. In attesa degli altri 250mila riservisti e di una nuova offensiva russa che ben difficilmente scatter\u00e0 prima del prossimo febbraio.<\/p>\n<p>Foto di Gian Micalessin<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/11\/reportage-laddestramento-dei-riservisti-russi-e-dei-volontari-del-donbass\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/11\/reportage-laddestramento-dei-riservisti-russi-e-dei-volontari-del-donbass\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gian Micalessin) Luhansk (Donbass) \u201cSu zu, su zu\u201c (\u201ctutti gi\u00f9 tutti gi\u00f9\u201d) \u2013\u00a0 ulula\u00a0 la voce stentorea del sottufficiale mentre la fila di giubbotti anti proiettili ed elmetti rotola\u00a0 a terra vomitando raffiche\u00a0 di kalashnikov contro le linee del nemico. \u00a0Poi, uno a uno, i fanti\u00a0si rialzano\u00a0e tornano ad \u00a0 allungarsi come fila di\u00a0verdi formiche nella cicatrice grigia della trincea. 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