{"id":75570,"date":"2022-11-21T11:00:44","date_gmt":"2022-11-21T10:00:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75570"},"modified":"2022-11-19T09:40:35","modified_gmt":"2022-11-19T08:40:35","slug":"la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75570","title":{"rendered":"La prosa politica di Giuseppe Mazzini. Per una critica democratica del liberalismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (<span class=\"span-info\">Michelangelo Ingrassia)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ermeneutica mazziniana, nel centocinquantesimo anniversario della morte del pensatore e combattente democratico rivoluzionario, propone, pi\u00f9 viva e necessaria che mai, una meditazione su quello che Luciano Canfora ha definito come l\u2019\u00abequivoco\u00bb che \u00abha stabilmente inquinato il linguaggio politico\u00bb contemporaneo: ossia l\u2019identificazione di democrazia e liberalismo. Un\u2019identificazione, egli scrive, generata e propagata alla fine della seconda guerra mondiale dalle classi dirigenti liberali di tutto l\u2019Occidente che mentre acquisivano, solo per loro, l\u2019uso e il monopolio della parola \u00abdemocrazia\u00bb, contemporaneamente \u00abmarciavano a grandi passi verso la restaurazione della pi\u00f9 incontrollata economia liberista\u00bb; gli effetti dannosi di quest\u2019equivoca identificazione sono quotidianamente sotto i nostri occhi: la libert\u00e0 oggi, ammonisce Canfora, \u00absta sconfiggendo la democrazia\u00bb<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le generazioni del secondo dopoguerra sono state abituate a pensare che democrazia e liberalismo fossero un modello politico integrato; non hanno avuto memoria storica del lungo conflitto politico e ideologico che in passato schier\u00f2, su fronti contrapposti, liberalismo e democrazia; ancora oggi ignorano che invece esse furono e rimangono due distinte e opposte tradizioni politiche munite ciascuna di un peculiare patrimonio genetico, concettuale, etico. Eppure, scrutando l\u2019Europa del XIX secolo, Ernst Nolte vi scorgeva:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">timori liberali nei confronti del prevalere delle masse e della forza distruttiva di una \u201crivoluzione democratica\u201d erano stati espressi in modo impressionante, gi\u00e0 nel 1835, da Alexis de Tocqueville. Inoltre, la rivoluzione del 1848-49 aveva dimostrato in tutti i paesi che i rappresentanti della borghesia colta liberale si alleavano con le \u201cvecchie forze\u201d che andavano loro largamente incontro, piuttosto che con la \u201cdemocrazia radicale\u201d da cui temevano di essere inghiottiti. Una testimonianza classica delle preoccupazioni e dei timori del liberalismo [\u2026] nei confronti della crescita di un modo di agire e di essere collettivista, che si chiamava per lo pi\u00f9 \u201cdemocratico\u201d, \u00e8 il trattato <em>On Liberty<\/em> di John Stuart Mill del 1859<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, ammette lo studioso Mario Giuseppe Losano:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">oggi \u00e8 difficile immaginare la diffusa delusione e il rifiuto del liberalismo presente nella societ\u00e0 europea tra la fine dell\u2019Ottocento e l\u2019inizio del Novecento [\u2026] L\u2019introduzione del liberalismo nel XVIII secolo, scriveva Rustow nel 1945, fu accompagnata dalla speranza di un grande sviluppo economico e di un\u2019accresciuta armonia fra i contrapposti interessi sociali. Purtroppo solo la prima delle previsioni si \u00e8 avverata e \u201cl\u2019eccezionale sviluppo dell\u2019economia nel XIX secolo fu accompagnato da un altrettanto eccezionale acutizzarsi dei conflitti politici e sociali\u201d<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Ottocento fu caratterizzato dal dominio ideologico, politico, economico e culturale del liberalismo; vigorosamente combattuto da un irriducibile ribellismo intellettuale e sociale ben rappresentato da quelle forze organizzate che \u2013 dal luddismo inglese ai Fasci Siciliani, passando per i movimenti democratici e socialisti, i circoli anarchici e i gruppi nazionalisti \u2013 incendiarono l\u2019epoca con le contestazioni e le pagine esplosive di Marx, Engels, Bakunin, Renan, Carlyle<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come a quel tempo anche oggi, in un\u2019epoca ancora una volta segnata dall\u2019egemonia ideologica del neoliberalismo e dalla crisi delle teorie politiche a esso alternative, pu\u00f2 essere utile ritornare alla critica mazziniana del liberalismo per comprendere se essa pu\u00f2 costituire, nella contemporaneit\u00e0, l\u2019indispensabile base d\u2019appoggio per il rilancio di un\u2019iniziativa politica autenticamente democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Com\u2019\u00e8 stato autorevolmente affermato, infatti,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giuseppe Mazzini fu contemporaneo di Alexis De Tocqueville, John Stuart Mill e Karl Marx, ma non \u00e8 diventato, come loro, un classico del pensiero politico. La comunit\u00e0 intellettuale internazionale ha studiato il suo pensiero con un\u2019attenzione minore rispetto a quella che ha dedicato agli altri grandi dell\u2019Ottocento. I suoi scritti non sono parte dei curriculi universitari. [\u2026] Perch\u00e9 possa diventare un classico \u00e8 necessario chiederci se il pensiero politico di Mazzini contiene concetti, argomenti o suggerimenti che ci permettono di capire il nostro tempo meglio delle teorie oggi egemoni, e se indicano nuove possibilit\u00e0 di azione politica<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quello di Mazzini \u00e8 il profilo di un rivoluzionario di professione il cui ritratto politico andrebbe collocato in un ambito molto pi\u00f9 ampio di quello a lui riservato del fervente patriota dell\u2019Unit\u00e0 nazionale. Oltre che nobile vate del Risorgimento italiano, infatti, Mazzini fu anche il leader politico e l\u2019intellettuale pi\u00f9 prestigioso del movimento democratico europeo, nel quale s\u2019incontrano personalit\u00e0 storiche come i francesi Jules Michelet e Alphonse de Lamartine, il tedesco Julius Frobel, l\u2019inglese William Lovett. E anche figure poco note ma appassionate come quella del giovane patriota romeno, cristiano ortodosso, Nicolae Balcescu, che di Mazzini condivise la visione filosofica della presenza di Dio nella storia; il mito storico della Terza Roma, quella del popolo dopo l\u2019altra dei Cesari e dei Papi; il principio politico dell\u2019inscindibile legame democratico tra questione nazionale e giustizia sociale che non a caso, nel tornante infuocato del 1848, orienter\u00e0 l\u2019esperienza rivoluzionaria della Repubblica Romana di Mazzini e della Repubblica Romena di Balcescu<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fu la prosa politica di Mazzini a ispirare il movimento democratico rivoluzionario, a provocare nella Penisola e in Europa tentativi armati, a suscitare energie intellettuali e insurrezionali che subito dopo la proclamazione dell\u2019Italia unita, si ricomposero nella proposta di una democrazia sociale che concepiva la redistribuzione delle ricchezze come premessa necessaria al rinnovamento della nuova Nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una prosa politica elaborata sulle formule programmatiche della Guerra di popolo, dell\u2019assemblea costituente, di capitale e lavoro nelle stesse mani, le quali trasfusero nel movimento democratico rivoluzionario una volont\u00e0 di riscossa contro la sconfitta subita per opera dei liberali nel 1861. \u00c8 la prosa mazziniana a risospingere dal 1862 i democratici alla ripresa dell\u2019iniziativa politica con un programma di trasformazioni strutturali: la Costituente, il suffragio universale, l\u2019istruzione obbligatoria e gratuita per tutti, gli aumenti salariali, la riduzione dell\u2019orario di lavoro, l\u2019attuazione del cooperativismo e del mutualismo in alternativa al capitalismo. \u00c8 la prosa mazziniana che induce le Societ\u00e0 Operaie di Mutuo Soccorso a farla finita con il liberalismo e a diventare la prima linea della democrazia rivoluzionaria. \u00c8 con la prosa mazziniana che il movimento democratico rivoluzionario, soppresso dalle fucilate d\u2019Aspromonte, riuscir\u00e0 comunque a diffondere nella politica italiana tutti quei fermenti operaistici e solidaristici distanti dall\u2019anarchismo e distinti dal socialismo scientifico, che tuttavia contribuiranno alla formazione di una Estrema sinistra storica da cui eromperanno, nelle piazze e in Parlamento, l\u2019opposizione radicale e la protesta repubblicana con il lombardo Felice Cavallotti e il siciliano Napoleone Colajanni, il settentrionale Fascio della Democrazia e il meridionale Fascio dei Lavoratori Siciliani: polo nord e polo sud della rivoluzione democratica italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il movimento democratico rivoluzionario di Mazzini, insomma, sopravvissuto alle persecuzioni della Destra storica, alle seduzioni del trasformismo, alle repressioni crispine, al tentativo autoritario di fine secolo, agli aspri contrasti con il positivismo socialista, con il darwinismo nazionalista, con l\u2019utilitarismo liberista, rappresenter\u00e0 una corrente vitale nella storia politica d\u2019Italia, in dialettica contrapposizione con la prosa del mondo moderato e dell\u2019oligarchia liberale dominante da Cavour a Giolitti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fino all\u2019ultimo Mazzini si batter\u00e0 per sostanziare la sua prosa con l\u2019azione rivoluzionaria: eccolo nel 1870, anziano e ammalato, arrestato nella rada di Palermo mentre si recava in Sicilia per dirigervi un\u2019insurrezione armata; fu rinchiuso senza riguardo nella fortezza di Gaeta, da dove usc\u00ec grazie all\u2019amnistia concessa dopo la presa italiana di Roma. Pass\u00f2 in esilio gli ultimi anni della sua vita muovendosi tra la Svizzera e l\u2019Inghilterra e frattanto organizzava la Fratellanza delle Societ\u00e0 Operaie, in dissenso con il socialismo internazionalista: fu l\u2019ultima battaglia prima della morte, che sopraggiunse il 10 marzo 1872 a Pisa, dove si era rifugiato clandestinamente, sotto falso nome, accolto in casa da una famiglia di leali compagni. Quando la luttuosa notizia fu data alla Camera, il Presidente del Consiglio Giovanni Lanza, un liberale gi\u00e0 fedele sostenitore di Cavour ed esponente della Destra storica, rimase ostentatamente seduto in segno di disprezzo. Cavour, del resto, fin dagli esordi in politica, non fu colui che \u00abcritic\u00f2 i democratici come disonesti, volgari e inetti\u00bb?<a id=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn7\">[7]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio nel medesimo anno in cui Mazzini spir\u00f2, un intellettuale come Francesco De Sanctis iniziava la pubblicazione della sua celebre storia della letteratura italiana. In essa, applicando una nuova metodologia interpretativa che collocava uomini e opere in un contesto di lotte culturali e di contrasti tra concezioni della vita antagonistiche, De Sanctis distingue tra una scuola letteraria democratica e l\u2019altra liberale. In questa grande divisione, che rifletteva la separazione tra due culture politiche e filosofiche ma anche tra due dimensioni di vita e di valori, la prosa del Mazzini \u00e8 consacrata con sicuro senso storico nell\u2019ambito della scuola democratica<a id=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn8\">[8]<\/a>. Un elemento che indica e mostra la funzione storica esercitata dalla letteratura politica mazziniana non soltanto nella storia d\u2019Italia ma anche nella storia del pensiero democratico e della lotta per la democrazia in Europa. Una traccia, peraltro, di quella guerra tra scuola democratica e scuola liberale, per usare la terminologia desanctisiana, combattuta in quel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla prosa mazziniana si formeranno generazioni di giovani democratici repubblicani destinati a diventare i principali leader del socialismo riformista italiano: da Filippo Turati a Claudio Treves e ancora Pietro Nenni; ma anche i pi\u00f9 importanti dirigenti del sindacalismo rivoluzionario italiano: da Alceste De Ambris a Filippo Corridoni; e persino la prima donna che ricopr\u00ec in Europa l\u2019incarico di Segretaria Generale di una Categoria di lavoratori come quella dei braccianti: la sindacalista Argentina Altobelli<a id=\"_ftnref9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pure una certa giovent\u00f9 tornata inquieta dalle trincee della Grande Guerra era stata infervorata dalla prosa mazziniana prima di essere traviata dall\u2019incipiente fascismo: da Dino Grandi a Italo Balbo e persino Ettore Muti, tutti giovani mazziniani poi diventati famigerati gerarchi fascisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la prosa mazziniana trover\u00e0 una sicura e pi\u00f9 autentica lettura e interpretazione in una diversa e folta schiera di giovani democratici che vivacizzeranno l\u2019opposizione al liberalismo di Giolitti e poi al fascismo di Mussolini con la medesima intransigenza con cui Mazzini si era opposto a Cavour e alla Destra nel suo tempo.La generazione democratica di Gaetano Salvemini, Riccardo Bauer, Aldo Rosselli, Guido Dorso, Ferruccio Parri, Silvio Trentin, Emilio Lussu, Francesco Fancello, Alberto Cianca, Piero Calamandrei rappresenter\u00e0 nel primo Novecento l\u2019idea di democrazia politica e democrazia economica attinta dalla prosa mazziniana. E parole e pensieri mazziniani si ritrovano pure nella battaglia antifascista dei giornali \u00abQuarto Stato\u00bb e \u00abNon Mollare\u00bb, nella protesta di Giovanni Amendola e nella proposta dei fratelli Carlo e Nello Rosselli; e ancora una volta fu Guerra di popolo e Costituente, democrazia politica e democrazia economica, Giustizia e Libert\u00e0. Trent\u2019anni dopo, nel 1945, la nuova generazione democratica di Lombardi, Pacciardi, Valiani, Calogero vedr\u00e0 il compimento del Risorgimento mazziniano nella Resistenza e nella nascita della Repubblica, prima di essere sbaragliata dai discepoli culturali e politici di Benedetto Croce il cui lungo cammino era stato, nell\u2019arco del Novecento, \u00abtutto in opposizione alla democrazia\u00bb<a id=\"_ftnref10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mazzini, invece, per tutta la vita aveva creduto \u00abche solamente la democrazia potesse innalzare i popoli\u00bb<a id=\"_ftnref11\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn11\">[11]<\/a>; e quella del Mazzini era credenza religiosa, azione morale, atto di fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La concezione morale della realt\u00e0 operante nell\u2019ideologia mazziniana implicava delle evidenti negazioni, chiaramente declinate nella prosa politica del pensatore genovese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella prosa mazziniana si percepisce la negazione dell\u2019utile, che non promuovendo slanci morali trasforma i titolari dei diritti individuali in egoisti che non credono di dovere estendere i diritti a quanti, di fatto, ne sono privi<a id=\"_ftnref12\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn12\">[12]<\/a>. Si percepisce la negazione del cosmopolitismo, che Mazzini ritiene colpevole di avere provocato la divisione tra nazioni detentrici di diritti ed egoiste e nazioni povere di diritti e abbandonate, alla stregua dei diritti e degli egoismi individuali<a id=\"_ftnref13\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn13\">[13]<\/a>. Si percepisce, ancora, la negazione della \u00abPatria dei re\u00bb, ossia delle nazioni la cui esistenza \u00e8 vincolata alle combinazioni diplomatiche stabilite dai trattati internazionali politici, economici, commerciali<a id=\"_ftnref14\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn14\">[14]<\/a>. Si percepisce la negazione della piccola e meschina politica fatta di egoismi, astuzie, compromessi, avvedutezze, incapace di incidere sulle coscienze e associare i membri di una comunit\u00e0; in questo senso, come osserva Valentini: \u00abla politica di Cavour gli pareva appunto un esempio di questa piccola politica\u00bb<a id=\"_ftnref15\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn15\">[15]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mazzini, dunque, non fu temuto e osteggiato soltanto come il patriota che lottava per l\u2019Italia una, libera, indipendente e repubblicana; egli fu avversato anche e soprattutto come il patriota e il teorico della democrazia. Le tesi mazziniane, insomma, come pure ha scritto Fenske, furono combattute perch\u00e9 erano \u00abper la borghesia italiana troppo radicali, a causa della loro connotazione democratica\u00bb<a id=\"_ftnref16\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn16\">[16]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo punto, per tornare al problema che poneva Maurizio Viroli nel brano citato prima, si considera possibile affermare qui che la vita e la prosa politica di Mazzini contengono concetti, argomenti e suggerimenti che ci permettono di capire il nostro tempo meglio di altre prose oggi tanto in voga e in alternativa alle teorie e visioni oggi egemoni; indicando, peraltro, nuove possibilit\u00e0 di azione politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mazzini, infatti, con la sua critica democratica del liberalismo, non solo smentisce l\u2019equivoco mito della complementariet\u00e0 tra liberalismo e democrazia, non solo d\u00e0 una formidabile chiave interpretativa del nostro tempo ma suggerisce anche, con la sua democrazia dei doveri, una nuova agibilit\u00e0 politica per un modello di convivenza sociale, economica, culturale, genuinamente democratica e alternativa al liberalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con Mazzini, insomma, democrazia e liberalismo tornano a separarsi. Il liberalismo torna a essere una categoria politica ed economica fondata sull\u2019idea individualistica della societ\u00e0 e protesa a salvaguardare l\u2019autonomia d\u2019iniziativa e di competizione del singolo e delle \u00e9lites; la democrazia torna invece a essere una categoria politica ed economica fondata sulla partecipazione popolare, sull\u2019idea comunitaria della vita civile, sulla cooperazione e la solidariet\u00e0. Se la democrazia oggi ha smarrito il suo significato e nel lessico politico \u00e8 stata degradata ad aggettivo che qualifica il liberalismo e il socialismo, Mazzini aiuta a comprendere che la parola \u201cdemocrazia\u201d \u00e8 invece un sostantivo politico autonomo, lontano e separato da locuzioni come \u201cliberaldemocrazia\u201d o \u201csocialdemocrazia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mazzini, in definitiva, aiuta a capire la sostanza dei regimi politici odierni e insegna a distinguere un regime democratico dal regime liberale; problema quanto mai presente in questo nostro tempo e che addirittura intacc\u00f2 le radici della Repubblica con un combattimento la cui narrazione costituisce la metafora della storia del conflitto tra liberalismo e democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo scontro si svolse il 26 settembre 1945 nell\u2019aula della Consulta Nazionale. Aveva la parola Ferruccio Parri, del Partito d\u2019Azione, mazziniano, Presidente del Consiglio del primo governo dell\u2019Italia appena liberata dal nazifascismo. A un certo punto della sua orazione, Parri rivolse all\u2019assemblea le seguenti parole:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">quello che vi deve interessare di fronte a questa situazione d\u2019incertezza e che pi\u00f9 vi deve stare a cuore \u00e8 quella che io chiamo la causa democratica [\u2026] tenete presente che da noi la democrazia \u00e8 appena agli inizi [\u2026] Io non so, non credo che si possano definire regimi democratici quelli che avevamo prima del fascismo <em>[proteste di parte dell\u2019assemblea, commenti, rumori, Parri \u00e8 fatto bersaglio d\u2019interruzioni, i consultori si schierano apostrofandosi a vicenda, faticosamente Parri riprende la parola] <\/em>mi rincresce che la mia definizione sia stata mala accetta. Intendevo dire questo: democratico ha un significato preciso, direi tecnico. Quelli erano regimi che possiamo definire e ritenere liberali<a id=\"_ftnref17\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn17\">[17]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Contro Parri intervenne Benedetto Croce, nella sua veste di leader del Partito Liberale Italiano. Difese la realt\u00e0 dello Stato liberale affermando che esso aveva consentito l\u2019evoluzione materiale e morale degli italiani, i quali giunsero al suffragio universale, poterono fondare associazioni e camere del lavoro, ottennero il diritto di sciopero, ebbero rappresentanti socialisti in Parlamento; infine, sentenzi\u00f2:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">democrazia senza dubbio liberale perch\u00e9 se il liberalismo senza democrazia langue privo di materia e di stimolo, la democrazia a sua volta, senza l\u2019osservanza del sistema e del metodo liberale, si perverte e si corrompe e apre la via alle dittature e ai dispotismi<a id=\"_ftnref18\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn18\">[18]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Presidente Parri cos\u00ec replic\u00f2 nella seduta del 2 ottobre:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">alla qualificazione di democrazia, alla qualifica di democratico, io annetto connotati politici determinati, che non riconosco in atto neppure oggi. Oggi abbiamo una volont\u00e0 democratica non un regime, non un costume politico democratico<a id=\"_ftnref19\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn19\">[19]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ricomparivano in quel dibattito le fasi della lotta tra liberali e democratici che aveva sconvolto l\u2019Italia da Cavour a Giolitti, compreso la lunga e triste storia di repressioni sociali che il regime liberale aveva commesso e che Croce adesso evitava di ricordare nel suo discorso. Poche settimane dopo i ministri liberali abbandonarono il governo e Parri fu costretto a dimettersi; la realizzazione del regime democratico non and\u00f2 oltre le fondamenta della Costituzione, poi fu sospesa a tempo indeterminato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prosa politica di Mazzini \u00e8 costruita sulla realt\u00e0 dei diritti e dei doveri; sono questi a costituire l\u2019essenza della democrazia e del liberalismo. L\u2019elaborazione mazziniana, quindi, dimostra come, dietro il conflitto tra democrazia e liberalismo, si celi la lotta tra diritti e doveri. Anche in questo caso bisogna prendere atto della lucida attualit\u00e0 dell\u2019intellettuale genovese il quale mette in guardia dalla minaccia di disintegrazione individualistica della societ\u00e0 rappresentata dalla cos\u00ec chiamata ideologia dei diritti. La questione \u00e8 stata recentemente trattata da Luciano Violante che ha descritto come una democrazia priva di doveri possa diventare ostaggio degli egoismi individuali e delle conseguenti lotte tra Poteri e tra elit\u00e9s<a id=\"_ftnref20\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftn20\">[20]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gi\u00e0 Mazzini, del resto, aveva legato diritti e doveri a egoismo e altruismo cosicch\u00e9 la sua alternativa tra democrazia e liberalismo, tra diritti e doveri, comprendeva anche l\u2019alternativa tra egoismo e altruismo; e per il pensatore democratico tutto dipende da questa scelta: istituzioni, forma e modello di Stato, sistemi economici, legislazioni, stile di vita individuale e collettiva, costume pubblico e privato, priorit\u00e0 dell\u2019agenda politica. \u00c8 in questa prosa conflittuale tra egoismo e altruismo che Mazzini, nella sua concezione democratica, connette l\u2019idea di Patria con l\u2019umanit\u00e0 e la giustizia sociale, considera la religione come forza morale necessaria per l\u2019emancipazione dei popoli da ogni servit\u00f9: ieri alle potenze militari, oggi anche alle potenze finanziarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella prosa del Mazzini teorico della democrazia dei doveri e critico del liberalismo, dunque, possiamo trovare indicazioni necessarie per pensare e agire nel nostro tempo e, se necessario, contro il nostro tempo. Mazzini, infatti, smaschera coloro che hanno ridotto la democrazia al metodo del voto popolare per la scelta dei governanti tra pi\u00f9 leadership in competizione tra loro. Mazzini, insomma, toglie definitivamente la maschera all\u2019elitismo democratico oggi dominante, il quale ha ripudiato l\u2019ideale etico e comunitario di democrazia, partecipazione, autogoverno, cooperativismo, spostando il fuoco dell\u2019attenzione sulle elite, sulla necessit\u00e0 e stabilit\u00e0 di un assetto istituzionale che favorisca la competizione tra classi dirigenti perennemente tali, escludendo dallo spazio pubblico il popolo. Mazzini dimostra che quella che noi oggi definiamo realt\u00e0 democratica \u00e8, nella sostanza, una realt\u00e0 liberale che si finge democratica.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref1\">[1]<\/a> L. Canfora, <em>La democrazia. Storia di un\u2019ideologia<\/em>, Laterza, Roma-Bari 2004, pp. 364-365.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref2\">[2]<\/a> E. Nolte, <em>Storia dell\u2019Europa 1848-1918<\/em>, Marinotti edizioni, Milano 2003, pp. 174-175.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref3\">[3]<\/a> M. G. Losano, <em>La questione sociale e il solidarismo francese: attualit\u00e0 di una dottrina antica<\/em>, \u00abSociologia del Diritto\u00bb, 1, aprile 2008.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref4\">[4]<\/a> Sullo scontro ideologico che fece da trama ai conflitti sociali e politici che infiammarono l\u2019et\u00e0 contemporanea si veda Z. Sternhell, <em>Contro l\u2019illuminismo. Dal XVIII secolo alla guerra fredda<\/em>, Baldini Castoldi Dalai, Milano 2007.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref5\">[5]<\/a> M. Viroli, prefazione a G. Mazzini, <em>Opere politiche<\/em>, a cura di T. Grandi, A. Camba, Utet, Novara 2005, p. 1.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref6\">[6]<\/a> Sulla poco nota figura del Balcescu mi permetto di segnalare il mio M. Ingrassia, <em>Nicolae Balcescu patriota europeo<\/em>, in F. Grammauta (a cura di), <em>1800: il secolo del patriottismo risorgimentale<\/em>, Atti del convegno, Palermo 30 novembre 2013, Accademia Templare, Roma 2013; il saggio \u00e8 correlato da un\u2019appendice bibliografica sul \u00abMazzini di Romania\u00bb.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref7\">[7]<\/a> D. Mack Smith, <em>Cavour. Il grande tessitore dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia<\/em>, Bompiani, Milano 1985, p. 50.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref8\">[8]<\/a> F. De Sanctis, <em>La letteratura italiana nel secolo XIX. La scuola liberale e la scuola democratica<\/em>, a cura di F. Catalano, Laterza, Bari 1953.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref9\">[9]<\/a> Sulla straordinaria figura di Argentina Altobelli, nata nel 1866 e morta nel 1942, mi permetto di segnalare il mio M. Ingrassia, <em>Argentina Altobelli. Politica e sindacato dal Risorgimento al fascismo<\/em>, \u00abRassegna Storica del Risorgimento, Anno XCIV, Fascicolo II, aprile-giugno 2007.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref10\">[10]<\/a> Z. Sternhell, <em>op. cit.<\/em>, p. 502.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn11\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref11\">[11]<\/a> H. Fenske, <em>Il pensiero politico contemporaneo<\/em>, Il Mulino, Bologna 2004,p. 137.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn12\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref12\">[12]<\/a> \u00c8 questa la legge di chi crede che ognuno deve conquistarsi i diritti, per esempio al lavoro e alla casa, da s\u00e9 e in competizione con gli altri.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn13\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref13\">[13]<\/a> \u00c8 la legge dell\u2019utile applicata alla vita delle nazioni; \u00e8 facile vedere nella critica mazziniana del cosmopolitismo una critica alla globalizzazione.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn14\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref14\">[14]<\/a> Mazzini, probabilmente, guardando all\u2019Europa cos\u00ec com\u2019essa \u00e8, avrebbe criticato con forza i trattati finanziari che interferiscono con la vita dei popoli e delle nazioni.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn15\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref15\">[15]<\/a> F. Valentini, <em>Il pensiero politico contemporaneo<\/em>, Laterza, Roma-Bari 2001, p. 230.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn16\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref16\">[16]<\/a> H. Fenske, <em>op. cit.<\/em>, p. 137.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn17\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref17\">[17]<\/a> F. Parri, <em>Scritti 1915-1975<\/em>, Feltrinelli, Milano 1976, pp. 192-193.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn18\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref18\">[18]<\/a> B. Croce, <em>Scritti e discorsi politici (1943-1947)<\/em>, Laterza, Roma-Bari 1963, vol. II, pp. 199-200.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn19\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref19\">[19]<\/a> Non pubblicato nel volume degli scritti di Parri, il testo di questo discorso \u00e8 consultabile in <em>Atti della Consulta, Assemblea plenaria<\/em>, 2 ottobre 1945.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn20\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/#_ftnref20\">[20]<\/a> Cfr. L. Violante, <em>Il dovere di avere doveri<\/em>, Einaudi, Torino 2014.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/11\/18\/la-prosa-politica-di-giuseppe-mazzini-per-una-critica-democratica-del-liberalismo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Michelangelo Ingrassia) L\u2019ermeneutica mazziniana, nel centocinquantesimo anniversario della morte del pensatore e combattente democratico rivoluzionario, propone, pi\u00f9 viva e necessaria che mai, una meditazione su quello che Luciano Canfora ha definito come l\u2019\u00abequivoco\u00bb che \u00abha stabilmente inquinato il linguaggio politico\u00bb contemporaneo: ossia l\u2019identificazione di democrazia e liberalismo. 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