{"id":75580,"date":"2022-11-21T09:30:31","date_gmt":"2022-11-21T08:30:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75580"},"modified":"2022-11-20T13:31:21","modified_gmt":"2022-11-20T12:31:21","slug":"europa-invertebrata-e-fiume-in-secca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75580","title":{"rendered":"Europa invertebrata e \u201cFiume\u201d in secca"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di\u00a0 NUOVA RIVISTA STORICA (Aldo A. Mola)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-75581\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/DANNUZIO_ALALA-1200x480-1-300x120.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"120\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/DANNUZIO_ALALA-1200x480-1-300x120.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/DANNUZIO_ALALA-1200x480-1-1024x410.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/DANNUZIO_ALALA-1200x480-1-768x307.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/DANNUZIO_ALALA-1200x480-1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Una perturbazione atlantica in picchiata sull\u2019Italia?\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la Francia ama l\u2019Italia? Come no! Quando e dove il re dei Franchi Carlo si fece porre sul capo la corona di Sacro Romano Imperatore? A Roma, il giorno di Natale dell\u2019anno 800 d. Cr., da papa Leone III. Senza la Citt\u00e0 Eterna la Francia rimane \u201cin cerca\u201d. La sua passione per l\u2019Italia divamp\u00f2 nuovamente con Carlo VIII di Valois che, appena giovinotto, nel 1494 vi irruppe e in un battibaleno arriv\u00f2 sino a Napoli. Il suo affetto non fu del tutto corrisposto. Papa Giulio II (Giuliano della Rovere, Savona, 1444-Roma, 1513) nel 1511 promosse la Lega Santa con Spagna e Venezia e band\u00ec la crociata contro i francesi al grido \u201cFuori i barbari!\u201d. Nel 1796, tre secoli dopo Carlo VIII, Napoleone Buonaparte capitan\u00f2 la francese Armata d\u2019Italia alla conquista del Bel Paese. Gli piacque allo spasimo. Contento che Ugo Foscolo lo avesse invocato \u201cliberatore\u201d, ne port\u00f2 via tutto il possibile. Ricordini in gran parte rimasti l\u00e0. Quando si incoron\u00f2 imperatore si dichiar\u00f2 successore di Carlo Magno. Anche Napoleone III volle bene agli italiani (di passaggio alla contessa di Castiglione, molto meno influente di quanto si narri). Appena morto Camillo Cavour, lo spieg\u00f2 a Vittorio Emanuele II: l\u2019Italia aveva sbagliato a volere l\u2019\u201cunificazione\u201d, doveva contentarsi di essere una \u201cunione\u201d, pi\u00f9 o meno una confederazione, senza toccare lo Stato Pontificio. Poi la storia and\u00f2 come and\u00f2. Nel 1945-1947 la Francia di De Gaulle impose mortificanti rettifiche di frontiera, irrilevanti in caso di guerra. Aveva la testa volta al passato remoto. I recenti \u201cdissensi\u201d italo-francesi sono dunque appena un cirro in un cielo roseo rispetto alle tempeste dei tempi andati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Furono altri, come Altiero Spinelli e Jean Monnet, di qua e di l\u00e0 delle Alpi, a insegnare, settanta e pi\u00f9 anni fa, che dopo la nuova guerra dei trent\u2019anni (1914-1945) era tempo di Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Ma l\u2019Europa non c\u2019\u00e8<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per\u00f2 i fatti, sono ostinati. Insegnano che, come dell\u2019Italia diceva Clemens von Metternich, l\u2019\u201cEuropa\u201d odierna \u00e8 solo \u201cun\u2019espressione geografica\u201d. Senza politica estera e di difesa veramente unitaria (lo ricorda il generale Claudio Graziano in \u201cMissioni\u201d, ed. Luiss), a differenza dell\u2019Italia che va dalle Alpi a Capo Passero, essa ha confini labili. Nei miti e nei manualetti delle elementari l\u2019Europa andava dall\u2019Atlantico agli Urali. Per molti oggi essa termina dove inizia la Federazione delle repubbliche russe: strabismo politico-culturale dalle conseguenze imprevedibili. Molti hanno un\u2019\u201cidea di Europa\u201d pi\u00f9 piccola rispetto a quella gi\u00e0 matura nel Settecento, quando zar e zarine attraevano in Russia giganti dell\u2019Illuminismo. Il congresso di Vienna del 1815 fu incentrato sullo zar Alessandro I vincitore su Napoleone e \u201cprofeta\u201d della Santa Alleanza stipulata tra lui, il re di Prussia e l\u2019imperatore d\u2019Austria (26 settembre 1815). I Tre sovrani decisero di \u201cconsiderarsi tutti come membri di una medesima nazione cristiana delegati dalla Provvidenza a governare tre rami di una stessa famiglia\u201d, senza alcun bisogno di patti costituzionali con i sudditi. Il loro accordo, malgrado tutto, dur\u00f2 sino alla conflagrazione del 1914.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Grande Guerra, nel 1917 degenerata nella Prima guerra mondiale, travolse quattro imperi (russo, turco, austro-ungarico e germanico) e partor\u00ec una decina di nuovi Stati di varie dimensioni (Finlandia, le repubbliche baltiche, la Polonia, la Ceco-Slovacchia, l\u2019Albania, la Turchia stessa\u2026): una babele condannata alla precariet\u00e0 e precipitata nella seconda fase della \u201cguerra dei trent\u2019anni\u201d, conclusa con la Conferenza di Postdam (17 luglio-2 agosto 1945), che defin\u00ec un assetto durato fino al crollo dell\u2019Unione sovietica. Fran\u00e7ois Fejto ha descritto magistralmente le rovine causate dalla \u201crepubblicanizzazione\u201d dell\u2019Europa orientale voluta dalla Francia all\u2019indomani della Grande Guerra. La artificiosit\u00e0 dei confini tracciati nelle cinque paci del 1919-1923 gener\u00f2 l\u2019instabilit\u00e0 interna degli Stati novelli e pulsioni neo-nazionalistiche, fomite di altri conflitti. E\u2019 un \u201cfatto\u201d fisico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Grande politica e passi rituali<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra i frutti tossici della Grande Guerra vi fu l\u2019invenzione del \u201cregno serbo-croato-sloveno\u201d, tenuto a balia dai francesi e dal presidente degli Stati Uniti d\u2019America Wilson che ne assunse la tutela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel quadro delle relazioni sta Stati antichi e di nuovo conio il Grande Oriente d\u2019Italia (GOI) e la Serenissima Gran Loggia d\u2019Italia (GLI), principali Comunit\u00e0 massoniche italiane negli anni dall\u2019intervento nella Grande Guerra all\u2019avvento del governo Mussolini (1915-1922), esercitarono un\u2019influenza effettiva sulla politica estera e, in specie, per l\u2019annessione di Fiume al Regno d\u2019Italia sin dal 1917-1918? Se ne \u00e8 parlato a Udine sabato 12 novembre nella presentazione del libro \u201cL\u2019impresa di Fiume tra mito e realt\u00e0, 1919-1920\u201d, Atti del convegno svolto nel Castello di Villalta il 19 ottobre 1919 (ed. Etabeta) con interventi di Antonio Binni, gi\u00e0 gran maestro della GLI, Valerio Perna, docente emerito di relazioni internazionali, Enrico Folisi e del filmografo Giorgio Sangiorgi. Il quesito merita attenzione perch\u00e9 \u00e8 rimasto ai margini o \u00e8 stato appena accennato nelle numerose e talora corpose opere pubblicate a ridosso del centenario della \u201cmarcia di Ronchi\u201d. E\u2019 il caso di \u201cFiume citt\u00e0 di passione\u201d di Raoul Pupo (ed. Laterza), che gli riserva un rapido cenno, mentre \u00e8 del tutto ignorato nella magistrale opera di Maurizio Serra \u201cD\u2019Annunzio il Magnifico.\u201d Se ne disse nel convegno internazionale di studi organizzato da Giordano Bruno Guerri al Vittoriale (Gardone) nel centenario dell\u2019\u201cimpresa\u201d, i cui Atti sono raccolti in \u201cFiume, 1919-2019\u201d (Silvana Editoriale) ma l\u2019interrogativo \u00e8 entrato nelle corde solo di pochi studiosi di Fiume e della questione fiumana. E\u2019 il caso di Luca Giuseppe Manenti, che ne ha scritto in \u201cMeditati riserbi. La massoneria italiana e l\u2019impresa di Fiume\u201d pubblicato con saggi di Fabio Todero in \u201cDi un\u2019altra Italia. Miti, parole e riti dell\u2019impresa fiumana\u201d (pref. di Raoul Pupo, ed. Gaspari).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019insieme la domanda sul peso politico effettivo delle Comunit\u00e0 massoniche \u00e8 rimasta senza risposta esauriente, alla pari dell\u2019altro quesito affiorato nel profluvio di libri pubblicati nel centenario della cosiddetta \u201cmarcia su Roma\u201d e della formazione del governo Mussolini. Quale parte vi ebbero i massoni? Mere comparse o protagonisti? La differenza non \u00e8 affatto irrilevante. Per comprenderne l\u2019importanza occorre un cannocchiale con molte lenti. In primo luogo bisogna inquadrare le Comunit\u00e0 liberomurat\u00f2rie italiane nella rete della Massoneria universale (Grandi Orienti o Grandi Logge, secondo le loro denominazioni nei diversi Paesi, i Conventi mondiali dei supremi consigli del Rito scozzese antico e accettato e gli altri Ordini liberomurat\u00f2ri, sia noti e sia pi\u00f9 riservati). In secondo tempo occorre \u201ctestare\u201d il ruolo svolto dalle \u201cmassonerie\u201d delle potenze uscite vittoriose dalla Prima guerra mondiale nella ideazione e nella costituzione della Lega delle Nazioni. Infine vanno accertati i rapporti tra quest\u2019ultima e la Associazione Massonica Internazionale (AMI), di cui in Italia pochissimo si \u00e8 scritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Tre \u201ctre puntini\u201d per Fiume italiana<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019impossibilit\u00e0 di percorrere i meandri di una vicenda aggrovigliata e dalla documentazione frammentaria, per fornire almeno la cornice entro la quale vanno campeggiate le opere e i giorni delle Comunit\u00e0 liberomurat\u00f2rie italiane con riferimento alla \u201cquestione fiumana\u201d, nodo delle tensioni italo-francesi, va ricordato in sintesi che i tre principali propugnatori dell\u2019italianit\u00e0 di Fiume furono massoni: uno, Giacomo Treves, iniziato nella loggia \u201cAusonia\u201d di Torino; un secondo, Antonio Vio, membro della \u201cSirius\u201d di Fiume (gi\u00e0 all\u2019obbedienza della Gran Loggia simbolica di Ungheria); e un terzo, Attilio Prodam, iniziato in una \u201cofficina\u201d di Venezia della Gran Loggia d\u2019Italia. Si dovrebbe ricordare anche il leggendario Cesare Pettorelli Lalatta Finzi (iniziato alla Gran Loggia d\u2019Italia) ma \u00e8 meglio non addentrarsi in troppi rivoli. Sin dal 30 ottobre 1918, prima della richiesta di armistizio (2-3 novembre) e della sua entrata in vigore (4 novembre) Vio rivendic\u00f2 pubblicamente l\u2019annessione di Fiume all\u2019Italia. Lo fece con l\u2019autorevolezza che gli derivava dall\u2019essere maggiorente della citt\u00e0, come documenta il poderoso volume \u201cI Verbali del Consiglio Nazionale Italiano di Fiume e del Comitato direttivo, 1918-1920\u201d curato da Danilo L. Massagrande per la benemerita Societ\u00e0 di Studi Fiumani. Nelle stesse ore Prodam intraprese la sua missione. Da Fiume raggiunse l\u2019ammiraglio Paolo Thaon di Revel e lo sollecit\u00f2 a inviare una squadra navale per presidiare la citt\u00e0 quarnerina dalle mire dello Stato serbo-croato-sloveno i cui rappresentanti da anni operavano in perfetta sintonia con il Grande Oriente di Francia e con la Gran Loggia di Francia, efficaci proiezioni della politica estera di Parigi. Come egli stesso narr\u00f2 in \u201cGli Argonauti del Carnaro\u201d, Prodam ottenne riscontro positivo dal comandante della Marina italiana (membro del Supremo consiglio della Gran loggia d\u2019Italia), che, \u00e8 da credere, attendeva da parte dei fiumani un segnale che legittimasse l\u2019immediato invio di navi, giunte nel porto di Fiume la mattina del 3 novembre. A quel modo venne scongiurato il rischio che l\u2019occupazione interalleata della citt\u00e0 escludesse l\u2019Italia dalla possibilit\u00e0 di accogliere il voto di quanti ne chiedevano l\u2019annessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In vista della pubblicazione del trattato di pace italo-austriaco di Saint-Germain (10 settembre 1919), che rese ufficiale l\u2019esclusione di Fiume dalle terre assegnate al regno d\u2019Italia, Vio rimase a presidiare la citt\u00e0 contro gli \u201cautonomisti\u201d capitanati da Riccardo Zanella (ne ha scritto ripetutamente Giovanni Stelli, autore della densa \u201cStoria di Fiume dalle origini ai giorni nostri\u201d, ed. Biblioteca dell\u2019Immagine). Fiume era in fermento. Lo si vide con i \u201cvespri fiumani\u201d, il 6 luglio 1919, quando in un conflitto a fuoco con marinai italiani i \u201cfrancesi\u201d (alcuni erano annamiti, invero) lamentarono nove morti e undici feriti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A inizio settembre, invece, Prodam e Treves in giorni diversi e separatamente raggiunsero Gabriele d\u2019Annunzio alla Casetta Rossa in Venezia per chiedergli di mettersi alla guida della spedizione armata su Fiume, con l\u2019assicurazione che avrebbe avuto il sostegno di un reggimento dei Granatieri di Sardegna ispirati dai \u201cSette giurati di Ronchi\u201d (nessuno dei quali risulta massone), decisi ad assumere l\u2019iniziativa armata in aperto conflitto con il governo di Roma, tenuto a rispettare il trattato di pace di cui era firmatario. Dopo il Trattato di Versailles del 28 giugno, quello di Saint-Germain costituiva il secondo punto di arrivo del Congresso di Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A cospetto del \u201ccolpo di mano\u201d il governo italiano, presieduto da Francesco Saverio Nitti, tenne una condotta altalenante. Ufficialmente contrario all\u2019\u201cimpresa\u201d e preoccupato per l\u2019afflusso in Fiume di un numero elevato di militari (sin quasi a diecimila uomini), indifferenti al richiamo all\u2019ordine, tent\u00f2 continuamente mediazioni e non ostacol\u00f2 i giganteschi soccorsi recati a Fiume dalla Croce Rossa presieduta dal massone Giovanni Ciraolo, che svolse una \u201cdiplomazia parallela\u201d..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 25 settembre Vittorio Emanuele III convoc\u00f2 un inedito \u201cConsiglio della Corona\u201d con la partecipazione degli ex presidenti del governo (Giolitti incluso) e dei rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari. I soliti socialisti si sottrassero accampando che esso non figurava tra gli organi politici previsti dallo Statuto. Il parere fu unanime: il governo non poteva dichiarare unilateralmente l\u2019annessione di Fiume. Era una \u201cquestione\u201d di carattere internazionale mentre erano ancora in corso i lavori poi approdati ai Trattati di pace di Neuilly, Trianon e S\u00e8vres.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La debolezza del governo Nitti aveva alle spalle gli errori dei suoi predecessori come bene argomenta Valerio Perna nel saggio sulla Marcia di Ronchi, \u201cUn evento annunciato: i presupposti di un colpo di mano\u201d. Continuavano a usare \u201cmoneta vecchia\u201d (la disputa su questioni territoriali minimali) a cospetto della \u201cmoneta nuova\u201d: lo scenario aperto dal crollo della \u201cVecchia Europa\u201d e dall\u2019irruzione degli Stati Uniti d\u2019America che al congresso di Parigi si present\u00f2 forte di centinaia di consulenti, mentre Roma si limit\u00f2 a un paio di \u201cpolitici\u201d, Orlando e Sonnino, a parte Silvio Crespi che, disperato a cospetto della loro inconcludenza, si dimise.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>D\u2019Annunzio diplomatico o rivoluzionario?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un secolo dopo va constatato che l\u2019ambiguit\u00e0 di Nitti costrinse d\u2019Annunzio a proseguire per la sua via. Che cosa fare a Fiume? In \u201cD\u2019Annunzio diplomatico e l\u2019impresa di Fiume\u201d (ed. Rubbettino) con dovizia di documenti e di analisi Eugenio Di Rienzo colloca l\u2019\u201cimpresa\u201d e la sua \u201clunga durata\u201d nel groviglio dell\u2019instabilit\u00e0 politico-militare postbellica e della \u201critirata\u201d degli USA dagli affari europei sin dal crepuscolo dalla presidenza di Wilson. Appena un mese dopo l\u2019\u201coccupazione\u201d della \u201ccitt\u00e0 olocausta\u201d d\u2019Annunzio fu sul punto di andare oltre l\u2019incertezza con una seconda \u201cmarcia\u201d, su (e da) Trieste per incendiare l\u2019Italia? Cozz\u00f2 contro la ferma opposizione del gran maestro del Grande Oriente d\u2019Italia, Domizio Torrigiani (GOI). La nuova \u201cimpresa\u201d avrebbe scatenato l\u2019insurrezione dei socialisti e questi sarebbero stati annientati \u201cmanu militari\u201d. L\u2019Italia sarebbe finita in un regime. Ma a defilarsi furono anche altri, compreso Benito Mussolini (gi\u00e0 al soldo degli inglesi, 75 sterline al mese, secondo quanto scrivono Cereghino e Fasanella in \u201cNero di Londra\u201d) che \u201ccapitalizz\u00f2\u201d il fiumanesimo a vantaggio del fascismo nascente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La \u201cstasi\u201d della questione fiumana fino alla proclamazione della Reggenza e della Carta del Carnaro e al Trattato italo-jugoslavo di Rapallo (novembre 1920) concorse a condurre l\u2019 \u201cimpresa\u201d nei binari degli interessi dell\u2019Italia, al riparo delle pesanti interferenze di Parigi. A deciderne le sorti fu infine Vittorio Emanuele III, che recep\u00ec e sintetizz\u00f2 i \u201cconsigli\u201d delle maggiori forze economiche del Paese, molto pi\u00f9 risolutivi rispetto all\u2019anemico Consiglio della Corona 25 settembre 1919. I nodi aggrovigliati sul confine italo-jugoslavo nel 1918-1924 si ripresentarono vent\u2019anni dopo, a danno degli italofoni della costa dalmata, di Fiume, dell\u2019Istria e della Venezia Giulia con la terribile pagina delle foibe e del forzato esodo di trecentomila cittadini. Tra i quali Attilio Prodam, poi asceso alla guida della Gran Loggia d\u2019Italia. Quel \u201cmondo\u201d rimane in attesa di essere meglio conosciuto e apprezzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli screzi odierni tra le \u201csorelle latine\u201d hanno secoli di storia alle spalle. Brume in attesa che sul\u2019Europa sorga il Sole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">*****<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">DIDASCALIA: Sui rapporti tra Gabriele d\u2019Annunzio (Pescara, 1863-Gardone Riviera, 1938: qui ritratto nella copertina del Quaderno curato da Giacomo Treves per il Comitato torinese \u201cPro Fiume e Dalmazia) e la Libera Muratoria ha scritto recentemente Raffaella Canovi in \u201cL\u2019Iniziato. D\u2019Annunzio e la Massoneria\u201d (ed. Ianieri), che privilegia Giacomo Treves quale tramite fra il Vate e il Grande Oriente d\u2019Italia. Molto pi\u00f9 profondo durevole e profondo fu il rapporto istaurato dal Poeta con Attilio Prodam, rimasto al suo fianco anche nel \u201cNatale di sangue\u201d, venerabile della \u201cXXX Ottobre\u201d, \u201cofficina\u201d della Serenissima Gran Loggia d\u2019Italia (GLI) e \u201cponte\u201d tra il Comandante e il sovrano scozzesista Raoul Palermi. Suscita interesse il notevolissimo sviluppo registrato dalla rete di logge della GLI da Trieste all\u2019Istria e alla costa dalmatica dopo il 1918.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poich\u00e9 \u00e8 una realt\u00e0 poco nota, giova ricordare alcuni dati. In primo luogo, nel decennio tra il 1915 e l\u2019auto-scioglimento (1926), deliberato sotto la persecuzione antimassonica scatenata dai nazionalfascisti, vennero annotate 28.800 iniziazioni, alcune delle quali \u201csegrete\u201d. A parte le logge installate all\u2019estero, richiamano l\u2019attenzione quelle di Trieste (\u201cTrieste Redenta\u201d, \u201cNuova Italia\u201d \u201cWashington\u201d, \u201cBovio\u201d, \u201cSan Giusto\u201d, \u201cSabotino\u201d, \u201cAdriano Lemmi\u201d), Udine (\u201c\u201dCarlo Pisacane\u201d, \u201cCavalieri del Friuli\u201d), Gorizia (\u201cSanta Gorizia\u201d), Istria (\u201cCapodistria\u201d, \u201cNazario Sauro\u201d Pola (IV novembre\u201d, \u201cNazario Sauro\u201d), Abbazia (\u201dConcordia\u201d), Zara (\u201cPremuda\u201d) e, s\u2019intende, Fiume (\u201cXXX Ottobre 1918- 12 settembre 1919\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Troppo spesso sottostimato dai massonologi, Palermi si mosse con lungimiranza, attraendo nella sua Comunit\u00e0 personalit\u00e0 gi\u00e0 affermate: militari, industriali (tra i quali Vittorio Valletta), banchieri, diplomatici, politici nettamente contrari al bolscevismo, artisti, scrittori (Curzio Malaparte), futuri storici (come Nino Valeri, collaboratore di uno dei figli del Vate, Gabriellino d\u2019Annunzio, a sua volta iniziato), sino ad Antonio De Curtis, \u201cTot\u00f2\u201d, Cesco Baseggio e altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche su pressione dei nazionalisti, Mussolini annient\u00f2 il GOI e la GLI ma continu\u00f2 a valersi di massoni, anche in posizioni eminenti (Italo Balbo, Giacomo Acerbo, Balbino Giuliano, Edmondo Rossoni, Alberto Beneduce\u2026), perch\u00e9 essi costituivano il nerbo della classe dirigente e risultavano insostituibili. Esattamene come accadeva negli USA, in Gran Bretagna, Francia e negli Stati di nuova creazione, ove le logge erano e sono espressone diretta e indiretta della \u201cgrande politica\u201d, le cui vicende possono dunque essere meglio comprese proprio addentrandosi nel mondo latomistico, da studiare e narrare senza pregiudizi, compreso quello secondo il quale le logge non si occupano n\u00e9 di politica n\u00e9 di religione. E\u2019esatto, ma solo se per tali si intendano \u201cfazioni\u201d e \u201cfanatismi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>(Pubblicato il 13 novembre 2022 \u00a9 \u00abNuovo Giornale Nazionale\u00bb\u202f \u2013 Cultura)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nuovarivistastorica.it\/europa-invertebrata-e-fiume-in-secca\/\">https:\/\/www.nuovarivistastorica.it\/europa-invertebrata-e-fiume-in-secca\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0 NUOVA RIVISTA STORICA (Aldo A. Mola) Una perturbazione atlantica in picchiata sull\u2019Italia?\u00a0\u00a0 Ma la Francia ama l\u2019Italia? Come no! Quando e dove il re dei Franchi Carlo si fece porre sul capo la corona di Sacro Romano Imperatore? A Roma, il giorno di Natale dell\u2019anno 800 d. Cr., da papa Leone III. Senza la Citt\u00e0 Eterna la Francia rimane \u201cin cerca\u201d. La sua passione per l\u2019Italia divamp\u00f2 nuovamente con Carlo VIII di Valois che,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":72934,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/logo-1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jF2","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75580"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=75580"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75580\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75582,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75580\/revisions\/75582"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72934"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=75580"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=75580"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=75580"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}