{"id":75595,"date":"2022-11-22T10:30:07","date_gmt":"2022-11-22T09:30:07","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75595"},"modified":"2022-11-21T13:52:02","modified_gmt":"2022-11-21T12:52:02","slug":"cinismo-autonomia-differenziata-e-sostenibilita-dei-servizi-sanitari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75595","title":{"rendered":"Cinismo, autonomia differenziata e sostenibilit\u00e0 dei servizi sanitari"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di QUOTIDIANO SANIT\u00c0 (Walter De Caro)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-75596\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/1668767005.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/1668767005.jpg 150w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/1668767005-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>18 novembre<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Gentile Direttore,<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">la proposta di autonomia differenziata delle Regioni, pubblicata su QS per come presentata e per le tante aree di intervento a partire dalla Sanit\u00e0 e dalla formazione, appare mettere davvero in pericolo l\u2019unitariet\u00e0 nazionale e sviluppa un disegno di ulteriore frammentazione di potest\u00e0 legislativa e risorse che porter\u00e0 all\u2019ampliamento dei divari territoriali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crescita esponenziale delle disuguaglianze sociali e la palese limitazione dei diritti costituzionali, con particolare riferimento al diritto fondamentale alla salute e all\u2019uguaglianza tra tutti i cittadini appaiono gi\u00e0 all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel merito, infatti la \u201cbozza Calderoli\u201d, va in totale controtendenza rispetto alle lezioni apprese dalla pandemia: invece di rafforzare la capacit\u00e0 di risposta nazionale (e sovranazionale) come plasticamente reso evidente nel periodo pandemico, vuole amplificare e parcellizzare le differenze portando a 21 modalit\u00e0 regionali differenziate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Notevoli l\u2019impatto sui servizi sanitari, in particolare in tema di organizzazione e personale, con la possibilit\u00e0 per le Regioni di intervenire ancora pi\u00f9 ampiamente sulla formazione, sull\u2019organizzazione e sulla contrattazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo potrebbe, ovviamente, portare ad una nuova mobilit\u00e0, ad un mercato del lavoro con regole ancora pi\u00f9 disomogenee di quelle attuali. L\u2019enorme disparit\u00e0 tra Nord e Sud, sia in termini economici che sociali e sanitari, potrebbe essere talmente amplificata da portare al collasso di alcune aree geografiche. Dalla pandemia siamo usciti con circa 1.5 milioni di ricoveri in meno e oltre 140 milioni di prestazioni in meno, con enormi differenze tra Regioni e Regioni, spesso non giustificate dall\u2019andamento della pandemia e epidemiologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per converso, in questa fase, sarebbe ragionevole operare per sviluppare maggiori opportunit\u00e0 di coordinamento e omogeneit\u00e0 nazionale, per garantire un progressivo sviluppo e valorizzazione delle professioni, per le attivit\u00e0 di promozione della salute, per la prevenzione ambientale e occupazionale, per lo sviluppo delle competenze di operatori e professionisti sanitari, con una revisione complessiva nazionale dell\u2019ambito di esercizio professionale delle stesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I prodromi del Regionalismo differenziato (con il progressivo ampliamento della formazione regionale, rispetto a quella riconosciuta a livello nazionale ed europea) appaiono ampiamente in taluni deliberati per l\u2019organizzazione e la formazione sanitaria, ad esempio di Veneto e Lombardia per le funzioni complementari degli operatori di supporto sanitario non fanno ben presagire. Queste fughe in avanti hanno mostrato la volont\u00e0, non di garantire salute di qualit\u00e0 e benessere ai cittadini, ma di disinvestire rispetto alle funzioni assistenziali e infermieristiche, per ragioni di mero risparmio, provando a spostare risorse su altre aree. Nulla quindi di positivo, rispetto alla qualit\u00e0 delle cure per i cittadini, all\u2019efficienza, all\u2019eticit\u00e0 del sistema e allo sviluppo del personale sanitario. Numerosi gli studi internazionali, di cui non si sta tenendo conto, dimostrano l\u2019impatto negativo di queste pratiche di parcellizzazione in termini rischio maggiore di morte dei pazienti ed assistenza di minore qualit\u00e0, specie in assenza di una pianificazione appropriata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un altro esempio di piano inclinato che potrebbe peggiorare di molto con l\u2019autonomia differenziata \u00e8 quello degli \u201cInfermieri di famiglia o comunit\u00e0\u201d: gi\u00e0 adesso abbiamo una notevole differenziazione della formazione e di riconoscimento reale: alcune regioni hanno organizzato corsi di poche o pi\u00f9 ore, le Universit\u00e0 hanno organizzato Master di primo livello, altre entit\u00e0 formative, anche a statuto speciale hanno sviluppato corsi di perfezionamento, altre universit\u00e0, sempre su base autonoma, hanno sviluppato di fatto percorsi specifici di Laurea magistrale: tutto questo gi\u00e0 sta portando ad una tale confusione ed una tale differenziazione di livelli formativi da rendere evidenti le difficolt\u00e0 alla mobilit\u00e0 di detto personale e l\u2019inserimento contrattale, e non solo, anche tra le stesse Regioni italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli esempi sopracitati, declinati anche nelle differenze nell\u2019organizzazione sanitaria e nelle modalit\u00e0 di esercizio delle dirigenze delle professioni sanitarie infermieristiche, a geometria variabile da Regione a Regione, fanno si che tale proposta vada semplicemente rigettata e anzi vada ripensato anche l\u2019attuale modello di regionalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prospettiva dovrebbe essere quella invece di coagulare e dare una risposta univoca nazionale rispetto al bisogno di risorse per limitare gli effetti della carenza drammatica degli Infermieri, investire guardando agli standard e ad una visione europea volta a razionalizzare le professioni e far esercitare il personale infermieristico al pieno del loro potenziale con le competenze specialistiche ed avanzate. Rappresenta la soluzione di sostenibilit\u00e0 dei sistemi sanitari applicata da diversi Paesi ed \u00e8 in questa fase una priorit\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio questa settimana ricorre, la settimana dei \u201cNurse Practitioner\u201d, gli infermieri di pratica avanzata autonoma con prescrizione, che praticano prevalentemente in ambito di assistenza primaria, ed attualmente ancora non riconosciuti e formati in Italia, ma gi\u00e0 presenti in oltre 70 Paesi al mondo. In Canada il Premier Treadeau nel richiamare l\u2019enorme contributo per la salute dei cittadini offerto da queste figure, ha annunciato consistenti investimenti sulla formazione e sulle risorse umane per il settore sanitario con particolare riferimento anche a queste figure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In conclusione, in Italia, la regionalizzazione dal suo avvento ha gi\u00e0 amplificato le differenze nelle cure e nei livelli di assistenza, incrementando la mobilit\u00e0 sud-nord dei pazienti, facendo crescere dismisura le disuguaglianze e la componente out-of-pocket della spesa sanitaria. In molte regioni, nel silenzio, si \u00e8 assistito ad una progressiva riduzione degli spazi di sanit\u00e0 pubblica a favore della Sanit\u00e0 integrativa, del privato e del privato convenzionato, alla crescita delle liste di attesa e non solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Portare avanti questa la visione parcellizzata, cinica ed opportunistica del regionalismo differenziato, porter\u00e0 inesorabilmente alla mancata sostenibilit\u00e0 e alla riduzione complessiva degli spazi per il servizio sanitario pubblico, equo e universalistico, che rappresenta una delle pi\u00f9 importanti conquiste della Repubblica Italiana e che \u00e8 stato elemento cruciale per il buon andamento complessivo della nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Walter De Caro<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Presidente Consociazione Nazionale Associazioni Infermiere\/i<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.quotidianosanita.it\/m\/lettere-al-direttore\/articolo.php?articolo_id=109033\">https:\/\/www.quotidianosanita.it\/m\/lettere-al-direttore\/articolo.php?articolo_id=109033<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di QUOTIDIANO SANIT\u00c0 (Walter De Caro) 18 novembre Gentile Direttore, la proposta di autonomia differenziata delle Regioni, pubblicata su QS per come presentata e per le tante aree di intervento a partire dalla Sanit\u00e0 e dalla formazione, appare mettere davvero in pericolo l\u2019unitariet\u00e0 nazionale e sviluppa un disegno di ulteriore frammentazione di potest\u00e0 legislativa e risorse che porter\u00e0 all\u2019ampliamento dei divari territoriali. 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