{"id":75620,"date":"2022-11-24T09:30:28","date_gmt":"2022-11-24T08:30:28","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75620"},"modified":"2022-11-22T16:22:04","modified_gmt":"2022-11-22T15:22:04","slug":"la-guerra-prossima-ventura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75620","title":{"rendered":"LA GUERRA PROSSIMA VENTURA"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"header-details-wrapper\">\n<div class=\"entry-header-details\">\n<div class=\"post-excerpt\">\n<p>Se il declino americano e dell\u2019unipolarismo \u2013 due cose sovrapponibili, ma non necessariamente identiche \u2013 sono ormai un dato evidente, la questione pi\u00f9 urgente \u00e8 quindi capire quando e come avverr\u00e0 la transizione. Infatti, se un passaggio verso un mondo multipolare sembra ad oggi inevitabile, \u00e8 chiaro che non sar\u00e0 un passaggio indolore, ma al contrario sar\u00e0 segnato da una guerra. \u00c8 quindi importante cercare di comprendere come avverr\u00e0 questa transizione, quali potrebbero essere le mosse \u2013 soprattutto militari \u2013 della potenza declinante, l\u2019America.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-28680 lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/smallerarmy-2-89cf536a9d288f0fdbc025f1ce11651637be26ea.jpg?resize=640%2C398&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"625\" height=\"625\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/smallerarmy-2-89cf536a9d288f0fdbc025f1ce11651637be26ea.jpg?resize=1024%2C637&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/smallerarmy-2-89cf536a9d288f0fdbc025f1ce11651637be26ea.jpg?resize=300%2C187&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/smallerarmy-2-89cf536a9d288f0fdbc025f1ce11651637be26ea.jpg?resize=768%2C478&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/smallerarmy-2-89cf536a9d288f0fdbc025f1ce11651637be26ea.jpg?resize=400%2C250&amp;ssl=1 400w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/smallerarmy-2-89cf536a9d288f0fdbc025f1ce11651637be26ea.jpg?w=1500&amp;ssl=1 1500w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/smallerarmy-2-89cf536a9d288f0fdbc025f1ce11651637be26ea.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/smallerarmy-2-89cf536a9d288f0fdbc025f1ce11651637be26ea.jpg?resize=640%2C398&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<h2><strong>Il declino americano<\/strong><\/h2>\n<p>Le cause del declino degli Stati Uniti, come potenza egemone, sono ovviamente svariate, e si sono prodotte e manifestate gi\u00e0 nella fase in cui l\u2019impero, con il crollo dell\u2019URSS, sembrava affermarsi definitivamente. In un certo senso, si potrebbe dire che la stagione d\u2019oro dell\u2019imperialismo americano \u00e8 anche quella in cui hanno cominciato a germinare i semi del suo declino.<br \/>\nDi ci\u00f2 comunque le classi dirigenti statunitensi si sono rese conto rapidamente, e seppure cercano di continuare a proiettare un\u2019immagine imperiale vincente, hanno da tempo cominciato a riflettere sul come fronteggiare questa situazione, prima che divenga conclamata ed irreparabile.<br \/>\nNei\u00a0<em>think tank<\/em>\u00a0USA (1) si \u00e8 quindi avviata, ormai da decenni, una riflessione che punta ad identificare non tanto le cause del declino, quanto le\u00a0<em>minacce\u00a0<\/em>alla potenza imperiale, e le strategie per rintuzzarle e sconfiggerle. Nel linguaggio politico americano, \u00e8 abbastanza evidente che non c\u2019\u00e8 alcuna remora nell\u2019indicare \u2013 appunto \u2013 come una\u00a0<em>minaccia\u00a0<\/em>chiunque sviluppi una potenza economica e\/o militare in grado di sfidare l\u2019impero, indipendentemente da quale sia la postura assunta nei confronti degli Stati Uniti; per i quali costituisce una minaccia gi\u00e0 di per s\u00e9, per il semplice fatto di esistere.<\/p>\n<p>Fondamentalmente, da oltre vent\u2019anni il pensiero strategico americano ha individuato nella Russia e nella Cina le vere minacce al permanere del proprio dominio. Bench\u00e9 in effetti non ci sia pi\u00f9 di mezzo una vera questione ideologica, essendo ormai entrambe sostanzialmente convertite al modello dell\u2019economia capitalista, i due grandi paesi continentali sono anzi percepiti come minacciosi oggi assai pi\u00f9 che ieri. Proprio l\u2019adesione al capitalismo (sia pure non marginalmente diversificato, rispetto a quello liberista americano), aggiunge infatti un\u00a0<em>plus\u00a0<\/em>ad un piano di conflittualit\u00e0 geopolitica, prefigurando una\u00a0<em>guerra civile globale<\/em>\u00a0tra potenze simili, e perci\u00f2 competitive.<br \/>\nNell\u2019analisi strategica americana, ci sono essenzialmente quattro paesi\u00a0<em>ostili<\/em>, di cui per\u00f2 solo due percepiti come minacce vere e proprie. La Corea del Nord, ed ancor pi\u00f9 l\u2019Iran, sono visti come\u00a0<em>stati canaglia<\/em>, ovvero riottosi ad accettare il dominio degli Stati Uniti, anche se considerati pi\u00f9 un elemento di disturbo che di pericolo. Mentre Russia e Cina rientrano a pieno titolo nella categoria delle minacce. La Cina, col suo potenziale economico, industriale e tecnologico, \u00e8 individuata come il\u00a0<em>competitor\u00a0<\/em>principale, quello in grado di mettere in discussione il dominio imperiale; la Russia, pur considerata come una potenza\u00a0<em>regionale\u00a0<\/em>(e quindi non in grado di competere sul piano globale), \u00e8 invece percepita come una minaccia pi\u00f9 che altro per la propria\u00a0<em>irriducibilit\u00e0<\/em>, e per la capacit\u00e0 di saldarsi potenzialmente al resto d\u2019Europa \u2013 oltre che, ovviamente, per il suo potenziale militare.<\/p>\n<p>In questo quadro, per fronteggiare le minacce la strategia geopolitica statunitense si \u00e8 posta alcuni obiettivi principali: separare nettamente e stabilmente l\u2019Europa dalla Russia, depotenziare economicamente e militarmente quest\u2019ultima, affrontare separatamente Russia e Cina, e colpire questa dopo aver conseguito gli altri obiettivi. Naturalmente tutti questi obiettivi sono inquadrati in una prospettiva bellica, ma che va intesa nel senso di\u00a0<em>guerra senza limiti<\/em>\u00a0(2), o\u00a0<em>guerra ibrida<\/em>, in cui il piano militare vero e proprio \u00e8 solo uno dei tanti utilizzati.<br \/>\nTutta la politica espansiva della NATO verso l\u2019est europeo, la sua sempre pi\u00f9 marcata trasformazione da alleanza\u00a0<em>difensiva\u00a0<\/em>a strumento offensivo, nonch\u00e9 la sua dilatazione geografica verso l\u2019Indo Pacifico, sono elementi che rispondono precisamente a questo disegno.<br \/>\nE la guerra in Ucraina, lungamente preparata, ha esattamente lo scopo di raggiungere i primi due obiettivi, e costituisce di fatto il passo iniziale della\u00a0<em>controffensiva\u00a0<\/em>americana. Con essa si apre ufficialmente il quarto grande conflitto destinato a segnare la storia degli USA (3), \u00e8 che possiamo correttamente definire come\u00a0<em>terza guerra mondiale<\/em>.<\/p>\n<h2><strong>La\u00a0<em>lezione\u00a0<\/em>ucraina<\/strong><\/h2>\n<p>Il conflitto combattuto sul suolo ucraino, cominciato nel 2014 e deflagrato nel 2022, sta per\u00f2 mostrando una realt\u00e0 diversa da quella immaginata, e soprattutto sta dimostrando la difficolt\u00e0 di conseguire gli obiettivi. Se da un lato ha funzionato anche meglio del previsto nella\u00a0<em>irreggimentazione\u00a0<\/em>dell\u2019Europa \u2013 che si \u00e8 fatta rapidamente e supinamente rimettere in riga \u2013 e nella sua separazione dalla Russia, il depotenziamento di questa si \u00e8 rivelato assai complicato. Si pu\u00f2 anzi tranquillamente affermare che \u00e8 fallito, non essendo riuscito n\u00e9 sul piano economico, n\u00e9 su quello politico-diplomatico, n\u00e9 tanto meno su quello militare.<br \/>\nEd \u00e8 soprattutto su questo piano, che la lezione \u00e8 pi\u00f9 stringente.<br \/>\nAl netto di tutto, infatti, la\u00a0<em>proxy war<\/em>\u00a0messa in atto dalla NATO (e pi\u00f9 ampiamente dall\u2019<em>occidente collettivo<\/em>) sta dimostrando una cosa assai semplice: allo stato attuale delle cose, la NATO non \u00e8 in grado di affrontare uno scontro diretto con la Russia. Non lo \u00e8 sul piano della capacit\u00e0 di mettere in campo uomini e mezzi, non lo \u00e8 sotto il profilo della produzione industriale bellica, non lo \u00e8 soprattutto nella capacit\u00e0 di reggere il\u00a0<em>consumo di manpower<\/em>.<\/p>\n<p>La prospettiva di guerra che Washington si \u00e8 data quindi, alla luce del conflitto in Ucraina, dice che l\u2019intero sistema (militare, industriale, logistico) deve essere preventivamente tarato su un livello assai superiore a quello attuale \u2013 e prima di ci\u00f2, deve\u00a0<em>rimettersi in pari<\/em>\u00a0rispetto ai costi della guerra in corso, sia in termini economici che di esaurimento degli arsenali.<br \/>\nSicuramente anche la Russia avr\u00e0 a sua volta bisogno di un tempo per recuperare un livello prebellico, ma questo tempo sar\u00e0 sicuramente inferiore a quello dell\u2019occidente, perch\u00e9 era assai meglio attrezzata. Ci\u00f2 significa che la NATO necessiter\u00e0 di alcuni anni, prima di essere nuovamente in grado di affrontare uno sforzo simile, ma con maggiori possibilit\u00e0 di\u00a0<em>vittoria<\/em>.<br \/>\nAl tempo stesso, gli Stati Uniti si trovano nella necessit\u00e0 di non poter allentare la presa, proprio per evitare che i nemici abbiano a loro volta il tempo per attrezzarsi ancor meglio allo scontro.<\/p>\n<p>La prossima tappa di avvicinamento al terzo conflitto mondiale, quindi, sar\u00e0 con ogni probabilit\u00e0 un\u2019altra\u00a0<em>proxy war<\/em>. Che, rispondendo al disegno strategico di dividere i nemici per colpirli separatamente, avr\u00e0 presumibilmente come obiettivo nuovamente la Russia \u2013 oppure uno dei suoi alleati.<br \/>\nMa ovviamente ci\u00f2 non \u00e8 semplice, perch\u00e9 la possibilit\u00e0 di creare conflitti significativi alle frontiere di Mosca non sono tante. Da questo punto di vista, la scelta dell\u2019Ucraina non \u00e8 stata affatto casuale. Su questa dimensione di scala, infatti, ci sono soltanto il Kazakhistan e la Finlandia \u2013 ma quest\u2019ultima, oltre ad avere una popolazione limitata, serve che entri nella NATO per completare l\u2019accerchiamento nel mar Baltico e proiettare l\u2019alleanza nel mare di Barents. Non resterebbero quindi che la Georgia o l\u2019Azerbaijan. Che per\u00f2 non hanno il potenziale dell\u2019Ucraina, e mancano dell\u2019enorme retrovia su cui pu\u00f2 contare Kyev, avendo alle spalle l\u2019Europa. Questa\u00a0<em>debolezza<\/em>, tra l\u2019altro, spiega anche perch\u00e9 gli USA siano cos\u00ec irritati dall\u2019autonomia politica della Turchia, che di fatto li priva di un alleato fondamentale in uno scacchiere strategico.<\/p>\n<h2><strong>La\u00a0<em>necessit\u00e0\u00a0<\/em>della guerra<\/strong><\/h2>\n<p>Dal punto di vista americano, la guerra\u00a0<em>guerreggiata\u00a0<\/em>\u00e8 una necessit\u00e0 imprescindibile. Non solo perch\u00e9 \u00e8 parte del bagaglio ideologico e culturale del paese, ma perch\u00e9 \u2013 essendo la forza militare la sola vera carta vincente di cui disponga \u2013 \u00e8 necessario utilizzarla per impedire l\u2019ascesa dei\u00a0<em>competitor<\/em>, e deve essere fatto prima che questi diventino tali anche su questo piano. Questo pone gli Stati Uniti in una condizione di difficolt\u00e0, in quanto non \u00e8 assolutamente in grado, anche mobilitando tutti gli alleati, di affrontare contemporaneamente i suoi avversari. E dovendo affrontarli separatamente, ha necessariamente bisogno di pi\u00f9 tempo; che per\u00f2 \u00e8 esattamente il fattore di cui dispongono pi\u00f9 limitatamente. Si trovano quindi nella condizione di dovere, da un lato, stringere i tempi per anticipare la crescita militare cinese, e dall\u2019altro di dover guadagnare tempo, per aver modo di tenere divise Russia e Cina e\u00a0<em>sistemarle\u00a0<\/em>separatamente, una dopo l\u2019altra.<br \/>\nQuesta condizione spiega, ad esempio, l\u2019oscillare tra atteggiamenti apertamente provocatori (visita della Pelosi a Taiwan, la\u00a0<em>NATO del Pacifico<\/em>, etc) ed altri distensivi (Biden con Xi Jinping al G20 di Bali, viaggio di Blinken in Cina nel 2023); si tratta di un tira e molla funzionale a mantenere una certa\u00a0<em>elasticit\u00e0\u00a0<\/em>temporale.<\/p>\n<p>In termini strategici, gli Stati Uniti devono fare i conti con altri due grandi problemi.<br \/>\nLa condizione di potenza thalassocratica, ovvero dominatrice dei mari, ma soprattutto di blocco continentale\u00a0<em>insulare\u00a0<\/em>(4), \u00e8 un grande\u00a0<em>atout\u00a0<\/em>sotto il profilo difensivo, poich\u00e9 rende estremamente difficile una invasione nemica; ma, al tempo stesso, rende estremamente complicata una azione offensiva contro i suoi nemici, in particolare la Cina. Una invasione di quest\u2019ultima \u00e8 palesemente fuori da qualsiasi portata, in quanto dovrebbe essere messa in atto via mare. L\u2019unica possibilit\u00e0 di utilizzare strategicamente un (eventuale) dominio sul mare (5), risiede soprattutto nel tradizionale ricorso al blocco navale. Ma non \u00e8 assolutamente per caso che, ormai da anni, sia la Cina (con la\u00a0<em>nuova via della seta<\/em>) che Russia e Iran (con il\u00a0<em>corridoio nord-sud<\/em>), stiano realizzando rotte commerciali in grado non solo di essere pi\u00f9 veloci e competitive di quelle marittime tradizionali, ma anche di essere conseguentemente al riparo da minacce navali.<\/p>\n<p>L\u2019altro grande problema \u00e8 costituito dall\u2019impossibilit\u00e0 di fare ricorso alle armi nucleari.<br \/>\nNon si tratta ovviamente di una impossibilit\u00e0 tecnica, n\u00e9 politica, ma bens\u00ec di una impossibilit\u00e0\u00a0<em>aritmetica<\/em>. Scopo di qualsiasi guerra \u00e8 l\u2019annientamento del nemico, almeno nella misura sufficiente ad indurlo alla resa, ma ovviamente ci\u00f2 non pu\u00f2 essere perseguito al costo del proprio, reciproco annientamento. Ne consegue che l\u2019uso di armi nucleari \u00e8 concretamente possibile solo nel caso in cui si abbia la certezza della impossibilit\u00e0, da parte del nemico, di rispondere adeguatamente. In buona sostanza, una potenza nucleare (ovviamente questo non vale solo per gli USA) si troverebbe nella condizione di fare ricorso a tali armamenti solo in tre casi: il nemico non dispone di armi nucleari, vi \u00e8 una tale minaccia alla sicurezza ed alla integrit\u00e0 del paese da non lasciare altra possibilit\u00e0 di difesa, vi sia un tale vantaggio qualitativo e quantitativo da rendere impossibile o insignificante la risposta nucleare del nemico. A questi criteri si attiene sostanzialmente la dottrina strategica di tutte le potenze nucleari.<\/p>\n<h2><strong>Quale guerra \u00e8\u00a0<em>possibile?<\/em><\/strong><\/h2>\n<p>In linea di massima, quindi, quella che gli Stati Uniti dovranno affrontare sar\u00e0 necessariamente una dura guerra convenzionale, portata avanti per tappe successive. Un\u00a0<em>nemico\u00a0<\/em>dopo l\u2019altro.<br \/>\nE se, sotto il profilo geopolitico, oltre che economico e militare, la Cina deve forzatamente essere l\u2019ultima tappa, va da s\u00e9 che\u00a0<em>smantellare\u00a0<\/em>la Russia deve essere una delle prime. Ma, come abbiamo visto, la guerra in Ucraina dimostra che l\u2019attacco frontale di\u00a0<em>secondo grado<\/em>\u00a0(la p<em>roxy war<\/em>) non \u00e8 in grado di conseguire risultati apprezzabili, ed un attacco diretto, da parte della NATO, non \u00e8\u00a0<em>al momento<\/em>\u00a0attuabile con sufficienti opportunit\u00e0 di vittoria. Ne consegue che la prossima tappa della strategia di guerra americana sar\u00e0 probabilmente un attacco indiretto. Fatta salva la possibilit\u00e0 di cogliere eventuali opportunit\u00e0 che dovessero offrirsi, gli USA attaccheranno altrove.<\/p>\n<p>Per come stanno ad oggi le cose, l\u2019obiettivo pi\u00f9 probabile \u00e8 l\u2019Iran. Gli elementi che portano a questa conclusione sono numerosi, per quanto \u2013 ovviamente \u2013 indiziari. Innanzi tutto, l\u2019Iran \u00e8 un nemico storico degli USA, e molto pi\u00f9 che la Russia \u00e8 percepito in occidente come un paese\u00a0<em>estraneo<\/em>, ostile. Il fatto che sia considerato una teocrazia islamica \u00e8 in questo un fattore determinante.<br \/>\nIn questa fase, ed in misura crescente, l\u2019Iran si configura come un alleato strategico della Russia, con cui coopera sia sul piano economico che militare.<br \/>\nOltre ad avere una posizione strategica importantissima, l\u2019Iran \u00e8 il secondo paese al mondo per riserve petrolifere possedute.<br \/>\nUn eventuale caduta del regime iraniano aprirebbe la strada ad una eguale sorte per Hezbollah in LIbano, e soprattutto per il regime di Assad in Siria \u2013 altro alleato di Mosca, che nel paese ha la sua unica base navale nel Mediterraneo, a Tartus \u2013 a sua volta produttore di petrolio.<br \/>\nGli USA e la NATO dispongono nell\u2019area di basi, di punti d\u2019appoggio e paesi\u00a0<em>amici<\/em>. In una decina di paesi vicini ci sono basi americane, nel mare Arabico incrociano le navi della 5th flotta, a due passi c\u2019\u00e8 l\u2019irriducibile nemico Israele.<br \/>\nUn conflitto nell\u2019area avrebbe il vantaggio di riavvicinare Washington e Ryad, tradizionalmente ostile a Teheran \u2013 con cui i rapporti si stanno ultimamente inasprendo nuovamente.<br \/>\nUn\u00a0<em>regime change<\/em>\u00a0in Iran renderebbe pienamente sostituibile la Turchia, come pilastro regionale dell\u2019impero.<br \/>\nL\u2019Iran non dispone (ancora) di armi nucleari \u2013 Israele si.<br \/>\nL\u2019abbattimento dell\u2019ostile regime iraniano interromperebbe sia la linea del\u00a0<em>corridoio nord-sud<\/em>\u00a0che la\u00a0<em>nuova via della seta<\/em>.<br \/>\nIl paese \u00e8 attualmente oggetto di una fase di\u00a0<em>pre-riscaldamento<\/em>; dopo il fallimento dell\u2019ennesimo tentativo di\u00a0<em>rivoluzione colorata<\/em>, siamo adesso nella fase del terrorismo. Per il momento ad agire sono prevalentemente commando dell\u2019Isis (riconducibili quindi all\u2019Arabia Saudita), ma quanto prima arriveranno i curdi (il Kurdistan iracheno \u00e8 una solida base americana), che gi\u00e0 contrabbandano armi oltre confine, mentre sono in\u00a0<em>stand-by<\/em>\u00a0i Mujaheddin el-Kalk, di stanza in Albania (paese NATO).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-28681 lazyloaded\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/mymap.jpg?resize=640%2C320&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"625\" height=\"625\" data-srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/mymap.jpg?resize=1024%2C512&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/mymap.jpg?resize=300%2C150&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/mymap.jpg?resize=768%2C384&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/mymap.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w\" data-src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/mymap.jpg?resize=640%2C320&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n<p>Ovviamente, il pericolo di una mossa del genere \u00e8 che il conflitto deflagri coinvolgendo l\u2019intera regione, con conseguenze imprevedibili, cos\u00ec come che la Russia decida a sua volta di sostenere attivamente l\u2019alleato, come ha gi\u00e0 fatto in Siria.<br \/>\nMa gli USA hanno gi\u00e0 condotto una\u00a0<em>proxy war<\/em>\u00a0contro l\u2019Iran, utilizzando l\u2019Iraq di Saddam, e riuscendo a mantenere il conflitto in un ambito\u00a0<em>accettabile<\/em>. Anche se ovviamente la situazione \u00e8 oggi profondamente diversa da quella di quarant\u2019anni fa. Lo \u00e8 per\u00f2 anche per gli Stati Uniti, che hanno la necessit\u00e0 di agire.<br \/>\n\u00c8 assai probabile che, comunque, ci\u00f2 non avvenga prima di una qualche conclusione del conflitto in Ucraina, perch\u00e9 al momento due\u00a0<em>proxy war<\/em>\u00a0sarebbero insostenibili sotto ogni punto di vista.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013 Quella dei\u00a0<em>think tank\u00a0<\/em>\u00e8 una realt\u00e0 tipicamente americana, e pressoch\u00e9 sconosciuta in Europa, che ha invece un grande valore (ed un grande peso) nel definire le strategie politiche, economiche e militari del paese, con una prospettiva che non sia quella a corto raggio di una legislatura. \u00c8 proprio grazie al lavoro dei\u00a0<em>think tank,\u00a0<\/em>che diventa possibile collocare le scelte politiche contingenti nel quadro di prospettive di pi\u00f9 ampio respiro.<\/p>\n<p>2 \u2013 Sul questo concetto, cfr. Qiao Liang, Wang Xiangsui,\u00a0<em>\u201cGuerra senza limiti\u201d<\/em>, ed. Le Guerre<\/p>\n<p>3 \u2013 La storia degli Stati Uniti \u00e8 segnata da tre grandi conflitti: con la prima guerra mondiale, si affacciano sul mondo come grande potenza in ascesa, con la seconda guerra mondiale si affermano come potenza imperiale globale, con la\u00a0<em>vittoria\u00a0<\/em>nella guerra fredda si pongono come unica potenza egemone.<\/p>\n<p>4 \u2013 Il Nord America \u00e8 di fatto come una grande isola continentale, come l\u2019Australia, circondato com\u2019\u00e8 dall\u2019oceano Atlantico ad est e da quello Pacifico ad ovest.<\/p>\n<p>5 \u2013 Va rilevato, al riguardo, come Russia Cina ed Iran abbiano avviato non solo manovre congiunte, ma veri e propri pattugliamenti navali operati da squadre navali miste. E la Cina sta lavorando intensamente ad ampliare la propria flotta<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2022\/11\/18\/la-guerra-prossima-ventura\/\">https:\/\/giubberosse.news\/2022\/11\/18\/la-guerra-prossima-ventura\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Se il declino americano e dell\u2019unipolarismo \u2013 due cose sovrapponibili, ma non necessariamente identiche \u2013 sono ormai un dato evidente, la questione pi\u00f9 urgente \u00e8 quindi capire quando e come avverr\u00e0 la transizione. Infatti, se un passaggio verso un mondo multipolare sembra ad oggi inevitabile, \u00e8 chiaro che non sar\u00e0 un passaggio indolore, ma al contrario sar\u00e0 segnato da una guerra. \u00c8 quindi importante cercare di comprendere come avverr\u00e0&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72556,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/logo-Giubbe-Rosse-News-grande-1.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jFG","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75620"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=75620"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75620\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75621,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75620\/revisions\/75621"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72556"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=75620"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=75620"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=75620"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}