{"id":75649,"date":"2022-11-24T11:00:01","date_gmt":"2022-11-24T10:00:01","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75649"},"modified":"2022-11-23T12:27:59","modified_gmt":"2022-11-23T11:27:59","slug":"ritirata-oltre-il-dniepr-fine-della-guerra-del-kippur-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75649","title":{"rendered":"Ritirata oltre il Dniepr: fine della \u201cguerra del Kippur\u201d ucraina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Mentre si contano le schede per il nuovo Congresso americano che sancisce l\u2019inizio del declino di Biden e del partito democratico, Mosca ordina il ritiro delle ultime truppe sulla riva occidentale del Dniepr e dichiara di essere pronta a negoziati secondo \u201cl\u2019uti possidetis\u201d. Prende cos\u00ec forma il grande accordo tra la Russia di Putin e le potenze anglosassoni: la prima guadagna il ponte terrestre con la Crimea e incassa i maggiori introiti derivanti al rialzo del prezzo degli idrocarburi, i secondi possono \u201cchiudere\u201d il fronte occidentale in vista dello scontro della Cina e strappano le destabilizzazione, probabilmente finale, della UE.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Mr. Kissinger, did it again!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 9 novembre (9\/11) 2022, quasi certamente pu\u00f2 essere considerato uno spartiacque nel \u201cconfronto\u201d tra Russia ed Occidente in Ucraina: una fase, quella della presunta guerra per procura \u201csenza esclusione\u201d di colpi, si conclude, e ne inizia una nuova che, quasi certamente, culminer\u00e0 tra un paio di anni con la vittoria repubblicana alle presidenziali americane ed il riavvicinamento, formale, tra la Russia di Putin e l\u2019America \u201cnazionalista\u201d. Nel frattempo, fin da queste ore, diventa sempre pi\u00f9 evidente l\u2019inconfessabile e segreto accordo tra Putin ed anglosassoni che si \u00e8 sempre celato dietro la \u201cguerra\u201d in Ucraina. Un accordo, supervisionato quasi certamente dal centenario Henry Kissinger, che fa del conflitto in Ucraina una sorta di \u201criproposizione\u201d della guerra del Kippur del 1973, profittevole, in fondo, per tutte la parti coinvolte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Andiamo con ordine. Fin dalle eclatanti vittorie riportate dagli ucraini nel settore di Charkov agli inizi di settembre, \u00e8 emerso chiaramente che Mosca avesse ormai perso qualsiasi iniziativa strategica in Ucraina. Non solo: una lunga seria di elementi (la mancata distruzione dei ponti sul Dniepr, il mancato impiego dei bombardieri strategici, la mancata distruzione della logistica che portava le armi occidentali dalla Polonia al fronte, il ritardo nella mobilitazione totale, etc.) lasciava chiaramente intendere che Vladimir Putin non avesse mai davvero cercato una vittoria militare sul campo. La volont\u00e0, apparentemente inspiegabile, di mantenere il dispositivo militare a livello di \u201coperazione speciale\u201d oltre qualsiasi limite temporale ragionevole, indicava chiaramente che \u201cl\u2019allievo di Kissinger\u201d si fosse accordato con gli anglosassoni per una guerra limitata, che garantisse qualche forma di guadagno ad entrambe le parti (e a discapito del resto del mondo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019andamento delle operazioni sul campo, gi\u00e0 all\u2019inizio di ottobre, consentiva agli analisti pi\u00f9 lungimiranti (cio\u00e8, noi), di capire quali fossero i termini di questo accordo inconfessabile tra Putin ed anglosassoni. Dopo essersi ritirato da Charkov, Putin si sarebbe ritirato anche dalla sponde occidentali della foce del Dniepr, abbandonando Kherson e sopratutto abbandonando qualsiasi rivendicazione su Odessa. In sostanza, Putin si sarebbe accontentato del ponte terrestre con la Crimea e della citt\u00e0 di Mariupol (obiettivi, probabilmente, ottenibili nel 2014 senza alcuna guerra), lasciando il resto dei territori occupati agli ucraini. Cos\u00ec \u00e8 puntualmente stato: il 9 novembre, il ministro della Difesa russo ha infatti ordinato il ritiro dalla riva occidentale del Dniepr e le autorit\u00e0 russe hanno esplicitamente dichiarato di essere pronte ai negoziati secondo \u201cl\u2019uti possidetis\u201d. Come un moderno presidente egiziano Anwar Sadat, Putin pu\u00f2 quindi vantare alcuni ingrandimenti territoriali tali da consentirgli la permanenza al potere e, sopratutto, pu\u00f2, insieme alla cerchia di oligarchi a lui vicina, incassare gli enormi profitti derivanti dall\u2019impennata del prezzo del gas e del petrolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se non \u00e8 difficile individuare i \u201cguadagni\u201d di Vladimir Putin derivanti dal conflitto \u201ccontrollato\u201d in Ucraina, \u00e8 ancora pi\u00f9 facile elencare quelli degli anglosassoni, che possono vantarsi di aver riportato una vittoria pressoch\u00e9 totale. Pi\u00f9 volte si \u00e8 scritto quali siano i risultati ottenuti dalle potenze anglosassoni, ma giova ancora ricordarli: la penisola scandinava e l\u2019Ucraina sono state attirate nell\u2019orbita della NATO, un agguerrito vallo \u00e8 stata edificato dal Mar Baltico sino al Mar Nero, il nocciolo dell\u2019esercito russo \u00e8 stato distrutto, enormi guadagni sono stati garantiti alle major americane che esportano gas liquido e petrolio, l\u2019Europa (Germania e Italia in testa) sono state gettate in una severa crisi energetica che rid\u00e0 competitivit\u00e0 all\u2019industria americana, \u00e8 stata infine impresso quello slancio finale all\u2019inflazione che, attraverso il rialzo dei tassi delle banche centrali, culminer\u00e0 nella prossima crisi finanziaria mondiale (con epicentro, quasi certamente, l\u2019Italia). In sostanza, grazie al conflitto \u201ccontrollato\u201d in Ucraina ed a Vladimir Putin, le potenze marittime anglosassoni possono vantarsi di aver chiuso vittoriosamente \u201cil fronte occidentale\u201d, in vista dello scontro, quello s\u00ec davvero decisivo, con la Cina nel Pacifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le elezioni dell\u20198 novembre per il rinnovo del Congresso americano sanciscono, quasi certamente, l\u2019inizio del declino dei democratici anti-russi e l\u2019inizio della riscossa dei repubblicani filo-russi (ed anti-cinesi). Allo stesso tempo, le elezioni dell\u20198 novembre decretano quindi l\u2019inizio del ravvicinamento tra Russia ed USA che culminer\u00e0 con la prossima \u201cintesa\u201d tra la Russia di Vladimir Putin e l\u2019America nazionalista. Difficile immaginare i tempi e le forme esatte di questo riavvicinamento: \u00e8 per\u00f2 certo che, fin dalle prossime settimane, Londra e Washington inizieranno a fare pressione su Kiev per intavolare negoziati secondo l\u2019uti possidetis (lasciando cos\u00ec il ponte terrestre con la Crimea ed il Mare di Azov ai russi). Emblematico \u00e8, questo proposito, l\u2019articolo recentemente apparso sul New York Times per mano di Charles A. Kupchan, figura di spicco del potentissimo Council on Foreign Relations. In ogni caso, \u00e8 certo che gli anglosassoni, dopo aver ottenuto la distruzione del Nord Stream 1 e l\u2019affossamento del Nord Stream 2, non permetteranno mai nei prossimi anni il ripristino dei normali flussi energetici tra Russia ed Europa, in modo tale che l\u2019Unione Europea si decomponga progressivamente nel mix letale di recessione ed inflazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo quadro di sempre pi\u00f9 palese convergenza tra la Russia di Putin e gli anglosassoni, sono sopratutto interessanti le mosse della Germania che, sfidando apertamente gli Stati Uniti, cerca di mantenere e persino rafforzare i legami con la Cina, che ormai si prepara alla sfida per l\u2019egemonia mondiale. Si configura cos\u00ec progressivamente un\u2019Eurasia in cui le due massime potenze agli antipodi cercano di convergere in funzione anti-americana: in mezzo, come ai tempi del peggior leninismo, l\u2019incognita di un\u2019inaffidabile ed ambigua Russia in balia degli elementi anti-nazionali. Si vedranno gli sviluppi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/ritirata-oltre-il-dniepr-fine-della-guerra-del-kippur-ucraina\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/ritirata-oltre-il-dniepr-fine-della-guerra-del-kippur-ucraina\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Mentre si contano le schede per il nuovo Congresso americano che sancisce l\u2019inizio del declino di Biden e del partito democratico, Mosca ordina il ritiro delle ultime truppe sulla riva occidentale del Dniepr e dichiara di essere pronta a negoziati secondo \u201cl\u2019uti possidetis\u201d. 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