{"id":75724,"date":"2022-11-29T10:30:31","date_gmt":"2022-11-29T09:30:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75724"},"modified":"2022-11-28T14:58:47","modified_gmt":"2022-11-28T13:58:47","slug":"lavoro-e-cittadinanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75724","title":{"rendered":"Lavoro e cittadinanza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di MARX21 (Alessandro Belmonte)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-75725\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/lavoro_precario_corda-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/lavoro_precario_corda-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/lavoro_precario_corda.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>da https:\/\/alessandrobelmonte.it<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla fine il giorno tanto atteso \u00e8 arrivato. Dal primo gennaio 2024, il reddito di cittadinanza verr\u00e0 abolito. Giorgia Meloni ha cos\u00ec mantenuto fede ad una delle sue principali promesse elettorali. Nell\u2019attesa delle definitiva eliminazione, gi\u00e0 dal prossimo anno non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile richiederlo (non \u00e8 ancora ben chiaro se solo per le nuove domande o anche i rinnovi) e coloro che sono considerati occupabili (compresi nella fascia di et\u00e0 18-59 purch\u00e9 non si tratti di donne in gravidanza o non abbiano nel nucleo familiare disabili, minori o persone a carico con almeno sessant\u2019anni di et\u00e0) potranno usufruirne al massimo per altri otto mesi con l\u2019obbligo di frequentare un corso di formazione o riqualificazione professionale e di accettare la prima offerta di lavoro congrua (la cui definizione non \u00e8 ancora ben specificata).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che lorsignori siano assolutamente avversi ad un tale strumento di sostegno del reddito \u00e8 normale. Lo sono innanzitutto sul piano ideologico, in quanto i liberisti considerano il capitalismo l\u2019unico dei mondi possibili nel quale ogni individuo possa completamente realizzarsi. Ne consegue che, quando ci\u00f2 non dovesse accadere, la ragione non \u00e8 da ricercarsi nella insostenibilit\u00e0 di un sistema che concentra le ricchezze nelle mani di pochi eletti ma nell\u2019incapacit\u00e0 del singolo di cogliere appieno le opportunit\u00e0 messe a sua disposizione. Chi \u00e8 povero, lo \u00e8 perch\u00e9 non ha alcun merito. Lo \u00e8 perch\u00e9 non si impegna a sufficienza. Ecco dunque che la povert\u00e0 diventa quasi una colpa da espiare e che quindi bisogna evitare di aiutare coloro che si trovino in una situazione di indigenza in quanto ci\u00f2 non solo avrebbe l\u2019effetto di ridurre ulteriormente il loro impegno ma sarebbe anche di cattivo esempio per gli altri. In sintesi: schifano i poveri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vi \u00e8 poi una contrariet\u00e0 molto pi\u00f9 banale e pragmatica data dal fatto che fa sempre comodo avere della manodopera a buon mercato e facilmente ricattabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che, a prima vista, sembra inspiegabile \u00e8 il consenso popolare che tale decisione riscuote. Infatti, gi\u00e0 dalla semplice analisi dei flussi elettorali, si pu\u00f2 notare come Fratelli d\u2019Italia sia il primo Partito sia tra gli operai sia tra coloro che si trovano in difficolt\u00e0 economica. Al netto ovviamente del forte astensionismo che caratterizza, ormai da tempo, il nostro sistema (fonte: analisi dei flussi di voto SWG). Tra l\u2019altro, anche senza analizzare i dati statistici, personalmente mi capita spesso di sentire gente comune, persone umili che lavorano o hanno lavorato per una vita intera esultare per la possibile eliminazione del reddito di cittadinanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quale spiegazione trovare quindi a questo odio di classe rivolto verso il basso? A mio avviso, due potrebbero essere le possibili concause.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima, \u00e8 la campagna mediatica contro il reddito di cittadinanza. Non \u00e8 passato giorno senza che il fuoco incrociato di giornali e telegiornali ci informassero dei furbetti del reddito, di coloro che lo percepivano in modo truffaldino senza averne diritto, delle povere aziende che per colpa dei fannulloni pagati per stare sul divano non riuscivano pi\u00f9 a trovare nessuno disposto a lavorare o di chi aveva addirittura utilizzato la magica tessera gialla per acquistare lo champagne a Natale. Che roba Contessa!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma quanto c\u2019\u00e8 di vero in questa narrazione dominante sui fannulloni del reddito di cittadinanza? Narrazione che, va detto, ha il doppio compito di colpire sia la misura in s\u00e9 sia l\u2019unica forza \u201cantisistema\u201d con un minimo di consenso di massa ad oggi presente in Italia, a maggior ragione dopo l\u2019evoluzione pacifista e progressista imposta dalla leadership di Giuseppe Conte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per provare a dare una risposta \u00e8 utile analizzare i dati disponibili che ritroviamo nell\u2019ultimo rapporto annuale dell\u2019INPS intitolato \u201cConoscere il paese per costruire il futuro\u201d. Dalla lettura del capitolo dedicato al Reddito di Cittadinanza si scopre innanzitutto che solo il trenta per cento dei fruitori dell\u2019assegno \u00e8 \u201cabile\u201d al lavoro ossia ha avuto almeno un\u2019esperienza lavorativa nei tre anni precedenti. Si tratta, tra l\u2019altro, di una percentuale molto bassa caratterizzata dal fatto di avere avuto negli ultimi tre anni uno stipendio inferiore alla media, decrescente anno dopo anno e con orari sempre pi\u00f9 ridotti. Cos\u00ec, disperati, hanno richiesto il Reddito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proseguendo nella lettura risulta inoltre evidente come il Reddito abbia ridato un minimo di dignit\u00e0 a coloro che lo percepiscono. Cito testualmente: \u201cl\u2019effetto maggiormente significativo si riscontra sulle domande relative al miglioramento della qualit\u00e0 della vita per i percettori sotto tutti gli aspetti considerati: relazioni familiari; relazioni amicali; salute; benessere psicologico. In sintesi, sembrerebbe che gli effetti del RdC siano stati significativi e influenti sulla riduzione dei vincoli di consumo legati a situazioni di estrema povert\u00e0 e sul miglioramento della qualit\u00e0 della vita. Questi risultati confermano quanto gi\u00e0 preliminarmente emerso sugli effetti di RdC sulla riduzione della povert\u00e0 in Italia, in particolare durante le difficolt\u00e0 della situazione pandemica\u201d. Tra l\u2019altro, proprio nella fase pandemica, il Reddito ha avuto anche il pregio di ridurre la percentuale di mortalit\u00e0 in modo particolare nelle citt\u00e0 pi\u00f9 grandi e nelle regioni settentrionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si nota infine anche un seppur lieve vantaggio per gli stipendi, in particolare per quei lavoratori con retribuzioni pi\u00f9 basse poich\u00e9 \u201ca seguito della minore disponibilit\u00e0 di alcuni percettori di RdC ad offrire la propria attivit\u00e0 lavorativa, questi lavoratori hanno potuto beneficiare di un lieve incremento di reddito dovuto probabilmente sia al fatto che hanno lavorato di pi\u00f9 sia ad un incremento dei salari\u201d. Tralasciando il dato statistico, posso testimoniare che, ad esempio, nel settore in cui lavoro, caratterizzato dall\u2019utilizzo massiccio di forme contrattuali atipiche che spingono alla precarizzazione ed al turnover selvaggio, impedendo a monte ogni possibilit\u00e0 di sindacalizzazione e relative rivendicazioni salariali, molte aziende sono state costrette ad aumentare gli stipendi quasi esclusivamente per l\u2019effetto accennato dal rapporto INPS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto martellante, lo sforzo dei media da solo non sarebbe per\u00f2 stato sufficiente alla formazione di un tale senso comune se, nel corso degli anni, non si fosse man mano svuotato il valore socioeconomico del lavoro. Il tutto \u00e8 plasticamente certificato dalla recente analisi dell\u2019Ocse sull\u2019evoluzione dei salari europei dal 1990 ad oggi. Mentre Giannini e Bennato cantavano le notti magiche, gli italiani guadagnavano in media 40000 dollari l\u2019anno, posizionandosi al settimo posto in Europa. Oggi la media \u00e8 scesa a 38000 dollari e ci posizioniamo al tredicesimo posto. Ci\u00f2 a fronte di incrementi salariali, nello stesso periodo di riferimento, che negli altri paese europei (tralasciando quelli dell\u2019ex area sovietica) variano dal +85% dell\u2019Irlanda al +6,2% della Spagna, passando per il +33,7% della Germania ed il +31,1 della Francia. L\u2019Italia non regge il passo nemmeno con gli altri due paesi dei cosiddetti Pigs dato che Grecia e Portogallo registrano rispettivamente un incremento del 30,5% e del 13,7%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In sintesi, fino a quando c\u2019era la tanto vituperata Prima Repubblica, chi aveva un lavoro, qualunque esso fosse, poteva guardare al futuro con ottimismo. Sapeva che se si fosse impegnato avrebbe potuto costruire per s\u00e9 e per la propria famiglia un futuro migliore attraverso la dignit\u00e0 del lavoro. Oggi lavorare basta a malapena per sopravvivere e, pur impegnandosi al massimo, sono inimmaginabili cose che erano la norma per gran parte dei lavoratori italiani fino agli anni \u201990: la seconda macchina, la villeggiatura, la casa al mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A stento si riesce ad arrivare a fine mese mangiando schifezze dei discount e sperando che non accadano imprevisti che non consentano di pagare qualche bolletta. \u00c8 logico che in un clima di tale disvalore economico e sociale del lavoro, possa sembrare quasi un privilegiato chi \u201cstando seduto sul divano\u201d percepisca un reddito che non si discosta molto da quello di chi ogni giorno si spacca la schiena per ore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema quindi non \u00e8 il reddito di cittadinanza bens\u00ec ridare dignit\u00e0 al lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.marx21.it\/italia\/lavoro-e-cittadinanza\/\">https:\/\/www.marx21.it\/italia\/lavoro-e-cittadinanza\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX21 (Alessandro Belmonte) da https:\/\/alessandrobelmonte.it Alla fine il giorno tanto atteso \u00e8 arrivato. 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