{"id":75735,"date":"2022-12-01T12:16:50","date_gmt":"2022-12-01T11:16:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75735"},"modified":"2022-12-01T12:14:40","modified_gmt":"2022-12-01T11:14:40","slug":"casamicciola-la-memoria-negata-del-paesaggio-fragile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75735","title":{"rendered":"Casamicciola. La memoria negata del paesaggio fragile"},"content":{"rendered":"<p><strong>di DOPPIO ZERO (Antonella Tarpino)<\/strong><\/p>\n<p>\u201cForse un mattino andando in un\u2019aria di vetro,\/arida, rivolgendomi, vedr\u00f2 compirsi il miracolo:\/ il nulla alle mie spalle il vuoto dietro\/ di me, con un terrore da ubriaco\/\/..\u201d<\/p>\n<p>Un brivido \u201cnell\u2019aria di vetro\u201d, la lente cristallina che si fa occhio, a incontrare il nulla: penso spesso a questi versi di Montale da\u00a0<em>Ossi di seppia,<\/em>\u00a0sia che si tratti di un borgo finito sotto le acque di una diga, sia in seguito a una catastrofe naturale, che che in\u00a0 conclusione recitano:<\/p>\n<p>\u201cPoi come s\u2019uno schermo, s\u2019accamperanno di gitto \/ alberi, case, colli per l\u2019inganno consueto\u201d.<\/p>\n<p>A Casamicciola, Ischia, non \u00e8 andata cos\u00ec. Alberi e case\u00a0 non son tornati in piedi. Le strade sono state distrutte (si vede dalle immagini di un drone che sorvola la localit\u00e0) I corpi sono stati travolti dal fango, come quello di Eleonora trent\u2019anni circa che vi abitava da poco \u2013 le era parso un sogno \u2013 col fidanzato marinaio (si sarebbe imbarcato tra poco in mare, elemento che si sarebbe rivelato pi\u00f9 sicuro della terra d\u2019origine). Il fango che travolge gli abitati e le vite umane acceca la vista come nell\u2019incubo di Montale. E a Casamicciola non \u00e8 stata certo la prima volta.<\/p>\n<p>Nelle sue memorie\u00a0 Benedetto Croce ricorda che nel luglio 1883 si trovava con padre, madre e sorella proprio a Casamicciola, in una pensione chiamata Villa Verde, quando la sera del 29 accadde il terribile terremoto: un rombo \u201csi ud\u00ec cupo e prolungato\u201d, e nell&#8217;attimo stesso l\u2019edifici\u00f2 si sgretol\u00f2. Morirono tutti sotto le macerie, padre, madre e sorella abbracciate, solo lui si salv\u00f2 precipitandosi sul terrazzo dove ricoperto di fango e ferito fu liberato il mattino seguente.<\/p>\n<p>Curioso che in un Paese con tante disomogeneit\u00e0 regionali si sia conservato, a Sud ma anche al Nord, il detto (alcuni nonni o bisnonni lo ripetevano in svariate occasioni) \u201c\u00c8 una Casamicciola&#8221;. Equivalente o quasi del pi\u00f9 noto &#8220;Fare un quarantotto&#8221;. Moti politici e sussultori messi sullo stesso piano, e in effetti, va detto, gran parte dei disastri avvenuti a Casamicciola negli anni duemila fino a oggi (2006, 2009, 2017, 2022, tre alluvioni e un terremoto nel 2017) hanno a che fare con la politica \u2013 pur molto meno nobile delle giornate del \u201948. In molti hanno osservato che la pratica di avallare condoni (uno per famiglia \u00e8 stato conteggiato a Casamicciola) pu\u00f2 essere interpretata in fondo come uno scambio a compensare le mancanze stesse della politica e dello Stato nei confronti degli abitanti di quelle aree.<\/p>\n<p>Un\u00a0<em>do ut des<\/em>\u00a0forse ancora pi\u00f9 inquietante del consueto voto di scambio, perch\u00e9 a essere negoziato \u00e8 il Paese stesso, il territorio su cui viviamo. Non ci sarebbe forse da stupirsi, perch\u00e9 \u00e8 lo stesso principio (l\u2019interesse a trattare il pianeta e il mondo naturale in senso lato come una merce) che guida i cambiamenti climatici e l\u2019intero dissesto terrestre. Quello stesso che conferisce al nostro Paese i tratti paradossali di un\u2019Italia stretta fra i \u201cTroppo vuoti\u201d delle montagne povere, delle terre alte in genere e delle aree interne e i \u201cTroppo pieni\u201d delle metropoli, delle coste e dei paradisi turistici.<\/p>\n<p>Nel primo caso parliamo di pi\u00f9 della met\u00e0 del Paese divenuto fragile per via dello spopolamento, della carenza di servizi, per non dire dell\u2019abbandono\u00a0<em>tout court<\/em>, nel secondo di territori divenuti in fondo anche loro fragili per motivi opposti: la cementificazione selvaggia e la deregulation speculativa. Fragili tanto pi\u00f9 a Ischia dove \u2013 leggo \u2013 il tufo di origine vulcanica, di cui \u00e8 composto il monte Epomeo franato, \u00e8 poroso, assorbe l\u2019acqua piovana fino a creare delle pozze che la montagna non riesce pi\u00f9 a trattenere cosicch\u00e9 gli stessi terremoti vengono amplificati dai continui rischi alluvionali. E dove, in ultimo, la manutenzione del territorio \u00e8 assente: nessuno pulisce il sottobosco, gli alvei, i terrazzamenti crollano e non vengono ricostruiti, le colture agricole sono abbandonate.<\/p>\n<p>Casamicciola di Ischia, considero, sembra contenere nella sua fragilit\u00e0 radicale entrambi i paradossi del territorio italiano, l\u2019abbandono delle colture e della manutenzione del territorio e la speculazione edilizia pi\u00f9 selvaggia. \u00c8 bene esemplificata \u2013 questa minacciosa compresenza \u2013 dall\u2019immagine della macchina delle vacanze che inonda tuttora la rete di annunci pubblicitari per il ponte dell\u2019Immacolata e insieme la visione del fango che scorre lungo le strade, la montagna amputata da un vistoso taglio nella roccia. Esempio lampante, quanto dolente (e da tempo) Ischia di quello \u201csfasciume pendulo sul mare\u201d di cui parlava gi\u00e0 negli anni \u201950 il meridionalista Manlio Rossi Doria (riprendendo una definizione di Giustino Fortunato) a proposito delle condizioni di molta parte del Mezzogiorno \u2013 oggi potremmo dire non solo il Mezzogiorno \u2013 eroso da un grave dissesto idrogeologico.<\/p>\n<p>Quel che mi turba ulteriormente \u00e8 che il rischio di \u201cfar come a Casamicciola\u201d \u00e8 stato a lungo avvertito nel linguaggio corrente in tutto il Paese, almeno dai nonni o bisnonni di un tempo, a riprova che la memoria ha lavorato fino a un certo punto nella coscienza degli italiani. Poi lo spaesamento territoriale del Paese si \u00e8 trasferito anche nel silenziamento integrale della memoria. Come se i territori, i luoghi, sommersi dalla speculazione edilizia avessero perso ogni voce e l\u2019immersione nel cemento della modernit\u00e0 avesse non solo cambiato i connotati dei paesaggi ma distorto le storie, attutito l\u2019urlo, nel caso di Casamicciola evidente, dei suoi stessi abitanti. Il tempo di troppi ieri dimenticati nel dispotismo del presente che acceca, come e pi\u00f9 del fango, mette a rischio e condanna la vita immemore nell\u2019oggi. Ieri o l\u2019altro ieri, dimenticati del tutto, se si pensa che dopo il terremoto del 2017 la parte alta di Casamicciola\u00a0 si \u00e8 ulteriormente accalcata di costruzioni. O, se non basta, che la piazza in cui si sono concentrati i soccorsi in questi giorni \u00e8 intitolata ad Anna De Felice in ricordo di una ragazzina uccisa dal fango di una frana il 10 novembre del 2009.<\/p>\n<p>Caduta, schianto, si potrebbe dire in tanti casi, della memoria dei territori, oltre il mercanteggiare stordito della politica, perch\u00e9 cos\u2019\u00e8 che rende il paesaggio fragile almeno \u00abvisibile\u00bb al di l\u00e0 dei suoi resti scarni? \u00c8 la memoria purtroppo sempre pi\u00f9 annichilita di chi vi ha abitato. Perch\u00e9 \u00e8 nel punto estremo di rottura che si pu\u00f2 cogliere il significato autentico che i luoghi hanno per noi: quanto siano questi precondizione di senso (come illustra il fondativo\u00a0<em>Il senso dei luoghi<\/em>\u00a0 dell\u2019antropologo Vito Teti). Col rischio di disperdere nella fine di un abitato, insieme a quel senso intimo di colleganza con l\u2019\u201cambiente inumano\u201d, anche le parole con cui designare le forme stesse del nostro abitare. Quella memoria che rid\u00e0 corpo al paesaggio violato, ridisegna il senso degli antichi abitati, racconta anzitutto il \u00ablavoro\u00bb della convivenza di uomini e donne con l\u2019ambiente circostante. Proprio ad esempio mediante i terrazzamenti (non pi\u00f9 ripristinati da decenni a Casamicciola) quelli stessi capaci con i loro profili scalari di sfidare ogni recondita pendenza salvaguardando la tenuta di colline e monti.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019assenza di questa memoria dei territori, costituita dal sapere e dall\u2019esperienza condivisa a minacciarne \u2013 tra le altre cause \u2013 l\u2019esistenza. Incorporata com\u2019\u00e8 quella memoria (talvolta \u00abmarchiata nella carne\u00bb): vera e propria esperienza muta del mondo, che fa del corpo \u2013 e dei rapporti tra l\u2019umano e il suo ambiente circostante \u2013 una sorta di \u201cpromemoria universale\u201d. E di questa il paesaggio conserva l\u2019impronta indelebile.<\/p>\n<p>Penso sovente alle parole di Nuto Revelli sul mondo dei vinti \u2013 i contadini in fuga all\u2019epoca del boom verso le fabbriche in pianura \u2013 e sul loro paesaggio sommerso, perduto nell\u2019abbandono (altrettanto fragile, anche se per ragioni opposte, di quello di Ischia):<\/p>\n<p>\u201cOrmai il paesaggio lo leggo sempre e soltanto attraverso il filtro delle testimonianze. Sono le testimonianze che mi condizionano, che mi impongono un confronto continuo tra il passato lontano e il presente.\u201d<\/p>\n<p>Attraverso quelle storie<\/p>\n<p>\u201cVedo il mosaico antico delle colture e dei colori anche dove \u00e8 subentrato il gerbido, dove ha vinto la brughiera, vedo le borgate piene di gente e non in rovina, anche dove si \u00e8 spenta la vita\u201d.<\/p>\n<p>Parole, memoria: \u00e8 l\u00ec dove la battaglia difficile del paesaggio fragile si gioca, che va invocata un\u2019idea del territorio come patrimonio da riconfigurare nella nostra stessa consapevolezza\u00a0 (e non puramente da difendere, come avverte l\u2019urbanista Alberto Magnaghi): sfera ultima della violenza\u00a0 impetuosa e cieca in cui i luoghi (e noi con loro) sono immersi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/styles\/r_articolo_desktop_w838\/public\/8743126-kNdE-U4607072928500GWG-3300x2200%40CorriereMezzogiorno-Web-Mezzogiorno.jpeg?itok=uFADqq-c\" \/><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/casamicciola-la-memoria-negata-del-paesaggio-fragile\">https:\/\/www.doppiozero.com\/casamicciola-la-memoria-negata-del-paesaggio-fragile<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DOPPIO ZERO (Antonella Tarpino) \u201cForse un mattino andando in un\u2019aria di vetro,\/arida, rivolgendomi, vedr\u00f2 compirsi il miracolo:\/ il nulla alle mie spalle il vuoto dietro\/ di me, con un terrore da ubriaco\/\/..\u201d Un brivido \u201cnell\u2019aria di vetro\u201d, la lente cristallina che si fa occhio, a incontrare il nulla: penso spesso a questi versi di Montale da\u00a0Ossi di seppia,\u00a0sia che si tratti di un borgo finito sotto le acque di una diga, sia in seguito&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":72522,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/DoppioZero.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jHx","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75735"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=75735"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75735\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75737,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75735\/revisions\/75737"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72522"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=75735"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=75735"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=75735"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}