{"id":75752,"date":"2022-12-01T08:30:53","date_gmt":"2022-12-01T07:30:53","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75752"},"modified":"2022-11-29T10:29:31","modified_gmt":"2022-11-29T09:29:31","slug":"i-balcani-stanno-morendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75752","title":{"rendered":"I Balcani stanno morendo?"},"content":{"rendered":"<div dir=\"auto\"><strong>di OSSERVATORIO BALCANI E CAUCASO (Nemanja Rujevic)<\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" title=\"Belgrado, Serbia, persone in attesa alla fermata del tram \u00a9 Alex Linch\/Shutterstock\" src=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/var\/obc\/storage\/images\/articoli-da-pubblicare-2\/i-balcani-stanno-morendo-221864\/2134244-1-ita-IT\/I-Balcani-stanno-morendo.jpg\" alt=\"Belgrado, Serbia, persone in attesa alla fermata del tram \u00a9 Alex Linch\/Shutterstock\" \/><\/p>\n<div class=\"caption\">\n<p>Belgrado, Serbia \u00a9 Alex Linch\/Shutterstock<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Da anni i paesi dei Balcani sono colpiti da un costante declino demografico e non \u00e8 solo una questione di poche nascite: il fattore emigrazione sta assumendo ormai dimensioni allarmanti. Una delle destinazioni pi\u00f9 ambite \u00e8 la Germania, affamata di forza lavoro<\/strong><\/p>\n<p><em>(Originariamente pubblicato dalla\u00a0<a title=\"Link a Deutsche Welle\" href=\"https:\/\/www.dw.com\/sr\/balkan-umire-i-emigrira-nema%C4%8Dka-uvozi-mladost\/a-63855361\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Deutsche Welle\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>, il 23 novembre 2022)<\/em><\/p>\n<p>\u201cIn Serbia vivono circa 6,55 milioni di persone\u201d, ha dichiarato all\u2019inizio di novembre il presidente serbo Aleksandar Vu\u010di\u0107, lasciando intendere di essere a conoscenza dei risultati preliminari dell\u2019ultimo censimento della popolazione [svoltosi dall\u20191 ottobre al 17 novembre di quest\u2019anno]. Se l\u2019affermazione di Vu\u010di\u0107 dovesse rivelarsi vera, significherebbe che la Serbia ha subito un drammatico calo della popolazione rispetto al censimento del 2011, quando nel paese vivevano 7,18 milioni di persone. Un calo che per\u00f2 Vu\u010di\u0107 ha definito meno grave \u201cdi quanto ci si aspettasse\u201d.<\/p>\n<p>Ancora prima che iniziasse il censimento della popolazione, alcuni media hanno rimarcato che \u201cla Serbia sta morendo\u201d. Forse per\u00f2 sarebbe pi\u00f9 corretto affermare che \u201cla Serbia sta morendo ed emigrando\u201d.<\/p>\n<p>\u201cFinora il fattore principale [alla base del crollo demografico in Serbia] non \u00e8 stata l\u2019emigrazione, bens\u00ec un saldo naturale negativo\u201d, spiega Ivan Marinkovi\u0107, demografo presso l\u2019Istituto di scienze sociali di Belgrado. \u201cOra per\u00f2 anche il fenomeno dell\u2019emigrazione sta assumendo dimensioni allarmanti\u201d.<\/p>\n<p>Marinkovi\u0107 sottolinea che, anche se i risultati definitivi del censimento appena concluso dovessero confermare quanto affermato dal presidente Vu\u010di\u0107, tali dati non rispecchierebbero la vera portata del declino demografico perch\u00e9 molte persone che decidono di emigrare all\u2019estero mantengono la residenza in Serbia.<\/p>\n<p>\u201cConsiderando la differenza tra il numero dei nati e quello dei morti, in un solo decennio abbiamo perso circa 470mila persone. Ora per\u00f2 [dal censimento] potrebbe emergere che, a causa di un saldo migratorio negativo, abbiamo perso altre 200mila persone, se non addirittura di pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<p>Una simile tendenza si riscontra anche nei paesi vicini, ossia in tutti i paesi ex jugoslavi, ad eccezione della Slovenia, e in Albania. Dal recente censimento in Croazia \u00e8 emerso che la popolazione residente nel paese \u00e8 scesa di 400mila unit\u00e0 (10%) rispetto al censimento precedente.<\/p>\n<p>La situazione in Bosnia Erzegovina appare ancora pi\u00f9 allarmante. Stando ai dati pubblicati dall\u2019Unione per il rientro e l\u2019integrazione sostenibile della BiH, nel periodo compreso tra luglio 2013 e dicembre 2021 dal paese se ne sono andate 485mila persone.<\/p>\n<p>Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, la Bosnia Erzegovina \u00e8 al secondo posto tra i paesi con la pi\u00f9 grande diaspora al mondo (34%) [incidenza di cittadini bosniaco-erzegovesi residenti all\u2019estero sul totale della popolazione attuale della BiH], preceduta solo dalla Guyana, mentre al terzo posto si trova l\u2019Albania (30,7%). I dati per il Kosovo non sono disponibili, trattandosi di una classifica che comprende solo gli stati membri dell\u2019Onu, ma non \u00e8 da escludere che la diaspora kosovara sia ancora pi\u00f9 numerosa di quella bosniaca e albanese.<\/p>\n<h3>Germania, calamita per migranti<\/h3>\n<p>La risposta al quesito sulla principale destinazione dei cittadini dei Balcani che se ne vanno dai loro paesi in cerca di fortuna \u00e8 ormai ben nota: la maggior parte delle persone emigra verso la prima potenza economica d\u2019Europa, ossia la Germania.<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 certo un fenomeno nuovo. In Europa le migrazioni sono sempre esistite. Le persone vanno l\u00e0 dove ci sono lavoro e sicurezza\u201d, spiega alla Deutsche Welle Boris Mijatovi\u0107, membro del Bundestag, eletto tra le fila dei Verdi.<\/p>\n<p>I dati dimostrano che \u2013 nonostante l\u2019incessante susseguirsi di crisi, culminato con la pandemia e la guerra in Ucraina \u2013 la Germania ha un inesauribile bisogno di manodopera e continua a guardare ai Balcani occidentali come ad uno dei principali bacini di lavoratori a cui attingere.<\/p>\n<p>Solo dall\u2019inizio di quest\u2019anno, in Germania il numero di posti di lavoro vacanti \u00e8 aumentato di 853mila unit\u00e0. Tra le professioni pi\u00f9 difficili da trovare spiccano addetti alla cura della persona (i posti restano vacanti in media 239 giorni), idraulici e tecnici per impianti di riscaldamento (234), lavoratori edili (221) e infermieri (118).<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 solo l\u2019inizio\u201d, titolava quest\u2019estate il settimanale\u00a0<em>Der Spiegel<\/em>. Da qui al 2035 \u2013 quando anche gli ultimi \u201cbaby boomer\u201d andranno in pensione \u2013 in Germania potrebbero mancare sette milioni di lavoratori.\u00a0<a title=\"Link a L'unica soluzione\" href=\"https:\/\/www.dw.com\/sr\/nema%C4%8Dka-masovno-useljavanje-ili-kataklizma\/a-63013919\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L&#8217;unica soluzione\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>, secondo il settimanale tedesco, \u00e8 attrarre dall\u2019estero 400mila lavoratori all\u2019anno.<\/p>\n<p>\u201cAnche la Germania ha una popolazione estremamente vecchia, per questo cerca di importare molte persone giovani. Quindi tende a risolvere il problema puntando non tanto sulle politiche demografiche, che sono costose e raramente danno i frutti attesi, quanto sulla migrazione. Cos\u00ec facendo, viene stimolata la crescita economica e, implicitamente, anche la fecondit\u00e0 [della popolazione]\u201d, spiega il demografo Ivan Marinkovi\u0107.<\/p>\n<h3>Balcani, infinito bacino di manodopera<\/h3>\n<p>Quando, quest\u2019estate, i ristoratori tedeschi hanno ripreso a lavorare a pieno ritmo dopo la pandemia, si sono trovati a dover fare i conti con la carenza di forza lavoro. L\u2019associazione nazionale di categoria\u00a0<a title=\"Link a ha chiesto al governo\" href=\"https:\/\/www.dw.com\/sr\/nema%C4%8Dka-vapi-za-radnicima-sa-balkana\/a-62337941\">ha chiesto al governo<\/a>\u00a0di dare immediatamente il via libera all\u2019arrivo di lavoratori dai Balcani occidentali.<\/p>\n<p>Anche il settore aeroportuale, trovatosi costretto a sopperire urgentemente alla mancanza di lavoratori dovuta all\u2019ondata di licenziamenti durante il lockdown, ha guardato soprattutto ai Balcani occidentali e alla Turchia.<\/p>\n<p>I Balcani occidentali sono infatti l\u2019unica regione extra UE verso la quale la Germania ha aperto il proprio mercato del lavoro anche ai lavoratori non qualificati. Questo meccanismo \u2013 che prevede una quota massima di ingressi annuali pari a 25mila unit\u00e0 \u2013 \u00e8 stato ideato dopo lo scoppio della crisi migratoria del 2015 per dissuadere i cittadini serbi, bosniaco-erzegovesi e macedoni dal chiedere asilo in Germania.<\/p>\n<p>Qualche anno fa la Germania ha stipulato\u00a0<a title=\"Link a un accordo\" href=\"https:\/\/www.dw.com\/sr\/koliko-ko%C5%A1ta-negovatelj-sa-balkana\/a-51623119\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un accordo\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>, denominato \u201cTriple win\u201d, con la Serbia e la Bosnia Erzegovina (oltre che con la Tunisia e le Filippine) per il reclutamento di medici e infermieri. Nel 2019 l\u2019allora ministro della Salute tedesco Jens Spahn, esponente dell\u2019Unione cristiano-democratica (CDU), ha cercato a pi\u00f9 riprese di convincere i giornalisti che la Germania reclutava il personale medico solo dai paesi con una popolazione \u201cparticolarmente giovane\u201d dove la manodopera sovrabbondava.<\/p>\n<p>Un\u2019immagine che di certo non corrisponde al reale stato delle cose in Serbia e Bosnia Erzegovina. La Serbia \u00e8 uno dei paesi con la popolazione pi\u00f9 anziana al mondo e, secondo alcune stime dell\u2019Onu, si trover\u00e0 tra i cinque paesi (insieme a Bulgaria, Ucraina, Lettonia e Lituania) che da qui al 2050 perderanno un quinto della loro popolazione.<\/p>\n<h3>Ci\u00f2 che conta di pi\u00f9 \u00e8 la qualit\u00e0 della vita<\/h3>\n<p>Alla domanda se ritiene che il reclutamento di manodopera dai Balcani sia discutibile dal punto di vista etico, il deputato dei Verdi Boris Mijatovi\u0107 risponde: \u201cNon credo che la responsabilit\u00e0 del fatto che le persone emigrano dai loro paesi possa essere attribuita interamente alla Germania\u201d. Il partito di Mijatovi\u0107 fa parte dell\u2019attuale governo tedesco e, come tutti i grandi partiti del paese, \u00e8 favorevole all\u2019immigrazione.<\/p>\n<p>\u201cLe persone se ne vanno dai loro paesi perch\u00e9 non vi vedono alcuna prospettiva per s\u00e9 e per la propria famiglia\u201d, spiega Mijatovi\u0107 precisando: \u201cI valori dell\u2019Unione europea, come sicurezza e pace, costituiscono un fattore di attrazione per le persone provenienti dai Balcani, dalla Moldavia e dall\u2019Ucraina. Per questo dobbiamo rafforzare tali valori nell\u2019intera regione\u201d.<\/p>\n<p>Mijatovi\u0107 sottolinea per\u00f2 che non si parla abbastanza del fenomeno della fuga di cervelli. \u201cSe ne discute troppo poco rispetto al dramma a cui si assiste ad esempio in Bosnia Erzegovina. Alcuni parlano di oltre centomila persone che l\u2019anno scorso avrebbero lasciato il paese. Una cifra che corrisponderebbe al 5% della popolazione\u201d.<\/p>\n<p>Riflettendo sulla dimensione etica del processo di reclutamento di manodopera, il demografo Ivan Marinkovi\u0107 afferma: \u201cAd ogni modo il capitalismo rifiuta qualsiasi forma di moralismo. I tedeschi sono efficaci, tutto qui\u201d.<\/p>\n<p>Marinkovi\u0107 poi spiega che per invertire una tendenza demografica negativa non basta mettere in atto una politica basata sulle agevolazioni per madri e giovani coppie, l\u2019aumento degli assegni per figli, etc.<\/p>\n<p>\u201cLa qualit\u00e0 della vita nel suo complesso \u00e8 di cruciale importanza. Non dobbiamo necessariamente vivere come i tedeschi, ma dobbiamo almeno avere delle condizioni di vita dignitose. Molte persone sono semplicemente costrette a cercare una vita migliore altrove\u201d.<\/p>\n<p>Stando agli ultimi dati disponibili, quasi 1,5 milioni di cittadini dell\u2019ex Jugoslavia hanno trovato \u201cuna vita migliore\u201d in Germania. Di questi 427mila sono cittadini croati, seguiti dai cittadini della Serbia (243mila) e del Kosovo (243mila), della Bosnia Erzegovina (211mila) e della Macedonia del Nord (121mila), mentre sono 74mila i cittadini albanesi che attualmente risiedono in Germania.<\/p>\n<h3>I popoli possono scomparire?<\/h3>\n<p>Oggi, considerando anche l\u2019invecchiamento della popolazione e lo spopolamento dei Balcani, la situazione \u00e8 molto diversa rispetto al 1968 quando la Jugoslavia socialista decise di stipulare un accordo con la Germania sui cosiddetti \u201cgastarbeiter\u201d. Una decisione che potrebbe essere definita un tentativo di\u00a0<a title=\"Link a esportare la disoccupazione\" href=\"https:\/\/www.dw.com\/sr\/ostali-su-jo%C5%A1-godinu-pa-jo%C5%A1-godinu\/a-45838789\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">esportare la disoccupazione\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>da un paese abbastanza popoloso.<\/p>\n<p>\u201cOggi anche in Serbia manca la forza lavoro, ed \u00e8 un fenomeno che sta diventando sempre pi\u00f9 rilevante, man mano che i\u00a0<em>baby boomer<\/em>\u00a0vanno in pensione. Per questo assistiamo ad una crisi del sistema pensionistico, concepito come un programma di solidariet\u00e0 intergenerazionale\u201d, spiega Ivan Marinkovi\u0107.<\/p>\n<p>Non va per\u00f2 dimenticato che la diaspora manda soldi a casa, soldi che permettono a molte famiglie di\u00a0<a title=\"Link a sopravvivere\" href=\"https:\/\/www.dw.com\/sr\/svaka-vlast-voli-emigrante\/a-56046424\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sopravvivere\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>e talvolta contribuiscono in maniera rilevante all\u2019economia dei paesi di origine.<\/p>\n<p>Alla domanda se ritiene che i paesi dei Balcani, alle prese con \u201cla peste bianca\u201d (crollo demografico) e una massiccia emigrazione, possano completamente scomparire, Marinkovi\u0107 risponde: \u201c\u00c8 chiaro che ad un certo punto pu\u00f2 essere varcata quella soglia oltre la quale un rinnovo naturale della popolazione diventa impossibile senza una massiccia immigrazione. Le sostituzioni di popolazioni sono sempre esistite\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon bisogna per\u00f2 disperare pensando che rimarremo in pochi, tanto da poter stare tutti sotto un albero di prugne. Qui ci sar\u00e0 sempre la vita umana, cos\u00ec come c\u2019\u00e8 sempre stata, perch\u00e9 \u00e8 un luogo adatto ad essere abitato\u201d, afferma Marinkovi\u0107. \u201cPoi se si chiamer\u00e0 Serbia o in un altro modo\u2026\u201d.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Serbia\/I-Balcani-stanno-morendo-221864\">https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Serbia\/I-Balcani-stanno-morendo-221864<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OSSERVATORIO BALCANI E CAUCASO (Nemanja Rujevic) Belgrado, Serbia \u00a9 Alex Linch\/Shutterstock Da anni i paesi dei Balcani sono colpiti da un costante declino demografico e non \u00e8 solo una questione di poche nascite: il fattore emigrazione sta assumendo ormai dimensioni allarmanti. 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