{"id":75765,"date":"2022-11-30T10:36:44","date_gmt":"2022-11-30T09:36:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75765"},"modified":"2022-11-30T10:36:44","modified_gmt":"2022-11-30T09:36:44","slug":"il-lecito-lobbligatorio-e-il-proibito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75765","title":{"rendered":"Il lecito, l\u2019obbligatorio e il proibito"},"content":{"rendered":"<p><strong>di QUOD LIBET, BLOG UNA VOCE (Giorgio Agamben)<\/strong><\/p>\n<p>Secondo i giuristi arabi, le azioni umane si classificano in cinque categorie, che essi elencano in questo modo:\u00a0<i>obbligatorio, lodevole, lecito, riprovevole, proibito<\/i>. All\u2019obbligatorio si oppone il proibito, a ci\u00f2 che merita lode ci\u00f2 che \u00e8 da riprovare. Ma la categoria pi\u00f9 importante \u00e8 quella che sta al centro e che costituisce per cos\u00ec dire l\u2019asse della bilancia che pesa le azioni umane e ne misura la responsabilit\u00e0 (responsabilit\u00e0 si dice nel linguaggio giuridico arabo \u00abpeso\u00bb). Se lodevole \u00e8 ci\u00f2 il cui compimento \u00e8 premiato e la cui omissione non \u00e8 proibita, e riprovevole \u00e8 ci\u00f2 la cui omissione \u00e8 premiata e il cui compimento non \u00e8 proibito, il lecito \u00e8 ci\u00f2 su cui il diritto non pu\u00f2 che tacere e non \u00e8 pertanto n\u00e9 obbligatorio n\u00e9 proibito, n\u00e9 lodevole n\u00e9 riprovevole. Esso corrisponde allo stato paradisiaco, nel quale le azioni umane non producono alcuna responsabilit\u00e0, non sono in alcun modo \u00abpesate\u00bb dal diritto. Ma \u2013 e questo \u00e8 il punto decisivo \u2013 secondo i giuristi arabi \u00e8 bene che questa zona di cui il diritto non pu\u00f2 in alcun modo occuparsi sia la pi\u00f9 ampia possibile, perch\u00e9 la giustizia di una citt\u00e0 si misura proprio dallo spazio che lascia libero dalle norme e dalle sanzioni, dai premi e dalle censure.<br \/>\nNella societ\u00e0 in cui viviamo sta avvenendo esattamente il contrario. La zona del lecito si restringe ogni giorno di pi\u00f9 e una ipertrofia normativa senza precedenti tende a non lasciare alcun ambito della vita umana fuori dall\u2019obbligo e dalla proibizione. Gesti e abitudini che erano sempre stati considerati indifferenti al diritto vengono ora minuziosamente normati e puntualmente sanzionati, al punto che non vi \u00e8 quasi pi\u00f9 una sfera dei comportamenti umani che si possa considerare semplicemente lecita. Prima non meglio identificate ragioni di sicurezza e poi, in misura crescente, ragioni di salute hanno reso obbligatoria un\u2019autorizzazione per compiere gli atti pi\u00f9 abituali e innocenti, come passeggiare per strada, entrare in un locale pubblico o recarsi nel luogo di lavoro.<br \/>\nUna societ\u00e0 che restringe a tal punto l\u2019ambito paradisiaco dei comportamenti non pesati dal diritto \u00e8 non soltanto, come ritenevano i giuristi arabi, una societ\u00e0 ingiusta, ma \u00e8 propriamente una societ\u00e0 invivibile, in cui ogni azione deve essere burocraticamente autorizzata e giuridicamente sanzionata e l\u2019agio e la libert\u00e0 dei costumi, la dolcezza delle relazioni e delle forme di vita si riducono fino a scomparire. La quantit\u00e0 delle leggi, dei decreti e dei regolamenti \u00e8 inoltre tale, che non soltanto diventa necessario ricorrere a esperti per sapere se una certa azione \u00e8 lecita o proibita, ma perfino i funzionari incaricati di applicare le norme si confondono e contraddicono.<br \/>\nIn una simile societ\u00e0, l\u2019arte della vita non pu\u00f2 che consistere nel ridurre al minimo la parte dell\u2019obbligatorio e del proibito e nell\u2019allargare per converso al massimo la zona del lecito, la sola in cui se non una felicit\u00e0, almeno una letizia diventa possibile. Ma questo \u00e8 proprio quanto gli sciagurati che ci governano si ingegnano in ogni modo di impedire e di rendere difficile, moltiplicando le norme e i regolamenti, i controlli e le verifiche. Finch\u00e9 la tetra macchina che hanno costruito roviner\u00e0 su se stessa, inceppata dalle stesse regole e dagli stessi dispositivi che dovevano permetterne il funzionamento.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/giorgio-agamben-il-lecito-l-u2019obbligatorio-e-il-proibito\">https:\/\/www.quodlibet.it\/giorgio-agamben-il-lecito-l-u2019obbligatorio-e-il-proibito<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di QUOD LIBET, BLOG UNA VOCE (Giorgio Agamben) Secondo i giuristi arabi, le azioni umane si classificano in cinque categorie, che essi elencano in questo modo:\u00a0obbligatorio, lodevole, lecito, riprovevole, proibito. All\u2019obbligatorio si oppone il proibito, a ci\u00f2 che merita lode ci\u00f2 che \u00e8 da riprovare. 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