{"id":75775,"date":"2022-11-30T12:11:14","date_gmt":"2022-11-30T11:11:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75775"},"modified":"2022-11-30T12:11:14","modified_gmt":"2022-11-30T11:11:14","slug":"la-strategia-usa-via-nato-pianifica-le-infrastrutture-militari-e-civili-dei-territori-europei-in-funzione-del-conflitto-con-la-russia-e-con-la-cina-il-caso-del-territorio-italiano-a-cura-di-luigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75775","title":{"rendered":"La strategia USA, via NATO, pianifica le infrastrutture militari e civili dei territori europei in funzione del conflitto con la Russia e con la Cina. Il caso del territorio italiano. A cura di Luigi Longo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ITALIA E IL MONDO (Giuseppe Germinario, Luigi Longo)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-featured_image size-featured_image wp-post-image\" src=\"https:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/nato-italia.jpg\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"163\" \/><\/p>\n<div class=\"entry clearfix\">\n<p>La lettura dell\u2019articolo di Antonio Mazzeo, <em>Basi di guerra da nord a sud. L\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia rifatta dalla NATO<\/em>\u00a0pubblicato sul sito\u00a0<a class=\"vglnk\" href=\"http:\/\/www.marx21.it\/\" rel=\"nofollow\">www.marx21.it<\/a>, del 15\/11\/2022, che propongo, \u00e8 interessante perch\u00e9 fa riflettere sul ruolo della NATO come strumento di gestione della pianificazione strategica dei territori europei da parte degli USA. In particolare si sofferma sull\u2019utilizzo del territorio italiano, disseminato di infrastrutture e basi militari (senza considerare quelle segrete), come avamposto delle strategie statunitensi nel Mediterraneo, nei Balcani, nel Vicino, Medio ed Estremo Oriente. Mi interessa sottolineare quattro questioni: l<strong>a prima<\/strong>, la fase, che corrisponde a quella pre-multicentrica (che dato nel 2011 con l\u2019emergere in maniera chiara delle due potenze mondiali, Cina e Russia, in grado di contrastare l\u2019egemonia mondiale degli USA), dove lo\u00a0<strong>strumento statunitense<\/strong>\u00a0dell\u2019Unione Europea (UE) era funzionale alle sue strategie, caratterizzata dall\u2019approntamento delle infrastrutture (i corridoi europei) finalizzate alla costruzione di una rete di mobilit\u00e0 per gli scenari di allargamento della NATO nell\u2019Europa centrale e dell\u2019est per costruire quel cordone militare di isolamento e contrasto della Russia (per approfondimenti rimando ai miei scritti su\u00a0<em>Tav, Corridoio V , NATO e USA. Dalla critica dell\u2019economia politica al conflitto strategico<\/em>;\u00a0<em>L\u2019americanizzazione del territorio. Appunti per una riflessione<\/em>;\u00a0<em>Le infrastrutture militari nella fase multicentrica<\/em>;\u00a0<em>I corridoi europei e la strategia USA<\/em>\u00a0pubblicati sui siti\u00a0<a href=\"http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/\">www.conflittiestrategie.it<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"http:\/\/www.italiaeilmondo.com\/\">www.italiaeilmondo.com<\/a>); l<strong>a seconda<\/strong>, il sabotaggio ai gasdotti Nord Stream rappresenta sia un atto di rottura da parte degli USA-UE delle relazioni con la Russia (di tipo prevalentemente economico), sia l\u2019inizio della fase di passaggio dalla fine del progetto statunitense della UE (con il declino del sistema-euro <strong>conseguenza<\/strong>\u00a0del declino del sistema-dollaro) alle relazioni dirette con le singole nazioni europee (iniziata dall\u2019amministrazione di Donald Trump) e la sua sostituzione, di fatto, con il progetto NATO pi\u00f9 funzionale alle strategie della fase multicentrica;\u00a0<strong>la terza<\/strong>, il progetto NATO della fase multicentrica comporter\u00e0 un nuovo equilibrio dinamico con nuove architetture istituzionali sovranazionali che gestiranno l\u2019attuale spazio europeo; nuove organizzazioni territoriali (ne circolano da tempo diverse configurazioni) si prevedono per il futuro dell\u2019Europa,\u00a0<strong>espressione geografica<\/strong>\u00a0a servizio delle strategie statunitensi;\u00a0<strong>la quarta<\/strong>, l\u2019assenza della ricerca (pubblica e privata) sia sulle relazioni tra basi militari Usa-Nato e sviluppo locale, regionale, nazionale e internazionale, sia sulle relazioni politiche, militari, industriali, economiche, sociali e culturali nei territori di localizzazione delle basi e delle loro proiezioni nei sistemi di valori territoriali.<\/p>\n<p>Oggi c\u2019\u00e8 la<strong>\u00a0necessit\u00e0\u00a0<\/strong>per l\u2019Italia e per l\u2019Europa (che \u00e8 bene ricordarlo non \u00e8 l\u2019Europa delle nazioni, ma un luogo istituzionale sovranazionale nato da un progetto pensato, finanziato e guidato dagli Stati Uniti e gestito da sub-agenti dominanti soprattutto tedeschi) di uscire dalla NATO per costruire la\u00a0<strong>possibilit\u00e0<\/strong>\u00a0di una Europa che cessi di &lt;&lt; [\u2026] continuare a essere un mito, un sogno staccato dalla realt\u00e0 di popolazioni molteplici e diverse, un continente fatto di europei senza un\u2019Europa&gt;&gt; (Jacques Le Goff,\u00a0<em>L\u2019Europa raccontata ai ragazzi<\/em>, Laterza, Roma-Bari, 1996, pag.25) e sia capace di porsi come un\u00a0<strong>piccolo<\/strong>\u00a0continente di intersezione e di dialogo tra Occidente e Oriente.<\/p>\n<p>&lt;&lt; Nel 1313 [\u2026] i nuovi statuti del comune di Treviso trovarono un\u2019immagine efficace per definire la dialettica fra individuo e la collettivit\u00e0 [\u2026] la societ\u00e0 \u00e8 come un concerto: gli strumenti e le voci sono tutti diversi fra loro, e cos\u00ec dev\u2019essere perch\u00e9 valga la pena di ascoltare la musica; allo stesso modo sono diversi fra loro gli esseri umani, ma se obbediscono alla ragione [\u2026] dalla loro diversit\u00e0 risulter\u00e0 una societ\u00e0 armoniosa &gt;&gt; (Alessandro Barbero,\u00a0<em>Donne, madonne, mercanti e cavalieri. Sei storie medievali<\/em>, Editori Laterza, Roma-Bari, 2013, pag. 130). Provo a immaginare l\u2019Europa come un grande concerto: le nazioni sono tutte diverse fra loro, e cos\u00ec deve essere perch\u00e9 valga la pena ascoltare una musica di costruzione, di cambiamento, di coordinamento finalizzata ad una societ\u00e0 pi\u00f9 sensata e pi\u00f9 attenta alle esigenze della maggioranza delle popolazioni.<\/p>\n<p>Chi mette in musica un progetto alternativo di una nuova idea di organizzazione sociale nella fase multicentrica affinch\u00e8 l\u2019Europa cessi di essere un mito e diventi un piccolo continente autodeterminato in relazione all\u2019Occidente e all\u2019Oriente?<\/p>\n<p>Occorre un soggetto sessuato in grado di offrire una\u00a0<strong>partitura<\/strong>\u00a0come<strong>\u00a0fondamento solido e meditato<\/strong>\u00a0per i suoi obiettivi tenendo conto del grande e attuale insegnamento di Karl Marx quando sostiene che &lt;&lt; \u00c8 n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che un inganno sobillare il popolo senza offrirgli nessun fondamento solido e meditato per la sua azione. Risvegliare speranze fantastiche [\u2026] lungi dal favorire salvezza di coloro che soffrono, porterebbe inevitabilmente alla loro rovina: rivolgersi ai lavoratori senza possedere idee rigorosamente scientifiche e teorie ben concrete significa giocare in modo vuoto e incosciente con la propaganda, creando una situazione in cui da un lato un apostolo predica, dall\u2019altro un gregge di somari lo sta a sentire a bocca aperta: apostoli assurdi e assurdi discepoli. In un paese civilizzato non si pu\u00f2 realizzare nulla senza teorie ben solide e concrete; e finora, infatti, nulla \u00e8 stato realizzato se non fracasso ed esplosioni improvvise e dannose, se non iniziative che condurranno alla completa rovina la causa per la quale ci battiamo. L\u2019ignoranza non ha mai giovato a nessuno!&gt;&gt; (Hans Magnus Enzensberger, a cura di,\u00a0<em>Colloqui con Marx e Engels, Einaudi<\/em>, Torino, 1977, pag. 53).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>BASI DI GUERRA DA NORD A SUD. L\u2019UNIT\u00c0 D\u2019ITALIA RIFATTA DALLA NATO*<\/strong><\/p>\n<p><strong>di Antonio Mazzeo**<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il sempre pi\u00f9 evidente coinvolgimento nella guerra fratricida Russia-Ucraina di alcune delle principali basi ospitate in territorio italiano si accompagna al colpo di acceleratore che le forze armate nazionali, USA e NATO hanno dato ad alcuni programmi (vecchi e nuovi) di ampliamento e potenziamento del dispositivo bellico.<\/p>\n<p>L\u2019ultima missione di spionaggio sui cieli dell\u2019Europa dell\u2019Est \u00e8 stata tracciata dai radar lo scorso 14 ottobre. Un Gulfstream E.550 CAEW del 14\u00b0 Stormo dell\u2019Aeronautica militare italiana dopo essere decollato dallo scalo romano di Pratica d Mare ha raggiunto prima i confini della Polonia con l\u2019Ucraina e poi quelli con l\u2019enclave russa di Kaliningrad. Un\u2019operazione ormai di routine da quando le forze armate di Mosca hanno invaso l\u2019Ucraina. Il velivolo in dotazione ai reparti di volo italiani aveva fatto il suo debutto nelle aree di conflitto l\u20198 marzo 2022 con una missione d\u2019intelligence nello spazio aereo della Romania fino ai confini con Moldavia e Ucraina e le sempre pi\u00f9 agitate e militarizzate acque del Mar Nero. Da allora i Gulfstream E.550 di Pratica di Mare sono uno degli attori pi\u00f9 richiesti dai comandi NATO che coordinano le operazioni aeree di sorveglianza e \u201ccontenimento\u201d dei reparti di guerra della Federazione russa in territorio ucraino.<\/p>\n<p>Basati sulla piattaforma del jet sviluppato dall\u2019azienda statunitense Gulfstream Aerospace, appositamente modificato e potenziato dalla israeliana Elta Systems Ltd. (societ\u00e0 del gruppo IAI), i velivoli in dotazione all\u2019Aeronautica italiana non sono semplicemente dei \u201cradar volanti\u201d, ma possiedono anche compiti di \u201cgestione\u201d delle missioni alleate nei campi di battaglia e di disturbo delle emissioni elettroniche \u201cnemiche\u201d. \u201cGli aerei CAEW hanno funzioni di sorveglianza aerea, comando, controllo e comunicazioni, strumentali alla supremazia aerea e al supporto alle forze di terra\u201d, spiega lo Stato maggiore dell\u2019Aeronautica.<\/p>\n<p>\u201cIn altre parole, essi sono un assetto di straordinario valore sia per l\u2019Italia che per la NATO per conseguire quella che \u00e8 definita come Information Superiority, cio\u00e8 il vantaggio che deriva dall\u2019abilit\u00e0 di raccogliere, processare e trasferire un flusso ininterrotto di informazioni mentre si impedisce al nemico di poter fare lo stesso\u201d.<\/p>\n<p>Non sono solo i sofisticati e costosissimi aerei di produzione israelo-statunitense a consolidare il ruolo di cobelligerante dello scalo militare di Pratica di Mare nel sanguinoso conflitto russo-ucraino. E\u2019 da qui infatti che decollano con sempre pi\u00f9 frequenza i velivoli cisterna KC-767A dell\u2019Aeronautica utilizzati per il rifornimento in volo dei cacciabombardieri italiani e NATO impiegati nella Air Policing Mission anti-russa nello spazio aereo di Polonia, Romania, Bulgaria, Ungheria e delle Repubbliche baltiche. Velivoli cargo dello stesso tipo vengono impiegati da Pratica di Mare anche per trasportare i sistemi d\u2019arma \u201cdonati\u201d dal governo italiano alle forze armate ucraine e gli uomini, i mezzi pesanti e gli armamenti destinati ai battaglioni di pronto intervento che la NATO ha insediato a m\u00f2 di tenaglia alle frontiere occidentali di Russia e Bielorussia (attualmente i reparti italiani d\u2019\u00e9lite dell\u2019Esercito sono presenti in Ungheria, Bulgaria e Lettonia).<\/p>\n<p>Ma in Italia non c\u2019\u00e8 solo Pratica di Mare a fare da trampolino di lancio degli assetti aerei impiegati nella pericolosa escalation bellica in Europa orientale e nel Mar Nero. Dalla stazione aeronavale di Sigonella, in Sicilia, con cadenza ormai quotidiana e fin da prima dell\u2019aggressione russa del 24 febbraio scorso, decollano i droni d\u2019intelligence AGS della NATO e \u201cGlobal Hawk\u201d di US Air Force e i nuovi pattugliatori marittimi P8A \u201cPoseidon\u201d di US Navy e delle forze aeronavali di Australia e del Regno Unito. Anch\u2019essi ricoprono le stesse rotte fino ai confini con il territorio ucraino, rumeno, bulgaro e moldavo, per operazioni di intelligence e ricognizione. Cos\u00ec come avviene con i CAEW Gulfstream di Pratica di Mare, i dati sensibili raccolti dai \u201cPoseidon\u201d e dai droni USA e NATO di Sigonella vengono messi a disposizione delle forze armate di Kiev per pianificare le operazioni contro l\u2019invasore russo. Sono cio\u00e8 una specie di occhio e orecchio non poi tanto segreto contro le manovre dell\u2019esercito di Mosca e una sorta di consigliere-guida della controffensiva ucraina che ha gi\u00e0 consentito di ottenere sul campo rilevanti \u201csuccessi\u201d sugli avversari.<\/p>\n<p>Questi velivoli hanno pure moltiplicato gli interventi nel Mediterraneo orientale in prossimit\u00e0 del porto di Tartus, Siria, utilizzato per le soste tecniche della flotta militare russa. In particolare proprio un pattugliatore P-8A di US Navy \u00e8 stato protagonista di quella che, per il valore politico-simbolico ma soprattutto per le conseguenze in termini di vite umane, ha rappresentato una delle azioni di guerra pi\u00f9 significative e drammatiche del conflitto: l\u2019affondamento dell\u2019incrociatore russo Moskva a largo di Odessa, mercoled\u00ec 13 aprile, presumibilmente dopo essere stato colpito dai militari ucraini con uno o pi\u00f9 missili anti-nave. Sono ancora fittissimi i misteri sulle dinamiche e sulle unit\u00e0 protagoniste dell\u2019attacco, cos\u00ec come \u00e8 ancora ignoto il numero delle vittime. E\u2019 tuttavia certo che l\u2019operazione militare contro la nave ammiraglia russa nel Mar Nero \u00e8 stata \u201cmonitorata\u201d e registrata a poche miglia di distanza da un \u201cPoseidon\u201d statunitense decollato dalla stazione aeronavale siciliana.<\/p>\n<p><em>Il sempre pi\u00f9 evidente coinvolgimento nella guerra fratricida Russia-Ucraina di alcune delle principali basi ospitate in territorio italiano si accompagna al colpo di acceleratore che le forze armate nazionali, USA e NATO hanno dato ad alcuni programmi (vecchi e nuovi) di ampliamento e potenziamento del dispositivo bellico. Dalle Alpi al Canale di Sicilia non c\u2019\u00e8 comando, centro radar e telecomunicazione, aeroporto e scalo portuale che non ospiti o stia per stia per ospitare milionari cantieri infrastrutturali<\/em>. La NAS \u2013 Naval Air Station di Sigonella \u00e8 forse l\u2019esempio pi\u00f9 eclatante: per ospitare i nuovi pattugliatori \u201cPoseidon\u201d sono state realizzate alcune aree di parcheggio e un maxi-hangar con annesso centro di manutenzione del costo di 26,5 milioni di dollari, inaugurato ufficialmente a met\u00e0 gennaio 2022.<\/p>\n<p>Nella base siciliana \u00e8 divenuto pienamente operativo l\u2019AGS \u2013 Alliance Ground Surveillance, il sistema avanzato di sorveglianza terrestre e intelligence dell\u2019Alleanza Atlantica basato su cinque grandi velivoli senza pilota RQ-4 \u201cPhoenix\u201d realizzati dal colosso aerospaziale Northrop Grumman.<\/p>\n<p>Questi nuovi droni sono lunghi 14,5 metri e possono volare in tutte le condizioni ambientali e ininterrottamente per pi\u00f9 di 30 ore, fino a 18.280 metri di altezza e a una velocit\u00e0 di 575 km\/h. Il loro raggio d\u2019azione \u00e8 di oltre 16.000 km. Inoltre, poche settimana fa, il Dipartimento dell\u2019US Air Force ha firmato un contratto del valore di 177 milioni di dollari con una societ\u00e0 controllata dal colosso militare industriale Raytheon Technologies, per migliorare l\u2019efficienza dei 14 terminali mondiali (tra cui Sigonella) inseriti nel sistema High Frequency Global Communications (HFGCS). Le stazioni terrestri dell\u2019HFGCS trasmettono i cosiddetti EAM (messaggi di azione di emergenza) e altri tipi di codici di rilevanza strategica, compresi quelli per la conduzione di un attacco nucleare.<\/p>\n<p>A Vicenza, dopo la realizzazione presso l\u2019ex aeroscalo \u201cDal Molin\u201d di un enorme complesso militare riservato ai paracadutisti della 173^ Brigata aviotrasportata di US Army, ha preso il via un megaprogetto del valore stimato di 373 milioni di dollari per la realizzazione entro cinque anni di 478 alloggi per il personale militare statunitense e famiglie (villette a schiera e diverse nuove palazzine all\u2019interno della caserma Ederle e del cosiddetto Villaggio della Pace). Sono previste inoltre nuove infrastrutture viarie per rendere pi\u00f9 rapido e \u201csicuro\u201d il collegamento delle basi USA di Vicenza con l\u2019aeroporto NATO di Aviano (Pordenone), sede di alcuni reparti aerei dell\u2019US Air Force dotati dei cacciabombardieri di quarta generazione F-16 a capacit\u00e0 nucleare, nonch\u00e9 utilizzato per i grandi aerei cargo che trasportano i par\u00e0 della 173^ Brigata verso i maggiori scacchieri di guerra internazionali (recentemente in Iraq e Afghanistan, attualmente in Europa orientale e in Africa). E ad Aviano, cos\u00ec come a Ghedi (Brescia), sono in via di completamento i lavori di \u201crafforzamento\u201d dei bunker che ospitano le bombe nucleari tattiche B-61 delle forze aeree statunitensi, attualmente in fase di aggiornamento per essere impiegate a bordo dei cacciabombardieri di quinta generazione F-35 in dotazione alle forze USA e italiane.<\/p>\n<p>Bibliche colate di cemento a fini bellici sono previste anche per un\u2019altra citt\u00e0 dall\u2019incomparabile patrimonio storico, artistico, architettonico e paesaggistico: Pisa. Secondo quanto previsto dal Comando generale dell\u2019Arma dei Carabinieri, in un\u2019area di 73 ettari a Coltano, all\u2019interno del parco regionale di Migliarino\u2013San Rossore\u2013Massaciuccoli, saranno realizzati innumerevoli caserme e alloggi per militari e famiglie, poligoni di tiro e basi addestrative.<\/p>\n<p>Tre i reparti d\u2019assalto dei Carabinieri che saranno insediati a Coltano ci sono il 1\u00b0 Reggimento Paracadutisti \u201cTuscania\u201d, il G.I.S.-Gruppo di Intervento Speciale e il Centro Cinofili, da decenni impiegati nei maggiori teatri di guerra internazionale in azioni di combattimento e nell\u2019addestramento \u201canti-terrorismo\u201d del personale militare di alcuni ingombranti regimi africani e mediorientali. Il progetto di Pisa \u00e8 funzionale al rafforzamento del ruolo geo-strategico della regione Toscana per la proiezione extra-area delle forze armate nazionali, USA e NATO. La nuova cittadella dei reparti d\u2019assalto dei Carabinieri si aggiunger\u00e0 infatti alla grande base di stazionamento dei mezzi pesanti di US Army di Camp Darby, agli aeroporti di Pisa-San Giusto e Grosseto, al porto di Livorno, alle tante caserme dei par\u00e0 della \u201cFolgore\u201d, al centro di ricerca militare avanzato (gi\u00e0 nucleare) di San Piero a Grado, al comando fiorentino della Divisione \u201cVittorio Veneto\u201d prossimo ad operare come Multinational Division South NATO per gli interventi dell\u2019alleanza nel Mediterraneo e in Africa.<\/p>\n<p><strong>Un hub toscano<\/strong>\u00a0per la guerra globale che si aggiunge a quelli veneto-friulano (con Vicenza e Aviano);\u00a0<strong>siciliano<\/strong>\u00a0(Sigonella, il MUOS di Niscemi, la baia di Augusta, lo scalo di Trapani-Birgi e le isole minori di Pantelleria e Lampedusa);\u00a0<strong>pugliese<\/strong>\u00a0(le basi navali NATO di Taranto e Brindisi, gli aeroporti di Amendola, Gioia del Colle e Galatina);\u00a0<strong>campano<\/strong>\u00a0(il porto di Napoli e Capodichino, il Comando interalleato di Lago Patria);\u00a0<strong>sardo<\/strong>\u00a0(gli innumerevoli poligoni sparsi per tutta l\u2019isola, Decimomannu, l\u2019arcipelago della Maddalena).\u00a0<em>L\u2019Italia armata e ipermilitarizzata per gli interessi strategici del Pentagono e dell\u2019Alleanza Atlantica ma anche per i profitti e i dividendi del complesso militare-industriale nazionale e internazionale<\/em>.<\/p>\n<p>A esclusivo beneficio delle industrie di morte sorger\u00e0\u00a0<strong>a Torino<\/strong>\u00a0l\u2019ultimo tempio dedicato ad Ares, dio di tutte le guerre, che convertir\u00e0 parte del territorio dell\u2019Italia nord-occidentale\u00a0<strong>nell\u2019ennesimo hub militare del paese<\/strong>\u00a0(in quest\u2019area esistono gi\u00e0 il centro di Cameri-Novara per la produzione degli F-35, il quartier generale dei NATO Rapid Deployable Corps di Solbiate Olona, i complessi Leonardo- Agusta a Varese, la base nucleare di Ghedi, le fabbriche di pistole, mitra e fucili nel bresciano). Lo scorso 7 aprile i ministri degli Esteri e della Difesa della NATO hanno approvato un documento strategico che pone le basi del \u201cDefence innovation accelerator for the North Atlantic\u201d (DIANA), cio\u00e8 l\u2019Acceleratore di innovazione nella difesa per l\u2019Atlantico del Nord), dotato di una prima tranche di un miliardo di euro circa grazie al NATO Innovation Fund, il fondo di investimenti finanziari varato dall\u2019Alleanza. Con il DIANA sar\u00e0 promossa la ricerca scientifico-tecnologica di centri accademici, start up e piccole e medie imprese sulle cosiddette deep technologies,\u00a0<strong>le tecnologie emergenti che la NATO<\/strong>\u00a0ha identificato come \u201cprioritarie\u201d: sistemi aerospaziali, intelligenza artificiale, biotecnologie e bioingegneria, computer quantistici, cyber security, motori ipersonici, robotica e sistemi terrestri, navali, aerei e subacquei a pilotaggio remoto, industria navale e delle telecomunicazioni, ecc.<\/p>\n<p>\u201cGli investimenti e la ricerca del progetto DIANA serviranno a dare vita a quelle tecnologie nascenti che hanno il potere di trasformare la nostra sicurezza nei decenni a venire, rafforzando l\u2019ecosistema dell\u2019innovazione dell\u2019Alleanza e sostenendo la sicurezza del nostro miliardo di cittadini\u201d, ha dichiarato il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg. E proprio la citt\u00e0 di Torino \u00e8 stata scelta come prima sede europea degli acceleratori DIANA. L\u2019avvio dell\u2019ambizioso programma \u00e8 previsto per l\u2019inizio del prossimo anno, quando saranno definiti i progetti da finanziare. In una prima fase la sede di DIANA sar\u00e0 ospitata in un\u2019area di 9.000 mq ricavata all\u2019interno delle storiche Officine Grandi Riparazioni, il complesso industriale sorto a Torino a fine Ottocento. A partire dal 2026 l\u2019incubatore-acceleratore DIANA sar\u00e0 trasferito nella Citt\u00e0 dell\u2019Aerospazio in via di realizzazione in un\u2019area di 184.000 mq alla periferia ovest del capoluogo piemontese, grazie ad un finanziamento di 300 milioni di euro del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR), pi\u00f9 altri 800 milioni che dovrebbero giungere da una settantina di aziende del settore aerospaziale interessate al progetto industriale.<\/p>\n<p>Tra queste ultime in pole position c\u2019\u00e8 ovviamente l\u2019holding Leonardo SpA, leader nella produzione di sistemi d\u2019arma tecnologicamente avanzati. \u201cLeonardo, azienda partecipata al 30% dal Ministero dell\u2019economia coordiner\u00e0 tre progetti del nuovo sistema di difesa europeo: il sistema di navigazione satellitare Galileo, finanziato dall\u2019Unione europea con 35,5 milioni di euro; quello di tecnologia sicura Essor, che ha ricevuto 34,6 milioni; e il progetto degli anti-droni Jey Cuas (13 milioni)\u201d, ha riportato l\u2019Indipendente in un ampio servizio pubblicato il 17 luglio 2022. \u201cUna parte degli spazi della citt\u00e0 sar\u00e0 destinata al nuovo campus del Politecnico di Torino, mentre l\u2019altra sar\u00e0 occupata dagli uffici del programma DIANA e da alcune aree per la sperimentazione di nuove tecnologie di terra e di volo\u201d.<\/p>\n<p>A fianco dei laboratori e degli spazi per le start-up, si insedier\u00e0 nella Citt\u00e0 dell\u2019Aerospazio pure il Business Incubation Centre dell\u2019Agenzia Spaziale Europea. Secondo quanto dichiarato dal ministero della Difesa italiano, verr\u00e0 messo a disposizione del progetto pure il neo costituito acceleratore Takeoff \u2013 Aerospace &amp; Advanced Hardware (una creatura di Cdp Venture Capital, Fondazione CRT e UniCredit) e \u201csaranno rese disponibili le capacit\u00e0 di sperimentare tecnologie innovative\u201d presso il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale della Marina Militare di La Spezia e il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) di Capua, societ\u00e0 partecipata dell\u2019Agenzia Spaziale Italiana, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e della Regione Campania.<\/p>\n<p><em>Un mixer \u2013 letteralmente esplosivo \u2013 di organizzazioni militari internazionali, grandi, medie e piccole industrie, istituzioni pubbliche e private, banche e gruppi finanziari, autorit\u00e0 statali, regionali e locali, universit\u00e0 e centri di ricerca scientifica che far\u00e0 di Torino la capitale europea delle guerre globali aerospaziali del XXI secolo<\/em>. Guerre ancor pi\u00f9 automatizzate e disumanizzate di quelle a cui abbiamo assistito, impotenti e inorriditi, in questi ultimi decenni.<\/p>\n<p><strong>*I corsivi e i grassetti presenti nell\u2019articolo sono i mei (LL).<\/strong><\/p>\n<p><strong>**Giornalista e saggista. Ecopacifista e antimilitarista.<\/strong><\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/italiaeilmondo.com\/2022\/11\/28\/la-strategia-usa-via-nato-pianifica-le-infrastrutture-militari-e-civili-dei-territori-europei-in-funzione-del-conflitto-con-la-russia-e-con-la-cina-il-caso-del-territorio-italiano-a-cura-di-luigi\/\">https:\/\/italiaeilmondo.com\/2022\/11\/28\/la-strategia-usa-via-nato-pianifica-le-infrastrutture-militari-e-civili-dei-territori-europei-in-funzione-del-conflitto-con-la-russia-e-con-la-cina-il-caso-del-territorio-italiano-a-cura-di-luigi\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIA E IL MONDO (Giuseppe Germinario, Luigi Longo)\u00a0 La lettura dell\u2019articolo di Antonio Mazzeo, Basi di guerra da nord a sud. L\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia rifatta dalla NATO\u00a0pubblicato sul sito\u00a0www.marx21.it, del 15\/11\/2022, che propongo, \u00e8 interessante perch\u00e9 fa riflettere sul ruolo della NATO come strumento di gestione della pianificazione strategica dei territori europei da parte degli USA. In particolare si sofferma sull\u2019utilizzo del territorio italiano, disseminato di infrastrutture e basi militari (senza considerare quelle segrete), come&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jIb","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75775"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=75775"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75775\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75776,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75775\/revisions\/75776"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=75775"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=75775"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=75775"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}