{"id":75865,"date":"2022-12-07T09:25:55","date_gmt":"2022-12-07T08:25:55","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75865"},"modified":"2022-12-06T18:28:28","modified_gmt":"2022-12-06T17:28:28","slug":"cosa-cambia-con-lentrata-in-vigore-dellembargo-sul-petrolio-russo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75865","title":{"rendered":"Cosa cambia con l\u2019entrata in vigore dell\u2019embargo sul petrolio russo"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>L&#8217;INDIPENDENTE<\/strong> (Giorgia Audiello)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 entrato in vigore ieri l\u2019embargo al petrolio russo concordato lo scorso 2 settembre tra l\u2019Ue, il G7 e l\u2019Australia: la misura prevede il\u00a0<strong>divieto di importazione di greggio russo via mare<\/strong>\u00a0nei Paesi aderenti, a meno che l\u2019oro nero non sia acquistato al\u00a0<strong>prezzo massimo di 60 euro al barile<\/strong>, il cosiddetto \u201cprice cap\u201d sul petrolio stabilito dalle nazioni occidentali. L\u2019iniziativa sarebbe volta a contrastare gli introiti di Mosca per evitare che quest\u2019ultima possa continuare a finanziare la guerra in Ucraina. La Russia, tuttavia, ha gi\u00e0 fatto sapere che non intende rispettare la norma anche se dovesse essere necessario un taglio della produzione. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che il provvedimento non influenzer\u00e0 l\u2019andamento e il finanziamento dell\u2019\u00aboperazione militare speciale\u00bb.<\/p>\n<p>Ancora prima della sua entrata in vigore, risultavano evidenti la limitatezza e la\u00a0<strong>potenziale mancanza di efficacia dell\u2019iniziativa<\/strong>\u00a0messa in atto dalle maggiori economie occidentali, a partire dal tetto al prezzo: attualmente le quotazioni di petrolio russo sul mercato si aggirano sui 65 dollari al barile e, dunque, la differenza con il prezzo stabilito da UE, G7 e Australia risulta irrisoria. Tanto che lo stesso presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, si \u00e8 lamentato su questo punto,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.agi.it\/estero\/news\/2022-12-03\/zelensky-price-cap-petrolio-putin-19056273\/\">asserendo<\/a>\u00a0che \u00abnon \u00e8 una decisione seria\u00bb, in quanto \u00absi tratta di un limite abbastanza buono per il bilancio dello Stato terrorista\u00bb.<\/p>\n<p>Inoltre, se la Russia \u2013 come dichiarato dal vice primo ministro russo, Alexander Novak \u2013 non volesse vendere il petrolio al prezzo stabilito unilateralmente dai Paesi occidentali, avrebbe a disposizione comunque diverse alternative: dalle cosiddette \u201ctriangolazioni\u201d per aggirare le sanzioni a tutta la fetta di mercato asiatico, affamato di petrolio russo. Basti pensare che l\u2019India negli ultimi mesi ha aumentato di 25 volte il livello delle sue importazioni da Mosca, cos\u00ec come anche la Cina. Per questo motivo, Novak ha affermato che \u00abVenderemo petrolio e prodotti petroliferi solo a quei Paesi che lavoreranno con noi alle condizioni di mercato, anche se dovessimo ridurre un po\u2019 la produzione\u00bb. In ogni caso, non mancano metodi per\u00a0<strong>aggirare le sanzioni<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/articles\/russia-will-rely-on-shadow-tanker-fleet-to-keep-oil-flowing-11670036535\">secondo<\/a>\u00a0il Wall Street Journal, infatti, Mosca avrebbe organizzato una sorta di \u201c<strong>flotta fantasma<\/strong>\u201d composta da vecchie petroliere in grado di disattivare i segnali AIS (Automatic Identification System) per non essere monitorate. Al momento, tale flotta si troverebbe nei porti russi del Pacifico e sarebbe in grado di trasportare l\u2019oro nero nonostante l\u2019embargo. Un altro metodo gi\u00e0 utilizzato da altri stati sanzionati come Venezuela e Iran \u00e8 quello di trasbordare il carico in mare da una petroliera russa a una battente bandiera non russa senza che il passaggio venga tracciato.<\/p>\n<p>A novembre, in controtendenza con la narrativa principale, la Russia \u2013 unica tra i Paesi dell\u2019OPEC+ \u2013 ha\u00a0<strong>aumentato la produzione di petrolio<\/strong>\u00a0in vista di una maggiore richiesta da parte dei Paesi europei prima dell\u2019entrata in vigore dell\u2019embargo e a causa dell\u2019aumentata domanda tra gli importatori asiatici: quest\u2019ultimi, infatti, temono l\u2019incertezza legata alla futura fornitura di greggio russo. Di conseguenza, Mosca il mese scorso ha prodotto 10,9 milioni di barili al giorno (bpd), aumentando le esportazioni verso Cina, India, Corea del Sud e Giappone e, secondo i\u00a0<a href=\"https:\/\/oilprice.com\/Energy\/Crude-Oil\/Asia-Splurges-On-Record-Oil-Imports-Ahead-Of-Sanctions-On-Russia.html\">dati<\/a>\u00a0di Refinitiv Research, a novembre l\u2019Asia ha importato un record di 29,1 milioni di bpd, rispetto ai 25,6 milioni di ottobre e ai 26,6 milioni di settembre.<\/p>\n<p>Anche i Paesi europei, comunque, continueranno ad importare largamente il petrolio dell\u2019Orso rosso nonostante le sanzioni: infatti,\u00a0<strong>l\u2019oleodotto Druzhba<\/strong>\u00a0\u2013 il pi\u00f9 lungo del mondo che trasporta per 4000 chilometri il petrolio dalla Russia all\u2019Ucraina, Ungheria, Polonia e Germania \u2013\u00a0<strong>rimarr\u00e0 attivo<\/strong>\u00a0e i Paesi europei potranno continuare a rifornirsi, compresa la Germania. Interessante notare, invece, come l\u2019embargo si applichi alla raffineria italiana di Priolo, gestita fino a pochi giorni fa dalla russa Lukoil: il greggio, infatti, arrivava in Sicilia attraverso petroliere che partivano dal porto russo di Primorsk. \u00c8 uno dei motivi per cui il governo si \u00e8 visto costretto a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2022\/12\/04\/litalia-nazionalizza-la-raffineria-russa-lukoil-per-salvarsi-dalle-sanzioni\/\">nazionalizzare<\/a>\u00a0l\u2019azienda. Ancora una volta, dunque, le sanzioni europee a Mosca rischiano di procurare pi\u00f9 problemi ai sanzionatori che non ai sanzionati: l\u2019Italia, ad esempio, dovr\u00e0 trovare dei fornitori alternativi al greggio russo. Inoltre,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ief.org\/\">secondo<\/a>\u00a0l\u2019International Energy Forum,\u00a0<strong>l\u2019embargo porter\u00e0 ad avere almeno\u00a0tre milioni di barili\u00a0in meno ogni giorno per i Paesi dell\u2019Unione europea<\/strong>, a meno che non si ricorra alle triangolazioni o ad altri tipi di aggiramento delle sanzioni che, in ogni caso, farebbero lievitare il prezzo di acquisto dell\u2019oro nero per gli importatori. Un dato che, unito\u00a0ai tagli Opec\u00a0(2 milioni di barili decisi a ottobre) e al caos in Cina potrebbe portare a una\u00a0<strong>nuova impennata delle quotazioni\u00a0con pesanti ricadute per l\u2019inflazione<\/strong>. L\u2019embargo occidentale al petrolio russo, unito ad un potenziale taglio della produzione dell\u2019OPEC+, dunque, potrebbe non far altro che\u00a0<strong>aumentare l\u2019insicurezza energetica globale<\/strong>, spingendo i prezzi verso l\u2019alto e inasprendo ulteriormente i problemi energetici del Vecchio Continente, costretto a trovare nuove fonti \u2013 magari pi\u00f9 costose \u2013 per sostituire il petrolio russo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2022\/12\/06\/cosa-cambia-con-lentrata-in-vigore-dellembargo-sul-petrolio-russo\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2022\/12\/06\/cosa-cambia-con-lentrata-in-vigore-dellembargo-sul-petrolio-russo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;INDIPENDENTE (Giorgia Audiello) &nbsp; \u00c8 entrato in vigore ieri l\u2019embargo al petrolio russo concordato lo scorso 2 settembre tra l\u2019Ue, il G7 e l\u2019Australia: la misura prevede il\u00a0divieto di importazione di greggio russo via mare\u00a0nei Paesi aderenti, a meno che l\u2019oro nero non sia acquistato al\u00a0prezzo massimo di 60 euro al barile, il cosiddetto \u201cprice cap\u201d sul petrolio stabilito dalle nazioni occidentali. 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