{"id":75867,"date":"2022-12-07T09:30:44","date_gmt":"2022-12-07T08:30:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75867"},"modified":"2022-12-06T18:32:14","modified_gmt":"2022-12-06T17:32:14","slug":"porte-troppo-girevoli-i-contractors-occidentali-arruolati-da-pechino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75867","title":{"rendered":"Porte \u201ctroppo girevoli\u201d: i contractors occidentali arruolati da Pechino"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Pietro Orizio)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/China-Fighter-Jet-Pilot.png\" alt=\"China-Fighter-Jet-Pilot\" \/><\/p>\n<p>Nel periodo di forte contrapposizione tra Occidente ed Oriente che stiamo attraversando \u2013 non solo tra NATO e Russia, ma anche tra Cina e Stati Uniti, la notizia che Pechino sia riuscita ad avvicinare ed ingaggiare ex piloti militari britannici come consulenti ed addestratori ha destato non poche preoccupazioni tra le cancellerie nordatlantiche.<\/p>\n<p>Parallelamente, centinaia di ex ufficiali americani hanno fatto richiesta ed ottenuto l\u2019autorizzazione per intraprendere nuove e pi\u00f9 redditizie carriere lavorative al servizio di Paesi stranieri. Questo non solo grazie alle indiscusse competenze ma anche ai rapporti maturati e gli incarichi ricoperti per conto del Pentagono.<\/p>\n<p>Una pratica talmente consolidata e diffusa oltreoceano, quella della migrazione di personale di alto rango \u2013 e non solo \u2013 dalle Forze Armate alla politica o al privato, da essersi guadagnata una precisa denominazione: \u201c<em>Revolving Door\u201d<\/em>\u00a0(porta girevole).\u00a0Tale fenomeno ha fatto parlare particolarmente di s\u00e9 durante il secondo dopoguerra iracheno per i ricchi contratti e i diversi aspetti controversi.<\/p>\n<p>Ma se allora a far storcere il naso erano questioni meramente etiche, morali o di integrit\u00e0, ora che il business della difesa e sicurezza privata si \u00e8 considerevolmente espanso all\u2019estero \u2013 monarchie del Golfo, Russia e soprattutto Cina \u2013 ne va di mezzo la sicurezza nazionale. Da qui l\u2019avvio di una campagna generalizzata per l\u2019adozione di tutta una serie di misure precauzionali e sanzionatorie \u2013 nulla osta, licenze, sanzioni ed arresti \u2013 della cui concreta applicazione per\u00f2 Pentagono ed alleati non sembrano troppo preoccupati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><\/u><strong><u>Le \u201cgrinfie\u201d cinesi sugli ex piloti occidentali<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Secondo la BBC una trentina di ex piloti militari britannici sarebbe stata reclutata\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/uk-63293582?piano-inline1\">per addestrare gli uomini dell\u2019Aeronautica dell\u2019Esercito di Liberazione Popolare cinese<\/a>.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 propriamente, alle controparti asiatiche gli ex piloti di Sua Maest\u00e0 fornirebbero da diversi anni informazioni su piloti e velivoli occidentali per far comprendere loro come operano e sviluppare, quindi, adeguate tattiche e contromisure. Capacit\u00e0, insomma, tali da poter fare la differenza in caso di futuri possibili conflitti come ad esempio quello per Taiwan.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-159821  alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/RAF-Tornado.jpg\" alt=\"RAF Tornado\" width=\"388\" height=\"218\" \/><\/p>\n<p>Gi\u00e0 dal 2019 il Regno Unito era a conoscenza di una piccola aliquota di suoi ex piloti al soldo di Pechino: un programma considerevolmente rallentato con la pandemia, vista la materiale impossibilit\u00e0 di raggiungere la Cina, ma ripreso ben presto ad un ritmo decisamente allarmante.<\/p>\n<p>Ad essere reclutati, sostanzialmente, sarebbero stati professionisti ultracinquantenni, congedatisi da tempo non solo dalla Royal Air Force ma anche dalle altre componenti aeree delle Forze Armate di Sua Maest\u00e0 \u2013 Royal Navy e British Army, nonch\u00e9 da quelle di altri Paesi alleati.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/news.sky.com\/story\/chinas-armed-forces-recruiting-dozens-of-british-ex-military-pilots-in-threat-to-uk-interests-12723395\">Piloti esperti di velivoli da combattimento<\/a>\u00a0Typhoon, Jaguar, Harrier e Tornado o di elicotteri Merlin e Wildcat \u00a0\u2013\u00a0 velivoli datati ma comunque funzionali \u2013 di cui la Cina si \u00e8 accaparrata competenze ed esperienze attraverso ingenti somme di denaro: fino a 271.000 euro all\u2019anno per ogni \u201cconsigliere\u201d.<\/p>\n<p>Del reclutamento sarebbero stati incaricati degli\u00a0<em>head-hunter<\/em>\u00a0\u2013 cacciatori di teste \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.tfasa.com\/business-sectors\">a contratto della societ\u00e0 sudafricana Test Flying Academy of South Africa o TFASA.<\/a>\u00a0Nel mirino dei cinesi anche piloti attualmente in servizio (ma nessuno si sarebbe lasciato lusingare dalle loro offerte) inclusi, secondo voci non confermate, addirittura piloti di F-35.<\/p>\n<p>Sebbene gli ex piloti al servizio di Pechino non abbiano violato alcuna legge il Ministero della Difesa britannico ha lanciato un preciso allarme mettendo in guardia il personale in servizio e non, nonch\u00e9 i partner privati, dall\u2019assumere incarichi in grado di\u00a0<em>\u201cerodere il vantaggio difensivo del Regno Unito\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Il Governo britannico sta adottando misure concrete per inasprire la legislazione al riguardo. Tutto il personale in servizio ed in congedo \u00e8 gi\u00e0 soggetto all\u2019Official Secrets Act e si sta procedendo a rivedere gli accordi di riservatezza e non divulgazione, cos\u00ec come ad introdurre ulteriori strumenti di tutela\u00a0<a href=\"https:\/\/bills.parliament.uk\/bills\/3154\">attraverso il nuovo National Security Bill.<\/a><\/p>\n<p>Il Foreign Influence Registration Scheme, emendamento al sopraccitato disegno di legge, richieder\u00e0 ad esempio a chiunque venga assunto da un Governo straniero di dichiarare dettagliatamente le proprie attivit\u00e0, in modo da garantire una pi\u00f9 stringente supervisione da parte delle autorit\u00e0 o, diversamente,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gov.uk\/government\/news\/foreign-influence-registration-scheme-to-make-clandestine-political-activity-illegal\">incorrere in indagini per spionaggio o influenza<\/a>.<\/p>\n<p>A detta del capo dell\u2019MI-5, infatti,\u00a0<em>\u201cil Regno Unito \u00e8 in competizione strategica con Stati che cercano di minarne la sicurezza nazionale, istituzioni democratiche e opportunit\u00e0 commerciali a livelli senza precedenti. Abbiamo bisogno di nuovi, moderni strumenti e poteri per difenderci, proporzionatamente, ma fermamente.\u201d\u202f<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-159827 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/EZL4Lr8XsAMeubh.jpg\" alt=\"EZL4Lr8XsAMeubh\" width=\"489\" height=\"272\" \/><\/p>\n<p>Nel frattempo, il ministro degli esteri cinese ha negato il reclutamento di piloti britannici come istruttori.\u00a0Sulla vicenda sono circolate anche voci di un sorprendente doppio-gioco orchestrato da Londra. Secondo il Sunday Express i britannici avrebbero a loro volta avvicinato e convinto i propri connazionali al servizio dei cinesi a carpirne quante pi\u00f9 informazioni possibili.<\/p>\n<p>Trattandosi di personale non addestrato a condurre operazioni di intelligence, \u00e8 stato chiesto loro di non correre particolari rischi, ma di sfruttare la trasferta in Cina \u2013 in alcuni casi di diversi mesi \u2013 per raccogliere e riferire qualunque elemento rilevante al rientro. Alcuni di loro, infatti, sono entrati in contatto con gli aerei cinesi di ultima generazione, in quella che \u00e8 stata definita un\u2019opportunit\u00e0 senza precedenti.<\/p>\n<p>L\u2019operazione si sarebbe ormai conclusa\u00a0<a href=\"https:\/\/www.express.co.uk\/news\/world\/1686465\/RAF-news-china-uk-nato-raf-pilots-british-security-agencies\">e tutti gli agenti segreti \u201cimprovvisati\u201d avrebbero gi\u00e0 lasciato la Cina.<\/a>\u00a0Nella stessa settimana in cui \u00e8 trapelata la vicenda dei piloti britannici reclutati dai cinesi, Washington ha chiesto alle autorit\u00e0 australiane di arrestare un ex pilota di AV-8B Harrier II dei Marines; anch\u2019egli presumibilmente reclutato da Pechino.<\/p>\n<p>Daniel Edmund Duggan, 54 anni ed ex cittadino americano, \u00e8 stato arrestato il 21 ottobre ad Orange, Australia su richiesta degli Stati Uniti. Tra il 1989 e il 2002 Duggan ha servito nel Corpo dei Marines degli Stati Uniti come pilota di AV-8B Harrier II e, successivamente, come istruttore tattico esperto, raggiungendo il grado di maggiore. Durante la sua carriera \u00e8 stato anche\u00a0<em>exchange pilot<\/em>\u00a0presso la Marina Spagnola ed ha accumulato centinaia di appontaggi su 7 diverse portaerei e portaelicotteri da assaltop anfibio.<\/p>\n<p>Nel 2014 si \u00e8 trasferito in Australia dove, presso l\u2019aeroporto di Hobart,\u00a0<a href=\"https:\/\/topgunaustralia.com\/\">ha gestito Top Gun Australia,<\/a>\u00a0societ\u00e0 di voli turistici che impiegava ex piloti militari americani, tedeschi e britannici. Inoltre, con i suoi Provost T5A, L-39 e Nanchang CJ-6A partecipava anche ad airshow.<\/p>\n<p>Duggan, secondo il profilo LinkedIn, ha iniziato a lavorare a Qingdao, Cina nel 2017 come amministratore delegato di AVIBIZ Limited, descritta come\u00a0<em>\u201cuna societ\u00e0 di consulenza generale in ambito aeronautico con un focus sull\u2019industria aeronautica cinese dinamica e in rapida crescita\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Azienda registrata ad Hong Kong e formalmente chiusa nel 2020.\u00a0Secondo Washington l\u2019ex pilota dei Marines avrebbe fornito ai cinesi informazioni riservate su tattiche e tecnologie,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.thedrive.com\/the-war-zone\/ex-marine-corps-harrier-pilot-who-worked-in-china-has-been-arrested\">nonch\u00e9 ulteriori tipologie di addestramento.<\/a><\/p>\n<p>Attivit\u00e0 che stanno finendo sempre pi\u00f9 sotto la lente di ingrandimento delle autorit\u00e0 di vari Paesi, giacch\u00e9 non sarebbero solo britannici ed americani ad esservi implicati. L\u2019Australia stessa sta investigando su propri ex piloti ed il Ministro della Difesa, Richard Marles, ha annunciato una revisione di procedure e politiche di riservatezza per il personale delle Forze di Difesa australiane.<\/p>\n<p>Anche il Ministro della Difesa della Nuova Zelanda sta valutando l\u2019implementazione di provvedimenti simili, dato che anche 4 ex piloti della Royal Mew Zealand Air Force\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/asia-pacific\/australia-launches-review-into-former-pilots-training-chinese-military-2022-11-08\/\">avrebbero lavorato per la societ\u00e0 sudafricana<\/a>\u00a0al centro della vicenda.<\/p>\n<p>Altri casi paiono aver interessato anche Canada e Francia.\u00a0Le Figaro ha parlato di un ex pilota di Super \u00c9tendard che era stato imbarcato sulla portaerei Charles de Guale. Contattato anch\u2019esso dalla sudafricana TFASA, a rendere ancora pi\u00f9 appetibile il suo profilo il fatto che la Francia sia l\u2019unico Paese, oltre a Stati Uniti e Cina, ad impiegare portaerei dotate di catapulte per il decollo degli aerei. Gli sarebbe quindi stato proposto di pilotare un J-11BH cinese con un contratto della durata di circa 3 anni, a 20.000 euro al mese: una proposta allettante,\u00a0<a href=\"https:\/\/theaviationist.com\/2022\/11\/14\/china-efforts-to-recruit-western-pilots\/\">ma che sarebbe stata rifiutata per timore e questioni etiche.<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-159828 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/1bc65a70f4079569caf88e6e1a0a26e7.jpg\" alt=\"1bc65a70f4079569caf88e6e1a0a26e7\" width=\"445\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p>Addirittura, ai comandi di un jet cinese JL-10 d\u2019addestramento caduto nella provincia di Anhui, ad inizio anno,\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/alert5\/status\/1517887588299796480?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1517887588299796480%7Ctwgr%5E5a5547d2151ed8e6ba051e63bad3da712c58f7b4%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.thedrive.com%2Fthe-war-zone%2Fex-marine-corps-harrier-pilot-who-worked-in-china-has-been-arrested\">vi sarebbe stato un cittadino francese.<\/a>\u00a0Tornando a Duggan, a cui \u00e8 stata rifiutata la scarcerazione su cauzione, ha negato di aver violato leggi americane, australiane o internazionali e, attraverso l\u2019avvocato Dennis Miralis, ha annunciato battaglia contro una sua estradizione negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Innanzitutto, \u00e8 stato presentato un ricorso all\u2019Ispettore Generale dell\u2019Intelligence australiano \u2013 organo di vigilanza sulle questioni di sicurezza nazionale \u2013 sulla condotta dei funzionari australiani durante il suo arresto. Una vertenza che dovrebbe sospendere qualunque procedura di estradizione; almeno finch\u00e9 pendente.<\/p>\n<p>Oltre al fatto che, aggiunge Miralis, Duggan ora \u00e8 cittadino australiano e gli Stati Uniti non dovrebbero interferire, se non per chiarire i capi d\u2019accusa che, invece, restano ancora sconosciuti.\u00a0Un ricorso \u00e8 stato presentato anche sul trattamento ricevuto in prigione, in merito ad un diretto intervento da parte di un agente penitenziario durante una conversazione legalmente protetta tra Duggan ed il suo avvocato. Trasferito in una struttura penitenziaria di massima sicurezza a Goulburn,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cbsnews.com\/news\/daniel-edmund-duggan-pilot-us-australia-china-sealed-charges-extradition\/\">l\u2019ex pilota dei Marines \u00e8 tornato in tribunale il 28 novembre.<\/a><\/p>\n<p>L\u2019avvocato Miralis ha contestato il trattamento da prigioniero \u201ca rischio estremamente elevato\u201d riservato al suo cliente. Alla stessa stregua di terroristi e pluriomicidi, a Duggan sarebbero state negate penne, cancelleria e perfino cure mediche. Pertanto \u00e8 stato nuovamente richiesto il suo rilascio.<\/p>\n<p>In attesa che gli Stati Uniti depositino una richiesta d\u2019estradizione entro la scadenza 20 dicembre come previsto da accordi bilaterali,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/asia-pacific\/former-us-pilot-facing-extradition-wrongly-classified-extreme-high-risk-lawyer-2022-11-28\/\">il caso \u00e8 stato aggiornato al 16 dicembre.<\/a><\/p>\n<p>Nella vicenda, nel frattempo, sono apparsi diversi colpi di scena. In alcuni documenti della sua ex societ\u00e0 \u2013 Top Gun Australia \u2013 del dicembre 2013, Daniel Edmund Duggan avrebbe indicato come indirizzo di residenza lo stesso civico di Pechino \u2013 Edificio 1-1, No. 67 Caiman Street, Chaoyang Road, Pechino \u2013 di un certo Su Bin.<\/p>\n<p>Altrimenti detto Stephen Su, Su Bin \u00e8 un uomo d\u2019affari cinese arrestato in Canada nel 2014 e condannato a 46 mesi di prigione nel 2016 da una corte di Los Angeles.\u00a0Egli si \u00e8 dichiarato colpevole di un tentativo di hackeraggio dei computer di un contractor della Difesa americano \u2013 Boeing \u2013 per rubarne i progetti di aerei militari tra il 2009 e 2014, insieme a due ufficiali dell\u2019Aeronautica Militare cinese.<\/p>\n<p>Un altro ex pilota ha raccontato che Duggan si era trasferito dall\u2019Australia a Pechino tra il 2013 e 2014 per collaborare con Stephen Su e la sua societ\u00e0 Nuodian Technology, conosciuta anche come Lode Tech. Tuttavia,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.dailymail.co.uk\/news\/article-11392587\/EXCLUSIVE-Former-U-S-military-pilot-arrested-Australia-listed-Beijing-address-Chinese-hacker-documents.html\">non \u00e8 stato in grado di chiarire quale fosse l\u2019attivit\u00e0 in corso tra i due,<\/a>\u00a0tantomeno se abbiano utilizzato il sopraccitato civico nello stesso momento.<\/p>\n<p>Indirizzo che resta nella US Entity List,\u00a0<em>blacklist<\/em>\u00a0commerciale di persone e societ\u00e0 ritenute rischiose per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. E\u2019 emerso, inoltre, che Duggan avrebbe lavorato come contractor anche per la societ\u00e0 sudafricana rea, secondo Londra, di aver reclutato gli ex piloti britannici per conto di Pechino: la TFASA.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 ha ammesso di aver stipulato un contratto con Duggan oltre 10 anni fa e da allora di non aver pi\u00f9 avuto nulla a che fare con lui. Secondo altri, invece, Duggan avrebbe continuato a lavorare per TFASA, addestrando piloti cinesi.\u00a0Alla Reuters, Test Flying Academy of South Africa ha dichiarato di aver collaborato con Su Bin \u2013 alias Stephen Su \u2013 tra il 2009 e 2013, affidandogli l\u2019organizzazione di corsi per i piloti dell\u2019Esercito di Liberazione Popolare cinese, ma di aver poi chiuso i rapporti anche con lui.<\/p>\n<p>Attraverso il proprio sito web, TFSA ha smentito le accuse a lei rivolte\u00a0<a href=\"https:\/\/www.dailymail.co.uk\/news\/article-11392587\/EXCLUSIVE-Former-U-S-military-pilot-arrested-Australia-listed-Beijing-address-Chinese-hacker-documents.html\">definendole<\/a>\u00a0<em>\u201coggettivamente errate e fuorvianti\u201d<\/em>.\u00a0Tutte le sue attivit\u00e0, ha precisato, erano legali: Ha effettivamente avuto clienti cinesi, molti suoi dipendenti erano ex militari, ma non ha mai cercato attivamente di reclutare\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/former-us-military-pilot-arrested-australia-had-worked-south-african-flying-2022-11-10\/\">istruttori tra personale in servizio presso le forze armate di alcun Paese NATO.<\/a><\/p>\n<p>Infine, sulla scia dell\u2019arresto di Duggan \u00e8 arrivata la sentenza sul caso di un altro ex pilota e contractor colluso coi cinesi. Shapour Moinian, ex elicotterista dello US Army, \u00e8 stato condannato ad un anno e otto mesi per aver venduto informazioni riservate a Pechino e per aver mentito sui suoi rapporti con agenti stranieri \u2013 nel 2017 e 2020 \u2013 durante la compilazione di un questionario governativo per il controllo dei precedenti.<\/p>\n<p>Moinian, 67 anni, \u00e8 nato e cresciuto in Iran prima di emigrare negli Stati Uniti all\u2019et\u00e0 di 21 anni. Dal 1977 al 2000 ha condotto una brillante carriera come elicotterista nell\u2019US Army per poi lavorare per diversi contractors della difesa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-159820 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/221115-F-TY635-1256B.jpg\" alt=\"221115-F-TY635-1256B\" width=\"517\" height=\"344\" \/><\/p>\n<p>In quello che i giudici americani hanno definito un caso di\u00a0<em>\u201cspionaggio industriale al limite dello spionaggio militare\u201d<\/em>, Moinian ha ammesso di esser stato contatto dai cinesi per la prima volta nel 2015, attraverso un servizio online per l\u2019impiego.\u00a0Nel 2017 ha iniziato a vender loro informazioni durante un viaggio ad Hong Kong, dove \u00e8 stato pagato tra i 7.000 e 10.000 dollari e si \u00e8 accordato per l\u2019ulteriore fornitura di informazioni su diverse tipologie di velivoli progettati e realizzati negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Alcuni mesi dopo, durante uno scalo a Shanghai, ha fornito ai cinesi una chiavetta USB con informazioni di propriet\u00e0 di Boeing; una delle societ\u00e0 di contractors della difesa per cui ha lavorato.\u00a0Nell\u2019occasione ha anche chiesto di essere pagato attraverso il conto bancario della figliastra sudcoreana,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.stripes.com\/theaters\/us\/2022-11-08\/army-pilot-china-spying-sentenced-7971880.html\">dove sono state versati alcune migliaia di dollari.<\/a><\/p>\n<p>Attorno allo stesso periodo il governo cinese gli ha fornito un cellulare ed altri equipaggiamenti per facilitare le comunicazioni. Moinian ha passato ulteriori informazioni durante un viaggio a Bali nel 2018 e ad Hong Kong nel 2019. In quest\u2019ultimo incontro ha ricevuto un pagamento di 22.000 dollari in contanti che, successivamente, ha introdotto illegalmente negli Stati Uniti insieme alla moglie.<\/p>\n<p>Al momento dell\u2019arresto, avvenuto l\u2019anno scorso, le autorit\u00e0 hanno rivelato che l\u2019ex elicotterista era pronto a trasferirsi in Corea del Sud, per lavorare per un altro contractor della difesa che produce aerei militari per Seul. Nell\u2019arringa difensiva l\u2019avvocato di Moinian ha dichiarato che il proprio assistito \u00e8 stato assunto per\u00a0<em>\u201csviluppare un piano di manutenzione per un aereo\u201d<\/em>\u00a0da persone non qualificatesi come agenti del governo cinese.<\/p>\n<p>Ha aggiunto, inoltre, che la maggioranza delle informazioni cedute\u00a0<a href=\"https:\/\/warisboring.com\/iranian-born-u-s-defense-contractor-sentenced-for-selling-information-to-the-chinese-government\/?mc_cid=b646a10c4e&amp;mc_eid=fc63b84950\">era stata ottenuta da fonti aperte sul web<\/a>\u00a0e, quindi, non riservate o confidenziali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><\/u><strong><u>Le \u201cporte girevoli\u201d con l\u2019industria della Difesa negli USA\u2026..<\/u><\/strong><\/p>\n<p><u><\/u>La\u00a0<em>\u201cRevolving Door\u201d<\/em>\u00a0(porta girevole) \u00e8 una pratica molto diffusa negli Stati Uniti: ufficiali delle Forze Armate, in particolare quelli che si occupano di\u00a0<em>procurement<\/em>, finiscono a lavorare per societ\u00e0 private che progettano e realizzano sistemi d\u2019arma ed equipaggiamenti o forniscono servizi in ambito difesa.<\/p>\n<p>Questo grazie ai propri incarichi che aprono loro opportunit\u00e0 lavorative molto redditizie nel settore privato semplicemente favorendo potenziali datori di lavoro nell\u2019aggiudicazione di contratti governativi.<\/p>\n<p>Il General Accounting Office (GAO) del Congresso ha evidenziato che nel 2019 ben 14 dei principali contractor della difesa hanno assunto 37.000 persone che nei precedenti 5 anni avevano cessato carriere militari o civili presso il Dipartimento della Difesa;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fedweek.com\/federal-managers-daily-report\/revolving-door-between-dod-contractors-continues-to-spin-gao-report-shows\/\">1.700 delle quali ricoprivano posizioni dirigenziali o in ambito acquisizioni.<\/a><\/p>\n<p>Per gli ex militari che appendono l\u2019uniforme al chiodo, infatti, possono aprirsi tre strade professionali: una carriera presso contractors della difesa, presso societ\u00e0 di consulenza o gruppi di pressione e lobbyisti. Un meccanismo, quello della \u201cporta girevole\u201d, che comporta una serie di ripercussioni negative.<\/p>\n<p>Innanzitutto, si possono generare favoritismi ed inefficienze nel\u00a0<em>procurement<\/em>. Negli anni fiscali 2019 e 2020 ai cinque maggiori contractor del Paese \u2013 Lockheed Martin, Boeing, General Dynamics, Raytheon e Northrop Grumman \u2013 sono finiti oltre 286 miliardi di dollari in contratti per la difesa. Lockheed Martin ha ricevuto ben 75 miliardi di dollari solamente nell\u2019anno fiscale 2020.<\/p>\n<p>Lo stretto allineamento tra profitti privati e processi decisionali militari rischia di avere ripercussioni devastanti sulle politiche di difesa e sicurezza nazionale, nonch\u00e9 sull\u2019incolumit\u00e0 di uomini e donne delle Forze Armate americane. Nel 2018, ad esempio, \u00e8 stata dimostrata la fornitura di armi americane a regimi coinvolti in sanguinosi conflitti o in repressioni e violazioni dei diritti umani; per non parlare di quelle che finiscono ai nemici che le truppe americane si trovano a dover affrontare.<\/p>\n<p>Infine, secondo un report del Costs of War Project del settembre 2021 la dipendenza dai contractors nel post-11 Settembre \u00e8 cresciuta a livelli impressionanti. Per esempio, pi\u00f9 della met\u00e0 del budget della difesa del 2019 \u2014 370 miliardi di dollari \u2014 \u00e8 finito ad aziende private.<\/p>\n<p>Societ\u00e0 che hanno speso decine di milioni di dollari in attivit\u00e0 lobbistiche durante la preparazione del ritiro dall\u2019Afghanistan, arrivando anche a finanziare un\u00a0<em>think-tank<\/em>\u00a0che vi si opponeva pubblicamente. Un indesiderato ritiro, insomma, da un Paese in cui il numero di contractors sul campo superava di due a uno quello delle truppe.\u00a0Per monitorare l\u2019andamento della\u00a0<em>\u201cRevolving Door\u201d<\/em>\u00a0del Pentagono il Project On Government Oversight (POGO)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pogo.org\/database\/pentagon-revolving-door\">ha creato uno specifico database.<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-159830  alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/POGO-logo.png\" alt=\"POGO-logo\" width=\"507\" height=\"185\" \/><\/p>\n<p>In esso sono inseriti i nomi di ex funzionari civili ed ufficiali delle Forze Armate che hanno raggiunto posizioni di un certo rilievo e che vengono assunti da societ\u00e0 che si aggiudicano almeno 10 milioni di dollari all\u2019anno in contratti del Dipartimento della Difesa, oppure da societ\u00e0 di consulenza o di lobbying che intrattengono rapporti commerciali con importanti contractors della difesa.<\/p>\n<p>Tale inclusione, di per s\u00e9, non implica una qualche violazione, ma fa emergere i conflitti d\u2019interesse esistenti e la frequenza con cui le linee di demarcazione tra Pentagono e settore privato della difesa diventano talmente sfocate da rischiarare una contaminazione della politica della difesa.<\/p>\n<p>In tre anni di esistenza del database sono state individuate almeno 170 societ\u00e0 che hanno assunto complessivamente 479 ex ufficiali e funzionari civili del Pentagono: la maggior parte dei quali contrattualizzati dai \u201cTop Five\u201d dell\u2019industria della Difesa: Raytheon e Northrop Grumman ne hanno entrambi assunti 24, Boeing almeno 23, General Dynamics 8 e Lockheed Martin ben 44.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 nello specifico, negli ultimi tre anni almeno 29 generali, 64 maggiori generali, 60 tenenti generali, 11 ammiragli, 28 viceammiragli e 50 contrammiragli sono passati attraverso la \u201cporta girevole\u201d.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il solo 2021, 36 ex ufficiali delle Forze Armate o funzionari civili hanno lasciato il Pentagono per impieghi in 46 aziende del settore della Difesa. Societ\u00e0 che nel medesimo anno fiscale hanno ottenuto oltre 89,3 miliardi di dollari in contratti del Dipartimento della Difesa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-159818 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/boeing-advanced-f15qa-ababil-qatar.png\" alt=\"boeing-advanced-f15qa-ababil-qatar\" width=\"954\" height=\"509\" \/><\/p>\n<p>Uno dei pi\u00f9 recenti ed eclatanti casi di\u00a0<em>\u201cRevolving Door\u201d<\/em>\u00a0ha avuto come protagonista Heidi Grant, ex direttrice della Defense Security Cooperation Agency, agenzia del Dipartimento della Difesa incaricata della valutazione e promozione delle vendite militari all\u2019estero.<\/p>\n<p>Dall\u2019oggi al domani Grant \u00e8 diventata dirigente di Boeing per le attivit\u00e0 di Difesa, Spazio e Servizi Governativi.\u00a0Grant stava trattando le condizioni della propria assunzione con il gigante privato della difesa mentre la DCSA l\u2019aveva incaricata di promuoverne pubblicamente i suoi velivoli da combattimento F-15 QA (nella foto sopra \u2013 realizzati per l\u2019Aeronautica del Qatar)\u00a0 all\u2019estero.<\/p>\n<p>Tra gli altri esempi, quello di Ellen Lord, ex sottosegretario alla Difesa responsabile delle acquisizioni e mantenimento, di Robert Ashley, ex direttore della Defense Intelligence Agency e di James Guerts, ex Sottosegretario di Stato della Marina che, addirittura,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pogo.org\/analysis\/2022\/01\/the-pentagons-revolving-door-keeps-spinning-2021-in-review\">hanno assunto incarichi in pi\u00f9 societ\u00e0 private della difesa simultaneamente.<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong><u>\u2026e all\u2019estero<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Per raccogliere informazioni sulla\u00a0<em>\u201cRevolving Door\u201d<\/em>\u00a0all\u2019estero, il Washington Post ha dovuto citare in giudizio Forze Armate e Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Il Governo americano ha cercato di opporsi alla divulgazione di documenti secondo il Freedom of Information Act, obiettando che i contenuti non fossero di pubblico interesse e che violassero la privacy del personale coinvolto.<\/p>\n<p>Dopo una battaglia legale durata due anni, nel settembre 2021 il giudice distrettuale Amit P. Mehta ha stabilito che le argomentazioni governative non erano convincenti e che, anzi,\u00a0<em>\u201cil pubblico ha diritto di sapere se alti dirigenti delle Forze Armate si stanno approfittando dei loro incarichi \u2014 o cos\u00ec potrebbe essere percepito \u2014 per crearsi opportunit\u00e0 lavorative con governi stranieri durante il pensionamento\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Per ora \u00e8 stato possibile ottenere pi\u00f9 di 4.000 pagine di documenti, tra cui i fascicoli di circa 450 tra soldati, marinai, aviatori e marines in pensione per fare parzialmente luce sui lavori ottenuti all\u2019estero: tipologia, compensi, datori di lavoro ecc.<\/p>\n<p>Sostanzialmente, \u00e8 emerso che dal 2015 pi\u00f9 di 500 militari americani \u2013 molti generali, ammiragli ed ufficiali di grado elevato \u2013 pensionatisi o congedatisi, hanno iniziato a lavorare per governi stranieri \u2013 o societ\u00e0 da essi possedute \u2013 come contractors, consulenti o lobbisti grazie alla loro professionalit\u00e0, incarichi ricoperti ed influenza politica acquisita.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-159829 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/20120222_ANP_Resqued_by_ISAF_Helos-4.jpg\" alt=\"20120222_ANP_Resqued_by_ISAF_Helos (4)\" width=\"407\" height=\"272\" \/><\/p>\n<p>I governi stranieri pagano profumatamente gli ex ufficiali a stelle e strisce che possono arrivare a percepire stipendi e benefit a sei e, a volte, anche a 7 cifre.\u00a0Molto pi\u00f9 di quanto un militare americano possa percepire in servizio attivo. Mentre un generale a quattro stelle delle FFAA americane guadagna circa 204.000 mila dollari all\u2019anno come paga base, un ex colonnello dell\u2019Esercito \u00e8 stato assunto come consigliere\u00a0<a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/investigations\/interactive\/2022\/uae-military-us-veterans\/\">per l\u2019Esercito emiratino a 324.000 dollari all\u2019anno.<\/a><\/p>\n<p>Prima di accettare un lavoro all\u2019estero, per\u00f2, i militari in pensione o in congedo devono ottenere un\u2019autorizzazione da parte della propria Forza Armata di riferimento e dal Dipartimento di Stato. Il 9\u00b0 comma \u2013 emolumenti stranieri \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.senate.gov\/civics\/constitution_item\/constitution.htm#a1_sec9\">del 1\u00b0 articolo della Costituzione degli Stati Uniti<\/a>\u00a0proibisce infatti ai funzionari federali di accettare regali, lavori, denaro \u2013 anche rimborsi spese \u2013 o titoli\u00a0<em>\u201c da qualunque Re, Principe o Stato Straniero\u201d<\/em>\u00a0senza l\u2019autorizzazione del Congresso. Compito che dal 1977 \u00e8 stato delegato al Pentagono e al Dipartimento di Stato.<\/p>\n<p>Il divieto si applica anche ai militari in pensione \u2013 generalmente, coloro che abbiano servito almeno vent\u2019anni e percepiscano una pensione, cos\u00ec come ai riservisti per evitare che possa compromettere il loro giuramento di fedelt\u00e0 agli Stati Uniti d\u2019America, vista la possibilit\u00e0 di essere richiamati in servizio in qualsiasi momento.<\/p>\n<p>Per lo stesso motivo non \u00e8 concesso loro di ricoprire posizioni lavorative in uniforme, ma solo incarichi civili.\u00a0Prima di ottenere l\u2019autorizzazione, i richiedenti devono essere sottoposti anche ad un controllo dei precedenti e un altro da parte del controspionaggio. L\u2019autorizzazione pu\u00f2 essere negata qualora si ritenga che l\u2019incarico possa\u00a0<em>\u201cinfluire negativamente sulle relazioni internazionali degli Stati Uniti\u201d<\/em>, tuttavia, delle pi\u00f9 di 500 richieste sottoposte dal 2015, il 95% \u00e8 stato approvato.<\/p>\n<p>Sebbene spetti al personale in congedo auto-dichiarare la propria intenzione di lavorare per Paesi stranieri, il Washington Post ha individuato tutta una serie di ex ufficiali che hanno indicato su LinkedIn di essere al servizio di governi esteri, senza che sia stata riscontrata traccia n\u00e9 di loro richieste di autorizzazione, n\u00e9 della relativa approvazione federale.\u00a0Il Dipartimento della Difesa, in questi casi, potrebbe prendere provvedimenti come la sospensione dell\u2019erogazione della pensione ma finora \u00e8 intervenuto\u00a0<em>\u201cmeno di cinque\u201d<\/em>\u00a0volte.<\/p>\n<p>Lo stesso dicasi per il cosiddetto periodo di \u201craffreddamento\u201d: prima di accettare lavori da parte di una societ\u00e0 con cui aveva rapporti quand\u2019era in servizio, il personale militare che si occupava di programmi di armamento o di importanti contratti della difesa deve attendere uno o due anni, al fine di evitare conflitti d\u2019interesse.\u00a0Ma ci\u00f2 avviene raramente: anzi, in certi casi questi iniziano gi\u00e0 a mettersi al servizio di governi stranieri quando stanno ancora lavorando per il Pentagono.<\/p>\n<p>Diversi dei Paesi che assumono gli ex ufficiali americani sono coinvolti in sanguinosi conflitti, repressioni e violazioni dei diritti umani. E\u2019 questo il caso di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti che con la condivisione d\u2019intelligence, operazioni di rifornimento in volo ed altre forme di supporto da parte di contractors e governo americani sono impegnati militarmente in Yemen.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-159832 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/James-Mattis-2010.png\" alt=\"James-Mattis-2010\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p>Oppure il Qatar, aspramente criticato per le condizioni estreme dei lavoratori stranieri o le limitate libert\u00e0 interne.\u00a0Nel marzo 2020 un colonnello dell\u2019Air Force in congedo ha richiesto \u2014 ed ottenuto \u2014 l\u2019autorizzazione ad accettare una proposta di lavoro da 300.000 dollari come dirigente in una societ\u00e0 di lancio satelliti negli Stati Uniti, ma di propriet\u00e0 russa.<\/p>\n<p>Non sarebbero state presentate altre richieste \u201cdelicate\u201d per lavori con i governi di Cina, Corea del Nord, Iran, Cuba o Venezuela. Per il resto, almeno 2\/3 degli ex ufficiali americani hanno lavorato per Paesi mediorientali \u2013 monarchie del Golfo\u00a0<em>in primis<\/em>\u00a0\u2013 e del Nord Africa.\u00a0Venticinque tra generali ed ammiragli in pensione hanno accettato proposte di lavoro come consulenti per il Ministero della Difesa saudita, retto dal 2015 Mohammed bin Salman. Il principe ereditario \u00e8 ritenuto dall\u2019intelligence americana il mandante dell\u2019omicidio del giornalista Jamal Khashoggi avvenuto nel 2018.<\/p>\n<p>Tra gli ex ufficiali che hanno lavorato da allora come consiglieri militari in Arabia Saudita troviamo diverse importanti figure. Il generale dell\u2019Esercito Keith Alexander, direttore della NSA durante le amministrazioni di George W. Bush e di Obama ha ricevuto l\u2019autorizzazione del Dipartimento di Stato per lavorare per i sauditi due mesi dopo l\u2019assassinio di Khashoggi.<\/p>\n<p>I sauditi hanno assunto Alexander per aiutarli a sviluppare il Prince Mohammed bin Salman College of Cyber Security, primo programma di addestramento alla guerra informatica del Regno. La societ\u00e0 di consulenza di Alexander, IronNet Cybersecurity, ha lavorato per il Governo dell\u2019Arabia Saudita almeno fino al 2020.<\/p>\n<p>Il generale James L. Jones, ex comandante NATO e dei Marines, la cui Jones Group International annovera otto tra generali ed ammiragli americani in pensione ed oltre 32 ufficiali di grado inferiore.\u00a0Sull\u2019affaire Khashoggi Jones si \u00e8 detto molto scioccato, ma di esser stato incoraggiato dal Governo americano a continuare a lavorare per i sauditi. Un suo rifiuto, infatti, avrebbe potuto spingere l\u2019Arabia Saudita, la potenza non nucleare che spende di pi\u00f9 al mondo per la difesa \u2013 oltre 60 miliardi di dollari nel 2021, a cercare supporto altrove, magari a Mosca o a Pechino.<\/p>\n<p>Il mercato estero pi\u00f9 importante per gli ex militari americani, per\u00f2, \u00e8 rappresentato dagli Emirati Arabi Uniti. Sono stati 280, infatti, quelli che vi hanno lavorato come contractors e consiglieri negli ultimi 7 anni; molti pi\u00f9 che in qualunque altro Paese.<\/p>\n<p>Gli emiratini investono 22 miliardi di dollari all\u2019anno per la Difesa e hanno contato fortemente sul personale a contratto statunitense per costruire ci\u00f2 che molti definiscono la \u201cpiccolo Sparta\u201d o le pi\u00f9 forti Forze Armate del mondo arabo. Il pi\u00f9 noto ad aver operato per loro \u00e8 stato l\u2019ex generale dei Marines James Mattis (nella foto sopra). Prima di servire come Segretario alla Difesa nell\u2019amministrazione Trump, Mattis \u00e8 stato consigliere militare per gli Emirati Arabi Uniti. Per aver fornito consulenze sugli aspetti operativi, tattici, informativi ed etici delle operazioni militari, non ha accettato alcun pagamento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-159819 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Portrait_of_US_Navy_Rear_Admiral_lower_half_Stephen_E._Johnson.jpg\" alt=\"Portrait_of_US_Navy_Rear_Admiral_(lower_half)_Stephen_E._Johnson\" width=\"480\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p>Poco dopo essersi dimesso da Segretario alla Difesa ha richiesto nuovamente l\u2019autorizzazione federale per lavorare ancora per gli Emirati, tenendo un discorso ad Abu Dhabi. Ancora una volta ha rinunciato al compenso pattuito, accettando solamente un rimborso per le spese di viaggio.<\/p>\n<p>Molti americani hanno lavorato anche per Kuwait e Qatar.\u00a0Dal 2017, quando Arabia Saudita e le altre monarchie del Golfo hanno imposto un embargo per i suoi legami con l\u2019Iran, il Qatar ha speso molto per rafforzare le proprie Forze Armate e stringere relazioni pi\u00f9 forti con gli Stati Uniti. Doha ha cos\u00ec reclutato ex militari e diplomatici americani per fare attivit\u00e0 lobbistica sull\u2019amministrazione Trump, in modo che, a sua volta,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/investigations\/interactive\/2022\/us-veterans-jobs-qatar-kuwait\/\">facesse pressioni sui Paesi arabi per far revocare l\u2019embargo.<\/a><\/p>\n<p>L\u2019Australia, dopo aver bruscamente interrotto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/australia-news\/2021\/sep\/29\/australia-tore-up-french-submarine-contract-for-convenience-naval-group-says\">un accordo per l\u2019acquisto di sottomarini nucleari francesi l\u2019anno scorso,<\/a>\u00a0sta portando a termine un affare da pi\u00f9 di 74 miliardi di dollari con Stati Uniti e Gran Bretagna per allestire una propria flotta. Un\u2019operazione che avr\u00e0 ripercussioni globali e potr\u00e0 alterare l\u2019equilibrio di potere in Asia tra Stati Uniti, suoi alleati e Cina.<\/p>\n<p>Dal 2015 ammiragli ed altri ufficiali d\u2019alto rango della Marina americana in pensione hanno ottenuto incarichi di consulenza dal Governo australiano per un valore di pi\u00f9 10 milioni di dollari in totale.\u00a0Alcuni di loro hanno lavorato allo stesso tempo come consiglieri sia per Canberra che per Washington.<\/p>\n<p>Addirittura, l\u2019ex ammiraglio americano Stephen E. Johnson Nella foto a sinistra) , in passato al comando del Centro per la Guerra Sottomarina della US Navy, nel 2016 \u00e8 stato nominato Vice Segretario alla Difesa dal Governo australiano e supervisore del suo programma di sottomarini.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/investigations\/interactive\/2022\/veterans-foreign-jobs-foia-takeaways\/\">Un incarico decisamente insolito per uno straniero!<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u><\/u><strong><u>Alcune considerazioni<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Da quando si sono diffuse le voci di esorbitanti stipendi offerti dalle compagnie militari e di sicurezza private (PMSC) a partire dagli anni 90, con un considerevole picco durante l\u2019immediato secondo dopoguerra iracheno, si \u00e8 assistito a veri e propri esodi di massa di uomini in uniforme verso il settore privato: militari di truppa, ufficiali e addirittura intere unit\u00e0.<\/p>\n<p>Negli anni il fenomeno ha raggiunto livelli preoccupanti. Da una parte si \u00e8 incorsi nel considerevole spreco di denaro dei contribuenti per l\u2019addestramento di personale che, ben presto, ha lasciato il servizio, con la necessit\u00e0 di addestrarne altro per coprire le posizioni vacanti. L\u2019addestramento di un Navy Seal costa agli Stati Uniti dai 350.000 ai 500.000 dollari, cos\u00ec come \u00e8 emerso da un\u2019audizione al Parlamento australiano che addestrare un pilota di caccia come quelli reclutati dai cinesi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/asia-pacific\/australia-launches-review-into-former-pilots-training-chinese-military-2022-11-08\/\">costa pi\u00f9 di 9,75 milioni di dollari<\/a>.<\/p>\n<p>Senza contare poi il rischio di non essere in grado di affrontare situazioni di crisi proprio a causa di mancanza di personale o di dover logorare quello disponibile con periodi di gravoso impegno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-159831 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/221202-M-PD936-1299M.jpg\" alt=\"221202-M-PD936-1299M\" width=\"933\" height=\"621\" \/><\/p>\n<p>Per arginare la fuoriuscita di personale negli anni pi\u00f9 caldi di Afghanistan e Iraq i governi americano e britannico sono intervenuti aumentando stipendi ed indennit\u00e0 anche fino al 50%, nonch\u00e9 attraverso altre forme di supporto per migliorare le condizioni di servizio e ridurre l\u2019attrattivit\u00e0 del settore privato.<\/p>\n<p>Piuttosto che perdere definitivamente il personale, in alcuni casi, sono state concesse aspettative per mettersi al servizio di PMSC, guadagnare denaro velocemente\u00a0<a href=\"http:\/\/www.canada.com\/nationalpost\/story.html?id=1109da57-944c-45a4-962d-9f89d591341a\">e ritornare al proprio reparto<\/a>. Nulla di paragonabile, tuttavia, a quanto possano offrire gli sceicchi o i funzionari cinesi di turno per riformare le proprie Forze Armate.\u00a0Gli ex militari, infatti, oltre alle proprie competenze portano con s\u00e9 un inesauribile bagaglio di esperienze ed informazioni riservate, maturate e raccolte in lunghe ed onorate carriere e che possono fare la differenza sul campo di battaglia.<\/p>\n<p>Asset intangibili di inestimabile valore, decisamente attraenti per quegli alleati, rivali, nemici e, perfino, organizzazioni criminali che hanno le risorse, la lungimiranza e la spregiudicatezza per accaparrarseli. Negli anni 90, per esempio, il Cartello del Golfo di narcotrafficanti ha reclutato operatori dei reparti speciali per crearsi la propria forza paramilitare in grado di tener testa agli altri narcotrafficanti e, soprattutto, alle Forze Armate e dell\u2019Ordine messicane:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2018\/feb\/10\/mexico-drug-cartels-soldiers-military\">Los Zetas<\/a>.<\/p>\n<p>Alla luce di quanto sopra, risulta fondamentale mettere in campo tutta una serie di contromisure in grado di scongiurare, controllare ed eventualmente, sanzionare pericolose migrazioni dalle Forze Armate al settore privato. Uno dei primi passi potrebbe, certamente, essere la concreta applicazione degli strumenti esistenti che risulta, invece, alquanto lasca e saltuaria.<\/p>\n<p>Successivamente, come esortato dal GAO (General Account Office, la Corte dei Conti statunitense) e da una serie di organizzazioni \u2013 governative e non \u2013 americane, per quanto riguarda la\u00a0<em>\u201cRevolving Door\u201d<\/em>, \u00e8 necessaria una vera e propria riforma etica che promuova un\u2019integrit\u00e0 pubblica del processo decisionale del Governo, nonch\u00e9 un senso di responsabilit\u00e0 condivisa. Il tutto attraverso l\u2019adozione di una serie di emendamenti chiave per eliminare conflitti d\u2019interesse ed altri\u00a0<em>escamotage<\/em>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pogo.org\/analysis\/2022\/01\/the-pentagons-revolving-door-keeps-spinning-2021-in-review\">che provocano sprechi di denaro dei contribuenti e rischi per la sicurezza nazionale<\/a>.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, tra i 14 membri della nuova Commissione sulla Riforma di Pianificazione, Programmazione, Budget ed Attuazione del Pentagono presentati a febbraio, \u00e8 emerso che 11 di loro hanno legami con il settore privato della Difesa.\u00a0In un panel di cos\u00ec tante persone con evidenti conflitti di interessi \u00e8 impossibile pensare\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pogo.org\/analysis\/2022\/03\/reform-or-repeat-congress-fills-new-pentagon-reform-panel-with-revolving-door-regulars\">ad una significativa riforma a beneficio delle truppe sul campo e dei contribuenti.<\/a><\/p>\n<p>Per non parlare del fatto che, oltre alle opportunit\u00e0 lavorative ed economiche per ex militari e societ\u00e0 di contractors, vi \u00e8 tutta una serie di questioni di diplomazia sotterranea e di reciproca influenza che rappresenta una sorta di lama a doppio taglio per Washington.<\/p>\n<p>Da una parte, infatti, la presenza di ex militari americani presso le \u201ccorti\u201d straniere consente di influenzarne la politica a favore degli Stati Uniti \u2013 acquisti di sistemi d\u2019arma americani, rafforzamento di alleanze e concessioni, impedire relazioni con Paesi nemici degli Stati Uniti, ecc.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra anche tali Paesi possono esercitare la propria influenza sulle politiche di Washington, grazie all\u2019attivit\u00e0 di lobbying degli ex militari e funzionari civili da essi profumatamente pagati. Questi, ad esempio, possono riabilitare regimi alquanto discutibili o indirizzare le decisioni del Governo americano verso una politica estera pi\u00f9 aggressiva, militarizzata od orientata verso i propri interessi.<\/p>\n<p>E\u2019 quanto mai urgente, quindi, che il Congresso adotti importanti misure per limitare l\u2019influenza sia dei contractors della difesa, che di governi stranieri sulla politica americana interna ed estera; tanto pi\u00f9 in un momento in cui il budget della difesa degli Stati Uniti ha raggiunto uno dei livelli pi\u00f9 elevati della sua storia \u2013 770 miliardi di dollari \u2013 e lo spettro della guerra su vasta scala e forse anche nucleare \u00e8 tornato a farsi vivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/12\/porte-troppo-girevoli-per-gli-ex-militari-i-contractors-occidentali-arruolati-da-pechino\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/12\/porte-troppo-girevoli-per-gli-ex-militari-i-contractors-occidentali-arruolati-da-pechino\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Pietro Orizio) Nel periodo di forte contrapposizione tra Occidente ed Oriente che stiamo attraversando \u2013 non solo tra NATO e Russia, ma anche tra Cina e Stati Uniti, la notizia che Pechino sia riuscita ad avvicinare ed ingaggiare ex piloti militari britannici come consulenti ed addestratori ha destato non poche preoccupazioni tra le cancellerie nordatlantiche. 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