{"id":75895,"date":"2022-12-07T12:24:12","date_gmt":"2022-12-07T11:24:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75895"},"modified":"2022-12-07T12:27:56","modified_gmt":"2022-12-07T11:27:56","slug":"incertezze-del-gas-algerino-e-lipotesi-di-un-gasdotto-di-bernardo-lugan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75895","title":{"rendered":"Incertezze del gas algerino e l&#8217;ipotesi di un gasdotto, di Bernardo Lugan"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ITALIAEILMONDO (Giuseppe Germinario)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-featured_image size-featured_image wp-post-image\" src=\"https:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Immagine-2022-11-13-205313.png\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"213\" \/><\/p>\n<div class=\"entry clearfix\">\n<div><em><strong>Abbiamo pi\u00f9 volte sottolineato la dabbenaggine sconcertante e penosa del quadro politico della Unione Europea e, con rare eccezioni, dei relativi stati nazionali, pari solo al servilismo pi\u00f9 abbietto nei confronti, non degli Stati Uniti, ma della parte del suo establishment pi\u00f9 avventurista e guerrafondaio. Il varo e la gestione delle sanzioni ai \u201cdanni\u201d della Russia, in particolare quelle in materia energetica, rappresentano l\u2019apice dell\u2019autolesionismo consapevole di queste \u00e9lites, cadute in un paradosso disarmante. Hanno varato le sanzioni sulle importazioni di gas e petrolio russi per punire il loro intervento in Ucraina, per destabilizzarla economicamente e, ridere per non piangere, acquisire l\u2019agognata indipendenza energetica da un paese inaffidabile. Nella fattispecie hanno in realt\u00e0 rinunciato ai pi\u00f9 che stabilizzanti ed economici contratti di lunga durata per ricorrere almeno in parte alla stessa fonte per vie traverse e a prezzi moltiplicati; hanno semplicemente indotto i russi a spostare la loro offerta energetica verso altri paesi, in particolare Cina ed India, e con essa il loro baricentro geopolitico. Alla penuria e ai costi energetici provocati artificialmente nell\u2019immediato presente, contrappongono un futuro incerto di nuove rotte energetiche incerte e\u00a0 di alternative ecologiche tutt\u2019altro che risolutive. Rivendicano l\u2019acquisizione di una indipendenza energetica dalla Russia, per cadere in una condizione di acquirenti in un mercato di fornitori artatamente ristretto e dalla posizione contrattuale ulteriormente rafforzata. Vogliono liberarsi dall\u2019abbraccio russo, per legarsi mani piedi al loro \u201camico americano\u201d, quello stesso amico che sta brigando per condizionare le rotte energetiche europee del Mediterraneo Orientale verso la Turchia e l\u2019Ucraina; per orientarsi verso aree geopolitiche, in particolare il Nord-Africa, particolarmente instabili, sempre pi\u00f9 ostili all\u2019influenza euro-statunitense, in primis la Francia, e sempre pi\u00f9 allettate da collaborazioni con Russia, Cina, India e Turchia.<\/strong><\/em><\/div>\n<div><em><strong>Un quadro drammaticamente fosco, capace di illuminare solo la grettezza e l\u2019insulsaggine, la rapacit\u00e0 distruttiva di chi ci governa. Nella sua essenzialit\u00e0, Bernard Lugan \u00e8 una delle poche voci competenti in grado di additare il re nudo. Buona lettura, Giuseppe Germinario<\/strong><\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"entry clearfix\">\n<div><strong>LE INCERTEZZE DEL GAS ALGERINO<\/strong><\/div>\n<div class=\"gmail_default\"><em>Approfittando del pesante contesto geopolitico, l\u2019Algeria ha affermato di poter compensare parte dei volumi di gas russo aumentando le proprie esportazioni verso l\u2019UE attraverso il gasdotto Transmed che la collega all\u2019Italia. Tuttavia, essendosi esaurite le sue riserve che sarebbero di quasi 2.400 miliardi di metri cubi [1] , e essendo la sua produzione consumata per tre quarti localmente, l\u2019Algeria non \u00e8 in grado di compensare la Russia nella fornitura di gas all\u2019UE.<\/em><\/div>\n<div class=\"gmail_default\">Nel 2021 l\u2019Algeria ha prodotto ufficialmente 130 miliardi di metri cubi (bn m3) di gas su una produzione mondiale di 3850 miliardi di m3, molto indietro rispetto alla Russia con i suoi 604,8 miliardi di metri cubi (dati 2013). Ovviamente, l\u2019Algeria non pu\u00f2 sostituire la Russia. Tanto pi\u00f9 che sui 130 miliardi di m3 prodotti dall\u2019Algeria, dovrebbero essere prelevati 93,4 miliardi di m3, ovvero: \u2013 48 miliardi di m3 per la produzione di gas di citt\u00e0 consumato localmente. \u2013 20 miliardi di m3 per la produzione di elettricit\u00e0, l\u2019Algeria produce il 99% della sua elettricit\u00e0 da gas naturale. \u2013 20 miliardi di m3 per la reiniezione in pozzi petroliferi o sacche di gas. \u2013 5 miliardi di m3 per il flaring, ovvero la combustione dei gas non utilizzati. Ci\u00f2 significa che l\u2019Algeria dispone solo di circa 40 miliardi di m3 di gas da esportare, ovvero appena il 7,7% dei 520 miliardi di m3 di gas che l\u2019UE importa ogni anno [2] . In queste condizioni, a meno che non operi drastiche restrizioni sui suoi consumi interni, \u00e8 difficile vedere come, se non marginalmente, l\u2019Algeria possa aumentare le sue consegne verso l\u2019UE e pretendere quindi di compensare una quota significativa delle consegne russe\u2026 shale gas, non pu\u00f2 essere la soluzione. Certo, l\u2019Algeria dispone di enormi riserve in quest\u2019area, ma per produrre un miliardo di metri cubi di gas (MBTu o Million British Thermal Unit) occorre un milione di metri cubi di acqua dolce. Tuttavia, come tutti i paesi del Maghreb, l\u2019Algeria \u00e8 gravemente carente di acqua e ne rester\u00e0 sempre pi\u00f9 a corto a causa dell\u2019aumento della sua popolazione e del cambiamento climatico. Per l\u2019Algeria, non riuscendo a rilanciare la produzione di gas, l\u2019urgenza \u00e8 quindi quella di farla durare il pi\u00f9 a lungo possibile, e quindi di razionalizzarne l\u2019utilizzo e non certo di aumentarne i volumi di esportazione. Tanto pi\u00f9 che per preservare la pace sociale, il governo mantiene prezzi artificialmente bassi che portano a destinare una parte considerevole e crescente delle risorse di gas al consumo delle famiglie e non all\u2019esportazione che genera valuta estera. Producendo sempre meno gas, l\u2019Algeria intende riorientarsi verso un ruolo di intermediario tra alcuni produttori sud-sahariani e il mercato europeo. Da qui il suo progetto di gasdotto trans-sahariano che le consentirebbe di diventare il punto di esportazione del gas dalla Nigeria e dal Niger (si veda l\u2019articolo nella pagina accanto).<\/div>\n<div>\n<div class=\"gmail_default\"><\/div>\n<div class=\"gmail_default\">[1] A meno che le recenti scoperte annunciate dalle autorit\u00e0 algerine non si rivelino veramente significative. Nell\u2019immediato futuro regna una grande opacit\u00e0 in quest\u2019area. Comunque sia, anche se queste scoperte, presentate come promettenti, fossero messe in funzione, non sarebbero state trasportate in Europa per diversi anni. Inoltre, secondo alcuni esperti indipendenti, le riserve algerine disponibili sono in realt\u00e0 meno importanti dei volumi annunciati. [2] Questa cifra deve essere confrontata con i dati ufficiali che rappresentano dall\u201911 al 12% delle importazioni europee.<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div class=\"gmail_default\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13738\" src=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Immagine-2022-12-04-112854-300x211.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"211\" \/><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>UN GASODOTTO TRANS-SAHARIANO O COSTIERO?<\/strong><\/div>\n<div class=\"gmail_default\">L\u2019Africa \u00e8 un continente gasifero sempre pi\u00f9 promettente, ma la questione \u00e8 come far arrivare il proprio gas agli acquirenti europei [1] Sono allo studio quindi tre progetti di gasdotti: uno algerino, un altro libico, il terzo marocchino. Sullo sfondo ci sono importanti problemi politici, geopolitici, geostrategici e di sicurezza. La diplomazia del gas dell\u2019Algeria si oppone a quella del Marocco [2] e della Libia.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\">Il progetto algerino L\u2019Algeria, che sta vedendo diminuire le sue riserve come abbiamo visto nel precedente articolo, cerca di installare il terminale dell\u2019eventuale gasdotto transahariano che la collegherebbe alla Nigeria attraverso il Niger, il che ne farebbe un fornitore indiretto essenziale verso l\u2019Europa. Per questo \u00e8 particolarmente coinvolta nel progetto del gasdotto trans-sahariano. Con una lunghezza di 4.128 chilometri, questo gasdotto potrebbe collegare la Nigeria all\u2019Algeria, passando per il Niger dove catturerebbe il gas di questo paese lungo il percorso. Un gasdotto che sarebbe in grado di trasportare 30 miliardi di metri cubi di gas naturale all\u2019anno verso i porti algerini, quindi verso i mercati europei attraverso due gasdotti che gi\u00e0 collegano l\u2019Algeria all\u2019Europa. Si tratta del gasdotto TransMed che collega Hassi R\u2019Mel in Algeria a Mazara del Vallo in Sicilia via Tunisia, e del gasdotto Maghreb Europe (GME), che collega Hassi R\u2019Mel a Cordoba in Spagna, via Marocco. Tuttavia, un tale progetto sembra irrealistico, non a causa del suo percorso, ma a causa del contesto terroristico subregionale. Questo gasdotto dovrebbe infatti attraversare regioni in guerra o addirittura in una situazione di totale anarchia, che, oltre al suo problema di costruzione, porr\u00e0 inevitabilmente quello del suo funzionamento. In effetti, la stessa Nigeria \u00e8 uno stato che non controlla tutto il suo territorio. Da sud a nord regna dunque l\u2019insicurezza in tutta la regione di Wari da cui si estrae il gas, mentre pi\u00f9 a nord c\u2019\u00e8 il problema di Boko Haram e dei suoi dissidenti che controllano diversi stati della federazione da dove deve passare questo gasdotto? Per quanto riguarda il Sahel, la sua situazione di sicurezza \u00e8 fuori controllo\u2026 In queste condizioni, che gli investitori sarebbero disposti a rischiare decine di miliardi di dollari per portare a nord il gas prodotto nella regione costiera della Nigeria quando il pi\u00f9 sicuro \u00e8 esportare direttamente dal gasdotto marino? Il progetto alternativo libico La Libia si oppone al progetto del gasdotto trans-sahariano guidato dall\u2019Algeria perch\u00e9 vorrebbe che il terminale terminasse sulla costa libica gi\u00e0 collegato all\u2019Italia dal Greenstream, un gasdotto lungo 520 chilometri che dalla Tripolitania trasporta il gas verso Sicilia.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\">La Libia ha quindi presentato un\u2019opzione alternativa al tracciato del progetto del gasdotto trans-sahariano destinato a trasportare il gas dalla Nigeria all\u2019Europa e che, dalla Nigeria, attraverserebbe comunque il Niger, ma per terminare non pi\u00f9 in Algeria, bens\u00ec in Libia. Tuttavia, qui si presentano gli stessi problemi di sicurezza appena evidenziati con il progetto algerino. Ancor di pi\u00f9, bisognerebbe aggiungervi la questione dell\u2019irredentismo Toubou nel nord del Niger e quella derivante dall\u2019anarchia libica sia nel Fezzan che in Tripolitania. Il progetto marocchino Al momento, il progetto pi\u00f9 realistico sembra essere quello portato avanti congiuntamente da Marocco e Nigeria. Un progetto colossale che riunirebbe tutti i paesi dell\u2019Africa sahariana occidentale produttori di gas. Si tratta del Nigeria Morocco Gas Pipeline (NMGP), che dalle coste della Nigeria correrebbe lungo la costa dell\u2019Africa occidentale, gravando sulla produzione di gas dei paesi costieri. Qui non ci sono problemi di sicurezza perch\u00e9, essendo offshore, questo gasdotto sarebbe quindi indipendente dai rischi per la sicurezza regionale. L\u2019unico problema \u00e8 che utilizzerebbe le acque territoriali marocchine del Sahara occidentale, ma l\u2019Algeria, che vuole la creazione di un immaginario stato saharawi, sta facendo pressioni sugli investitori internazionali affinch\u00e9 non finanzino questo progetto.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\">Un progetto colossale<\/div>\n<div class=\"gmail_default\">Il progetto del gasdotto Nigeria-Marocco (Tangeri) \u00e8 nato durante una visita del re Mohammed VI in Nigeria nel dicembre 2016. \u00c8 stato seguito da un accordo di cooperazione tra Marocco e Nigeria firmato a Rabat il 15 maggio 2017. Con una lunghezza di 5.500 chilometri , 569 km gi\u00e0 esistenti tra Nigeria e Ghana via Benin e Togo, la costruzione di questo gasdotto \u00e8 stimata tra i 25 ei 50 miliardi di dollari. Il progetto \u00e8 entrato nella fase di studi di dettaglio affidati a ditte specializzate. Ad oggi, dei 7 tracciati originariamente previsti per questo gasdotto, tre sono attualmente selezionati ma non sono stati ancora presentati ufficialmente. In totale, 16 paesi sono interessati da questo progetto, inclusi tutti i paesi dell\u2019ECOWAS che potrebbero beneficiare delle sue ricadute, in particolare paesi senza sbocco sul mare come il Mali, il Burkina Faso e il Niger che beneficeranno dei collegamenti terrestri. Questo gasdotto permetterebbe di elettrificare intere regioni e creare poli industriali integrati. Una prima fase di questo gasdotto potrebbe collegare i giacimenti di gas offshore Grande Tortue Ahmeyim (GTA) situati su entrambi i lati del confine marittimo tra Mauritania e Senegal a Tangeri in Marocco, il suo punto finale.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\">[1] Un\u2019opzione \u00e8 ovviamente il gas liquefatto, ma ci\u00f2 richiede una pesante infrastruttura di trasporto per liquefazione e deliquefazione.<\/div>\n<div class=\"gmail_default\">[2] Dopo aver interrotto le sue esportazioni di gas attraverso il GME per privare il Marocco di questa fonte di energia, la Spagna ha riattivato il gasdotto per portare il gas al regno, questa volta in direzione nord-sud. Marted\u00ec 5 luglio 2022 il Marocco ha annunciato il ritorno in servizio di due grandi centrali elettriche grazie al gas naturale liquefatto (GNL) trasportato dalla Spagna attraverso il gasdotto Maghreb Europe (GME), dopo la decisione di Algeri di non fornire pi\u00f9 il regno con il gas.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/bernardlugan.blogspot.com\/\">https:\/\/bernardlugan.blogspot.com\/<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/italiaeilmondo.com\/2022\/12\/07\/incertezze-del-gas-algerino-e-lipotesi-di-un-gasdotto-di-bernard-lugan\/\">https:\/\/italiaeilmondo.com\/2022\/12\/07\/incertezze-del-gas-algerino-e-lipotesi-di-un-gasdotto-di-bernard-lugan\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIAEILMONDO (Giuseppe Germinario)\u00a0 Abbiamo pi\u00f9 volte sottolineato la dabbenaggine sconcertante e penosa del quadro politico della Unione Europea e, con rare eccezioni, dei relativi stati nazionali, pari solo al servilismo pi\u00f9 abbietto nei confronti, non degli Stati Uniti, ma della parte del suo establishment pi\u00f9 avventurista e guerrafondaio. 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