{"id":75967,"date":"2022-12-15T09:40:58","date_gmt":"2022-12-15T08:40:58","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75967"},"modified":"2022-12-12T09:45:46","modified_gmt":"2022-12-12T08:45:46","slug":"tra-isis-e-al-qaeda-la-siria-resta-un-porto-sicuro-per-il-terrorismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75967","title":{"rendered":"Tra Isis e Al Qaeda la Siria resta un porto sicuro per il terrorismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di INSIDE OVER (Alberto Bellotto)<\/strong><\/p>\n<header class=\"post-header\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"info-data col-7\">\n<p class=\"post-meta\">L\u2019ombra nel del <strong>jihad<\/strong>\u00a0non ha mai abbandonato la Siria. Il decennale conflitto che insanguina il Paese del Levante continua a nutrire la galassia del terrore, anche se oggi, rispetto agli anni del Califfato, i movimenti del terrore avvengono sotto traccia, tra aree \u201cparadiso\u201d e le sabbie desertiche che si perdono fra Siria e Iraq.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Ancora oggi, alla vigilia del 2023, la minaccia passa per le due formazioni che si contendono lo scettro della jihad globale\u00a0<strong>Stato Islamico<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Al Qaeda<\/strong>. E la Siria pare essere uno degli snodi in cui si gioca questa partita. L\u2019ultima notizia in ordine di tempo,\u00a0<a href=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/terrorismo\/cosa-c-e-dietro-il-blitz-in-siria-contro-l-ultimo-califfo-dell-isis.html\">la morte dell\u2019ennesimo leader dell\u2019Isis<\/a>, ha riacceso i riflettori sul pericolo delle bandiere nere, ma anche sul fatto che nel Paese la lotta al terrore non \u00e8 mai finita, e che anzi ci sono ancora fazzoletti del territorio siriano che non possono dirsi liberi dal pericolo islamista.<\/p>\n<h2>L\u2019Isis e l\u2019esercito dormiente<\/h2>\n<p>A fine novembre le agenzie hanno battuto la notizia che il leader dell\u2019Isis,\u00a0<strong>Abu al-Hasan al-Hashimi al-Qurashi<\/strong>\u00a0\u00e8 stato ucciso in combattimento. Secondo gli Usa Abu al-Hasan sarebbe morto a met\u00e0 ottobre inseguito a uno scontro tra membri dello Stato islamico e ribelli del\u00a0<strong>Free Syrian Army<\/strong>\u00a0nella zona di Daraa, un centro nel Sud del Paese nel territorio di confine tra Siria e Giordania.<\/p>\n<p>La morte del leader islamista \u00e8 avvenuta in concomitanza con l\u2019annuncio di una vasta operazione anti Isis che le forze regolari di Damasco hanno lanciato nel Sud del Paese insieme a ex elementi ribelli dell\u2019Fsa. Quasi in contemporanea canali dello Stato islamico hanno confermato la morte del leader. Per il gruppo si tratta del terzo leader ucciso nel Paese. In origine era toccato ad\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/terrorismo\/cosa-c-e-dietro-il-blitz-in-siria-contro-l-ultimo-califfo-dell-isis.html\">Abu Bakr al-Baghdadi<\/a><\/strong>, morto nell\u2019ottobre 2019, poi a febbraio di quest\u2019anno era toccato al successore Abu Ibrahim al-Qurashi. Entrambi uccisi nella provincia di Idlib, l\u2019unica ancora fuori dal controllo delle forze di Damasco.<\/p>\n<div class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-2\" class=\"optiload\"><\/div>\n<\/div>\n<p>La guida dei taglia gole sarebbe passata ora a Abu al-Hussein al-Husseini al-Qurashi, un\u00a0<em>nom de guerre<\/em>\u00a0dietro al quale ci sarebbe uno degli ultimi veterani del gruppo. Tra il 2017 e 2019 la formazione ha perso via via il controllo del grande\u00a0<strong>Califfato<\/strong>\u00a0edificato tra Siria e Iraq, ma non per questo ha smesso di essere una minaccia.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019Annual Threat Assessment\u00a0<a href=\"https:\/\/www.dni.gov\/files\/ODNI\/documents\/assessments\/ATA-2022-Unclassified-Report.pdf\">realizzato dalla United States Intelligence Community<\/a>, l\u2019entit\u00e0 che racchiude le 17 agenzie del governo federale che si occupano della sicurezza e che viene guidata dal Direttore dell\u2019Intelligence nazionale, i leader dell\u2019Isis continuano a portare avanti il progetto di creare un Califfato tra Siria e Iraq e che soprattutto negli ultimi anni stiano lavorando per ricostruire le proprie capacit\u00e0, al momento logorando gli avversari e controllando porzioni di territorio limitate.<\/p>\n<p>La strategia \u00e8 quella di dare priorit\u00e0 ad attacchi contro obiettivi militari e civili cos\u00ec da fiaccare le forze di sicurezza di Damasco e Baghdad ma anche continuare a mantenere una certa rilevanza tra i sostenitori globali del gruppo. Questo risponderebbe a due finalit\u00e0: tenere alta la tensione etnico-settaria in questi due Paesi e soprattutto resistere al ritorno di Al Qaeda sul fronte dell\u2019attrazione di nuovi miliziani.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-377434\" src=\"https:\/\/www.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/attentati-isis-siria-iraq-2022-1024x786.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"786\" \/><figcaption>Mappa di Alberto Bellotto<\/figcaption><\/figure>\n<p>Uno degli strumenti attraverso cui l\u2019Isis spera e pensa di poter tornare a contare all\u2019interno della galassia jihadista \u00e8 quello del \u201ccapitale umano\u201d. Il crollo del Califfato non ha infatti risolto il problema degli uomini fedeli all\u2019ideale delle bandiere nere. Ad oggi almeno 10 mila combattenti sono detenuti nei territori delle forze curde appoggiate degli americani. Di questi 5 mila sono siriani, 3 mila iracheni e altri 2 mila foreign fighters.<\/p>\n<div class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-3\" class=\"optiload\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Questo \u201cesercito in attesa\u201d, come l\u2019ha definito il generale Michael E. Kurilla, comandante dello\u00a0<strong>USCENTCOM<\/strong>, \u00e8 \u201csparpagliato\u201d lungo una serie di carceri in tutto il Nord della Siria, in quello che \u00e8 stato definito come la \u201cpi\u00f9 grande concentrazione di terroristi del mondo\u201d. Questo esercito rappresenta solo una parte del problema.<\/p>\n<p>A luglio un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.securitycouncilreport.org\/atf\/cf\/%7B65BFCF9B-6D27-4E9C-8CD3-CF6E4FF96FF9%7D\/S%202022%20547.pdf\">dossier delle Nazioni Unite<\/a>\u00a0ha messo nero su bianco come al momento la struttura decentrata del gruppo lasci margine per condurre attacchi sanguinosi, ma soprattutto che, al di l\u00e0 della massa di detenuti, ci sia ancora una grossa fetta delle energie jihadiste libere di muoversi attraverso il confine poroso tra Siria e Iraq. Secondo le stime ci sarebbero tra i\u00a0<strong>6mila e 10mila combattenti<\/strong>\u00a0concentrati nelle aree rurali tra i due Paesi.<\/p>\n<h2>Il nuovo volto di Al Qaeda<\/h2>\n<p>Il complesso caos siriano ha rappresentato anche un\u2019occasione d\u2019oro per un\u2019altra formazione jihadista,\u00a0<strong>Al Qaeda<\/strong>. L\u2019organizzazione creata da Osama Bin Laden oltre una trentina di anni fa, negli anni post-11 settembre\u00a0<a href=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/terrorismo\/il-ritorno-di-al-qaeda.html\">ha cambiato pelle molte volte<\/a>\u00a0e oggi ha tanti volti quanti sono quelli delle sue formazioni decentrate.<\/p>\n<p>Una di queste \u00e8 quella che oggi controlla una porzione di territorio siriano, il gruppo\u00a0<strong>Hayat Tahrir al Sham<\/strong>\u00a0(HTS), una formazione che tiene in pugno quasi tutta la regione di Idlib. Nata dalla fusione di gruppi minori insieme all\u2019ex fronte al Nustra, secondo stime dell\u2019Onu \u00e8 in grado di gestire la regione grazie a un esercito composto da oltre 10 mila miliziani, molti siriani, ma tra i quali militano anche dei combattenti stranieri.<\/p>\n<div class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-4\" class=\"optiload\"><\/div>\n<\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-257338\" src=\"https:\/\/www.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2-droni-al-qaeda-1-1024x905.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"905\" \/><figcaption>Mappa di Alberto Bellotto<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il gruppo negli ultimi mesi ha mostrato una certa forza, ma soprattutto una capacit\u00e0 di proiettarsi al di fuori della zona sotto il suo controllo. Per un breve periodo ad ottobre Hayat Tahrir al Sham \u00e8 \u00e8 stata in grado di entrare nella citt\u00e0 di\u00a0<strong>Afrin<\/strong>, nel nord del Paese, mettendo in seria difficolt\u00e0 tutto il cappello delle opposizioni al regime di Damasco che controlla l\u2019area dopo l\u2019intervento militare turco nel 2018. Alla fine l\u2019occupazione della citt\u00e0 \u00e8 durata poco anche grazie a un ultimatum arrivato direttamente da Ankara, ma \u00e8 stato la dimostrazione di un gruppo in salute.<\/p>\n<p>Accanto alle capacit\u00e0 militari che ne fanno uno dei gruppi pi\u00f9 tenuti di tutto il nord della Siria, HTS da tempo ha lavorato a un forte rebranding per mostrarsi come una forza di opposizione a Damasco credibile cercando in ogni modo di edulcorare il passato qaedista. Anche per questo ha preso di mira un\u2019altra formazione terroristica che opera nel nord della Siria,\u00a0<strong>Hurras al-Din<\/strong>\u00a0(HAD).<\/p>\n<p>Considerata un\u2019emanazione di Al Qaeda, HAD \u00e8 nata nel 2018 da una costola dell\u2019ex fronte Al Nusra; \u00e8 guidata da\u00a0<strong>Abu Humam al-Shami<\/strong>\u00a0(noto anche con il nome di Faruq al-Suri), tra i fondatori del fronte e storico esponente di Al Qaeda. Secondo le stime Hurras al Din conta ha poche migliaia di affiliati e colpisce raramente, anche se le intelligence dei Paesi occidentali ritengono che al suo interno esista un sottogruppo formato solo da combattenti stranieri e che operi per effettuare attentati fuori dal Paese.<\/p>\n<p>Sempre stando al dossier Onu la leadership di Al Qaeda avrebbe dato l\u2019odine di lasciare la Siria per spostarsi in\u00a0<strong>Afghanistan<\/strong>\u00a0ma al momento nessun miliziano ha lasciato il Paese. A conferma della pericolosit\u00e0 del gruppo anche il fatto che tra il 2020 e 2021 al-Shami \u00e8 entrato a far parte del\u00a0<strong>comitato Hittin<\/strong>, un organo interno ad al Qaeda che si occupa della gestione delle leadership globale del gruppo.<\/p>\n<div class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-5\" class=\"optiload\"><\/div>\n<\/div>\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter\">\n<div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"twitter-tweet twitter-tweet-rendered\"><\/div>\n<\/div>\n<\/figure>\n<p>Negli ultimi tre anni Hurras al-Din \u00e8 stata bersagliata con una serie di campagne aeree mirate in particolare dagli Stati Uniti, ultimo raid in ordine di tempo quello compiuto a giugno contro uno dei leader del gruppo nella regione di Idlib.<\/p>\n<p>Il Pentagono considera quelle formazioni come un\u2019emendazione diretta di Al Qaeda e sottolinea come queste stiano usando quella porzione di Siria come un\u00a0<strong>porto sicuro<\/strong>\u00a0all\u2019interno del quale i miliziani riescono a coordinarsi con affiliati esterni per pianificare operazioni fuori dalla stessa Siria. La prova che oltre all\u2019Afganistan talebano anche la Siria rimane un porto sicuro per il terrore.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/terrorismo\/tra-isis-e-al-qaeda-la-siria-resta-un-porto-sicuro-per-il-terrorismo.html\">https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/terrorismo\/tra-isis-e-al-qaeda-la-siria-resta-un-porto-sicuro-per-il-terrorismo.html<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSIDE OVER (Alberto Bellotto) L\u2019ombra nel del jihad\u00a0non ha mai abbandonato la Siria. Il decennale conflitto che insanguina il Paese del Levante continua a nutrire la galassia del terrore, anche se oggi, rispetto agli anni del Califfato, i movimenti del terrore avvengono sotto traccia, tra aree \u201cparadiso\u201d e le sabbie desertiche che si perdono fra Siria e Iraq. 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