{"id":75978,"date":"2022-12-13T09:00:29","date_gmt":"2022-12-13T08:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75978"},"modified":"2022-12-12T13:23:52","modified_gmt":"2022-12-12T12:23:52","slug":"e-linizio-del-petro-yuan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=75978","title":{"rendered":"E&#8217; l&#8217;inizio del petro-yuan?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Da\u00a0<a href=\"https:\/\/contropiano.org\/news\/news-economia\/2022\/12\/11\/cina-arabia-saudita-verso-i-petroyuan-0155253\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Contropiano<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019informazione italiana aveva preferito ignorare la notizia, oppure darne una versione politica di basso profilo e lievemente insultante (\u201cun vertice tra dittatori\u201d).<\/em><\/p>\n<p><ins><\/ins><ins><\/ins><\/p>\n<p><em>Ancora adesso mancano resoconti sulla quantit\u00e0 e rilevanza degli accordi raggiunti o in vi di definizione. Come se le dimensioni dello spostamento degli equilibri globali in corso fossero inconcepibili per chi, di mestiere, fa \u201cla voce del padrone\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Pensavamo di essere quasi soli nel cogliere quel che sta avvenendo, e magari ci sarebbe potuto venire il dubbio di aver esagerato. Poi il sempre acuto Guido Salerno Aletta, in un editoriale su\u00a0TeleBorsa, ha lanciato il suo sasso nello stagno.<\/em><\/p>\n<p><em>La sua analisi andrebbe approfondita (ad esempio su gas e petrolio, le cui riserve si vanno riducendo a un ritmo accelerato, o sulla \u201cautonomia energetica\u201d Usa \u2013 che, essendo fondata sull\u2019estrazione da scisto, equivale a un raschiare il fondo del barile, e dunque \u00e8 solo temporanea), ma non mancher\u00e0 occasione a breve termine.<\/em><\/p>\n<p><em>La Storia \u00e8 in movimento, guai a chi non lo vede. O, peggio ancora, lo nasconde\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Buona lettura.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><em>di Guido Salerno Aletta<\/em><\/p>\n<p>Inutile nasconderselo:\u00a0il gas ed il petrolio rimarranno ancora per decenni una fonte energetica insostituibile\u00a0per molti Paesi, soprattutto per la\u00a0Cina\u00a0che si \u00e8 accaparrata con decisione il ruolo di\u00a0Fabbrica del Mondo.<\/p>\n<p>Chiunque oggi faccia i conti con le\u00a0emissioni di CO2, per decidere dal punto di vista della sostenibilit\u00e0 ambientale chi \u00e8 \u201cbuono\u201d rispetto a chi invece \u00e8 \u201ccattivo\u201d, dovrebbe considerare che la gran parte delle\u00a0emissioni derivano dalla attivit\u00e0 industriale, e soprattutto da quella legata alla produzione siderurgica e dalla chimica di base.<\/p>\n<p>In pratica, nel momento stesso in cui l\u2019Occidente\u00a0ed in particolare gli\u00a0Usa\u00a0e buona parte dell\u2019Europa\u00a0si \u00e8 deindustrializzato,\u00a0delegando la produzione manifatturiera alla Cina, da cui per\u00f2 importa le merci ivi prodotte e che gli sono necessarie, \u00e8 indirettamente responsabile delle tonnellate di CO2 che sono state emesse per produrre in Cina queste merci.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una componente energetica in qualsiasi attivit\u00e0 umana ed in ogni merce e servizio prodotto, ivi compresa la consegna a domicilio delle centinaia di milioni di pacchetti contenenti le merci vendute per corrispondenza che richiedono un gigantesco frazionamento quotidiano dei recapiti a domicilio.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 certo \u00e8 che\u00a0il processo di decarbonizzazione della produzione sar\u00e0 lungo, con un orizzonte di parit\u00e0 che la Cina ha gi\u00e0 delineato appena oltre la met\u00e0 di questo secolo, verso il 2060: ci sono davanti ancora quarant\u2019anni, un periodo di tempo ancora pi\u00f9 lungo da quello che \u00e8 trascorso dalla dissoluzione dell\u2019URSS, che data al dicembre del 1991. Da allora non \u00e8 passato che un trentennio.<\/p>\n<p>La\u00a0Cina\u00a0non si fa illusioni: mentre sta dando priorit\u00e0 assoluta alla lotta all\u2019inquinamento ambientale guarda molto avanti sul piano energetico,\u00a0rafforzando i rapporti internazionali di approvvigionamento: dopo la Russia, l\u2019Iran ed il Venezuela, anche l\u2019Arabia Saudita \u00e8 diventata da tempo un punto di riferimento strategico.<\/p>\n<p>La diversificazione delle fonti geografiche e geopolitiche \u00e8 un atteggiamento di grande prudenza, analogo a quello che aveva caratterizzato fino a qualche anno fa l\u2019approvvigionamento di gas e di petrolio dell\u2019Italia, con le provenienze da Libia, Algeria, Nigeria, Paesi del Golfo, Mar Caspio e Russia.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima \u00e8 divenuta preponderante per una serie di vicende belliche e di orientamenti ostili alla realizzazione di gasdotti nuovi, come il\u00a0GALSI (Gasdotto Algeria Sardegna Italia),\u00a0che avrebbe dovuto collegare gi\u00e0 da anni l\u2019Algeria alla Sardegna per arrivare a Piombino, al fine di alimentare le acciaierie.<\/p>\n<p>Non avendolo realizzato, non solo le industrie ad alto consumo energetico localizzate storicamente in Sardegna per la produzione di alluminio sono in grave difficolt\u00e0, ma si sta cercando di localizzare il pi\u00f9 celermente possibile un impianto galleggiante di rigassificazione di GNL di fronte a Piombino, pena la chiusura degli impianti siderurgici.<\/p>\n<p>La Cina guarda avanti, e l\u2019Arabia Saudita \u00e8 un interlocutore fondamentale nelle relazioni energetiche globali, soprattutto per il peso che esercita nell\u2019ambito dell\u2019OPEC+, l\u2019organizzazione dei Paesi produttori di petrolio che ha associato anche quelli di gas.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un altro aspetto da considerare: nella misura in cui la\u00a0Cina usa lo Yuan per pagare le proprie importazioni energetiche, e dunque sulla base di pochi contratti con singoli Paesi, ma di grande valore e di lunga durata,\u00a0pu\u00f2 cercare di internazionalizzare la propria valuta\u00a0limitando il rischio di speculazioni.<\/p>\n<p>In pratica, nel momento stesso in cui la Cina diviene acquirente di gas e petrolio, pagandoli in Yuan, pu\u00f2 delineare uno scenario in cui il consistente provento a lungo termine incassato del Paese venditore possa essere investito in iniziative finanziarie a lungo termine, con investimenti di comune interesse sul piano strategico.<\/p>\n<p><em>Questo significa\u00a0delineare legami di lungo periodo che vanno al di l\u00e0 della semplice fornitura energetica: hanno implicazioni monetarie, finanziarie e politiche.<\/em><\/p>\n<p>Va rilevato in proposito che la completa autonomia energetica conquistata dagli\u00a0Usa\u00a0attraverso lo sfruttamento dei\u00a0giacimenti di scisto, da cui si estraggono lo\u00a0shale oil\u00a0e lo\u00a0shale gas\u00a0che poi viene liquefatto per agevolarne il trasporto via mare, ha ridotto anche l\u2019interdipendenza politica, finanziaria e strategica con l\u2019Arabia Saudita che era nata nel 1945 con la Special Relationship che tenne a battesimo anche la costituzione della\u00a0ARAMCO\u00a0(Arabian American Company).<\/p>\n<p>Il Presidente americano Roosevelt incontr\u00f2 il Re Saud a bordo della USS Quincy, che attraversava il Canale di Suez nel giorno di San Valentino del 1945, dopo aver appena firmato il Patto di Yalta con Stalin e Churchill. Ad accompagnare Roosevelt c\u2019era Rockefeller, ricchissimo e potentissimo finanziere e petroliere americano.<\/p>\n<p>Tutti sanno quanto sin da allora il\u00a0pagamento esclusivamente in dollari del petrolio\u00a0contrattato sui mercati internazionali abbia favorito la diffusione e la conseguente forza straordinaria della valuta americana, e quanto i \u201cpetrodollari\u201d siano stati utili per finanziare il deficit federale statunitense e per sostenere i corsi di Wall Street.<\/p>\n<p>Con la indipendenza energetica, gli Usa hanno perduto da qualche anno il contributo dei Petrodollari dell\u2019Arabia.<\/p>\n<p>Viste le ruvidit\u00e0 nei suoi confronti, la\u00a0Cina ha dapprima cessato l\u2019acquisto di sempre nuovo debito pubblico americano\u00a0e poi ha cominciato a ridurne le detenzioni, non reinvestendo alla scadenza.<\/p>\n<p>Arabia Saudita e Cina sono entrambi esportatori netti, ed una posizione finanziaria internazionale netta attiva ed in continua crescita: hanno dunque cospicui capitali da investire.<\/p>\n<p>*\u00a0<strong><em>Agenzia Teleborsa<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-e_linizio_del_petroyuan\/5694_48181\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-e_linizio_del_petroyuan\/5694_48181\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (redazione) &nbsp; Da\u00a0Contropiano L\u2019informazione italiana aveva preferito ignorare la notizia, oppure darne una versione politica di basso profilo e lievemente insultante (\u201cun vertice tra dittatori\u201d). 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