{"id":76019,"date":"2022-12-15T09:00:24","date_gmt":"2022-12-15T08:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76019"},"modified":"2022-12-14T22:24:38","modified_gmt":"2022-12-14T21:24:38","slug":"la-democrazia-dei-signori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76019","title":{"rendered":"La democrazia dei signori"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Renato Caputo)<\/strong><\/p>\n<div class=\"itemIntroText\">\n<p><em>Libere riflessioni sulla maschera democratica della restaurazione liberista in atto, cogliendo e sviluppando i molteplici spunti significativi offerti dal libro La democrazia dei signori di Luciano #Canfora, edito da Laterza nel 2022, 12 euro, pagine 74.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"itemBody\">\n<div class=\"itemImageBlock clearfix\"><span class=\"itemImage\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/6bdf295d858d80fe04ab0f3a91a17b6b_XL.jpg\" alt=\"La democrazia dei signori\" \/><\/span><\/p>\n<div class=\"clr\">Il libro di Canfora si interroga su delle questioni di importanza decisiva per il nostro paese e, pi\u00f9 in generale, per i paesi a capitalismo avanzato, per i paesi occidentali e, forse, per la maggior parte dei sistemi democratici moderni nel loro complesso, quantomeno in questa fase storica di <b>restaurazione liberista<\/b>. Anzi, a ben guardare, si tratta di una problematica che trascende la stessa democrazia e che mette in questione il decisivo <b>fondamento antiassolutista<\/b>, oggi diremmo antitotalitario, degli Stati moderni liberali: la <b>divisione e il reciproco controllo e limitazione dei poteri<\/b> fondamentali. In effetti, in modo esemplare nel nostro paese, ma pi\u00f9 in generale al livello internazionale assistiamo a un progressivo svuotamento del fondamentale <b>potere legislativo del parlamento<\/b>, a tutto vantaggio del potere esecutivo, del governo. Per cui l\u2019aspetto pi\u00f9 democratico del sistema liberale, le assemblee legislative finiscono per assumere il mero compito di <b>ratificare decisione prese altrove<\/b>, nel caso meno peggiore dal potere esecutivo del proprio paese, nel peggiore da <b>organismi transnazionali non eletti<\/b> espressione del potere e degli interessi del <b>capitale finanziario<\/b>.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<p>In tale situazione il protagonista stesso del potere, della forma di governo democratica, tende sempre pi\u00f9 a <b>dileguare<\/b>. Venendo meno in modo sempre pi\u00f9 evidente il <b>potere dei meno ricchi<\/b> (significato del termine democrazia [1]) \u00e8 evidente che il sistema liberal-democratico rischia sempre pi\u00f9 decisamente di subire una <b>deriva oligarchica<\/b>. Per cui della democrazia finirebbe con il restare il solo termine, svuotato di significato, nel momento che diviene sempre pi\u00f9 evidentemente una gestione \u201cdemocratica\u201d del potere tutta all\u2019<b>interno della classe dominante<\/b>. In tal modo, l\u2019odierna situazione rende sempre pi\u00f9 attuali le critiche del <b>marxismo leninismo alla democrazia<\/b>, realizzabile esclusivamente all\u2019interno della classe dominante.<\/p>\n<p>Con il passaggio, dovuto alla tragica conclusione della guerra fredda, dalla <b>Prima<\/b> alla <b>Seconda Repubblica<\/b> in Italia, si ricorre sempre pi\u00f9 spesso a soluzioni emergenziali delle crisi politiche, investendo del potere un <b>sedicente governo tecnico<\/b>, che sembra non aver bisogno di sottoporsi, nemmeno formalmente, al processo elettorale \u201cdemocratico\u201d. Siamo in una situazione sempre pi\u00f9 assimilabile a quella del presidenzialismo francese, imposto con il <b>colpo di Stato istituzionalizzato di De Gaulle<\/b>, per cui il presidente della Repubblica si arroga il diritto di decidere chi di fatto svolger\u00e0, incostituzionalmente, le funzioni di primo ministro, senza dover rispondere del proprio operato al parlamento, ma esclusivamente a un capo dello Stato che assurge sempre di pi\u00f9 alla <b>funzione anticostituzionale di sovrano<\/b>, tanto che non sente nemmeno pi\u00f9 il bisogno di convocare e di consultare i partiti che hanno avuto i maggiori <b>consensi popolari<\/b>. Tanto che, come denuncia Canfora, in questa crisi di inizio secolo sembra di essere tornati allo <b>Statuto albertino<\/b>, ripudiando completamente non solo lo spirito, ma anche la lettera della <b>Costituzione nata dalla Resistenza antifascista<\/b>.<\/p>\n<p>Tale deriva \u00e8 sempre pi\u00f9 connessa con il richiamo da parte del capo di Stato e dei mezzi di informazione di massa alla unit\u00e0 nazionale, un modo solo pi\u00f9 elegante di ricorrere al <b>solito trasformismo<\/b>, quale male strutturale dell\u2019Italia unita, che porta i rappresentanti dei partiti politici democratici e progressisti a perdere qualsiasi <b>connessione sentimentale con le classi sociali meno ricche<\/b>, ossia il \u201cdemos\u201d, che dovrebbe far governare in una democrazia.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte il costante richiamo all\u2019<b>unit\u00e0 nazionale<\/b>, oggi spesso ribattezzata come <b>agenda Draghi<\/b>, \u00e8 sempre pi\u00f9 imposto anche dall\u2019esterno, proprio da quegli organismi transnazionali che <b>curano gli interessi del capitale finanziario<\/b> e che sembrano non avere nessun bisogno di essere eletti, in modo anche solo formalmente democratico, per imporre i propri <b>diktat<\/b>. Naturalmente ci\u00f2 non pu\u00f2 che comportare una sostanziale perdita della <b>sovranit\u00e0 nazionale e popolare<\/b>, secondo un processo involutivo al quale concorrono gli stessi sedicenti sovranisti, seguendo una dinamica che rischia di divenire <b>sempre pi\u00f9 irreversibile<\/b>.<\/p>\n<p>Del resto il <b>suffragio universale<\/b> \u00e8 ben presto stato trasformato in uno strumento della <b>rivoluzione passiva<\/b>, mediante cui i recalcitranti oligarchi hanno consegnato ai non ricchi questo <b>simulacro di potere<\/b>, al posto del potere <b>reale<\/b> che il concetto stesso di democrazia prevedrebbe. Tanto pi\u00f9 che il diritto di voto, che era stato una conquista storica delle classi non ricche, costato enormi sacrifici e spargimenti di sangue, viene in modo sistematico falsificato dal <b>predominante influsso della ricchezza<\/b>, in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 caratterizzata dalla <b>polarizzazione sociale<\/b>. Cos\u00ec oggi il pensiero unico dominante, pur tenendo fermo il decisivo contrasto fra l\u2019occidente civilizzato e democratico e i suoi competitori \u201ctotalitari\u201d, nasconde sempre meno il proprio <b>fastidio per la sovranit\u00e0 popolare<\/b> che dovrebbe essere alla base della nostra stessa Costituzione. Giungendo al paradosso per cui i neo sedicenti democratici sembrano proprio caratterizzati da un sussiego elitario nei riguardi di quello stesso \u201cdemos\u201d che <b>dovrebbero rappresentare al potere<\/b>.<\/p>\n<p>Alla base della restaurazione liberista in Italia \u2013 quale reazione ai grandi movimenti di lotta dal basso sviluppatisi dalla Resistenza sino alla fine degli anni Settanta \u2013 ha avuto come <b>protagonista l\u2019Unione imperialista europea<\/b>, attraverso la quale gli interessi del capitale finanziario transnazionale con base nel nostro continente, hanno avuto ampiamente la meglio su ogni residua velleit\u00e0 di governo dei non ricchi, <b>manipolando in senso presidenzialista<\/b> il ruolo di arbitro imparziale e garante della Costituzione democratica che avrebbe dovuto assicurare il capo dello Stato italiano. Si badi bene per\u00f2 che i <b>governi tecnici<\/b> da Monti a Draghi, che hanno aperto la strada o, meglio un\u2019autostrada al governo Meloni, non ci sono stati imposti dall\u2019esterno \u2013 come pretendono i complottisti sovranisti \u2013 dal momento che la classe dominante italiana \u00e8 <b>da sempre parte integrante del blocco sociale<\/b> che ha sin dalla fondazione dominato l\u2019Unione imperialista europea.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il discredito gettato ad arte dall\u2019ideologia dominante sul <b>Parlamento e ancora di pi\u00f9 sui partiti politici<\/b>, sfruttando nel modo migliore la pratica suicida del trasformismo, ha permesso ai poteri forti, tramite il capo dello Stato, di imporre al paese con Draghi un, di fatto, capo di un governo di unit\u00e0 nazionale completamente calato dall\u2019alto, in modo del tutto antidemocratico, tanto da aprire la strada all\u2019inevitabile successivo governo Meloni, dal momento che tutti i <b>sedicenti democratici<\/b> si erano completamente prestati a questo <b>sostanziale rovesciamento del principio democratico<\/b>, culminato nel commissariamento dei partiti politici imbarcati nel governo. Con la riduzione dei dirigenti dei pi\u00f9 diversi partiti politici a mere comparse di un partito unico, utile a far apparire come unica reale alternativa \u201cpolitica\u201d all\u2019antipopolare agenda Draghi i Fratelli d\u2019Italia, fedeli <b>scudieri della Nato<\/b>, nonostante il <b>millantato<\/b> nazionalismo sovranista. Mentre gli altri partiti perpetuavano i loro battibecchi da comparse, il governo tecnico proseguiva nel proprio <b>dirigismo<\/b> incurante di tali comprimari. Cos\u00ec i partiti politici, che costituzionalmente dovrebbero essere lo strumento con cui i cittadini dovrebbero <b>\u201cdeterminare\u201d democraticamente \u201cla politica nazionale\u201d<\/b>, abdicavano completamente al proprio ruolo, secondo il copione da tempo predisposto dai mezzi di comunicazione di massa, intenti a portare avanti il piano inclinato del <b>gollismo all\u2019italiana<\/b>. Peraltro il semipresidenzialismo alla francese gi\u00e0 di fatto introdotto con il governo Draghi-Mattarella, e preparato dai precedenti governi tecnici calati dall\u2019alto, aspetta solo di essere normato dall\u2019<b>attuale governo sedicente sovranista<\/b>. Del resto tale deriva era stata preparata sin dall\u2019avvento della Seconda Repubblica con una sistematica opera di depotenziamento del dettato costituzionale. Fino ad arrivare all\u2019assurdo del Presidente \u201cunto del Signore\u201d che considerava la Costituzione (sorta, come \u00e8 noto, da un compromesso storico fra forze di sinistra, cento e destra) l\u2019ultimo ricettacolo del bolscevismo nel nostro paese. Cos\u00ec abbiamo oggi a capo del governo <b>i pi\u00f9 giurati nemici della Costituzione antifascista<\/b>, con il bene placito di quelli stessi poteri forti che proprio un secolo fa, di contro al suffragio universale, avevano consegnato il potere ai pi\u00f9 <b>aperti nemici della democrazia<\/b>.<\/p>\n<p>Peraltro un capo del governo espressione diretta dei <b>poteri forti<\/b> dell\u2019Unione europea calato dall\u2019alto era reso, paradossalmente, accettabile mediante lo scambio fra un nuovo commissariamento del governo nazionale, dopo quello di Monti, e un parziale allentamento dei <b>vincoli di austerit\u00e0 di Maastricht<\/b>.<\/p>\n<p>Senza contare che la sempre pi\u00f9 lunga mano dell\u2019<b>esecutivo<\/b> non solo ha completamente assoggettato il parlamento, ma \u00e8 intervenuta in modo altrettanto poco liberale nell\u2019ambito del <b>potere giudiziario<\/b>, a partire dal <b>colpo di mano sul processo penale<\/b>, al solito spacciato come se si trattasse di una necessaria direttiva europea, mentre si trattava dell\u2019ormai consueto <b>spontaneo servilismo <\/b>nei confronti dei poteri forti transnazionali, portato a compimento sfruttando il <b>silenzio-assenso dei mezzi di comunicazione di massa<\/b>, tutti intenti a distrarre il popolo bue mediante le \u201cimprese\u201d sportive degli azzurri.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il <b>progressivo dileguarsi della democrazia<\/b>, si possono ricordare due aspetti emblematici su cui richiama l\u2019attenzione Canfora. In primo luogo, la mancanza di qualsiasi volont\u00e0 politica reale di <b>arginare morti e incidenti sul lavoro<\/b>, con la cronica mancanza di ispettori, il diffondersi di appalti e subappalti e le misure vaghe che dovrebbero colpire le aziende colpevoli. Per quanto le percentuali di irregolarit\u00e0 rilevate dalle ispezioni si avvicini al 100%, la possibilit\u00e0 che un\u2019azienda venga sanzionata e multata \u00e8 cos\u00ec labile \u2013 dal momento che accade in media almeno ogni mezzo secolo \u2013 per cui \u00e8 assolutamente antieconomico per le imprese mettersi e\/o mantenersi in regola, in quanto rischierebbero di essere sopraffatti dalla concorrenza. Dinanzi a questo scempio le forze sedicenti democratiche al governo si limitano a occupare delle poltrone, in quanto non fanno nulla per limitare incidenti e morti sul lavoro che continuano a falcidiare quel popolo che dovrebbe essere sovrano e quei meno ricchi che dovrebbero stare al potere in una <b>reale democrazia<\/b>.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la sovranit\u00e0 popolare \u2013 che dovrebbe essere costituzionalmente la base della <b>repubblica democratica<\/b> \u2013 la sua ultima pallida vestigia \u00e8 stata sacrificata all\u2019altare dell\u2019accordo per cui, in cambio di un presidente investito dall\u2019alto e garante degli interessi del capitale finanziario con basi europee al nostro paese sarebbero stati concessi (senza la normale complicatissimo e rischiosissima procedura) i miliardi del Recovery plan. Cos\u00ec l\u2019Unione europea dell\u2019austerit\u00e0 veniva improvvisamente fatta apparire come una finanziatrice degli Stati nazionali sempre pi\u00f9 in crisi. D\u2019altra parte, si taceva a favore di chi queste ingenti quantit\u00e0 di denaro sarebbero state messe a disposizione e in cambio di quali aspetti della residuale democrazia \u2013 da sacrificare dinanzi alla trionfante restaurazione liberista \u2013 sarebbero stati \u201cconcessi\u201d i finanziamenti. Del resto gli aiuti ricevuti non possono che porre in posizione subalterna il ricevente. Senza contare che, a ben vedere, la parte preponderante dei fondi \u00e8 costituita da <b>prestiti che peseranno ancora di pi\u00f9 sul bilancio pubblico<\/b>.<\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 che, mentre il pensiero unico dominante continuava a esaltare la pioggia di miliardi che avrebbe ridato vita alla nostra economia, buona parte della cifra in oggetto era gi\u00e0 stata spesa mediante gli <b>scostamenti di bilancio<\/b> del governo Conte 2 e del governo Draghi. Da consumare restava cos\u00ec quasi esclusivamente la parte che peser\u00e0 come <b>aggravio del disavanzo pubblico<\/b>, pur andando ancora una volta essenzialmente a beneficio di privati. Cos\u00ec il nuovo debito pubblico servir\u00e0 come ariete per <b>spazzar via quel poco di Stato sedicente \u201csociale\u201d rimasto ancora in piedi<\/b>.<\/p>\n<p>Un\u2019altra chiara deriva antidemocratica \u00e8 la tendenza al prevalere nelle forze politiche al governo dell\u2019<b>ala governista<\/b> che favorisce il distacco di rappresentanti politici sempre pi\u00f9 trasformisti nei confronti dei ceti sociali che dovrebbero rappresentare. Tale fenomeno colpisce principalmente la \u201csinistra\u201d democratica che ormai ha completamente sostituito il proprio riferimento al \u201cdemos\u201d, ai non ricchi, con l\u2019<b>europeismo<\/b>.<\/p>\n<p>Peraltro la restaurazione liberista sta riproducendo, di fatto, sempre pi\u00f9 il <b>suffragio ristretto caro alla tradizione liberale<\/b>, dal momento che il demos, sempre meno politicamente rappresentato e sempre pi\u00f9 socialmente debole, <b>tende a disertare le urne<\/b>. In tal modo, la democrazia, progressivamente ridotta dall\u2019ideologia dominante al solo diritto di voto, <b>tende sempre pi\u00f9 a dileguare<\/b>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Note<\/b>:<\/p>\n<p>[1] Il termine deriva dall\u2019antico greco, in cui \u201ccrazia<b>\u201d<\/b> significa <b>potere <\/b>e, nel caso specifico, potere del \u201cdemos\u201d, cio\u00e8 degli <b>abitanti dei quartieri periferici e non ricchi<\/b> di Atene, citt\u00e0-Stato in cui per la prima volta una parte dei subalterni ha conquistato e gestito il potere, di contro agli oligarchi (i sostenitori del potere dei pi\u00f9 ricchi) e agli aristocratici (sostenitori del \u201cgoverno dei migliori\u201d, identificati con le antiche famiglie di nobili, grandi proprietari terrieri) ai quali lo aveva strappato.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/la-democrazia-dei-signori\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/la-democrazia-dei-signori<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Renato Caputo) Libere riflessioni sulla maschera democratica della restaurazione liberista in atto, cogliendo e sviluppando i molteplici spunti significativi offerti dal libro La democrazia dei signori di Luciano #Canfora, edito da Laterza nel 2022, 12 euro, pagine 74. 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