{"id":76037,"date":"2022-12-16T10:25:43","date_gmt":"2022-12-16T09:25:43","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76037"},"modified":"2022-12-15T21:27:55","modified_gmt":"2022-12-15T20:27:55","slug":"citizen-science-per-la-tutela-del-barbagianni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76037","title":{"rendered":"Citizen science per la tutela del barbagianni"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>SCIENZA IN RETE<\/strong> (Giorgia Mocilnik)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/files\/styles\/molto_grande\/public\/Barbagianni.jpg?itok=sehcLyg5\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 14pt\">In alcuni territori, la popolazione del barbagianni \u00e8 in calo: per tutelare la specie, il progetto Monitoraggio e Conservazione dei Barbagianni in Italia coinvolge i cittadini per installare cassette nido che ne favoriscono la nidificazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-size: 14pt\">Nell&#8217;immagine: il barbagianni si differenzia da tutti gli altri rapaci notturni per il suo colore bianco. In tutto il mondo mantiene una base chiara che pu\u00f2 cambiare attraverso variazioni cromatiche leggere secondo la zona geografica in cui si trova e la sottospecie presente. Foto da fototrappola di Gabriele Stanisci.<\/span><\/p>\n<p>Nell\u2019autunno 2021 \u00e8 stato avviato un progetto di Monitoraggio e Conservazione dei Barbagianni in Italia (MCBI), nato dalla necessit\u00e0 di incrementare la presenza di questo rapace attraverso l\u2019installazione di cassette nido che favoriscono la sua nidificazione. \u00abIl barbagianni \u00e8 una specie che ha subito un netto calo dagli anni Ottanta in alcuni territori, soprattutto nel Nord del nostro Paese\u00bb, spiega Gabriele Stanisci, fondatore del progetto. Le cause sono diverse: frammentazione degli habitat, uso eccessivo di rodenticidi, impatto con i veicoli e assenza di siti adatti alla nidificazione. Monitoraggio e Conservazione dei Barbagianni in Italia \u00e8 un progetto di<em>\u00a0citizen science<\/em>\u00a0indirizzato a coinvolgere chi frequenta per lavoro o per piacere gli stessi luoghi del barbagianni (<em>Tyto alba<\/em>): contesti agricoli, maneggi, pascoli, zone periferiche di grandi citt\u00e0, cimiteri e le coste marittime purch\u00e9 ci siano aree aperte idonee alla caccia.<\/p>\n<p>Storicamente questo abile e silenzioso predatore godeva di una fama negativa, essendo associato a presenze maligne e oscure a causa del suo aspetto e dei versi talvolta striduli udibili in piena notte. \u00abPer tradizione in alcuni paesi continuano ad appenderli davanti alle porte delle case\u00bb, commenta Stanisci. \u00abFortunatamente negli ultimi anni si \u00e8 registrata una diminuzione di tali pratiche, grazie anche ai progetti di divulgazione scientifica\u00bb.<\/p>\n<p>Questo rapace notturno \u00e8 strettamente connesso con le attivit\u00e0 umane: con la sua dieta costituita principalmente di micro-mammiferi (topi, arvicole, ratti) dannosi per le coltivazioni, risulta un alleato ideale di viticoltori e agricoltori. Lo conferma uno studio ventennale partito nel 1981 in Israele, un paese con 4.300km<sup>2<\/sup>\u00a0di terra coltivata (superficie circa tre volte inferiore rispetto a quella italiana), dove sono stati installati pi\u00f9 di 3.000 nidi artificiali. \u00abUn\u2019area cos\u00ec potrebbe ospitare fino alle 1.500 coppie di barbagianni nidificanti solo nelle cassette nido\u00bb, spiega Alexandre Roulin, biologo evoluzionista e comportamentale responsabile dell&#8217;iniziativa Owl for Peace dell\u2019Universit\u00e0 di Losanna. Una coppia di questo rapace notturno pu\u00f2 covare tre volte l\u2019anno deponendo una media di 4-6 nidiacei e consumare, insieme alla prole, tra i 2.000-6.000 roditori all&#8217;anno. Quindi, le 1.500 famiglie potranno mangiare complessivamente tra i 1,6 e 9 milioni di micro-mammiferi. \u00abQuando incontro gli allevatori in Israele, gli chiedo sempre se sono felici di avere i barbagianni\u00bb, commenta Roulin. \u00abMi rispondono che la loro presenza \u00e8 davvero importante per controllare le popolazioni di arvicole cos\u00ec possono ridurre la quantit\u00e0 di veleno da spargere nei loro campi e questo per me \u00e8 un successo\u00bb.<\/p>\n<p>Questo approccio di agricoltura rispettosa dell\u2019ambiente viene portata avanti in Paesi come Svizzera, Venezuela, Uruguay, USA, Malesia, Cile e India e \u00abdovrebbe essere parte di molte pi\u00f9 zone agricole\u00bb, spiega Roulin.<\/p>\n<p>Tra le minacce peggiori che colpiscono i barbagianni ci sono i veleni, in particolare gli anticoagulanti. \u00abQuando i topi si avvelenano, prima di morire vanno in giro per giorni come un\u2019esca contaminata moribonda che risulta molto pi\u00f9 facile da predare\u00bb, spiega Stanisci. \u00abIil risultato \u00e8 che di conseguenza avvelenano anche chi li preda\u00bb. \u00c8 riscontrato come l\u2019assunzione di tali sostanze non uccida sempre l\u2019esemplare ma renda l\u2019animale molto pi\u00f9 suscettibile ad attacchi da parte dei suoi predatori naturali quali gufo reale, volpi e faine. Inoltre, i rodenticidi in associazione con altri composti come i prodotti fitosanitari possono causare immunodepressione, disturbi del sistema nervoso e riproduttivo. Un effetto, quello dei pesticidi, riscontrato gi\u00e0 da Rachel Carson che nel suo libro\u00a0<em>Primavera silenziosa<\/em>\u00a0nel 1962 associava la diminuzione dello spessore del guscio di numerosi uccelli e la loro precoce schiusa all\u2019effetto che i pesticidi avevano su diverse specie di avifauna.<\/p>\n<p>Anche le infrastrutture stradali hanno un costo per il barbagianni, soprattutto quelle che attraversano i territori in cui vive, come l\u2019aperta campagna. Infatti, questo rapace cosmopolita \u00e8 uno degli uccelli pi\u00f9 suscettibili alle collisioni tra veicoli proprio per essere strettamente legato al suolo durante le fasi di caccia; l\u2019altezza media dei suoi voli pu\u00f2 passare dai 4-5 metri a raso terra.<\/p>\n<p>Un\u2019altra criticit\u00e0 per le coppie di barbagianni \u00e8 proprio quella di non trovare siti adatti alla riproduzione, dovuta alle ristrutturazioni e alle demolizioni di edifici in declino come cascine, silos, fienili, ruderi fondamentali per la conservazione della biodiversit\u00e0. A differenza degli altri rapaci notturni, il barbagianni non riesce ad adattarsi agli ambienti agricoli moderni; \u00ab E, se non trova un luogo adatto, la coppia rinuncia alla riproduzione\u00bb, spiega Stanisci.<\/p>\n<p>A un anno dalla nascita di Monitoraggio e Conservazione dei Barbagianni in Italia sono state installate ben 30 cassette nido in pi\u00f9 di otto regioni d\u2019Italia, tra cui Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Molti dei nidi sono gi\u00e0 stati visitati in questo primo anno e una decina sono stati occupati. \u00abLo si pu\u00f2 capire dal ritrovamento di alcune borre trovate vicino all\u2019installazione\u00bb, spiega il fondatore. I barbagianni mangiando gran parte delle loro prede intere, rigurgitano le ossa e il pelo dell\u2019animale cacciato, resti che risultano una delle tracce fondamentali per individuarne la presenza.<\/p>\n<p>Sono state le persone a contattare Stanisci, una volta trovata la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ProgettoMCBI\">pagina del progetto su Facebook<\/a>: ne \u00e8 d\u2019esempio una scuola di Varese dove sono stati gli stessi studenti a costruire il nido. Infatti, la filosofia di MCBI \u00e8 proprio quella di fornire gli strumenti necessari a chi \u00e8 interessato nel seguire diverse fasi: costruzione del nido, installazione e monitoraggio dell\u2019occupazione senza disturbare l\u2019animale capendo le sue necessit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abAi barbagianni non piacciono molto gli umani, si riproducono all&#8217;interno delle loro case, ma preferiscono quando le persone non sono vicine a loro. Il rumore prodotto dalle nostre attivit\u00e0 \u00e8 stressante, lo \u00e8 anche quello prodotto dalle vacche\u00bb, spiega Roulin. Infatti, l\u2019arma principale di questo titonide \u00e8 l\u2019udito, avendo cavit\u00e0 auricolari poste in maniera asimmetrica (un orecchio \u00e8 pi\u00f9 alto dell\u2019altro) pu\u00f2 sentire i suoni prima con un orecchio e poi con l\u2019altro. Cos\u00ec facendo riesce a calcolare con maggior precisione da dove proviene il suono grazie anche alla morfologia del suo disco facciale, che funge da parabola sonora. Inoltre, una particolarit\u00e0 che ha destato interesse nella comunit\u00e0 scientifica \u00e8 stata scoprire come gli esemplari giovani e quelli anziani sentano allo stesso modo grazie alla capacit\u00e0 delle loro cellule uditive di rigenerarsi continuamente.<\/p>\n<p>Progetti come MCBI mettono in luce la possibilit\u00e0 da parte dei cittadini di conoscere un rapace notturno cosmopolita come il barbagianni e aiutare, venendo coinvolti come parte attiva, a colmare la carenza di informazioni che permettono di tutelarlo. \u00abC&#8217;\u00e8 cooperazione tra specie quando le persone comprendono il ruolo ecologico del barbagianni e fanno di tutto per proteggerlo\u00bb, conclude Roulin.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/citizen-science-tutela-del-barbagianni\/giorgia-mocilnik\/2022-12-10\">https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/citizen-science-tutela-del-barbagianni\/giorgia-mocilnik\/2022-12-10<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da SCIENZA IN RETE (Giorgia Mocilnik) In alcuni territori, la popolazione del barbagianni \u00e8 in calo: per tutelare la specie, il progetto Monitoraggio e Conservazione dei Barbagianni in Italia coinvolge i cittadini per installare cassette nido che ne favoriscono la nidificazione. 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