{"id":76092,"date":"2022-12-21T09:00:35","date_gmt":"2022-12-21T08:00:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76092"},"modified":"2022-12-19T14:40:19","modified_gmt":"2022-12-19T13:40:19","slug":"dietro-le-quinte-del-caso-alex-saab-intervista-allanalista-politico-pedro-carvajalino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76092","title":{"rendered":"\u201cDietro le quinte del caso Alex Saab\u201d. Intervista all\u2019analista politico Pedro Carvajalino"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Geraldina Colotti)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pedro Carvajalino, giornalista del programma Zurda Conducta, cura la comunicazione del movimento Free Alex Saab, sia in ambito nazionale che internazionale. Lo ringraziamo per questa intervista in un momento cruciale per la vicenda giuridica del diplomatico, giacch\u00e9 sono in corso le udienze per il riconoscimento del suo statuto di inviato speciale da parte degli Stati Uniti.<\/p>\n<p><ins><\/ins><ins><\/ins>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cosa ti ha spinto a difendere questa causa?<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 emblematica della resistenza di un popolo, quello venezuelano, contro l\u2019ingiustizia degli Stati Uniti. Inoltre, come colombiano che ha dovuto fuggire dalla violenza, sento una profonda solidariet\u00e0 per chi, come Alex, ha resistito alle pressioni e all\u2019ostracismo dei governi di Alvaro Uribe e di Ivan Duque, quando proibirono ogni tipo di scambio commerciale con il Venezuela, pena ritorsioni. Siamo della stessa citt\u00e0, Barranquilla. La storia di questo imprenditore che ha degli ideali, e che ha deciso di mettersi in gioco per aiutare il popolo venezuelano mentre tutti si allontanavano per timore delle conseguenze (che poi ha dovuto subire lui), mi ha colpito molto. Nel 2005, io militavo nel Partito Comunista Colombiano, stavo facendo ricerche sulle violenze ai contadini, cacciati dalle loro terre. Uccisero il mio professore di sociologia, e avrebbero ammazzato anche me se non me ne fossi andato come hanno dovuto fare milioni di colombiani, molti dei quali rifugiati in Venezuela. Anche Alex venne perseguito dall\u2019\u00e9lite colombiana perch\u00e9 aveva deciso di aiutare il popolo venezuelano a evadere le condizioni del bloqueo. Come si ricorder\u00e0, dal 2014 in avanti, il governo degli Stati Uniti ha decretato crescenti misure coercitive unilaterali per portare al collasso l\u2019economia venezuelana. Dopo la morte di Ch\u00e1vez, volevano farla finita con il presidente Maduro. Cos\u00ec hanno preparato le violenze politiche del 2017, poi, dal 2018, hanno deciso di affinare la strategia dell\u2019asfissia economica. In quel contesto, Alex Saab ha cominciato a giocare un ruolo determinante.<\/p>\n<p><strong>In che termini?<\/strong><\/p>\n<p>Come imprenditore colombo-venezuelano, collaborava con il governo bolivariano dal 2006 nella costruzione di case popolari e nel settore alimentare. Nell\u2019intento di trovare una strada per aggirare le \u201csanzioni\u201d e provvedere alle necessit\u00e0 del popolo venezuelano, nel 2018 il presidente Maduro convoca alcune persone di fiducia e nomina Alex Saab inviato speciale, una figura che ha statuto diplomatico e che rappresenta in tutto e per tutto il presidente. Una specie di oasi nel labirinto in cui ci trovavamo. Sai chi \u00e8 stato un inviato speciale di Maduro? Maradona. Negli anni del bloqueo, ha portato grano, alimenti, usava la sua rete di contatti in tutto il mondo per aiutare il Venezuela. E cos\u00ec faceva Alex Saab. Gi\u00e0 nel 2015 aveva importato 4 milioni e ottocentomila borse di alimenti. Mi ricordo il Natale del 2018. Come da tradizione, seguendo l\u2019esempio di Ch\u00e1vez, Maduro ha sempre provveduto a che sulle tavole natalizie dei venezuelani non mancasse lo stinco di maiale, che stava per arrivare dalla Colombia. Il governo colombiano ha per\u00f2 bloccato i camion alla frontiera di C\u00facuta, facendo marcire la carne per provocare malessere nella popolazione. Tuttavia, dal 2018 al 2020, Alex Saab \u00e8 riuscito ad aggirare molte di queste \u201csanzioni\u201d.\u00a0 La sua azione \u00e8 stata determinante in varie circostanze, anche se tante cose non si conoscono.<\/p>\n<p><strong>Per esempio?<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2020, in Venezuela fummo a un passo dal collasso, sul piano economico, per la mancanza di alimenti e medicine, ma anche per quella della benzina. Pensa, un paese petrolifero come il nostro che resta senza benzina perch\u00e9 non pu\u00f2 comprare neanche un pezzo di ricambio o un additivo all\u2019estero, e perch\u00e9 gli hanno rubato la principale raffineria negli Stati Uniti, la Citgo, che ci inviava benzina e denaro, e che era finita nelle mani della banda dell\u2019autoproclamato, dunque in quelle del governo nordamericano. Una situazione che, in pieno covid, avrebbe potuto provocare code, proteste, e l\u2019estensione del virus. Gli Usa lo sapevano e miravano proprio a questo, a una catastrofe sanitaria con tanto di ospedali pubblici intasati e la richiesta di tornare, ovviamente, al privato. In quel periodo, con la complicit\u00e0 dei loro alleati europei, avevano anche impedito che comprassimo i vaccini, bloccando il denaro del Venezuela. Avevamo scorte di benzina soltanto per altri 5 giorni. Ed \u00e8 a quel punto che il ruolo di Saab \u00e8 stato determinante. Intanto, Alex aveva gi\u00e0 percorso mezzo mondo importando farmaci per malati oncologici e, poi, mascherine: riuscendo a evadere le \u201csanzioni\u201d e mitigarne l\u2019effetto genocida che gi\u00e0 avevano avuto sulla popolazione. Si calcola che oltre 40.000 persone siano morte per mancanza di medicine salvavita, che non sono di alto costo, ma che erano diventate introvabili. Considera che il denaro del Venezuela era stato sequestrato nelle banche nordamericane e europee, che eravamo stati esclusi dal sistema swift, e per la finanza internazionale eravamo uno stato-paria. Immagina quante circonvoluzioni, cambi di bandiera con altrettanti aggravi di prezzo hanno dovuto fare le navi per fare arrivare da noi il necessario: e con poche certezze perch\u00e9 spesso arrivavano minacce di sanzioni ai capitani delle navi e alle loro famiglie, e tutto si bloccava.<\/p>\n<p><strong>E quella volta come and\u00f2?<\/strong><\/p>\n<p>Alex mise a disposizione i suoi contatti commerciali con l\u2019Iran. Per decisione del presidente Maduro, fece un ponte aereo per importare pezzi di ricambio per i catalizzatori delle nostre raffinerie durante16 voli. E poi, disse: \u201cpossiamo far venire le navi, io vado\u201d. A rischio di non rivedere pi\u00f9 la sua famiglia, perch\u00e9 in quel momento in Iran c\u2019erano 1.500 morti al giorno per covid-19. Per\u00f2 cos\u00ec riuscirono ad arrivare cinque navi cariche di benzina, che permisero al governo bolivariano una distribuzione razionale e organizzata del carburante. Quel che non si conosce molto, \u00e8 che gli Stati Uniti chiesero a Alex Saab di sospendere la sua attivit\u00e0 per almeno tre mesi: il tempo \u2013 dissero \u2013 che sarebbe bastato per provocare il collasso del Venezuela, dopo aver smantellato l\u2019infrastruttura interna del nostro paese. E Alex non accett\u00f2.<\/p>\n<p><strong>Per questo lo sequestrarono a Capo Verde?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, mentre tornava, appunto, da una missione diplomatica in Iran. Emisero una falsa circolare Interpol, che non recava nemmeno il suo nome, lo sequestrarono, lo rinchiusero in un carcere, lo isolarono, lo torturarono, violando tutti i suoi diritti umani e lo statuto di diplomatico. E anche a questo proposito, ci sono fatti poco conosciuti: per esempio che gli Stati uniti aprirono a Capo Verde l\u2019ambasciata pi\u00f9 cara dell\u2019Africa. L\u2019operazione contro Alex gli cost\u00f2 200 milioni di dollari. A un certo punto, misero a presidiare le acque una nave da guerra che costava 50.000 dollari al giorno e che stette l\u00ec per due o tre mesi a seguito di un allarme delirante, lanciato da Mike Pompeo e Elliot Abrams, secondo il quale i russi sarebbero andati a liberare Alex Saab. I due dissero a quel Trump, che ora con ragione il popolo statunitense sta rifiutando: Alex Saab \u00e8 pericolosissimo, sappiamo che \u00e8 un diplomatico, ma bisogna agire comunque perch\u00e9 sta ostacolando i nostri piani. Quali erano i piani? Stroncare l\u2019economia venezuelana, provocare proteste e morti durante il covid, il collasso del sistema pubblico: gli ingredienti perfetti per una rivoluzione colorata. E, per questo, rischiarono anche la crisi internazionale con la Russia. Ora, per tenere in carcere Alex, che hanno deportato negli Stati Uniti, negano che fosse un diplomatico. Ma sono tante le prove che li smentiscono e che stiamo presentando in queste udienze di dicembre, la cui sentenza \u00e8 attesa per il 20 di questo mese. Nel suo libro \u201cA Sacred Oath: Memoirs of a Secretary of Defense During Extraordinary Times\u201d, l\u2019ex Segretario alla Difesa, Mike Esper ammette che gli Stati Uniti sapevano perfettamente che si trattava di un rappresentante debitamente accreditato dal governo venezuelano e che stavano violando il diritto internazionale. Nel capitolo sulle \u201cMisure disperate\u201d, Esper spiega quali fossero i meccanismi per asfissiare l\u2019economia del Venezuela e dell\u2019Iran, l\u2019appoggio dato ai tentativi destabilizzanti operati da Guaid\u00f3, all\u2019intento di assassinio del presidente Maduro, e il sequestro di Alex Saab come nuova applicazione della Dottrina Monroe.<\/p>\n<p><strong>E ora, quali speranze ci sono perch\u00e9 Alex Saab possa tornare libero?<\/strong><\/p>\n<p>Intanto, c\u2019\u00e8 l\u2019evidenza che tutte le montature giudiziarie contro Alex messe in piedi in alcuni paesi, come in Svizzera o in Ecuador, sono cadute. E anche l\u2019Italia, che si \u00e8 prestata a una persecuzione giudiziaria e mediatica nei confronti di Camilla Fabri, moglie di Alex, non ha trovato elementi per procedere. E poi, c\u2019\u00e8 il processo di dialogo in corso tra il governo bolivariano e l\u2019opposizione finanziata dagli Stati Uniti. E c\u2019\u00e8 il dato concreto della realpolitik. Oggi gli Stati Uniti hanno bisogno del petrolio venezuelano, nel contesto della crisi energetica internazionale. E il presidente Maduro ha dato prova di essere un elemento di equilibrio e di convivenza pacifica anche nei peggiori momenti: beninteso, con reciprocit\u00e0, nel rispetto della sovranit\u00e0 e dell\u2019indipendenza del Venezuela, come si \u00e8 ribadito anche ponendo con fermezza sul tavolo la liberazione di Alex Saab. Oggi, gli Stati Uniti hanno pi\u00f9 bisogno del Venezuela, di quanto il Venezuela non ne abbia di loro. Non siamo uno stato-paria, come vorrebbe la narrazione dominante, in cui i cittadini hanno bisogno di essere castigati e tutelati perch\u00e9 votano per Maduro e innalzano la bandiera della sovranit\u00e0. Per questo, al tavolo di dialogo in Messico a cui si \u00e8 recata Camilla, in rappresentanza di Alex, che \u00e8 delegato per l\u2019area sociale, oltre alla fine delle \u201csanzioni\u201d e del bloqueo, che ha peggiorato la qualit\u00e0 di vita della popolazione, si \u00e8 chiesto il ripristino del diritto internazionale e la liberazione immediata del diplomatico Alex Saab. Gli amici che ti hanno dato una mano nei momenti difficili, non si dimenticano se si ammalano o vanno in carcere.<\/p>\n<p><strong>Che bilancio fai della solidariet\u00e0 internazionale?<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stata una grande risposta, sia a livello popolare, che istituzionale. Si capisce che quanto \u00e8 successo a Alex, domani potrebbe succedere a chiunque entri nel mirino dell\u2019imperialismo Usa. Presidenti o ex presidenti dell\u2019America Latina, come Pepe Mujica o Evo Morales, hanno espresso il loro sostegno, e cos\u00ec hanno fatto importanti sindacati come la Central de Trabajadores y Trabajadoras dell\u2019Argentina, o forum internazionali come il Foro de San Paulo, che ha incluso la liberazione di Alex Saab nella sua dichiarazione finale. E mi ha dato una grande emozione il pronunciamento della Runasur, la Unasur dei popoli nativi, delle femministe, dei sindacati, dei movimenti popolari del Sud. Nella dichiarazione finale, la Runasur ha detto che Alex Saab \u00e8 un simbolo di lotta e resistenza, come Milagro Sala o Jorge Glass, che \u00e8 appena stato liberato in Ecuador. Volevano demonizzarlo, invece il genio \u00e8 uscito dalla bottiglia, e Alex Saab si \u00e8 trasformato in una bandiera per i popoli che lottano contro l\u2019imperialismo.<\/p>\n<p><strong>Di recente, i tuoi reportage dal Donbass hanno raccontato una realt\u00e0 diversa da quella che diffondono ogni giorno i media egemonici. Che cosa hai visto e qual \u00e8 la tua analisi?<\/strong><\/p>\n<p>In Donbass ho visto un popolo assediato, assassinato, violentato dall\u2019esercito ucraino, un popolo che si sveglia al suono delle bombe, e che ha deciso di armarsi contro il fascismo. E che ha cercato di fare da solo, perch\u00e9 l\u2019appoggio russo \u00e8 arrivato tardi. Oggi, deve far rispettare i referendum, anche per avere una protezione. Quel che \u00e8 accaduto in Ucraina nel 2014 ha innescato la situazione attuale. Avrebbero voluto fare un colpo di stato cos\u00ec anche in Venezuela, ma non ci sono riusciti per le ragioni a cui accennavo prima. Invece, con l\u2019Ucraina hanno fatto man bassa delle terre, quella \u201crivoluzione di colore\u201d ha lasciato un saldo di 12.000 morti. Oggi, in Ucraina, all\u2019imperialismo \u00e8 permesso di tutto, anche gli esperimenti biologici senza controllo. C\u2019\u00e8 un governo impresentabile che continua a ricevere armi di ogni tipo, che poi vengono rivendute al mercato nero. Sono stato in Russia e ho visto ristoranti ucraini affollati, i russi non sono xenofobi, mentre, purtroppo, c\u2019\u00e8 chi si \u00e8 dedicato a inoculare l\u2019odio in una parte del popolo ucraino. Temo che, se non si rispettano le esigenze legittime della Russia, che datano dagli accordi di Minsk, il conflitto durer\u00e0 a lungo. Quello russo \u00e8 un esercito disciplinato abituato a resistere. Non dimentichiamo che a liberare il mondo dal nazi-fascismo \u00e8 stata l\u2019Armata Rossa, a prezzo di milioni di morti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-dietro_le_quinte_del_caso_alex_saab_intervista_allanalista_politico_pedro_carvajalino\/5496_48240\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-dietro_le_quinte_del_caso_alex_saab_intervista_allanalista_politico_pedro_carvajalino\/5496_48240\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Geraldina Colotti) &nbsp; Pedro Carvajalino, giornalista del programma Zurda Conducta, cura la comunicazione del movimento Free Alex Saab, sia in ambito nazionale che internazionale. 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