{"id":76099,"date":"2022-12-20T10:30:37","date_gmt":"2022-12-20T09:30:37","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76099"},"modified":"2022-12-19T16:09:51","modified_gmt":"2022-12-19T15:09:51","slug":"accordo-libano-israele-le-implicazioni-economiche-per-beirut","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76099","title":{"rendered":"Accordo Libano-Israele: le implicazioni economiche per Beirut"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Gabriele Nunziati)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-76100\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/FB_IMG_1671462034562-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/FB_IMG_1671462034562-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/FB_IMG_1671462034562.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Libano si spera che l\u2019accordo con Israele sui confini marittimi possa aiutare il Paese a fronteggiare la sua grave crisi economica. La possibilit\u00e0 che ci\u00f2 accada, tuttavia, \u00e8 remota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019inizio di un nuovo capitolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cQuesto storico accordo promuove gli interessi di entrambi i Paesi e della regione, e segna un nuovo capitolo di prosperit\u00e0 e speranza\u201d, con queste parole il presidente Joe Biden ha commentato su Twitter la firma, lo scorso 27 ottobre, dell\u2019accordo sui confini marittimi e sulle risorse energetiche tra Libano e Israele. L\u2019intesa, raggiunta proprio attraverso la mediazione degli Stati Uniti, per mano dell\u2019inviato americano per gli affari energetici Amos Hochstein, ha posto fine a una disputa territoriale che andava avanti da un decennio. La controversia riguarda una porzione di mare a largo delle coste israeliane e libanesi ricca di giacimenti di gas e di petrolio e per questo fortemente ambita da entrambi gli attori coinvolti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esito della negoziazione non era scontato, dato che, formalmente, i due paesi sono ancora in guerra e che il Libano non riconosce lo Stato di Israele. Proprio in virt\u00f9 di ci\u00f2, il primo ministro israeliano Yair Lapid ha definito il trattato come \u201cun traguardo politico\u201d per Tel Aviv, dal momento in cui \u201cnon capita tutti i giorni che uno Stato nemico riconosca lo Stato di Israele, con un accordo scritto, di fronte all\u2019intera comunit\u00e0 internazionale\u201d. Il presidente libanese ha immediatamente chiarito che la demarcazione dei confini marittimi \u00e8 un \u201cprocesso tecnico senza alcuna implicazione politica\u201d e per questa ragione non interferisce con \u201cla politica estera del Libano nei confronti di altri Paesi\u201d. Difatti, sembra poco plausibile che quanto stabilito possa comportare un sostanziale cambiamento nei rapporti politici fra i due Stati. Quello che invece a Beirut si spera, \u00e8 che l\u2019accordo possa servire a rilanciare l\u2019economia nazionale, che ormai da anni affronta una delle crisi economiche pi\u00f9 gravi al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Come si \u00e8 arrivati all\u2019accordo e cosa prevede<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019area oggetto delle negoziazioni si estende per circa 860 km\u00b2, tra il confine presentato dal Libano all\u2019ONU, la linea 23, e quello rivendicato da Israele sulla base dell\u2019intesa con Cipro del 2010, la linea 1. La questione fu portata sul tavolo delle trattative per la prima volta nel 2011 con la mediazione del diplomatico americano Frederic Hof, che propose di consegnare al Libano il 55% dell\u2019area contesa e di assegnare la restante parte a Israele. La proposta fu per\u00f2 osteggiata dai partiti libanesi Hezbollah e Amal, cos\u00ec nel 2012 la trattativa venne abbandonata. Nel 2013 un nuovo tentativo si concluse nuovamente in un nulla di fatto, dopodich\u00e9 per anni le negoziazioni sono rimaste del tutto in stallo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le trattative ripartono soltanto nel 2020, per andare subito incontro a una fase di stallo dovuta alle nuove richieste del Libano. Il paese si presenta al tavolo delle trattative rivendicando questa volta un tratto di mare esteso per ben 1430 km\u00b2, stabilendo come confine la linea 29. La proposta, che va in contrasto con quanto gi\u00e0 formalizzato dal Libano alle Nazioni Unite, comprende parte del giacimento di Karish, reclamato invece interamente da Israele. Questa soluzione viene rigettata non solo da Tel Aviv, come prevedibile, ma anche dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La stessa classe politica libanese risulta divisa sulla proposta. Dopo una nuova fase di stallo, la nomina a mediatore di Hochstein e alcuni momenti di tensione fra i due paesi confinanti, nel luglio di quest\u2019anno il Libano abbandona ufficialmente le rivendicazioni riguardanti la linea 29 e decide di tornare alla linea 23, a condizione di avere l\u2019esclusiva sulle estrazioni nella zona del giacimento Qana. Le negoziazioni ripartono e a ottobre i due paesi arrivano ad un\u2019intesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il confine previsto dall\u2019accordo si fonda in gran parte sulla linea 23. Viene poi stabilita la spartizione del giacimento di Qana tra le zone economiche dei due paesi, assegnando al Libano i diritti di trivellazione, mentre a Israele viene riconosciuto il controllo sull\u2019intero giacimento di Kardish. Per quanto riguarda il Qana, per\u00f2, in base ad un accordo separato firmato da Israele con TotalEnergies e ENI, Tel Aviv ricever\u00e0 una quota degli introiti ottenuti con le estrazioni nel cosiddetto \u201cBlocco 9\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le speranze di rilancio per l\u2019economia libanese<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con la demarcazione del confine marittimo con Israele e la possibilit\u00e0 di avviare le attivit\u00e0 di estrazione di gas e petrolio, il Libano spera di poter far fronte a quella che la Banca Mondiale ha descritto come una delle peggior crisi economiche al mondo negli ultimi 150 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal 2019, infatti, l\u2019economia del paese riversa in una condizione drammatica, che ha avuto ripercussioni devastanti a livello sociale. In quell\u2019anno, con il crollo del valore della sterlina libanese e la crescita esponenziale dell\u2019inflazione, le banche hanno limitato la possibilit\u00e0 dei cittadini di ritirare i propri soldi, non avendo liquidit\u00e0 a sufficienza. Perci\u00f2, sebbene oggi il libano registri perdite per 72 miliardi nel settore finanziario, attraverso questa strategia le banche stanno evitando di pagare i propri correntisti e di dichiarare bancarotta. Si ritiene che il collasso del sistema economico libanese sia dovuto anche al caos politico e alla corruzione diffusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcuni cittadini stanno assaltando le banche, minacciando anche l\u2019uso della violenza, per poter aver indietro i propri soldi. Molti di coloro che ci hanno provato sono riusciti in questo modo a rimpossessarsi di una parte significativa dei loro averi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tre anni la lira libanese si \u00e8 svalutata di circa il 95% rispetto al dollaro. Se, per esempio, lo stipendio di un soldato prima ammontava intorno ai 900 dollari, ora il suo valore \u00e8 di circa 50 dollari. Secondo le Nazioni Unite, pi\u00f9 o meno l\u201980% della popolazione vive sotto la soglia della povert\u00e0. Nel 2019 la percentuale si attestava al 42%, in pratica la met\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La possibilit\u00e0 che questa situazione possa essere invertita grazie all\u2019accordo firmato tra Libano e Israele \u00e8 inverosimile. Per una serie di ragioni. In primo luogo, a differenza di Israele, che ha gi\u00e0 iniziato le attivit\u00e0 di estrazione nel giacimento di Karish, il Libano non vedr\u00e0 benefici economici per lungo tempo. Nel giacimento di Qana non \u00e8 ancora stata accertata la presenza di riserve di gas significative e, in ogni caso, ci vorranno comunque anni perch\u00e9 lo sfruttamento delle risorse possa prendere avvio. Oltretutto, se venisse comprovata l\u2019esistenza di una quantit\u00e0 commerciabile di combustibili fossili, la TotalEnergies dovr\u00e0 concludere \u201cun accordo esplicito con Israele\u201d prima di effettuare qualsiasi investimento importante, e questo potrebbe causare ulteriori ritardi. In termini di guadagno, secondo uno studio effettuato due anni fa dalla Lebanese Oil and Gas Initiative e da altri gruppi, i potenziali ricavi dall\u2019estrazione di gas e petrolio nella zona non supererebbero gli 8 miliardi di dollari, appena il 10% del debito pubblico libanese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non finisce qui. Ammesso che il Qana contenga riserve consistenti, ci sono altri aspetti di cui tenere conto, come i possibili mercati per il gas e la disponibilit\u00e0 di infrastrutture per l\u2019esportazione. Il Libano, sia che abbia quantit\u00e0 sufficienti di combustibili fossili per l\u2019esportazione sia che ne faccia uso esclusivamente per il mercato interno, necessiterebbe investimenti nelle infrastrutture, partendo dai gasdotti e dallo sviluppo di nuove centrali a gas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine, per evitare che profitti e investimenti vadano sprecati, il Paese deve intraprendere un profondo percorso di riforme e di \u201cpulizia\u201d delle istituzioni. Il rischio, altrimenti, \u00e8 che i proventi ottenuti dallo sfruttamento delle risorse naturali finiscano nelle tasche delle \u00e9lite politiche, ancorate saldamente al potere grazie a un sistema fortemente condizionato dalla corruzione e dal clientelismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #Medioriente #Libano #Israele\u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/iari.site\/2022\/12\/11\/accordo-libano-israele-le-implicazioni-economiche-per-beirut\/]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/100063728463465\/posts\/pfbid029cvTMyF4DM42MWp2p55hvP3MJ5D4pZi4HUHG8j8ZgTn3LVqobMKqjCGFSGG3wmDXl\/\">https:\/\/www.facebook.com\/100063728463465\/posts\/pfbid029cvTMyF4DM42MWp2p55hvP3MJ5D4pZi4HUHG8j8ZgTn3LVqobMKqjCGFSGG3wmDXl\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Gabriele Nunziati) In Libano si spera che l\u2019accordo con Israele sui confini marittimi possa aiutare il Paese a fronteggiare la sua grave crisi economica. 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