{"id":76117,"date":"2022-12-23T08:49:43","date_gmt":"2022-12-23T07:49:43","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76117"},"modified":"2022-12-20T10:53:12","modified_gmt":"2022-12-20T09:53:12","slug":"abbiamo-ancora-bisogno-della-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76117","title":{"rendered":"Abbiamo ancora bisogno della verit\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di DOPPIO ZERO (Felice Cimatti)<\/strong><\/p>\n<div class=\"max-w-[838px]\">\n<div class=\"clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item\">\n<p>Gloria Origgi \u00e8 ottimista. Gloria Origgi \u00e8 una filosofa, e quella dei filosofi \u00e8 una categoria uscita piuttosto divisa e ammaccata dalla vicenda del virus. Il punto \u00e8 proprio questo, i filosofi \u2013 a partire dal pi\u00f9 famoso di tutti, Giorgio Agamben \u2013 hanno preso un abbaglio, quando mettevano in guardia sul modo in cui le autorit\u00e0 mediche e politiche hanno condotto la lotta contro la pandemia, oppure forse le loro preoccupazioni erano, almeno in parte, fondate? Origgi fa parte del gruppo delle filosofe e filosofi che cercano di difendere una nozione che \u00e8 mal messa forse anche pi\u00f9 della categoria dei filosofi, la nozione di \u201cverit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>In effetti, scrive Origgi (<em>Caccia alla verit\u00e0. Persuasione e propaganda ai tempi del virus e della guerra<\/em>, Egea 2022), \u201cla conclusione radicale di Foucault \u2013 secondo cui la verit\u00e0 \u00e8 inestricabilmente intrecciata con la politica \u2013 non sembra rendere conto della cocciutaggine dei fatti, del loro permanere al di l\u00e0 delle politiche e delle\u00a0<em>epistemi<\/em>\u00a0e della loro robusta irruzione nel mondo delle rappresentazioni. Il Covid \u00e8 un fatto. Chiamarlo cos\u00ec, descriverlo come un virus e disegnarlo come una palla piena di bitorzoli sar\u00e0 frutto magari dell\u2019<em>episteme<\/em>\u00a0della scienza contemporanea, ma chi \u00e8 morto \u00e8 morto e chi si \u00e8 vaccinato si \u00e8 vaccinato in qualsiasi\u00a0<em>episteme<\/em>\u00a0possibile che possiamo immaginare con la fantasia\u201d (p. 22).<\/p>\n<p>I fatti sono cocciuti, \u00e8 innegabile, come quella montagna che \u00e8 appena venuta gi\u00f9 per la pioggia. C\u2019\u00e8 un virus (non prendiamo nemmeno in considerazione chi contesta l\u2019esistenza stessa del virus, non si discute con chi nega l\u2019evidenza, \u00e8 una perdita di tempo), un virus che provoca una malattia, quella chiamata Covid-19, che ha provocato e tuttora provoca la morte di milioni di esseri umani in tutto il mondo. \u00c8 vero che c\u2019\u00e8 un virus, infatti anch\u2019esso ha ricevuto un nome, si chiama Sars-CoV-2. Fin qui, non ci sono problemi, la verit\u00e0 \u00e8 salva. La posta in gioco, tuttavia, non \u00e8 se il virus ci fosse, quanto come affrontare l\u2019epidemia.<\/p>\n<p>La verit\u00e0, a questo punto, diventa subito una questione politica. E in molti casi direttamente poliziesca. State a casa, decide un governo, non \u00e8 necessario che stiate a casa, decide un altro governo. La mascherina nei luoghi pubblici \u00e8 obbligatoria, decide un ministro della sanit\u00e0, \u00e8 consigliata, non obbligatoria, decide un altro ministro della sanit\u00e0. Quella verit\u00e0 al singolare, cos\u00ec confortevole e semplice da seguire improvvisamente diventa complicata, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 una verit\u00e0, sembrano essercene molte; e c\u2019\u00e8 di peggio, queste verit\u00e0 al plurale non vanno d\u2019accordo fra di loro.<\/p>\n<p>La verit\u00e0, che sembrava essere solo una faccenda scientifica diventa una faccenda politica. Ma a questo punto il dubbio diventa lecito, e sinceramente inevitabile: bisogna fare cos\u00ec perch\u00e9 \u00e8 la scienza che lo stabilisce, dal momento che \u00e8 la scienza che stabilisce che cos\u2019\u00e8 vero e che cosa non lo \u00e8, oppure bisogna fare cos\u00ec perch\u00e9 \u00e8 l\u2019autorit\u00e0 politica che decide quello che \u00e8 vero e che \u00e8 falso? Si pensi al caso del\u00a0<em>green pass<\/em>: come mai in democrazie molto pi\u00f9 antiche e consolidate della nostra non si \u00e8 fatto ricorso a una misura cos\u00ec estrema e controversa per contenere la pandemia? Avere dubbi sulla sua effettiva necessit\u00e0 voleva dire essere un pericoloso oscurantista antiscientifico? Si pu\u00f2 parlare di scienza anche senza essere uno scienziato? Perch\u00e9 uno scienziato poteva liberamente parlare di politica, e di misure di ordine pubblico?<\/p>\n<p>Il problema, con la verit\u00e0, \u00e8 che non esiste al singolare, ma solo al plurale. Non c\u2019\u00e8\u00a0<em>la<\/em>\u00a0verit\u00e0, ci sono\u00a0<em>le<\/em>\u00a0verit\u00e0. \u00c8 evidente che se di verit\u00e0 ne esiste solo una \u00e8 facile sapere che fare, mentre se ce ne sono molte, e fra loro in competizione, diventa molto difficile decidere come comportarsi. In realt\u00e0 l\u2019abbiamo sempre saputo, ma \u00e8 appunto diventato del tutto evidente con la pandemia, quando abbiamo assistito avviliti allo scontro televisivo fra i diversi esperti, tutti autorevoli e qualificati, che troppo spesso non erano d\u2019accordo fra loro sull\u2019epidemia e su come affrontarla.<\/p>\n<p>Ricordiamo la faccenda delle mascherine, nelle prime settimane del 2020? Non servono, servono, forse s\u00ec, forse no, ma dipende dal tipo, dalla distanza interpersonale, dal tessuto. Ci \u00e8 stato subito detto che la scienza \u00e8 democratica, e che dovevamo essere contenti, in fondo, di questa ricchezza di opinioni, perch\u00e9 \u00e8 proprio il pluralismo il principale valore della ricerca scientifica. Guardate che succede in Cina, ci veniva detto, volete una societ\u00e0 schiacciata sotto l\u2019unica verit\u00e0 imposta dal Partito? Come giustamente scrive Origgi, \u00e8 urgente \u201crendere pi\u00f9 democratica la scienza [e questo] significa semplicemente riconnetterla con la sua matrice democratica, di apertura al dibattito, rivedibilit\u00e0 permanente, e orientamento al bene comune.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/inline-images\/81trHclsiqL.jpeg\" alt=\"m\" width=\"800\" height=\"1067\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"f28fddc4-7544-44e8-8098-95e09efdadf7\" \/><\/p>\n<p>Un\u2019attivit\u00e0 pubblica di intelligenza collettiva, come dovrebbe essere la migliore politica. Rendere la scienza pi\u00f9 democratica significa accettarne i limiti e la rivedibilit\u00e0, significa in qualche modo \u2018umanizzarla\u2019 e non escluderla dal mondo della vita e dei valori che deve restare a fondamento della sua stessa esistenza (p. 40). Si capisce perch\u00e9 abbiamo scritto che Gloria Origgi \u00e8 ottimista, perch\u00e9 nonostante tutti i problemi che la gestione della pandemia ha messo in evidenza \u00e8 chiaro che non possiamo fare a meno della scienza e, con la scienza, della nozione di verit\u00e0. Allo stesso tempo i problemi legati a quel plurale rimangono tutti, e quindi \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario provare a rispondere alla domanda su come \u201cevitare la conclusione relativista che ogni convenzione si equivale e che dunque, se la verit\u00e0 \u00e8 politica \u00e8 per forza relativa a un punto di vista?\u201d (p. 21).<\/p>\n<p>Un modo per rispondere a questa domanda sarebbe quello di affidarsi agli esperti, ossia a persone che \u2013 per rimanere nel campo della scienza \u2013 dovrebbero garantire di parlare soltanto a nome della verit\u00e0, indipendentemente da ogni intromissione politica. Ma proprio il caso del virus ha mostrato quanto anche l\u2019esperto, forse ancora pi\u00f9 del filosofo, sia uscito malconcio dalla prova terribile dei dibattiti televisivi. Origgi non si nasconde il problema, acuito, se possibile, dalla (peraltro legittima) ambizione dell\u2019esperto.<\/p>\n<p>Un\u2019ambizione che lo porta spesso a presentare il proprio punto di vista come l\u2019unico esistente, finendo cos\u00ec, paradossalmente, per lasciare ancora pi\u00f9 nello sconcerto chi avrebbe invece voluto affidarsi al suo parere per farsi un\u2019idea chiara sul da farsi: \u201cchi produce il sapere dovrebbe quindi rendersi conto dei suoi paraocchi, imparare a farsi delle domande sulla presunta neutralit\u00e0 e oggettivit\u00e0 della conoscenza\u201d (p. 84).<\/p>\n<p>In effetti quando si passa alla parte propositiva del libro Origgi insiste soprattutto su questo punto, l\u2019autoconsapevolezza dell\u2019esperto che non sempre, a essere ottimisti, \u00e8 consapevole della funzione che occupa in una societ\u00e0 moderna, una societ\u00e0 che \u00e8 moderna non malgrado la sua complessit\u00e0, ma proprio in virt\u00f9 di questa molteplicit\u00e0 di punti di vista. Il difficile momento della verit\u00e0 forse \u00e8 dovuto pi\u00f9 che alle\u00a0<em>fake news<\/em>\u00a0o alla post-verit\u00e0 al fatto che chi per primo dovrebbe difenderla, in particolare lo scienziato, presume di rivolgersi a un pubblico di persone incapaci di farsi un\u2019opinione documentata, e ragionevole, su fatti e problemi che li riguardano in prima persona.<\/p>\n<p>Insomma, scienza, politica, valori e societ\u00e0 non solo sono inseparabili, ma sono necessariamente tali: il mito di una scienza neutra, scevra dai valori della societ\u00e0 rischia di essere solo un modo di evitare di prendersi le responsabilit\u00e0 che vanno con il dovere di rappresentare la realt\u00e0. Si pu\u00f2 essere oggettivi, anzi, ancora pi\u00f9 oggettivi, se si riflette sui propri pregiudizi, sul posizionamento e i valori dai quali si guarda il mondo, rendendosi pi\u00f9 consapevoli dei possibili pregiudizi che il nostro sguardo sempre situato proietta sulla realt\u00e0 (p. 110).<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 scrivevamo che questa di Gloria Origgi \u00e8 una proposta ottimistica, perch\u00e9 non cessa di credere nella capacit\u00e0 del discorso scientifico di prendere coscienza della inevitabile parzialit\u00e0 della propria stessa prospettiva: \u201cdobbiamo fare prosperare la fiducia, l\u2019unica arma contro l\u2019idiozia scettica di pensare che tutte le idee si equivalgano: le persone non dovrebbero essere sanzionate per la loro naturale fiducia che [\u2026] \u00e8 persino razionale. Piuttosto, dovrebbero essere incoraggiate a fidarsi in modo sicuro e a utilizzare pienamente la loro cognizione sociale senza sentirsi vulnerabili alla disinformazione\u201d (p. 163). \u00c8 proprio questo il punto decisivo, la questione della fiducia.<\/p>\n<p>Bisogna fidarsi della scienza, \u00e8 giusto, ma forse e soprattutto bisogna fidarsi delle persone, che non vanno trattate come incapaci di proteggersi e di badare al proprio interesse. La posta in gioco, come scriveva Ivan Illich in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/per-storia-deii-bisogni-ebook-ivan-illich\/e\/9788833260891\"><em>Per una storia dei bisogni<\/em><\/a>, \u00e8 \u201cl\u2019incapacit\u00e0, peculiarmente moderna, di usare in modo autonomo le doti personali\u201d. La modernit\u00e0 tecno-scientifica, e il potere politico da cui \u00e8 inseparabile, non crede pi\u00f9 nelle risorse delle persone, che ritiene infatti che vadano protette anche da loro stesse. La verit\u00e0 \u00e8 importante, ma di una verit\u00e0 senza libert\u00e0 non c\u2019\u00e8 alcun bisogno. Perch\u00e9 solo di questo, in fondo, si occupa la filosofia, della libert\u00e0. Non \u00e8 un bel tempo quello in cui per offendere qualcuno lo si definisce un \u201cfilosofo\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"py-6\">\n<div class=\"blazy blazy--field blazy--field-immagini-media blazy--field-immagini-media--full field field--name-field-immagini-media field--type-entity-reference field--label-hidden field__items\" data-blazy=\"\" data-once=\"blazy\">\n<div class=\"field__item\">\n<div class=\"media media--blazy media--bundle--image media--image media--responsive is-b-loaded\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/styles\/r_articolo_desktop_w838\/public\/9788823838826_92_1000_0_75.jpeg?itok=WJJAU6FO\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/abbiamo-ancora-bisogno-della-verita\">https:\/\/www.doppiozero.com\/abbiamo-ancora-bisogno-della-verita<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DOPPIO ZERO (Felice Cimatti) Gloria Origgi \u00e8 ottimista. 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