{"id":76128,"date":"2022-12-22T10:20:33","date_gmt":"2022-12-22T09:20:33","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76128"},"modified":"2022-12-20T18:24:37","modified_gmt":"2022-12-20T17:24:37","slug":"john-mearsheimer-e-carl-bildt-sulle-prospettive-della-guerra-in-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76128","title":{"rendered":"JOHN MEARSHEIMER E CARL BILDT SULLE PROSPETTIVE DELLA GUERRA IN UCRAINA"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ITALIA E IL MONDO (Roberto Buffagni)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Su un recente dibattito tra John Mearsheimer e Carl Bildt sulle prospettive della guerra in Ucraina<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/mearsheimer-bildt.jpg\" \/><\/p>\n<p>\u00c8 del massimo interesse questo dibattito del 4 dicembre 2022 (link in calce) tra John Mearsheimer e Carl Bildt sulla guerra in Ucraina, organizzato nell\u2019ambito del norvegese Holger Prize (dalla pagina FB del premio: \u201c<em>The Holberg Prize is an international research prize in humanities, social sciences, law &amp; theology.<\/em>\u201d).<\/p>\n<p>John Mearsheimer, docente all\u2019Universit\u00e0 di Chicago, decano degli studiosi di International Relations, non ha bisogno di presentazioni, perch\u00e9 \u00e8 divenuto familiare anche al grande pubblico proprio per le sue posizioni minoritarie sulla genesi e le prospettive della guerra in Ucraina. Carl Bildt \u00e8 una personalit\u00e0 importante del mondo politico svedese: ex Ministro degli Esteri, ex Primo ministro. Ha rivestito ruoli di grande importanza nella politica internazionale: inviato speciale UE nella ex Jugoslavia dal giugno 1995, co-presidente della Conferenza di Pace di Dayton che condusse agli accordi di pace del novembre 1995, Alto Rappresentante per la Bosnia Erzegovina dal dicembre 1995 al giugno 1997, subito dopo la guerra di Bosnia. Nel 2008, fu il primo Ministro a rendere visita al Kosovo dopo la sua dichiarazione unilaterale di indipendenza. Nel maggio 2015 Bildt \u00e8 stato nominato membro dell\u2019 \u201c<em>Ukraine International Advisory Council on Reforms<\/em>\u201d, formato da diversi consulenti stranieri al presidente ucraino Petro Poroshenko, con l\u2019obiettivo di migliorare la sicurezza e l\u2019economia dell\u2019Ucraina. Fa parte del Board of Trustees della RAND Corporation, della Trilateral Commission, di vari altri importanti organismi euro-atlantici.\u00a0\u00a0 (\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Carl_Bildt\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Carl_Bildt<\/a>)<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questa lunga presentazione di Carl Bildt? Perch\u00e9 la sua vicenda politica personale ne fa un attendibile portavoce delle posizioni maggioritarie UE e NATO in merito alla guerra in Ucraina. Non le compendio per intero. \u00c8 facile seguire il dibattito per chiunque abbia una discreta conoscenza della lingua inglese, perch\u00e9 Mearsheimer si esprime sempre articolando l\u2019eloquio con la massima chiarezza, e cerca, trovandola, la formulazione pi\u00f9 semplice e accessibile dei concetti; e Bildt \u00e8 un esperto oratore che parla un inglese internazionale facilmente comprensibile. Inoltre, \u00e8 possibile avvalersi della sottotitolatura automatica, quasi sempre corretta (ho verificato).<\/p>\n<p>Mi concentro su un unico aspetto delle posizioni di Bildt, in merito alle prospettive strategiche del conflitto ucraino.<\/p>\n<p>In buona sostanza la posizione di Bildt, che possiamo ritenere la posizione maggioritaria in seno al blocco occidentale UE + NATO, \u00e8 la seguente.<\/p>\n<p>\u201c<em>Non \u00e8 possibile accedere a trattative diplomatiche con la Russia prima che essa si sia ritirata dall\u2019Ucraina. Sullo status della Crimea \u00e8 (forse) possibile trattare, sul ritiro definitivo dal resto del paese, no. Motivo: l\u2019invasione russa annuncia un pi\u00f9 vasto tentativo imperialistico russo, del quale l\u2019Ucraina \u00e8 solo il primo passo; il principale e praticamente il solo responsabile ne \u00e8 il Presidente Putin, che ha forzato la mano alle\u00a0<\/em>\u00e9lites<em>\u00a0russe ove invece fermenta un vasto e aspro dissenso. Ogni trattativa prima del ritiro \u00e8 impossibile perch\u00e9 essa creerebbe un pericoloso precedente di cedimento al ricatto della forza (esemplificato con la politica europea e britannica di\u00a0<\/em>appeasement<em>\u00a0nei riguardi delle rivendicazioni di Hitler nel 1938-39). La sola prospettiva di soluzione del conflitto \u00e8 la sconfitta militare e politica della Russia, ottenuta grazie alla resistenza ucraina, all\u2019effetto delle sanzioni, e soprattutto alla crescita del dissenso interno alla classe dirigente russa, che risulter\u00e0 in una rimozione del Presidente Putin e in una nuova configurazione della politica russa, pi\u00f9 favorevole all\u2019Occidente e pi\u00f9 aderente alle caratteristiche politiche e socio-economiche da esso predilette; ci\u00f2 che andrebbe a beneficio della stessa Russia, che conoscerebbe cos\u00ec un migliore sviluppo economico nella libert\u00e0.<\/em>\u201d Non sono posizioni nuove, ma sono esposte con una coerenza e una chiarezza insolite, meritevoli di grande attenzione.<\/p>\n<p><strong>Ma quel ch\u2019\u00e8 meritevole della massima attenzione \u00e8 che nella prospettiva di Bildt, maggioritaria in Occidente, non esiste un piano B: ossia, non viene neppure presa in considerazione la possibilit\u00e0 che la Russia NON perda: NON perda sul piano militare, e NON perda sul piano politico e sociale, ossia che NON si verifichi la crisi di fiducia nel Presidente Putin, la sua rimozione, la nuova configurazione politica favorevole all\u2019Occidente della Russia, etc. Che cosa facciamo se il piano A non funziona? Non si sa. Anzi: \u00e8 impensabile che non funzioni.<\/strong><\/p>\n<p>Mearsheimer non solleva questa obiezione, nonostante ritenga pi\u00f9 probabile una vittoria militare russa, e non creda probabile una rimozione di Putin e una riconfigurazione favorevole all\u2019Occidente della politica russa (si veda a questo proposito l\u2019intervista a Mearsheimer del 30 novembre:\u00a0<a href=\"https:\/\/unherd.com\/2022\/11\/john-mearsheimer-were-playing-russian-roulette\/\">https:\/\/unherd.com\/2022\/11\/john-mearsheimer-were-playing-russian-roulette\/<\/a>) . Presumo non lo faccia per non far disperdere il dibattito in una controversia priva di sbocchi sulle valutazioni della situazione militare, sempre difficile e nel caso presente difficilissima per effetto delle opposte propagande e infowars; d\u2019altro canto, il nocciolo del suo argomento, come si vedr\u00e0 seguendo il dibattito, prescinde dall\u2019esito militare del conflitto.<\/p>\n<p>Rilevo io, nel mio piccolo, questo dato caratteristico della posizione euro-atlantica maggioritaria. \u00c8 un dato della massima importanza perch\u00e9 implica, da parte delle classi dirigenti UE, NATO, USA:<\/p>\n<ol>\n<li>Una sottovalutazione pregiudiziale delle capacit\u00e0 militari e politiche russe<\/li>\n<li>Una sopravvalutazione pregiudiziale delle capacit\u00e0 militari e politiche occidentali (anzitutto USA)<\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li>Un vuoto di previsione strategica da parte occidentale, che annulla i margini di manovra politica e diplomatica. Ovviamente, l\u2019irrigidimento su una sola opzione strategica accettabile da parte dell\u2019Occidente aumenta vertiginosamente la posta politica che esso mette in gioco, elimina i margini di compromesso e trasforma un eventuale fallimento in una sconfitta politica di prima grandezza.<\/li>\n<\/ul>\n<ol>\n<li>Nella valutazione russa, evitare che l\u2019Ucraina diventi un bastione occidentale \u00e8 un interesse vitale, e dunque non sono accettabili esiti diversi dalla vittoria militare e politica in questo conflitto. Non sarebbe invece un interesse vitale occidentale che l\u2019Ucraina divenga un bastione occidentale alle frontiere russe.\u00a0<u>In seguito a questa scelta strategica, invece, lo diviene<\/u>. Non lo diviene per i paesi europei e per gli Stati Uniti, che non sono minacciati nella loro integrit\u00e0 politica e territoriale, ma lo diviene per le loro classi dirigenti e per la NATO.<\/li>\n<li>Una sottovalutazione sbalorditiva dell\u2019enorme margine di rischio implicito nel perseguimento dell\u2019unico obiettivo strategico ritenuto accettabile dall\u2019Occidente. Se un eventuale successo militare della strategia occidentale\u00a0<u>non<\/u>\u00a0si concludesse con la nascita di un nuovo, stabile governo di forze russe filo-occidentali, ci\u00f2 potrebbe dar luogo a due sviluppi catastrofici: a) mettere la Russia con le spalle al muro, spingerla alla disperazione e dunque a meditare seriamente l\u2019impiego dell\u2019armamento nucleare low-yeld (\u201ctattico\u201d, atomiche di potenza analoga o inferiore agli ordigni sganciati sul Giappone nel 1945) b) destabilizzare politicamente e socialmente la Russia provocandovi il caos e la frammentazione, e spalancando un buco nero geopolitico in un paese grande undici fusi orari e con 6.000 testate nucleari, che finirebbero in palio fra un numero imprecisato di signori della guerra; per tacere dei 4.500 km di frontiera con la Cina, che sarebbe obbligata a intervenirvi per garantire la propria sicurezza.<\/li>\n<li>Se si verificasse l\u2019ipotesi a) del punto precedente, cio\u00e8 se una Russia disperata perch\u00e9 sul punto di subire una sconfitta militare decisiva, impiegasse l\u2019arma atomica low-yeld nel conflitto ucraino, gli Stati Uniti hanno gi\u00e0 annunciato che NON risponderebbero simmetricamente colpendo la Russia con missili nucleari, ma che \u201c<em>ci sarebbero conseguenze<\/em>\u201d. Le \u201c<em>conseguenze<\/em>\u201d pi\u00f9 probabili sarebbero un intervento convenzionale diretto degli Stati Uniti nel conflitto ucraino. Si verificherebbe dunque, per la prima volta nella storia umana, un conflitto militare diretto tra due grandi potenze nucleari, ciascuna delle quali, se spinta alla disperazione dalla prospettiva di una sconfitta ritenuta inaccettabile, potrebbe seriamente valutare il ricorso all\u2019armamento nucleare tattico. Se dalla valutazione si passasse all\u2019atto, la probabilit\u00e0 di una escalation fino al conflitto nucleare strategico, con impiego di bombe all\u2019idrogeno di elevatissima potenza, si moltiplicherebbe per un fattore imprecisabile. Se la probabilit\u00e0 si tramutasse in realt\u00e0, sarebbero incenerite milioni di persone.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Le classi dirigenti euro-atlantiche, insomma, paiono essersi inoltrate in una classica\u00a0<strong>fuga in avanti<\/strong>\u00a0(\u201c<em>Nel linguaggio politico\u2026locuz. con cui si suole indicare il fatto o la tattica di proporsi mete lontane, e spesso irraggiungibili, quando manchi la volont\u00e0 o la capacit\u00e0 di risolvere i problemi immediati.<\/em>\u201d, Dizionario Treccani).<\/p>\n<p>Al termine della fuga \u2013 perch\u00e9 tutte le fughe finiscono, prima o poi \u2013 potrebbero esserci eventi che l\u2019immaginazione preferisce esorcizzare. Possono esserci \u2013 \u00e8 pi\u00f9 probabile che ci siano, e speriamo che ci siano \u2013 eventi infinitamente meno gravi, ma comunque di grande momento. Potrebbe esserci, per esempio, la tipica sorpresa che riserva l\u2019eterogenesi dei fini, ossia il rovesciamento speculare delle attese e delle intenzioni. Per esempio, nel caso di una sconfitta militare e politica delle forze occidentali in Ucraina, potrebbe esserci una vasta e irrimediabile crisi di fiducia nelle \u00e9lites europee e americane, una perdita di coesione dell\u2019Alleanza Atlantica e della UE, con eventuale loro frammentazione; e l\u2019avvicendarsi, alla guida politica dell\u2019Occidente, di \u00e9lites diversamente legittimate, capaci di una progettualit\u00e0 pi\u00f9 flessibile e realistica: cio\u00e8 quanto oggi Carl Bildt preconizza come futuro della Federazione Russa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_aNMOEQ0248\">https:\/\/youtu.be\/_aNMOEQ0248<\/a><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2022\/12\/16\/john-mearsheimer-e-carl-bildt-sulle-prospettive-della-guerra-in-ucraina-di-roberto-buffagni\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2022\/12\/16\/john-mearsheimer-e-carl-bildt-sulle-prospettive-della-guerra-in-ucraina-di-roberto-buffagni\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIA E IL MONDO (Roberto Buffagni) Su un recente dibattito tra John Mearsheimer e Carl Bildt sulle prospettive della guerra in Ucraina \u00c8 del massimo interesse questo dibattito del 4 dicembre 2022 (link in calce) tra John Mearsheimer e Carl Bildt sulla guerra in Ucraina, organizzato nell\u2019ambito del norvegese Holger Prize (dalla pagina FB del premio: \u201cThe Holberg Prize is an international research prize in humanities, social sciences, law &amp; theology.\u201d). 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