{"id":76148,"date":"2022-12-22T10:00:17","date_gmt":"2022-12-22T09:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76148"},"modified":"2022-12-21T14:31:47","modified_gmt":"2022-12-21T13:31:47","slug":"la-guerra-di-putin-limbarazzo-delle-repubbliche-ex-sovietiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76148","title":{"rendered":"La guerra di Putin: l\u2019imbarazzo delle repubbliche ex sovietiche"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di AVANTI! (Lucia Abbatantuono)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-76149\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Vladimir_Putin-700x336-1-300x144.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"144\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Vladimir_Putin-700x336-1-300x144.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Vladimir_Putin-700x336-1.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra di Putin contro l\u2019Ucraina ha messo in imbarazzo le repubbliche dell\u2019Asia Centrale. Indipendenti dal 1991, Kazakistan, Kirghizistan, l\u2019Uzbekistan, Tadjikistan e Turkmenistan mantengono stretti rapporti con Mosca, pur coltivando buone relazioni con Kiev. Nell\u2019arena ONU, al momento di votare le risoluzioni di condanna dell\u2019aggressione armata russa, questi paesi hanno tutti mostrato una prudente posizione di neutralit\u00e0: i loro leader si sono astenuti o non hanno neanche presenziato al voto. Ma dietro la loro facciata unitaria, le loro singole percezioni del rischio assumono varie sfaccettature. I vertici politici di Turkmenistan e Tadjikistan, temendo di allinearsi a Putin che garantisce la loro sicurezza ai confini con l\u2019Afghanistan, si sono guardati bene dal rilasciare la minima dichiarazione. Il Kirghizistan si \u00e8 invece mostrato pi\u00f9 ballerino: dopo le prime concessioni agli attacchi russi, il paese ha finito col riconoscere a Kiev il diritto di stato sovrano di gestire autonomamente la propria politica estera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uzbekistan e Kazachistan, forti di una grande presenza di russi nei loro territori settentrionali, sono tutt\u2019ora gli Stati pi\u00f9 schierati a favore dell\u2019Ucraina, confermando cos\u00ec la posizione gi\u00e0 presa nei riguardi di Putin nel 2014, al momento dell\u2019annessione russa della Crimea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando Mosca ha, di recente, cercato di arruolare i lavoratori stagionali originari dell\u2019Asia Minore, tutti i cinque paesi hanno ricordato ai loro espatriati che servire in un esercito straniero li avrebbe esposti alla condanna della reclusione una volta rientrati nei propri paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano della sicurezza, la Russia ha legami molto forti con Kazachistan, Kirghizistan e Tadjikistan. Si tratta di paesi che, insieme a Bielorussia e Armenia, hanno stretto con Mosca nel 2022 un patto di difesa reciproca in caso di attacco straniero. Questo patto ha dato vita all\u2019organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (OTSC) nel cui ambito la Russia \u00e8 autorizzata a mantenere alcuni suoi siti strategici in ciascuno degli altri stati membri, come le basi militari in Kirghizistan e Tadjikistan, o come l\u2019aerodromo militare con annessa stazione radar e il centro missilistico antibalistico in Kazachistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Uzbekistan ha invece lasciato l\u2019OTSC nel 2012, nonostante avesse contribuito attivamente alla sua creazione, e rifiuta tuttora di rientrarvi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Turkmenistan, da parte sua, sembra essere lo stato pi\u00f9 legato a Mosca: nel 2017 ha siglato con Putin un partenariato strategico contente accordi difensivi multipli, cosicch\u00e9 oggi centinaia di soldati russi sorvegliano la frontiera turkmeno-afghana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se l\u2019OTSC rischia di essere (a somme fatte) un potenziale vettore di ingerenze russe in Asia Minore, che oltrepassano le velleit\u00e0 tecnicamente militari, un\u2019altra organizzazione regionale consente a Putin di influenzare militarmente l\u2019intera Asia Centrale: si tratta della OCS, l\u2019organizzazione di cooperazione di Shangai. Stabilita nel 2001, vi aderiscono tutti i paesi dell\u2019Asia Centrale tranne il Turkmenistan, pi\u00f9 China, India, Pakistan, Iran e (ovviamente) Russia. Nel suo contesto, sui territori dei partner si svolgono non solo regolari esercitazioni belliche ma anche manovre congiunte con finalit\u00e0 antiterroristiche e antidroga, ma soprattutto funge da teatro preferito per Mosca, che la utilizza ormai come piattaforma di dialogo allargato per un vero fronte antioccidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, quando i leader dei paesi OCS si sono riuniti lo scorso settembre a Samarcanda, Xi Jinping, Erdogan e Modj \u2013 il premier indiano \u2013 hanno fatto un appello a cessare le ostilit\u00e0 in Ucraina, chiamando a gran voce una soluzione diplomatica degli scontri: un chiaro segnale di volont\u00e0 emancipatrice nei riguardi di Mosca, che mal nasconde altri espedienti gi\u00e0 realizzati per indebolire l\u2019onnipotenza regionale russa. Del resto, Pechino ha in corso trattative ad hoc con Kazachistan e Turkmenistan per siglare nuove e biunivoche alleanze militari, unitamente a specifici accordi economici su petrolio e gas naturale. Inoltre, periodiche retate antidroga si svolgono da tempo tra Cina e Kirghizistan e Tadjikistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Senza dimenticare i costanti rifornimenti d\u2019armi che dalla Cina raggiungono regolarmente il Turkmenistan, tra cui un ultramoderno (e ultracostoso) sistema di difesa antiaerea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019interesse cinese per la sicurezza e la stabilit\u00e0 dell\u2019Asia Centrale non potrebbe essere pi\u00f9 palese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Interesse identico a quello nutrito da Erdogan: se fino allo scorso febbraio la Turchia si limitava a cooperazioni culturali ed economiche con i paesi turcofoni dell\u2019Asia Centrale, oggi la dimensione \u00e8 anche militare. In meno di tre mesi, durante la scorsa primavera, Ankara ha chiuso un trattato di partnership strategica contenente prossimi piani difensivi militari con l\u2019Uzbekistan, un accordo quadro di cooperazione militare con il Tadjikistan e soprattutto un trattato strategico col Kazachistan, che prevede non solo manovre militari congiunte ma anche l\u2019attivazione di una fabbrica di droni ANKA (leader nel settore) in area kazaka.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando due mesi fa ad Astana, nel summit tra Russia e paesi dell\u2019Asia Centrale, il presidente tajiko ha richiamato Putin a rispettare i \u201cpiccoli paesi\u201d , molti hanno notato accedersi la spia evidente di un malcontento ormai generale che accomuna i protagonisti sulla scacchiera centroasiatica: a Mosca si chiede non solo meno imperialismo ma anche pi\u00f9 attenzione nel difendere una regione che potrebbe avere ben maggiore risalto nelle prossime decisioni di equilibrio mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se Mosca nicchia, Pechino e Ankara agiscono gi\u00e0. E Washington non star\u00e0 ancora a lungo alla finestra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.avantionline.it\/la-guerra-di-putin-e-limbarazzo-delle-repubbliche-dellasia-centrale\/\">https:\/\/www.avantionline.it\/la-guerra-di-putin-e-limbarazzo-delle-repubbliche-dellasia-centrale\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di AVANTI! (Lucia Abbatantuono) La guerra di Putin contro l\u2019Ucraina ha messo in imbarazzo le repubbliche dell\u2019Asia Centrale. Indipendenti dal 1991, Kazakistan, Kirghizistan, l\u2019Uzbekistan, Tadjikistan e Turkmenistan mantengono stretti rapporti con Mosca, pur coltivando buone relazioni con Kiev. Nell\u2019arena ONU, al momento di votare le risoluzioni di condanna dell\u2019aggressione armata russa, questi paesi hanno tutti mostrato una prudente posizione di neutralit\u00e0: i loro leader si sono astenuti o non hanno neanche presenziato al voto. 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