{"id":76156,"date":"2022-12-22T09:00:22","date_gmt":"2022-12-22T08:00:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76156"},"modified":"2022-12-21T19:41:20","modified_gmt":"2022-12-21T18:41:20","slug":"the-intercept-big-tech-e-i-regime-change-made-in-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76156","title":{"rendered":"The Intercept: Big tech e i regime-change made in Usa"},"content":{"rendered":"<p><strong>da PICCOLE NOTE (Davide Malacaria)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"featured-image wp-post-image lazyloaded\" src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_700,h_355\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/PENTAGONO-TWITTER-700x355.jpg\" alt=\"Grafica. il pentagono con la spunta di Twitter\" width=\"700\" height=\"355\" data-src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_700,h_355\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/PENTAGONO-TWITTER-700x355.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_700\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/PENTAGONO-TWITTER-700x355.jpg 700w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_205\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/PENTAGONO-TWITTER-205x104.jpg 205w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_1024\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/PENTAGONO-TWITTER-1024x519.jpg 1024w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_1536\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/PENTAGONO-TWITTER-1536x778.jpg 1536w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_auto,q_glossy,ret_img,w_2048\/https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/PENTAGONO-TWITTER-2048x1038.jpg 2048w\" data-sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>Su <a href=\"https:\/\/theintercept.com\/2022\/12\/20\/twitter-dod-us-military-accounts\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">The Intercept<\/a>, Lee Fang spiega come Twitter venisse utilizzato a scopi militari. cio\u00e8 nell\u2019ambito delle operazioni di Psy-ops per innescare e alimentare rivoluzioni contro governi non graditi. Si tratta di cose pi\u00f9 che note, ma ora documentate grazie al fatto che Fang ha avuto accesso agli archivi di Twitter, aperti ad alcuni giornalisti coraggiosi dopo l\u2019acquisto del social media da parte di Elon Musk.<\/p>\n<p>Un quadro parziale quello che fornisce Fang, dal momento che ha avuto modo di accedere solo a una parte, presumibilmente minimale, di documenti, ma comunque di interesse.<\/p>\n<h2>Bot e deep fake per le guerre infinite<\/h2>\n<p>Grazie a tali documenti, Fang ha scoperto che Twitter ha aperto e protetto \u201cuna serie di account su richiesta del governo\u201d e il Pentagono ha \u201cutilizzato questa rete, formata da siti di notizie e da meme generati dal governo degli Stati Uniti per tentare di plasmare l\u2019opinione pubblica in Yemen, Siria, Iraq, Kuwait e altrove\u201d. Tali account erano stati inseriti, come da richiesta, nella <em>withelist<\/em>, un servizio di Twitter nato per rendere virali i messaggi.<\/p>\n<p>\u201cGli account in questione erano inizialmente collegati in maniera evidente al governo degli Stati Uniti. Ma sembra che il Pentagono abbia cambiato tattica, iniziando a nascondere i suoi messaggi in alcuni di questi account\u201d. Ci\u00f2 infrangeva le regole di Twitter e i dirigenti del social ne erano consapevoli, ma hanno permesso che rimanessero \u201cattivi per anni. Alcuni di essi sono ancora attivi\u201d, conclude Fang.<\/p>\n<p>Tra i documenti, diverse e-mail. A esempio \u201cil 26 luglio 2017, Nathaniel Kahler, un funzionario che allora lavorava per il Comando centrale degli Stati Uniti, il CENTCOM (una divisione del Dipartimento della Difesa). ha inviato una e-<a href=\"https:\/\/www.documentcloud.org\/documents\/23466698-twitter-centcom\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">mail<\/a> a un responsabile di Twitter [\u2026] per chiedere che fossero approvati e inseriti nella <em>whitelist <\/em> un elenco di account in lingua araba \u2018che usiamo per amplificare determinati messaggi&#8217;\u201d, come si legge nella missiva.<\/p>\n<p>\u201cAlcuni di questi account non vengono indicizzati sugli hashtag e forse sono stati contrassegnati come bot\u201d, scriveva Kahler. \u201cAlcuni di questi avevano un grande seguito e speriamo di salvarli\u201d. Kahler aggiungeva che era \u201cpronto a inviare maggiore documentazione dal suo ufficio, il SOCOM, acronimo di US Special Operations Command\u201d.<\/p>\n<p>\u201c[\u2026] Nella sua e-mail, Kahler allegava un <a href=\"https:\/\/www.documentcloud.org\/documents\/23469982-accounts-list\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">foglio<\/a> con 52 account. E chiedeva un servizio prioritario per sei di questi account, incluso <a href=\"https:\/\/archive.vn\/9FOxg#selection-627.0-656.0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">@yemencurrent<\/a>, un account utilizzato per dare informazioni sugli attacchi dei droni statunitensi nello Yemen. Pi\u00f9 o meno nello stesso periodo, @yemencurrent, che poi \u00e8 stato cancellato, sottolineava che gli attacchi dei droni statunitensi erano \u2018precisi\u2019 e avevano ucciso terroristi, non civili, e promuovevano come positiva l\u2019invasione degli Stati Uniti e dai sauditi contro i ribelli Houthi nel paese\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAltri account sulla lista erano incentrati sulla promozione delle milizie sostenute dagli Stati Uniti in Siria e sui messaggi anti-Iran in Iraq\u201d.<\/p>\n<p>Quanto emerso su Twitter, scrive Fang, \u201csembra in linea con un importante studio pubblicato ad agosto da alcuni ricercatori specializzati in sicurezza digitale dello <em>Stanford Internet Observatory<\/em>, <a href=\"https:\/\/public-assets.graphika.com\/reports\/graphika_stanford_internet_observatory_report_unheard_voice.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">i quali<\/a> ipotizzavano che migliaia di account\u00a0 fossero parte di un\u2019operazione di informazione alimentata dallo Stato, molti dei quali <strong>utilizzavano volti umani con foto realistiche, ma generati dall\u2019intelligenza artificiale<\/strong>, una pratica nota come <em>deep fakes<\/em>\u201c.<\/p>\n<h2>Anche le fake sono \u201ca tema\u201d<\/h2>\n<p>\u201cI ricercatori hanno collegato questi account a un vasto ecosistema online composto da siti Web specializzati in \u201cFake news\u201d, account meme su Telegram e Facebook e siti di singoli che riecheggiavano i messaggi del Pentagono, spesso senza rivelare il rapporto con l\u2019esercito americano. Alcuni di questi messaggi accusavano l\u2019Iran di \u2018minacciare la sicurezza idrica dell\u2019Iraq e inondare il paese di metanfetamine\u2019, mentre altri promuovevano notizia diffamatorie secondo le quali l\u2019Iran stava espiantando gli organi dei rifugiati afgani\u201d. Quest\u2019ultima parte va letta anche come memento per le notizie sull\u2019Iran di queste ultime settimane di disordini.<\/p>\n<p>\u201c[\u2026] Alcuni account della lista \u2013 prosegue Fang \u2013 si concentravano sulla promozione delle milizie sostenute dagli Stati Uniti in Siria e sui messaggi anti-Iran in Iraq. Un account dibatteva questioni legali relative al Kuwait. Sebbene molti account fossero focalizzati su un\u2019area tematica, altri passavano da un argomento all\u2019altro. Ad esempio, <a href=\"https:\/\/archive.vn\/9GHpS#selection-403.0-418.0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">@dala2el<\/a>, uno degli account CENTCOM, \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/2-m7483.azureedge.net\/news\/2022\/2\/1\/%D8%B4%D8%A7%D9%87%D8%AF-%D8%A2%D8%A8%D8%A7%D8%A1-%D9%8A%D8%AA%D9%86%D8%A7%D9%88%D8%A8%D9%88%D9%86-%D9%84%D9%8A%D9%84%D8%A7-%D8%B9%D9%84%D9%89-%D8%AD%D9%85%D8%A7%D9%8A%D8%A9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">passato<\/a> dalla messaggistica sugli attacchi dei droni nello Yemen nel 2017 alle comunicazioni relative al governo siriano di quest\u2019anno\u201d.<\/p>\n<p>Non solo Twitter, CENTCOM usa anche Facebook. Infatti, ricorda Fang, \u201cNell\u2019estate del 2020, secondo quanto riferito, i dirigenti di Facebook hanno identificato sulla loro piattaforma account falsi attribuiti a operazioni di influenza di CENTCOM e hanno avvertito il Pentagono che se la Silicon Valley poteva individuare tanto facilmente questi account come falsi, potevano farlo anche gli antagonisti\u201d degli Usa.<\/p>\n<p>\u201cLe e-mail di Twitter mostrano che nel corso del 2020, i dirigenti di Facebook e di Twitter sono stati invitati dai pi\u00f9 importanti avvocati del Pentagono a briefing riservati in una struttura isolata dall\u2019esterno, nota anche come SCIF, utilizzata per riunioni altamente sensibili\u201d.<\/p>\n<h2>Di dati biometrici e identit\u00e0 fittizie<\/h2>\n<p>Una storia che nasce da lontano, ovviamente, quella che racconta Fang. che annota: \u201cNel 2008, il comando delle operazioni speciali degli Stati Uniti ha indetto una gara d\u2019appalto che chiedeva un servizio che fosse in grado di fornire \u2018prodotti e strumenti per influenzare le masse basati sul web a sostegno degli obiettivi strategici a lungo termine del governo degli Stati Uniti&#8217;\u201d.<\/p>\n<p>La richiesta faceva riferimento alla <em>Trans-Regional Web Initiative<\/em>, un progetto per creare siti di notizie online progettati per conquistare i cuori e le menti nella battaglia per contrastare l\u2019influenza russa in Asia centrale e il terrorismo islamico globale. Il lavoro \u00e8 stato inizialmente eseguito dalla <em>General Dynamics Information Technology<\/em>, una filiale della General Dynamics, societ\u00e0 collegata alla Difesa, in collegamento con gli uffici della comunicazione di CENTCOM\u201d.<\/p>\n<p>\u201cUno di questi prodotti, un \u201cWebOps\u201d, <a href=\"https:\/\/www.detroitnews.com\/story\/news\/nation\/2017\/03\/10\/islamic-state-propaganda\/98999682\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">gestito dalla Colsa Corp.<\/a> \u00e8 stato utilizzato per creare identit\u00e0 online fittizie progettate per contrastare il reclutamento online da parte dell\u2019ISIS e di altre reti terroristiche\u201d. Ma, ovviamente, poteva esser gestito anche per scopi meno alti, come evidenzia quanto abbiamo riferito finora.<\/p>\n<p>Una fonte di Intercpet, che ha lavorato nell\u2019ambito del <em>Trans-Regional Web Initiative,<\/em> ricorda che il lavoro veniva svolto da un centro che funzionava come \u201cuna redazione, situata in un anonimo ufficio suburbano, nella quale lavoravano ex giornalisti\u201d.<\/p>\n<p>La fonte di Intercept spiega come funziona questo lavoro: CENTCOM sviluppa una \u201cserie di temi per la messaggistica sulla quale concentrarsi\u201d. Quindi \u201ci supervisori aiutato a creare dei contenuti che vengono diffusi da una rete di siti Web e account sui social media controllati da CENTCOM\u201d. Tali contenuti, nati per \u201csupportare le narrazioni dal comando militare\u201d, sono ovviamente \u201celaborati in modo da riflettere gli obiettivi del Pentagono\u201d.<\/p>\n<p>Quanto emerge dall\u2019inchiesta di Fang non \u00e8 neanche la punta dell\u2019iceberg del verminaio che si cela dietro l\u2019intreccio inestricabile, e troppo spesso perverso, tra Big Tech e la Difesa Usa (solo per fare un esempio banale, sono ancora segreti i rapporti tra i giganti del web e la Cia). Ma \u00e8 utile a capire come funzionano certe dinamiche e perch\u00e9 avvengono certe cose (ad esempio perch\u00e9 sono tanto importanti i dati biometrici rubati agli ignari utenti del web: servono a creare profili falsi per le operazioni di regime-change in giro per il pianeta). Cos\u00ec gira il mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/mondo\/the-intercept-big-tech-e-i-regime-change-made-in-usa\">https:\/\/piccolenote.ilgiornale.it\/mondo\/the-intercept-big-tech-e-i-regime-change-made-in-usa<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da PICCOLE NOTE (Davide Malacaria) Su The Intercept, Lee Fang spiega come Twitter venisse utilizzato a scopi militari. cio\u00e8 nell\u2019ambito delle operazioni di Psy-ops per innescare e alimentare rivoluzioni contro governi non graditi. Si tratta di cose pi\u00f9 che note, ma ora documentate grazie al fatto che Fang ha avuto accesso agli archivi di Twitter, aperti ad alcuni giornalisti coraggiosi dopo l\u2019acquisto del social media da parte di Elon Musk. 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