{"id":76172,"date":"2022-12-23T10:27:27","date_gmt":"2022-12-23T09:27:27","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76172"},"modified":"2022-12-22T17:29:22","modified_gmt":"2022-12-22T16:29:22","slug":"la-guerra-logora-anche-chi-non-la-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76172","title":{"rendered":"La guerra logora anche chi non la fa"},"content":{"rendered":"<p>da<strong> ANALISI DIFESA<\/strong> (Gianandrea Gaiani)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/316685409_479589120939751_8920012005400481190_n-1.jpg\" alt=\"316685409_479589120939751_8920012005400481190_n (1)\" \/><\/p>\n<p>Costi finanziari alle stelle come i consumi di armi e munizioni per una guerra che sembra lontana dal concludersi e che i russi sembrano per ora voler combattere sulla difensiva con l\u2019obiettivo di logorare gli ucraini e soprattutto i loro alleati.<\/p>\n<p>Se Kiev cerca di arruolare altre truppe per alimentare nuove offensive tese a riconquistare i territori perduti, in Europa e Occidente si cominciano a valutare le difficolt\u00e0 a mantenere l\u2019alimentazione delle forze ucraine a un ritmo sostenibile nel tempo.\u00a0Gli Stati Uniti valutano se trasferire o meno all\u2019Ucraina i missili da difesa aerea a lungo raggio Patriot per fornire un maggiore contributo al contrasto degli attacchi missilistici russi che stanno demolendo progressivamente tutte le infrastrutture energetiche del nemico.<\/p>\n<p>Obiettivi legittimi in guerra (del resto bersagli di questo tipo sono stati sempre al centro del mirino di tutte le guerre occidentali, dall\u2019Iraq alla Serbia alla Libia), la cui distruzione sta comportando gravi difficolt\u00e0 allo sforzo bellico ucraino (senza energia trasporti, industrie e reti informatiche non funzionano) peggiorando sensibilmente anche le condizioni di vita della popolazione che deve affrontare un inverno durissimo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160216 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/size0-full.jpg\" alt=\"size0-full\" width=\"937\" height=\"622\" \/><\/p>\n<p>L\u2019assenza o la penuria di energia potrebbe mettere a dura prova il consenso nei confronti del governo e del presidente Volodymyr Zelensky che gi\u00e0 da tempo ha messo fuori legge ogni forma di opposizione chiudendo televisioni, giornali e ben 12 partiti di opposizione e punendo per legge persino chiunque osi esprimersi a favore di negoziati di pace.<\/p>\n<p>Elementi che confermano come la guerra in atto sia anche una guerra civile, con milioni di cittadini ucraini schierati dalla parte dei russi e decine di migliaia che combattono al fianco delle forze di Mosca. L\u2019offensiva missilistica contro le infrastrutture mira anche a complicare la situazione nei paesi europei, a tutti gli effetti ormai \u201cnazioni ostili\u201d per i russi, poich\u00e9 \u00e8 evidente che milioni di civili ucraini privi di luce, acqua e riscaldamento potrebbero cercare un rifugio sicuro e caldo a ovest, in un\u2019Europa gi\u00e0 in difficolt\u00e0 per la sciagurata gestione della guerra e della crisi energetica\u00a0(che\u00a0<a href=\"https:\/\/m.economictimes.com\/news\/international\/world-news\/europes-1-trillion-energy-bill-only-marks-start-of-the-crisis\/articleshow\/96325871.cms\">secondo Bloomberg \u00e8 gi\u00e0 costata all\u2019Unione mille miliardi di dollari)<\/a>\u00a0da parte della Commissione Ue che gi\u00e0 oggi vede ridursi pericolosamente le riserve di gas.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Patriot in Ucraina?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Un contesto in cui ben si inserisce la vicenda dei missili Patriot chiesti da Kiev. La prima a proporre di metterli in campo \u00e8 stata la Germania che voleva per\u00f2 schierarli in Polonia per \u201cprevenire\u201d sconfinamenti di missili russi nel territorio dell\u2019alleato membro della NATO.<\/p>\n<p>Evidentemente un pretesto anche perch\u00e9 finora in Polonia \u00e8 caduto solo un missile terra-aria ucraino appartenente a un sistema S-300. Berlino, dopo aver colto i potenziali rischi di un maggiore e diretto coinvolgimento nella guerra contro la Russia e aver recepito le minacce russe di rappresaglia, il 6 dicembre ha risposto picche alla proposta polacca di dispiegare in\u00a0Ucraina\u00a0i Patriot.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-160138 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/8894cf757050c2df89eeed90908ca6ce.jpg\" alt=\"8894cf757050c2df89eeed90908ca6ce\" width=\"378\" height=\"236\" \/><\/p>\n<p>Il ministro della Difesa di Varsavia, Mariusz Blaszczak, si \u00e8 detto \u201cdeluso\u201d dalla decisione di Berlino, dopo aver parlato con il suo omologo tedesco, Christine Lambrecht.<\/p>\n<p>I polacchi non avranno disponibili i Patriot che hanno ordinato agli USA ancora per molto tempo e sono quindi gli Stati Uniti oggi a dover gestire la \u201cpatata bollente\u201d, tra indiscrezioni stampa che danno per imminente la consegna di due batterie e Il Presidente Joe Biden che il 16 dicembre ha affermato che una decisione verr\u00e0 presa presto.<\/p>\n<p>Difficile per\u00f2 credere che simili armi vengano lasciate nelle mani degli ucraini ma \u00e8 verisimile che nel caso vengano gestite in Ucraina da militari o contractors statunitensi o di altri stati membri della NATO, peraltro gi\u00e0 0resenti con migliaia di effettivi in Ucraina.<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 di potenziare le difese aeree ucraine rimane del resto una priorit\u00e0 per l\u2019Occidente e nei giorni scorsi sono circolate le voci circa la consegna di un altro sistema tedesco IRIS-T e di due SAMP\/T, uno francese e uno fornito dall\u2019Italia, come hanno rivelato fonti francesi (in barba all\u2019inutile e paradossale segreto posto da Roma sulle forniture militari all\u2019Ucraina). Si tratta di sistemi prelevati direttamente dalle dotazioni dell\u2019aeronautica francese e dell\u2019esercito italiano che si aggiungono ai vecchi Hawk spagnoli e forse ai sistemi Aspide\/Spada italiani: armi piuttosto anziane e da tempo \u201cscadute\u201d, il cui impiego quindi non pu\u00f2 offrire garanzie di efficacia e sicurezza.<\/p>\n<p><strong><u>\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Scorte in esaurimento<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il prolungamento del conflitto sta mettendo in grave difficolt\u00e0 la capacit\u00e0 degli anglo-americani e dei loro alleati di mantenere un elevato ritmo di consegna di armi e munizioni, adeguato ai consumi e al logorio imposto da questa guerra convenzionale ad alta intensit\u00e0.<\/p>\n<p>A fine novembre il New York Times ha sentito un alto funzionario dell\u2019Alleanza Atlantica che ha ammesso che i due terzi dei Paesi della Nato hanno esaurito armi. mezzi e munizioni che potevano venire ceduti all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>\u201cLe scorte di armamenti di 20 dei 30 membri della Nato sono \u201cpiuttosto esaurite\u201d, ha detto il funzionario che ha voluto mantenere l\u2019anonimato, ma \u201ci restanti 10 Paesi possono ancora fornire di pi\u00f9, soprattutto gli alleati pi\u00f9 grandi\u201d, ha aggiunto citando tra questi l\u2019Italia, la Francia, la Germania e l\u2019Olanda.<\/p>\n<p>La situazione delle scorte di armamenti \u00e8 particolarmente difficile per la Polonia e gli Stati baltici, sottolinea il giornale, secondo cui nel complesso i Paesi della Nato hanno trasferito all\u2019Ucraina armamenti per un valore di 40 miliardi di dollari.<\/p>\n<p>Il supporto militare all\u2019Ucraina \u201cnon dovrebbe essere inferiore a quello degli ultimi sei mesi\u2026. ma a parte questo, abbiamo bisogno di armi pi\u00f9 moderne, pi\u00f9 rifornimenti\u201d ha detto il 15 dicembre il presidente Volodymyr Zelensky davanti ai leader Ue durante il suo intervento da remoto al Consiglio europeo. \u201cQuesto vale sia per la difesa aerea che per la difesa missilistica. E chiedo a ciascuno dei ventisette paesi dell\u2019Unione Europea di decidere cosa si pu\u00f2 fare nello specifico per aumentare la fornitura di sistemi di difesa aerea e missilistica \u2013 ha aggiunto Zelensky.<\/p>\n<p>\u201cQuesto vale anche per i carri armati moderni. Non c\u2019\u00e8 alcuna ragione razionale per cui l\u2019Ucraina non dovrebbe riceverli ora. Ci\u00f2 vale anche per l\u2019artiglieria a lungo raggio e per i sistemi missilistici che potrebbero accelerare la fine dell\u2019aggressione russa\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160187 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/glovna.jpg\" alt=\"glovna\" width=\"936\" height=\"623\" \/><\/p>\n<p>La criticit\u00e0 della situazione dei rifornimenti \u00e8 stata presa in esame anche dal ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto: \u201cIn tutto il mondo l\u2019industria militare, e anche in Russia, \u00e8 in crisi di produzione e di approvvigionamento. Per assurdo questo \u00e8 uno degli elementi che possono dare una svolta alla trattativa sull\u2019Ucraina\u00a0che tutti ci auguriamo\u201d, ha detto in un\u2019intervista su RAI 3.<\/p>\n<p>Intervenendo in Senato il 13 dicembre il ministro italiano ha ammesso che gli aiuti militari all\u2019Ucraina possono avere un impatto sulle nostre Forze Armate.<\/p>\n<p>\u201cNon voglio nascondere al Parlamento che quello che abbiamo fatto e che stiamo facendo, pur non comportando oneri diretti e immediati nel lungo periodo, potrebbe incidere sulle nostre capacit\u00e0\u201d. E\u2019 molto probabile che perdite, usura e consumi mettano in difficolt\u00e0 anche i russi che devono fare i conti anche con gli effetti delle sanzioni poste dall\u2019Occidente ma la portata di queste difficolt\u00e0 \u00e8 tutta da verificare.<\/p>\n<p>Fonti militari ucraine ammettono di aver trovato resti di missili russi esplosi prodotti in ottobre di quest\u2019anno e se si escludono idroni-suicidi (munizioni circuitanti) a lungo raggio Geran-2 di origine iraniana (ma probabilmente ormai prodotti in Russia), tutte le armi impiegate appaiono prodotte in Russia e in molti casi stoccate in depositi sparsi per tutto l\u2019immenso territorio della Federazione da molti anni.<\/p>\n<p>L\u2019intensit\u00e0 dell\u2019offensiva missilistica sulle infrastrutture energetiche e dei bombardamenti dell\u2019artiglieria russa lungo i fronti di guerra non sembrano certo indicare difficolt\u00e0 nei rifornimenti di munizioni nonostante diversi depositi siano stati colpiti negli ultimi mesi nelle retrovie da sabotatori o dai razzi lanciati dai sistemi HIMARS statunitensi e recentemente lo stesso Vladimir Putin abbia ammesso qualche difficolt\u00e0 logistica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160142 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/3f46304e1feea4bb.jpg\" alt=\"3f46304e1feea4bb\" width=\"939\" height=\"705\" \/><\/p>\n<p>Gli Stati Uniti hanno pi\u00f9 volte denunciato forniture alla Russia\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/10\/relazioni-economiche-e-militari-rinsaldano-i-rapporti-tra-russia-e-corea-del-nord\/\">di armi e munizioni nordcoreane<\/a>\u00a0ma finora non ci sono stati riscontri in proposito dai campi di battaglia.<\/p>\n<p>Le previsioni dell\u2019intelligence britannico, che nei suoi bollettini giornalieri riferisce dall\u2019aprile scorso che la Russia sta finendo le scorte di missili balistici e da crociera, si sono rivelate errate o pi\u00f9 probabilmente frutto pi\u00f9 di intenti propagandistici che di attivit\u00e0 d\u2019intelligence (del resto non si sono mai visti i servizi segreti pubblicare bollettini di guerra quotidiani).<\/p>\n<p>Il 27 novembre il ministro della Difesa estone Hanno Pevkur ha ammesso che \u201cdopo nove mesi di conflitto, l\u2019Esercito e l\u2019Aeronautica della Federazione russa non sono state indebolite in modo sensibile\u201d. Pevkur ha sottolineato che nonostante la Russia abbia subito considerevoli perdite, il suo potenziale ritorner\u00e0 ad essere \u201cprima o poi\u201d quello del 24 febbraio, ponendo l\u2019accento sul fatto che \u201cil pericolo per i Paesi della NATO \u00e8 pari a quello di inizio conflitto\u201d.<\/p>\n<p>I russi \u201channo ancora abbastanza missili per condurre diversi attacchi pesanti. Noi abbiamo abbastanza determinazione e autostima per rispondere\u201d ha detto il 16 dicembre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video messaggio.<\/p>\n<p>Come abbiamo sottolineato pi\u00f9 volte questa \u00e8 la prima guerra convenzionale ad alta intensit\u00e0 combattuta in Europa dalle ultime offensive alleate nella primavera del 1945.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160144 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/2-89.jpg\" alt=\"2-89\" width=\"943\" height=\"628\" \/><\/p>\n<p>Tra le \u201clezioni apprese\u201d che avevamo indicato gi\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/06\/le-prime-amare-indicazioni-dalla-guerra-in-ucraina\/\">nel giugno scorso<\/a>\u00a0vi era l\u2019inadeguatezza delle forze armate europee e occidentali a far fronte a un conflitto del genere perch\u00e9 non potremmo reggere migliaia di morti e feriti e perch\u00e9 le nostre dotazioni di armi pesanti e munizioni verrebbero azzerate dopo una o due settimane di guerra, in molti casi anche in pochi giorni.<\/p>\n<p>Correre ai ripari non \u00e8 facile e richiede tempi lunghi, determinazione e ampi investimenti\u00a0 poich\u00e9 l\u2019industria della Difesa in Occidente non \u00e8 strutturata per compensare in tempi rapidi perdite e consumi elevati come quelli registrati da una guerra convenzionale come questa in cui le forze ucraine \u201cbruciano\u201d migliaia di proiettili d\u2019artiglieria al giorno e decine o addirittura centinaia di mezzi ogni settimana.<\/p>\n<p>Solo per citare un esempio, il Pentagono ha assegnato a Raytheon un contratto da 1,2 miliardi di dollari per fornire a Kiev 6 batterie di missili terra-aria NASAMS in aggiunta alle due gi\u00e0 consegnate ma che verranno realizzate in non meno di due anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Guerra convenzionale<\/u><\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cDa quando \u00e8 finita la guerra fredda un po\u2019 tutti gli arsenali militari sono stati ridotti poich\u00e9 non si pensava certo che una guerra convenzionale potesse tornare in Europa\u201d \u2013<\/em>\u00a0ha detto a fine novembre all\u2019Adnkronos il generale Giorgio Battisti, veterano di molte missioni oltremare, membro del Comitato Atlantico e opinionista di Analisi Difesa.<\/p>\n<p><em>\u201cCi sono state le diverse missioni di peacekeeping, missioni all\u2019estero che hanno fatto in modo che venisse privilegiata la parte leggera dell\u2019equipaggiamento militare: armi individuali, mezzi non pesanti abbandonando un po\u2019 le caratteristiche di un esercito convenzionale, appunto con carri armati e le artiglierie che servivano appunto durante la Guerra Fredda.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-160146 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/s300_45169407.jpg.iCfIsIvNMWATAA.FQqsT-GmeJ.jpg\" alt=\"s300_45169407.jpg.iCfIsIvNMWATAA.FQqsT-GmeJ\" width=\"426\" height=\"277\" \/><\/p>\n<p><em>Ora la guerra convenzionale ritornata in Europa si combatte con i droni e con i missili, a colpi di artiglieria e si parla di migliaia di colpi che sia i russi che gli ucraini sparano tutti i giorni. Mentre in Afghanistan gli Stati Uniti sparavano 300 colpi di cannone al massimo ogni giorno, nella guerra in Ucraina si sparano 5mila con delle punte di 20mila colpi al giorno.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo dimostra come questa guerra abbia messo a nudo le nostre carenze. Una guerra che non pu\u00f2 essere paragonata a quelle nei Balcani negli anni \u201990 dato che erano guerre a bassa intensit\u00e0, mentre qui lo scontro \u00e8 tra due stati che utilizzano tutti gli equipaggiamenti degli arsenali di cui dispongono. Negli ultimi anni, in moltissimi paesi compresa l\u2019Italia, \u00e8 subentrata una forma di accanimento, possiamo dire, contro le industrie che producevano armi che sono state costrette o a riconvertirsi in altre produzioni o anche a chiudere\u201d<\/em>\u00a0\u2013 ha evidenziato Battisti.<\/p>\n<p><em>\u201cCircostanza che ha fatto s\u00ec, salvo che negli Usa, che tantissimi paesi abbiamo ridotto sensibilmente i propri magazzini, le proprie riserve militari. Una eventuale riconversione all\u2019industria bellica non sar\u00e0 facile, ampliare la capacit\u00e0 industriale di un paese non pu\u00f2 realizzarsi in breve tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>Ritengo che occorra evitare di rimanere completamente privi di armi e gli Stati Maggiori di tutti i paesi, compresi gli Stati Uniti, stanno studiando come non rischiare di rimanere sguarniti e rifornire allo stesso tempo l\u2019Ucraina delle armi necessarie per difendersi. Anche perch\u00e9 gli Stati Maggiori devono tenere conto sempre del rischio che il conflitto si allarghi coinvolgendo direttamente paesi dell\u2019Alleanza Atlantica\u201d<\/em>\u00a0\u2013 ha concluso Battisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Armi e munizioni agli sgoccioli<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Considerato questo contesto non sorprende che gli anglo-americani cerchino alternative al depauperamento delle proprie riserve di armi e munizioni anche tenendo contro che le capacit\u00e0 produttive statunitense di munizioni da 155 mm raggiungono i 15 mila proiettili mensili (molti meno in Europa), pari pi\u00f9 o meno a tre giorni di fuoco dell\u2019artiglieria ucraina: terminate le riserve disponibili, occorrerebbero anni per tornare a disporre di un livello accettabile di munizioni.<\/p>\n<p>Tra le alternative, Washington e Londra cercano di reperire armi e munizioni di tipo russo\/sovietico da girare a Kiev in Africa e Asia, come nel\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/12\/anche-il-marocco-fornira-equipaggiamenti-militari-allucraina\/\">caso del Marocco<\/a>\u00a0gi\u00e0 illustrato da Analisi Difesa.<\/p>\n<p>Da un lato \u00e8 indubbio che la guerra in Ucraina abbia dato un forte impulso alla spesa militare in diverse nazioni europee e negli Stati Uniti: molte nazioni un tempo membri del Patto di Varsavia hanno gi\u00e0 ceduto a Kiev tutti o quasi gli equipaggiamenti ex sovietici di cui disponevano. In termini concreti per\u00f2 questo incremento delle risorse finanziarie richieder\u00e0 anni per trasformarsi in nuove armi e munizioni per le forze NATO come per quelle ucraine.<\/p>\n<p>Per fare un esempio di sistemi d\u2019arma peraltro di relativamente facile e rapida produzione, il ministero della Difesa britannico ha commissionato l\u2019acquisto di un numero imprecisato di armi anticarro NLAW per 229 milioni di sterline che verranno consegnate tra il 2024 e il 2026 (altri 500 NLAW ordinati in precedenza arriveranno nel 2023) per compensare la cessione all\u2019Ucraina di ben 10 mila armi anticarro (in gran parte NLAW) in pochi mesi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160136 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/maxresdefault.jpg\" alt=\"maxresdefault\" width=\"1280\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p>Occorre inoltre valutare se gli stanziamenti annunciati in Europa in modo altisonante sull\u2019onda emotiva del conflitto risultino sostenibili di fronte alla crisi energetica e a quella economica e sociale che si stanno abbattendo sul Vecchio Continente.<\/p>\n<p>Secondo uno studio del think-tank britannico Royal United Services Institute (RUSI) \u201ccon la fine della guerra fredda l\u2019Europa ha ridotto drasticamente il budget della difesa, ritrovandosi con eserciti e scorte d\u2019artiglieria limitati, inadatti a sostenere nel lungo periodo il ritmo di una guerra come quella combattuta oggi in Ucraina. Ai tassi ucraini di consumo di artiglieria, le intere scorte britanniche potrebbero durare una settimana e gli alleati europei non sono in una condizione migliore\u201d.<\/p>\n<p>Secondo dati ufficiali resi noti il 27 novembre il Regno Unito ha gi\u00e0 armato l\u2019Ucraina con quasi 7 mila armi anticarro NLAW, oltre un centinaio di veicoli blindati, semoventi antiaerei Stormer con missili Starstreak, diverse decine di obici M109 e cannoni trainati L119, lanciarazzi campali MLRS M270, oltre 16 mila proiettili d\u2019artiglieria, missili Brimstone e 4,5 tonnellate di esplosivi al plastico. Materiale in parte gi\u00e0 usurato o distrutto mentre le munizioni d\u2019artiglieria sono state sufficienti per circa tre giorni di combattimenti.<\/p>\n<p>Per comprendere come anche per le scorte dell\u2019US Army questa guerra non sia sostenibile nel tempo il RUSI evidenzia che nell\u2019estate scorsa gli ucraini sparavano in un giorno 6\/7 mila colpi d\u2019artiglieria (i russi fino a 50mila), quando gli Stati Uniti riescono a produrne in un mese solo 15mila.<\/p>\n<p>La costruzione negli USA di uno stabilimento di munizioni ad hoc per l\u2019esercito ucraino richieder\u00e0 tempo e gli 800 mila proiettili da 155 mm previsti richiederanno due anni per venire prodotti. Secondo il RUSI \u201cal culmine dei combattimenti nel Donbass, la Russia stava usando pi\u00f9 munizioni in due giorni di quante ne avesse in magazzino l\u2019intero esercito britannico\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160133 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/313314900_444184534561297_4643435006593656256_n.jpg\" alt=\"313314900_444184534561297_4643435006593656256_n\" width=\"1080\" height=\"810\" \/><\/p>\n<p>Il Pentagono ha ceduto a Kiev circa un terzo delle riserve di missili anticarro Javelin e di quelli antiaerei Stinger: ripianare tali scorte richieder\u00e0 rispettivamente 5 e 13 anni: troppi, soprattutto tenendo conto che altri conflitti potrebbero esplodere in aree diverse, incluso il Pacifico.<\/p>\n<p>Citando fonti del Pentagono, il New Yorker ha reso noto che gli Stati Uniti non intendono fornire all\u2019Ucraina i lanciarazzi campali multipli HIMARS in grandi quantit\u00e0 a causa del costo (7 milioni di dollari) dei tempi di produzione di nuovi mezzi la limitata ma soprattutto per la difficolt\u00e0 industriale a far fronte alle commesse di munizioni.<\/p>\n<p>\u201cA fronte di una produzione di 9mila razzi all\u2019anno le forze armate ucraine ne consumano almeno 5mila al mese\u201d, afferma la fonte citata dal giornale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160137 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/svo1550-1112.jpg\" alt=\"svo1550-1112\" width=\"934\" height=\"662\" \/><\/p>\n<p>E bene evidenziare che gran parte dei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.defense.gov\/News\/News-Stories\/Article\/Article\/3243731\/official-says-fighting-remains-intense-in-the-donbas\/\">20 miliardi di dollari di aiuti militari statunitensi<\/a>, degli oltre 3 miliardi di sterline forniti da Londra (secondo contributore) e dei 3,1 miliardi di euro forniti dall\u2019Europa all\u2019Ucraina (l\u2019Italia ha speso finora quasi mezzo miliardo di euro\u00a0<a href=\"https:\/\/www.milex.org\/2022\/11\/28\/invio-armi-ucraina-oltre-400-milioni-costo-italia\/\">secondo l\u2019Osservatorio MIL\u20acX<\/a>) riguardano mezzi, armi e munizioni prelevati dai magazzini o dai reparti delle forze armate occidentali, che se ne sono privati non senza critiche da parte di molti ambienti militari.<\/p>\n<p>Citando fonti militari francesi, il magazine statunitense Politico ha rivelato a inizio dicembre che in Francia gli stock di munizioni e artiglieria si sono ridotti pericolosamente a causa delle donazioni all\u2019Ucraina mentre fonti militari tedesche riducono oggi ad appena due giorni l\u2019autonomia di fuoco dell\u2019artiglieria in un conflitto convenzionale.<\/p>\n<p>L\u2019ambasciatore polacco alla NATO, Tomasz Szatkowski, ha dichiarato alla radio polacca RMF che \u201ci depositi militari dei paesi della NATO si stanno vuotando a causa degli aiuti all\u2019Ucraina\u201d. Un allarme che potrebbe aumentare i dissidi tra gli alleati considerato che il segretario generale della NATO, Lens Stoltenberg, continua a esortare gli stati membri a trasferire pi\u00f9 armi e munizioni possibile a Kiev.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160135 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/5764834091605277547_121-002.jpg\" alt=\"-5764834091605277547_121 (002)\" width=\"960\" height=\"693\" \/><\/p>\n<p>Come ha rivelato all\u2019ANSA un\u2019alta fonte diplomatica alla NATO, all\u2019interno dell\u2019alleanza \u00e8 in corso \u201cun dibattito\u201d sull\u2019ipotesi di dare carri armati di produzione occidentale a Kiev dopo l\u2019appello in tal senso del ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis.<\/p>\n<p>La questione per\u00f2, sempre in termini concreti, \u00e8 dove reperire in Europa tank per l\u2019Ucraina considerato che alcune nazioni NATO hanno rinunciato a mantenere in servizio carri armati e chi ancora ne ha in organico dispone di flotte compresa tra i 150 (l\u2019Italia) o e i 350 (la Germania) esemplari, solo per meno della met\u00e0 operativi: flotte non cedibili se non si vogliono appiedare gli ultimi reparti corazzati rimasti in Europa.\u00a0Pochi anche i mezzi in riserva che richiederebbero comunque ampi lavori per tornare a essere operativi.<\/p>\n<p>A Kiev il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha lamentato che la Germania non ha assunto al momento alcun impegno per la fornitura di carri armati Leopard 2 all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Il 15 dicembre Berlino ha consegnato all\u2019Ucraina missili per il sistema di difesa area IRIS-T, due veicoli corazzati e 30 mila proiettili per lanciagranate da 40 mm, 5 mila munizioni da 155 mm, 4 ambulanze e 18 autocarri.\u00a0In Belgio, come in altre nazioni europee, le pressioni politiche tese a dare pi\u00f9 armi agli ucraini cozzano con le resistenze dei militari che temono di dover domani affrontare un contesto bellico ad alta intensit\u00e0 senza disporre di armi e munizioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Manutenzioni oltre confine<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Sostenere lo sforzo bellico ucraino diventa difficile anche sul piano logistico poich\u00e9 la carenza di energia e la devastazione dell\u2019apparato industriale militare ucraino rendono ardue se non impossibili anche manutenzioni e riparazioni.<\/p>\n<p>A Michalovce, in Slovacchia, \u00e8 stato aperto il centro per le riparazioni delle armi pesanti fornite dalla Germania all\u2019Ucraina, come ha comunicato nei giorni scorsi il generale di brigata Christian Freuding, capo dello Stato maggiore speciale per l\u2019Ucraina presso il ministero della Difesa tedesco. Presso il polo di Kosice verranno riparati, in particolare, i 14 obici semoventi Pzh 2000 che la Germania ha fornito insieme a Olanda e Italia all\u2019Ucraina e che vengono ormai \u201ccannibalizzati\u201d per mantenerne qualcuno operativo secondo testimonianze dirette dal fronte<\/p>\n<p>Il centro in Slovacchia curer\u00e0 la manutenzione anche dei 5 lanciarazzi multipli Mars e dei 37 semoventi antiaerei corazzati Gepard forniti a Kiev e in futuro anche dei 50 blindati ruotati Dingo di prossima consegna.\u00a0L\u2019ubicazione del centro logistico oltre i confini ucraini offre garanzie contro gli attacchi russi ma impone lunghi trasferimenti dal fronte dei mezzi da riparare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160131 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/767.jpg\" alt=\"767\" width=\"940\" height=\"533\" \/><\/p>\n<p>il viceministro della Difesa ceco, Tomas Kopecny, ha annunciato che migliaia di tecnici e operai ucraini delle aziende del settore Difesa lavoreranno negli stabilimenti di produzione di armi della Repubblica Ceca dove la produzione di alcuni sistemi d\u2019arma nell\u2019ambito di progetti comuni dovrebbe cominciare nella prima met\u00e0 del 2023.<\/p>\n<p>La Svizzera invece si \u00e8 impegnata a non fornire armi all\u2019Ucraina. \u201cN\u00e9 al tempo della prima guerra mondiale, n\u00e9 durante la seconda guerra mondiale, abbiamo esportato armi. Non esporteremo armi e non parteciperemo direttamente o indirettamente a un conflitto militare n\u00e9 in termini di armi n\u00e9 con le nostre truppe in Ucraina, Russia o in qualsiasi altra parte del mondo\u201d, ha sottolineato il 12 dicembre il presidente della Confederazione, Ignazio Cassis, aggiungendo che \u201cc\u2019\u00e8 sempre pressione\u201d sulla Svizzera da parte dei Paesi europei\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/12\/la-guerra-logora-anche-chi-non-la-fa\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/12\/la-guerra-logora-anche-chi-non-la-fa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) Costi finanziari alle stelle come i consumi di armi e munizioni per una guerra che sembra lontana dal concludersi e che i russi sembrano per ora voler combattere sulla difensiva con l\u2019obiettivo di logorare gli ucraini e soprattutto i loro alleati. Se Kiev cerca di arruolare altre truppe per alimentare nuove offensive tese a riconquistare i territori perduti, in Europa e Occidente si cominciano a valutare le difficolt\u00e0 a mantenere&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jOA","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76172"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76172"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76172\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76173,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76172\/revisions\/76173"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76172"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76172"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76172"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}