{"id":76194,"date":"2022-12-27T11:00:56","date_gmt":"2022-12-27T10:00:56","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76194"},"modified":"2022-12-24T10:45:32","modified_gmt":"2022-12-24T09:45:32","slug":"sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76194","title":{"rendered":"Sovranit\u00e0 filiale. Cristo e la teologia politica"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Gabriele Guzzi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il periodo natalizio permette di affrontare alcune domande che potrebbero apparire a prima vista bizzarre: viene rivelata in Cristo una nuova immagine del potere? Esiste, oggi, una novit\u00e0 nel rapporto tra il Cristianesimo e la Modernit\u00e0? C\u2019\u00e8 un nesso tra il bivio che sta vivendo il pensiero politico con quello che sta affrontando la scienza economica? \u00a0Tenteremo di rispondere a queste insolite domande dialogando con il nuovo libro di Geminello Preterossi, <em><a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858149645\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Teologia Politica e diritto <\/a><\/em>(Laterza 2022).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il volume tenta un\u2019interpretazione non nichilistica del giusrazionalismo moderno nel nesso decisione-sovranit\u00e0. Per l\u2019autore, lo sfondamento del basamento sostanzialistico non condurrebbe \u2013 necessariamente \u2013 al dominio immanente di un ordine economico, ma alla possibilit\u00e0 di un trascendimento in chiave democratica. L\u2019analogia di concetti teologici con concetti politici implicherebbe cos\u00ec una sostituzione \u2013 mai del tutto realizzata \u2013 della verticalit\u00e0 della religione con una visione mobilitante. In questo senso, la secolarizzazione del Cristianesimo dovrebbe \u201criconoscere un limite interno\u201d<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftn1\">[1]<\/a>: proprio per far s\u00ec che qualcosa <em>possa<\/em> essere secolarizzato (diritti, democrazia, fioritura delle soggettivit\u00e0) non tutto <em>deve<\/em> essere secolarizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Credo che molti ragionamenti del libro possano essere letti alla luce della massima di Hobbes, \u201cJesus is the Christ\u201d. Come \u00e8 noto, per Schmitt, questa sarebbe la frase pi\u00f9 importante di Hobbes: \u201cla sua forza agisce anche quando nel sistema concettuale della costruzione speculativa viene posta al margine\u201d<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftn2\">[2]<\/a>. Nel riconoscimento dell\u2019identit\u00e0 redentrice di Ges\u00f9, Hobbes troverebbe cos\u00ec un \u201cpunto di appoggio\u201d, \u201cun contenuto minimo\u201d<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftn3\">[3]<\/a>; per Schmitt, \u201cl\u2019effettivo elemento di chiusura del sistema di Hobbes\u201d<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftn4\">[4]<\/a>. In un fondamento rivelativo, troverebbe basamento proprio l\u2019interpretazione decisionista del nucleo razionalistico moderno. Sembra paradossale ma, come mostreremo, in realt\u00e0 attiene al cuore essenziale della Modernit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Il \u201ccompimento\u201d della Modernit\u00e0: un nuovo rapporto col Cristianesimo<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vorrei innanzitutto chiarire come, a mio avviso, l\u2019asserzione hobbesiana non attenga alla questione <em>religiosa<\/em> della Chiesa Cattolica, ossia al riconoscimento del potere dell\u2019Istituzione, ma a qualcosa di pi\u00f9 profondo. Il riconoscimento della dipendenza del corso moderno dal Cristianesimo \u2013 infatti \u2013 non riguarda una dipendenza sacrale ma la <em>sua inclusione nello stesso orizzonte rivelativo<\/em>. Quell\u2019affermazione di Hobbes, infatti, non implica ovviamente una sottomissione alla religione della politica moderna (che anzi nasce proprio dalla neutralizzazione delle guerre di religione). Ma la domanda rimane, e anzi si approfondisce. C\u2019\u00e8 nel pensiero giuridico moderno, cos\u00ec apparentemente auto-fondantesi, \u201cuna porta aperta alla trascendenza\u201d<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftn5\">[5]<\/a>, come pensa Schmitt di Hobbes? C\u2019\u00e8, quindi, qualcosa che sfugge all\u2019interpretazione nichilistica della soggettivazione moderna? Che la Modernit\u00e0 sia \u201cfiglia\u201d della rivelazione cristiana \u00e8, oramai, cosa nota. Leggiamo, ad esempio, cosa dice J\u00fcrgen Habermas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cPer l\u2019autocomprensione normativa della modernit\u00e0 il Cristianesimo non rappresenta solo un precedente o un catalizzatore. L\u2019universalismo egualitario \u2013 da cui sono derivate le idee di libert\u00e0 e convivenza solidale, autonoma condotta di vita ed emancipazione, coscienza morale individuale, diritti dell\u2019uomo e democrazia \u2013 \u00e8 una diretta eredit\u00e0 dell\u2019etica ebraica della giustizia e dell\u2019etica cristiana dell\u2019amore. Questa eredit\u00e0 \u00e8 stata continuamente riassimilata, criticata e reinterpretata senza sostanziali trasformazioni. A tutt\u2019oggi non disponiamo di opzioni alternative. Anche di fronte alle sfide attuali della costellazione postnazionale continuiamo ad alimentarci a questa sorgente. Tutto il resto sono chiacchiere postmoderne.<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftn6\">[6]<\/a>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qual \u00e8 allora la novit\u00e0 di oggi \u2013 rispetto al riconoscimento della dipendenza del Moderno dal Cristianesimo \u2013 in cui, a mio avviso, anche il libro di Geminello Preterossi deve essere letto? Il problema, semplice ma inquietante, \u00e8 che <em>non \u00e8 pi\u00f9 possibile lasciare per presupposta questa rivelazione<\/em>. Il \u201cresto\u201d sacrale sta cessando di essere un residuo certo e stabile delle nostre societ\u00e0. Il Cristianesimo rischia, nel futuro, di divenire una minoranza anche nelle categorie morali, e non solo nelle adesioni religiose. Questo porterebbe alla luce il fatto che le implicazioni valoriali della Modernit\u00e0 non siano affatto il frutto del \u201cprogresso razionale dell\u2019umanit\u00e0\u201d, ma qualcosa di molto specifico, molto relativo, sebbene abbiano poi una vocazione universalista. Le societ\u00e0 secolarizzate scopriranno, forse nell\u2019orrore e sulla loro pelle, che ci\u00f2 che abbiamo ritenuto per secoli \u2018giusto\u2019, \u2018umano\u2019, \u2018civile\u2019, non era un possesso della Ragione Universale, ma la realizzazione \u2013 sul piano mondano \u2013 di alcune verit\u00e0 di fede. Le riflessioni politiche contemporanee devono essere, a mio avviso, analizzate in questo <em>novum<\/em>: non \u00e8 pi\u00f9 possibile poggiare su un resto cristiano senza sceglierlo e alimentarlo consapevolmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le energie spirituali si stanno, infatti, separando dal sentire comune, lasciando la costruzione democratico-moderna in pericolo di seri traballamenti. Per questo, si pu\u00f2 dire che viviamo in un\u2019epoca \u201cpost-moderna\u201d, se intendiamo con \u201cmoderno\u201d <em>quella fase storica di separazione della cultura europea dalla sua principale fonte spirituale ma di attuazione implicita dei suoi valori<\/em> <em>morali<\/em>. Il teologo Romano Guardini sosteneva per\u00f2 che oggi \u201cil non-credente deve uscire dalle nebbie della secolarizzazione. Deve rinunciare all\u2019usufrutto che, pur negando la Rivelazione, si appropria dei valori e delle forze che essa ha elaborato\u201d<a id=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftn7\">[7]<\/a>. La Modernit\u00e0 \u00e8 un \u201cusufrutto\u201d che, per motivi storici che non possiamo indagare, ha ritenuto spesso di potersi pensare come <em>un ambito autonomo di rappresentazioni concettuali<\/em>. Ci\u00f2 \u2013 per Guardini \u2013 non \u00e8 pi\u00f9 possibile. Non si pu\u00f2 pi\u00f9 \u201cvivere di rendita\u201d: le energie spirituali vanno ricomprese e rialimentate. E, questo, non per tornare a forme di potere mondano del \u2018religioso\u2019, ma per salvaguardare e rilanciare la traccia pi\u00f9 positiva del progresso moderno. L\u2019usufrutto della Rivelazione, infatti, poggiava su una societ\u00e0 ancora moralmente compatta \u2013 anche se non sempre eccelsa \u2013 ma che condivideva un\u2019uniformit\u00e0 culturale e religiosa significativa. Questa compattezza, oggi, si perde nei rivoli della laicizzazione, della crisi delle istituzioni sociali (famiglia, Stato, partiti, chiese), dei poteri dell\u2019oligarchia capitalistica svincolata da qualunque controllo democratico. In tale situazione, non \u00e8 pi\u00f9 <em>politicamente<\/em> possibile pretendere che il desiderio moderno di libert\u00e0, uguaglianza e fraternit\u00e0 sia fondato solo su una ragione pura. Non \u00e8 pi\u00f9 possibile proseguire sulla via della separazione, serve ritornare a pensare questi concetti <em>in relazione<\/em> alla Parola che li ha rivelati, depurandoli cos\u00ec anche delle loro mistificazioni contemporanee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La domanda \u201cGes\u00f9 \u00e8 il Cristo?\u201d, che alle orecchie di un uomo distratto potrebbe sembrare astratta, infatti, ne implica una molto pi\u00f9 semplice e radicale: chi \u00e8 l\u2019Io? La rivelazione del Cristo, infatti, ci dice molto non solo su chi sia Dio ma anche su chi sia l\u2019Io. Chi \u00e8 insomma questo Io che parla, e che legge, che vuole essere riconosciuto, che vuole essere libero, che pretende una dignit\u00e0 difesa costituzionalmente? Da dove prende questo anelito di verit\u00e0 e giustizia? Da dove gli nasce quest\u2019idea di libert\u00e0, dato che \u00e8 immerso da sempre in un ambiente di necessit\u00e0 e condizionamenti? L\u2019Io \u00e8 materia inerte in un cosmo casuale, carne mortale destinata a essere dimenticata in un buco nero? E, se fosse cos\u00ec, che fondamento avrebbe questo nostro anelito di senso, ordine, ma anche di giustizia, eternit\u00e0, inclusione, quando tutto nella natura ci suggerirebbe il contrario: insensatezza, caos, morte, selezione naturale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fatto che i princ\u00ecpi del moderno, nonostante la loro pretesa auto-fondativa, poggino sulla secolarizzazione dell\u2019orizzonte di fede cristiana non dipende quindi dall\u2019accettazione del potere della Chiesa ma, \u201csemplicemente\u201d, da una risposta (implicita) a queste domande radicali. E la risposta implicita \u00e8: no! La storia umana non \u00e8 destinata al nulla. C\u2019\u00e8 un significato, un progetto. L\u2019Io di ognuno \u00e8 qualcosa di prezioso, non solo da tutelare ma da porre al centro di un progetto emancipativo. La promessa moderna si fonda su questa antropologia fondamentale, e sulla stessa visione cristiana della storia. C\u2019\u00e8 stata la Caduta \u2013 che \u00e8 l\u2019inizio del \u2018politico\u2019 come nucleo di conflittualit\u00e0 \u2013 ma questa non \u00e8 la verit\u00e0 ultima dell\u2019uomo. \u00c8 possibile un percorso di liberazione, che ponga insieme l\u2019antropologia negativa del peccato con la verit\u00e0 salvifica che <em>gi\u00e0<\/em> riguarda l\u2019essenza dell\u2019uomo. Questo tiene insieme ordine ed emancipazione. Questa liberazione, infatti, sebbene non si realizzer\u00e0 integralmente nell\u2019oggettivit\u00e0 storica \u2013 che in questa dimensione mantiene un grado di inconciliabilit\u00e0 \u2013 <em>agisce<\/em> gi\u00e0 ora nelle profondit\u00e0 dei secoli. Tra un <em>gi\u00e0<\/em> e un <em>non ancora<\/em> si dispiega il tempo come storia della salvezza o come progresso moderno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D\u2019altronde, \u00e8 proprio l\u2019idea di tempo che la Modernit\u00e0 prende in prestito dal Cristianesimo. I tempi messianici, che servono in Paolo alla consumazione del peccato, vengono secolarizzati come processo di civilizzazione. L\u00f6with scrive: \u201cLa storia universale, diretta verso un unico fine e unificante, almeno potenzialmente, l\u2019intero corso degli eventi, non fu creata da Voltaire, ma dal monoteismo ebraico e dall\u2019escatologia cristiana.\u201d<a id=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftn8\">[8]<\/a> L\u2019idea della storia come progresso, l\u2019irruzione salvifica dell\u2019evento, la concezione della modernit\u00e0 come evoluzione, sono traslazioni mondane della concezione temporale che ha il Cristianesimo. Il tempo non \u00e8 un cerchio, come credevano i pagani, non \u00e8 neanche una linea, come credono gli ebrei, ma \u00e8 una linea spezzata, una linea interrotta. L\u2019evento del Cristo \u2013 comunque mistificato \u2013 irrompe nel tempo e lo conclude, lo trasforma dal di dentro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>\u201cMorte, fede, sovranit\u00e0\u201d: il <\/em><\/strong><strong>trittico<em> della teologia politica occidentale<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proseguiamo col secondo punto che volevo portare all\u2019attenzione: il concetto di sovranit\u00e0 che, implicitamente, regge le nostre societ\u00e0 ha molto a che fare con un punto spesso dimenticato dal pensiero politico moderno, vale a dire con <em>una certa forma di morte<\/em>. Pensiamo, ad esempio, al conferimento di Ges\u00f9 del primato petrino (Mt 16,13-23). Il potere deriva dalla professione di fede di Pietro. Alla domanda di Ges\u00f9: \u201cMa voi, chi dite che io sia?\u201d, egli risponde: \u201cTu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente.\u201d E quest\u2019affermazione \u00e8 il <em>fondamento<\/em> del potere: \u201cTu sei Pietro e su questa pietra edificher\u00f2 la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.\u201d Nei versetti subito dopo, per\u00f2, Cristo si scaglia contro Pietro, dandogli del Satana, perch\u00e9 non voleva accettare il destino di Passione di Ges\u00f9. C\u2019\u00e8, quindi, un nesso intimo tra fede, mistero pasquale e sovranit\u00e0. Il potere di Pietro gli viene affidato quando riconosce che \u201cJesus is the Christ\u201d, ma allo stesso viene rimproverato quando non vuole comprendere che questa sovranit\u00e0 redentiva \u00e8 subordinata alla Croce. La sovranit\u00e0 deriva da questa duplice fede non solo nella messianicit\u00e0 di Ges\u00f9 ma anche nel suo passaggio purgatoriale negli inferi. Morte, sovranit\u00e0 e fede sono perci\u00f2 l\u2019archetipo integrale del potere <em>post Christum<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo trittico, morte-fede-sovranit\u00e0, riguarda l\u2019intera storia della Chiesa, e anche la Modernit\u00e0. Il passaggio della Croce, infatti, non riguarda solo la persona di Ges\u00f9, secondo Paolo, ma tutta l\u2019umanit\u00e0 che si vuole redimere: la rinuncia all\u2019Uomo Vecchio e la rinascita in Cristo. \u201cSono stato crocifisso con Cristo e non sono pi\u00f9 io che vivo, ma Cristo vive in me\u201d (Gal 2,20). Lo specifico del Moderno, che per\u00f2 oggi giunge a conclusione, \u00e8 proprio quello di pensare di poter fare a meno della <em>morte<\/em>, della rinuncia all\u2019Uomo Vecchio, e auto-fondare su di s\u00e9 la <em>fede<\/em> nella <em>sovranit\u00e0<\/em> dell\u2019Uomo Nuovo. <em>L\u2019archetipo della teologia politica moderna si \u00e8 cos\u00ec costituita sul binomio fede-sovranit\u00e0, ma ha rinunciato al passaggio della morte o, se si preferisce, della Croce, della rinuncia all\u2019autonomia dell\u2019ego.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cerchiamo di essere pi\u00f9 chiari facendo un esempio su una tradizione che ricorre spesso nel libro e che, insieme al costituzionalismo del Novecento, sembra essere l\u2019altro punto di riferimento: la storia del comunismo. Come oramai dovrebbe essere evidente \u2013 anche ai marxisti pi\u00f9 ortodossi \u2013 il successo della critica di Marx non derivava certo dal fatto che gli operai apprezzassero il processo di trasformazione dei valori-lavoro in prezzi; bens\u00ec dalla promessa di una societ\u00e0 liberata e senza classi. Il successo del marxismo, cio\u00e8, non si reggeva sulla fondazione scientifica del socialismo, ma sulla secolarizzazione di una promessa di salvezza. Questa era espressa \u2013 esattamente come nella tradizione giudaico-cristiana \u2013 come la conciliazione del peccato-separazione (<em>Trennung<\/em>), questa volta realizzata nell\u2019ambito dello spirito oggettivo. L\u2019aspetto scientifico \u2013 tra l\u2019altro non sempre esatto \u2013 non serviva ad altro che a offrire un surrogato della fede: l\u2019avvento di una societ\u00e0 nuova, senza classi, non era un pio desiderio di un gruppo di sognatori, ma il destino inscritto nella processualit\u00e0 storica di produzione. L\u2019aspetto scientifico era cio\u00e8 rilevante proprio per dare un sostituto a ci\u00f2 che i marxisti ritenevano di aver definitivamente espulso dall\u2019ambito dell\u2019umano: la fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019intero corso marxista sarebbe impensabile al di fuori di questa cultura messianica. Come scrive L\u00f6with, \u201cil materialismo storico \u00e8 una storia della salvezza espressa nel linguaggio dell\u2019economia politica\u201d. Infatti, \u201cn\u00e9 i concetti di \u2018borghesia\u2019 e di \u2018proletariato\u2019, n\u00e9 la concezione generale della storia come una lotta sempre pi\u00f9 aspra tra due campi nemici, e neppure l\u2019anticipazione del suo culmine drammatico, possono essere verificati in modo puramente empirico.\u201d Infatti, \u201cla reale forza propulsiva che sta dietro questa concezione \u00e8 un evidente messianismo, radicato inconsciamente nell\u2019essere stesso di Marx.\u201d<a id=\"_ftnref9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftn9\">[9]<\/a> L\u2019intero immaginario marxista \u00e8, infatti, una storia della salvezza. Il popolo d\u2019Israele diviene il proletariato; il peccato, la separazione del lavoratore; il serpente, la circolarit\u00e0 del capitale che si auto-valorizza; la redenzione, la rivoluzione; il Regno di Dio, la societ\u00e0 socialista. La redenzione del proletariato \u00e8 la redenzione di tutta l\u2019umanit\u00e0. C\u2019\u00e8 una secolarizzazione di tutti principi cristiani, che per\u00f2 si ritiene siano auto-fondati su una scienza positiva della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si \u00e8 <em>cristiani senza Cristo<\/em>, anzi, in sua contrapposizione. C\u2019\u00e8 la fede, espressa in uno scientismo determinista; c\u2019\u00e8 la sovranit\u00e0, questa volta fondata sul corso necessario dei rapporti produttivi; c\u2019\u00e8 la visione dell\u2019Uomo Nuovo, ma non c\u2019\u00e8 la rinuncia all\u2019Uomo Vecchio.<em> Si vuole la resurrezione senza passare per il sepolcro.<\/em> La promessa del Regno della Libert\u00e0, quando viene interpretata come l\u2019esito di un corso necessario di sviluppo dei rapporti economici, che conducono a una presa violenta del potere politico, non porta a una dimensione irenicamente pacificata ma al rinsaldamento del Regno della Necessit\u00e0. I <em>messianismi senza Messia<\/em> non portano a nulla di buono, ma a un\u2019appropriazione <em>ideologica<\/em> di un contenuto <em>iniziatico<\/em>. Quest\u2019\u201cappropriazione indebita\u201d rovescia in schiavit\u00f9 la promessa di libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo discorso, lungi dall\u2019implicare un rifiuto dell\u2019eredit\u00e0 socialista, serve a filtrarla, a depurarla dalle sue ingenuit\u00e0 storiche. Questo permetter\u00e0 poi di porsi con pi\u00f9 radicalit\u00e0 la questione della <em>temporalit\u00e0<\/em> rivoluzionaria, della <em>profondit\u00e0<\/em> dei condizionamenti che limitano la libert\u00e0 umana, di un\u2019idea meno riduzionistica di <em>alienazione<\/em>. Insomma, serve a riconnettere il corso socialista alla sua fonte, per poter immaginare forme <em>nuove<\/em> di progetti emancipativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Economia, politica e metafisica: \u201cdalla scienza alla fede\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 di cui stiamo parlando \u00e8 perci\u00f2 un <em>bivio storico-iniziatico<\/em>: un tempo di scelte pi\u00f9 nette e consapevoli sull\u2019orizzonte rivelativo a cui vogliamo, con libera <em>decisione<\/em>, appartenere.\u00a0 Il problema \u00e8, per Preterossi, \u201cassumere l\u2019energia distruttivo-produttiva della decisione moderna, evitandone gli esiti pi\u00f9 estremi e nichilistici.\u201d<a id=\"_ftnref10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftn10\">[10]<\/a> Stiamo parlando proprio di una forma nuova della soggettivit\u00e0, che recuperi e rilanci il meglio del processo occidentale-moderno, ma che la salvi anche dalle derive nichilistiche del contemporaneo. \u201cIl cruciale principio della soggettivit\u00e0 moderna viene scardinato dalle sue connessioni relazionali [\u2026] per essere proiettato come effervescenza pulviscolare in uno spazio liscio e sconfinato, privo di appartenenze.\u201d<a id=\"_ftnref11\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftn11\">[11]<\/a> Questa definizione di Preterossi descrive esattamente molta cultura progressista dell\u2019Occidente globalizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo bivio, a mio avviso, si osserva anche nella scienza economica. In questo ambito, la pretesa moderna di autofondazione si compie con Piero Sraffa, che incomincia a ragionare sui presupposti filosofici di <em>Produzione di merci a mezzo di merci<\/em> (Einaudi 1960) proprio tra gli anni \u201820 e \u201830 del XX secolo. Non \u00e8 un caso che, in quegli stessi anni, Schmitt e Heidegger si occupassero di problematiche analoghe. Sraffa, infatti, mostra la possibilit\u00e0 di derivare i valori di scambio delle merci senza fare riferimento ad alcun fondamento che <em>trascenda<\/em> la circolarit\u00e0 produttiva delle merci stesse. I valori economici, cos\u00ec, si auto-fondano, nelle condizioni tecniche di produzione e nella distribuzione <em>arbitraria<\/em> del sovrappi\u00f9 tra le classi sociali. Questo confuta, sicuramente, la teoria marginalista, che vedeva il profitto e il salario come indici di scarsit\u00e0 relativa dei fattori produttivi. Ma anche la tradizione marxista, che con la teoria del valore-lavoro pensava di offrire un fondamento scientifico all\u2019idea che il profitto derivasse dallo sfruttamento \u2013 come estrazione di pluslavoro \u2013 e del crollo del capitalismo \u2013 con la caduta tendenziale del saggio del profitto. Sraffa mostra lo <em>sfondamento del fondamento<\/em> nell\u2019ambito di tutta la storia della teoria del valore, che \u00e8 il vero nocciolo metafisico della scienza economica moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno dei pochi autori che comprese la portata conclusiva del lavoro di Sraffa fu Claudio Napoleoni. Egli scrisse nel 1985 un saggio che si intitolava \u201cDalla scienza all\u2019utopia\u201d<a id=\"_ftnref12\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftn12\">[12]<\/a>, e che voleva essere una risposta al saggio pubblicato nel 1880 da Friedrich Engels, che nella versione italiana si intitolava \u201cL\u2019evoluzione del socialismo: dall\u2019utopia alla scienza\u201d. Cosa significava per Napoleoni andare dalla scienza all\u2019utopia, \u201cdopo Sraffa\u201d? Non certo rimpiangere i primi autori socialisti.\u00a0 Significava comprendere che il carburante della rivoluzione non \u00e8 mai stato un fondamento scientifico. Questo carburante, anzi, sfugge al pensiero rappresentativo-metafisico. La ragione scientifica, ma anche quella filosofico-moderna, <em>pu\u00f2 ordinare un ambito dell\u2019ente ma non lo pu\u00f2 istituire<\/em>. C\u2019\u00e8 una dipendenza, una relazionalit\u00e0, verso un\u2019eccedenza che la ragione non pu\u00f2 controllare ma solo scegliere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questo, Napoleoni ha bisogno di Heidegger per tentare un pensiero che non sia mera elaborazione di un gi\u00e0-dato ma l\u2019istituzione di un non-ancora. Questa istituzione \u00e8 una decisione, certo, ma non \u00e8 nulla di arbitrario. \u00c8 una fedelt\u00e0 a un ascolto, semmai, un obbedire, nel senso di udire qualcuno che ci sta dinanzi (<em>ob-audire<\/em>). Ma questo schema del linguaggio, che ritiene che sia la Parola a giungere all\u2019uomo e non quest\u2019ultimo a elaborarla come un suo prodotto, non \u00e8 un\u2019invenzione heideggeriana. \u00c8 lo schema dell\u2019incarnazione del <em>logos<\/em>. Ed \u00e8 per questo che Napoleoni, al contrario di Heidegger, ritiene che alla fine un fondamento al movimento ideale verso la speranza, la giustizia e la libert\u00e0, ci sia eccome; ma, al contrario di Engels, che esso non sia un prodotto della ragione che osserva scientificamente il reale. Esso attiene all\u2019ambito della rivelazione: \u00e8 un fondamento che la ragione non pu\u00f2 controllare. Per questo, pi\u00f9 di Heidegger, Napoleoni ritiene che sia possibile una nuova soggettivit\u00e0, diversa sia dall\u2019uomo imprigionato nella tecnica che da un indefinito paradigma antropologico dell\u2019\u201cinoperosit\u00e0\u201d. \u00c8 <em>una soggettivit\u00e0 che ha gi\u00e0 passato il sepolcro<\/em>, che ha gi\u00e0 rifiutato la sua finta autonomia, e per questo \u00e8 veramente autorevole. C\u2019\u00e8 quindi una <em>responsabilit\u00e0<\/em> dell\u2019uomo, ossia una sua abilit\u00e0 a rispondere a un appello che lo reclama. E quest\u2019appello non \u00e8 uno spiritualismo vago, ma \u00e8 iscritto nella storia della salvezza cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il terzo punto su cui volevo soffermarmi quindi \u00e8 il seguente: il bivio che affronta la scienza giuridica \u00e8 lo stesso di quello della scienza economica, e in realt\u00e0 di tutta la Modernit\u00e0: o proseguire nell\u2019idea dell\u2019auto-fondazione \u2013 e cos\u00ec finire nella mera rappresentazione della circolarit\u00e0 autoreferenziale di una volont\u00e0 di potenza tecnica \u2013 o morire alla pretesa di controllo e accettare, con maggiore consapevolezza, la relazione a un\u2019alterit\u00e0. <em>Questo rapporto si pu\u00f2 chiamare anche figliolanza<\/em>. Si pu\u00f2 dire, quindi, che l\u2019energia volontaristica della trascendenza moderna \u00e8 fittizia solo nella misura in cui si riconosce anche che, nella verit\u00e0, \u00e8 filiale, \u00e8 cio\u00e8 iscritta nel paradigma rivelativo della <em>fede<\/em> del Cristo, di un Re-crocifisso o, se si preferisce, di un Re-bambino. L\u2019Io \u00e8 veramente all\u2019origine della decisione solo perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 passato attraverso la sua non-autonomia, la sua non-indipendenza, ossia attraverso la Croce. E, qui, il nesso tra Hobbes, Schmitt e la teologia politica del Cristo offre spunti interessantissimi di approfondimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>L\u2019autorit\u00e0 infondata del Figlio come paradigma del potere moderno<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cosa significa questo nel discorso che Preterossi compie sul moderno? A mio avviso, ci\u00f2 significa che la mancanza di un fondamento sostanzialistico, che la Modernit\u00e0 porta alla luce, in realt\u00e0, non \u00e8 l\u2019abisso di un nulla ma la fonte della vera legittimazione. Ci\u00f2 che sembra il niente, in realt\u00e0, non lo \u00e8. O, meglio, <em>bisogna attraversare il niente per scorgere che esso non \u00e8 il nostro annientamento<\/em>. Ci\u00f2 implica, come scrive Preterossi, \u201csporgersi sull\u2019abisso dell\u2019assenza di fondamento (ultimo) come fonte\u201d<a id=\"_ftnref13\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftn13\">[13]<\/a>. E questo ci si rivela non come contenuto rappresentato di una ragione, ma nella carne sofferente della storia, nella verit\u00e0 della finitudine, nell\u2019attimo esatto della Croce; l\u00ec, dove dinanzi al dolore, decidiamo di affidarci. Questa dipendenza ci si rivela, quindi, quando rinunciamo alla finta pretesa di autonomia (ossia nella morte) e ci affidiamo a un\u2019alterit\u00e0 che non ci annulla ma ci esalta: morte-fede-sovranit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fatto che l\u2019autorit\u00e0 di Ges\u00f9 non sia fondata (apparentemente) su nulla \u2013 se ci pensiamo \u2013 \u00e8 infatti proprio il suo tratto specifico. Lo sfondamento del fondamento \u00e8 qualcosa che \u00e8 iscritto nella nostra tradizione fin dal principio, ben prima della Modernit\u00e0. Il fatto che il potere di Cristo sembri autofondantesi, e quindi del tutto fittizio, \u00e8 esattamente ci\u00f2 che gli recriminano i poteri religiosi e politici dell\u2019epoca. La sua parola, infatti, non veniva certificata da nessuna istituzione che era riconosciuta come \u201cdetentrice della verit\u00e0\u201d, ma dalla sua pura autorit\u00e0. <em>Auctoritas non veritas facit legem<\/em>. \u201cIn quel tempo, Ges\u00f9 entr\u00f2 nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: \u00abCon quale autorit\u00e0 fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorit\u00e0?\u00bb\u201d (Mt 21,23). Ges\u00f9 sembra non fondare su nulla la sua pretesa di sovranit\u00e0. E, infatti, neanche risponde a questa domanda. Sembra essere un qualcosa di meramente arbitrario. Ma cos\u00ec non \u00e8. La sua autorit\u00e0 deriva dal riconoscersi pienamente Figlio, legittimato dalla fonte. Questo modello di autorit\u00e0 \u00e8 lo stesso che, secolarizzato, \u00e8 posto al centro del paradigma politico moderno. Il potere \u00e8 legittimato dalla sua stessa forza di effettivit\u00e0, l\u2019autorit\u00e0 viene valutata \u201cin spirito e verit\u00e0\u201d, ossia dalla sua stessa capacit\u00e0 di operare, di essere autorevole. \u201cEd erano stupiti dal suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorit\u00e0, e non come gli scribi\u201d (Mc 1,22). Ci\u00f2 che agli occhi del mondo appare come fittizio, nella verit\u00e0 \u00e8 filiale. L\u2019istituzione pu\u00f2 arrivare anche a odiare chi manifesta da s\u00e9 un principio di autorit\u00e0, perch\u00e9 la mette in pericolo. Da qui nasce il principio rivoluzionario: il potere istituito viene delegittimato dalla pura forza intrinseca di un potere istituente. \u201cA me \u00e8 stato dato ogni potere in cielo e sulla terra\u201d (Mt 28,18). \u00c8 alla luce di questa forza assoluta dell\u2019Io-Re-Figlio che molti progetti rivoluzionari, e molti leaderismi, moderni devono essere letti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il punto pi\u00f9 fecondo di ulteriori discussioni, su cui il libro di Preterossi fa interrogare, quindi, \u00e8 la questione dell\u2019arbitrariet\u00e0 o meno del potere moderno: l\u2019orizzonte della trascendenza moderna \u00e8 una \u201cfinzione arbitraria\u201d, o dietro quest\u2019apparente arbitrariet\u00e0 c\u2019\u00e8 altro? Lo scarto di \u201cauto-trascendenza dell\u2019immanenza\u201d \u00e8 fittizio, \u00e8 soltanto un auto-movimento, o \u00e8 iscritto gi\u00e0 in una decisione, che non \u00e8 auto-fondativa ma \u00e8 un\u2019appartenenza a una parola rivelata? L\u2019Io-sovrano \u00e8 la mera espressione di una volont\u00e0 di potenza (anche nobile) o questa forza deriva dal riconoscimento (magari negato) di una fonte di legittimazione? E non \u00e8 questa proprio l\u2019immagine dell\u2019Io che ci rivela Cristo? Una sovranit\u00e0 che sembra fittizia, ma in realt\u00e0 \u00e8 l\u2019espressione libera di una filialit\u00e0 assoluta?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo pu\u00f2 sembrare un discorso assurdo per le orecchie di molto pensiero contemporaneo. Il \u201cprezzo dell\u2019affrancamento politico dal religioso\u201d \u2013 scrive giustamente Preterossi \u2013 \u201csar\u00e0 l\u2019affrancamento dal \u2018politico\u2019, che non significher\u00e0 affatto la liberazione dal senso di colpa, ma la riemersione violenta e ingestibile della logica sacrificale\u201d<a id=\"_ftnref14\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftn14\">[14]<\/a>. Rifiutando questa dimensione rivelativa, infatti, il religioso riemerge in forme pre-cristiane, nella tensione al sacrificio e al sangue, magari ben dissimulati nell\u2019asettica circolazione finanziaria. Questa ricongiunzione del moderno alla sua fonte, invece, \u00e8 possibile confermando ancora di pi\u00f9 il principio della laicit\u00e0 e di una societ\u00e0 pluralista, che sarebbero tra l\u2019altro impensabili al di fuori di una rivelazione che \u00e8 pluralistica gi\u00e0 in s\u00e9 stessa (i Vangeli sono quattro), e ci presenta un Re che non \u00e8 di questo mondo, non ha pretese su di esso, non perch\u00e9 sia remissivo ma perch\u00e9 lo ha gi\u00e0 vinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo \u00e8 il bivio storico-iniziatico che, a mio avviso, un nuovo progetto emancipativo deve con pi\u00f9 autoconsapevolezza riconoscere. Ed \u00e8 una scelta libera, che come umanit\u00e0 faremo in ogni caso. O verso una maggiore liberazione o verso il dominio della separazione. Nel secondo caso, non potremo che assecondare l\u2019idea nichilistica della tecnica capitalistica di auto-valorizzazione, come nel XXI secolo, oppure appoggiare messianismi anticristici, come nel XX<a id=\"_ftnref15\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftn15\">[15]<\/a>. Non sar\u00e0, quindi, pi\u00f9 possibile dare per scontata l\u2019energia che ha alimentato \u2013 in maniera sicuramente ambigua, controversa, ma anche con grandi successi di emancipazione \u2013 il corso moderno. Solo ricongiungendo in forma nuova la Modernit\u00e0 con la sua sorgente spiritale, si potr\u00e0 tentare un rilancio delle sue premesse e promesse iniziali: l\u2019espressione di persone sempre pi\u00f9 libere, felici, relazionali e potenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>N.d.R. Questa \u00e8 la versione sintetica di un testo pi\u00f9 esteso e articolato, che verr\u00e0 pubblicato pi\u00f9 avanti e su cui vi terremo aggiornati. <\/em><\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftnref1\">[1]<\/a> G. Preterossi, <em>Teologia politica e diritto<\/em>, Laterza, Roma-Bari 2022, p.48.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftnref2\">[2]<\/a> C. Schmitt, <em>Glossario<\/em>, Giuffr\u00e8, Milano 2001, p.343.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftnref3\">[3]<\/a> G. Preterossi, <em>Teologia politica e diritto<\/em>, Laterza, Roma-Bari 2022, p.58.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftnref4\">[4]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p.51.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftnref5\">[5]<\/a> C. Schmitt, \u201cIl concetto di politico\u201d, in <em>Le categorie del \u2018politico\u2019<\/em>, il Mulino, Bologna 1998, pp. 150-152, nota 53.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftnref6\">[6]<\/a> J. Habermas, <em>Tempo di passaggi<\/em>, Feltrinelli, Milano 2004, pp.128-129.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftnref7\">[7]<\/a> R. Guardini, <em>La fine dell\u2019epoca moderna<\/em>, Morcelliana, Brescia 1979, pp.101-102.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftnref8\">[8]<\/a> K. L\u00f6with, <em>Significato e fine della storia<\/em>, il Saggiatore, Milano 2015, p.119.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftnref9\">[9]<\/a> K. L\u00f6with, <em>Significato e fine della storia<\/em>, il Saggiatore, Milano 2015, p.61.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftnref10\">[10]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p.59.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn11\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftnref11\">[11]<\/a> G. Preterossi, <em>Teologia politica e diritto<\/em>, Laterza, Roma-Bari 2022, p.227.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn12\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftnref12\">[12]<\/a> Questo testo \u00e8 ora raccolto nell\u2019importantissima raccolta di saggi: C. Napoleoni, <em>Dalla scienza all\u2019utopia<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino 1992.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn13\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftnref13\">[13]<\/a> G. Preterossi, <em>Teologia politica e diritto<\/em>, Laterza, Roma-Bari 2022, p.18.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn14\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftnref14\">[14]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p.119.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn15\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/#_ftnref15\">[15]<\/a> Sul carattere messianico e anticristiano dei totalitarismi novecenteschi, si veda M. Guzzi, <em>Dalla fine all\u2019inizio<\/em>, Paoline, Milano 2011, pp. 134-150.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/23\/sovranita-filiale-cristo-e-la-teologia-politica\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Gabriele Guzzi) Il periodo natalizio permette di affrontare alcune domande che potrebbero apparire a prima vista bizzarre: viene rivelata in Cristo una nuova immagine del potere? Esiste, oggi, una novit\u00e0 nel rapporto tra il Cristianesimo e la Modernit\u00e0? 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