{"id":76227,"date":"2022-12-27T12:09:54","date_gmt":"2022-12-27T11:09:54","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76227"},"modified":"2022-12-27T12:09:54","modified_gmt":"2022-12-27T11:09:54","slug":"riflessioni-intorno-al-pensiero-di-bernard-charbonneau-vincent-cheynet-di-la-decroissance","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76227","title":{"rendered":"Riflessioni intorno al pensiero di Bernard Charbonneau \u2013 Vincent Cheynet di La D\u00e9croissance"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Resistenze al nanomondo (redazione)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\">Intervento per la presentazione del libro di Bernard Charbonneau <em>Il giardino di babilonia<\/em>, Edizioni degli animali, dell\u201911 Dicembre a Bergamo presso Lo Spazio di documentazione La Piralide<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non parler\u00f2 qui nello specifico del libro<em> Il giardino di Babilonia<\/em> di Bernard Charbonneau. Il mio italiano \u00e8 cosi cosi quindi vorrei essere il pi\u00f9 semplice, diretto possibile, per parlare del cuore del suo lavoro.<br \/>\nInnanzitutto vorrei dire che, tra tutti i precursori della decrescita, ho un attaccamento speciale per Bernard Charbonneau.<br \/>\n\u00c8 lui la cui sensibilit\u00e0 mi ritrovo di pi\u00f9, e prima di tutto nella sensibilit\u00e0 metafisica. Penso di dire che questo \u00e8 vero non solo per me ma anche per Pierre Thiesset e Denis Bayon che sono nel comitato editoriale di <em>La D\u00e9croissance<\/em>. E siamo in 4. Sul giornale, Bernard Charbonneau \u00e8 l\u2019autore che citiamo di pi\u00f9.<br \/>\nPer approfittare di questa filiazione, sono stato molto orgoglioso quest\u2019anno quando suo figlio, Simon Charbonneau, mi ha scritto questa frase: \u201cCaso piuttosto raro nei riferimenti al lavoro paterno, hai perfettamente compreso il paradosso esistente tra natura e libert\u00e0 che consentirebbe una vera e propria politica di decrescita.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 leggiamo anche molte cose false su Bernard Charbonneau. \u00c8 normale. Come mai ? Perch\u00e9 Bernard Charbonneau \u00e8 soprattutto un pensatore della dialettica. Vale a dire: ragiona per tesi, antitesi, e sintesi.<br \/>\nLa tentazione \u00e8 sempre grande di prendere solo la parte che ci interessa, cio\u00e8 quella che accredita la nostra soggettivit\u00e0, e di rifiutare l\u2019altra parte. Ad esempio, Bernard Charbonneau critica certamente aspramente la politica o lo Stato, ma mostra anche l\u2019impasse dell\u2019assenza della politica o dello Stato. C\u2019\u00e8 una formula che esprime bene ci\u00f2 che \u00e8 al centro dell\u2019opera di Bernard Charbonneau.<br \/>\nLo cito: <strong><em>\u201cViviamo in un Universo spezzato, il che non \u00e8 comodo; eppure \u00e8 attraverso questa fessura che si diffonde il respiro della vita e della libert\u00e0.\u201d<\/em><\/strong> \u00c8 tratto dal primo libro pubblicato Bernard Charboneau: <em>Teilhard de Chardin, profeta di un\u2019epoca totalitaria<\/em>. Questo libro \u00e8 stato pubblicato nel 1963 da Deno\u00ebl.<br \/>\nPenso che tutto il lavoro di Bernard Charbonneau sia basato su questo quadro di lettura della condizione umana.<br \/>\nPerch\u00e9 quando Bernard Charbonneau afferma che: <strong><em>\u201cViviamo in un Universo spezzato, il che non \u00e8 comodo; eppure \u00e8 attraverso questa fessura che si diffonde il respiro della vita e della libert\u00e0.\u201d<\/em><\/strong> Pone la questione centrale della condizione umana. Potrei anche riassumere questa domanda cos\u00ec: c\u2019\u00e8 \u201cContinuum o alterit\u00e0\u201d? Potrei anche dire \u201cmonismo o dualismo\u201d, \u201cdifferenziato\u201d o \u201cindifferenziato\u201d, ecc.\u00a0 Questa \u00e8 la questione centrale oggi. Lo troviamo dietro a tutti i grandi dibattiti attuali, soprattutto quelli sull\u2019ecologia. Senza che spesso ce ne accorgiamo, questo dibattito condiziona tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ne prendo uno per esempio, il pi\u00f9 croccante: il sesso. Lo dico scherzando ma anche perch\u00e9 l\u2019alterit\u00e0 sessuale \u00e8 \u201cl\u2019alterit\u00e0 delle alterit\u00e0\u201d. Il sesso, si sa, nasce dal tagliare, dal dividere. Discendiamo tutti da un uomo e da una donna. L\u2019umanit\u00e0, come il regno animale, \u00e8 divisa in 2: uomini e donne, maschi e femmine. I maschi hanno cromosomi XY e le femmine hanno cromosomi XX. Sono purtroppo obbligato a precisare che le rarissime eccezioni ed esitazioni non invalidano questa regola ma la confermano. Tuttavia, la caratteristica del nostro tempo \u00e8 mettere in discussione questa regola.<br \/>\nIl nostro mondo tende all\u2019idea che non ci sarebbe alterit\u00e0, separazione, \u201cfessura\u201d come ci ricorda Bernard Charbonneau, ma continuum. In questa prospettiva ci sarebbe un molto maschile e un molto femminile, con in mezzo tutte le sfumature possibili. \u00c8 l\u2019ideologia del <em>gender<\/em>. Da un mondo duale, cio\u00e8 sessuato, si passa a una visione monistica: quella del <em>gender<\/em>. Certo, il grande paradosso del <em>gender<\/em> \u00e8 quello di giustificarsi in nome della complessit\u00e0 e della molteplicit\u00e0. Infatti, i sostenitori del <em>gender<\/em> vogliono cancellare <strong>LA<\/strong> grande differenza. Perch\u00e9 si va oltre il dualismo solo sprofondando nel monismo. Poich\u00e9 al di l\u00e0 del bene e del male, c\u2019\u00e8 solo il male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nNaturalmente, solo perch\u00e9 osserviamo che ha due sessi non significa che neghiamo la complessit\u00e0. Sappiamo che ci sono uomini con un lato femminile e donne con un lato maschile. Gli psicologi ci dicono che tutti abbiamo, necessariamente, anche se in modo minuscolo, una parte bisessuale. I sostenitori del gender ce lo ripetono pi\u00f9 e pi\u00f9 volte: il dualismo \u00e8 binario, \u00e8 semplicistico. Sostengono di essere \u201cnon binari\u201d. Ma abbiamo anche due occhi o due gambe, destra e sinistra, e solo perch\u00e9 \u00e8 semplice non significa che non esista. Non confondiamo, come fanno loro, il dualismo, quello che pu\u00f2 essere binario, e il pensiero manicheo, anzi. Dico cose che potrebbero essere considerate infantili, ma siamo a un punto in cui dobbiamo tornare su questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Francia, qualche anno fa, ho osato affermare in un\u2019universit\u00e0 che gli uomini avevano un pene e le donne una vagina. Questa semplice enunciazione della realt\u00e0 mi ha fatto chiamare reazionari, ecc.<br \/>\nLa scorsa settimana al Sience-Po Paris, un\u2019insegnante di danza \u00e8 stata licenziata per aver definito i suoi studenti \u201cuomini\u201d e \u201cdonne\u201d. Oggi, semplicemente enunciare la realt\u00e0 materiale pu\u00f2 portare in tribunale. Questo \u00e8 il caso se spiego perch\u00e9 mi rifiuto di usare la parola \u201ctransessuale\u201d. Semplicemente perch\u00e9 un uomo, definito dai suoi cromosomi XY, non potr\u00e0 mai diventare una donna XX, e viceversa. Ricordare questo elemento fattuale scientifico pu\u00f2 portare ad essere citato in giudizio per \u201ctransfobia\u201d. Eppure non ci sono pi\u00f9 \u201ctransessuali\u201d che \u201cviventi o morti\u201d. Siamo morti o vivi, come siamo un uomo o una donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nMa ci\u00f2 che vale per il sesso e il confine tra la vita e la morte, che sono intimamente legati, vale per tutte le tensioni che attraversano la nostra condizione umana. Ancor pi\u00f9 centrale del sesso, Bernard Charbonneau ci chiama attraverso il suo lavoro a pensare alla tensione tra natura e libert\u00e0. Vale a dire tra le necessit\u00e0, i vincoli, della realt\u00e0 e le aspirazioni dello spirito. Trascurarli entrambi \u00e8 un errore spirituale ma anche materiale. Ora, cosa posso osservare come editore ormai un po\u2019 vecchio del primo titolo di ecologia politica in Francia? Riceviamo a <em>La D\u00e9croissance<\/em> una moltitudine di saggi sull\u2019ecologia. Qual \u00e8 il tratto comune della maggior parte di loro? Direi che la stragrande maggioranza del discorso contemporaneo, la maggioranza proveniente dall\u2019universit\u00e0, difende una posizione che \u00e8 rigorosamente opposta a quella di Bernard Charbonneau. Riassumerei cos\u00ec questo discorso attuale sull\u2019ecologia: \u201cL\u2019uomo, e pi\u00f9 precisamente il maschio bianco di pi\u00f9 di 50 anni, \u201c<em>cis gender<\/em>\u201d, ha peccato affermando la libert\u00e0 che lo distingueva in natura, cio\u00e8 che sarebbe \u201cun animale ma non solo\u201d. Questa affermazione sarebbe l\u2019essenza del grande collasso planetario.\u201d<br \/>\nIn mezzo a tutti questi saggi che sviluppano questo credo, uno di loro, quello del ricercatore Jacques Tassin, rivela la sostanza di questo discorso, il pi\u00f9 delle volte impensato. Cito: <em>\u201cSe la nostra cultura ci separa dalla Natura, il nostro corpo non ci ha mai separato da essa. Sta a noi riscoprire questo grembo vivo che, alla nostra nascita, si presenta come un prolungamento del grembo materno in cui abbiamo vissuto come feto. [\u2026] Sta a noi trovare questa matrice e far scoppiare la bolla invisibile che abbiamo plasmato crescendo, rinchiudendoci nella nostra individualit\u00e0. Allora il mondo pu\u00f2 raggiungerci da solo, come un liquido amniotico che ci immerge.\u201d<\/em><br \/>\nSarebbe quindi opportuno pentirsi per comprendere, in umilt\u00e0, che bisogna fondersi con l\u2019indifferenziato, il Grande Tutto, la Pacha Mama, la Terra-Madre. In questa prospettiva, \u00e8 logico che il \u201cterzo separatore\u201d, l\u2019uomo che separa la madre dal figlio, debba essere combattuto, con tutti i mezzi. In termini simbolici, il Verbo, dopo essere emerso dalla materia, dovrebbe essere ri-fagocitato in essa.<br \/>\nIl paradosso \u00e8 che questa ecologia arcaica si adatta, fa affidamento e si vanta regolarmente dei peggiori deliri tecnologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non stupisce quindi che il film di James Cameron, <em>Avatar<\/em>, sia costantemente citato come la grande storia di questa \u201ccosmologia\u201d, a cominciare dagli accademici. Penso che questa griglia di analisi faccia luce su una serie di fatti di attualit\u00e0 a priori incomprensibili. Bernard Charbonneau ha avvertito che c\u2019\u00e8 un pericolo ancora peggiore del crollo della societ\u00e0 dello sviluppo, \u00e8 il suo successo, la sua realizzazione.<br \/>\nSarebbe il mondo dei robot, il regno della quantit\u00e0. La tecnologia ci sta portando a tutta velocit\u00e0 su questa strada. La politica sanitaria Covid ha dato una grossa spinta e la tecnologia attende altre opportunit\u00e0. La Cina ci sta aprendo la strada. L\u2019unica via d\u2019uscita dal trionfo totale della tecnica sarebbe allora la morte perch\u00e9 \u00e8 meglio essere un vivente morto che un morto vivente, cio\u00e8 uno zombie.<br \/>\nPer essere persone degne, dobbiamo prima fare di tutto affinch\u00e9 questa \u201cfessura\u201d di cui parlava Bernard Charbonneau non sia bloccata dalla tecnologia.<br \/>\nQuesta lotta condiziona tutte le altre perch\u00e9 \u201c<strong><em>\u00e8 attraverso questa fessura che si diffonde il respiro della vita e della libert\u00e0.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/necrotecnologie\/riflessioni-intorno-al-pensiero-di-charbonneau-vincent-cheynet-di-la-decroissance\/\">https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/necrotecnologie\/riflessioni-intorno-al-pensiero-di-charbonneau-vincent-cheynet-di-la-decroissance\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Resistenze al nanomondo (redazione) Intervento per la presentazione del libro di Bernard Charbonneau Il giardino di babilonia, Edizioni degli animali, dell\u201911 Dicembre a Bergamo presso Lo Spazio di documentazione La Piralide Non parler\u00f2 qui nello specifico del libro Il giardino di Babilonia di Bernard Charbonneau. 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