{"id":76281,"date":"2022-12-30T10:00:25","date_gmt":"2022-12-30T09:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76281"},"modified":"2022-12-29T18:02:43","modified_gmt":"2022-12-29T17:02:43","slug":"i-diavoli-dalla-realta-alla-fiction-alla-teoria-economica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76281","title":{"rendered":"I Diavoli: dalla Realt\u00e0, alla Fiction, alla Teoria Economica"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ECONOMIA E POLITICA (Biagio Bossone)<\/strong><\/p>\n<p>Si dice che i mercati abbiano un modo sicuro per prevedere il futuro: farlo accadere. Fare accadere il futuro \u00e8 opera dei <em>Diavoli<\/em>, come l\u2019autore di bestseller di successo <a href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/spettacolo\/serie-tv\/2022\/04\/20\/diavoli-libro-guido-maria-brera\">Guido Maria Brera<\/a> ha chiamato coloro che, dietro le quinte, tirano le fila della finanza internazionale e scatenano le forze invisibili che guidano l\u2019economia mondiale \u2013 appunto i mercati. Brera ne ha scritto per i lettori di romanzi e ne ha lanciato l\u2019immagine per gli appassionati delle serie TV, rappresentando il grado d\u2019influenza che la finanza globale esercita sulla vita di persone e paesi.<\/p>\n<p>Avendo ammirato la trasposizione dei <em>Diavoli<\/em> dalla realt\u00e0 alla fiction letteraria e cinematografica, ho ritenuto utile porre il medesimo soggetto al centro della teoria economica e finanziaria per vedere come cambia l\u2019allocazione internazionale del capitale, e con quali conseguenze, quando sono i <em>Diavoli<\/em> a pilotarla.<\/p>\n<p>Avevo iniziato a farlo col mio primo lavoro sulla <a href=\"https:\/\/www.econstor.eu\/bitstream\/10419\/197529\/1\/1667004727.pdPortfolio\">Portfolio theory of inflation and policy (in)effectiveness<\/a>, che ho successivamente illustrato in un <a href=\"https:\/\/www.world-economics-journal.com\/Journal\/Papers\/Exercising%20Economic%20Sovereignty%20in%20Today\u2019s%20Global%20Financial%20World.details?ID=855\">contributo pi\u00f9 di natura divulgativa<\/a> e che ho ripreso nel <a href=\"https:\/\/www.degruyter.com\/document\/doi\/10.1515\/econ-2022-0032\/html\">lavoro appena pubblicato<\/a> nel quale ho corretto gli errori della prima versione e ho sviluppato altri importanti aspetti della teoria. In questi lavori, non compare ovviamente il nome \u201cDiavoli\u201d, avendo usato in suo luogo quello meno accattivante ma accademicamente pi\u00f9 accettabile di \u201cInvestitori globali\u201d, specificamente definiti. Nel prosieguo di quest\u2019articolo, che esporr\u00e0 i tratti essenziali del mio lavoro, prender\u00f2 a prestito la felice invenzione di Brera e parler\u00f2 dunque di <em>Teoria dei Diavoli.<\/em><\/p>\n<p>Giusto per caratterizzarne l\u2019impostazione generale, rappresento che laddove nei modelli economici standard l\u2019impatto delle politiche macroeconomiche si misura considerando il modo in cui le azioni di governo influiscono sulle scelte di una moltitudine di operatori locali piccoli e privi del potere, da soli, di influenzare gli andamenti dei mercati, nella <em>Teoria dei Diavoli<\/em> gli investitori globali sono al centro di un modello di economie nazionali altamente integrate che studia come le loro scelte di portafoglio hanno il potere di alterare le azioni di governo e i relativi effetti macroeconomici e finanziari.<\/p>\n<h2>La Teoria dei <em>Diavoli<\/em><\/h2>\n<p>La <em>Teoria dei Diavoli <\/em>si riferisce a un grado d\u2019integrazione finanziaria internazionale molto elevato e indica un contesto nel quale le passivit\u00e0 pubbliche di un paese (moneta e debito) vengono negoziate sui mercati finanziari internazionali a prezzi che sono influenzanti (se non determinati) dalle scelte allocative di investitori globali, alias i <em>Diavoli<\/em>.<\/p>\n<p>Tre aspetti macroeconomici costituiscono le componenti chiave della teoria:<\/p>\n<ol type=\"i\">\n<li>La centralit\u00e0 dei <em>Diavoli<\/em> nell\u2019allocazione internazionale delle risorse.<\/li>\n<li>L\u2019elasticit\u00e0 dei vincoli intertemporali di bilancio (VIB) degli Stati come funzione della credibilit\u00e0 dei rispettivi governi agli occhi dei <em>Diavoli<\/em>.<\/li>\n<li>La neutralit\u00e0 dei <em>Diavoli<\/em> rispetto al rischio delle diverse valute in cui sono espresse le passivit\u00e0 pubbliche di un paese.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Passiamo in rassegna queste componenti.<\/p>\n<p><strong>I<em> Diavoli<\/em><\/strong><\/p>\n<p>A differenza degli operatori locali, i <em>Diavoli <\/em>agiscono come <a href=\"https:\/\/efinancemanagement.com\/investment-decisions\/marginal-investor\">\u201cinvestitori marginali\u201d<\/a> che, in quanto tali, esercitano un\u2019influenza decisiva sul prezzo degli scambi che effettuano sui mercati finanziari internazionali. Rispetto agli operatori locali, essi godono di un accesso ben maggiore alle informazioni rilevanti e dispongono di risorse assai pi\u00f9 ingenti per assorbire i costi di transazione. Inoltre, i <em>Diavoli<\/em> non soffrono di \u201chome bias\u201d (ovvero di preferenze verso le economie nelle quali investono) o, se ne soffrono, le loro preferenze si rivolgono ai maggiori centri finanziari dove sono basati, non certo verso le economie periferiche dove investono, in tal modo amplificando gli effetti (ri)allocativi delle loro scelte che in casi di crisi sfavoriscono tali economie. Nella fiction di Brera, per esempio, che certamente trae da una conoscenza \u201cdal di dentro\u201d della finanza globale e dei suoi attori principali, il <em>Diavolo<\/em> per eccellenza, Dominic Morgan, amministratore delegato del gigante bancario New York-London Investment Bank (NYL), certamente pensa in termini globali, ma la visione strategica che lo anima e che motiva le sue scelte d\u2019investimento \u00e8 profondamente americano-centrica.<\/p>\n<p>Soprattutto, i <em>Diavoli<\/em> utilizzano criteri di allocazione delle risorse basati su prezzi e fattori di rischio globali; per esempio, non utilizzano i tassi d\u2019inflazione locali per misurare il valore reale delle loro attivit\u00e0 d\u2019investimento, ma considerano in loro vece deflatori globali oppure le dinamiche dei tassi di cambio delle valute di riferimento, le cui variazioni relative possono differire anche di parecchio e persistentemente dalle sottostanti parit\u00e0 teoriche dei poteri d\u2019acquisto. Oppure semplicemente pensano in termini di una valuta di riserva presa a riferimento (tipicamente il dollaro).<\/p>\n<p>I <em>Diavoli<\/em> consumano solo una piccolissima frazione delle proprie ricchezze, mentre la grossa parte la (re)investono, e in ogni caso non la consumano nei paesi dove investono, se non in misura trascurabile. Per loro, quindi, il rendimento reale dei capitali investiti tiene conto dei prezzi delle attivit\u00e0 di investimento alternative, non dei prezzi dei beni e servizi locali. Beninteso, anche gli investitori locali possono adottare comportamenti e parametri analoghi, ma tendono comunque a seguire e replicare le scelte allocative dei <em>Diavoli<\/em> e operano ai prezzi di mercato da questi influenzati se non determinati.<\/p>\n<p>Si osservi che, in circostanze cos\u00ec fortemente condizionate da attori globali, e soprattutto per economie piccole e aperte, sono i tassi d\u2019inflazione nazionali a essere determinati dalla dinamica dei tassi di cambio, piuttosto che il contrario; e pi\u00f9 sono flessibili i prezzi interni di queste economie, maggiore \u00e8 la trasmissione verso questi prezzi delle variazioni dei tassi di cambio (il cosiddetto \u201ceffetto pass-through\u201d) indotte dai <em>Diavoli<\/em>.<\/p>\n<p>Di fronte alle prospettive di un paese che emette passivit\u00e0 in quantit\u00e0 superiori al livello che essi giudicano sostenibile, i <em>Diavoli<\/em> sono pronti a sostituirle con attivit\u00e0 estere che servano da riserve di valore pi\u00f9 sicure; e le sostituiscono molto pi\u00f9 rapidamente, su scala molto pi\u00f9 ampia, e a costi assai pi\u00f9 bassi, di quanto non possano fare i piccoli operatori locali, in tal modo esercitando un peso decisivo sulla determinazione dei prezzi. Di fatto, proprio per queste ragioni, i piccoli operatori locali finiscono per servirsi dei servizi dei <em>Diavoli<\/em> per gestire indirettamente i loro risparmi e, anche quando agiscono in prima persona, transano ai prezzi determinati al margine dai <em>Diavoli<\/em>.<\/p>\n<p>Naturalmente, chi opera localmente richiede valuta nazionale per l\u2019esecuzione delle transazioni interne e per il pagamento delle tasse, cos\u00ec come acquista prevalentemente titoli di risparmio denominati in valuta locale in presenza di costi di transazione e fattori di viscosit\u00e0 che limitano le possibilit\u00e0 di diversificazione dei portafogli. Tuttavia, tale domanda di attivit\u00e0 in valuta locale pu\u00f2 non essere sufficiente per impedirne il deprezzamento nell\u2019eventualit\u00e0 che i <em>Diavoli<\/em>, spinti da aspettative pessimistiche, spostino rapidamente grandi quantit\u00e0 di capitale verso attivit\u00e0 alternative. E, ancora una volta, in ogni caso, la domanda avverr\u00e0 ai prezzi che si saranno determinati sui mercati per effetto dei <em>Diavoli<\/em>.<\/p>\n<p><strong>I <em>Diavoli<\/em> e i vincoli di bilancio statali<\/strong><\/p>\n<p>Sebbene i contratti di debito siano generalmente espressi in termini nominali, chi li acquista lo fa perch\u00e9 rappresentano diritti su risorse reali ed \u00e8 pertanto interessato a recuperare il valore reale di quanto ha in essi investito (pi\u00f9 gli interessi). Ciascun emittente di passivit\u00e0 deve impegnarsi a generare nel tempo risorse reali sufficienti per adempiere ai propri obblighi finanziari nei confronti degli investitori.<\/p>\n<p>Coerentemente a ci\u00f2, il VIB per uno Stato esprime l\u2019obbligo che il valore corrente attualizzato delle eccedenze future del bilancio dello Stato sia almeno uguale a quello delle passivit\u00e0 pubbliche correntemente in essere. Dal punto di vista dei <em>Diavoli<\/em>, dunque, gli Stati che emettono passivit\u00e0 devono dimostrarsi capaci e disposti a restituire l\u2019intero valore delle loro future obbligazioni di debito espresse in termini di valute di riserva o di potere d\u2019acquisto internazionale. Inoltre, il VIB deve valere ugualmente indipendentemente dalla valuta in cui sono denominate le passivit\u00e0 (si veda la sezione successiva).<\/p>\n<p>Il VIB si traduce in un vincolo pi\u00f9 o meno stringente, a seconda della considerazione che i <em>Diavoli<\/em> hanno della credibilit\u00e0 del paese in questione, e ci\u00f2 determina l\u2019\u201celasticit\u00e0\u201d del suo VIB, cio\u00e8 quanto il vincolo possa essere attenuato senza compromettere la sostenibilit\u00e0 finanziaria del paese emittente. Questa elasticit\u00e0 varia da paese a paese, ma ogni Stato deve sottostare a un VIB e, per quanto elastico questo sia, c\u2019\u00e8 sempre un punto critico oltre il quale esso diventa stringente.<\/p>\n<p>Uno Stato che, a parit\u00e0 di altre condizioni, si dimostri pi\u00f9 di un altro capace e disposto a soddisfare il proprio VIB \u00e8 ritenuto pi\u00f9 credibile dai <em>Diavoli<\/em>, che gli concedono quindi un maggiore spazio di policy \u2013 definibile come margine d\u2019azione che i policymaker possono utilizzare per condurre politiche fiscali e monetarie espansive prima che esse minino la sostenibilit\u00e0 delle passivit\u00e0 pubbliche e\/o prima che si rendano necessarie misure per garantirne la sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Maggiore \u00e8 la credibilit\u00e0 di uno Stato (agli occhi dei <em>Diavoli<\/em>), maggiore \u00e8 l\u2019elasticit\u00e0 del suo VIB e maggiore \u00e8 la disponibilit\u00e0 dei <em>Diavoli<\/em> stessi ad assorbire quantit\u00e0 pi\u00f9 ampie di passivit\u00e0 a dati prezzi, consentendo al governo maggiori margini di manovra per politiche espansive. D\u2019altra parte, con una credibilit\u00e0 pi\u00f9 debole, le prospettive che lo Stato sia capace e disposto a raccogliere risorse future sufficienti per ripagare i suoi obblighi di debito sarebbero percepite dai <em>Diavoli<\/em> come pi\u00f9 incerte e il VIB farebbe scendere i prezzi delle obbligazioni, restringendo i margini di azione. Un\u2019ulteriore erosione della credibilit\u00e0 dello Stato potrebbe persino portare i <em>Diavoli<\/em> a non volere pi\u00f9 acquistare o detenere le sue obbligazioni e a spostare conseguentemente i capitali verso attivit\u00e0 estere, azzerando lo spazio di policy.<\/p>\n<p>Riguardo all\u2019obiezione secondo cui uno Stato che gode di sovranit\u00e0 monetaria non sottost\u00e0 al VIB, giacch\u00e9 esso pu\u00f2 sempre stampare il danaro necessario per onorare i propri obblighi di debito, la <em>Teoria dei Diavoli<\/em> risponde che, poich\u00e9 i <em>Diavoli<\/em> sono guidati dal giudizio di credibilit\u00e0 che essi stessi attribuiscono allo Stato emittente, laddove essi giudicheranno quello Stato poco o per niente credibile, agiranno in modo da ridurre il valore delle sue passivit\u00e0 e influenzeranno i mercati sino al punto da indebolire la domanda di passivit\u00e0 denominate nella valuta dello Stato in parola, in tal modo incidendo sul suo VIB e restringendo il suo spazio di policy. Viceversa, per gli Stati che i <em>Diavoli <\/em>giudicheranno credibili.<\/p>\n<p>Il fatto che lo Stato possa stampare quantit\u00e0 illimitate di valuta nazionale (cosa che non potrebbe fare in valuta estera) non altera (a parit\u00e0 di circostanze) le perdite (reali) che i <em>Diavoli<\/em> prevedono di incorrere su contratti espressi in valute diverse: le condizioni contrattuali sarebbero stipulate in modo tale da rendere i <em>Diavoli <\/em>indifferenti tra le diverse valute di denominazione utilizzate.<\/p>\n<p><strong>Neutralit\u00e0 dei <em>Diavoli<\/em> verso il rischio di denominazione<\/strong><\/p>\n<p>Come osservato, si sostiene sovente che gli Stati che emettono passivit\u00e0 denominate nella propria valuta non possono risultare inadempienti sugli obblighi derivanti da tali passivit\u00e0. Ci\u00f2 dovrebbe convincere i governi a denominare sempre il proprio debito nella valuta nazionale, poich\u00e9 ci\u00f2 aumenterebbe il loro potere negoziale nei confronti dei <em>Diavoli<\/em>.<\/p>\n<p>Se cos\u00ec fosse, un governo potrebbe sempre ottenere un \u201cpasto gratuito\u201d indebitandosi nella propria valuta, di cui pu\u00f2 sempre disporre in quanto possa stamparne in quantit\u00e0 illimitata. Il che, invero, accade quando il governo \u00e8 in condizione di sfruttare investitori locali piccoli, disinformati e con limitata capacit\u00e0 di gestione degli investimenti, oppure che operano in mercati dei capitali locali segmentati, chiusi o captivi.<\/p>\n<p>Ma, lo ricordiamo, in mercati non captivi, gli investitori intendono recuperare il valore reale dei loro investimenti (pi\u00f9 un adeguato tasso di ritorno) e non investono altrimenti oppure escono dall\u2019investimento che non risulta remunerativo. Per i <em>Diavoli<\/em>, che misurano il valore reale dei propri investimenti in dollari o sulla base di un deflatore globale, essere ripagati in una valuta che si svaluta e il cui tasso di svalutazione non \u00e8 compensato, costituisce una forma di default, se non in termini legali, certamente in termini economici e finanziari. Pertanto, come detto, o investono proteggendosi da questo rischio, o non investono, o escono dall\u2019investimento.<\/p>\n<p>Quando le economie nazionali sono finanziariamente integrate e le loro passivit\u00e0 vengono scambiate sui mercati globali, i <em>Diavoli<\/em> valutano la capacit\u00e0 di rimborso del debito (in risorse reali) dei mutuatari (ad esempio, i governi): tale capacit\u00e0 \u00e8 ovviamente la stessa in qualunque valuta siano stipulati i contratti, giacch\u00e9 lo stesso \u00e8 il potenziale produttivo che genera le risorse per ripagare il valore reale dell\u2019investimento (pi\u00f9 il ritorno richiesto). Ho dato dimostrazione formale di questa conclusione <a href=\"http:\/\/www.postkeynesian.net\/downloads\/working-papers\/PKWP2202_AaQNRlX.pdf\">applicando il teorema di Modigliani-Miller alle finanze pubbliche di economie globalizzate<\/a>.<\/p>\n<p>Simmetricamente, lo Stato emittente \u00e8 soggetto al medesimo VIB per ciascuno dei suoi contratti, poich\u00e9 il tasso d\u2019interesse che riconosce sulle proprie passivit\u00e0 deve adeguarsi al sottostante rischio che, per quanto gi\u00e0 visto, non pu\u00f2 che essere uguale per tutti i contratti, a prescindere dalla valuta di denominazione. Inoltre, quanto minore \u00e8 la credibilit\u00e0 dello Stato emittente, tanto maggiore \u00e8 il rischio di deprezzamento della valuta e quindi il premio d\u2019interesse richiesto dai <em>Diavoli<\/em> per essere indotti ad acquistarne e detenerne le passivit\u00e0. Da qui la loro neutralit\u00e0 tra passivit\u00e0 emesse dalla stessa entit\u00e0 e denominate in valute diverse.<\/p>\n<h2>I principali risultati della <em>Teoria dei Diavoli<\/em><\/h2>\n<p>Secondo la <em>Teoria dei Diavoli<\/em>, l\u2019integrazione di un\u2019economia nazionale nei mercati finanziari globali conferisce a questi ultimi il potere di creare o distruggere lo spazio di policy dei governi. L\u2019ampiezza di questo spazio dipende da quanto i <em>Diavoli<\/em> ritengano credibili le politiche adottate (e le istituzioni che le adottano), sullo sfondo del potenziale produttivo dell\u2019economia sottostante.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 i <em>Diavoli<\/em> operano su un orizzonte temporale multi-periodale, lo spazio di policy che le loro scelte perimetrano per un paese ne determinano l\u2019elasticit\u00e0 del relativo VIB e, quindi, ne fissa i gradi di libert\u00e0 disponibili per prendere a prestito risorse dal futuro da impiegare per usi correnti: quando i <em>Diavoli<\/em> ritengono che la credibilit\u00e0 di un\u2019economia sia bassa, il VIB \u00e8 pi\u00f9 rigido e l\u2019effetto dell\u2019emissione di passivit\u00e0 (sotto forma di danaro o debito), pure intesa a stimolare l\u2019economia, tende a dissiparsi in deprezzamento della valuta nazionale e aumento dell\u2019inflazione. D\u2019altra parte, se la stessa azione espansiva \u00e8 intrapresa da un paese giudicato credibile, un VIB pi\u00f9 elastico rende l\u2019effetto macroeconomico efficace e senza conseguenze dissipative. Le preferenze dei <em>Diavoli<\/em>, dunque determinano l\u2019efficacia o inefficacia delle politiche macroeconomiche: questa \u00e8 la fonte del loro potere.<\/p>\n<p>La <em>Teoria dei Diavoli<\/em> spiega anche perch\u00e9 politiche simili hanno effetti diversi in paesi diversi. Spiega, ad esempio, perch\u00e9, sino a prima del Covid, in Giappone politiche fiscali e monetarie espansive di durata e intensit\u00e0 senza precedenti permettessero un\u2019elevata occupazione e un livello d\u2019inflazione praticamente pari a zero, mentre stimoli notevolmente inferiori in Turchia causavano il crollo della lira turca e un pericoloso aumento dell\u2019inflazione. Cos\u00ec come per anni, in Stati Uniti, la Federal Reserve e il Tesoro statunitensi sono riusciti a portare la disoccupazione ai minimi storici senza surriscaldare l\u2019economia, mentre nello stesso periodo l\u2019espansione fiscale e monetaria in Messico ha comportato il deprezzamento della valuta e l\u2019aumento dell\u2019inflazione senza apparenti vantaggi.<\/p>\n<p>Dalla <em>Teoria del Diavoli<\/em> deriva infine che, se un\u2019economia \u00e8 afflitta da scarsa credibilit\u00e0, essa ha poco da guadagnare dall\u2019adozione di un regime di tassi di cambio flessibili in termini di di recupero di maggiori margini d\u2019indipendenza nell\u2019uso delle leve di policy. Seppure, in linea di principio, i regimi di cambio flessibili conferiscono ai policymaker una maggiore flessibilit\u00e0 rispetto a quelli fissi, la flessibilit\u00e0 varia inversamente alla credibilit\u00e0 del paese percepita dai <em>Diavoli<\/em>. Maggiore \u00e8 lo stock di passivit\u00e0 di un paese poco credibile, meno elastico \u00e8 il VIB che i <em>Diavoli<\/em> gli concedono e maggiore \u00e8 la sua esposizione al rischio d\u2019interruzione improvvisa di afflusso di capitali dall\u2019estero e di deflusso di capitali verso l\u2019estero, a prescindere dalla valuta di denominazione delle passivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>I <em>Diavoli <\/em>in azione: un esempio recentissimo<\/strong><\/p>\n<p>Le recenti vicende della sterlina inglese offrono un plastico esempio dei <em>Diavoli<\/em> in azione. Ripercorrendo brevemente i fatti che risalgono soltanto a qualche settimana fa di questo difficile autunno, il precedente Governo britannico, da poco insediatosi alla guida del Liz Truss, aveva dato pubblico annuncio di una manovra fiscale incentrata sul taglio delle tasse alle fasce di reddito pi\u00f9 alte e sul congelamento dei prezzi dell\u2019energia; manovra che all\u2019incirca costa 60 miliardi di sterline da finanziare in deficit. I mercati l\u2019avevano bocciata, non gi\u00e0 perch\u00e9 di colpo scopertisi sensibili ai problemi della disuguaglianza sociale, ma semplicemente perch\u00e9 convinti che il proposto pacchetto di misure espansive, nel dato contesto inflazionistico, costituisse la premessa di una politica di bilancio non sostenibile. Ne seguirono una svendita dei titoli di stato e una crisi valutaria che la Banca d\u2019Inghilterra affront\u00f2 stampando sterline, acquistando i titoli, stabilizzandone i prezzi e consentendo il recupero della sterlina. il Governo dovette infine ritirare il provvedimento e prima il Cancelliere dello Scacchiere e poi lo stesso Premier poi furono costretti alle dimissioni. Il resto \u00e8 cronaca dei nostri giorni.<\/p>\n<p>Quel che di questa storia rileva ai fini del presente articolo \u00e8 che al crollo di credibilit\u00e0 del Governo di Sua Maest\u00e0 agli occhi dei <em>Diavoli<\/em> ha fatto riscontro la credibilit\u00e0 che gli stessi riconoscono alla \u201cVecchia Signora\u201d \u2013 la Banca d\u2019Inghilterra \u2013 il cui intervento, grazie a ci\u00f2, ha efficacemente difeso il valore del debito e della valuta nazionale, ad onta peraltro delle difficolt\u00e0 poste dal fatto che la Banca si trovasse a dover cogliere con un unico strumento \u2013 il tasso di interesse \u2013 due obiettivi nella fattispecie opposti: la stabilizzazione del corso dei titoli, da un lato, che richiedeva tassi bassi, e l\u2019impegno a contrastare l\u2019inflazione dall\u2019altro, che richiedeva tassi alti).<\/p>\n<p>Seppure le circostanze abbiano indotto la Banca a interventi e comunicazioni non sempre coerenti, i <em>Diavoli<\/em> non hanno mai dubitato che, compiuto l\u2019intervento di salvataggio, essa sarebbe tornata a tener fede al suo impegno antinflazionistico di medio termine. Fu molto chiaro in tal senso il <a href=\"https:\/\/www.cnbc.com\/2022\/09\/26\/bank-of-england-monitoring-markets-very-closely-after-pound-falls.html\">segnale<\/a> del Governatore Andrew Bailey, che, alla successiva seduta di novembre, dichiar\u00f2 che il Monetary Policy Committee non avrebbe \u201cesitato a variare i tassi d\u2019interesse nella misura necessaria per tornare sostenibilmente all\u2019obiettivo d\u2019inflazione di medio termine del 2%. Non soltanto <a href=\"https:\/\/www.goldmansachs.com\/insights\/pages\/why-the-british-pound-fell-to-a-record-low-against-the-us-dollar.html\">alcuni operatori<\/a> gli credettero, <a href=\"https:\/\/www.cnbc.com\/2022\/09\/26\/pound-tanking-massive-tax-cuts-and-talk-of-emergency-rate-hikes.html\">altri<\/a> considerarono anche che l\u2019aumento dei tassi sarebbe stato persino anticipato.<\/p>\n<p>Riconoscendo la credibilit\u00e0 della Banca, i <em>Diavoli<\/em> le hanno consentito d\u2019intervenire evitando che l\u2019iniezione di nuova moneta causasse ulteriore svalutazione e, anzi, invertendone la tendenza. Cos\u00ec essi hanno, s\u00ec, sfiduciato il Governo e il suo debito, ma hanno dato fiducia alla Banca d\u2019Inghilterra e alla moneta da lei emessa (d\u2019altra parte, perch\u00e9 mai dovuto accettare quest\u2019ultima se ne previsto il deprezzamento?).<\/p>\n<p>Si \u00e8 quindi trattato di un vero e proprio <em>decoupling<\/em> che solo l\u2019indipendenza della banca centrale ha reso possibile. Certo, la banca centrale non ha evitato la crisi; n\u00e9, da sola, avrebbe a termine potuto supplire a un quadro di policy giudicato insostenibile. Risolutivo \u00e8 stato infatti il ritiro del pacchetto proposto da parte del Governo e le successive sostituzioni ai vertici. Ci\u00f2 tuttavia non invalida, e anzi conferma, l\u2019esigenza di istituzioni credibili agli occhi dei <em>Diavoli<\/em> quando si naviga sulle acque da loro vigilate.<\/p>\n<p>Per apprezzare appieno questa considerazione si considerino due contro-scenari alternativi. Si supponga, dapprima, che la Banca d\u2019Inghilterra non godesse della credibilit\u00e0 riconosciutale. In tal caso, la scelta di stampare sterline per acquistare titoli di stato (soprattutto a fronte delle elevate aspettative d\u2019inflazione) ne avrebbe depresso il valore, innescando una spirale svalutazione-inflazione-svalutazione che prima o poi avrebbe reso inevitabili correzioni di policy, tanto pi\u00f9 restrittive quanto meno credibili fossero ritenuti Governo e Banca.<\/p>\n<p>Si supponga poi che, pure in assenza d\u2019inflazione, il Governo decidesse di perseguire il suo programma di variazione <em>strutturale<\/em> del bilancio e che la Banca fosse obbligata a monetizzarne <em>permanentemente<\/em> la spesa in deficit (come auspicano avvenga di norma i simpatizzanti della <a href=\"https:\/\/www.slideshare.net\/memmt\/finanza-funzionale-15214363\">finanza funzionale<\/a>). Seppure, in prima battuta, l\u2019inflazione avrebbe anche potuto non risentirne, la crescita attesa <em>indefinita<\/em> dello stock di moneta avrebbe indotto un aumento della speculazione sui mercati degli asset finanziari e della sterlina, provocando il deprezzamento di quest\u2019ultima e l\u2019effetto di una maggiore inflazione importata. Di pi\u00f9, scontando tali effetti, i <em>Diavoli<\/em> ne avrebbero accelerato il corso, questa volta sfiduciando egualmente Governo e Banca.<\/p>\n<p>I governi di altri paesi \u2013 soprattutto quelli che si sono affidati ai <em>Diavoli<\/em> con grandi emissioni di debito e quelli che programmano di farlo \u2013 traggano utili insegnamenti circa il perimetro di azione disponibile per le proprie scelte di politica economica, e cio\u00e8 quello \u201cspazio di policy\u201d oltre il quale i <em>Diavoli<\/em> rendono inefficaci le politiche o possono anche indurle a retroagire negativamente sugli obiettivi prefissati. Quello spazio \u00e8 endogeno alle scelte dei <em>Diavoli<\/em>: quanto meno credibili essi giudicano le politiche economiche di un paese, tanto pi\u00f9 ne restringono i contorni.<\/p>\n<h2>Riflessioni<\/h2>\n<p>Mi \u00e8 stato obiettato che questa teoria decanta i criteri con cui operano i mercati-diavoli e ne esalta il ruolo di guardiani della sostenibilit\u00e0. Nient\u2019affatto. Questa obiezione scambia il mio tentativo di comprendere il funzionamento di una realt\u00e0 \u2013 tentativo che sottende lo scopo della teoria sopra succintamente esposta \u2013 con il mio giudicare quella realt\u00e0 come buona e desiderabile.<\/p>\n<p>Non \u00e8 quel che io credo. Detto ci\u00f2, dico anche che quel che io credo (o che chiunque altri creda) in proposito non rileva. I mercati hanno criteri per giudicare la credibilit\u00e0 di un\u2019istituzione o di un paese e, giusti o sbagliati che quei criteri siano, chi si affida ai mercati (come fanno governi e operatori che presso di loro collocano ingenti quantit\u00e0 di debito) viene giudicato in base a quei criteri e con quei criteri deve misurarsi. Che piacciano o no e che siano validi o meno.<\/p>\n<p>Quei criteri possono essere falsi o possono essere applicati incorrettamente, ma questo non toglie che i mercati hanno la forza (invero, lo strapotere) per imporli. L\u2019indipendenza della banca centrale, per esempio, rientra tra questi criteri e la sua fondatezza, quale strumento di orientamento in senso antinflazionistico delle aspettative dei soggetti economici, pu\u00f2 essere messa in discussione (si veda al riguardo il bel <a href=\"https:\/\/www.scielo.org.mx\/scielo.php?script=sci_arttext&amp;pid=S0185-16672019000400067\">contributo di Thomas Palley<\/a> sul tema). Ai fini pratici, tuttavia, ci\u00f2 diventa irrilevante una volta che i mercati ne abbiano fatto uno dei criteri su cui incardinare le proprie scelte allocative. Chi lavora sui mercati sa bene quanto condizionanti (se non determinanti) siano tali scelte nel definire il perimetro dello spazio di policy agibile dai governi che ai mercati ricorrono per prendere risorse a prestito.<\/p>\n<p>La crisi britannica dei <em>gilts<\/em> deriva da un pacchetto di policy che i <em>Diavoli<\/em> hanno giudicato non sostenibile (a torto o a ragione) e che solo la credibilit\u00e0 della Banca d\u2019Inghilterra (sempre agli occhi dei <em>Diavoli<\/em>) ha parzialmente risolto, pur con tutte le asperit\u00e0 e incoerenze del caso. \u00c8 un fatto che la forza dei <em>Diavoli<\/em> sia infine riuscita a far cadere la leadership di un governo di un paese dal peso, peraltro, nient\u2019affatto trascurabile come il Regno Unito.<\/p>\n<p>Quando ai <em>Diavoli<\/em> ci si affida \u201cmani e piedi\u201d, con le loro regole si \u00e8 costretti a giocare e discuterne del merito diventa pretestuoso. \u00c8 semmai sullo strapotere dei <em>Diavoli<\/em> che occorre interrogarsi e sull\u2019opportunit\u00e0 che i paesi consegnino loro una parte importante dei propri destini, emettendo passivit\u00e0 (debito e\/o moneta) in misura sconsiderata sino a perderne la sovranit\u00e0.<\/p>\n<h2>Conclusione<\/h2>\n<p>Nel mondo della finanza globalizzata, i <em>Diavoli<\/em> determinano la relativa (in)efficacia delle politiche macroeconomiche dei paesi dove essi investono capitali: pi\u00f9 debole \u00e8 la credibilit\u00e0 che essi attribuiscono a un paese e alle sue istituzioni, pi\u00f9 ristretto \u00e8 lo spazio di policyche essi gli concedono e meno efficaci (o per niente efficaci) risultano le manovre espansive.<\/p>\n<p>Inoltre, lo spazio si contrae tanto pi\u00f9 quanto pi\u00f9 i <em>Diavoli<\/em> ritengano che le policy adottate dal paese ne erodano ulteriormente la credibilit\u00e0, dissipandone gli effetti sottoforma di svalutazione del cambio e maggiore inflazione importata. Alla fine, i <em>Diavoli <\/em>vedono giusto. Ma non perch\u00e9 sono brevi e sanno prevedere il futuro, ma perch\u00e9 possono farlo accadere \u2013 semplicemente (ri)orientando i propri portafogli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/il-pensiero-economico\/i-diavoli-dalla-realta-alla-fiction-alla-teoria-economica\/\">https:\/\/www.economiaepolitica.it\/il-pensiero-economico\/i-diavoli-dalla-realta-alla-fiction-alla-teoria-economica\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ECONOMIA E POLITICA (Biagio Bossone) Si dice che i mercati abbiano un modo sicuro per prevedere il futuro: farlo accadere. Fare accadere il futuro \u00e8 opera dei Diavoli, come l\u2019autore di bestseller di successo Guido Maria Brera ha chiamato coloro che, dietro le quinte, tirano le fila della finanza internazionale e scatenano le forze invisibili che guidano l\u2019economia mondiale \u2013 appunto i mercati. 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