{"id":76314,"date":"2023-01-02T15:19:04","date_gmt":"2023-01-02T14:19:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76314"},"modified":"2023-01-02T15:19:04","modified_gmt":"2023-01-02T14:19:04","slug":"teologia-politica-e-diritto-di-geminello-preterossi-un-libro-piu-moderno-di-ogni-moderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76314","title":{"rendered":"\u201cTeologia politica e diritto\u201d di Geminello Preterossi. Un libro \u201cpi\u00f9 moderno di ogni moderno\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Carlo Magnani)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858149645\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Teologia politica e diritto<\/a><\/em> \u00e8 il titolo del libro di Geminello Preterossi uscito per i tipi di Laterza nell\u2019ottobre del 2022. Si tratta di un testo importante, che rappresenta forse una epitome del lungo e apprezzato lavoro di ricerca che l\u2019Autore ha inaugurato con la monografia <em>Carl Schmitt e la tradizione moderna<\/em> nella met\u00e0 degli anni Novanta. I due ambiti tematici indicati nel sobrio titolo, cio\u00e8 la teologia politica e il diritto, costituiscono infatti la materia viva su cui Preterossi riflette da sempre, ma in questa circostanza si registra un salto, che consiste nella intensificazione della loro esposizione alla luce di quel magma filosofico che chiamiamo ancora il Moderno. Siamo costretti ad essere parte del Moderno, anche nostro malgrado, nonostante le mode culturali, nonostante i vari prefissi \u201cpost\u201d che vorrebbero spingerci verso un ineffabile \u201coltre\u201d. Il messaggio che ci giunge da queste pagine \u00e8 che per comprendere la dimensione politico-giuridica bisogna confrontarsi con tutta la tradizione moderna, che \u00e8 quella che parte da Cartesio (nella metafisica) e Hobbes (nelle scienze politiche e giuridiche) per giungere sino ai nostri giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rapporto che Preterossi allaccia con questa trazione \u00e8 passionale e coinvolgente, riprodotto in una prosa che \u00e8 al contempo misurata e accalorata, precisa e debordante. Non si tratta affatto di un testo facile, tantomeno da recensire, anzi, presenta una complessit\u00e0 notevole, necessitando una assimilazione lenta e meditata. Come avviene in tutti i grandi libri, al centro c\u2019\u00e8 una sola grande idea che trova sviluppo in variegati pensieri, una sola grande questione che viene approfondita con la forza con cui si deve maneggiare la pietra portante che dovr\u00e0 reggere tutto l\u2019edificio. Anche la costruzione del libro testimonia questa sorta di pluralit\u00e0 monolitica, le quasi trecento pagine sono organizzate attorno a sei capitoli, cintati da una introduzione e da una conclusione, che si presentano nella loro nuda essenzialit\u00e0 come un unico lungo pensiero, senza l\u2019intervento di paragrafi che spezzerebbero il ragionamento e con un ricorso minimo a note a pi\u00e8 di pagina, che non sono tanto bibliografiche ma veri e propri incisi esplicativi dell\u2019Autore, quasi dei ceselli autografi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma quale \u00e8 questa idea di fondo, quindi? \u201cLa tesi fondamentale di questo libro \u00e8 che la teologia politica sia inestinguibile. Anche al tempo della sua negazione quale \u00e8 quello presente\u201d (p. 3)<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/29\/teologia-politica-e-diritto-di-geminello-preterossi-un-libro-piu-moderno-di-ogni-moderno\/#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>. Questo \u00e8 l\u2019incipit del testo, e Preterossi non poteva davvero essere pi\u00f9 esplicito nella dichiarazione di intenti. La questione della teologia politica moderna, come \u00e8 noto, \u00e8 stata fissata indelebilmente da Carl Schmitt nel celebre saggio <em>Teologia politica<\/em>, nel quale in avvio del paragrafo terzo afferma lapidariamente che \u201cTutti i concetti pi\u00f9 preganti della moderna dottrina dello Stato sono concetti teologici secolarizzati\u201d (p. 61)<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/29\/teologia-politica-e-diritto-di-geminello-preterossi-un-libro-piu-moderno-di-ogni-moderno\/#_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>. Si tratta di una formula sintetica da cui Preterossi prende le mosse per ricavarne la massima prestazione possibile, percorrendola sia orizzontalmente, in senso quindi storico dalla modernit\u00e0 ai giorni nostri, sia verticalmente, scavando alacremente dentro le categorie teoriche. La modernit\u00e0 politica e giuridica si struttura a partire dalla fine del Seicento mediante una rivoluzione spirituale che ha portato al tramonto il vecchio ordine tradizionale eretto sulla garanzia delle verit\u00e0 di fede. La metafisica sostanzialista teologica basata sull\u2019ordine delle cose lascia il posto alla secolarizzazione del potere e del diritto, alla loro costruzione razionale e artificiale che si appoggia su una nuova idea di natura: la citt\u00e0 degli uomini si fa del tutto autonoma da quella di Dio, secondo il brocardo di Hobbes che fonda il diritto statale moderno \u201c<em>auctoritas, non veritas facit legem<\/em>\u201d. Da questa condizione spirituale e sociale possono scaturire varie risposte. Vi pu\u00f2 essere il rimpianto del passato, come avviene nel tradizionalismo conservatore. Pu\u00f2 sorgere anche un atteggiamento opposto, di estrema enfasi dell\u2019immanentismo moderno, come avviene nell\u2019illuminismo liberal-progressista che confida nella spinta acceleratrice del Moderno. Per certi versi anche lo storicismo marxista risulta assimilabile a tale posizione. Delle filosofie della storia progressiste diffidano al contrario coloro che nel nichilismo implicito della secolarizzazione valorizzano invece la dimensione del negativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La teologia politica non \u00e8 per\u00f2 assimilabile ad alcuno di questi orizzonti. La relazione che essa costruisce col Moderno \u00e8 del tutto interna, come nelle filosofie della storia, essa infatti \u00e8 \u201claica e non sostanzialista\u201d, ma \u00e8 in grado di smentire \u2013 a differenza di quelle \u2013 \u201cle auto-rappresentazioni liberali e illuministe della ragione politica moderna\u201d (p. 12)<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/29\/teologia-politica-e-diritto-di-geminello-preterossi-un-libro-piu-moderno-di-ogni-moderno\/#_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>. A fare la differenza \u00e8 la capacit\u00e0 di rappresentare \u2013 e il termine va inteso in tutta la sua portata, come rappresentazione dell\u2019assente \u2013, anche e soprattutto simbolicamente, le contraddizioni del politico, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di rendere conto di una \u201ceccedenza\u201d del moderno, che \u00e8 data dalla dimensione disordinante, caotica, conflittuale, dialettica su cui si erge l\u2019ordine politico-giuridico. In questo senso la teologia politica \u00e8 <em>katechon<\/em>, cio\u00e8 apparato frenante del nichilismo immanentista della modernit\u00e0. Ma ci\u00f2 che preme rilevare, e che Preterossi non si stanca mai di ripetere, \u00e8 il carattere del tutto interno della teologia politica alla modernit\u00e0 giuspositivista. Essa non pu\u00f2 esprimere alcuna nostalgia della metafisica sostanzialista e teologica, perch\u00e9 ha una origine politica e quindi \u00e8 idonea a fondare anche il diritto del tutto laicamente. Tuttavia, resta aperta sull\u2019abisso della obbligatoriet\u00e0 di un fondamento senza fondamento, indica il senso di vuoto e al contempo il bisogno di un senso: ma dentro l\u2019immanenza, non oltre e non prima. Gli autori che Preterossi affronta per delineare il quadro concettuale della teologia politica sono la triade Hobbes-Hegel-Schmitt. In tutti e tre emerge l\u2019irriducibilit\u00e0 del Politico ad una socialit\u00e0 pacificata, di per s\u00e9 produttiva di ordine, pace e diritti. Sia il razionalismo positivistico (Hobbes), sia la dialettica sociale e l\u2019immane potenza del negativo (Hegel), che la ricerca genealogica sulle categorie della politica (Schmitt), disegnano un percorso alternativo a quello consolidato nel liberalismo (Locke, Kant, Kelsen), che mostra tutta la dimensione conflittuale insita nella societ\u00e0 moderna e tardo-moderna. Preterossi valorizza una linea che presenta il conto di una modernit\u00e0 inquieta e scomoda, che cerca la dimora del Politico oltre le procedure razionali e che non si accontenta della finzione della <em>Grundnorm<\/em>. In questa operazione percorre un crinale molto insidioso, in cui rischia anche di finire nei paraggi dell\u2019irrazionalismo: \u00e8 come se portasse al limite estremo, sino al margine della rottura, il paradigma del Moderno, provando a valorizzarne al massimo il paradosso del carattere auto-fondativo. Rispetto alle filosofie della storia, la teologia politica non gode della polizza assicurativa del superamento dialettico; rispetto al pensiero negativo non si accontenta di ammirare il baratro delle rovine della storia: \u00e8 troppo moderna per un verso, e lo \u00e8 troppo poco per un altro. Trovare un senso nel nichilismo senza ricorrere ad alcuna forma di finzione \u00e8 davvero una impresa improba, che forse solo la decisione politica artificiale pu\u00f2 adiuvare. Cos\u00ec come riconoscere l\u2019oggettivit\u00e0 e la legittimit\u00e0 del presente rischia di scontrarsi con la produzione di soggettivit\u00e0 politiche trascendenti. Queste contraddizioni restano aperte nel libro di Preterossi, che per questo porta il Moderno ai confini pi\u00f9 estremi della sua pensabilit\u00e0: un metro prima c\u2019\u00e8 l\u2019apparente sicurezza del Progresso, un centimetro dopo si cade nella voragine del Negativo. Non \u00e8 una condizione molto comoda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad arricchire il testo arrivano poi anche altri autori, a segnare il passaggio del libro a temi pi\u00f9 contemporanei, dove l\u2019impianto teorico teologico politico dei \u201ctre terribili\u201d viene messo in attualit\u00e0 toccando tutte le questioni pi\u00f9 cogenti che attraversano la sfera giuridico-politica. Cos\u00ec Gramsci, Laclau, Foucault, ma anche Benjamin e Agamben, diventano interlocutori efficaci della prestazione della teologia politica. Un breve inciso: molto interessante e originale il tentativo di ricavare dallo storicismo assoluto di Gramsci risorse teologico politiche. Una impresa di cui l\u2019Autore non nasconde le difficolt\u00e0 e le ambiguit\u00e0, ma che decide di affrontare muovendo dal combinato disposto di egemonia-religione-nazionalpopolare-partito politico, provando a estrarne una meta-politica che sfugge al marxismo gramsciano. E vista che l\u2019influenza che questo ha avuto sul marxismo e sulla politica della sinistra italiana \u00e8 un filone davvero da approfondire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Preterossi legge la fenomenologia della politica e del potere odierni alla luce della crisi della modernit\u00e0 globalista neoliberale: cos\u00ec crisi della forma partito e della democrazia costituzionale, bio-diritto e bio-politica, populismo, ma anche l\u2019economia finanziaria, l\u2019emergenzialismo, diventano comprensibili grazie alla speciale prospettiva offerta dal paradigma della teologia politica. Qui troviamo la risposta al quesito iniziale, se cio\u00e8 \u00e8 possibile una dimensione del Politico che prescinda dalla teologia politica. Quando Preterossi parla di teologia politica oscilla, a nostro modesto avviso, tra due concezioni del Politico, una ontologica e una normativa, che si intrecciano nel testo. Nel primo caso la teologia politica serve per rispondere alla domanda su \u2018che cosa \u00e8 il Politico\u2019, ne delinea l\u2019essenza: ed infatti polemizza co Laclau e Mouffe sul loro anti-essenzialismo, mostrandosi ancora una volta dentro il Moderno. Nel secondo caso, invece, la teologia politica sembra indicare che \u2018cosa dovrebbe essere il Politico\u2019, cio\u00e8 quali profili servirebbero per una politica emancipativa e di autonomia democratica. Dalla teologia politica, quindi, \u00e8 possibile ricavare tanto una ontologia del Politico che una normativit\u00e0 della politica. Le due visioni si presentano sovrapposte e si sorreggono vicendevolmente, a volte prevale l\u2019una altre volte l\u2019altra, realizzando una forte produttivit\u00e0 di analisi. Sembra che Preterossi individui una sorta di epoca d\u2019oro della politica in cui la dimensione ontologica e quella etico-prescrittiva erano pienamente soddisfatte: \u00e8 il Trentennio Glorioso del costituzionalismo democratico-sociale, in cui il Politico tramite i partiti di massa (la Costituzione materiale di Mortati) occupa la scena ed esplica la sua autonomia dall\u2019economico e da altre istanze sociali, divenendo anche produttore di senso popolare. Oggi invece \u00e8 l\u2019et\u00e0 della crisi del Politico, la teologia politica \u00e8 sostituita da surrogati quali la teologia economica e la teologia giuridica, che per l\u2019Autore negano tanto l\u2019essenza del Politico quanto i valori democratici. E questo \u00e8 il rovello della domanda iniziale, pu\u00f2 davvero estinguersi la teologia politica? Preterossi sostiene che non \u00e8 possibile perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un\u2019essenza in gioco che non pu\u00f2 essere cancellata, al massimo rimossa pagandone prezzi pesanti (crisi della democrazia, ideologia dei diritti astratti, universalismo economico globale). In questa mossa rivela quello che definirei (forse impropriamente?) un certo platonismo: mette cio\u00e8 al riparo dalla storia l\u2019essenza del Politico, e lo fa sfuggendo da ogni versione storicista della modernit\u00e0. La tradizione moderna allora ritorna come dispositivo paradossale, come fondamento senza fondamento, con una dialettica che non si chiude mai perch\u00e9 resta aperta su un lato, dove si apre uno spazio che si pu\u00f2 solo vedere e mai percorrere. Dentro il moderno c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 della trascendenza, sia pure laica e auto-fondata. Questo elemento ontologico della teologia politica \u00e8 forse il nucleo teorico pi\u00f9 autentico di questo testo, che mette in secondo piano la normativit\u00e0 del Politico. A partire dalla trascendenza secolare possono sgorgare esiti aperti. Ne sono una testimonianza due commenti che il libro ha ricevuto. In uno, di Mariano Croce<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/29\/teologia-politica-e-diritto-di-geminello-preterossi-un-libro-piu-moderno-di-ogni-moderno\/#_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>, prevale l\u2019aspetto laico e persino ateistico, nell\u2019altro di Gabriele Guzzi<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/29\/teologia-politica-e-diritto-di-geminello-preterossi-un-libro-piu-moderno-di-ogni-moderno\/#_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>, in maniera speculare e opposta, invece si enfatizzano gli esiti ultra-mondani e religiosi del momento teologico politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Precisata la centralit\u00e0 della tradizione moderna nella forma istituzionale della teologia politica, resta per\u00f2 aperto un dilemma, cio\u00e8 se le vicende della storia (che sono pur sempre connesse alla immane potenza del negativo) non siano ormai soverchianti questa tradizione, sino al punto di travolgerla o di svuotarla del tutto dall\u2019interno; cio\u00e8 se l\u2019ontologia del Politico possa ancora reggere gli urti delle nuove teologie tecno-bio-economiche. Insoddisfatti del presente e disillusi di ogni ideologia progressista, siamo costretti a domandare e a usare risorse preziose come il libro di Preterossi, coi piedi ben dentro la tradizione, come Pasolini \u201cpi\u00f9 moderni di ogni moderno\u201d.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/29\/teologia-politica-e-diritto-di-geminello-preterossi-un-libro-piu-moderno-di-ogni-moderno\/#_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> G. Preterossi, <em>Teologia politica e diritto<\/em>, Laterza, Roma-Bari, 2022.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/29\/teologia-politica-e-diritto-di-geminello-preterossi-un-libro-piu-moderno-di-ogni-moderno\/#_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> C. Schmitt, Le categorie del politico, Il Mulino, Bologna, 1972.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/29\/teologia-politica-e-diritto-di-geminello-preterossi-un-libro-piu-moderno-di-ogni-moderno\/#_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> G. Preterossi, cit.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/29\/teologia-politica-e-diritto-di-geminello-preterossi-un-libro-piu-moderno-di-ogni-moderno\/#_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> M. Croce, <em>Senza Dio tutto \u00e8 possesso: contro la teologia economica<\/em>, in Minima&amp;Moralia, 15 ottobre 2022.<\/p>\n<p><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/29\/teologia-politica-e-diritto-di-geminello-preterossi-un-libro-piu-moderno-di-ogni-moderno\/#_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a> G. Guzzi, <em>Sovranit\u00e0 filiale. Cristo e la teologia politica<\/em>, LaFionda, 23 dicembre 2022.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/29\/teologia-politica-e-diritto-di-geminello-preterossi-un-libro-piu-moderno-di-ogni-moderno\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2022\/12\/29\/teologia-politica-e-diritto-di-geminello-preterossi-un-libro-piu-moderno-di-ogni-moderno\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Carlo Magnani) Teologia politica e diritto \u00e8 il titolo del libro di Geminello Preterossi uscito per i tipi di Laterza nell\u2019ottobre del 2022. Si tratta di un testo importante, che rappresenta forse una epitome del lungo e apprezzato lavoro di ricerca che l\u2019Autore ha inaugurato con la monografia Carl Schmitt e la tradizione moderna nella met\u00e0 degli anni Novanta. 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