{"id":76499,"date":"2023-01-09T11:00:36","date_gmt":"2023-01-09T10:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76499"},"modified":"2023-01-07T09:17:53","modified_gmt":"2023-01-07T08:17:53","slug":"benvenuti-a-pesaro-nella-nuova-stalla-biotecnologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76499","title":{"rendered":"Benvenuti a Pesaro nella nuova \u201cstalla\u201d biotecnologica"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Resistenze al nanomondo (redazione)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Comune di Pesaro ha autorizzato la vendita di un terreno pubblico per la creazione di un laboratorio di bio-sicurezza (BSL3) di livello 3 che sar\u00e0 gestito dall\u2019Istituto Zooprofilattico Sperimentale Togo Rosati dell\u2019Umbria e delle Marche (IZSUM).<br \/>\nSi legge, nella delibera approvata in questi giorni, che l\u2019Istituto Zootecnico Sperimentale dell\u2019Umbria e delle Marche \u201cha manifestato l\u2019intenzione di comprare mediante trattativa privata diretta altri terreni di propriet\u00e0 comunale, in adiacenza a quelli di sua propriet\u00e0, siti in localit\u00e0 Torraccia tra via Furiassi e via Grande Torino al fine di implementare la sede locale attraverso: la creazione di un laboratorio di bio-sicurezza (BSL3), ossia una struttura in grado di garantire sperimentazioni e manipolazioni \u2013 in vivo e in vitro \u2013 di agenti virali pericolosi per la salute animale e dell\u2019uomo di massima sicurezza e contenimento biologico; la realizzazione di stalle contumaciali per la stabilizzazione di grandi e piccoli animali in grado di garantire misure di bio-contenimento e bio-sicurezza nei confronti degli agenti infettivi\u201d.<br \/>\nGi\u00e0 nel 2018 vi era stata una vendita di un terreno comunale di tremila metri quadrati per 260 mila euro e attualmente \u00e8 prevista quest\u2019altra vendita di 12mila metri quadrati per 500 mila euro, bench\u00e9 la stima fosse di 700mila, ed \u00e8 in quest\u2019ultimo terreno che si insedier\u00e0 il nuovo Biolaboratorio. Dalla vendita di questo terreno le casse comunali andranno a rimpinguarsi e l\u2019Istituto Zooprofilattico potr\u00e0 mettere in campo il finanziamento di 4 milioni di euro che ha avuto dai fondi provenienti sembra dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ma potrebbero esserci anche altri finanziatori, adesso e in futuro, considerando gli indirizzi della ricerca che ufficialmente verr\u00e0 portata avanti.<br \/>\nL\u2019Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell\u2019Umbria e delle Marche \u00e8 un\u2019azienda sanitaria pubblica che opera nell\u2019ambito del Servizio sanitario nazionale, garantendo per queste regioni prestazioni tecno-scientifiche in materia di igiene e sanit\u00e0 pubblica veterinaria. Gi\u00e0 nel 1995, con due distinti decreti del Ministero della Sanit\u00e0, l\u2019Istituto aveva avuto il riconoscimento di \u201cCentro di Referenza Nazionale per la Leucosi Bovina Enzootica e per lo studio e la diagnosi delle Pesti Suine\u201d. Una successiva denominazione ha classificato questi laboratori come \u201cCentro di referenza nazionale per lo studio dei retrovirus correlati alle patologie infettive dei ruminanti\u201d e come \u201cCentro di referenza nazionale per lo studio delle malattie da pestivirus e da asfivirus\u201d.<br \/>\nNel sito internet dell\u2019Istituto si legge: \u201cCompito dell\u2019Istituto, inoltre, \u00e8 svolgere attivit\u00e0 di ricerca, sia collegata alle tradizionali attivit\u00e0 diagnostiche che nel campo dell\u2019igiene degli alimenti e delle produzioni zootecniche, ed intrattenere rapporti di collaborazione tecnico-scientifica con istituzioni di ricerca nazionali ed internazionali. L\u2019Istituto \u00e8 autorizzato dal Ministero alla Sanit\u00e0 alla produzione, commercializzazione e distribuzione di vaccini e presidi diagnostici occorrenti per la lotta contro le malattie infettive e per le attivit\u00e0 di sanit\u00e0 pubblica veterinaria. L\u2019Istituto \u00e8 anche in condizione di svolgere un importante ruolo professionale e scientifico in settori d\u2019interesse emergente, quali la difesa dell\u2019ambiente, la tutela faunistica, il monitoraggio degli ecosistemi terrestri e marini, la contaminazione ambientale ed il benessere animale. Di notevole rilievo \u00e8 il compito, di recente affidato all\u2019Istituto dalla Regione Umbria con il Piano Sanitario 1999-2001, di realizzare un sistema informatizzato in rete, che lo colleghi alle Sezioni provinciali, alla Regione ed alle Aziende Sanitarie Locali e che rappresenta la base infrastrutturale per la costituzione dell\u2019Osservatorio Epidemiologico Veterinario (O.E.V.)\u201d.<br \/>\nLa notizia dell\u2019imminente nascita di questo centro si \u00e8 diffusa dopo l\u2019indignazione degli abitanti delle zone limitrofe a dove dovrebbero sorgere i laboratori, considerando, a poche centinaia di metri, le case, i giardini pubblici, un fiume, ma soprattutto considerando il ricordo ancora vivo di un laboratorio cinese di nome Wuhan. Come prevedibile le istituzioni si sono affrettate a rassicurare tramite i giornali locali sui livelli di sicurezza del nuovo IZSUM, sbagliando per\u00f2 questa volta argomento, visto che \u00e8 proprio il livello alto di protezione 3 del laboratorio a preoccupare le persone, considerando che Wuhan era di livello 4.<br \/>\nIl mese passato l\u2019assessore Riccardo Pozzi entrando nel merito della delibera per la prossima realizzazione del centro di ricerca descriveva quest\u2019ultimo come un punto di riferimento per l\u2019intero centro Italia, contraddicendosi per\u00f2 nelle settimane successive quando dichiarava \u201czero rischi e zero esperimenti\u201d, continuando a considerare il centro come una grande opportunit\u00e0 per la citt\u00e0 di Pesaro. Ormai ci stiamo abituando a determinate descrizioni che trasformano startup e centri di ricerca in vere e proprie possibilit\u00e0 sociali, come se venissero realizzati una biblioteca o un parco per far uscire i bambini dall\u2019asfalto. Strutture spesso poi realizzate per controbilanciare attivit\u00e0 non gradite dalla popolazione, non stupirebbe che una parte dei 200 mila euro risparmiati dall\u2019acquisto del terreno venisse reinvestita in progetti \u201cecosostenibili ed inclusivi\u201d per la cittadinanza, come gi\u00e0 si \u00e8 visto in altre situazioni simili accontentando cos\u00ec tutti e garantendo il seguito elettorale dei rappresentanti istituzionali.<br \/>\nUn centro di ricerca sperimentale diventa cos\u00ec un luogo dove non si fanno sperimentazioni e manipolazioni, un luogo che d\u00e0 lavoro alla comunit\u00e0 come se ci fossero biotecnologi e nanotecnologi con il reddito di cittadinanza o in fila al Centro per l\u2019impiego. Poco pi\u00f9 di una \u201cstalla\u201d a sentire il signor Caputo, direttore dell\u2019Istituto, che parla di innocue quarantene per animali colpiti da malattie virali e batteriche.<br \/>\nLa realizzazione di un laboratorio simile va situata nell\u2019attuale momento che stiamo vivendo: \u00e8 in corso un\u2019accelerazione del paradigma tecno-scientifico e le bionanotecnologie si insinuano nel mondo facendosi \u201cambiente\u201d apprestandosi ad accompagnare l\u2019intera nostra esistenza. Non ci stupisce che in questo caso si parta dalla salute veterinaria, ma non deve farci illudere che l\u2019aspetto non ci riguardi: ci attende un\u2019esistenza zootecnica, tutto va in quella direzione, se il mondo si fa laboratorio a noi ci attende lo stabulario.<br \/>\nNel 2020, in piena dichiarata emergenza sanitaria, gli Stati Uniti hanno trasferito dall\u2019Egitto alla Sicilia all\u2019interno della base militare di Sigonella il NAMRU3 (Naval Medical Resarch Unit), un laboratorio di livello 3 della Marina Militare che conduce ricerche su virus e batteri, ma in particolare su malattie enteriche, infezioni acute respiratorie, epatiti, tubercolosi, meningiti, fino all\u2019HIV e a varie infezioni da parassiti che potrebbero rappresentare un grave problema sanitario. Il trasferimento del quartiere generale del centro di ricerca nel cuore della Naval Air Station di Sigonella \u2013 realizzato con evidente fretta, considerando che era presente in Egitto dal 1945 \u2013 \u00e8 stato giustificato dal fatto che risulta \u201cIl luogo pi\u00f9 ideale per le operazioni, poich\u00e9 l\u2019Hub of the Med risulta geograficamente centrale rispetto ai tre comandi di combattimento che il centro di ricerca deve supportare: il comando centrale (Centcom), il comando europeo (Eucom) e il comando africano (Africom)\u201d. Tra l\u2019altro questo trasferimento era stato deciso ben prima della dichiarata pandemia, evidentemente la chiaroveggenza che contraddistingue i militari li ha spinti a tirarsi avanti e a mettere base dove occorre.<br \/>\nL\u2019aspetto della ricerca militare non dovrebbe portare a pensare che in questi centri si concentri il \u201csegreto\u201d di inconfessabili ricerche. Questo \u00e8 l\u2019aspetto che si vive dall\u2019esterno, quello che si d\u00e0. La realt\u00e0 \u00e8 per\u00f2 ben pi\u00f9 complessa, il concentrarci sul drone che protegge dall\u2019alto il NAMRU distoglie la nostra attenzione su quello che avviene in quella che \u00e8 stata chiamata \u201cpoco pi\u00f9 di una stalla per animali infetti\u201d come il nascente Istituto Zooprofilattico di Pesaro che \u00e8 stato classificato di livello 3. Ricerche e centri di questo livello, evidentemente strutturati per un\u2019esistenza di emergenza perenne, non fanno distinzione tra militare e civile. Anche da una \u201csemplice stalla sperimentale\u201d pu\u00f2 uscire quello che occorre a condire una nuova arma batteriologica della NATO, perch\u00e9 ormai dovremmo averlo compreso, in tempi di emergenza tutto pu\u00f2 accadere e le nostre previsioni e analisi pi\u00f9 pessimiste spesso non eguagliano quello che effettivamente pu\u00f2 essere messo in pratica. Il motivo \u00e8 molto semplice, il sentire comune fa riferimento ai trattati, alle regole strettissime che sono un\u2019infinit\u00e0 e a tutti i vari comitati bioetici, ma la realt\u00e0 \u00e8 che costoro non ragionano in questi termini, non vi \u00e8 un rischio-beneficio da calcolare, ma un unico beneficio per i loro interessi e possiamo su questo essere certi che passeranno sopra ogni cosa pur di attuarli. Esistono anche i Manuali di Biosicurezza molto dettagliati e precisi, sulla carta, dove si interrogano su quello che pu\u00f2 essere un \u201crischio accettabile\u201d. Cosa significa questo, cosa pu\u00f2 essere ritenuto \u201caccettabile\u201d? Che eventuali virus si disperdano nei quartieri e non raggiungano il fiume? O che il problema non vada oltre la cittadina? Questo ricorda determinati documenti che giravano durante la realizzazione della linea TAV nel Mugello dove venivano fatte anche le stime dei morti che ci sarebbero stati nella realizzazione dei lavori. Ma se invece di pensare sempre agli effetti ultimi non si iniziasse a puntare la riflessione e lo sguardo verso il principio, dove tutto nasce, allora gli interrogativi potrebbero essere perch\u00e9 risparmiare dieci minuti di viaggio e perch\u00e9 incrementare l\u2019ingegneria genetica e la biologia sintetica anticamera della guerra batteriologica?<br \/>\nI manuali di biosicurezza sono scritti da chi dovr\u00e0 essere controllato da quelle misure di sicurezza, perch\u00e9 sono loro gli esperti e i detentori di quel sapere tecno-scientifico, sono loro gli stessi promotori e fautori dei processi in corso. Poi, quando avviene un disastro, gli abitanti sono chiamati a diventare co-gestori e amministratori attivi e responsabili dello stesso disastro, come a Fukushima dove la popolazione aveva imparato ad automisurarsi i propri livelli di contaminazione radioattiva.<br \/>\nA Trieste il Centro Internazionale per l\u2019Ingegneria Genetica e Biotecnologia (ICGEB) di livello 3 nei mesi scorsi ha ricevuto dal governo italiano piena immunit\u00e0 e inviolabilit\u00e0 per il personale di ricerca e per quello che viene portato avanti all\u2019interno dei suoi laboratori. Da quel momento non sono pi\u00f9 tenuti a riferire sullo sviluppo delle loro ricerche di ingegneria genetica, ricerche che sono incentrate, come si legge dalla pagina del Centro, su \u201ccontrollo dell\u2019espressione genica, replicazione del DNA, riparazione del DNA, elaborazione dell\u2019RNA; studi su virus umani quali HIV, HPV e rotavirus, immunologia molecolare, neurobiologia, genetica molecolare, ematologia sperimentale e terapia genica umana\u201d. Nella sezione di sicurezza di livello 3 viene studiato anche il SARS-CoV-2 insieme ad altri agenti patogeni.<br \/>\nNell\u2019affrontare le tecnologie di ingegneria genetica e le nanotecnologie il pensiero \u00e8 sempre diretto verso effetti avversi e possibili incidenti considerati come non voluti, ma quando si tratta di tali sviluppi gli effetti collaterali e gli incidenti sono sempre disastri annunciati che serviranno poi a velocizzare e a normalizzare altri passaggi. La vera preoccupazione dovrebbe andare invece verso quello che volutamente e con rigore scientifico stanno mettendo in campo e contro l\u2019intero paradigma di ingegneria genetica e bionanotecnologia. All\u2019Inserm di Lione in simili laboratori si sta tentando la fusione del virus dell\u2019aviaria con quello dell\u2019influenza A allo scopo di cercare possibili antidoti. Apparentemente buone intenzioni, ma quali temibili agenti patogeni ricombinanti potrebbero venir fuori? Dobbiamo sperare che prevalga il principio di Ippocrate invece che quelli del generale Caster?<br \/>\nUno sguardo verso altre situazioni che si occupano di ricerca genetica (e di vivisezione sugli altri animali) come la Fondazione Telethon \u2013 che tra l\u2019altro raccoglie ogni anno milioni di euro per rarissime malattie, considerando che i sempre pi\u00f9 comuni tumori non rendono abbastanza \u2013 aiuta a comprendere cosa sia un biolaboratorio di livello 3. In questo modo descrivono le attivit\u00e0 in uno di questi laboratori: \u201cTutti i microrganismi a elevato potenziale patogeno, capaci cio\u00e8 di provocare malattie gravi o per le quali non vi sono ancora contromisure, devono essere manipolati in laboratori ad alto livello di biosicurezza. Il laboratorio di biosicurezza livello 3 (BSL3) dell\u2019Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) permette l\u2019isolamento, la manipolazione e lo studio di organismi patogeni in elevate condizioni di sicurezza sia per l\u2019operatore che per la comunit\u00e0\u201d. Ad ascoltare le parole del signor Caputo all\u2019interno del nuovo Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Pesaro non si manipolerebbe nulla, nessun esperimento significativo, quindi quelle decine di ricercatori e cervelli in fuga che avremo preferito proseguissero la corsa si limiterebbero a seviziare gli animali con qualche prelievo di sangue e test di routine nelle \u201cstalle sperimentali\u201d da quattro milioni di euro. Ma quello che faranno sui corpi degli animali sar\u00e0 ben altro, l\u2019uso strumentale del termine \u201csperimentazione\u201d nasconde l\u2019atroce verit\u00e0 della vivisezione.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 distinzione tra laboratori che lavorano per \u201cdifendere\u201d dalle minacce biologiche e quelli che le sviluppano. Innanzitutto dalla minaccia biologica all\u2019arma biologica il passaggio \u00e8 breve e \u201cnon c\u2019\u00e8 alcuna differenza sostanziale: fanno esattamente lo stesso lavoro. Quando un laboratorio biologico studia una minaccia, ad esempio un virus mutato, sia che lo faccia per prevenirla o per metterla in campo, deve fabbricare la minaccia. [\u2026] Nel momento in cui inizia la produzione di massa, la distinzione tra la ricerca per la prevenzione o per la diffusione non esiste pi\u00f9\u201d<a id=\"sdfootnote1anc\" href=\"https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/necrotecnologie\/benvenuti-a-pesaro-nella-nuova-stalla-biotecnologica\/#sdfootnote1sym\"><sup>1<\/sup><\/a>.<br \/>\nPensiamo sia importante dare uno sguardo complessivo a quello che sta avvenendo, questi biolaboratori stanno proliferando ovunque nel mondo anche, e soprattutto, quelli di livello 4. Non sempre \u00e8 chiaro quante strutture esistano, che cosa realmente facciano e soprattutto quanto materiale altamente pericoloso sia in circolazione. E quando questi laboratori sono situati dentro basi americane come a Sigonella le sorprese potrebbero essere ancora pi\u00f9 ricombinanti. Un recente editoriale della celebre rivista <em>Nature<\/em>, punto di riferimento della comunit\u00e0 scientifica mondiale e nota per la sua \u201cneutralit\u00e0\u201d, lancia l\u2019allarme riguardo la possibilit\u00e0 di incidenti che vanno dai contagi accidentali del personale alle fughe di agenti infettivi, fino al rischio che malintenzionati possano mettere le mani sugli agenti patogeni per compiere attacchi bio-terroristici. Gli allarmi lanciati da queste \u00e9lite scientifiche editoriali fanno rammentare l\u2019esercitazione denominata <em>Event 201<\/em> compiuta prima che venisse dichiarata l\u2019emergenza pandemica nel mondo e ci rimandano all\u2019ultima esercitazione <em>Catastrophic Contagion<a id=\"sdfootnote2anc\" href=\"https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/necrotecnologie\/benvenuti-a-pesaro-nella-nuova-stalla-biotecnologica\/#sdfootnote2sym\"><sup>2<\/sup><\/a> <\/em>condotta dal Johns Hopkins Center for Health Security, in collaborazione con l\u2019OMS e l\u2019immancabile Bill &amp; Melinda Gates Foundation e al progetto della NATO <em>Boosting NATO Resilience to Biological Threats<a id=\"sdfootnote3anc\" href=\"https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/necrotecnologie\/benvenuti-a-pesaro-nella-nuova-stalla-biotecnologica\/#sdfootnote3sym\"><sup>3<\/sup><\/a> <\/em>per prepararsi alle prossime minacce biologiche. Quando costoro mettono in guardia su un problema significa che stiamo gi\u00e0 vivendo quel problema, significa che camici bianchi e tute mimetiche hanno gi\u00e0 messo le loro mani guantate fin troppo dentro tra quegli agenti patogeni.<br \/>\nIl fatto che il nuovo biolaboratorio di livello 3 in progetto a Pesaro sia un Istituto Zooprofilattico deve destare ulteriore attenzione e preoccupazione. In Italia esistono una decina di Istituti Zooprofilattici, senza contare le 90 sezioni diagnostiche periferiche, legati al Servizio Sanitario Nazionale che ne dispone per \u201cla sorveglianza epidemiologica, la ricerca sperimentale, la formazione del personale, il supporto di laboratorio e la diagnostica nell\u2019ambito del controllo ufficiale degli alimenti. La funzione di raccordo e coordinamento delle attivit\u00e0 degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali \u00e8 svolta dalla Direzione generale della sanit\u00e0 animale e dei farmaci veterinari del Ministero della salute, che ne definisce, mediante il lavoro della Commissione Scientifica nazionale, le linee guida e le tematiche principali\u201d. Potremmo trovarci difronte a una trasformazione ed evoluzione in ogni regione degli Istituti zooprofilattici in biolaboratori di livello 3 dando il via ad una rete di costruttori di emergenze perenni.<br \/>\nIn pochi anni abbiamo assistito ad un aumento di questi biolaboratori, da Trieste a Sigonella. Quale significato possiamo trarne? Dobbiamo d\u2019ora in poi familiarizzare con le tecnologie di ingegneria genetica che dai laboratori si estendono al mondo intero fino ad arrivare fin dentro i nostri corpi con i sieri genici a mRNA o a DNA ricombinante? Questa \u00e8 una domanda retorica perch\u00e9 \u00e8 evidente che siamo gi\u00e0 in questa fase. Per non rimanere indietro di fronte agli eventi che ci stanno circondando, dobbiamo metterci insieme in coordinamenti, gruppi, comitati che superino il quartiere e la citt\u00e0 e dobbiamo comprendere come il problema potr\u00e0 essere affrontato con reale consapevolezza solo se riconosceremo e comprenderemo il contesto in cui si struttureranno questi ed altri biolaboratori, la loro matrice che affonda nella creazione e gestione di emergenze perenni e il senso di questi progetti che si trova nella direzione transumanista di intervento bionanotecnologico sui corpi e sull\u2019intero vivente. L\u2019esperienza di questi ultimi anni ha dimostrato la debolezza delle rivendicazioni parziali quasi esclusivamente dirette verso modalit\u00e0 e conseguenze ultime, ma non dirette a ricercare e svelare il senso delle cose e degli eventi e il disegno pi\u00f9 ampio in cui questi sono da collocare. Strani meccanismi figli di questi tempi resilienti e fluidi hanno fatto abbandonare una critica radicale precisa e diretta o hanno impedito che si sviluppasse, si sono preferite le opinioni concilianti molli per accontentare sempre tutti, quando invece non c\u2019era niente da conciliare. \u00c8 evidente che le strade tracciate non sono sempre le migliori anche se coprono gran parte del territorio, servir\u00e0 del coraggio per aprire vie nuove per farci largo in questo ginepraio biotecnologico che vorrebbe ricoprirci definitivamente.<br \/>\nSiamo giunti all\u2019ultima ora, alla frontiera della lotta contro la presa del vivente, questa deve essere combattuta prima di ogni altra cosa, perch\u00e9 se non ci opponiamo all\u2019ingegnerizzazione e artificializzazione dei nostri corpi e del mondo cosa ci resta per cui lottare?<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/necrotecnologie\/benvenuti-a-pesaro-nella-nuova-stalla-biotecnologica\/\">https:\/\/www.resistenzealnanomondo.org\/necrotecnologie\/benvenuti-a-pesaro-nella-nuova-stalla-biotecnologica\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Resistenze al nanomondo (redazione) Il Comune di Pesaro ha autorizzato la vendita di un terreno pubblico per la creazione di un laboratorio di bio-sicurezza (BSL3) di livello 3 che sar\u00e0 gestito dall\u2019Istituto Zooprofilattico Sperimentale Togo Rosati dell\u2019Umbria e delle Marche (IZSUM). 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