{"id":76501,"date":"2023-01-10T10:24:32","date_gmt":"2023-01-10T09:24:32","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76501"},"modified":"2023-01-07T10:25:50","modified_gmt":"2023-01-07T09:25:50","slug":"la-macchina-della-propaganda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76501","title":{"rendered":"La macchina della propaganda"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Alberto Bradanini)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo la narrativa dominante, la propaganda, vale a dire la sistemica produzione di falsit\u00e0, colpirebbe solo le nazioni prive di libert\u00e0 di espressione, i paesi autocratici, autoritari o dittatoriali (appellativi, invero, attribuiti a seconda delle convenienze). Nei paesi <em>autoritari<\/em>, con qualche diversit\u00e0 dall\u2019uno all\u2019altro, il quadro \u00e8 piuttosto evidente, domina la censura: alcune cose si possono fare, altre no. A dispetto delle apparenze, tuttavia, anche nelle cosiddette <em>democrazie<\/em>, l\u2019obiettivo \u00e8 il medesimo, controllare il disagio della maggioranza contro i privilegi della minoranza, cambia solo la tecnica, una tecnica basata sulla Menzogna, che opera in modo sofisticato, creando notizie dal nulla, mescolando bugie e verit\u00e0, omettendo fatti e circostanze, rimestando abusivamente passato e futuro, paragonando ostriche a elefanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Confondendo ulteriormente il quadro, per il <em>discorso del potere<\/em> \u2013 in cima al quale, a ben guardare, troviamo sempre l\u2019impero americano in qualche sua incarnazione \u2013 i paesi autoritari sono poi quelli che non si piegano al dominio dell\u2019<em>unica<\/em> <em>nazione indispensabile al mondo<\/em> (Clinton, 1999), colonna portante del Regno del Bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Coloro che dominano la narrativa pubblica, dunque, controllano la societ\u00e0 e per la propriet\u00e0 transitiva la ricchezza e le inquietudini che vi si aggirano. D\u2019altra parte, persino chi siede in cima alla piramide \u00e8 inquieto, preso dall\u2019angoscia di perdere ricchezza e potere. E la coercizione non basta, occorre il consenso e il ruolo della propaganda \u00e8 quello di disarticolare il conflitto, contenere quel malessere che si aggira ovunque come un felino in attesa della preda. Essa \u00e8 anche un aspetto costitutivo della pi\u00f9 vasta nozione di egemonia, nell\u2019accezione gramsciana del termine<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn1\">[1]<\/a>, secondo la quale il ceto dominante, oggi transnazionale, ha bisogno di guidare la narrazione pubblica, servendosi di un\u2019impalcatura di servizio, politici, militari\/burocrati, giornalisti, accademici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il potere \u00e8 slegato da ogni ideologia, non essendo fondato su valori, ma solo su interessi: liberalismo o socialismo, conservatorismo o progressismo, fondamentalismo cristiano o islamico, suprematismo o meticciamento e via dicendo, il fine \u00e8 solo uno, la massificazione di s\u00e8 stesso e dei profitti correlati. Il Regno del Bene non ha sfumature di pensiero, tanto meno di azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La narrativa pubblica diffonde inoltre un messaggio inconscio: \u201csappiamo bene che la situazione non \u00e8 ideale, le cose dovrebbero andar meglio, ma, ahim\u00e8, non vi sono alternative. D\u2019altro canto, si faccia attenzione perch\u00e9 le cose potrebbero andare molto peggio, e solo noi siamo in grado di evitare che la situazione precipiti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Taluni sono persuasi che solo chi vive ai margini, i poveri di spirito e gli individui senza istruzione o acume siano esposti al sortilegio della propaganda. Uno sguardo disincantato rivela invece che tale dipendenza non ha nulla a che vedere con la cultura o l\u2019intelligenza. Anzi, entrambe tendono a rafforzare la resistenza a riconoscere la porosit\u00e0 alla manipolazione. La capacit\u00e0 di opporsi al <em>mainstream<\/em> appare invero connessa con l\u2019umile qualit\u00e0 di saper riconoscere i propri errori, e all\u2019occorrenza la propria credulit\u00e0. Si tratta di una caratteristica critica dell\u2019essere umano che esprime maturit\u00e0 emotiva e spessore culturale. Sul piano filosofico, invece, l\u2019abilit\u00e0 a smascherare l\u2019inganno discende dall\u2019aderenza al principio di verit\u00e0, che non pu\u00f2 prescindere da una vita condotta in coerenza. Si tratta di peculiarit\u00e0 poco diffuse, ma che fioriscono in ogni genere di individui e sono essenziali per la vita e la prosperit\u00e0 del genere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il trampolino della propaganda<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019incipit del saggio <em>The Propaganda Multiplier<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn2\"><strong>[2]<\/strong><\/a><\/em>, lo svizzero Konrad Hummler afferma che \u201cd<em>avanti a qualsiasi genere di informazione non dovremmo mai tralasciare di chiederci: perch\u00e9 ci giungono queste notizie, perch\u00e9 in questa forma e in questo momento? In fin dei conti si tratta sempre di questioni che riguardano il potere\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Forse, ci\u00f2 chiarisce perch\u00e9 nessuno d\u00e0 conto della singolare congiuntura \u2013 \u00e8 questo un esempio tra i tanti \u2013 per la quale i cittadini russi possono leggere i nostri giornali e ascoltare le nostre TV, mentre noi non abbiamo il diritto di reciprocare, leggere e ascoltare i media russi<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>. In attesa di venirne informati, ci soccorre il vocabolario <em>orwelliano<\/em>, nel quale si scrive <em>pace<\/em> per significare <em>guerra<\/em>, <em>democrazia<\/em> per intendere <em>oligarchia<\/em>\u2013<em>plutocrazia<\/em>, <em>sovranit\u00e0<\/em> per esprimere <em>sottomissione<\/em>, <em>libert\u00e0 di giustizio<\/em> per la sua <em>soppressione<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Hummler aggiunge che un aspetto sostanzialmente ignoto del sistema mediatico riguarda la struttura del suo funzionamento, in specie la circostanza che la quasi totalit\u00e0 delle notizie che ci giungono sugli eventi del mondo \u00e8 generato da tre sole <em>agenzie internazionali di stampa<\/em>. Il loro ruolo \u00e8 talmente centrale che i fruitori mediatici \u2013 TV, giornali e internet \u2013 coprono quasi sempre gli stessi eventi con i medesimi argomenti, lo stesso taglio, il medesimo formato. Si tratta di agenzie che godono di coperture e sostegni di governi, apparati militari e intelligence, essendo da questi utilizzate quali piattaforme di diffusione di informazioni pilotate<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Come fa il giornale (o la TV) che leggo (o ascolto) a conoscere ci\u00f2 che afferma di conoscere su un argomento internazionale?<\/em> \u2013 si chiede Hummler \u2013 e la risposta \u00e8 banale: quel giornale o quella TV non sa nulla, si limita a copiare da una delle citate agenzie. Queste lavorano in modo felpato, dietro le quinte. La prima ragione di tale <em>discrezione<\/em> \u00e8 beninteso il controllo della notizia, la seconda risiede nella circostanza che giornali e TV non hanno interesse a far conoscere ai loro lettori di non essere in grado di raccogliere notizie indipendenti su quanto raccontano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le tre agenzie in questione sono:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>Associated Press (<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Associated_Press\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">AP<\/a>), che ha oltre 4000 dipendenti sparsi nel mondo. AP ha la forma di societ\u00e0 cooperativa, ma \u00e8 di fatto controllata da finanziarie quotate a Wall Street; dall\u2019aprile 2017, il suo presidente \u00e8 Steven Swartz, il quale \u00e8 anche CEO di <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Hearst_Communications\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Hearst Communications<\/a>, il colosso Usa dei media. AP fornisce informazioni a oltre 12.000 giornali e TV internazionali, raggiungendo ogni giorno oltre met\u00e0 della popolazione mondiale;<\/li>\n<li>Agence France-Presse (<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Agence_France-Presse\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">AFP<\/a>)<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>, partecipata dallo stato francese, ha circa 4000 dipendenti e trasmette ogni giorno oltre 3000 reportage a testate mediatiche di tutto il mondo;<\/li>\n<li>Agenzia Reuters, con sede a Toronto, con migliaia di persone in ogni dove, dal luglio 2018 il 55% del suo capitale \u00e8 propriet\u00e0 di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Blackstone_Group\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Blackstone Group<\/a>, quotata a Wall Street; nel 2008 \u00e8 stata acquisita dalla canadese <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Thomson_Corporation\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Thomson Corporation<\/a>\u00a0e si \u00e8 poi fusa nella Thomson-<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Reuters\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Reuters<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Le corporazioni statunitensi (e con esse gli apparati militari e di sicurezza, lo stato profondo, etc\u2026) dominano anche il mondo <em>internet<\/em>, poich\u00e9 le prime dieci societ\u00e0 mediatiche online, tranne una, sono di propriet\u00e0 americana e hanno tutte sede negli Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Essendo tale impalcatura alla radice della <em>creazione<\/em>, <em>soppressione<\/em> e <em>adulterazione<\/em> mediatica degli accadimenti nel mondo<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>, \u00e8 curioso che siano poche le persone interessate a conoscerne ruolo e meccanismi operativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un ricercatore svizzero (Blum<a id=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>) ha rilevato che <em>nessun quotidiano occidentale pu\u00f2 far a meno di tali agenzie se vuole occuparsi di questioni internazionali. Noi conosciamo solo ci\u00f2 su cui queste decidono di riferire<\/em>. La <em>Grande Menzogna<\/em> nella quale \u00e8 immersa la popolazione (con eccezioni, beninteso) sta devastando l\u2019etica pubblica e la sensibilit\u00e0 collettiva. Il lavaggio del cervello \u00e8 implacabile, tutto \u00e8 piegato alle esigenze del potere (l\u2019Occidente e quella parte del mondo pilotata dall\u2019Occidente), cos\u00ec gerarchicamente ordinato: impero Usa (corporazioni, stato profondo, forza militare), \u00e9lite europee (finanza, banche, in prevalenza nordiche), classi dirigenti nazionali (politici, media, accademia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sebbene molti paesi dispongano di proprie agenzie \u2013 la tedesca DPA, l\u2019austriaca APA, la svizzera SDA, l\u2019italiana Ansa e cos\u00ec via \u2013 la carta stampata e le TV private\/pubbliche, se vogliono occuparsi di temi internazionali, sono costrette a rivolgersi alle tre menzionate, le quali si sono appropriate di un ruolo insostituibile potendo contare su risorse, copertura geografica e capacit\u00e0 operativa: i reportage di tali agenzie vengono tradotti e copiati, <em>talvolta utilizzati senza citare la fonte, altre volte parzialmente riscritti, altre ancora ravvivati e arricchiti con immagini e grafici per farli apparire un prodotto originale<\/em>. <em>Il giornalista che lavora su un dato argomento seleziona i passaggi che ritiene importanti, li manipola, li rimescola con qualche svolazzo e poi li pubblica<\/em> (Volker Braeutigam)<a id=\"_ftnref8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn8\">[8]<\/a>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quelli che il pubblico ritiene contributi originali del giornale o della TV sono in realt\u00e0 rapporti fabbricati a New York, Londra o Parigi. Non sorprende che le notizie siano le stesse a Washington, Berlino, Parigi o Roma. Un fenomeno da brividi, poco dissimile dalle vituperate pratiche dei cosiddetti <em>paesi illiberali<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto ai <em>corrispondenti<\/em>, gran parte dei media non se ne pu\u00f2 permettere nessuno. Quando esistono, coprono diversi paesi, anche dieci o venti, e si pu\u00f2 immaginare con quale competenza! Nelle zone di guerra, raramente si avventurano fuori dall\u2019hotel dove vivono, e pochissimi possiedono le competenze linguistiche per capire cosa succede intorno. Sulla guerra in Siria, scrive Hummler, molti <em>riferivano <\/em>da Istanbul, Beirut, Il Cairo, Cipro, mentre le citate agenzie dispongono di corrispondenti ovunque e ben <em>addestrati<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel suo libro <a href=\"https:\/\/www.amazon.com\/People-Like-Us-Misrepresenting-Middle\/dp\/1593762569\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>People Like Us: Misrepresenting the Middle East<\/em><\/a>, il corrispondente olandese dal Medio Oriente, Joris Luyendijk, ha descritto <em>candidamente<\/em> come lavorano i corrispondenti e in quale misura dipendono dalle <em>tre sorelle<\/em>: \u201c<em>pensavo che questi fossero degli storici del momento, che davanti a un evento di rilievo, scoprissero cosa stesse davvero succedendo e riferissero in proposito. In verit\u00e0 nessuno va mai a verificare cosa accade. Quando succede qualcosa, la redazione chiama, invia per fax o e-mail comunicati-stampa gi\u00e0 confezionati e il corrispondente in loco li rimbalza con parole sue, commentandoli alla radio o TV, oppure ne fa un articolo per il giornale di riferimento.<\/em> <em>Le notizie vengono nastro-trasportate. Su qualsiasi argomento o evento i corrispondenti aspettano in fondo al tapis-roulant, fingendo di aver prodotto qualcosa, ma \u00e8 tutto falso<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In altre parole, il corrispondente solitamente non \u00e8 in grado di produrre inchieste indipendenti e si limita a rimodellare resoconti confezionati nelle redazioni o da una delle tre agenzie. \u00c8 cos\u00ec che nasce l\u2019<em>effetto mainstream<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci si potrebbe chiedere perch\u00e9 i giornalisti non provano a produrre inchieste indipendenti. Luyendijk scrive in proposito: \u201c<em>ho provato a farlo, ma ogni volta, a turno, le tre sorelle intervenivano sulla redazione e imponevano la loro storia, punto<\/em>\u201c<a id=\"_ftnref9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>. Talvolta alla TV alcuni giornalisti mostrano una preparazione che suscita ammirazione, perch\u00e9 rispondono con competenza e disinvoltura a domande difficili. La ragione, tuttavia, \u00e8 banale: conoscono in anticipo le domande. Quello che si vede \u00e8 puro teatro<a id=\"_ftnref10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn10\">[10]<\/a>. Talora, per risparmiare, alcuni media si servono dei medesimi corrispondenti e in tal caso i reportage che giungono alle testate sono due gocce d\u2019acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel libro <em>The Business of News<\/em>, Manfred Steffens, ex-redattore dell\u2019agenzia tedesca DPA, afferma \u201c<em>non si capisce la ragione per la quale una notizia sarebbe attendibile se ne viene citata la fonte. Anzi, pu\u00f2 esser vero il contrario, poich\u00e9 la responsabilit\u00e0 viene in tal caso attribuita alla fonte citata, potenzialmente altrettanto inattendibile<\/em><a id=\"_ftnref11\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn11\">[11]<\/a>\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Ci\u00f2 che le agenzie ignorano non \u00e8 mai avvenuto. <\/em>Nella guerra in Siria, l\u2019<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Syrian_Observatory_for_Human_Rights\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Osservatorio siriano per i diritti umani<\/em><\/a> \u2013 un\u2019organizzazione di scarsa <em>indipendenza<\/em>, con sede a Londra e finanziata dal governo britannico<a id=\"_ftnref12\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn12\">[12]<\/a> \u2013 ha avuto un ruolo di primo piano. L\u2019<em>Osservatorio<\/em> ha inviato i suoi reportage alle tre agenzie, che li hanno inoltrati ai media, i quali a loro volta hanno <em>informato<\/em> milioni di lettori e telespettatori in tutto il mondo. La ragione per la quale le agenzie hanno fatto riferimento a tale <em>Osservatorio<\/em> \u2013 e chi lo finanziava \u2013 resta tuttora misteriosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre alcuni temi sono semplicemente ignorati, altri sono enfatizzati, anche se non dovrebbero esserlo: \u201c<em>una plateale falsit\u00e0 o una messa in scena<a id=\"_ftnref13\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn13\"><strong>[13]<\/strong><\/a> sono digerite senza obiezioni davanti alla presunta rispettabilit\u00e0 di una blasonata agenzia di stampa o una rinomata testata, poich\u00e9 in questi casi il senso critico tende a sfiorare lo zero<\/em><a id=\"_ftnref14\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn14\">[14]<\/a>\u201d. Tra gli attori pi\u00f9 efficaci nell\u2019iniettare menzogne troviamo i ministeri della difesa (in Occidente tutti a vario modo <em>penetrati<\/em> dall\u2019intelligence Usa). Nel 2009, il capo dell\u2019agenzia AP, Tom Curley, ha <a href=\"https:\/\/harpers.org\/blog\/2009\/02\/pentagon-targeted-and-mistreated-journalists-ap-head-charges\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">pubblicamente affermato<\/a> che il Pentagono impiegava oltre 27.000 <em>specialisti in pubbliche relazioni<\/em> che con un budget annuale di cinque miliardi di dollari diffondevano quotidianamente informazioni manipolate (da allora budget e numero di specialisti sono cresciuti di molto!). Le agenzie di sicurezza americane hanno l\u2019abitudine di raccogliere e distribuire a giornali e TV informazioni create a tavolino con una tecnica che rende impossibile conoscerne l\u2019origine, facendo ricorso a formule quali \u2018<em>secondo fonti d\u2019intelligence<\/em>, <em>secondo quanto confidenzialmente trapelato<\/em> o<em> lasciato intendere da questo o quel generale<\/em>, e cos\u00ec via\u201d<a id=\"_ftnref15\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn15\">[15]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2003, dopo l\u2019inizio della guerra in Iraq, Ulrich Tilgner, veterano del Medio Oriente per TV tedesche e svizzere, ha parlato dell\u2019attivit\u00e0 manipolatoria dei militari e del ruolo dei <em>media<\/em>. \u201c<em>Con l\u2019aiuto di questi ultimi, i militari costruiscono la percezione pubblica e la usano per i loro scopi, diffondendo scenari inventati. In questo genere di guerra, gli strateghi mediatici statunitensi svolgono una funzione simile a quella dei piloti dei bombardieri<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Ci\u00f2 che \u00e8 noto all\u2019esercito Usa lo \u00e8 anche ai servici d\u2019intelligence. In tema di disinformazione, un ex-funzionario dell\u2019intelligence Usa e un corrispondente della Reuters hanno riferito quanto segue alla TV britannica <em>Channel 4<\/em>: \u201c<em>Un ex-agente della Cia, <\/em><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/John_Stockwell\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>John Stockwell<\/em><\/a><em>, ha rivelato<a id=\"_ftnref16\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn16\"><strong>[16]<\/strong><\/a> che occorreva far sembrare la guerra angolana come un\u2019aggressione nemica. Per tale ragione abbiamo sostenuto in ogni paese coloro che condividevano questa tesi. Un terzo del mio staff era formato da diffusori di propaganda, pagati per inventare storie e trovare il modo per farle arrivare alla stampa. Di solito, le redazioni dei giornali occidentali non sollevano dubbi quando ricevono notizie in linea con la narrazione dominante. Abbiamo inventato tante storie, che stanno ancor in piedi, ma \u00e8 tutta spazzatura<a id=\"_ftnref17\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn17\"><strong>[17]<\/strong><\/a><\/em>\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Fred_Bridgland\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Fred Bridgland<\/a><a id=\"_ftnref18\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn18\">[18]<\/a>, riferendo del suo lavoro come corrispondente di guerra per la Reuters, afferma: \u201c<em>abbiamo basato i nostri rapporti sulle comunicazioni ufficiali. Solo alcuni anni dopo siano stati informati che un piccolo esperto di disinformazione della Cia da una scrivania situata in un\u2019ambasciata degli Stati Uniti produceva comunicati che non avevano alcuna relazione con la verit\u00e0 o i fatti sul campo. Fondamentalmente, per dirla in modo crudo, puoi fabbricare qualsiasi schifezza e farla pubblicare su un giornale<\/em>\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I servizi d\u2019intelligence, certamente, dispongono di un\u2019infinit\u00e0 di contatti per far passare le loro menzogne, ma senza il ruolo <em>servizievole<\/em> delle tre agenzie in questione, la sincronizzazione mondiale della propaganda e della disinformazione non sarebbe cos\u00ec efficace<a id=\"_ftnref19\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn19\">[19]<\/a>. Attraverso questo meccanismo <em>moltiplicatore,<\/em> racconti interamente fabbricati da governi, servizi militari e d\u2019intelligence raggiungono il pubblico senza alcun filtro. La professione del cosiddetto <em>giornalista meainstream<\/em>, ormai ridotta a <em>strapuntino del potere<\/em>, si concretizza nel rabberciare, sulla scorta di <em>veline<\/em> elaborate altrove, questioni complesse di cui sanno poco o nulla in un linguaggio privo di logica fattuale e indicazione di fonti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per l\u2019ex-giornalista di AP, Herbert Altschull, \u201c<em>secondo la prima legge del giornalismo<\/em> i mezzi d\u2019informazione sono ovunque uno strumento del potere politico e\/o economico. Giornali, periodici, stazioni radiofoniche e televisive di mainstream non operano mai in modo indipendente, anche quando ne avrebbero la possibilit\u00e0\u201d<a id=\"_ftnref20\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn20\">[20]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sino a poco fa, la libert\u00e0 di stampa era ancor pi\u00f9 teorica, date le elevate barriere d\u2019ingresso, le licenze da ottenere, le frequenze da negoziare, i finanziamenti e le infrastrutture tecniche necessarie, i pochi canali disponibili, la pubblicit\u00e0 da raccogliere e altre restrizioni. Oggi, grazie a Internet, la <em>prima legge di Altschull<\/em> \u00e8 stata parzialmente infranta. \u00c8 cos\u00ec emerso un giornalismo di qualit\u00e0 finanziato dai lettori, di livello superiore rispetto ai media tradizionali, in termini di capacit\u00e0 critica e indipendenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ciononostante, i media tradizionali restano cruciali, poich\u00e9 disponendo di risorse ben pi\u00f9 copiose sono in grado di catturare una moltitudine di lettori anche <em>online<\/em>. E tale capacit\u00e0 \u00e8 collegata al ruolo delle tre agenzie, i cui aggiornamenti al minuto costituiscono la spina dorsale della maggior parte dei siti <em>mainstream<\/em> reperibili in rete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In quale misura il potere politico ed economico, secondo <em>la legge di Altschull<\/em>, riuscir\u00e0 a mantenere il controllo dell\u2019informazione davanti all\u2019avanzare di <em>notizie incontrollate<\/em>, cambiando cos\u00ec la struttura del potere e almeno in parte la consapevolezza della popolazione, solo il futuro potr\u00e0 dirlo. Se si guarda ai rapporti di forza l\u2019esito parrebbe scontato. L\u2019uomo resta, tuttavia, arbitro del proprio destino. La lotta \u00e8 sempre in corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Gli operatori mediatici internazionali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Noam Chomsky, forse il pi\u00f9 grande intellettuale vivente, nel suo saggio \u201c<a href=\"https:\/\/chomsky.info\/199710__\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>What makes the mainstream media mainstream<\/em><\/a>\u201c, afferma che: \u201c<em>se rompi gli schemi il potere ha molti modi per rimetterti in riga. Eppure, si pu\u00f2 e si deve comunque reagire<\/em><a id=\"_ftnref21\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn21\"><sup>[21]<\/sup><\/a>. Alcuni grandi giornalisti affermano che nessuno ha mai detto loro cosa scrivere. Chomsky <a href=\"https:\/\/chomsky.info\/199710__\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">chiarisce<\/a> cos\u00ec tale apparente contraddizione: \u201c<em>costoro non sarebbero l\u00ec se non avessero gi\u00e0 dimostrato di scrivere o dire ogni volta, e spontaneamente, la cosa giusta. Se avessero iniziato la carriera scrivendo cose sbagliate, non sarebbero mai arrivati nel luogo dove ora possono dire, in apparenza, ci\u00f2 che vogliono. Lo stesso vale per le facolt\u00e0 universitarie nelle discipline che contano<\/em>\u201c<a id=\"_ftnref22\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn22\"><sup>[22]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il giornalista britannico John Pilger<a id=\"_ftnref23\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn23\"><sup>[23]<\/sup><\/a>, noto per le sue inchieste coraggiose, scrive di aver incontrato negli anni Settanta una delle principali propagandiste del regime di Hitler, Leni Riefenstahl, secondo la quale per giungere alla totale sottomissione del popolo tedesco era stato necessario, ma non difficile, manipolare le menti della <em>borghesia liberale e istruita<\/em>; il resto era venuto in automatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La tragedia di tale scenario \u00e8 che gli accadimenti di valenza politica, geopolitica o economica con risvolti internazionali (ma in genere tutti gli argomenti <em>sensibili<\/em>) vengono accolti con minimo senso critico. I media occidentali vivono di pubblicit\u00e0 (corporazioni private) o di sovvenzioni pubbliche, e riflettono gli interessi della narrativa atlantica, sotto l\u2019egida dell\u2019architettura economica e di sicurezza americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I <em>mass-media<\/em> hanno l\u2019obiettivo di distogliere le persone dalle questioni centrali: \u201c<em>puoi pensare quel che vuoi, ma siamo noi che gestiamo lo spettacolo. Lascia che s\u2019interessino di sport, di cronaca, scandali sessuali, problemi delle celebrit\u00e0, della finta dialettica governo-opposizioni, ma non di cose serie, poich\u00e9 quelle sono riservate ai grandi<\/em>\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, le persone-chiave dei media principali vengono cooptate dall\u2019\u00e9lite transatlantica, ottenendo in cambio carriere e posizioni. I circoli <em>ristretti<\/em> del potere transnazionale \u2013 quali il Council for Foreign Relations, il Gruppo Bilderberg, la Commissione Trilaterale, l\u2019Aspen Institute, il World Economic Forum, Chatham House e altri \u2013 reclutano a man bassa operatori mediatici (i nomi degli italiani, insieme agli uomini politici, sono disponibili in rete).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per Chomsky le universit\u00e0 non fanno la differenza. La narrazione prevalente riflette quella mainstream. Esse non sono indipendenti. Possono esserci professori indipendenti, e questo vale anche per i media, ma l\u2019istituzione come tale non lo \u00e8, poich\u00e9 dipende da finanziamenti esterni o dal governo (a sua volta piegato ai menzionati poteri). Coloro che non si conformano sono accantonati strada facendo. Il sistema premia conformismo e obbedienza. Nelle universit\u00e0 si apprendono le buone maniere, in particolare come interloquire con i rappresentanti delle classi superiori. \u00c8 cos\u00ec che, senza dover ricorrere alla menzogna esplicita, l\u2019accademia e i media interiorizzano valori e posture del potere da cui dipendono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come noto, ne <em>La fattoria degli animali <\/em>George Orwell fa una satira spietata dell\u2019Unione Sovietica. Trent\u2019anni dopo si scopre per\u00f2 che, nell\u2019introduzione da lui scritta a suo tempo, e che qualcuno aveva soppresso, egli scriveva \u201c<em>la censura letteraria in Inghilterra \u00e8 efficace come quella di un sistema totalitario<\/em>, sola la tecnica \u00e8 diversa, anche qui, a ulteriore evidenza che le menti indipendenti, quelle che generano <em>riflessioni sbagliate<\/em>, vengono ovunque ostacolate o estirpate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Presidente statunitense Woodrow Wilson fu eletto nel 1916 su una piattaforma contro la guerra. La gente non voleva combattere guerre altrui. <em>Pace senza vittoria<\/em>, dunque senza guerra, era stato lo slogan. Una volta eletto, Wilson cambi\u00f2 idea e si pose la domanda: <em>come si fa a convertire una nazione pacifista in una disposta a far la guerra ai tedeschi<\/em>? Fu cos\u00ec istituita la prima, e formalmente unica, agenzia di propaganda statale nella storia degli Stati Uniti, il Comitato per l\u2019Informazione Pubblica (bel titolo orwelliano!), chiamato Commissione Creel, dal nome del suo direttore. L\u2019obiettivo di spingere la popolazione nell\u2019isteria bellicista e sciovinista fu raggiunto senza troppe difficolt\u00e0. In pochi mesi gli Stati Uniti entrarono in guerra. Tra coloro che furono impressionati da tale successo, troviamo anche Adolf Hitler. In <em>Mein Kampf<\/em>, questi afferma che la Germania fu sconfitta nella Prima guerra mondiale perch\u00e9 perse la battaglia dell\u2019informazione, e promise: <em>la prossima volta sapremo reagire con un adeguato sistema di propaganda<\/em>, come in affetti avvenne quando giunse al potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Walter Lippmann, esponente di punta della Commissione Creel tra i pi\u00f9 rispettati del giornalismo americano per circa mezzo secolo, affermava: \u201c<em>in democrazia esiste un\u2019arte chiamata fabbricazione del consenso\u201d, <\/em>che non ha beninteso nulla di democratico<em>. \u201cSe si riesce a farla funzionare, si pu\u00f2 accettare persino il rischio che il popolo vada a votare. Con adeguato consenso si riesce a rendere irrilevante anche il voto. Affinch\u00e9 gli umori siano allineati ai desideri di chi comanda occorre mantenere l\u2019illusione che sia il popolo a scegliere governi e orientamenti politici. In tal modo, la democrazia funzioner\u00e0 come deve. Ecco cosa significa applicare la lezione della propaganda<\/em>\u201d. Del resto, James Madison, uno dei padri della costituzione americana, affermava che <em>l\u2019obiettivo principale del sistema era quello di proteggere la minoranza dei ricchi contro la maggioranza dei poveri<\/em>. E ancora una volta, a tal fine, lo strumento principe era la propaganda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il gi\u00e0 citato John Pilger ricorda<a id=\"_ftnref24\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn24\">[24]<\/a> che negli ultimi 70 anni gli Stati Uniti hanno rovesciato o tentato di rovesciare oltre cinquanta governi, in gran parte democrazie. Hanno interferito nelle elezioni democratiche di una trentina di Paesi. Hanno bombardato le popolazioni di trenta nazioni, la maggior parte povere e indifese. Hanno tentato di assassinare i dirigenti politici di una cinquantina di stati sovrani.\u00a0Hanno finanziato o sostenuto la repressione contro movimenti di liberazione nazionale in una ventina paesi. La portata e l\u2019ampiezza di questa carneficina viene evocata ogni tanto, ma subito accantonata, mentre i responsabili continuano a dominare la vita politica americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo scrittore statunitense Harold Pinter, ricevendo il premio Nobel per la letteratura nel 2005, aveva affermato: \u201c<em>la politica estera degli Stati Uniti si pu\u00f2 definire come segue: baciami il culo o ti spacco la testa. Essa \u00e8 semplice e cruda, e l\u2019aspetto interessante \u00e8 che funziona perch\u00e9 gli Usa hanno risorse, tecnologie e armi per spargere disinformazione attraverso una retorica distorsiva, riuscendo a farla franca. Essi sono dunque persuasivi, specie agli occhi degli sprovveduti e dei governi sottomessi. In definitiva, si tratta di una montagna di menzogne, ma funziona. I crimini degli Stati Uniti sono sistematici, costanti, feroci, senza remore, ma pochissime persone ne parlano e ne prendono coscienza. Essi manipolano in modo patologico il mondo intero, presentandosi come paladini del Regno del Bene. Un meccanismo di ipnosi collettiva che \u00e8 sempre all\u2019opera\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il lavaggio del cervello \u00e8 sofisticato e va chiamato con il suo vero nome, se vi vuole contenerne gli effetti letali. I limitati spazi, un tempo aperti anche alle intelligenze controcorrente, si sono chiusi. Siamo in attesa di uomini valorosi, come negli anni Trenta contro il fascismo, insieme a intellettuali (quelli autentici), agli indignati, alle menti inquiete, a coloro che hanno piet\u00e0 per i propri simili, a chi non deve vendere l\u2019anima per dare un senso all\u2019esistenza. La catarsi di una <em>rivoluzione culturale<\/em>, che resta il sale della storia, un giorno potrebbe forse indurci a gridare insieme a voce alta: basta, lorsignori, adesso basta! D\u2019ora in avanti, il popolo spegne i vostri funesti apparati, generatori di menzogne e turpitudini, e torna a calpestare i sentieri della verit\u00e0 e della vita. Si sta facendo tardi, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 molto tempo.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref1\">[1]<\/a> \u201cLa supremazia di un gruppo sociale si manifesta in due modi, come dominio e come direzione intellettuale e morale. Un gruppo sociale \u00e8 dominante dei gruppi avversari che tende a liquidare o a sottomettere anche con la forza armata, ed \u00e8 dirigente dei gruppi affini e alleati. Un gruppo sociale pu\u00f2 e anzi deve essere dirigente gi\u00e0 prima di conquistare il potere governativo (\u00e8 questa una delle condizioni principali per la stessa conquista del potere); dopo, quando esercita il potere ed anche se lo tiene fortemente in pugno, diventa dominante ma deve continuare ad essere anche dirigente\u201d (Quaderni del carcere,\u00a0<em>Il Risorgimento<\/em>, p. 70).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref2\">[2]<\/a> https:\/\/swprs.org\/the-propaganda-multiplier\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref3\">[3]<\/a> Russia Today e Sputnik sono raggiungibili se si accede dal motore di ricerca Brave e da cellulari<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref4\">[4]<\/a> Hammler riferisce ad esempio che, secondo un rapporto sulla copertura della guerra in Siria (iniziata nel 2011) da parte di nove grandi testate europee, il 78% degli articoli erano copiati in tutto o in parte dai resoconti di una di queste agenzie. Nessun articolo era basato su ricerche indipendenti. Di conseguenza, \u00e7a va sans dire, l\u201982% degli articoli pubblicati era a favore dell\u2019intervento militare di Stati Uniti-Nato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref5\">[5]<\/a> https:\/\/swprs.org\/the-propaganda-multiplier\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref6\">[6]<\/a> H\u00f6hne 1977, p. 11.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref7\">[7]<\/a> Blum 1995, p. 9<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn8\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref8\">[8]<\/a> Per dieci anni redattore dell\u2019emittente TV tedesca ARD<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn9\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref9\">[9]<\/a> Luyendijk p.54ff<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn10\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref10\">[10]<\/a> Luyendjik 2009, p. 20-22, 76, 189<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn11\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref11\">[11]<\/a> Steffens 1969, p. 106<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn12\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref12\">[12]<\/a> https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Syrian_Observatory_for_Human_Rights<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn13\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref13\">[13]<\/a> Blum 1995, p. 16<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn14\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref14\">[14]<\/a> Steffens 1969, p. 234<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn15\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref15\">[15]<\/a> Tilgner 2003, p. 132<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn16\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref16\">[16]<\/a> https:\/\/swprs.org\/the-cia-and-the-media\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn17\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref17\">[17]<\/a> https:\/\/swprs.org\/the-propaganda-multiplier\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn18\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref18\">[18]<\/a> <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Fred_Bridgland\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fred Bridgland \u2013 Wikipedia<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn19\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref19\">[19]<\/a> \u00c8 istruttivo scorrere le informazioni che si trovano su questo <em>sito https:\/\/swprs.org\/media-navigator\/<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn20\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref20\">[20]<\/a> (Altschull 1984\/1995, p. 298)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn21\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref21\">[21]<\/a> Chomsky 1997, <em>Cosa rende mainstream i media mainstream<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn22\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref22\">[22]<\/a> Chomsky 1997<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn23\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref23\">[23]<\/a> https:\/\/cambiailmondo.org\/2022\/12\/28\/il-silenzio-degli-innocenti-come-funziona-la-propaganda\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn24\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref24\">[24]<\/a> https:\/\/cambiailmondo.org\/2022\/12\/28\/il-silenzio-degli-innocenti-come-funziona-la-propaganda\/<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Alberto Bradanini) &nbsp; Introduzione Secondo la narrativa dominante, la propaganda, vale a dire la sistemica produzione di falsit\u00e0, colpirebbe solo le nazioni prive di libert\u00e0 di espressione, i paesi autocratici, autoritari o dittatoriali (appellativi, invero, attribuiti a seconda delle convenienze). Nei paesi autoritari, con qualche diversit\u00e0 dall\u2019uno all\u2019altro, il quadro \u00e8 piuttosto evidente, domina la censura: alcune cose si possono fare, altre no. 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