{"id":76527,"date":"2023-01-11T09:00:20","date_gmt":"2023-01-11T08:00:20","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76527"},"modified":"2023-01-11T12:26:17","modified_gmt":"2023-01-11T11:26:17","slug":"come-stanno-i-vertebrati-italiani-la-fotografia-nella-nuova-lista-rossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76527","title":{"rendered":"Come stanno i vertebrati italiani: la fotografia nella nuova Lista Rossa"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>SCIENZA IN RETE<\/strong> (Anna Romano)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/files\/styles\/molto_grande\/public\/Red%20List%202.png?itok=qWDf3C6F\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\">La nuova Lista Rossa dei vertebrati italiani \u00e8 stata pubblicata a dicembre 2022: un aggiornamento sullo status di conservazione delle specie nel nostro paese che fotografa qualche miglioramento per alcune specie, ma molti peggioramenti per altre, che risultano un passo pi\u00f9 vicine all&#8217;estinzione. Una situazione nella quale, insomma, c&#8217;\u00e8 ancora molto da fare per evitare di perdere la nostra biodiversit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\">Crediti immagine: rielaborazione con\u00a0 cheppia:\u00a0<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Alosa_fallax_(cropped).jpg?uselang=it\">\u00a9 Hans Hillewaert\/ Wikimedia Commons<\/a>\u00a0\/\u00a0<a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/4.0\/\">CC BY-SA 4.0<\/a>; Natrice dal collare:\u00a0<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:2017.07.17.-17-Tiefer_See_oder_Grubensee-Storkow_(Mark)--Ringelnatter.jpg\">\u00a0Andreas Eichler\/Wikimedia Commons<\/a>\u00a0\/\u00a0<a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/4.0\/\">CC BY-SA 4.0<\/a>; Orecchione sardo:\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Plecotus_sardus#\/media\/File:Plecotus-sardus.png\">Mauro Mucedda\/Wikimedia Commons\u00a0<\/a>\u00a0\/\u00a0<a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by\/3.0\/it\/\">CC BY 3.0<\/a>; Beccafico:\u00a0<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Sylvia_borin_(%C3%96rebro_County).jpg\">Biillyboy\/Wikimedia Commons<\/a>\u00a0\/\u00a0<a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by\/2.0\/it\/\">CC BY 2.0<\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qualche passo in avanti, diversi passi indietro: nella danza che avvicina o allontana le specie dall\u2019estinzione, la fotografia della situazione del nostro paese presentata dalla nuova\u00a0<a href=\"http:\/\/www.iucn.it\/pdf\/Lista-Rossa-vertebratiitaliani-2022.pdf\">Lista Rossa dei vertebrati italiani<\/a>, recentemente pubblicata, mostra una realt\u00e0 nella quale, s\u00ec, alcune specie sono un po\u2019 pi\u00f9 al sicuro rispetto a dieci anni fa, ma che richiede ancora molti sforzi per la conservazione.<\/p>\n<p>Le Liste Rosse dell\u2019International Union for Conservation of Nature (IUCN) rappresentano il principale strumento di riferimento per lo status di conservazione delle diverse specie, per le quali stabiliscono se e quanto siano prossime all\u2019estinzione (dal\u00a0<em>least concern<\/em>, per quelle che non mostrano problemi di conservazione, all&#8217;estinta) o, in alcuni casi, evidenziano la mancanza di dati necessari a stabilirlo. E, poich\u00e9 una popolazione pu\u00f2 essere stabile e abbondante in un certo territorio ma in declino e minacciata altrove (e viceversa), oltre alla Lista Rossa globale sono regolarmente aggiornate anche le liste nazionali: quella apparsa a dicembre per l\u2019Italia rappresenta un aggiornamento della versione precedente, risalente al 2013. A fronte di una COP15, da poco conclusa, che si pone\u00a0<a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/cop-15-terzo-del-pianeta-biodiversit%C3%A0\/laura-scillitani\/2022-12-22\">obiettivi ambiziosi<\/a>\u00a0per la tutela della biodiversit\u00e0, i risultati che emergono da questo aggiornamento non fanno che sottolineare quanto ancora ci sia da fare per evitare di perdere specie, molte delle quali endemiche del territorio italiano.<\/p>\n<h2>Nuovi arrivi nella Lista Rossa<\/h2>\n<p>Rispetto alla Lista Rossa del 2013, quella del 2022 presenta alcuni elementi di novit\u00e0, a partire dall\u2019essere riuscita a includere anche specie, una trentina in tutto, che non erano state valutate nel 2013. Per alcune, la precedente assenza di dati \u00e8 stata ora colmata consentendo di stabilire un livello di pericolo: \u00e8 il caso, per esempio, di alcune specie di pesci cartilaginei, come squali e razze \u2013 nuovi arrivati che per\u00f2, purtroppo, risultano in una categoria di rischio pi\u00f9 o meno grave. Come il gattopardo e il sagri, entrambi prossimi alla minaccia (<em>near threatened<\/em>), o come lo squalo volpe occhiogrosso (<em>Alopias superciliosus<\/em>), classificato come vulnerabile a livello globale ma a rischio critico in Italia.<\/p>\n<p>\u00abVale la pena notare che, per alcune delle specie che siamo riusciti ad aggiungere alla Lista Rossa del 2022, la classificazione risente di un\u2019origine un po\u2019 \u201cballerina\u201d. \u00c8 il caso del cigno, che nel 2013 era considerato una specie introdotta e per la quale non si eseguono le valutazioni, mentre adesso la presenza in Italia \u00e8 considerata una naturale espansione della sua distribuzione (per cui la valutazione \u00e8 prevista)\u00bb, precisa Carlo Rondinini, professore all\u2019Universit\u00e0 di Roma La Sapienza e tra i compilatori della Lista Rossa.<\/p>\n<h2>Le specie a rischio<\/h2>\n<p>I livelli \u201cpi\u00f9 gravi\u201d della Lista Rossa sono \u201cminacciato\u201d (<em>endangered<\/em>) e \u201ca rischio critico\u201d (<em>critically endangered<\/em>), due categorie nelle quali ricadono rispettivamente 65 e 40 specie, comprendenti vertebrati sia terrestri che acquatici. Sono minacciate, per esempio, le due specie di tartarughe palustri presenti in Italia (l\u2019europea e la siciliana), che risentono tra le altre cose della competizione con la tartaruga palustre americana, una specie invasiva introdotta nel nostro paese a partire dagli anni \u201970 come animale da compagnia (e che, dal 2019,\u00a0<a href=\"https:\/\/oggiscienza.it\/2010\/06\/17\/parte-con-la-turtle-week-la-campagna-mare-del-wwf\/www.wwf.it\/tartarughe.html\">non pu\u00f2 essere introdotta, n\u00e9 venduta o fatta riprodurre<\/a>\u00a0in Italia). Per molte specie, l\u2019ingresso nella categoria delle minacciate segna un peggioramento rispetto alla valutazione precedente: \u00e8 il caso della cheppia, un pesce osseo, della salamandra di Aurora, della natrice o biscia del collare, vulnerabili nel 2013 e oggi un passo pi\u00f9 vicine all\u2019estinzione. Ed \u00e8 forse pi\u00f9 impressionante che alcune, come gli uccelli fagiano del monte e il beccafico, siano passati dall\u2019essere specie a rischio minimo a minacciate.<\/p>\n<p>Anche per le specie oggi a rischio critico la nuova valutazione rappresenta un peggioramento rispetto alla precedente, come nel caso dell\u2019orecchione sardo (un chirottero) e del mignattino comune, un uccello che, appunto, tanto comune non \u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u00abAl netto di tutti i\u00a0<em>backcasting<\/em>\u00a0che andrebbero rifatti in maniera pi\u00f9 formale, ritengo si confermino le tendenze osservate nel 2013\u00bb, commenta Rondinini. \u00abE sicuramente i problemi pi\u00f9 gravi riguardano gli abitanti delle acque dolci, che rappresentano in assoluto l\u2019ambiente pi\u00f9 critico. Varie sono le ragioni, prima delle quali il continuo e attuale spostamento di specie da un bacino idrico all\u2019altro, fatto in maniera formale o informale dai pescatori, per il quale non si riesce a invertire la tendenza. Infatti, nella maggior parte dei fiumi e dei laghi italiani le specie presenti sono alloctone (aliene o provenienti da aree italiane diverse). L\u2019altro grosso problema \u00e8 il regime idrico, che \u00e8 stato completamente devastato dalle dighe e dalle captazioni dell\u2019acqua, cambiamenti davvero pesantissimi per gli ecosistemi d\u2019acqua dolce. Questo vale soprattutto per i laghi, nei quali la vita si concentra nei primi metri d\u2019acqua e intorno alle rive: basta quindi un piccolo abbassamento dei livelli d\u2019acqua, com\u2019\u00e8 avvenuto nel lago Trasimeno o in quello di Bracciano, e la componente biotica subisce dei cambiamenti enormi\u00bb.<\/p>\n<h2>Qualche miglioramento<\/h2>\n<p>Non manca, per fortuna, anche qualche specie il cui status di conservazione risulta migliorato. C\u2019\u00e8 qualche uccello, per esempio il mignattaio e il moriglione, passati da minacciati a vulnerabili, ma soprattutto ci sono carnivori come la lontra (anch\u2019essa passata da minacciata a vulnerabile), il gatto selvatico (che da prossimo alla minaccia \u00e8 oggi\u00a0<em>least concern<\/em>) e il lupo (che da vulnerabile \u00e8 passato a prossimo alla minaccia).<\/p>\n<p>\u00abPer il lupo vi sono stati significativi sforzi di conservazione, ma non si pu\u00f2 dire altrettanto per esempio del gatto selvatico: questi dati riflettono soprattutto il trend di abbandono delle zone rurali, soprattutto quelle montane, e di conseguente riforestazione\u00bb, spiega il ricercatore. \u00abQuesti carnivori hanno una biologia molto flessibile e ci mostrano quindi come, rilasciando la pressione antropica ed eliminando le persecuzioni, riescono abbastanza facilmente a ripopolare il territorio\u00bb.<\/p>\n<h2>Due parole di metodologia<\/h2>\n<p>\u00abGuardando ai dati che emergono dall\u2019aggiornamento della Lista Rossa italiana, \u00e8 importante tenere in considerazione che non possiamo considerarli veri e propri trend delle popolazioni. La ragione \u00e8 piuttosto semplice: in alcuni casi, infatti, ora riusciamo a stimare meglio la dimensione della popolazione e il suo andamento nel tempo, e alla luce di queste informazioni dovremmo rivalutare anche le stime passate &#8211; quello che si chiama fare un\u00a0<em>backcasting<\/em>\u00a0delle specie\u00bb, spiega Rondinini. \u00abLa nostra \u00e8, quindi, una rivalutazione della valutazione precedente, condotta alla luce delle conoscenze attuali\u00bb.<\/p>\n<p>Un lavoro che ha coinvolto un vasto numero di esperte ed esperti italiani che hanno lavorato sui diversi gruppi di vertebrati, dai pesci ai mammiferi, per tutto l\u2019areale italiano e, nel caso delle specie marine, a causa dell\u2019estrema mobilit\u00e0 di alcune di esse, su un\u2019area un po\u2019 pi\u00f9 vasta rispetto alle acque nazionali.<\/p>\n<p>Le informazioni raccolte dai diversi gruppi forniscono una base qualitativa (perch\u00e9 mancano reti di monitoraggio specifiche che consentano una precisa valutazione quantitativa) per arrivare a una stima ragionevole dell\u2019andamento generale della popolazione nel tempo, cos\u00ec da poter applicare i cinque criteri di valutazione della IUCN: il criterio A, che si basa sulla velocit\u00e0 di declino di popolazione; il criterio B, basato sull\u2019areale geografico della specie, che dev\u2019essere limitato e in contrazione del tempo affinch\u00e9 l\u2019animale possa essere considerato a rischio; il criterio C, simile nel principio al B ma applicato a popolazioni molto piccole; il criterio D, per le specie con areale molto ristretto o popolazione estremamente esigua e, infine, il criterio E, che in realt\u00e0 \u00e8 scarsamente applicato (in Italia e a livello globale) perch\u00e9 prevede analisi quantitative cha danno una probabilit\u00e0 del rischio di estinzione in una determinata finestra temporale &#8211; analisi che richiedono una mole di dati di rado disponibile.<\/p>\n<h2>Passi per la protezione delle specie<\/h2>\n<p>Gli obiettivi per il 2030 che si \u00e8 posta la COP15 rappresentano sforzi davvero ingenti per la tutela della biodiversit\u00e0 e per fermare le estinzioni. \u00abSe riuscissimo a raggiungere almeno alcuni di questi obiettivi, andremmo senz\u2019altro nella direzione di rallentare la perdita di biodiversit\u00e0. Per quanto riguarda ci\u00f2 che dovremmo comunque fare nel territorio italiano, diverse sono le linee di azione\u00bb, spiega Rondinini. \u00abPer esempio, servirebbe fare pi\u00f9 informazione per sensibilizzare e far conoscere alle persone anche sulle specie meno carismatiche, come i pesci e gli anfibi, che non sempre godono degli sforzi di tutela, anche finanziari, che si fanno per altri animali. E anche i parchi nazionali e le aree marine protette dovrebbero stabilire i propri piani di gestione in modo da garantire che comprendano tutte le specie che ospitano\u00bb.<\/p>\n<p>Molto di rado, inoltre, le minacce alla specie sembrano poter essere riferite a un singolo tipo di azione umana: sono anzi, pi\u00f9 in generale, il risultato delle nostre azioni ad ampio spettro, che hanno portato alla frammentazione e alla perdita di qualit\u00e0 degli habitat &#8211; e che dunque richiederebbe azioni a spettro altrettanto ampio per essere arrestato e, se possibile, invertito.<\/p>\n<p>\u00abIn base alle direttive europee &#8211; e non solo per gli obiettivi fissati dalla COP15 &#8211; dovremo anche, entro il 2030, espandere la rete di aree protette per arrivare a coprire il 30% del territorio nazionale\u00bb, conclude il ricercatore. \u00abE anche qui, dovremo lavorare in modo molto pi\u00f9 strategico rispetto a quanto fatto finora, ampliandole non solo in funzione del territorio ma anche in funzione della distribuzione delle specie, che conosciamo piuttosto bene per molti vertebrati\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/come-stanno-vertebrati-italiani-fotografia-nella-nuova-lista-rossa\/anna-romano\/2023-01-04\">https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/come-stanno-vertebrati-italiani-fotografia-nella-nuova-lista-rossa\/anna-romano\/2023-01-04<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da SCIENZA IN RETE (Anna Romano) La nuova Lista Rossa dei vertebrati italiani \u00e8 stata pubblicata a dicembre 2022: un aggiornamento sullo status di conservazione delle specie nel nostro paese che fotografa qualche miglioramento per alcune specie, ma molti peggioramenti per altre, che risultano un passo pi\u00f9 vicine all&#8217;estinzione. Una situazione nella quale, insomma, c&#8217;\u00e8 ancora molto da fare per evitare di perdere la nostra biodiversit\u00e0. Crediti immagine: rielaborazione con\u00a0 cheppia:\u00a0\u00a9 Hans Hillewaert\/ Wikimedia Commons\u00a0\/\u00a0CC&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":71835,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG-20220203-WA0009.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jUj","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76527"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76527"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76527\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76528,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76527\/revisions\/76528"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/71835"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76527"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76527"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76527"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}