{"id":76597,"date":"2023-01-12T08:30:02","date_gmt":"2023-01-12T07:30:02","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76597"},"modified":"2023-01-11T22:57:33","modified_gmt":"2023-01-11T21:57:33","slug":"bce-mes-non-aspettiamo-leuropa-risolviamoci-la-crisi-da-soli-ecco-come","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76597","title":{"rendered":"BCE &amp; MES\/ \u201cNon aspettiamo l\u2019Europa, risolviamoci la crisi da soli: ecco come\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL SUSSIDIARIO (Lorenzo Torrisi, Gustavo Piga)<\/strong><\/p>\n<h2 class=\"description\">Il problema dell\u2019Italia \u00e8 la sua bassa crescita. Occorre reperire risorse per lo sviluppo con una vera spending review che elimini gli sprechi<\/h2>\n<div class=\"flexbox mobile_view\">\n<div class=\"single_left_column flex_8\">\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"attachment-medium size-medium wp-post-image\" src=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/28\/meloni_13_lapresse1280-640x300.jpg\" alt=\"meloni 13 lapresse1280 640x300\" \/>\u00a0<span class=\"alt_image\">Giorgia Meloni (LaPresse)<\/span><\/div>\n<div class=\"single_box flexbox row\">\n<div class=\"single_text_left\">\n<div class=\"social-shares-wrapper\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"single_text_right\">\n<div class=\"single_text\">\n<p>Torna a far capolino nel panorama politico e mediatico italiano\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/dietro-le-quinte-mes-lincontro-segreto-per-mettere-in-angolo-litalia\/2469369\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la ratifica del Mes<\/a>, con nuove proposte per modificare la natura e le funzioni del Meccanismo europeo di stabilit\u00e0. Questo pochi giorni dopo gli appelli e le richieste da parte italiana alla Bce per rivedere le sue scelte di politica monetaria. Secondo\u00a0<strong>Gustavo Piga<\/strong>,\u00a0<em>professore di economia politica all\u2019Universit\u00e0 Tor Vergata di Roma<\/em>, siamo per\u00f2 di fronte ad \u201carmi di distrazione di massa per cercare di mettere sotto il tappeto qualcosa che \u00e8 ormai difficile nascondere\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cosa intende dire?<\/strong><\/p>\n<p>Possiamo discutere quanto vogliamo se sia corretto o meno alzare i tassi in un momento in cui l\u2019inflazione ha natura principalmente esogena ed \u00e8 diversa da quella degli Stati Uniti, ma ormai la Bce ha scelto di perseguire una politica monetaria restrittiva che certamente non ci aiuta, visto anche che se aumenta la spesa per interessi bisogna tagliarne su altri capitoli per lasciare inalterato il deficit su Pil. Si parla anche del Mes, che ritengo uno strumento inutile per curare i problemi dell\u2019Italia, ma mi fa sorridere chi evidenzia che corriamo il rischio di essere obbligati a fare una politica fiscale restrittiva: in realt\u00e0 la stiamo gi\u00e0 facendo visto che tra le condizioni del Pnrr c\u2019\u00e8 anche quella di un percorso di rientro del deficit che, come ci hanno mostrato i Governi Conte, Draghi e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/gli-effetti-della-manovra-i-tagli-che-avvicinano-la-recessione-nel-2023\/2447956\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Meloni<\/a>, purtroppo stiamo passivamente seguendo. Il che \u00e8 ancora pi\u00f9 folle visto che nel 2023 ci troveremo ad affrontare un momento di recessione gravissima.<\/p>\n<p><strong>Secondo il Governo, il 2023 si chiuder\u00e0 con un Pil in rialzo\u2026<\/strong><\/p>\n<p>La stima di una crescita del Pil dello 0,6% \u00e8 poco plausibile. In realt\u00e0, registreremo una recessione, oltretutto quando il Pnrr sar\u00e0 al pieno delle sue forze. Questo perch\u00e9 non sappiamo spendere bene le risorse e in tempo. \u00c8 un segnale chiarissimo della necessit\u00e0 di un cambiamento profondo. I mercati ci considerano un Paese rischioso, con un debito su Pil molto alto, ma secondo me abbiamo un Pil su debito molto basso, nel senso che il vero problema dell\u2019Italia \u00e8 che cresce troppo poco. \u00c8 inutile, quindi, andare a solleticare Francoforte, occorre lasciare da parte le armi di distrazione di massa e parlare finalmente di questo problema e di come risolverlo, soprattutto in un momento di recessione che colpisce le fasce pi\u00f9 deboli, visto che l\u2019inflazione aumenta il divario tra ricchi e poveri.<\/p>\n<p><strong>In effetti, aumentano soprattutto i prezzi relativi a spese incomprimibili, come gli affitti,<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/caos-spesa-con-le-richieste-dei-fornitori-si-rischia-il-20-di-inflazione-alimentare\/2464262\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span class=\"s1\">\u00a0i beni alimentari\u00a0<\/span><\/a>e le bollette, dunque chi guadagna meno non ha scampo.<\/strong><\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 che si inneschi un pericoloso conflitto sociale. Per questo occorre che si parli non di politica monetaria, ma di quella fiscale, che ancora in parte, visto che siamo condizionati dal Patto di stabilit\u00e0 e crescita e dal Pnrr, \u00e8 nelle nostre mani. \u00c8 ovvio che non si pu\u00f2 semplicemente dire che la politica fiscale che dobbiamo perseguire \u00e8 quella mirata alla riduzione del deficit, perch\u00e9 non \u00e8 quella che serve al Paese per rimettersi sulla via della crescita e quindi dell\u2019abbattimento del debito su Pil. Occorre trovare risorse per aiutare l\u2019economia, soprattutto chi \u00e8 pi\u00f9 fragile, e se non siamo capaci di ottenere in maniera negoziale risorse con deficit pi\u00f9 ampio per finanziare investimenti pubblici, allora c\u2019\u00e8 un\u2019unica cosa da fare.<\/p>\n<p><strong>Quale?<\/strong><\/p>\n<p>La spending review. Dovunque si guardi si vede chiaramente che questo Paese spende male. Il Governo ha davanti cinque anni e sono convinto che se presentasse un piano per cambiare completamente il concetto di Pubblica amministrazione, ci\u00f2 avrebbe effetti enormi sia interni che esterni, verso l\u2019Europa e i mercati. Deve cambiare il patto sociale tra cittadini e Pa, il Governo deve comunicare che non intende spendere meno, ma rivoluzionare il modo in cui si spende, andando a cercare ed eliminare tutti gli sprechi, utilizzando poi le risorse reperite non per ridurre il debito, ma per fare tutto quello che occorre per avere una Pa a servizio dei cittadini e per far crescere l\u2019economia. Il Governo rischia di avere vita breve non a causa dell\u2019Europa, ma perch\u00e9 il Paese non tiene pi\u00f9. Occorre fare la madre di tutte le riforme che genera una marea di risorse per lo sviluppo.<\/p>\n<p><strong>Di spending review si parla da anni, ci sono stati anche commissari, ma i risultati sono stati piuttosto deludenti.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019unica cosa che io ho visto in questi anni, in realt\u00e0, \u00e8 stato un progetto che nulla ha che vedere con la spending review, ossia quello dei tagli indiscriminati alla Pa. L\u2019idea era quella di ridurre il pubblico, visto come qualcosa di negativo, per lasciare posto al privato. Questo schema non ha portato da nessuna parte e i commissari sono stati presi in giro perch\u00e9 gli sono stati nel tempo affidati una decina di funzionari per coordinare sforzi assolutamente inutili: stiamo parlando, infatti, di una battaglia fondamentale, di una rivoluzione organizzativa che deve essere condotta in prima persona dal presidente del Consiglio, con ampie risorse per controlli, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una vasta disponibilit\u00e0 di dati utili per individuare gli sprechi. Una volta trovati e denunciati i primi, saranno le stesse amministrazioni pubbliche a mettersi immediatamente in riga. Ovviamente va portata avanti anche una battaglia contro la corruzione.<\/p>\n<p><strong>Sta parlando di un\u2019operazione lunga e complessa da portare a termine, ma, come evidenziava prima, le risorse per lo sviluppo servirebbero subito\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Gli sprechi si annidano principalmente su appalti e stipendi. Intervenire sulla seconda voce, che ha a che fare con la produttivit\u00e0 della Pa, \u00e8 un\u2019operazione che richiede pi\u00f9 tempo, mentre sulla prima si pu\u00f2, a mio avviso, agire pi\u00f9 rapidamente con una semplice rivoluzione della governance, in modo che non sia frammentata come oggi, ma nemmeno centralizzata come vorrebbe qualcuno, perch\u00e9 gare troppo grandi andrebbero a penalizzare enormemente l\u2019importantissimo patrimonio di piccole imprese che generano competitivit\u00e0 e Pil.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 allora il sistema di governance migliore?<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/nuovo-codice-appalti-dalla-legge-merloni-94-allanac-una-lunga-storia-spiegata\/2460320\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il nuovo codice degli appalti\u00a0<\/a>di tutto questo purtroppo non parla, ma servirebbe un sistema con un centinaio di stazioni appaltanti che riflettono il territorio, quindi una per provincia, cui dare le poche necessarie risorse per attirare e assumere le persone pi\u00f9 competenti. A quel punto, grazie anche a una collaborazione tra queste stazioni appaltanti, si potrebbe immediatamente e costantemente trasformare quel 15% di Pil di spesa per gli appalti, una cifra immensa, in sviluppo.<\/p>\n<p><strong>Quante risorse si possono reperire dalla riduzione degli sprechi in una voce di spesa cos\u00ec importante come quella per gli appalti?<\/strong><\/p>\n<p>Gli studi rigorosi dicono che c\u2019\u00e8 uno spreco del 20% su questa voce di spesa, dunque il 3% di Pil, circa 60 miliardi di euro. Chiaramente \u00e8 molto difficile recuperarli tutti subito, ma se anche si arrivasse solo a un quinto ogni anno, ci sarebbero gi\u00e0 12 miliardi l\u2019anno per i prossimi cinque anni. Se a ci\u00f2 aggiungiamo l\u2019effetto positivo di credibilit\u00e0 sui mercati che una rivoluzione di questo tipo potrebbe portare, che potrebbe tradursi in una riduzione dello spread, si potrebbero liberare altre risorse da destinare a investimenti sul territorio: sanit\u00e0, scuole, universit\u00e0, forze dell\u2019ordine, riassetto idrogeologico del Paese. Sarebbe facile a quel punto passare da una recessione a un Pil in territorio positivo.<\/p>\n<p><strong>Vuol dire che andranno riviste anche alcune priorit\u00e0 di spesa. Dopo la Legge di bilancio continuano a esserci richieste per sostegni, aumento delle pensioni, riduzione del cuneo fiscale\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Tutte queste manovre, alcune emergenziali o una tantum, non risolvono il problema della bassa produttivit\u00e0 che continua a scendere. Sei nei primi anni Duemila l\u2019Italia rappresentava il 18% del Pil europeo, oggi siamo arrivati al 12%.<\/p>\n<p><strong>Nel frattempo non bisogner\u00e0 comunque trascurare i tavoli europei in cui si discuter\u00e0 anche di riforma del Patto di stabilit\u00e0 e crescita.<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, ed \u00e8 evidente che, un po\u2019 come sta facendo ora col\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/meloni-unione-bancaria-e-mes-ecco-perche-la-ratifica-sarebbe-un-favore-alla-germania\/2461650\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mes<\/a>, l\u2019Italia dovrebbe evitare di dare il proprio assenso alla riforma del Patto di stabilit\u00e0 finch\u00e9 non ci saranno regole pi\u00f9 intelligenti. Chiaramente se cominciasse a rivoluzionare il modo in cui spende, l\u2019Italia sarebbe pi\u00f9 credibile e potrebbe chiedere un percorso di rientro del deficit molto pi\u00f9 flessibile. Credo sia importante, in ogni caso, comprendere che dobbiamo risolverci noi il problema della nostra scarsa crescita senza aspettare di ottenere qualcosa dall\u2019Europa. E con un Governo che ha prospettive di medio periodo ritengo che questo lo si possa fare.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/bce-mes-non-aspettiamo-leuropa-risolviamoci-la-crisi-da-soli-ecco-come\/2469754\/\">https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/bce-mes-non-aspettiamo-leuropa-risolviamoci-la-crisi-da-soli-ecco-come\/2469754\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL SUSSIDIARIO (Lorenzo Torrisi, Gustavo Piga) Il problema dell\u2019Italia \u00e8 la sua bassa crescita. 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