{"id":76618,"date":"2023-01-13T09:00:48","date_gmt":"2023-01-13T08:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76618"},"modified":"2023-01-12T19:23:36","modified_gmt":"2023-01-12T18:23:36","slug":"vicino-oriente-la-tela-di-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76618","title":{"rendered":"Vicino Oriente, la tela di Mosca"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LETTERA DA MOSCA (Pietro Pinter)<\/strong><\/p>\n<div class=\"featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/vicino-oriente.jpg\" alt=\"vicino oriente\" width=\"780\" height=\"390\" \/><\/div>\n<div class=\"post-header\"><\/div>\n<div class=\"post-content\">\n<p>Mentre continua ad infuriare la guerra in Ucraina, una regione in costante ebollizione, il Vicino Oriente, riceve grandi attenzioni da Mosca, che sta cercando sia di \u201cmettere al sicuro\u201d le sue posizioni sia di ridurre l\u2019influenza angloamericana in una zona del mondo cruciale per i suoi interessi.\u00a0<strong>Il primo e pi\u00f9 importante quadrante in cui Mosca opera \u00e8 quello siriano<\/strong>. In Siria, da anni la\u00a0Russia sta cercando di facilitare la normalizzazione dei rapporti tra Damasco e i suoi vicini regionali,\u00a0ponendosi come protettrice dell\u2019integrit\u00e0 territoriale del Pese ma anche come forza bilanciatrice tra i tre attori\u00a0regionali che hanno forti interessi in Siria e strumenti per tutelarli:<strong> Iran, Turchia e Israele<\/strong>. Il primo un vero\u00a0alleato, gli altri invece partner necessari per garantire un minimo livello di stabilit\u00e0 alla\u00a0Siria e all\u2019interesse russo fondamentale: un accesso sicuro al Mediterraneo Orientale\u00a0tramite la base navale di Tartus, acquisita subito dopo l\u2019intervento nella guerra civile del 2011.<\/p>\n<p>Mosca ha, in sostanza, le chiavi della sovranit\u00e0 siriana, e usandole con giudizio mira a creare un rapporto di simbiosi e mutua\u00a0necessit\u00e0 con Turchia ed Israele, che dovrebbe poi ripercuotersi anche in altri quadranti (<a href=\"http:\/\/[1]https:\/\/inimicizie.com\/2022\/10\/08\/la-turchia-sgomita-che-lezioni-puo-trarre-dallitalia\/\">come il Caucaso e l\u2019Ucraina, nel\u00a0caso turco<\/a>).\u00a0Naturalmente, <strong>le manovre russe sono anche mirate ad escludere dalla Siria gli Stati Uniti,<\/strong> che al\u00a0momento impegnano nel Paese un contingente di circa mille uomini delle forze speciali, in parte nella base di Al-Tanf (un\u2019enclave nel\u00a0deserto al confine con Giordania e Iraq, \u201ccontrollata\u201d da rimasugli dei ribelli siriani del 2011), in parte a guardia dei pozzi<br \/>\npetroliferi (presso cui compagnie americane partecipano alle attivit\u00e0 estrattive) nella regione nord-orientale della Siria,\u00a0controllata dalle SDF, una coalizione di milizie a guida curda, indipendenti <em>de facto<\/em> dal governo di Damasco.<br \/>\nCon la Turchia, attraverso il lungo e complicato \u201cprocesso di Astana\u201d, la Russia sta cercando di mediare affinch\u00e9 ritiri le sue\u00a0truppe dal Nord del Paese e ristabilisca <strong>normali relazioni con il governo di Damasco, in cambio di garanzie affinch\u00e9 le\u00a0milizie curde siano di fatto represse<\/strong>, anche tramite azioni congiunte. Questo sembra essere l\u2019accordo raggiunto all\u2019ultimo\u00a0trilaterale Mosca-Ankara-Damasco, <a href=\"https:\/\/www.middleeastmonitor.com\/20230101-turkiye-agrees-to-withdraw-military-from-northern-syria-following-tripartite-reconciliation-talks\/\">secondo la testata siriana Al-Watan<\/a>, ma nel caso non fosse possibile raggiungere una\u00a0soluzione permanente, la Russia si accontenterebbe \u2013 come ha fatto finora \u2013 di mantenere lo <em>status quo<\/em> evitando operazioni\u00a0turche su larga scala. Mercoled\u00ec, <a href=\"https:\/\/t.me\/letteradamosca\/11722\">a Mosca, si incontreranno i ministri degli Esteri<\/a> di Turchia, Siria e Russia e si capir\u00e0 meglio l\u2019aria che tira.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda invece Israele, Mosca pu\u00f2 far valere il suo controllo diretto dei sistemi antiaerei S-400 come leva sulla condotta di Tel Aviv. Il Cremlino, tramite un tacito ma evidente accordo, <strong>permette ai raid aerei\u00a0israeliani di colpire indisturbati obiettivi iraniani nelle regioni adiacenti al confine israeliano<\/strong>, a patto per\u00f2\u00a0che non venga messa in discussione la sopravvivenza del governo di Assad, e che \u2013 da febbraio 2022 \u2013\u00a0Israele non sviluppi rapporti politici e militari troppo stretti con l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>L\u2019alleanza con Teheran, resa comunque delicata dalla necessit\u00e0 di non compromettere i rapporti con Israele, ha invece\u00a0implicazioni molto pi\u00f9 ampie.\u00a0<strong>L\u2019Iran per la Russia \u00e8 un partner strategico, ancor pi\u00f9 dopo l\u2019inizio della \u201coperazione militare speciale\u201d in Ucraina<\/strong>. La lunga\u00a0esperienza di Teheran nell\u2019aggirare <a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2022\/10\/26\/gas-e-petrolio-quanto-ci-costa-fingere\/\">le sanzioni a guida americana<\/a>, la sua non indifferente industria militare domestica, la\u00a0sua influenza regionale e la sua posizione geografica rendono un pi\u00f9 stretto rapporto con Teheran indispensabile e naturale per Mosca. Che\u00a0tramite <a href=\"https:\/\/t.me\/inimicizie\/897\">la nuova espansione<\/a> dell\u2019<em>International North South Transport Corridor<\/em>, punta a rinsaldare tramite l\u2019Iran una\u00a0partnership strategica ancora pi\u00f9 importante, di rilevanza globale: quella con l\u2019India.<\/p>\n<p>Una forte presenza militare iraniana in Siria rafforza l\u2019influenza di Teheran nei Paesi vicini (dove \u00e8 gi\u00e0\u00a0quasi preponderante) e rende di conseguenza pi\u00f9 precaria la presenza militare della NATO \u2013 o\u00a0quantomeno di USA e UK \u2013 in Iraq, e pi\u00f9 debole l\u2019influenza americana in Libano. Oltre a questo, un Iran\u00a0pi\u00f9 forte nel Vicino Oriente permetter\u00e0 a Mosca (e a Pechino) di arrivare pi\u00f9 vicini a un complicatissimo\u00a0obiettivo strategico: <strong>mettere fine all\u2019alleanza tra USA e petromonarchie del Golfo Persico<\/strong>.\u00a0La guerra d\u2019attrito tra Iran e coalizione saudita, che si combatte in Yemen, in Iraq e finanche in territorio\u00a0emiratino e saudita, rappresenta una minaccia esistenziale per gli apparentemente stabili \u2013 ma in realt\u00e0 molto fragili\u00a0\u2013 Paesi del <em>Gulf Cooperation Council<\/em>.<br \/>\nQuesti Paesi, per varie ragioni incapaci, nonostante le loro vaste risorse economiche\u00a0di costruire eserciti in grado di competere con Teheran e con le\u00a0milizie ad essa allineate, \u00a0dipendono quasi interamente dalla\u00a0protezione americana e dalle forniture militari di Paesi NATO. La pressione proveniente dall\u2019Iran potrebbe\u00a0crescere a tal punto da demolire la fiducia di sauditi ed alleati nella protezione americana, <strong>costringendoli a\u00a0guardare a Mosca e Pechino<\/strong>, e dunque a una (pi\u00f9 facile a dirsi che a farsi) normalizzazione\u00a0con l\u2019Iran.<br \/>\nKissinger scrisse dell\u2019Arabia Saudita che la sua leadership di un certo mondo arabo e la particolarit\u00e0 del\u00a0suo sistema di governo le imponeva di schierarsi solo quando obbligata da pressioni\u00a0esterne, ed \u00e8 proprio quello che vediamo anche oggi. <strong>Riyhad si tiene aperte tutte le opzioni<\/strong>: non cercher\u00e0 la\u00a0creazione di un nuovo ordine in Medio Oriente, ma vi si conformer\u00e0 immediatamente e con convinzione\u00a0se il bilanciamento di forze nella regione lo suggerir\u00e0.<br \/>\nL\u2019Arabia Saudita esplora parallelamente la normalizzazione con Israele \u2013 necessaria in caso di predominio americano nel Vicino Oriente \u2013 e quella con l\u2019Iran, necessaria nel caso contrario. Non mette in discussione i suoi impegni militari con gli USA,\u00a0ma collabora con la Russia guidando <a href=\"http:\/\/[5]https:\/\/letteradamosca.eu\/2022\/11\/17\/il-fattore-islam-tra-russia-e-ucraina\/\">il taglio della produzione petrolifera dei paesi OPEC+<\/a>, e apre a Pechino con uno\u00a0storico summit arabo-cinese in cui si annuncia la futura denominazione di contratti petroliferi in renmimbi, in <strong>una sfida\u00a0aperta al dollaro simboleggiata addirittura dall\u2019interesse di Ryhad verso l\u2019entrata nei BRICS.<\/strong><br \/>\nLa monarchia Saud in un certo senso \u00e8 il vero barometro della geopolitica araba: quando si schiera non lo\u00a0fa per mutare gli equilibri nella regione, lo fa perch\u00e9 sono gi\u00e0 mutati. In questo caso <a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2022\/03\/13\/amica-cina-ma-fino-a-che-punto\/\">a favore di Russia e\u00a0Cina<\/a>.\u00a0Ora Mosca riuscir\u00e0 \u2013 con l\u2019aiuto di Teheran e Pechino, e l\u2019assenso di Ankara e Tel Aviv \u2013 a completare il\u00a0suo grande disegno nel Vicino Oriente?<\/p>\n<p>di Pietro Pinter fondatore e curatore del canale Telegram <a href=\"https:\/\/t.me\/inimicizie\">Inimicizie<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/01\/09\/vicino-oriente-la-tela-di-mosca\/\">https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/01\/09\/vicino-oriente-la-tela-di-mosca\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LETTERA DA MOSCA (Pietro Pinter) Mentre continua ad infuriare la guerra in Ucraina, una regione in costante ebollizione, il Vicino Oriente, riceve grandi attenzioni da Mosca, che sta cercando sia di \u201cmettere al sicuro\u201d le sue posizioni sia di ridurre l\u2019influenza angloamericana in una zona del mondo cruciale per i suoi interessi.\u00a0Il primo e pi\u00f9 importante quadrante in cui Mosca opera \u00e8 quello siriano. 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