{"id":76718,"date":"2023-01-18T11:58:23","date_gmt":"2023-01-18T10:58:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76718"},"modified":"2023-01-18T11:58:23","modified_gmt":"2023-01-18T10:58:23","slug":"perche-il-decreto-piantedosi-non-basta-seguire-il-modello-inglese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76718","title":{"rendered":"Perch\u00e9 il decreto Piantedosi non basta: seguire il modello inglese"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ATLANTICOQUOTIDIANO (Anna Bono)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-76719\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ong-piantedosi-730x410-1-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ong-piantedosi-730x410-1-300x168.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ong-piantedosi-730x410-1.jpg 730w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<header class=\"flex flex-col mb-4 entry-header\">\n<h4 class=\"order-1 mb-3 text-lg font-semibold leading-tight entry-subtitle text-np_blue font-poppins\">Richieste d\u2019asilo in Paesi terzi e respingimenti. Il punto non \u00e8 ridistribuire, ma contrastare la narrazione dell\u2019accoglienza e impedire gli arrivi illegali<\/h4>\n<p class=\"order-1 mb-3 text-lg font-semibold leading-tight entry-subtitle text-np_blue font-poppins\">Nel 2022 pi\u00f9 di un terzo degli emigranti illegali diretti in Europa (in tutto poco pi\u00f9 di 300.000 con un incremento di circa il 77 per cento rispetto al 2021, il pi\u00f9 alto dal 2016) <strong style=\"font-size: 16px\">ha scelto l\u2019Italia<\/strong><span style=\"font-size: 16px\">\u00a0come porta d\u2019accesso.<\/span><\/p>\n<\/header>\n<div class=\"px-2 entry-content font-roboto md:px-10 evo-first-article\" data-evolink=\"https:\/\/www.nicolaporro.it\/atlanticoquotidiano\/quotidiano\/esteri\/perche-il-decreto-piantedosi-non-basta-seguire-il-modello-inglese\/\" data-evotitle=\"Perch\u00e9 il decreto Piantedosi non basta: seguire il modello inglese\" data-scrollama-index=\"0\">\n<h2>Arrivi in Italia<\/h2>\n<p>Via mare ne sono arrivati 105.140:\u00a0<strong>un aumento del 53 per cento<\/strong>\u00a0rispetto al 2021 (67.477 arrivi) e addirittura dell\u2019<strong>800 per cento<\/strong> rispetto al 2019 (11.471 arrivi). Altre migliaia, forse alcune decine di migliaia, sono entrati via terra: nella sola Trieste, in certi periodi anche cento al giorno e persino di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Anche in\u00a0<strong>Grecia<\/strong>\u00a0nel 2022 gli arrivi sono aumentati, ma non quanto in Italia. Hanno raggiunto il Paese 18.778 emigranti, mentre nel 2020 ne erano arrivati 15.696 e nel 2021 9.157. In\u00a0<strong>Spagna<\/strong>\u00a0invece gli arrivi sono diminuiti, scendendo a 31.376 mentre nel 2020 erano stati 41.861 e 43.197 nel 2021.<\/p>\n<h2>Il decreto Piantedosi<\/h2>\n<p>Il decreto del ministro dell\u2019interno\u00a0<strong>Matteo Piantedosi<\/strong>, entrato in vigore il 3 gennaio, prevede sanzioni per le ong che svolgono attivit\u00e0 sistematica di ricerca di emigranti illegali da trasferire in Italia e impone che le eventuali richieste di asilo delle persone prese a bordo siano\u00a0<strong>presentate sulle navi delle ong<\/strong>, indirizzate quindi ai governi degli Stati di cui battono bandiera.<\/p>\n<p>Il provvedimento dovrebbe ridurre il numero di arrivi e permanenze in Italia perch\u00e9 le ong \u201csoccorreranno\u201d meno persone (nel 2022 hanno portato nel nostro Paese poco pi\u00f9 di un decimo di quelle arrivate via mare) e perch\u00e9 dovrebbe\u00a0<strong>indurre a scegliere altre rotte<\/strong> almeno una parte degli emigranti, quelli che si imbarcano sui gommoni e pagano di pi\u00f9 proprio perch\u00e9 sanno che poi verranno trasferiti in sicurezza sulle navi delle ong.<\/p>\n<h2>Espulsioni e ricorsi<\/h2>\n<p>Il decreto inoltre si propone di rendere pi\u00f9 veloce l\u2019esame delle richieste di asilo e affrettare quindi\u00a0<strong>l\u2019espulsione di chi non lo ottiene<\/strong>. Anche la prospettiva di rimanere in Italia per poco tempo (e non per mesi e anni come succede adesso, ospiti dei Cas, Centri di accoglienza straordinaria) e poi essere rimpatriati \u00e8 un fattore che pu\u00f2 far desistere o decidere per un\u2019altra rotta migratoria gli emigranti illegali \u2013 e sono pi\u00f9 dell\u201985 per cento \u2013 che non fuggono da guerra e persecuzione.<\/p>\n<p>Ma non se, come \u00e8 successo negli ultimi due anni, quasi il 30 per cento delle persone che non ottengono asilo possono comunque rimanere come titolari di protezione sussidiaria e protezione speciale; e se a molti di coloro che ricorrono in Cassazione viene riconosciuta protezione internazionale, ribaltando il giudizio delle commissioni territoriali peraltro con\u00a0<strong>motivazioni spesso sorprendenti<\/strong>.<\/p>\n<h2>I primi 13 giorni del 2023<\/h2>\n<p>Il decreto Piantedosi\u00a0<strong>otterr\u00e0 dei risultati<\/strong>. Li ottenne per breve tempo, finch\u00e9 non fu stravolto, anche il decreto sicurezza del ministro Salvini nel 2018. Ma intanto dal 1\u00b0 al 13 gennaio sono gi\u00e0 entrati in Italia via mare 3.819 emigranti illegali. Nello stesso periodo ne erano arrivati 378 nel 2022 e 340 nel 2021.<\/p>\n<p>Piccole imbarcazioni lasciano le coste africane e quelle turche dirette verso\u00a0<strong>Spagna, Italia e Grecia<\/strong>, cariche di giovani africani e asiatici senza documenti. Troppo poche vengono fermate e costrette a invertire la rotta.<\/p>\n<h2>Come impedire gli arrivi<\/h2>\n<p>L\u2019Unione europea da anni discute su come accogliere e\u00a0<em>ridistribuire<\/em>\u00a0i richiedenti asilo, senza peraltro aver mai raggiunto posizioni unanimi e accordi risolutivi, mentre dovrebbe concentrarsi su come\u00a0<em>impedire<\/em>\u00a0gli arrivi. Per gli emigranti questo suona come\u00a0<strong>un invito a partire<\/strong>, tanto l\u2019Europa far\u00e0 spazio.<\/p>\n<p>Regolamentare l\u2019attivit\u00e0 delle ong, accelerare le pratiche dei richiedenti asilo, per quanto utile,\u00a0<strong>non basta<\/strong>. N\u00e9 si pu\u00f2 fare molto affidamento sugli accordi per fermare i flussi e consentire i rimpatri stipulati con gli\u00a0<strong>inaffidabili governi<\/strong>\u00a0dei Paesi di transito e di origine, accordi che finora hanno funzionato molto meno di quanto sperato, tanto pi\u00f9 considerando il loro costo elevato.<\/p>\n<p>Bisogna avere il coraggio e la forza di\u00a0<strong>scontrarsi con la narrazione<\/strong>\u00a0imposta all\u2019opinione pubblica a proposito dei flussi migratori illegali verso l\u2019Europa, tutta volta a far credere doverosa l\u2019accoglienza: chiamando \u201ctrafficanti\u201d e non \u201ccontrabbandieri\u201d di uomini, come di fatto sono, le organizzazioni criminali usate, e pagate, da chi viaggia senza documenti; evitando di usare i termini \u201cillegale\u201d, \u201cclandestino\u201d, \u201cirregolare\u201d; e abusando invece della parola \u201crifugiato\u201d per convincere del diritto degli emigranti a ignorare frontiere e leggi.<\/p>\n<h2>Il modello Uk<\/h2>\n<p>Lo ha capito la Gran Bretagna che, contro questa narrazione, ha deciso di adottare nuove misure di contrasto all\u2019immigrazione illegale, determinata a servirsene\u00a0<strong>nonostante le accuse<\/strong> di violare le leggi internazionali in materia e di adottare provvedimenti deplorevoli.<\/p>\n<p>Nel 2022 sono sbarcati in Gran Bretagna 45.756 emigranti illegali: il 60 per cento in pi\u00f9 che nel 2021 e\u00a0<strong>mai cos\u00ec tanti<\/strong>\u00a0da quando il governo britannico ha iniziato a registrare gli arrivi nel 2018. Nel corso dell\u2019anno inoltre sono state presentate 52.525 richieste d\u2019asilo, il numero pi\u00f9 alto degli ultimi 20 anni.<\/p>\n<p>Il primo ministro\u00a0<strong>Rishi Sunak<\/strong>, in continuit\u00e0 con quanto disposto dal governo del suo predecessore\u00a0<strong>Boris Johnson<\/strong>, ha quindi deciso di prendere\u00a0<strong>provvedimenti drastici<\/strong>.<\/p>\n<p>Ha creato un Centro di comando piccole imbarcazioni, su cui convergono forze militari e civili per opporre una riposta coordinata agli arrivi dalla Francia, attraverso il canale della Manica; ha aumentato i fondi destinati all\u2019Agenzia nazionale anticrimine per la lotta contro l\u2019immigrazione illegale; ha stipulato un nuovo accordo con l\u2019Albania, Paese di origine di un terzo dei richiedenti asilo arrivati nel 2022, che prevede il rafforzamento del personale britannico addetto ai controlli di frontiera nella capitale albanese, Tirana; ha attivato pi\u00f9 rapide procedure di rimpatrio dei richiedenti asilo respinti.<\/p>\n<p>E lo scorso novembre ha firmato\u00a0<strong>un accordo con la Francia<\/strong>\u00a0in base al quale finanzier\u00e0 con ulteriori 63 milioni di sterline un aumento degli agenti e dei droni che pattugliano coste e acque territoriali francesi del Canale della Manica.<\/p>\n<h2>Richiedenti asilo in Rwanda<\/h2>\n<p>L\u2019iniziativa pi\u00f9 criticata \u00e8 il trasferimento in Rwanda di una parte dei richiedenti asilo. Le loro richieste verranno\u00a0<strong>esaminate dalle autorit\u00e0 rwandesi<\/strong>. Chi otterr\u00e0 asilo ricever\u00e0 per cinque anni dal governo britannico aiuti economici e altre forme di sostegno affinch\u00e9 possa integrarsi nella vita economica e sociale del Paese se lo desidera.<\/p>\n<p>Quelli le cui richieste saranno respinte potranno presentare\u00a0<strong>domanda di rimanere in Rwanda<\/strong>\u00a0ad altro titolo oppure saranno trasferiti nei rispettivi Paesi di origine, nei quali evidentemente non corrono alcun pericolo prova ne sia che lo status di rifugiato \u00e8 stato loro negato, o in altri stati in cui hanno diritto di risiedere.<\/p>\n<h2>Nessuna violazione<\/h2>\n<p>Un primo gruppo di sette richiedenti asilo sarebbe dovuto partire alla volta del Rwanda il 14 giugno, ma il volo era stato sospeso all\u2019ultimo momento perch\u00e9 la Corte europea per i diritti umani era intervenuta in favore di uno degli uomini a bordo, un iracheno che nel Paese africano avrebbe corso \u201cil rischio reale di subire danni irreversibili\u201d. Poi sono state avanzate\u00a0<strong>obiezioni di carattere legale<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma il 19 dicembre una sentenza della Corte Suprema britannica ha dato via libera al progetto sostenendo che il trasferimento di richiedenti asilo in un Paese sicuro\u00a0<strong>non viola i diritti umani<\/strong>\u00a0e la Convenzione di Ginevra sui rifugiati.<\/p>\n<p>Facendosi portavoce di altre organizzazioni non governative,\u00a0<em>Detention Action<\/em>\u00a0ha commentato la sentenza della Corte Suprema dicendosi dispiaciuta che sia stata giudicata legittima \u201cla deportazione di rifugiati in uno stato autocratico che uccide la gente e pratica la tortura\u201d. Per il partito laburista il progetto \u00e8 impraticabile e immorale. I legali che assistono i richiedenti asilo sostengono che sia disumano.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 ha ragione Londra<\/h2>\n<p>Invece ha ragione la Gran Bretagna. L\u2019articolo 33 della Convenzione di Ginevra afferma infatti:\u00a0<em>\u201cnessuno Stato Contraente espeller\u00e0 o respinger\u00e0, in qualsiasi modo, un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libert\u00e0 sarebbero minacciate\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Rwanda<\/strong>\u00a0\u00e8 un Paese stabile, il suo governo si \u00e8\u00a0<strong>impegnato a rispettare e tutelare<\/strong>\u00a0i richiedenti asilo che quindi saranno al sicuro. In attesa di sapere se otterranno lo status giuridico di rifugiato, saranno liberi di circolare, ospitati a spese della Gran Bretagna nell\u2019<em>Hope Hostel<\/em>, l\u2019Ostello della speranza ristrutturato per l\u2019occorrenza, dove in passato furono alloggiati alcuni sopravvissuti al genocidio dei\u00a0<em>Tutsi<\/em>.<\/p>\n<p>Solo chi ha come obiettivo reale quello di stabilirsi in Gran Bretagna vive la prospettiva di essere trasferito in Rwanda, o altrove, come un danno. Questo in effetti dovrebbe\u00a0<strong>dissuaderlo<\/strong>\u00a0dallo spendere migliaia di dollari e affrontare i disagi di lunghi viaggi clandestini.<\/p>\n<p>Chi davvero cerca scampo a minacce estreme pu\u00f2 accettare serenamente di vivere al sicuro per il tempo necessario in qualunque Paese, tanto pi\u00f9 se reso ospitale dalla garanzia che sia\u00a0<strong>la Gran Bretagna a farsi carico dei costi<\/strong>\u00a0del suo soggiorno.<\/p>\n<h2>Respingimenti<\/h2>\n<p>Il governo britannico sta inoltre pensando di respingere\u00a0<strong>chi chiede asilo arrivando da un Paese sicuro<\/strong>, in cui la sua vita e la sua libert\u00e0 non erano minacciate. \u00c8 il caso dell\u2019<strong>Albania<\/strong>, da cui provengono tanti richiedenti asilo, e della\u00a0<strong>Francia<\/strong>, da cui partono gli emigranti illegali. E, di nuovo, la Gran Bretagna ha ragione.<\/p>\n<h2>Seguire l\u2019esempio inglese<\/h2>\n<p>Anche la\u00a0<strong>Danimarca<\/strong>\u00a0ha in progetto di trasferire i propri richiedenti asilo in stati terzi, extra Unione europea, e ha avviato contatti tra l\u2019altro proprio con il Rwanda.<\/p>\n<p>Il ministro dell\u2019interno austriaco\u00a0<strong>Gerhard Karner<\/strong>\u00a0il 25 novembre 2022 ha proposto all\u2019Unione europea di adottare \u201cprocedure di asilo in Paesi terzi sicuri sul modello della Danimarca e della Gran Bretagna\u201d.<\/p>\n<p>Richieste analoghe sono state avanzate da altri Stati europei nel corso degli anni. Karner ha aggiunto che per chi \u00e8 originario di Paesi sicuri non ci dovrebbe neanche essere bisogno che si aprano delle pratiche individuali.<\/p>\n<p>Nel rispetto della Convenzione di Ginevra, l\u2019Italia potrebbe\u00a0<strong>seguire l\u2019esempio della Gran Bretagna<\/strong>. Avrebbe diritto di\u00a0<strong>non accettare le richieste di asilo<\/strong>\u00a0di chi attraversa il Mediterraneo partendo da Egitto, Tunisia, Algeria, forse anche dalla Turchia e dalla Libia, nonostante la situazione critica del Paese, perch\u00e9 l\u2019Alto commissariato Onu per i rifugiati vi ha delle sedi.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nicolaporro.it\/atlanticoquotidiano\/quotidiano\/esteri\/perche-il-decreto-piantedosi-non-basta-seguire-il-modello-inglese\/\">https:\/\/www.nicolaporro.it\/atlanticoquotidiano\/quotidiano\/esteri\/perche-il-decreto-piantedosi-non-basta-seguire-il-modello-inglese\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ATLANTICOQUOTIDIANO (Anna Bono)\u00a0 Richieste d\u2019asilo in Paesi terzi e respingimenti. 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