{"id":76729,"date":"2023-01-20T10:08:58","date_gmt":"2023-01-20T09:08:58","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76729"},"modified":"2023-01-18T21:13:03","modified_gmt":"2023-01-18T20:13:03","slug":"le-forze-armate-finlandesi-tra-eredita-del-passato-e-sfide-del-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76729","title":{"rendered":"Le forze armate finlandesi tra eredit\u00e0 del passato e sfide del presente"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Francesco Palmas)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/0940dea1-9629-0541-f157-c853c11dd1a1.jpg\" alt=\"0940dea1-9629-0541-f157-c853c11dd1a1\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/0940dea1-9629-0541-f157-c853c11dd1a1.jpg\" alt=\"0940dea1-9629-0541-f157-c853c11dd1a1\" \/><\/p>\n<p>Mancano ancora le ratifiche della Turchia, dell\u2019Ungheria e della Slovacchia ma l\u2019iter di adesione della Finlandia alla NATO ha gi\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nato-pa.int\/content\/finland-sweden-accession\">incassato il s\u00ec di 27 parlamenti e governi alleati<\/a>.\u00a0E\u2019 quindi opportuno interrogarsi sul potenziale bellico di Helsinki, su quale valore aggiunto apporteranno le forze armate finlandesi all\u2019Alleanza Atlantica e come \u00e8 strutturato\u00a0<a href=\"https:\/\/newseu.cgtn.com\/news\/2022-05-13\/What-military-strengths-would-Finland-bring-to-Nato--1a0nH3zgcuY\/index.html\">lo strumento militare della nazione scandinava.<\/a><\/p>\n<p>La Finlandia ha una fortissima tradizione guerresca come testimoniarono i combattimenti contro l\u2019Unione Sovietica degli anni fra il 1939 e il 1944. Il coraggio e l\u2019abnegazione di cui dettero prova i soldati finlandesi, contro un nemico soverchiante e strapotente, sono tuttora presi a modello e ricevettero all\u2019epoca l\u2019ammirazione di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Al termine della Seconda guerra mondiale (che la vide schierata con l\u2019Asse) e in seguito al trattato di pace di Parigi del 1947, la Finlandia fu costretta a subire perdite territoriali e limitazioni notevoli al suo apparato militare: le forze terrestri furono configurate con un massimo di 34.400 uomini mentre la Marina, ridotta a 4.500 effettivi, fu costretta a rinunciare al naviglio superiore alle 10.000 tonnellate di dislocamento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160771 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/7029b2ab-2583-6470-d97b-f51fa7166454.jpg\" alt=\"7029b2ab-2583-6470-d97b-f51fa7166454\" width=\"921\" height=\"518\" \/><\/p>\n<p>Quanto all\u2019Aeronautica fu stabilito un tetto di 3.000 unit\u00e0 e di 60 aerei mentre anche il procurement fu condizionato dal divieto di approvvigionarsi di materiali di origine tedesca, di missili guidati, di sottomarini, di siluranti e perfino di bombardieri.<\/p>\n<p>Durante la Guerra Fredda, il paese segu\u00ec una politica di rigorosa neutralit\u00e0 fra la NATO e il Patto di Varsavia. I rapporti con l\u2019ingombrante vicino dell\u2019est hanno sempre risentito delle tensioni fra i due blocchi: negli anni \u201960, era\u00a0<a href=\"https:\/\/petrsu.ru\/en\/news\/2021\/93178\/russia-and-finland-a\">imperativo mantenere relazioni cordiali con Mosca<\/a>\u00a0e per dare prova di buona volont\u00e0 e offrire un pegno del proprio spirito non aggressivo, Helsinki compr\u00f2 materiali sovietici.<\/p>\n<p>Ma continu\u00f2 pure a rifornirsi in Occidente, soprattutto negli anni \u201980, quando arrivarono gli addestratori britannici Bae Hawk e i cacciabombardieri statunitensi Boeing F\/A-18 Hornet.<\/p>\n<p>Dal punto di vista dottrinale, il decennio 1960-1970 influ\u00ec notevolmente sull\u2019evoluzione della difesa finlandese, plasmando un modello concettuale meta-regionale, destinato a fare scuola. Visti i limiti pattizi al numero di effettivi, la Finlandia cominci\u00f2 da subito a scommettere sui riservisti, addestrandoli massicciamente.\u00a0<a href=\"https:\/\/intti.fi\/en\/in-the-reserve\">Le riserve costituiscono tutt\u2019oggi<\/a>\u00a0il pilastro della sua strategia operativa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Uno sguardo d\u2019insieme<\/u><\/strong><\/p>\n<p>A dispetto di una popolazione di appena 5,5 milioni di abitanti, la Finlandia schiera forze armate rinomate, fortemente dipendenti dalla coscrizione, sia per le riserve, sia per i reparti operativi. I coscritti rappresentano i due terzi dell\u2019Esercito, pi\u00f9 della met\u00e0 della Marina e un terzo circa dell\u2019Aeronautica. Il periodo di leva dura cinque mesi e mezzo, con due classi l\u2019anno, e sale a otto mesi e mezzo e a undici mesi e mezzo per gli ufficiali,\u00a0<a href=\"https:\/\/puolustusvoimat.fi\/en\/finnish-conscription-system\">i sottufficiali e per alcune specialit\u00e0.<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160770 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/788a1aa2-c47e-db33-a662-d07bc4bfb09d.jpg\" alt=\"788a1aa2-c47e-db33-a662-d07bc4bfb09d\" width=\"934\" height=\"524\" \/><\/p>\n<p>Durante il periodo nella riserva, che dura fino a 50 anni per i sottufficiali e fino a 60 per gli ufficiali, i finlandesi devono prestare servizio per 80 giorni se soldati semplici, per 150 giorni se sottufficiali e per 200 giorni se ufficiali. Circa 18.000 uomini sono chiamati ogni anno a rindossare l\u2019uniforme. In tutto, la riserva finlandese conta oggi 227.500 unit\u00e0 circa, con il grosso che integra l\u2019Esercito (170.000 uomini). Vengono poi l\u2019Aeronautica, che ha un bacino di 26.000 riservisti, quindi la Marina, con 20.000 riservisti, e il Corpo delle guardie di frontiera (11.500).<\/p>\n<p>Il tutto \u00e8 da rapportare alla componente in servizio attivo che conta 35.000 effettivi circa, cos\u00ec ripartiti:\u00a0Esercito 23.790 uomini, fra 19.800 coscritti, 3.550 professionisti e 640 civili, Marina, forte di 1.400 professionisti e 3.500 coscritti e Aeronautica, con 2.000 professionisti e 1.300 coscritti e guardie di frontiera (2.700 uomini).<\/p>\n<p>Fin dal 1968, le forze sono modellate per rispondere ai dogmi della difesa territoriale, imperniati sulla riattualizzazione della strategia della guerra d\u2019inverno del 1939-1940, a partire da un altissimo grado di iniziativa accordato alle unit\u00e0 di base: un\u2019Auftragstaktik incentrata su un combattimento ritardatore, seguito da un ripiegamento verso le aree urbane.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160766 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/0d2c864a-8b89-5b85-8e8c-a9a477e40b44.jpg\" alt=\"0d2c864a-8b89-5b85-8e8c-a9a477e40b44\" width=\"956\" height=\"536\" \/><\/p>\n<p>Un po\u2019 quello che si vede in gran parte in scena nel teatro ucraino oggi. Imbastite con la mobilitazione, le unit\u00e0 di base si fondano in primis sui coscritti che servono in battaglia in posizioni e scacchieri non distanti dai loro luoghi di dimora, per godere dei vantaggi della conoscenza minuziosa del terreno.<\/p>\n<p>La difesa della Lapponia, nel nord del Paese, \u00e8 per\u00f2 puntellata da guarnigioni ad hoc. Sebbene tutte le unit\u00e0 di base ricevano supporto di artiglieria, su richiesta, e in misura minore dell\u2019aviazione, sono concepite per difendersi soprattutto con gli equipaggiamenti in dotazione,\u00a0<a href=\"https:\/\/corporalfrisk.com\/2018\/05\/26\/the-finnish-wartime-army\/https:\/corporalfrisk.com\/2018\/05\/26\/the-finnish-wartime-army\/\">che sono missili e moltissime armi anticarro, cannoni senza rinculo e razzi<\/a>.<\/p>\n<p>Nel settore contraerei, a partire dagli anni \u201980 e di fronte al rischio del jamming dei sistemi di concezione sovietica, i finlandesi hanno cominciato ad optare per i missili occidentali. Per un certo periodo sono stati mantenuti in linea i sistemi antiaerei SAM russi BUK-M1, abbandonati definitivamente dopo l\u2019annessione della Crimea alla Federazione, nel 2014.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La strategia della difesa territoriale<\/u><\/strong><\/p>\n<p>I principi della difesa territoriale sono declinati in una strategia onnicomprensiva di difesa totale, includenti sfera militare e protezione civile. Una forma di difesa che rappresenta il modello pi\u00f9 riuscito di strategia integrale che, in tempo di guerra, antepone la logica di difesa alle esigenze di ogni abitante e di qualsiasi altra attivit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019insieme dei settori \u00e8 coinvolto e sottoposto all\u2019imperativo categorico della difesa, che federa la difesa economica, quella sociale, passando per la lotta contro le pandemie fino ad arrivare alle operazioni militari in senso stretto. In caso di crisi, il Parlamento vota la legge sulla difesa dello Stato e ogni ministero attiva i piani prestabiliti e testati periodicamente. In pratica, vengono mobilitate tutte le organizzazioni militari e civili, dalle Forze Armate alle istituzioni economiche e sociali, compresi governo, parlamento e singoli individui.<\/p>\n<p>Spetta quindi al governo garantire il coordinamento generale dell\u2019interezza delle misure adottate, con l\u2019appoggio di un comitato per la sicurezza e la difesa. La prima delle misure \u00e8 la mobilitazione generale, che pu\u00f2 coinvolgere un effettivo di circa 900.000 militari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Un clima pi\u00f9 teso dal 2014<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Molto \u00e8 cambiato dal 2014. Dopo la fase di neutralit\u00e0 e coabitazione pacifica con la Russia, paese con cui la Finlandia condivide una frontiera di 1.340 chilometri, Helsinki ha adottato una postura pi\u00f9 pugnace, per fronteggiare le recenti tensioni con Mosca.<\/p>\n<p>Il paese del resto ha memoria storica non solo della guerra degli anni \u201940 ma anche di quando la Finlandia, granducato indipendente, fin\u00ec sotto il giogo russo per pi\u00f9 di un secolo<a href=\"https:\/\/www.infofinland.fi\/en\/information-about-finland\/finnish-history\">, dal 1809 al 1917.<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160769 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/f9d9b443-f6b6-9d79-9a96-7899b1cfb161.jpg\" alt=\"f9d9b443-f6b6-9d79-9a96-7899b1cfb161\" width=\"943\" height=\"529\" \/><\/p>\n<p>Sconfitta nel 1944, conserv\u00f2 la propria indipendenza al prezzo di enormi concessioni e in cambio della pi\u00f9 rigida neutralit\u00e0. Perse la regione della Carelia, che \u00e8 tuttora una questione spinosa nei rapporti con la Russia. La politica finlandese al riguardo \u00e8 riassumibile in poche parole: non parlarne mai, ma pensarci sempre.<\/p>\n<p>Visto il cambiamento di scenario attuale, gi\u00e0 nel 2015, su impulso del governo di Juha Sipila, primo ministro, il paese ha intrapreso un potenziamento marcato delle forze armate, puntando sulla mobilit\u00e0 e la potenza di fuoco dell\u2019esercito e creando\u00a0<a href=\"\/\/intti.fi\/en\/readiness-units\">delle forze d\u2019intervento rapido<\/a>: le valmiusyksitot o unit\u00e0 di preparazione, formate essenzialmente da coscritti che, al termine della ferma prestabilita, continuano un percorso formativo semestrale specifico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160764 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/2769eafd-ba6a-f644-aee8-0df0a0c51f24.jpg\" alt=\"2769eafd-ba6a-f644-aee8-0df0a0c51f24\" width=\"944\" height=\"531\" \/><\/p>\n<p>Circa il 10% dei coscritti integra queste unit\u00e0. Gi\u00e0 nel 2017, osservatori indipendenti avevano notato che il livello di preparazione delle forze finlandesi era nettamente migliorato e che il paese era ormai in grado di dispiegare \u00abmigliaia di soldati\u00bb in poche ore per fronteggiare qualsiasi intrusione, senza citare esplicitamente il nemico, ovviamente russo.<\/p>\n<p>Il paese dispone anche di una piccola\u00a0<a href=\"https:\/\/intti.fi\/en\/finnish-rapid-deployment-force\">Forza di Proiezione Rapida<\/a>\u00a0di 1.500 uomini, con uno stato maggiore proiettabile, pi\u00f9 il 101\u00b0 battaglione meccanizzato di Jaegers, il 102\u00b0 battaglione del genio, una compagnia CIMIC, un\u2019unit\u00e0 logistica, un gruppo tattico di fanti di marina e un distaccamento navale di tre navi per la guerra di mine.<\/p>\n<p>Un modo per fiancheggiare gli eventuali alleati all\u2019estero. Gran parte di queste unit\u00e0 \u00e8 formata da volontari, generalmente assegnati alla Brigata meccanizzata Pori. Da qualche anno, il paese ha predisposto poi un contingente di 200 uomini per il Nordic Battlegroup dell\u2019Unione europea, costituito nel 2005 e attivato per la prima volta nel 2007, comandato dalla Svezia e formato anche da militari norvegesi, estoni, lettoni, lituani e irlandesi, e mantenuto in allerta semestrale, pronto\u00a0<a href=\"https:\/\/puolustusvoimat.fi\/en\/international-crisis-management\/eu-battle-group\">a integrare eventuali missioni militari dell\u2019UE.<\/a><\/p>\n<p>Per aumentare le capacit\u00e0 di proiezione, Helsinki ha integrato il gruppo internazionale SALIS\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/topics_50107.htm\">e il consorzio NATO che impiega i cargo strategici C-17<\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160768 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/f8c3e9ec-7d44-8184-b57f-55cc2db08815.jpg\" alt=\"f8c3e9ec-7d44-8184-b57f-55cc2db08815\" width=\"928\" height=\"521\" \/><\/p>\n<p>Perch\u00e9 nonostante gli imperativi ineludibili della difesa nazionale, Helsinki partecipa assiduamente a molte le missioni internazionali fin dal 1956. Piano piano \u00e8 diventata meno neutrale e da quando \u00e8 scoppiata la crisi ucraina, nel 2014, ha rinsaldato i legami con la NATO, essendo gi\u00e0 parte\u00a0<a href=\"https:\/\/www.institutmontaigne.org\/en\/analysis\/finland-and-nato-whats-stake\">del Partenariato per la Pace<\/a>.<\/p>\n<p>Pur non essendo ancora parte della NATO, la Finlandia invia proprie forze militari a partecipare regolarmente alle sue esercitazioni e ha da tempo una rappresentanza permanente in seno ai due grandi comandi alleati: l\u2019Allied Command for Operation, a Mons, in Belgio, e l\u2019Allied Command for Transformation, a Norfolk, negli USA, e si \u00e8 maggiormente integrata con gli stati maggiori regionali alleati, in primis con quelli dei paesi baltici, membri recenti dell\u2019Alleanza Atlantica.<\/p>\n<p>Helsinki \u00e8 un fornitore privilegiato di hardware militare dell\u2019Estonia. Strettissimi sono i legami militari con la Svezia, potenza tutelare fino all\u2019inizio del 19\u00b0 secolo. Parliamo di una rete di alleanze e di intrecci che ha avuto finora il compito primario di scongiurare il rischio di isolamento, sofferto durante il periodo sovietico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La corsa verso la NATO<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Per dare un\u2019idea del clima mutevole, gi\u00e0 nel giugno 2018, diversi quotidiani finlandesi hanno avviato una campagna d\u2019informazione tesa a sollecitare la domanda di adesione alla NATO. Per la sicurezza, propria, del Baltico e dell\u2019Europa tutta, i media non vedevano ormai che un\u2019unica strada:\u00a0<a href=\"https:\/\/warontherocks.com\/2022\/02\/as-finland-watches-from-alignment-to-alliance\/\">la difesa comune e collettiva garantita dall\u2019articolo 5 del patto atlantico<\/a>.<\/p>\n<p>Condizione necessaria per entrare nella NATO era che anche la Svezia facesse altrettanto, altrimenti la Finlandia si sarebbe cacciata in un vicolo cieco o, se si preferisce, in \u00abuna situazione delicata di avamposto privo di continuit\u00e0 territoriale con l\u2019Alleanza\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160735 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Sisaantulo_1.jpg\" alt=\"Sisaantulo_1\" width=\"935\" height=\"606\" \/><\/p>\n<p>Al tempo stesso, nel caso in cui la sola Svezia fosse entrata nella NATO, la Finlandia si sarebbe ritrovata pi\u00f9 esposta e pi\u00f9 vulnerabile di adesso. Aderire alla NATO avrebbe rafforzato \u00abla deterrenza contro qualsiasi attacco, ma sarebbe stata suscettibile di causare una grave crisi con la Russia per un periodo indefinito\u00bb.<\/p>\n<p>E infatti Mosca, a inizio gennaio 2022, aveva ammonito Helsinki e Stoccolma, ventilando \u00abgravi conseguenze in caso di adesione\u00bb. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, era stata molto franca,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.opex360.com\/2022\/02\/25\/la-russie-tirera-les-consequences-politico-militaires-en-cas-dadhesion-de-la-suede-et-de-la-finlande-a-lotan\/\">paventando conseguenze \u00abmilitari e politiche\u00bb<\/a>\u00a0e ricordando che la neutralit\u00e0 dei due paesi scandinavi \u00e8 sempre stata considerata da Mosca come un fattore importante per la stabilit\u00e0 in Nordeuropa.<\/p>\n<p>Inutile dire che non \u00e8 stata ascoltata e che le garanzie di sicurezza della Federazione sono state calpestate per l\u2019ennesima volta. A inizio anno, il presidente finlandese Sauli Ninisto e la premier Sanna Marin\u00a0<a href=\"http:\/\/www.opex360.com\/2022\/01\/03\/face-a-la-russie-la-finlande-reaffirme-son-droit-a-rejoindre-lotan-si-elle-le-decide\/\">ribadirono infatti la totale libert\u00e0 di scelta di Helsinki.<\/a>\u00a0L\u2019opinione pubblica premeva, sempre pi\u00f9 favorevole: un sondaggio del marzo scorso, rivelava che il consenso verso l\u2019alleanza\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2022-05-09\/finnish-support-for-nato-membership-jumps-to-76-in-latest-poll?leadSource=uverify%20wall\">era aumentato dal 34% del 2021 al 62% dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina.<\/a><\/p>\n<p>Un buon 60% del campione sondato desiderava una decisione in merito all\u2019adesione entro il 2022. Il 13 aprile allora qualcosa matur\u00f2. Dopo un incontro fra le premier svedese e finlandese, Marin aveva dichiarato che il suo paese avrebbe deciso sull\u2019adesione nel giro di settimane, non di mesi. E il presidente della Repubblica aveva auspicato che ci\u00f2 potesse accadere prima del vertice interalleato di Madrid del 29 giugno successivo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160772 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/3180e602-0e11-06b7-8d7c-327d64459351.jpg\" alt=\"3180e602-0e11-06b7-8d7c-327d64459351\" width=\"937\" height=\"528\" \/><\/p>\n<p>Il voto del parlamento finlandese appariva quasi scontato, anche se c\u2019erano diverse questioni e sensibilit\u00e0 da soppesare. Poco importava, la procedura era ormai in itinere e la Finlandia pensava ormai di presentare la propria candidatura gi\u00e0 nel maggio seguente.<\/p>\n<p>Sarebbe occorso poi un invito formale dei membri della NATO al paese scandinavo. Stoltenberg si era spinto a dichiarare che la protezione a Helsinki da parte degli alleati avrebbe potuto essere garantita anche nel periodo interinario fra il deposito della candidatura e l\u2019adesione formale, che avrebbe dovuto essere votata all\u2019unanimit\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/news_196396.htm\">da tutti i membri dell\u2019Alleanza Atlantica.<\/a><\/p>\n<p>A precipitare gli eventi ci ha poi pensato non solo il conflitto ucraino, ma anche il nuovo Libro bianco sulla sicurezza finlandese, presentato lo stesso 13 aprile.<\/p>\n<p>Il rapporto non propendeva direttamente per l\u2019adesione ma lasciava la questione irrisolta, pur entrando nel merito delle conseguenze pratiche in tema di difesa e di sicurezza se il governo e il parlamento avessero deciso affermativamente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160773 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/3f4d5a85-f9c4-fdc0-4a72-9f4c1bf5e3fe.jpg\" alt=\"3f4d5a85-f9c4-fdc0-4a72-9f4c1bf5e3fe\" width=\"944\" height=\"531\" \/><\/p>\n<p>\u00abLa Finlandia \u00e8 un provider di sicurezza, \u00e8 interoperabile con la NATO e ne integra gi\u00e0 i requisiti preliminari alla piena membership. Sarebbe un valore aggiunto per l\u2019Alleanza e non ci sono ostacoli tecnici all\u2019ammissione fra i partner formali\u00bb.<\/p>\n<p>Entrare nell\u2019Alleanza avrebbe aumentato la sicurezza nazionale della Finlandia, della Svezia e dell\u2019intera regione. L\u2019efficacia deterrente dello strumento militare finlandese sarebbe stata enormemente rafforzata, potendo basarsi sulle capacit\u00e0 dell\u2019intera NATO.<\/p>\n<p>Vista l\u2019ubicazione strategica del paese, il maggior contributo finlandese all\u2019Alleanza sarebbe stata l\u2019accresciuta sicurezza del Nord Europa, visto \u00abche la Finlandia pu\u00f2 difendere il proprio territorio\u00bb (ibidem). Anche entrando nell\u2019Alleanza non vi sarebbe stato l\u2019obbligo per il paese di ospitare sul suo territorio armi nucleari, basi permanenti o truppe.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160774 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/2ab04945-199a-c167-c580-e5a18a34839b.jpg\" alt=\"2ab04945-199a-c167-c580-e5a18a34839b\" width=\"1000\" height=\"561\" \/><\/p>\n<p>Il rapporto non supportava affatto un\u2019apertura alle armi nucleari, ma apriva invece alla possibilit\u00e0 di accogliere basi o truppe (ibidem). \u00abLa Finlandia auspicherebbe comunque di mantenere una relazione funzionale con la Russia pur se entrasse nell\u2019Alleanza\u00bb.<\/p>\n<p>Ma \u00abdovrebbe al contempo prepararsi ad affrontare tensioni crescenti al confine\u00bb. Il Libro Bianco ribadiva ancora una volta che \u00abuna stretta cooperazione con la Svezia durante l\u2019iter di adesione sarebbe di estrema importanza. Un percorso di ammissione simultanea dei due paesi nella NATO potrebbe agevolare la prontezza di risposta a una possibile reazione russa\u00bb (ibidem).<\/p>\n<p>Se uno solo dei due paesi avesse optato per l\u2019ingresso, ci sarebbero stati limiti alla cooperazione bilaterale in tema di difesa.<\/p>\n<p>\u00abLa tempistica della possibile formalizzazione della candidatura e la velocit\u00e0 del processo di ammissione sono di particolare importanza nello scenario corrente\u00bb (ibidem). Fare presto sarebbe stata la soluzione ideale per i due paesi scandinavi e per la stessa NATO, suggeriva il rapporto. Non reagire al mutamento del contesto di sicurezza \u00abpotrebbe indebolire la postura internazionale della Finlandia e ridurne il margine di manovra\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160775 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/96827266-c35d-1fbd-b5b3-f84920aca5b9.jpg\" alt=\"96827266-c35d-1fbd-b5b3-f84920aca5b9\" width=\"1000\" height=\"562\" \/><\/p>\n<p>Oltreconfine, la Russia accoglieva con disappunto il passo ulteriore del paese scandinavo, affiancato nell\u2019iter dalla Svezia, che in quei frangenti aveva palesato l\u2019intenzione di depositare la sua candidatura a giugno.<\/p>\n<p>Per mostrare i muscoli, Mosca aveva reagito spostando attrezzature pesanti delle forze schierate nell\u2019oblast di Leningrado\u00a0<a href=\"http:\/\/www.opex360.com\/2022\/05\/20\/moscou-va-renforcer-son-district-militaire-occidental-pour-repondre-a-ladhesion-de-la-finlande-a-lotan\/\">dirigendole verso il Golfo di Finlandia e l\u2019area di Vyborg, vicino al confine.<\/a><\/p>\n<p>Dai video diffusi da Sky News si vedevano chiaramente, fra gli equipaggiamenti,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cdt.ch\/news\/mondo\/mezzi-militari-russi-vicino-al-confine-con-la-finlandia-279387\">sistemi di difesa costiera K-300P Bastion<\/a>. Come se non bastasse, Dimitri Medvedev, citato dalla Reuters, aveva ventilato un\u2019ulteriore possibile rappresaglia:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/europe\/russia-warns-baltic-nuclear-deployment-if-nato-admits-sweden-finland-2022-04-14\/\">\u00abla fine dello status del Baltico come area libera dalle armi nucleari\u00bb.<\/a><\/p>\n<p>Non ci sarebbero stati pi\u00f9 colloqui in merito e sarebbe stata una decisione drastica, che la Russia non avrebbe adottato in caso di rinuncia dei due paesi scandinavi. Sta di fatto che con la guerra ucraina il Cremlino stava ottenendo il contrario di quanto auspicato e si sarebbe presto ritrovato un\u2019altra enorme porzione di frontiera sigillata dalla NATO.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160776 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/6f2a0da5-9a22-cc85-f0d3-4a8f7047ef61.jpg\" alt=\"6f2a0da5-9a22-cc85-f0d3-4a8f7047ef61\" width=\"921\" height=\"518\" \/><\/p>\n<p>Danni collaterali della guerra, perch\u00e9 il 18 maggio 2022, Finlandia e Svezia ruppero gli indugi, trasmettendo simultaneamente al segretario\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nato-pa.int\/content\/finland-sweden-accession\">generale della Nato, le lettere ufficiali di richiesta d\u2019adesione.<\/a>\u00a0Al vertice di Madrid del 29 giugno, i capi di Stato e di governo dell\u2019Allenza invitarono i due paesi a diventare membri dell\u2019organizzazione. Il resto \u00e8 noto. I protocolli di ammissione sono stati siglati il 5 luglio, in seguito a rapidi negoziati di adesione.<\/p>\n<p>E le ratifiche governative sono state quasi immediate.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nato-pa.int\/content\/finland-sweden-accession\">L\u2019Italia ha dato semaforo verde il 3 agosto scorso<\/a>. Mancano ora solo i 3 paesi citati all\u2019inizio. Intanto, il governo finlandese non ha perso un attimo. Ha gi\u00e0 stretto le maglie dell\u2019intesa con Washington, azionista di maggioranza e perno della Nato,\u00a0<a href=\"https:\/\/ilmavoimat.fi\/en\/-\/1948673\/first-hx-fighter-programme-agreements-signed\">optando per l\u2019acquisto dei cacciabombardieri F-35<\/a>: un modo per legarsi all\u2019alleato americano per i prossimi decenni. E\u2019 entrato inoltre a far parte della forza di spedizione comune\u00a0<a href=\"https:\/\/valtioneuvosto.fi\/en\/-\/suomi-osallistuu-ison-britannian-johtaman-joint-expeditionary-force-jef-joukon-toimintaan\">Joint Expeditionary Force, a guida britannica<\/a>\u00a0e ha promosso molti cambiamenti alla struttura delle forze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Le forze terrestri e speciali<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Le forze terrestri finlandesi hanno innovato moltissimo negli ultimi anni. Dal 2007, il nucleo centrale di comando \u00e8 passato dallo Stato maggiore generale di Helsinki a un nuovo stato maggiore di forza armata, il MAAVE, creato nel 2008 a Mikkeli, a nord-est della capitale, prossimo alle autorit\u00e0 politiche e ai vertici decisionali. Segno dei tempi, qualche anno fa lo Stato maggiore dell\u2019esercito finlandese ha adottato un\u2019organizzazione in direttorati da J1 a J9, sulla falsariga di quella della NATO.<\/p>\n<p>La creazione del nuovo Comando dell\u2019Esercito ha ridimensionato il ruolo delle quattro regioni militari, che conservano precipuamente compiti logistici e che dispongono ognuna di una brigata meccanizzata, in stato di allerta immediata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160737 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Vekara_2014_MG_4691.jpg\" alt=\"Vekara_2014_MG_4691\" width=\"954\" height=\"535\" \/><\/p>\n<p>La regione di Helsinki \u00e8 difesa in particolare dal reggimento dei Cacciatori della Guardia (Guards Jaeger), addestrati\u00a0<a href=\"https:\/\/maavoimat.fi\/en\/guard-jaeger-regiment\/about-us\">soprattutto al combattimento urbano.<\/a><\/p>\n<p>Con la riorganizzazione, il MAAVE \u00e8 diventato un vero e proprio centro decisionale e arbitrale, in contatto diretto con gli scaglioni subordinati di forza armata e con i principali comandi operativi.<\/p>\n<p>Per facilitarne il ruolo, sono stati fatti molti sforzi nel campo C4I, cos\u00ec da creare sinergie proficue con le altre Forze armate. Sono sorti anche uffici militari locali presso tutte le guarnigioni, che fluidificano i contatti con i riservisti e coordinano il lavoro della difesa.<\/p>\n<p>Per fronteggiare un\u2019eventuale aggressione, l\u2019esercito finlandese dispone di un corpo da battaglia il cui nerbo \u00e8 rappresentato dalla brigata blindata e da quella d\u2019artiglieria. Queste due unit\u00e0, insieme alle brigate di Jaegers e alle brigate meccanizzate in allerta, raggruppano il grosso dei mezzi pesanti dell\u2019esercito. In poche parole, l\u2019esercito dispone di 5 brigate organiche:<\/p>\n<ul>\n<li>la brigata blindata, dotata di un reggimento blindato, di uno d\u2019artiglieria e logistico, di un reggimento di difesa aerea, incaricato della protezione della capitale e al tempo stesso di sovrintendere al centro di addestramento alla guerra elettronica;<\/li>\n<li>la brigata Jaeger, che opera in Lapponia ed \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/maavoimat.fi\/en\/jaeger-brigade\/about-us\">specializzata in primis nel combattimento artico<\/a>;<\/li>\n<li>la brigata Kainuu che, in tempo di guerra, ha per missione la difesa della\u00a0<a href=\"https:\/\/maavoimat.fi\/en\/kainuu-brigade\/about-us\">parte centro-mediana del paese<\/a><\/li>\n<li>la brigata della Carelia \u00e8 destinata a combattere nel sud finlandese. Quest\u2019ultima brigata, in tempo di pace<a href=\"https:\/\/maavoimat.fi\/en\/karelia-brigade\">, forma anche i coscritti alla guerra meccanizzata;<\/a><\/li>\n<li>la brigata di Pori ha competenza per l\u2019ovest del paese in caso di guerra, altrimenti prepara i coscritti impegnati nelle future operazioni\u00a0<a href=\"https:\/\/maavoimat.fi\/en\/pori-brigade\/about-us\">di mantenimento della pace<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160738 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/a1e955a7-b0d6-5e72-38df-4d1e2a3feee9.jpg\" alt=\"a1e955a7-b0d6-5e72-38df-4d1e2a3feee9\" width=\"960\" height=\"540\" \/><\/p>\n<p>In contesto bellico l\u2019organizzazione delle unit\u00e0 \u00e8 imperniata sull\u2019impiego di battaglioni, il che spiega la struttura particolare di alcune brigate. Quella di Carelia allinea ad esempio due reggimenti di artiglieria, due battaglioni di difesa aerea, di logistica, del genio o di trasmissioni, ma ha in organico un solo battaglione di fanteria.<\/p>\n<p>Quanto ad articolazione, la suddivisione del territorio in 4 regioni militari raggruppa 22 distretti militari provinciali, cui compete la mobilitazione degli uomini afferenti al rispettivo territorio, l\u2019organizzazione della difesa e l\u2019appoggio alla difesa civile. In tempo di guerra, le regioni militari hanno autorit\u00e0 anche sulle unit\u00e0 delle guardie di frontiera, dipendenti usualmente dal ministero dell\u2019Interno.<\/p>\n<p>Queste unit\u00e0 hanno un\u2019eccellente qualit\u00e0 operativa. Secondo il Libro Bianco della Difesa del 2017, l\u2019alto livello di preparazione, la tipologia delle missioni e le capacit\u00e0 delle guardie di frontiera\u00a0<a href=\"https:\/\/raja.fi\/en\/national-defence-and-military-service\">permettono loro di puntellare efficacemente<\/a>\u00a0le forze armate nella difesa dell\u2019integrit\u00e0 territoriale del paese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160763 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/38dcafd4-1bb7-5399-a411-32311f2d6ac3.jpg\" alt=\"38dcafd4-1bb7-5399-a411-32311f2d6ac3\" width=\"934\" height=\"524\" \/><\/p>\n<p>I loro effettivi sono autorizzati in primis a garantire la difesa delle isole Aland, smilitarizzate e strategicamente vitali, a met\u00e0 strada fra la Svezia e la Finlandia, all\u2019imbocco del golfo di Botnia.<\/p>\n<p>Parliamo in tutto di 2.700 uomini di prima linea e di 11.500 riservisti, come gi\u00e0 anticipato, addestrati anche alle missioni del tipo commando e alle ricognizioni, con un\u2019ottima conoscenza del terreno, abbondanza di armi leggere e anticarro, e mobilit\u00e0 garantita da una piccola aviazione, comprendente 2 aerei Do-228 da sorveglianza marittima, 5 elicotteri Super Puma da ricerca e salvataggio, 5 Bell 412\/412EP e 4 AW119 Koala, e da una sezione navale dotata di 4 pattugliatori costieri e 41 vedette.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160742 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/6.12.-nostokuvakoko.jpg\" alt=\"6.12. nostokuvakoko\" width=\"939\" height=\"528\" \/><\/p>\n<p>Un mix che rende questi uomini particolarmente adatti a fornire un supporto di qualit\u00e0 alle forze di difesa in uno scenario che si \u00e8 fatto sempre pi\u00f9 minaccioso.<\/p>\n<p>Le forze speciali sono composte da due unit\u00e0 indipendenti. La prima \u00e8 il reggimento di forze speciali\u00a0<a href=\"https:\/\/maavoimat.fi\/en\/utti-jaeger-regiment\/about-us\">Jaeger Utti<\/a>, formato da 220 coscritti e da 400 professionisti.<\/p>\n<p>Il suo quartier generale \u00e8 ubicato nella regione di Utti, 170 chilometri a nord-est di Helsinki, proprio dove si trovavano in precedenza la scuola delle truppe aviotrasportate e il centro di formazione delle forze speciali, che l\u2019esercito ha riattivato nel febbraio 1962.\u00a0La costituzione del reggimento Utti Jaeger \u00e8 recente, essendo stato formato nel gennaio 1997 dalla fusione della Scuola Truppe Aviotrasportate, della Scuola di Polizia Militare e delle unit\u00e0 di elicotteri.<\/p>\n<p>La Scuola delle truppe aviotrasportate \u00e8 stata trasformata in Special Jaeger e le unit\u00e0 elicotteristiche si sono unificate in un solo squadrone. Oggi, il reggimento Utti Jaeger \u00e8 al contempo un centro di addestramento per le forze speciali e per i paracadutisti dell\u2019esercito finlandese, un\u2019unit\u00e0 operativa e un\u2019unit\u00e0 dedicata alle operazioni elitrasportate.<\/p>\n<p>Previsto per operare autonomamente, non \u00e8 integrato in nessuna delle brigate dell\u2019esercito.\u00a0<a href=\"https:\/\/maavoimat.fi\/en\/utti-jaeger-regiment\/about-us\">La sua organizzazione<\/a>\u00a0ruota intorno a quattro formazioni: un\u2019unit\u00e0 di elicotteri su NH90 e Hughes MD 500, un battaglione di cacciatori paracadutisti, un battaglione di Special Jaeger su due compagnie, componente principale delle forze speciali, e una compagnia di supporto e di servizi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160759 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/7e5d7bf6-0ca3-d453-4339-1b8fdd4fada5.jpg\" alt=\"7e5d7bf6-0ca3-d453-4339-1b8fdd4fada5\" width=\"932\" height=\"524\" \/><\/p>\n<p>Le forze speciali finlandesi odierne sono le eredi del distaccamento Torni e delle quattro Kaukopartio-osastot o distaccamenti da ricognizione a lungo raggio e del 4\u00b0 battaglione distaccato Erillinen Pataljoona, tutti protagonisti della guerra mondiale al fianco del Terzo Reich.<\/p>\n<p>Uomini che operarono per quattro anni in un clima enormemente ostile, utilizzando il terreno con una maestria ineguagliata e infliggendo pesantissime perdite ai sovietici. Gli Special Jaeger di oggi, loro eredi, sono adusi a svolgere l\u2019intero ventaglio delle operazioni speciali: azione diretta, controterrorismo, combattimento in scenari urbani e cos\u00ec via anche in un contesto di cooperazione internazionale.<\/p>\n<p>Nonostante la predominanza dottrinale della difesa del santuario nazionale, le forze speciali finlandesi hanno servito infatti in Kosovo e in Afghanistan,\u00a0<a href=\"https:\/\/maavoimat.fi\/en\/utti-jaeger-regiment\/about-us\">fianco a fianco con le omologhe occidentali.<\/a><\/p>\n<p>Nella stessa ottica di integrazione pi\u00f9 spinta con l\u2019Occidente, Helsinki ha deciso gi\u00e0 nel 2015 di equipaggiare i suoi commando con il fucile d\u2019assalto belga FN SCAR-L, prima arma camerata\u00a0<a href=\"https:\/\/www.thefirearmblog.com\/blog\/2015\/02\/27\/finland-adopts-scar-l-for-special-forces\/\">in calibro 5,56\u00d739 NATO utilizzata dalle sue forze armate.<\/a>\u00a0Ogni anno 200 volontari circa si presentano a Utti. Molti di loro hanno gi\u00e0 servito come paracadutisti o sommozzatori\u00a0<em>combat<\/em>\u00a0durante il servizio di leva obbligatorio, ma l\u2019unit\u00e0 di forze speciali \u00e8 aperta anche ai coscritti in corso di servizio militare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160750 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/eb129d43-6528-8e7f-6987-897a76a9e9fa.jpg\" alt=\"eb129d43-6528-8e7f-6987-897a76a9e9fa\" width=\"934\" height=\"524\" \/><\/p>\n<p>Met\u00e0 dei candidati viene scartata dopo i primi test medici, fisici e psicotecnici. Bisogna avere non solo doti fisiche e mentali molto stringenti, ma essere anche buoni sciatori, d\u2019obbligo nella tradizione nordica.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 ammesso segue una formazione iniziale di cinque settimane. Chi prosegue continua con un training intenso, incentrato sulle missioni di ricognizione e di combattimento, comprendenti l\u2019uso di armi leggere polivalenti e di armi anticarro, il tiro di precisione, il paracadutismo e le operazioni eliportate.\u00a0Tantissimi sono gli esercizi di terreno, a piedi, in motoslitta o su sci, che permettono di sondare la resistenza dei futuri commando par\u00e0.<\/p>\n<p>Al termine di questi step, tutti i candidati seguono una formazione in comunicazioni, in ingegneria e in primo soccorso medico. Successivamente, si specializzano nel tiro di precisione, nella guida, nei lanci da altissima quota con respiratori e nel controllo di appoggio aereo Joint Terminal Attack Controller.<\/p>\n<p>Tutti i paracadutisti sono formati per ricoprire in seguito posti da sottufficiali e il 20% circa diventer\u00e0 ufficiale non appena sar\u00e0 incorporato nella riserva.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160760 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1d6f95c9-a1d7-139d-8d7d-545d388bc214.jpg\" alt=\"1d6f95c9-a1d7-139d-8d7d-545d388bc214\" width=\"1000\" height=\"562\" \/><\/p>\n<p>Oltre agli Special Jaeger, le forze speciali finlandesi includono i Coastal Jaeger (Rannnikkoprikaati o Brigata costiera), pensati per la guerra anfibia, la ricognizione navale e le operazioni non convenzionali, e la Nylands Brigad, il cui compito \u00e8 formare i Coastal Jager e\u00a0<a href=\"https:\/\/msigwarrior.com\/pft-fi-rannikkoj%C3%A4%C3%A4k%C3%A4rit.html\">le altre truppe destinate all\u2019impiego in ambito costiero.<\/a><\/p>\n<p>La scuola di immersione della Marina Finlandese forma i sommozzatori nella base di Upinniemi, nel Golfo di Finlandia.\u00a0La selezione \u00e8 proibitiva: avviene nella 35a settimana. Tutti i futuri sommozzatori sono formati come sottufficiali o ufficiali della riserva e ogni allievo, durante la formazione effettua almeno 60 giorni di immersioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>I materiali in servizio<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi dieci anni, le forze finlandesi hanno conosciuto un intenso processo di svecchiamento, tradottosi con la radiazione di quasi tutti i materiali di origine sovietica, l\u2019acquisto di sistemi filo-NATO e la razionalizzazione del parco mezzi.<\/p>\n<p>La modernizzazione ha interessato dapprima l\u2019Esercito, ma si \u00e8 ora estesa anche a Marina e Aeronautica, con la sostituzione delle principali capacit\u00e0 di combattimento.\u00a0Il procurement di nuovi materiali, finanziato in passato con fondi straordinari, potr\u00e0 beneficiare a breve di un sostanzioso aumento\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2022-04-05\/finland-adds-2-2-billion-defense-spending-in-shadow-of-war?leadSource=uverify%20wall\">del bilancio della Difesa, pari al 70%.<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160744 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/75139a33-0197-f01b-9fed-d1351200cb48.jpg\" alt=\"75139a33-0197-f01b-9fed-d1351200cb48\" width=\"939\" height=\"528\" \/><\/p>\n<p>Uno sforzo deciso dopo l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina e che vedr\u00e0 stanziare fondi aggiuntivi di 800 milioni di euro nel 2023 e di 400 milioni negli anni successivi fino al 2026, quando le poste per le forze armate finlandesi supereranno i 7 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Fino al 2019, non si raggiungevano i 4 miliardi di euro. E gli effetti si vedranno presto. Nel frattempo, l\u2019esercito ha gi\u00e0 potuto beneficiare del rinnovo della componente corazzata, dell\u2019armamento anticarro e dei veicoli da trasporto truppe.<\/p>\n<p>Attualmente, il parco dei Main Battle Tank comprende 100 Leopard 2A6 d\u2019occasione, comprati nei Paesi Bassi, e 124 Leopard 2A4, acquistati nel 2002-2003, un centinaio dei quali in riserva di materiali.<\/p>\n<p>A dicembre, il ministero finlandese della Difesa ha autorizzato le forze armate a siglare un contratto con l\u2019azienda tedesca\u00a0<a href=\"https:\/\/blablachars.blogspot.com\/2021\/12\/la-finlande-va-moderniser-ses-leopard-2.html\">Krauss-Maffei Wegmann per modernizzare entrambi i carri.<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160751 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/30fef00e-67c7-1f57-687c-c6778534d26d.jpg\" alt=\"30fef00e-67c7-1f57-687c-c6778534d26d\" width=\"944\" height=\"531\" \/><\/p>\n<p>L\u2019upgrade riguarder\u00e0 in primis il sistema di puntamento di entrambe le varianti, coinvolgendo anche le risorse umane e tecnologiche dell\u2019azienda locale Millog Oy, partner storico dell\u2019Esercito Finlandese.\u00a0Per accompagnare i carri in battaglia, Helsinki ha poi scommesso sui veicoli da combattimento per fanterie CV-90 (nella foto sopra), sebbene disponga ancora di un centinaio di BMP-2, giudicati ancora efficaci e molto adatti al terreno finnico.<\/p>\n<p>Oggi la Finlandia allinea 102 CV-9030, ordinati nel 2001 e nel 2004. Tutti i mezzi saranno aggiornati, in base ad\u00a0<a href=\"https:\/\/blablachars.blogspot.com\/2021\/06\/la-finlande-va-moderniser-ses-cv9030.html\">un contratto da 33 milioni di euro siglato nell\u2019ottobre scorso<\/a>\u00a0con BAE Hagglunds.<\/p>\n<p>Non \u00e8 chiaro quali modifiche subiranno i veicoli finlandesi, ma una volta aggiornati rimarranno in servizio fino al 2035. La componente di manovra dell\u2019esercito di Helsinki pu\u00f2 inoltre contare su un nutrito parco di trasporti truppe blindati, invero ancora eterogeneo. Sessantadue sono gli\u00a0<a href=\"https:\/\/puolustusvoimat.fi\/en\/equipment#\/asset\/view\/id\/102\">XA-360 Patria AMV\u00a0\u00a0<\/a>\u00a0(nella foto sotto), affiancati da 260 XA-180-185, tutti di costruzione nazionale e armati con una mitragliatrice da 12,7 mm, da un centinaio di XA-102 e da 48 XA-203.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160762 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/f58b6704-b310-c8a0-ede9-cb03e6fa0980.jpg\" alt=\"f58b6704-b310-c8a0-ede9-cb03e6fa0980\" width=\"940\" height=\"529\" \/><\/p>\n<p>Sono ancora in linea anche 389 MT-LB ed MT-Lbu, insieme a 74 RG-22M e a 20 BV308. Helsinki ha siglato con Riga un accordo di ricerca e sviluppo per un blindato congiunto, commissionato a Patria. Il mezzo sar\u00e0 basato sullo scafo 6\u00d76 svelato dall\u2019azienda al salone Eurosatory 2018 e integrer\u00e0 alcune caratteristiche degli AMV e degli XA. Peser\u00e0 24 t in ordine di combattimento, sar\u00e0 servito da un equipaggio di due uomini e potr\u00e0 imbarcare una squadra di 10 fanti equipaggiati. Il\u00a0<a href=\"https:\/\/blablachars.blogspot.com\/2020\/10\/une-etape-supplementaire-pour-le-futur.html\">progetto prevede la possibilit\u00e0 di integrare una torretta.<\/a><\/p>\n<p>Un organismo comune ai due paesi, diretto dalla Finlandia, supervisioner\u00e0 lo sviluppo del mezzo secondo i requisiti congiunti e potr\u00e0 cimentarsi in versioni future. A Helsinki non sono sfuggite le lezioni degli ultimi anni emerse dal teatro ucraino ed \u00e8 stato compiuto un notevole sforzo anche nel settore delle artiglierie.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160752 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/af057b2d-e756-2095-f27b-7c5d169ec48c.jpg\" alt=\"af057b2d-e756-2095-f27b-7c5d169ec48c\" width=\"933\" height=\"525\" \/><\/p>\n<p>Fin dal 2017, i finlandesi hanno acquistato 48 obici semoventi da 155 mm K9 Thunder, ribattezzati PSH17 (nella foto sopra). Il contratto del valore di 146 milioni di euro si \u00e8 arricchito a ottobre 2021 di nuove prospettive, visto che il governo ha approvato la proposta d\u2019acquisto di ulteriori 5 obici sudcoreani e ha autorizzato l\u2019esercito a ordinarne altri 5 quest\u2019anno. Entro la fine del 2022, la flotta di\u00a0<a href=\"https:\/\/blablachars.blogspot.com\/2021\/10\/des-k9-supplementaires-pour-la-finlande.html\">K9 in forza all\u2019esercito salir\u00e0 pertanto da 48 a 58 pezzi,<\/a>\u00a0un incremento del 20%.<\/p>\n<p>Fra gli obici semoventi, spiccano per\u00f2 ancora materiali sovietici visto che 36 sono i 2S1 da 122 mm ancora in servizio.\u00a0L\u2019artiglieria trainata dispone di obici K-83\/92 da 155 mm, K-54 da 130 mm e D-30 da 122 mm, in servizio in 234 esemplari cimplessivi. Nutrito \u00e8 anche il parco di lanciarazzi campali multipli, fra RAKH07 da 227 mm e\u00a0<a href=\"https:\/\/puolustusvoimat.fi\/en\/equipment#\/asset\/view\/id\/501\">RAKH89 da 122 mm.<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160745 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/0ea71d31-c264-efd5-f09e-6f1c3ea01845.jpg\" alt=\"0ea71d31-c264-efd5-f09e-6f1c3ea01845\" width=\"944\" height=\"531\" \/><\/p>\n<p>I primi altro non sono che gli statunitensi M-270 (nella foto sopra), mentre i secondi corrispondono agli RM-70\/85. Le bocche da fuoco per il tiro indiretto\u00a0<a href=\"https:\/\/puolustusvoimat.fi\/en\/equipment#\/asset\/view\/id\/221\">sono completate dai mortai<\/a>\u00a0semoventi XA-361, basati su mortai AMOS e veicoli AMV, cui si affiancano due centinaia di KRH92 da 120 mm e un numero imprecisato di KRH-71 da 81 mm.<\/p>\n<p>Fra i missili e i razzi anticarro spiccano 185 lanciatori per Spike MR ed LR (nella foto sotto), ribattezzati qui PstOhj 2000. Dietro la stessa nomenclatura seguita dal numero di serie 83 si celano invece i TOW 2A e 2B.<\/p>\n<p>I razzi anticarro\u00a0<a href=\"https:\/\/puolustusvoimat.fi\/en\/equipment#\/asset\/view\/id\/112\">sono gli NLAW<\/a>, posseduti in 2.500 esemplari, tornati sotto i riflettori con il conflitto in Ucraina. Prodotti dall\u2019azienda Saab, i Next Generation Light Anti Tank Weapon sono operati da un singolo soldato, possono perforare 500 mm di blindature a distanze di 800 metri dopo esser stati lanciati anche da spazi ristretti e chiusi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160754 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/b4d799ba-3c2b-f532-ed4e-bc4fc10367cf.jpg\" alt=\"b4d799ba-3c2b-f532-ed4e-bc4fc10367cf\" width=\"948\" height=\"532\" \/><\/p>\n<p>Nuove armi, cui si abbina la radiazione dei sistemi pi\u00f9 vecchi. La mannaia si sta infatti abbattendo sugli APILAS, sui numerosissimi M-72 LAW e sul di cannoni senza rinculo da 95 mm S58-61 (almeno in parte ceduti o cedibili all\u2019Ucraina).<\/p>\n<p>Per la\u00a0<a href=\"https:\/\/corporalfrisk.com\/2022\/03\/12\/smooth-stones-and-lightning\/\">difesa antiaerea<\/a>\u00a0si annuncia a breve un enorme salto di qualit\u00e0. Per proteggere il confine con la Russia, Helsinki acquister\u00e0 infatti sistemi israeliani e nel 2023 decider\u00e0 se optare per i Barak MX a lungo raggio di Israel Aerospace Industries o per il sistema David\u2019s Sling di Rafael Advanced Systems. Entrambi sono efficaci alle alte quote e sono impiegabili contro velivoli, missili da crociera e vettori balistici a medio raggio.<\/p>\n<p>\u00abLa situazione alle nostre frontiere \u00e8 tranquilla, ma dobbiamo comunque essere attenti e rafforzare le nostre difese\u00bb, ha precisato a marzo il ministro della Difesa, Antti Kaikkonen. Le aziende israeliane hanno battuto nella gara i concorrenti europei.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160736 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/nasams.jpg\" alt=\"nasams\" width=\"1020\" height=\"573\" \/><\/p>\n<p>I loro sistemi si affiancheranno alle 24 batterie di ITO 12 Nasams 2 (nella foto sopra), ognuna composta da:<\/p>\n<ul>\n<li>12 lanciatori per 6 tubi di lancio ciascuno; pi\u00f9 8 radar (AN\/MPQ-64 F1 Improved Sentinel X band 3D);<\/li>\n<li>un centro di controllo del fuoco (CTOC); un veicolo dotato di electro-optical camera MSP500<\/li>\n<li>un veicolo dedicato alla Cellula per il Controllo Tattico (TCC).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Secondo alcune fonti sono\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2016\/10\/missili-nasams-per-la-lituania\/\">tre i missili AMRAAM utilizzabili dal Nasams 2<\/a>: l\u2019AIM-120A\/B, con raggio d\u2019azione di 55\u201375 chilometri, l\u2019AIM-120C-5, con portata fino a 105 chilometri\u00a0<a href=\"https:\/\/corporalfrisk.com\/2022\/03\/12\/smooth-stones-and-lightning\/\">e l\u2019AIM-120D (C-8), fino a 180 chilometri.<\/a><\/p>\n<p>Completano la difesa a medio raggio gli ITO 05R RBS-70 Bolide (nella foto sotto), su scafo Unimog o Nasu,\u00a0<a href=\"https:\/\/puolustusvoimat.fi\/en\/equipment#\/asset\/view\/id\/106\">e gli 86 lanciatori su affusto RBS-70 ITO 05.<\/a>\u00a0Il breve raggio, per la difesa di punto, \u00e8 affidato invece a 20 ITO\u00a0<a href=\"https:\/\/puolustusvoimat.fi\/en\/equipment#\/asset\/view\/id\/109\">90 Crotale NG su scafo XA-181<\/a>, affiancati da duecento ITO-15 FIM-92 Stinger.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160753 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/3d6db3a8-b531-03e1-c911-73f3adfbee0d.jpg\" alt=\"3d6db3a8-b531-03e1-c911-73f3adfbee0d\" width=\"933\" height=\"525\" \/><\/p>\n<p>L\u2019artiglieria antiaerea comprende poi i cannoni da 35 mm Leopard 2 Marksman e agli ItK 88 Oerlikon. Completano gli organici le mitragliere da 23 mm ZU-23\/2. Molti investimenti sono stati inoltre dirottati negli ultimi anni sul comparto dei droni tattici. Sono oggi in servizio 11 RUAG Ranger e 55 sistemi Orbiter 2B,\u00a0<a href=\"https:\/\/puolustusvoimat.fi\/en\/equipment#\/asset\/view\/id\/237\">corrispondenti a 250 macchine.<\/a><\/p>\n<p>L\u2019ala rotante \u00e8 tutta nei 20 NH90 TTH e nei 7 MD500D\/E, assegnati al\u00a0<a href=\"https:\/\/puolustusvoimat.fi\/en\/equipment#\/asset\/view\/id\/236\">Reggimento Utti Jaeger<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>I programmi della Marina<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Di grande interesse \u00e8 anche l\u2019evoluzione della Marina (Suomen merivoimat), caratterizzata da un elevato livello di autonomia nazionale. Le piattaforme impiegate sono tutte di concezione nazionale (Esclusi i 3 cacciamine classe Katampaa realizzati dai cantieri Italiani Intermarine \u2013 nella foto in fo do al paragrafo), anche se armamento e sensori sono quasi sempre importati. Data la configurazione geografica del paese, le capacit\u00e0 nella guerra di mine sono privilegiate.<\/p>\n<p>Helsinki si \u00e8 specializzata nella posa di campi minati, facendone un perno della strategia di contrasto ad eventuali operazioni anfibie. Due posamine\u00a0<a href=\"https:\/\/puolustusvoimat.fi\/en\/equipment#\/asset\/view\/id\/324\">della classe Hameenmaa<\/a>\u00a0 (nella foto sotto) sono particolarmente ben armati. Oltre alle mine, sono dotati di cariche di profondit\u00e0, di lanciarazzi per la lotta navale di superficie, di missili antiaerei Umkhonto e di un cannone da 57 mm: un mix che permetterebbe loro di operare anche durante un\u2019eventuale offensiva russa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160755 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/c20b5266-d359-885f-9835-580e1a000002.jpg\" alt=\"c20b5266-d359-885f-9835-580e1a000002\" width=\"1000\" height=\"562\" \/><\/p>\n<p>Le due unit\u00e0 rimarranno in servizio fino al 2025, affiancate\u00a0<a href=\"https:\/\/puolustusvoimat.fi\/en\/equipment#\/asset\/view\/id\/325\">dalle tre posamine Pansio<\/a>\u00a0a effetto di superficie, che continueranno a servire fino al 2030 inoltrato e da 12 unit\u00e0 ibride\u00a0<a href=\"https:\/\/puolustusvoimat.fi\/en\/equipment#\/asset\/view\/id\/312\">classe Jehu<\/a>\u00a0impiegate per trasporto truppe, pattugliamento e scorta.<\/p>\n<p>La difesa costiera \u00e8 completata dai 30 cannoni fissi K-53tK da 130 mm, dai 18 lanciatori Spike ER (impiegati dagli Jaegers come missili antinave costieri con testata a frammentazione) e dai lanciatori quadrupli MTO-85M su scafo Sisu,\u00a0<a href=\"https:\/\/puolustusvoimat.fi\/en\/equipment#\/asset\/view\/id\/328\">che adottano i missili RBS-15<\/a>, senza dimenticare le fortificazioni lungo la linea costiera.<\/p>\n<p>Stanno cambiando anche le capacit\u00e0 di combattimento navale: i 4 pattugliatori lanciamissili della classe Rauma saranno rimpiazzati da altrettante corvette da 3.900 t, mentre i\u00a0<a href=\"https:\/\/puolustusvoimat.fi\/en\/equipment#\/asset\/view\/id\/331\">4 Hamina<\/a>\u00a0(neklla foto sotto), dopo l\u2019upgrade, serviranno almeno per tutti gli anni \u201930, similmente a una parte dei cacciamine e alle batterie della difesa costiera.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160747 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/0bda1f08-2932-62d6-1563-d77db4ef02d0.jpg\" alt=\"0bda1f08-2932-62d6-1563-d77db4ef02d0\" width=\"943\" height=\"528\" \/><\/p>\n<p>Lanciate nel 2019 nell\u2019ambito del programma Squadron 2020, le 4 corvette classe Pohjanmaa, sono in ritardo di circa un anno, complice la pandemia.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.navalnews.com\/naval-news\/2021\/11\/new-delays-for-finland-squadron-2020-pohjanmaa-corvette-program\/\">La capoclasse dovrebbe essere consegnata non prima del 2025<\/a>. Tutte le unit\u00e0 saranno realizzate in loco da Rauma Marine Construction e da Saab, che si occuper\u00e0 di sviluppare e integrare i sensori e il sistema di combattimento.<\/p>\n<p>Si tratter\u00e0 di unit\u00e0 multiruolo con capacit\u00e0 rompighiaccio, con uno scafo rinforzato per poter fronteggiare le condizioni del mar Baltico e del golfo di Botnia.<\/p>\n<p>Saranno lunghe 114 m e larghe 16, con un equipaggio massimo di 120 uomini. L\u2019armamento sar\u00e0 costituito da missili superficie-aria ESSM, missili antinave Gabriel V, siluri Torpedo 47, cannone da 57 mm e le unit\u00e0 potranno rilasciare mine. Kongsberg fornir\u00e0 i sonar SS2030 e SD9500. mentre il sonar a profondit\u00e0 variabile sar\u00e0 il Sonac DTS di Patria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160756 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/5ac93e69-d883-1fce-3fa9-9885b5dc0ed7.jpg\" alt=\"5ac93e69-d883-1fce-3fa9-9885b5dc0ed7\" width=\"944\" height=\"530\" \/><\/p>\n<p>Le corvette saranno inoltre dotate di radar AESA a lungo raggio in banda S Sea Giraffe 4A, con configurazione a 4 antenne planari; radar multimissione in banda X Sea Giraffe 1X e radar di controllo del tiro Ceros 200. Sempre targato Saab sar\u00e0 il mast integrato SLIM (Saab Lightweight Integrated Mast).<\/p>\n<p>Non mancher\u00e0 una piazzola per elicotteri e un hangar. Se tutto andr\u00e0 bene e si recuperer\u00e0 il tempo perso, tutte le Pohjanmaa entreranno in servizio nel 2028\u00a0<a href=\"https:\/\/www.navalnews.com\/naval-news\/2021\/11\/new-delays-for-finland-squadron-2020-pohjanmaa-corvette-program\/\">e formeranno con gli Hamina il nerbo della flotta finlandese<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>I programmi dell\u2019Aeronautica<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 marcatamente \u00aboccidentale\u00bb \u00e8 anche l\u2019Aeronautic (Suomen ilmavoimat). Se durante la guerra fredda Helsinki aveva optato per i caccia J-35 Draken svedesi e i MiG-21 sovietici, impiegati per missioni di superiorit\u00e0 aerea e di ricognizione, la situazione \u00e8 mutata con il crollo dell\u2019URSS.<\/p>\n<p>Nel 1992 furono ordinati 57 F\/A-18C Hornet e 7 F\/A-18D. Nel 2004 ci fu un ulteriore passaggio, visto che il governo finlandese decise di equipaggiare i velivoli con un\u2019avionica tale da consentire la gran parte delle missioni di attacco al suolo e l\u2019adozione di munizioni di precisione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160739 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/78eb7130-fc02-1382-4da5-3312ded03b9f.jpg\" alt=\"78eb7130-fc02-1382-4da5-3312ded03b9f\" width=\"929\" height=\"524\" \/><\/p>\n<p>Fu allora che i velivoli ricevettero 250 missili AIM-9X e 300 AIM-120-C7. Nel 2007, furono ordinati anche i pod Litening e, dopo un rifiuto iniziale, la Finlandia fu infine autorizzata a comprare 70 missili da crociera AGM-158 JASSM. Non paga della prima modernizzazione degli Hornet, Helsinki lanci\u00f2 nel 2015 il programma HX, per selezionare un nuovo cacciabombardiere con capacit\u00e0 aria-superficie e aria-mare, per sostituire gli Hornet, ritirandi progressivamente tra il 2025 e il 2030.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2019\/02\/gara-a-cinque-in-finlandia-per-il-sostituito-degli-hornet\/\">Alla gara<\/a>, comprensiva anche di sistemi d\u2019arma, sensori, attrezzature, supporto e addestramento, si presentarono Saab, con il Gripen E, Lokheed Martin con l\u2019F-35A, Boeing con l\u2019F\/A-18E\/F Super Hornet, pi\u00f9 uno squadrone di E\/F-18G Growler, Dassault con il Rafale F4 e il consorzio Eurofighter con il Typhoon T4.<\/p>\n<p>A dicembre 2021, Helsinki ha rotto gli\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/12\/la-finlandia-annuncia-la-scelta-dellf-35a\/\">indugi e comunicato di aver scelto i<\/a>\u00a0caccia di Lockheed Martin. Prevede di ordinare 64 aerei con il pacchetto di sistemi d\u2019arma e addestramento, nell\u2019ambito di un contratto pluriennale da 8,379 miliardi di euro, che potrebbe coinvolgere\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/09\/la-finlandia-interessata-a-far-assemblare-a-cameri-i-suoi-f-35a\/\">anche lo stabilimento italiano FACO di Cameri per l\u2019assemblaggio di diversi esemplari<\/a>.<\/p>\n<p>Per la costruzione degli hangar e delle altre attrezzature necessarie a implementare le basi finlandesi che ospiteranno gli F35A occorreranno non meno di 777 milioni di euro e altri 824 milioni di euro serviranno per il pacchetto di armi ottimizzato.<\/p>\n<p>Nel complesso, il programma HX coster\u00e0 all\u2019incirca 10 miliardi di euro. \u00abL\u2019F-35\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/12\/la-finlandia-annuncia-la-scelta-dellf-35a\/\">ha soddisfatto al meglio le nostre esigenze\u00bb, ha precisato Kaikkonen<\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160748 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/f9e2ba04-0c8c-53ef-bd36-69454b597ed8.jpg\" alt=\"f9e2ba04-0c8c-53ef-bd36-69454b597ed8\" width=\"1000\" height=\"575\" \/><\/p>\n<p>La Finlandia \u00e8 stata la quattordicesima nazione ad acquisire l\u2019F-35, poi seguita dalla Svizzera. I suoi velivoli entreranno in servizio a partire dal 2027, come conferma il capo di stato maggiore dell\u2019Aeronautica, generale Pasi Jokinen.<\/p>\n<p>\u00abLa scelta rafforza la cooperazione in materia di difesa della piccola nazione nordica con i suoi alleati, in particolare gli Stati Uniti e la Norvegia\u00bb, riporta l\u2019agenzia Reuters, citando il ricercatore Charly Salonius-Pasternak dell\u2019Istituto finlandese per gli affari internazionali. \u00abFinlandia e Norvegia si stanno gi\u00e0 addestrando insieme nel nord, quindi sar\u00e0 una decisione politica determinare quali informazioni saranno condivise e quando\u00bb.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 la forte possibilit\u00e0 che i jet delle due nazioni condividano i dati in tempo reale. La scelta di Helsinki \u00e8 un passo ulteriore verso la standardizzazione e l\u2019interoperabilit\u00e0 con gli USA e con molti paesi membri della NATO. Conferma l\u2019orientamento del 2014, quando Finlandia e Svezia firmarono un accordo per l\u2019addestramento congiunto e per consentire l\u2019assistenza dell\u2019Alleanza atlantica in caso di crisi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160749 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/pvfi_header_260822.jpg\" alt=\"pvfi_header_260822\" width=\"937\" height=\"491\" \/><\/p>\n<p>L\u2019Aeronautica non ha fatto che precorrere il cammino futuro. Nella sua flotta allinea anche oltre 50 addestratori avanzati Bae Hawk (nella foto sotto), 30 addestratori Valmet L70,\u00a0 un pattugliatore marittimo F-27\/400 e un C-295M da intelligence elettronica. La componente da trasporto si basa su 3 Learjet-35A e 5 PC-12NG, affiancati da 2 C295M. Gli addestratori sono 16 Hawk Mk66, 31 Hawk Mk50\/51 e 28 L-70 Vinka.<\/p>\n<p>Le forze armate finlandesi costituiscono quindi un\u00a0 deterrente per qualsiasi aggressore potenziale.\u00a0Ogni riferimento alla Russia appare oggi scontato anche se Mosca \u00e8 sulla difensiva, specie nei dintorni della penisola di Kola dove sta adottando le adeguate contromisure all\u2019arrivo degli F-35.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-160757 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/1f9a7bc6-bc70-98e3-b868-e5bf9938fb7a.jpg\" alt=\"1f9a7bc6-bc70-98e3-b868-e5bf9938fb7a\" width=\"948\" height=\"533\" \/><\/p>\n<p>Le immagini satellitari, rilevate in sequenza fra il 2019 e il 2021, rivelano quanto sta accadendo non distante da Zapolyarny, una citt\u00e0 mineraria a 10 chilometri dalla frontiera con la Norvegia. Il Barents Observer ha riferito per primo che il sito ospita ormai\u00a0<a href=\"https:\/\/thebarentsobserver.com\/en\/security\/2022\/06\/satellite-images-reveal-construction-russian-radar-track-f-35\">un sistema radar Rozonans-NE<\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019infrastruttura ospita quattro moduli radar, ognuno dei quali copre uno specchio di 90\u00b0, non ha antenne rotanti, ma un\u2019antenna trasmettitrice e device per l\u2019elevazione con sistemi di ricezione e di processamento di dati.<\/p>\n<p>Al radar di Zapolyarny se ne aggiungeranno almeno altri sei, prossimi ad essere dislocati lungo la costa artica, fra la penisola di Kola, a ovest, e lo stretto di Bering, a est. Due Rezonans-NE sarebbero gi\u00e0 visibili zoomando su Google Earth, appena sopra l\u2019Artico europeo: uno si troverebbe nei pressi del villaggio di Sjojna, a Capo Kanin, e un altro vicino all\u2019aeroporto Rogatsjovo, nella Nuova Zemlia. Secondo i costruttori, i Rezonans-NE possono scovare target aerodinamici fino a 600 chilometri di distanza e missili balistici in avvicinamento, a distanze di 1.200 chilometri.<\/p>\n<p>L\u2019ubicazione dei radar si spiega con la necessit\u00e0 di proteggere le basi sottomarine della costa\u00a0<a href=\"https:\/\/thebarentsobserver.com\/en\/security\/2022\/06\/satellite-images-reveal-construction-russian-radar-track-f-35\">del Mar di Barents, blindandone lo spazio aereo.<\/a>\u00a0Le acque fra Zapadnaya Litsa e la baia di Kola sono infatti la casa madre delle infrastrutture della Flotta russa del Nord, forte di sottomarini d\u2019attacco e di sommergibili lanciamissili balistici a propulsione nucleare.<\/p>\n<p>Pochi altri luoghi al mondo, oltre la penisola di Kola, contano tante armi nucleari in stato di allerta. E nel raggio operativo del radar di Zapolyarny rientrano sia l\u2019aerodromo di Evenes, in Norvegia, a 570 chilometri di distanza, sia quello di Rovaniemi, in Finlandia, lontano 380.<\/p>\n<p>Nel primo sono gi\u00e0 operativi due F-35 norvegesi\u00a0in Quick Reaction Alert per intercettare e identificare i velivoli russi che si spingano troppo a ovest. Rovaniemi \u00e8 invece candidata a ricevere per prima gli F-35 ordinati da Helsinki. Un aspetto rilevante soprattutto perch\u00e9 il Rezonans-NE ha gi\u00e0 dato prova della sua efficacia.<\/p>\n<p>Due anni fa l\u2019agenzia TASS rivel\u00f2 che uno di questi sensori, venduto all\u2019Iran, aveva individuato e tracciato alcuni F-35 statunitensi\u00a0<a href=\"https:\/\/tass.com\/world\/1193281\">che volavano a poca distanza dai confini persiani<\/a>. Finlandesi e norvegesi sono avvisati: la Russia li osserva e li monitora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Foto: Ministero e Stato Maggiore della Difesa finlandesi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/01\/le-forze-armate-finlandesi-tra-eredita-del-passato-e-sfide-del-presente\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/01\/le-forze-armate-finlandesi-tra-eredita-del-passato-e-sfide-del-presente\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Francesco Palmas) Mancano ancora le ratifiche della Turchia, dell\u2019Ungheria e della Slovacchia ma l\u2019iter di adesione della Finlandia alla NATO ha gi\u00e0\u00a0incassato il s\u00ec di 27 parlamenti e governi alleati.\u00a0E\u2019 quindi opportuno interrogarsi sul potenziale bellico di Helsinki, su quale valore aggiunto apporteranno le forze armate finlandesi all\u2019Alleanza Atlantica e come \u00e8 strutturato\u00a0lo strumento militare della nazione scandinava. 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