{"id":76800,"date":"2023-01-24T10:30:29","date_gmt":"2023-01-24T09:30:29","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76800"},"modified":"2023-01-23T17:26:01","modified_gmt":"2023-01-23T16:26:01","slug":"turchia-grecia-cipro-le-elezioni-scaldano-le-acque-del-mediterraneo-orientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76800","title":{"rendered":"Turchia, Grecia, Cipro. Le elezioni scaldano le acque del Mediterraneo orientale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Giacomo Natali)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-76802\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/FB_IMG_1674490921461-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/FB_IMG_1674490921461-300x168.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/FB_IMG_1674490921461.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel giro di pochi mesi una sequenza di elezioni in Turchia, in Grecia e a Cipro potrebbe ridisegnare gli equilibri in tutto il Mediterraneo orientale. Non solo per le molte questioni di politica interna dei rispettivi Paesi e, nel caso della Turchia, per il ruolo che questa svolge in uno scenario pi\u00f9 ampio che va dall\u2019Ucraina alla Siria. Ma ci\u00f2 che preoccupa di pi\u00f9 alcuni osservatori \u00e8 soprattutto il fatto che queste scadenze elettorali ravvicinate (a Cipro a febbraio, in Grecia ad aprile e in Turchia a giugno) stiano portando il rapporto tra questi Paesi, gi\u00e0 tradizionalmente complesso e conflittuale, a un livello di intensit\u00e0 che non si vedeva di decenni. Finendo per coinvolgere anche la Libia, l\u2019Egitto, Israele, la gestione dei rifugiati, le esplorazioni per risorse energetiche nel Mediterraneo e altre situazioni potenzialmente esplosive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle scorse settimane un piccolo anticipo di questa stagione elettorale si \u00e8 svolta a Cipro, con il voto per eleggere il nuovo arcivescovo, cui hanno fatto seguito le elezioni locali nell\u2019autoproclamata Repubblica Turca di Cipro Nord (non riconosciuta internazionalmente, se non dalla stessa Turchia). Come sempre nel caso della piccola isola nel Mar di Levante, anche queste elezioni minori avevano un forte carattere internazionale. Nel caso delle elezioni locali a Cipro Nord, la vittoria degli esponenti vicini a Erdo\u011fan \u00e8 stata interpretata come un buon auspicio per il leader turco in campagna elettorale. Ma anche l\u2019elezione dell\u2019arcivescovo \u00e8 stata profondamente politica, sia per il ruolo che la Chiesa ortodossa ha nell\u2019opporsi a una soluzione per la divisione dell\u2019isola, sia soprattutto perch\u00e9 il sinodo era spaccato in due sulla posizione da tenere nei confronti della Russia. In particolare, il voto preliminare dei fedeli aveva indicato al primo posto il vescovo di Limassol, che era contrario al riconoscimento dell\u2019autonomia della Chiesa ortodossa ucraina da Mosca. Il sinodo dei vescovi ha per\u00f2 ribaltato la graduatoria, incoronando arcivescovo il metropolita di Pafos, che ha confermato la posizione filo-ucraina mantenuta dal proprio predecessore, fino alla morte avvenuta lo scorso novembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio nella Repubblica di Cipro si svolgeranno a febbraio le prime elezioni di questo filotto mediterraneo. Il favorito per la vittoria nelle presidenziali \u00e8 l\u2019indipendente Nikos Christodoulides. Indipendente in questo momento, ma fino a pochi mesi fa ministro degli Esteri dell\u2019attuale partito di maggioranza e prima ancora portavoce del governo Anastasiades, anche durante la catastrofica crisi finanziaria del 2013. Nonostante questo, Christodoulides \u00e8 riuscito a farsi considerare come una scelta nuova e fresca, nell\u2019incertezza della pandemia e del crollo di turismo e affari con la Russia, che rappresentavano una buona fetta dell\u2019economia dell\u2019isola. Nei sondaggi Christodoulides sovrasta quindi ampiamente i candidati dei partiti che si sono tradizionalmente alternati al governo della Repubblica, fin dall\u2019indipendenza ottenuta nel 1960. Sul fronte della divisione di Cipro, la sua elezione rappresenterebbe la prima volta dagli anni Ottanta con su entrambi i lati dell\u2019isola (quello turco-cipriota e quello greco-cipriota) due leader al governo fortemente e anche ufficialmente contrari alle proposte di riunificazione avanzate negli anni dalla comunit\u00e0 internazionale. Ma se questo non dovrebbe cambiare molto rispetto alla posizione portata avanti negli ultimi anni dell\u2019attuale governo Anastasiades, molto diversa potrebbe essere la politica di Christodoulides nel conflitto tra Russia e Ucraina, con la possibilit\u00e0 di un riavvicinamento del nuovo governo a Mosca. A livello europeo ci\u00f2 \u00e8 visto con preoccupazione, fin da quando sono emersi possibili finanziamenti russi alla travolgente campagna di Christodoulides.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra aprile e maggio, in due turni, sar\u00e0 poi la volta delle elezioni in Grecia, i cui risultati appaiono, per\u00f2, assai pi\u00f9 incerti. L\u2019attuale coalizione di governo di centrodestra era stata indebolita dalle difficolt\u00e0 economiche e da uno scandalo intercettazioni, equiparato al Watergate. Ma le scoperte sulla rete di corruzione al Parlamento europeo, che vede al centro la deputata socialista greca Eva Kaili, ha in un certo senso riportato la palla al centro su questo fronte. In tutto ci\u00f2, il primo ministro Mitsotakis ha deciso di puntare gran parte della propria campagna elettorale sul sentimento nazionalista e sul confronto con la Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019operazione \u00e8 stata largamente facilitata dal fatto che altrettanto, anzi ancora di pi\u00f9, sta facendo Erdo\u011fan in vista delle elezioni turche di giugno. Per la prima volta la sua vittoria \u00e8 seriamente considerata in dubbio, soprattutto per via della disastrosa situazione economica turca, che vive ormai da anni altissimi livelli di inflazione e nessuna soluzione in vista. Per recuperare consenso, Erdo\u011fan ha quindi puntato, da un lato, sulla propria immagine di statista internazionale, intervenendo come mediatore tra Ucraina e Russia e in altre situazioni calde, dall\u2019altro, sull\u2019aggressivit\u00e0 militare e nazionalista, sia nei confronti dei Curdi, sia proprio della Grecia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo i conflitti del Novecento, Grecia e Turchia da decenni avevano avviato proficui rapporti diplomatici e quasi di amicizia, soprattutto per via dei vantaggi economici portati dalla cooperazione tra i due Paesi. Ormai da mesi, per\u00f2, il presidente Erdo\u011fan si alterna con il suo ministro degli Esteri, Mevl\u00fct \u00c7avu\u015fo\u011flu, in attacchi quotidiani nei confronti della Grecia. I due, ai quali si unisce occasionalmente il ministro della Difesa, Hulusi Akar, si sono spinti a minacciare missili su Atene e a dirsi pronti ad \u00abarrivare di notte\u00bb quando i greci meno se lo aspettano. Al punto che quando, alcune settimane fa, le forze aeree greche hanno festeggiato il proprio patrono con esibizioni sopra alle citt\u00e0, le basi hanno iniziato a ricevere chiamate di cittadini convinti fosse in corso un attacco turco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se un conflitto aperto tra due Paesi membri della NATO appare estremamente improbabile, sono per\u00f2 ormai all\u2019ordine del giorno le invasioni degli spazi aerei e gli incontri ravvicinati da parte di unit\u00e0 navali nel Mare Egeo e nel Mare Libico. Il motivo principale del contendere, infatti, ha a che fare con la sovranit\u00e0 degli spazi marittimi. Nel caso del Mare Egeo, per il disegno di legge greco sull\u2019estensione delle acque territoriali da 6 a 12 miglia. Una mossa che, per via della vicinanza di molte isole greche alla terraferma turca, taglierebbe di fatto fuori ampi territori turchi dall\u2019accesso diretto alle acque internazionali. Di conseguenza, la Turchia si oppone a questa estensione, reclamando anzi la demilitarizzazione delle isole greche, prevista da vari trattati internazionali ma mai attuata. La situazione \u00e8 ulteriormente complicata dal fatto che la Turchia non ha mai aderito alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel Mare Libico, invece, sono i greci a protestare contro la Turchia per un accordo siglato con il governo libico per la ricerca e lo sfruttamento di giacimenti sottomarini. Le aree interessate andrebbero a collegare direttamente Turchia e Libia, incrociandosi con le acque territoriali cretesi, dove in queste settimane si trovano unit\u00e0 navali e di ricerca di entrambi i Paesi. E dove lo stesso presidente greco Mitsotakis ha deciso di piantare una bandiera simbolica, passando le vacanze dell\u2019Epifania nella minuscola isola di Gavdos, a sud di Creta nonch\u00e9 punto pi\u00f9 meridionale dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A completare l\u2019intreccio, una situazione analoga prosegue notoriamente da anni nel Mar di Levante, coinvolgendo Cipro, Turchia e varie compagnie energetiche internazionali, tra cui l\u2019Eni. Se tutto ci\u00f2 non costituisce una novit\u00e0, dunque, la preoccupazione di molti analisti \u00e8 che questa peculiare sequenza di elezioni ravvicinate e incerte possa continuare a far spingere l\u2019acceleratore del confronto ai governi in carica, nel tentativo di riconquistare i consensi perduti. Nessuno dei soggetti in questione ha certamente intenzione di entrare in guerra, ma che qualche incidente possa sfuggire di mano non \u00e8 purtroppo da escludere. Se invece nuove forze dovessero vincere le elezioni in agenda, la situazione potrebbe paradossalmente ribaltarsi ancora, riportando in auge la cooperazione interrotta. Con effetti anche su un pi\u00f9 ampio scenario regionale. Ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 che, in un modo o nell\u2019altro, quest\u2019estate il Mediterraneo orientale potrebbe presentarsi completamente diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #Turchia #Grecia #Cipro\u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/www.treccani.it\/magazine\/atlante\/geopolitica\/Turchia_Grecia_Cipro.html]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/100063728463465\/posts\/pfbid0BhBckPApF2fW81qx5ShcMss62gx86UXf77pHKiUDcH8KC14v9Q23zKCdFiwj3iR8l\/\">https:\/\/www.facebook.com\/100063728463465\/posts\/pfbid0BhBckPApF2fW81qx5ShcMss62gx86UXf77pHKiUDcH8KC14v9Q23zKCdFiwj3iR8l\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Giacomo Natali) Nel giro di pochi mesi una sequenza di elezioni in Turchia, in Grecia e a Cipro potrebbe ridisegnare gli equilibri in tutto il Mediterraneo orientale. 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