{"id":76839,"date":"2023-01-25T09:28:43","date_gmt":"2023-01-25T08:28:43","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76839"},"modified":"2023-01-25T09:28:43","modified_gmt":"2023-01-25T08:28:43","slug":"le-sfide-di-un-comandante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76839","title":{"rendered":"Le sfide di un comandante"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Giorgio Battisti)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/5936052486118946729_121-002.jpg\" alt=\"-5936052486118946729_121 (002)\" \/><\/p>\n<p>La guerra in Ucraina \u00e8 il primo conflitto convenzionale e ad alta intensit\u00e0 combattuto sul continente europeo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>I combattimenti, che compaiono negli aggiornamenti informativi, nei video e nelle foto condivise sui social media, avvengono con modalit\u00e0 che non si vedevano da decenni (Guerra di Corea 1950 \u00f7 1953 e Iraq \u2013 Iran 1980 \u00f7 1988) e ai quali gli eserciti occidentali non sono pi\u00f9 abituati e preparati ad affrontare: intenso e continuo fuoco di artiglieria, esteso ricorso alle fortificazioni campali con prolungata vita in trincea, attacchi aerei al suolo, scontri tra mezzi corazzati, accanite lotte per il controllo dei centri urbani, elevato tasso di perdite tra i reparti.<\/p>\n<p>Un conflitto caratterizzato da dispositivi diradati sia per lunga linea di contatto (dai 1.500 ai 1.800 km a seconda delle fasi) sia per sfuggire alla ricognizione avversaria ed evitare l\u2019individuazione (e la pronta neutralizzazione) delle proprie forze. Ci\u00f2 anche per la variegata configurazione del \u201ccampo di battaglia\u201d: ricoperto di foreste, punteggiato di numerosi insediamenti urbani, attraversato da numerosi corsi d\u2019acqua e con estese pianure e aree boscose.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161025 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/5922769341978361523_121-002.jpg\" alt=\"-5922769341978361523_121 (002)\" width=\"1280\" height=\"960\" \/><\/p>\n<p>Tale situazione ha comportato maggiore autonomia d\u2019impiego dei complessi pluriarma a livello battaglione (e inferiore) e richiesto \u2013 di conseguenza \u2013 ai comandanti di dover agire con maggiore indipendenza, flessibilit\u00e0 e adattamento alla realt\u00e0 del momento e, soprattutto, avere un grande ascendente sui propri gregari.<\/p>\n<p>L\u2019intensit\u00e0 dei combattimenti, inoltre, ha provocato uno eccessivo logoramento nei reparti pi\u00f9 esperti \u2013 schierati in prima linea \u2013 e in particolare dei comandanti di queste unit\u00e0.<\/p>\n<p>Fonti aperte, considerate attendibili, riportano la morte (dicembre 2022) di oltre 800 tenenti e capitani russi in Ucraina (non sono note le perdite ucraine che potrebbero risultare quanto meno simili) e se e si aggiungono i feriti \u00e8 verosimile che la met\u00e0 dei comandanti di compagnia pi\u00f9 competenti non siano ora disponibili (J. Kaliberg,\u00a0<em>Leader Loss: Russian Junior Officer Casualties,\u00a0<\/em>Center for European Policy Analysis, December 23, 2022).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161027 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/6201530122696242109_121-002.jpg\" alt=\"-6201530122696242109_121 (002)\" width=\"935\" height=\"615\" \/><\/p>\n<p>Le elevate perdite tra i comandanti con maggiore esperienza ha comportato, come avveniva nei due conflitti mondiali, la necessit\u00e0 di assegnare a giovani ufficiali incarichi di comando superiori al loro grado e preparazione, privando allo stesso tempo le compagnie di una leadership competente e motivata (RUSI, Preliminary Lessons in Conventional Warfighting from Russia\u2019s Invasion of Ukraine: February \u2013 July 2022, 30 November 2022).<\/p>\n<p>I leader a livello tattico sono essenziali per l\u2019esecuzione delle operazioni in quanto coordinano il fuoco, il movimento e le unit\u00e0 di supporto, agevolati dai sistemi comando e controllo che consentono di trasmettere pi\u00f9 velocemente le informazioni in senso verticale e orizzontale e di condividere la stessa visualizzazione del campo di battaglia.<\/p>\n<p>Il comandante di compagnia, inoltre, \u00e8 l\u2019ufficiale pi\u00f9 alto in grado che conosce ogni soldato del proprio reparto e dirige l\u2019esecuzione di una missione con la sua presenza: l\u2019assenza di una valida leadership tattica pu\u00f2 portare a un aumento delle perdite in combattimento.<\/p>\n<p>Uno scenario che ha determinato l\u2019assunzione di accresciute responsabilit\u00e0 da parte dei giovani comandanti, sottoponendoli a un forte e continuo stress, dovendo prendere decisioni che incidono sulla condotta generale delle operazioni e allo stesso tempo cercare di esporre il meno possibile a rischi i militari alle proprie dipendenze.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161030 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/5913704658881331476_121-002.jpg\" alt=\"-5913704658881331476_121 (002)\" width=\"1064\" height=\"748\" \/><\/p>\n<p>Una realt\u00e0 gi\u00e0 emersa nelle operazioni di counterinsurgency, che lascia i comandanti il pi\u00f9 possibile liberi di prendere decisioni in relazione al momento e alle necessit\u00e0 contingenti. Roger Trinquier, ufficiale francese con una grande esperienza coloniale, ha sottolineato negli anni Sessanta che la guerriglia \u00e8 una\u00a0<em>guerra per Tenenti e Capitani<\/em>.<\/p>\n<p>Un dilemma che non trova risposta in una soluzione preconfezionata che fornisca la formula per imparare a gestire al meglio i momenti ad alta tensione emotiva.\u00a0Non esistono manuali che insegnino a prendere la decisione giusta al momento opportuno, ma serve una combinazione di elementi quali intuito, esperienze personali, carattere e, come affermava Napoleone, un pizzico di fortuna: le dottrine da sole non fanno un guerriero!<\/p>\n<p>Un comandante deve possedere la capacit\u00e0 di rendersi conto della situazione, la rapidit\u00e0 e la sicurezza nel decidere e la determinazione nel reagire nel modo pi\u00f9 appropriato.\u00a0Sono lo spirito e il carattere che Napoleone affermava dovesse avere un \u201cuomo di guerra\u201d.<\/p>\n<p>Gli aspetti che consentono a un comandante di ridurre al massimo i fattori d\u2019incertezza e aumentare la resistenza in condizioni limite sono individuabili nella formazione, nell\u2019attribuzione dell\u2019incarico, nella coesione del reparto e nella preparazione del personale alle dipendenze e nello stile di comando.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Formazione<\/u><\/strong><\/p>\n<p>I conflitti hanno subito importanti cambiamenti negli ultimi anni. Si sono estesi nel tempo, nello spazio e in profondit\u00e0 con molteplici attori (regolari, irregolari, criminali, terroristi, contractor, partigiani), che si contendono tutti e cinque i domini operativi (terrestre, marittimo, aereo, spaziale, cibernetico) e agiscono rapidamente e spesso simultaneamente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161031 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/5936052486118946722_121-002.jpg\" alt=\"-5936052486118946722_121 (002)\" width=\"939\" height=\"625\" \/><\/p>\n<p>Al giorno d\u2019oggi, i comandanti sempre pi\u00f9 spesso devono essere in grado di ricevere e analizzare una grande quantit\u00e0 d\u2019informazioni, prendere rapidamente decisioni non standard e assumere l\u2019iniziativa.<\/p>\n<p>Il conflitto in Ucraina, ma gi\u00e0 prima quello nel Nagorno Karabakh (settembre \u2013 novembre 2020), ha evidenziato la prioritaria necessit\u00e0 di assicurare ai giovani leader una preparazione superiore a quella dei loro colleghi impegnati in precedenti operazioni.<\/p>\n<p>Un\u2019esigenza gi\u00e0 evidenziata in passato dal Generale Dwight D. Eisenhower (1890 \u2013 1969), che affermava:\u00a0<em>Dobbiamo cercare persone che siano in grado di adattarsi al nuovo ambiente, di ampliare le proprie vedute in breve tempo e di assumersi le proprie responsabilit\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>La formazione di un comandante, che lo prepari a un esercizio responsabile del proprio ruolo, \u00e8 il risultato di un processo armonico basato su conoscenza, capacit\u00e0 di analisi e abilit\u00e0, che aumenta d\u2019intensit\u00e0 e di spessore con la progressione di carriera, e come affermava Napoleone dall\u2019esperienza: [\u2026]\u00a0<em>la conoscenza degli aspetti pi\u00f9 rilevanti della guerra pu\u00f2 essere acquisita solo con l\u2019esperienza, studiando la storia delle guerre e le battaglie dei grandi capitani. Impariamo dalla grammatica a comporre un canto dell\u2019Iliade, una tragedia di Corneille?<\/em><\/p>\n<p>Quattro sono i cardini sui quali imperniare la preparazione di un (<em>combat<\/em>) leader. Il primo, \u00e8 la formazione valoriale. Il soldato \u00e8 chiamato ad agire secondo un\u2019etica peculiare che si traduce e interagisce con quelle di altre persone che possono non coincidere con le proprie. Questi valori di riferimento costituiscono la reale ricchezza umana della professione militare.<\/p>\n<p>La maggior parte delle virt\u00f9 che costituiscono il codice etico di un soldato sono racchiuse nella formula del giuramento, da cui discendono valori riconosciuti e comuni a tutti coloro che hanno scelto il mestiere delle armi: la disciplina, l\u2019onore, il senso del dovere, la lealt\u00e0 e lo spirito di corpo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161034 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Imm-1.png\" alt=\"Imm 1\" width=\"989\" height=\"579\" \/><\/p>\n<p>Il secondo, \u00e8 la formazione rivolta al singolo individuo, che fa della centralit\u00e0 della persona un obiettivo costantemente perseguito; un modello educativo ove la coscienza dell\u2019uomo (e della donna) \u00e8 posta al centro della crescita morale e professionale, assicurandole il primato rispetto a ogni altra espressione della vita di gruppo.<\/p>\n<p>Il terzo, \u00e8 l\u2019addestramento, che rappresenta una basilare funzione di comando; si distingue dalla formazione, sebbene ciascuna contenga elementi dell\u2019altra.<\/p>\n<p>Se la formazione \u00e8 rivolta alla persona, l\u2019addestramento si sviluppa in un ambito sia individuale sia collettivo. L\u2019uno e l\u2019altra, tendono a convergere e a sommarsi in un processo progressivo e articolato, fatto di esperienze \u201csul campo\u201d e di studi professionali, che permette ai comandanti di acquisire e sviluppare competenza e padronanza nel gestire gli eventi.<\/p>\n<p>Sir William Francis Butler\u00a0(1838 \u2013 1910), militare e politico britannico, ha scritto nelle sue memorie: \u201c<em>La nazione che insister\u00e0 nel tracciare una linea di demarcazione tra l\u2019uomo che combatte e l\u2019uomo che pensa, rischia di trovarsi a combattere con stolti e a pensare con codardi\u201d.\u00a0<\/em>Il quarto, \u00e8 la valutazione delle attivit\u00e0 in fase condotta per trarre eventuali indicazioni da introdurre nel processo formativo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Attribuzione dell\u2019incarico<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Ci sono doti innate che un leader possiede e altre, invece, che si possono costruire o sviluppare ma non tutti dispongono delle qualit\u00e0 per essere un buon comandante. La corretta assegnazione dell\u2019incarico risulta determinante per disporre di comandanti che sappiano reagire \u201csul tamburo\u201d nel modo pi\u00f9 opportuno al manifestarsi di situazioni impreviste.<\/p>\n<p>Una leadership in operazioni (<em>battle command<\/em>) che comprende due componenti vitali: la capacit\u00e0 di decidere e la capacit\u00e0 di guidare il proprio personale: entrambe richiedono fiducia in s\u00e9 stessi, abilit\u00e0, saggezza, esperienza e coraggio.<\/p>\n<p>\u00c8 diffusa in ambito militare una classificazione alquanto veritiera degli ufficiali in relazione ad alcune qualit\u00e0 che ne caratterizzano i comportamenti.\u00a0Pare che il primo a coniare questa classificazione sia stato il generale tedesco Kurt von Hammerstein-Equord (1878-1943), che ricopr\u00ec nel periodo 1930-1933 l\u2019incarico di\u00a0<em>Commander-in-Chief of the\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Reichswehr\"><em>Reichswehr<\/em><\/a>, anche se tale paternit\u00e0 \u00e8 attribuita ad altri generali (H. M. Enzensberger, M. Chalmers:\u00a0<em>The Silences of Hammerstein<\/em>, Seagull Books, 2009).<\/p>\n<p>Egli divideva i suoi ufficiali in quattro categorie: gli intelligenti, gli stupidi, i volenterosi e i pigri. Ogni ufficiale, a suo dire, possiede almeno due di queste qualit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161035 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Imm-2.png\" alt=\"Imm 2\" width=\"940\" height=\"558\" \/><\/p>\n<p>Quelli intelligenti e volenterosi sono idonei a incarichi nello Stato Maggiore, perch\u00e9 aiutano il comandante a decidere bene (in quanto inclini al\u00a0<em>micromanage<\/em>\u00a0e alla ricerca dei dettagli). Gli stupidi e i pigri, che sono il 90% di ogni esercito, possono essere impiegati in compiti di routine.<\/p>\n<p>L\u2019uomo intelligente e pigro \u00e8 adatto alle pi\u00f9 alte funzioni di comando: ha il temperamento indispensabile per far fronte a tutte le circostanze e sa mantenere la calma e la freddezza necessarie a superare le crisi pi\u00f9 difficili (l\u2019intelligenza gli permette di definire esattamente cosa fare, mentre la pigrizia gli suggerisce di adottare la soluzione pi\u00f9 semplice e meno complicata).\u00a0Ma chi \u00e8 contemporaneamente stupido e volenteroso costituisce un grave pericolo e deve essere immediatamente destituito!<\/p>\n<p><u>\u00a0<\/u><\/p>\n<p><strong><u>Coesione<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Lo spirito di corpo, legame che unisce i soldati di uno stesso gruppo, \u00e8 il sentimento di fierezza di appartenere a una unit\u00e0 prestigiosa, dal passato ricco di tradizioni, di cui si \u00e8 eredi e di cui non tutti possono farne parte. Ci\u00f2 genera un senso di solidariet\u00e0 e trova massima enfasi nella consapevolezza che dal comportamento del singolo pu\u00f2 dipendere la sopravvivenza dell\u2019intera compagine, ma anche l\u2019assolvimento del compito assegnato e la credibilit\u00e0 del reparto.<\/p>\n<p>Questo legame \u00e8 la base della coesione che nasce tra individui accomunati dalle medesime difficolt\u00e0 e rischi, che hanno perseguito gli stessi obiettivi e condiviso gli stessi sforzi, e che solo coloro che li hanno vissuti possono comprendere.<\/p>\n<p>[\u2026]<em>\u00a0Noi pochi, noi pochi felici, noi banda di fratelli:<\/em><\/p>\n<p><em>perch\u00e9 chiunque ha versato il suo sangue insieme a me \u00e8 mio fratello.<\/em><\/p>\n<p><em>E quegli uomini che hanno avuto paura<\/em><\/p>\n<p><em>si sentiranno inferiori quando sentiranno<\/em><\/p>\n<p><em>come abbiamo combattuto e come siamo morti insieme.<\/em><\/p>\n<p><em>(Discorso Marziale da \u201cEnrico V\u201d di Shakespeare)<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161033 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/6219665604923732786_121-002.jpg\" alt=\"-6219665604923732786_121 (002)\" width=\"930\" height=\"680\" \/><\/p>\n<p>L\u2019addestramento e le esperienze comuni vissuti in combattimento permettono di sostenersi vicendevolmente e mantenere lo stato di coesione all\u2019interno dell\u2019unit\u00e0 in situazioni di pericolo. Il rapporto che si crea tra commilitoni e l\u2019interdipendenza dei ruoli (in combattimento) sono le motivazioni che spingono i soldati a compiere atti coraggiosi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Preparazione del personale alle dipendenze\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Gli attuali scenari, caratterizzati da un ritorno del conflitto convenzionale, sono una \u201cnovit\u00e0\u201d inaspettata per le forze armate occidentali, che per vent\u2019anni sono state impegnate in conflitti a \u201cbassa intensit\u00e0\u201d in Afghanistan e in Iraq (e talvolta in prolungate attivit\u00e0 in supporto alle Autorit\u00e0 di Pubblica Sicurezza, come in Italia e Francia).<\/p>\n<p>Conclusasi la Guerra Fredda si \u00e8 investito molto sulle\u00a0<em>Expeditionary Forces<\/em>\u00a0trascurando l\u2019addestramento \u201cclassico\u201d di arma\/specialit\u00e0 e di cooperazione interarma e, ancora prima, dimenticando i \u201cfondamentali\u201d del soldato.<\/p>\n<p>Il \u201ccampo di battaglia\u201d \u00e8 ora caratterizzato da alti livelli di volatilit\u00e0, incertezza, complessit\u00e0 e ambiguit\u00e0, contraddistinto da un modus operandi in cui l\u2019uso della forza non \u00e8 pi\u00f9 limitato alla linea di contatto ma, grazie alle nuove tecnologie, si \u00e8 esteso nello spazio e nella portata dell\u2019offesa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161037 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/20221128-01.jpg\" alt=\"20221128-01\" width=\"939\" height=\"528\" \/><\/p>\n<p>Una minaccia e nuove forme di lotta che richiedono al soldato di saper condurre azioni\u00a0<em>combat<\/em>\u00a0contro formazioni avversarie, garantire la libert\u00e0 di movimento nelle retrovie e svolgere attivit\u00e0 di assistenza a favore della popolazione civile.<\/p>\n<p>A prescindere dai notevoli progressi tecnologici in campo bellico, la conduzione delle operazioni sar\u00e0 sempre nelle mani dell\u2019uomo (o della donna). Ci\u00f2 significa che le azioni individuali, le carenze attitudinali, i limiti di rendimento e le diverse personalit\u00e0 continueranno a influenzare e determinare l\u2019esito di un conflitto.<\/p>\n<p>Il conflitto ucraino, oltre a evidenziare l\u2019impellente necessit\u00e0 di acquisire il giusto equipaggiamento e disporre della giusta dottrina, richiede di svolgere un addestramento, dalla simulazione alle esercitazioni a fuoco, il pi\u00f9 possibile realistico. Non ci sono surrogati tecnologici quando si tratta di addestrare, motivare e dirigere i propri soldati.<\/p>\n<p>Tito Flavio Giuseppe, storico del I secolo d.C., asseriva:\u00a0<em>Essi (soldati delle legioni imperiali) si addestrano come se scendessero in battaglia e si preparano al combattimento come se stessero addestrandosi.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161038 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/5922769341978361524_121-002.jpg\" alt=\"-5922769341978361524_121 (002)\" width=\"924\" height=\"693\" \/><\/p>\n<p>L\u2019esercito britannico prevede l\u2019utilizzo di un bunker protetto, chiamato\u00a0<em>Bomber OP (Observation Post)<\/em>, dove i militari sono sottoposti per ore al fuoco di artiglieria di vari calibri, affinch\u00e9 possano rendersi conto dell\u2019effetto psicologico provocato da un prolungato bombardamento.<\/p>\n<p>I Francesi avevano riscontrato nella Battaglia di Dien Bien Phu (Indocina 1954) che la guarnigione del caposaldo, che per anni aveva condotto solo operazioni di contro-guerriglia, non era pi\u00f9 abituata a combattere e a tenere le posizioni sotto l\u2019intenso fuoco dell\u2019artiglieria Vietminh.<\/p>\n<p>I militari devono quindi possedere una elevata robustezza fisica e mentale, la capacit\u00e0 di agire in terreni compartimentati e in condizioni climatiche avverse, e una spiccata mobilit\u00e0 e flessibilit\u00e0, unite ad una grande dose di coraggio.\u00a0Solo una solida formazione, finalizzata all\u2019impiego, pu\u00f2 consentire al personale di esprimere una professionalit\u00e0 concreta e di gestire eventi imprevisti e situazioni critiche in condizioni di larga autonomia, talvolta di vero e proprio isolamento, riducendo al minimo i margini di errore.<\/p>\n<p>Karl von Clausewitz (1780 \u2013 1831) affermava: \u201c<em>\u2026 sotto la pressione delle circostanze l\u2019uomo \u00e8 dominato assai pi\u00f9 dai sentimenti che dal raziocinio<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Molto spesso l\u2019audacia dimostrata in combattimento \u00e8 il frutto di una preparazione elevata, basata sulla fiducia nelle proprie capacit\u00e0 professionali, acquisita attraverso intensi e metodici cicli addestrativi, che porta l\u2019individuo a reagire con automatismo quasi istintivo alle varie situazioni che pu\u00f2 incontrare sul \u201ccampo di battaglia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Stile di comando<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Lo stile di comando \u00e8 l\u2019espressione pi\u00f9 completa dei modi comportamentali che concorrono a delineare il carattere distintivo della figura del comandante, nella quale si armonizzano le sue qualit\u00e0 individuali. Esso costituisce un\u2019impronta irrinunciabile che, almeno in parte, deve trascendere dall\u2019indole della persona, in quanto rappresenta una delle principali forme d\u2019influenza nei confronti dei subordinati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161039 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/5913704658881331474_121-002.jpg\" alt=\"-5913704658881331474_121 (002)\" width=\"940\" height=\"686\" \/><\/p>\n<p>Il leader, soprattutto quello a livello tattico, deve comprendere le motivazioni dei propri uomini e donne, percepirne le attitudini e intuirne oltre le competenze professionali anche le potenzialit\u00e0. Deve, inoltre, avere la capacit\u00e0 di stimolare e ascoltare i propri subalterni per ottenere i loro feedback in operazioni per migliorare la flessibilit\u00e0 d\u2019impiego.<\/p>\n<p>Egli deve essere in grado d\u2019imporsi non solo (o non tanto) con l\u2019autorit\u00e0, il grado e la posizione ma con una qualit\u00e0 esclusiva: l\u2019autorevolezza. Si tratta di quello che gli altri riconoscono in lui, fatto di iniziativa, spessore morale, etica, determinazione, fiducia e sacrificio.<\/p>\n<p>Un insostituibile requisito dell\u2019azione di comando \u00e8 l\u2019esempio, che dovrebbe essere il naturale corollario per tutti coloro che hanno scelto di essere comandanti, ed \u00e8 la capacit\u00e0 di trasmettere le convinzioni che li guidano nelle loro scelte e li sostengono nei momenti di difficolt\u00e0, nonch\u00e9 la costanza di esercitare la pratica del dovere e di osservare le regole.<\/p>\n<p>L\u2019esempio \u00e8 metodo, forma e sostanza insieme, ed \u00e8 sicuramente pi\u00f9 efficace e convincente di qualsiasi discorso, anche se incisivo, ricco di spunti di eloquenza e di contenuti interessanti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161040 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ChechenUnitToshkivkaFront.jpg\" alt=\"ChechenUnitToshkivkaFront\" width=\"946\" height=\"532\" \/><\/p>\n<p>[\u2026]<em>\u00a0da noi nessuno riesce a esercitare il comando<\/em><\/p>\n<p><em>se non ha conquistato la stima e il rispetto dei suoi uomini.<\/em><\/p>\n<p><em>Non pu\u00f2 dare ordini se prima non ha dimostrato di saperli eseguire,<\/em><\/p>\n<p><em>n\u00e9 chiedere un sacrificio ai suoi soldati<\/em><\/p>\n<p><em>se non ha mostrato per primo di saperne affrontare di pi\u00f9 duri.<\/em><\/p>\n<p>(<em>Marcus Metellus Aquila, Comandante della II Legione Augusta, Legato dell\u2019Imperatore L. Valeriano, 260 d.C.-\u00a0<\/em>Massimo Valerio Manfredi, L\u2019Impero dei Draghi, 2005)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019esempio porta a non chiedere ad altri quello che noi non faremmo, non chiedere ad altri quello che si dubita di fare, fare prima quello che si ordina ad altri di fare.<\/p>\n<p>In una raccolta britannica di lettere dei primi anni dell\u2019800, relativa al comportamento dei comandanti, \u00e8 riportato:\u00a0<em>In situazioni particolarmente critiche, il soldato tende a interpretare l\u2019espressione del volto del suo ufficiale. Se lo vede calmo e risoluto questo aumenter\u00e0 la fiducia in s\u00e9 stesso; al contrario, se scopre tratti d\u2019insicurezza [nel suo comandante] sar\u00e0 spaventato e demotivato a prescindere da qualunque cosa possa generare turbamento\u00a0<\/em>(<em>The Military Mentor.\u00a0<\/em><em>Letters from a General Officer to His Son<\/em>. R. Phillips, London 1809)<em>.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161041 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ChechUnitToshkivka2.jpg\" alt=\"ChechUnitToshkivka2\" width=\"933\" height=\"631\" \/><\/p>\n<p>Per i comandanti delle unit\u00e0 coloniali italiane era considerato normale che il loro ruolo imponesse di rimanere in piedi sotto il fuoco avversario per essere d\u2019esempio ai propri uomini (con elevata percentuale di perdite rispetto a quella degli ufficiali dei reparti nazionali).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Conclusioni<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Un esercito efficiente \u00e8 una struttura di consenso autoreferenziale basata su valori e tradizioni, addestramento e disciplina. La coercizione non basta a garantire l\u2019obbedienza \u201csotto il fuoco\u201d se non ci sono motivazioni quali la fratellanza d\u2019armi a fronte di tutto il resto, la cultura dello spirito di corpo alimentata dalla forte aggregazione, la fedelt\u00e0 alla parola data e il senso dell\u2019onore.<\/p>\n<p>Colui che compie un atto eccezionale ha come caratteristica il sentimento di appartenenza a un gruppo e la solidariet\u00e0 con i compagni d\u2019arme (si rischia la vita per fedelt\u00e0 all\u2019amico).\u00a0\u00a0In ogni conflitto, dall\u2019antichit\u00e0 ad oggi, il coraggio \u00e8 il requisito che consente a un militare di superare l\u2019istinto naturale di conservazione e la paura di morire in combattimento per spingersi oltre il pericolo e raggiungere l\u2019obiettivo.<\/p>\n<p>\u00c8 una disposizione d\u2019animo che si manifesta con la propensione al rischio, la fiducia nella fortuna, l\u2019audacia e la temerit\u00e0; rappresenta la piena consapevolezza di quello che si sta facendo, acquisita attraverso le nozioni apprese e l\u2019esperienza, ovviando agli imprevisti con lucidit\u00e0: pi\u00f9 un soldato \u00e8 preparato, pi\u00f9 si sente sicuro, anche se contano molto le doti personali.<\/p>\n<p>Karl von Clausewitz affermava che\u00a0<em>Il coraggio \u00e8 [anzitutto] la prima qualit\u00e0 dell\u2019uomo di guerra<\/em>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161042 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/RussianSoldiersPopashne.jpg\" alt=\"RussianSoldiersPopashne\" width=\"925\" height=\"698\" \/><\/p>\n<p>Un comandante deve possedere la forza d\u2019animo per affrontare tre tipi di coraggio: il\u00a0<strong>coraggio fisico<\/strong>, che consente di superare i limiti della fatica, il\u00a0<strong>coraggio morale<\/strong>, che permette di non soggiacere alla perdita della dignit\u00e0, e il coraggio intellettuale, che costituisce la forza di esprimere (anche criticare) e sostenere il proprio pensiero in ogni situazione.<\/p>\n<p>Lo stato emotivo \u00e8 vitale per il soldato nei momenti di crisi, dove deve imparare a dominare la rabbia e la paura. Uno scarso autocontrollo delle proprie emozioni si riverbera in modo sensibile su tutte le altre capacit\u00e0: il coraggio non \u00e8 non aver paura, il coraggio \u00e8 gestire la paura.<\/p>\n<p>Virt\u00f9 che hanno animato il Tenente dell\u2019Esercito statunitense Andrew S. Rowan nel racconto \u201cUn Messaggio per Garcia\u201d, in occasione della guerra ispano-americana (1898), il quale rappresenta l\u2019apologo dell\u2019uomo che assolve bene il proprio compito, che ha spirito d\u2019iniziativa, dedizione e senso del dovere e non mette in discussione gli ordini ricevuti (Elbert Hubbard, 1865-1915).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-161043 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/AddestramCarristiLugansk.jpg\" alt=\"AddestramCarristiLugansk\" width=\"939\" height=\"528\" \/><\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di leadership personale rimarr\u00e0 essenziale anche nell\u2019ipertecnologico XXI secolo e dovr\u00e0 adattarsi al carattere evolutivo della guerra. Ci\u00f2 comporta la necessit\u00e0 di aumentare la creativit\u00e0 e la libert\u00e0 d\u2019azione dei comandanti pi\u00f9 giovani, che dovranno essere pronti ad affrontare scenari non previsti dai manuali, a prendere decisioni pragmatiche in condizioni d\u2019incertezza e, soprattutto, ad evitare gli stereotipi cognitivi.<\/p>\n<p><em>Dimentica tutto quello che hai imparato. In questa guerra si fa il contrario di quello che sta scritto nei regolamenti. Anzi, li si impara per fare esattamente il contrario<\/em>. Cos\u00ec Jean Larteguy attribuisce la frase a un protagonista del suo romanzo \u201cI Pretoriani\u201d (1967), ambientato nella guerra d\u2019Algeria (1954 \u2013 1962).<\/p>\n<p>In ogni caso non si avr\u00e0 mai la certezza del comportamento di un comandante nel gestire le proprie emozioni in una situazione di stress: solo al momento della prova si avr\u00e0 la conferma (o meno) delle sue doti di leadership!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Foto: Gian Micalessin, Ministero Difesa Ucraino, Ministero Difesa Russo, RIA Novosti e Telegram<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/01\/le-sfide-di-un-comandante\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/01\/le-sfide-di-un-comandante\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Giorgio Battisti) La guerra in Ucraina \u00e8 il primo conflitto convenzionale e ad alta intensit\u00e0 combattuto sul continente europeo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. I combattimenti, che compaiono negli aggiornamenti informativi, nei video e nelle foto condivise sui social media, avvengono con modalit\u00e0 che non si vedevano da decenni (Guerra di Corea 1950 \u00f7 1953 e Iraq \u2013 Iran 1980 \u00f7 1988) e ai quali gli eserciti occidentali non sono pi\u00f9&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-jZl","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76839"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76839"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76839\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76840,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76839\/revisions\/76840"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76839"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76839"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76839"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}