{"id":76851,"date":"2023-01-25T13:03:31","date_gmt":"2023-01-25T12:03:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76851"},"modified":"2023-01-25T13:03:31","modified_gmt":"2023-01-25T12:03:31","slug":"proteste-rivolte-e-repressione-cosi-e-esplosa-la-crisi-in-iran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76851","title":{"rendered":"Proteste, rivolte e repressione: cos\u00ec \u00e8 esplosa la crisi in Iran"},"content":{"rendered":"<p><strong>di INSIDEOVER (Mauro Indelicato)\u00a0<\/strong><\/p>\n<div class=\"wrap \" role=\"document\">\n<div class=\"content\">\n<div class=\"container\">\n<div class=\"post-single\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-lg-8\">\n<div class=\"jscroll\">\n<article class=\"post-381273 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-politica tag-medio-oriente tag-proteste-in-iran tag-sciiti autori-mauro-indelicato persone-ayatollah-ali-khamenei persone-ebrahim-raisi aree-geografiche-iran\">\n<div class=\"content-article\">\n<header class=\"post-header\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"info-data col-7\"><span class=\"category-element\">L<\/span>\u2019Iran \u00e8 in fermento dal settembre 2022. Da quando cio\u00e8 si \u00e8 diffusa la notizia della morte di <strong>Mahsa Amini<\/strong>, giovane arrestata per non aver indossato correttamente l\u2019hijab. Da allora tutte le tensioni interne alla societ\u00e0 iraniana sono divampate coinvolgendo intere classi sociali e diverse minoranze etniche. Teheran ha risposto con la repressione, arrivando anche ad eseguire condanne a morte. Ma le proteste e le sollevazioni continuano.<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<h2>Il detonatore delle proteste: la morte di Mahsa Amini<\/h2>\n<p>Tutto \u00e8 iniziato quando, il 16 settembre 2022,\u00a0<a href=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/politica\/proteste-cosa-sta-succedendo-in-iran.html\">si \u00e8 diffusa la notizia della morte a Teheran di Mahsa Amini.\u00a0<\/a>Di origine curda, la giovane aveva solo 22 anni ed era stata arrestata dalla polizia morale per aver indossato in modo \u201cimproprio\u201d l\u2019<strong>hijab<\/strong>. Ossia il copricapo che ogni donna in Iran, dopo la<a href=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/schede\/politica\/che-cos-e-la-rivoluzione-iraniana-del-1979.html\">\u00a0rivoluzione islamica\u00a0<\/a>e dopo un\u2019apposita legge introdotta nel 1983, \u00e8 obbligata a portare.<\/p>\n<p>La morte di Mahsa Amini ha subito generato rimostranze da parte di alcuni gruppi di giovani studentesse. A cui, poco dopo, si sono aggiunti altri movimenti radunati nelle piazze della capitale iraniana. A rendere possibile l\u2019organizzazione delle proteste, \u00e8 stato il fitto\u00a0<strong>passaparola<\/strong> sui social.<\/p>\n<p>La notizia ha fatto da detonatore a una situazione gi\u00e0 molto tesa. I manifestanti hanno accusato la\u00a0<strong>polizia morale<\/strong>\u00a0di aver picchiato brutalmente la vittima e di averle inferto ferite mortali. Le autorit\u00e0 di Teheran dal canto loro hanno smentito questa ricostruzione. Secondo la polizia della capitale iraniana, Amini \u00e8 morta per cause naturali all&#8217;interno della caserma.<\/p>\n<p>Per dar manforte alla propria ricostruzione, \u00e8 stato mostrato un video ripreso da una telecamera di sorveglianza posta all&#8217;interno della stazione di polizia dove si trovava la giovane. Nelle immagini, si nota lo svenimento di Amini, la quale ha perso i sensi improvvisamente. La tv di Stato ha inoltre trasmesso un&#8217;intervista a un neurochirurgo che ha reso note alcune patologie pregresse della ragazza, legate a un tumore al cervello avuto a 8 anni.<\/p>\n<p>https:\/\/twitter.com\/i\/status\/1572619419120959488<\/p>\n<p>Questo per\u00f2 non ha placato l&#8217;ira di chi aveva gi\u00e0 iniziato a protestare. Il rifiuto di far vedere il corpo della giovane al padre nel giorno del suo funerale, ha poi alimentato ulteriori sospetti. Non solo, ma molti manifestanti, oltre a non credere alla versione ufficiale, hanno deciso di scendere in piazza non solo per la morte di Amini ma anche per le ragioni che hanno portato la ragazza in carcere. La questione dell&#8217;hijab e il trattamento riservato a chi non lo indossa correttamente, hanno infiammato gli animi all&#8217;interno della capitale iraniana.<\/p>\n<h2>Gli scontri dilagati in tutto il Paese<\/h2>\n<p>Le manifestazioni hanno poi ben presto abbandonato i confini di Teheran. Un altro luogo diventato repentinamente epicentro dei disordini \u00e8 stato\u00a0<strong>Saqqez<\/strong>. Si tratta della citt\u00e0 natale di Mahsa Amini, situata nella provincia del\u00a0<strong>Kurdistan<\/strong>. Come si pu\u00f2 intuire dal nome, \u00e8 la regione curda dell&#8217;Iran ed \u00e8 abitata in maggioranza da curdi.<\/p>\n<p>La morte della ragazza di origine curda ha scatenato l&#8217;ira quindi anche dei cittadini iraniani appartenenti a questa etnia, minoritaria nel resto del Paese. Le proteste hanno quindi iniziato a riguardare anche le rivendicazioni da parte delle\u00a0<strong>minoranze<\/strong>, toccando uno dei tasti pi\u00f9 delicati del precario equilibrio interno iraniano.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-width=\"500\" data-dnt=\"true\">\n<p lang=\"fr\" dir=\"ltr\">Des images d&#39;une grande force et d&#39;une extraordinaire \u00e9motion ! Quarante jours apr\u00e8s son assassinat par la police des m\u0153urs, une foule immense se rend au cimeti\u00e8re de la ville de Saqqez dans l\u2019ouest de l\u2019<a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/Iran?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#Iran<\/a> pour rendre hommage \u00e0 <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/MahsaAmini?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#MahsaAmini<\/a>. <a href=\"https:\/\/t.co\/sngwP3VbvT\">pic.twitter.com\/sngwP3VbvT<\/a><\/p>\n<p>&mdash; Farid Vahid (@FaridVahiid) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/FaridVahiid\/status\/1585219223382786048?ref_src=twsrc%5Etfw\">October 26, 2022<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<p>Ai curdi si sono aggiunti gli\u00a0<strong>azeri<\/strong>, nel nord del Paese, con proteste e scontri in citt\u00e0 come\u00a0<strong>Tabriz<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Urmia<\/strong>. Cos\u00ec come, pi\u00f9 a sud, anche i\u00a0<strong>beluci<\/strong>. Questi ultimi sono di religione sunnita e hanno per questo storicamente lamentato una maggiore discriminazione. Nella provincia del Belucistan, il 30 settembre secondo diversi resoconti trapelati su alcuni media in farsi, nel capoluogo\u00a0<strong>Zahedan<\/strong>\u00a0si sarebbe verificata una delle stragi pi\u00f9 gravi dall&#8217;inizio delle proteste. In particolare, la reazione delle guardie rivoluzionarie locali avrebbe causato la morte di 80 persone. Circostanza che ha acuito le tensioni nella zona, come dimostrato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/mondo\/uccisi-due-guardiani-rivoluzione-iran-2079384.html\">dall&#8217;attentato che il 28 ottobre ignoti hanno condotto contro due agenti<\/a>, rimasti poi uccisi.<\/p>\n<p>A sorpresa, sono poi state registrate manifestazioni anche nel cuore religioso dell&#8217;Iran.\u00a0<strong>Qom<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Mashad<\/strong>, due delle citt\u00e0 sante per gli sciiti e dove hanno sede le scuole coraniche pi\u00f9 prestigiose, hanno assistito al sorgere di diverse manifestazioni a partire dalla fine di settembre.<\/p>\n<h2>Le rivendicazioni dei manifestanti<\/h2>\n<p>Anche se spesso descritta come una rivolta delle donne, in realt\u00e0 le manifestazioni in corso in Iran hanno subito assunto un carattere piuttosto eterogeneo. Alle rivendicazioni delle associazioni femminili e delle studentesse, si sono aggiunte anche quelle di diversi gruppi della societ\u00e0 civile. A partire dall&#8217;intera classe studentesca, formata da giovani nati dopo il 1979 e distanti sotto molti aspetti dalla rivoluzione islamica. Oltre agli studenti, ad aderire alle proteste in modo diretto e indiretto sono state diverse categorie professionali.<\/p>\n<div id=\"gallery_381457\" class=\"inline-gallery-container\">\n<div id=\"lg-container-1\" class=\"lg-container lg-inline lg-show lg-show-in\" role=\"dialog\">\n<div id=\"lg-outer-1\" class=\"lg-outer lg-use-css3 lg-css3 lg-slide lg-grab lg-show-after-load lg-use-transition-for-zoom lg-animate-thumb lg-has-thumb lg-start-zoom lg-components-open lg-visible\" data-lg-slide-type=\"image\">\n<div id=\"lg-content-1\" class=\"lg\">\n<div id=\"lg-inner-1\" class=\"lg-inner\">\n<div id=\"lg-item-1-0\" class=\"lg-item lg-empty-html lg-loaded lg-current lg-complete lg-complete_ lg-zoomable\">\n<p><img decoding=\"async\" class=\"lg-object lg-image\" src=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ilgiornale2_20230123114532926_8b3f21234c2283c42c38ffe641ec7174-scaled.jpg\" data-index=\"0\" data-scale=\"1\" \/><\/p>\n<div class=\"lg-sub-html\"><img decoding=\"async\" class=\"lg-object lg-image\" src=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ilgiornale2_2023012311415584_8873366ed92fc273245c717cfb58723e-scaled.jpg\" data-index=\"1\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"lg-components-1\" class=\"lg-components\">\n<div class=\"lg-thumb-outer lg-thumb-align-middle lg-grab\">\n<div class=\"lg-thumb lg-group\">\n<div class=\"lg-thumb-item active\" data-lg-item-id=\"0\"><\/div>\n<div class=\"lg-thumb-item\" data-lg-item-id=\"1\"><\/div>\n<div class=\"lg-thumb-item\" data-lg-item-id=\"2\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ilgiornale2_20230123114155680_d4895cd18431cb5b6ebd6c9c5273f0ee-150x150.jpg\" data-lg-item-id=\"2\" \/><\/div>\n<div class=\"lg-thumb-item\" data-lg-item-id=\"3\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ilgiornale2_20230123114156148_276f8219c01c7b24a045e09d147ffd68-150x150.jpg\" data-lg-item-id=\"3\" \/><\/div>\n<div class=\"lg-thumb-item\" data-lg-item-id=\"4\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ilgiornale2_20230123114156290_120830b56ea1107027b37bb46477472d-150x150.jpg\" data-lg-item-id=\"4\" \/><\/div>\n<div class=\"lg-thumb-item\" data-lg-item-id=\"5\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ilgiornale2_20230123114156838_08cd786d461eb3fbb39eb229f77d0ec9-150x150.jpg\" data-lg-item-id=\"5\" \/><\/div>\n<div class=\"lg-thumb-item\" data-lg-item-id=\"6\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ilgiornale2_20230123114157224_7a2fdefca78c59908375ce591553f264-150x150.jpg\" data-lg-item-id=\"6\" \/><\/div>\n<div class=\"lg-thumb-item\" data-lg-item-id=\"7\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ilgiornale2_20230123114157809_d12371de439b7c5f9cbd1e59951cc272-150x150.jpg\" data-lg-item-id=\"7\" \/><\/div>\n<div class=\"lg-thumb-item\" data-lg-item-id=\"8\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ilgiornale2_2023012311531969_6c57109fa93e65f7263cff4603e04b10-150x150.jpg\" data-lg-item-id=\"8\" \/><\/div>\n<div class=\"lg-thumb-item\" data-lg-item-id=\"9\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ilgiornale2_20230123114611809_cd44501040a775fcb2d8d09ddb0836f2-150x150.jpg\" data-lg-item-id=\"9\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Nelle regioni pi\u00f9 distanti da Teheran, come detto, hanno preso il sopravvento le istanze delle minoranze etniche e religiose. Pi\u00f9 in generale le proteste nel Paese hanno messo nel mirino ogni tipo di <strong>discriminazione<\/strong>. Sia quella legata al trattamento delle donne cos\u00ec come alla visione sociale propria dei dirigenti della teocrazia sciita. E, infine, quella legata alle minoranze etniche. Motivo per il quale sta montando, tra i gruppi di protesta, l&#8217;auspicio di un cambio di regime e non invece delle semplici riforme interne al sistema nato con la Repubblica Islamica.<\/p>\n<h2>Da chi sono organizzate le proteste<\/h2>\n<p>Al momento non sembrano emergere veri e propri gruppi organizzati. Molte proteste sono nate sui\u00a0<strong>social<\/strong>\u00a0e non sono emersi n\u00e9 nomi e n\u00e9 sigle in grado di guidare le manifestazioni. Pi\u00f9 volte \u00e8 stato tirato in ballo il gruppo dei\u00a0<strong>Mojahedin del Popolo Iraniano<\/strong>, considerato da Teheran nella lista dei gruppi terroristici. Il governo ha poi accusato organizzazioni di iraniani\u00a0<strong>esiliati<\/strong>. Si tratta di sigle che hanno apertamente dato il proprio sostegno ai manifestanti, ma per le quali fino ad ora non \u00e8 stato possibile stabilire il grado di coinvolgimento diretto nelle proteste.<\/p>\n<h2>La repressione del governo di Teheran<\/h2>\n<p>Le autorit\u00e0 della Repubblica Islamica hanno aumentato la loro risposta alle manifestazioni in proporzione alla crescita dei movimenti di protesta. La prima mossa ha riguardato il\u00a0<strong>blocco<\/strong>\u00a0delle telecomunicazioni del 19 settembre, al fine di interrompere il passaparola sui social dei manifestanti. Successivamente sono stati schierati in campo i\u00a0<strong>basij<\/strong>, ossia il gruppo paramilitare legato ai\u00a0<a href=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/schede\/guerra\/chi-sono-i-pasdaran.html\">pasdaran<\/a>, i guardiani della rivoluzione. La posizione dell&#8217;<strong>ayatollah Ali Khamenei<\/strong>\u00a0e del\u00a0<a href=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/schede\/politica\/chi-e-ebrahim-raisi-il-nuovo-presidente-dell-iran.html\">presidente Raisi<\/a>, \u00e8 legata ancora adesso all&#8217;<strong>intransigenza<\/strong>: per i vertici iraniani infatti, i manifestanti rappresentano gruppi\u00a0<strong>nemici<\/strong>\u00a0della rivoluzione sostenuti dall&#8217;esterno.<\/p>\n<div class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-7\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"CI7v7ezP4vwCFSmL_QcdaBIFAA\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5966054,116318342\/InsideOver\/InsideOver_intext_5__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-381458\" src=\"https:\/\/www.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ilgiornale2_20230123114356710_c1ae0160efc88144b5f8ea6ddd90190e-1024x712.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"712\" \/><figcaption><em><strong>Sfilata del gruppo paramilitare Basij a Tehran, il 29 Aprile 2022. (Foto: EPA\/ABEDIN TAHERKENAREH)<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Da qui le sembianze molto dure assunte, con il passare delle settimane, dalla\u00a0<strong>repressione<\/strong>. Fonti ufficiali parlano almeno di 500 morti a seguito degli scontri. A questi occorre aggiungere almeno 19.000 persone arrestate. Cifre che per\u00f2, secondo diverse organizzazioni internazionali, sono di gran lunga minori rispetto a quelle reali.<\/p>\n<p>Una particolarit\u00e0 della repressione, <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica-estera\/donne-iran-colpite-petto-e-ai-genitali-durante-2093477.html\">denunciata in modo anonimo ad alcuni media dai medici iraniani<\/a>, riguarda il ferimento dei manifestanti. I basij infatti, durante gli scontri mirerebbero in specifici punti del corpo. Le donne sono colpite maggiormente agli occhi, al petto e nelle parti intime. Ai maschi vengono sparati proiettili di gomma da distanza ravvicinata sulle braccia e sulle gambe. Segnalate da organizzazioni internazionali anche presunte\u00a0<strong>torture<\/strong>\u00a0subite in carcere dai prigionieri, con il fine di estorcere confessioni o di intimidire altri manifestanti.<\/p>\n<h2>Le prime condanne a morte<\/h2>\n<p>Il 4 dicembre l&#8217;annuncio dell&#8217;abolizione della polizia morale, fatto dal governo di Teheran, sembrava aprire spiragli per un allentamento della repressione. Ma \u00e8 stato l&#8217;esatto contrario. Il capo della magistratura,\u00a0<strong>Gholamhossein Mohseni Ejei<\/strong>, il giorno dopo ha dichiarato<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica-estera\/liran-inasprisce-repressione-impiccheremo-chi-coinvolto-2092345.html\">\u00a0l&#8217;ampio sostegno<\/a>, senza mezzi termini, del potere giudiziario iraniano alle istanze dei leader della Repubblica Islamica.<\/p>\n<p>L&#8217;8 dicembre \u00e8 stata cos\u00ec eseguita la prima condanna a morte.\u00a0<strong>Mohsen Shekari<\/strong>, ragazzo di 23 anni, \u00e8 stato impiccato dopo un processo durato appena tre udienze.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica-estera\/inimicizia-contro-dio-liran-ha-impiccato-primo-manifestante-2093451.html\">L&#8217;accusa per lui era quella di \u201cguerra contro Dio\u201d<\/a>, un reato che prevede la pena massima. Era stato arrestato quattro mesi prima durante uno dei blocchi stradali a Teheran. Nei giorni successivi sono state eseguite altre condanne a morte, sempre per lo stesso tipo di reato e sempre contro manifestanti arrestati durante le proteste.<\/p>\n<div class=\"wp-container-3 wp-block-columns\">\n<div class=\"wp-container-1 wp-block-column\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-381470\" src=\"https:\/\/www.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ilgiornale2_20230123114156838_08cd786d461eb3fbb39eb229f77d0ec9-edited.jpg\" alt=\"\" width=\"691\" height=\"1232\" \/><figcaption><em><strong>(Foto: Social Media\/ZUMA Press)<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<div class=\"wp-container-2 wp-block-column\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-381472\" src=\"https:\/\/www.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/ilgiornale2_20230123114156290_120830b56ea1107027b37bb46477472d-edited-1-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"1437\" height=\"2560\" \/><figcaption><em><strong>(Foto: EPA\/STR)<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<h2>L&#8217;Iran continua a essere in subbuglio<\/h2>\n<p>Nonostante l&#8217;aumento della repressione, le manifestazioni stanno proseguendo anche in questi giorni. La scia di sangue sta infatti spingendo molti a prendere definitivamente le distanze dal governo. Dal canto loro, le autorit\u00e0 sanno di avere comunque dalla propria parte non solo basij, pasdaran e magistrati, ma anche una fetta di popolazione che non appoggia le ragioni delle proteste e che non vuole un cambio di regime.<\/p>\n<p>Al mondiale di calcio in Qatar, svoltosi nel novembre scorso, nella prima sfida della nazionale iraniana i giocatori\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica-estera\/i-giocatori-iraniani-non-cantano-linno-nazionale-partita-2087412.html\">non hanno cantato l&#8217;inno<\/a>. Sugli spalti, i tifosi si sono divisi tra chi ha appoggiato questa scelta e chi invece l&#8217;ha criticata. Una spaccatura importante, emblema della spaccatura sociale emersa dopo l&#8217;inizio delle proteste.<\/p>\n<p>Anche se il governo di Teheran dichiara di avere la situazione sotto controllo, i tumulti non sono terminati e anzi le esecuzioni e il continuo spargimento di sangue potrebbe portare all&#8217;aumento della violenza nei prossimi mesi. \u00c8 la prima volta, dalla nascita della Repubblica Islamica, che delle proteste si protraggono per pi\u00f9 di tre mesi.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/politica\/proteste-iran-cause-donne.html\">https:\/\/insideover.ilgiornale.it\/politica\/proteste-iran-cause-donne.html<br \/>\n<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSIDEOVER (Mauro Indelicato)\u00a0 L\u2019Iran \u00e8 in fermento dal settembre 2022. 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