{"id":76886,"date":"2023-01-27T11:30:50","date_gmt":"2023-01-27T10:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76886"},"modified":"2023-01-27T11:30:50","modified_gmt":"2023-01-27T10:30:50","slug":"oggi-si-vietano-anche-le-bandiere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76886","title":{"rendered":"Oggi si vietano anche le bandiere"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Alessandra Ciattini)<\/strong><\/p>\n<div class=\"itemIntroText\">\n<p><em>La contraddizione della societ\u00e0 contemporanea sta nel fatto che, proclamando diritti e libert\u00e0, produce invece repressioni e vessazioni.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"itemBody\">\n<div class=\"itemImageBlock clearfix\"><span class=\"itemImage\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/91a1a5d9c9ef1afb9c4a5f4d7da29dba_XL.jpg\" alt=\"Oggi si vietano anche le bandiere\" \/><\/span><\/p>\n<div class=\"clr\">La convinzione che <b>la societ\u00e0 neoliberista<\/b>, proprio per la sua enfasi sull\u2019individuo, per la deregolamentazione spinta in tutti i settori della vita sociale, per la sua politica internazionale tesa alla destabilizzazione e al cosiddetto caos creativo, <b>finisce con lo sfociare nel pi\u00f9 bieco autoritarismo,<\/b> trova ogni giorno conferma. Infatti, di controllo, di disciplinamento, di verit\u00e0 assolute stabilite da autorit\u00e0 quasi sacre o presentate tali non pu\u00f2 fare a meno per mantenere in piedi il suo ordine sempre pi\u00f9 contraddittorio e pericolante, per arginare l\u2019anarchia da essa stessa generata. Mi limiter\u00f2 a menzionare alcuni eventi verificatisi in questi ultimi giorni in alcuni paesi che fanno parte dell\u2019autoproclamata civilt\u00e0 occidentale, culla di tutte le libert\u00e0, ma soprattutto della <b>libert\u00e0 attribuita ad alcuni di essere proprietari di tutto<\/b>.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<p>Cominciamo con il quotidianamente massacrato popolo palestinese, il quale ora non potr\u00e0 nemmeno pi\u00f9 protestare <b>portando in piazza la sua bandiera, divenuta simbolo di libert\u00e0 e autodeterminazione per molti nelle pi\u00f9 disparate parti del mondo<\/b>. Come \u00e8 stato riportato da vari mezzi di informazione, nei giorni passati, il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Yariv Levin, ha emesso una direttiva secondo la quale <b>la bandiera palestinese sarebbe un simbolo terroristico e, pertanto, la polizia \u00e8 autorizzata a eliminarla dagli spazi pubblici.<\/b> <a href=\"https:\/\/www.amnesty.it\/limitazioni-israeliane-alla-bandiera-palestinese-ennesimo-attacco-ai-diritti-umani\/\">Questa misura \u00e8 persino denunciata da Amnesty International, che la definisce un vergognoso attacco contro il diritto all\u2019identit\u00e0 nazionale,<\/a> alla libert\u00e0 di espressione e a riunirsi pacificamente.<\/p>\n<p>Secondo le autorit\u00e0 israeliane questo nuovo ordine limitativo dei diritti fondamentali ha l\u2019obiettivo di impedire l\u2019incitazione delle masse contro il paese occupante, che detiene per volont\u00e0 divina le terre palestinesi. Tuttavia, \u00e8 da notare che esso \u00e8 stato formulato nella congerie di altre misure destinate a contenere la dissidenza e le proteste, comprese ovviamente quelle volte a difendere le rivendicazioni dei palestinesi. Infatti, tra di esse si distinguono indicazioni per reprimere con sempre maggiore forza la societ\u00e0 civile palestinese, lo straordinario aumento di incarceramenti e di detenzioni amministrative per colpire i militanti dell\u2019autodeterminazione. Obiettivo che forse potr\u00e0 essere raggiunto solo una volta che il dominio degli Usa e della sua implacabile propaggine mediorientale sar\u00e0 ridimensionato, ma certo non in tempi brevi.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, \u00e8 da tempo che le autorit\u00e0 israeliane stanno contrastando l\u2019esposizione della bandiera palestinese; per esempio, nel maggio 2022 hanno fatto togliere di mezzo le bandiere con cui i palestinesi seguivano a Gerusalemme est il corteo funebre della giornalista Shirin Abu Akleh, assassinata dall\u2019esercito sionista.<\/p>\n<p>La direttrice di AI per il Medio Oriente e il Nord Africa, Heba Morayef, ha condannato questo sfrontato tentativo di cancellare l\u2019identit\u00e0 palestinese con lo scopo di legittimare il razzismo verso una popolazione che vive in condizioni disumane, fondate su un vero e proprio regime di apartheid. Si tenga conto, per esempio, che solo il 10% dei palestinesi riceve il permesso di andarsi a curare fuori dei territori occupati e che il tasso di cancro \u00e8 elevatissimo tra gli abitanti della striscia di Gaza, perch\u00e9 gli israeliani hanno ivi sotterrato le scorie nucleari che stanno inquinando le falde acquifere.<\/p>\n<p>Questi eventi si sono realizzati sotto un governo, che \u00e8 sicuramente uno tra i pi\u00f9 reazionari del paese, anche per gli stessi israeliani, i quali in quasi 100.000 hanno protestato in questi giorni contro l\u2019ipotesi una riforma legislativa, che ridurr\u00e0 notevolmente i poteri del Tribunale Supremo e modificher\u00e0 il sistema di elezione dei giudici. Con questa misura il governo di Netanyahu acquisir\u00e0 il controllo sulla nomina dei giudici, compresi quelli facenti parte della Corte Suprema. I manifestanti urlavano che esigevano si mantenesse la separazione tra i diversi poteri esecutivo, legislativo e giudiziario, infranta invece dalla riforma. In definitiva, in Israele \u2013 come del resto \u00e8 avvenuto ovunque a partire dalla crisi della pandemia &#8211; si mette in discussione anche la democrazia formale.<\/p>\n<p>Di fatto, non dobbiamo scandalizzarci, si tratta di ordini assai diffusi volti a colpire i propri avversari politici, ne \u00e8 un esempio la proibizione dell\u2019uso della parola comunista in Turchia fino al 1992. D\u2019altra parte, sempre in Turchia, nel 2018 \u00e8 stato condannato a 11 mesi di carcere Kemal Okuyan, segretario del Partito Comunista di Turchia (TKP), il quale sarebbe stato reo di aver insultato il Presidente Erdo\u011fan, probabilmente solo esprimendo le sue idee politiche. Diritto ormai sempre meno riconosciuto, se teniamo conto che anche nella Repubblica Ceca \u00e8 stato condannato, il 31 ottobre 2022, a otto mesi di reclusione Josef Sk\u00e1la, intellettuale marxista, ex vicepresidente del Partito comunista di Boemia e Moravia (KSCM), insieme con Vladim\u00edr Kapal, e Juraj V\u00e1clav\u00edk,\u00a0 per aver messo in discussione la versione che attribuisce ai sovietici la responsabilit\u00e0 del massacro di Katyn [v. articolo di A. Catone in appelli?].<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilmitte.com\/2021\/06\/bandiera-di-hamas-vietata-in-germania-thorsten-frei-un-segnale-ai-nostri-cittadini-ebrei\/\">Nel giugno del 2021 anche la Germania ha preso misure simili allo scopo di salvaguardare le sue relazioni con quei paesi che hanno al loro interno minoranze fortemente ostili e combattive. Praticamente sono state proibite nella potenza egemonica europea tutte le bandiere appartenenti a formazioni considerate dalla UE terroristiche<\/a>, quali quella di Hamas, del Fronte di liberazione della Palestina e del Partito comunista delle Filippine, tutte entit\u00e0 che hanno simpatizzanti sul suolo tedesco. La proibizione dell\u2019esposizione della bandiera di Hamas, cui probabilmente seguir\u00e0 anche quella del PKK, ha avuto come giustificazione il fatto che, nel corso di varie manifestazioni, realizzate durante un periodo di scontri tra Israele e Hamas, erano stati pronunciati slogan antisemiti, o forse solo antisionisti (distinzione che \u00e8 pi\u00f9 comodo non fare), una sinagoga era stata attaccata e alcune bandiere israeliane erano state bruciate. In quel frangente era intervenuto il Consiglio Centrale degli ebrei della Germania che aveva comunicato di essere stato oggetto dei pi\u00f9 violenti insulti e aveva invitato le autorit\u00e0 tedesche a proteggere con maggior cura le istituzioni ebraiche.<\/p>\n<p>Un ultimo esempio di questi comportamenti, il cui scopo \u00e8 la cancellazione di simboli importanti, nei quali si esprimono idee e concetti altrettanto importanti che per esser comunicati hanno necessariamente bisogno di un qualche supporto materiale, pu\u00f2 esser individuato nella<b> rimozione della bandiera <\/b><b><i>wiphala <\/i><\/b><b>di sette colori propria dei popoli andini <\/b>nell\u2019ambito del colpo di Stato contro Evo Morales, il quale ingenuamente si era fidato dell\u2019Organizzazione degli Stati americani e del suo segretario generale Almagro. Questo colpo di Stato, di cui gradualmente si rendono note le modalit\u00e0 e le complicit\u00e0, fu definito \u201cal litio\u201d a causa delle grandi riserve di questo minerale possedute dalla Bolivia, il cui controllo fa gola a molti, in primis alla Germania e alla Cina. In realt\u00e0, con la sua politica debole e fatta di concessioni verso le forze conservatrici, lo stesso Morales pu\u00f2 essere considerato corresponsabile di questi tragici eventi che condussero alle dimissioni dei pi\u00f9 rilevanti dirigenti del MAS, tra cui il vicepresidente Alvaro Garcia Linera, un ideologo del socialismo del XXI secolo, e alla violenta repressione delle popolazioni indigene insorte in difesa del governo legittimo.<\/p>\n<p>Questi episodi meramente politici, ma non effimeri, di fatto rimandano a una questione filosofica generale pi\u00f9 profonda, il cui esame getta luce sullo stile autoritario dei pi\u00f9 disparati governi, che ovviamente non caratterizza solo la nostra sciagurata epoca. <b>Tale questione si richiama alla definizione di simbolo che deve essere inteso come lo strumento necessario e indispensabile del pensiero,<\/b> nel senso che i contenuti di quest\u2019ultimo si costituiscono anche nell\u2019individuazione del mezzo pi\u00f9 adeguato di manifestarsi per essere comunicati e recepiti dagli altri. Ne consegue che cancellare i simboli, implica immancabilmente dissolvere i loro contenuti, inevitabilmente sostituendoli con altri simboli ed altri contenuti, che rafforzino il potere non pi\u00f9 discutibile dei dominanti.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/esteri\/oggi-si-vietano-anche-le-bandiere\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/esteri\/oggi-si-vietano-anche-le-bandiere<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Alessandra Ciattini) La contraddizione della societ\u00e0 contemporanea sta nel fatto che, proclamando diritti e libert\u00e0, produce invece repressioni e vessazioni. 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