{"id":76927,"date":"2023-01-30T10:31:02","date_gmt":"2023-01-30T09:31:02","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76927"},"modified":"2023-01-30T10:31:02","modified_gmt":"2023-01-30T09:31:02","slug":"guerra-in-ucraina-profili-strategici-e-divisioni-valoriali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76927","title":{"rendered":"Guerra in Ucraina, profili strategici e divisioni valoriali"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Alberto Bradanini)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In un acuto articolo reperibile sulla rete<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/30\/guerra-in-ucraina-profili-strategici-e-divisioni-valoriali\/#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>, l\u2019antropologo francese Emmanuel Todd ha sviluppato alcune riflessioni sugli accadimenti ucraini che andrebbero valutate da chi dispone del potere di evitare che questa guerra ci conduca nel baratro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di seguito i punti cruciali delle riflessioni di Todd, con commenti a margine di chi scrive, quando non diversamente indicato, tenendo a mente che le rappresentazioni della narrazione dominante non sorgono <em>da quel ramo del Lago di Como<\/em> come i monti manzoniani, essendo fabbricate a tavolino da coloro che muovono i fili della manipolazione, per interesse o sudditanza<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/30\/guerra-in-ucraina-profili-strategici-e-divisioni-valoriali\/#_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019antropologo citato rileva che all\u2019avvio del conflitto due erano i postulati che gli eventi successivi hanno poi smentito: a) l\u2019Ucraina non resister\u00e0 alla pressione militare russa; b) la Russia verr\u00e0 schiacciata dalle sanzioni occidentali e il suo sistema produttivo, commerciale e finanziario sar\u00e0 messo in ginocchio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inizialmente il conflitto aveva una dimensione territoriale, con un rischio espansivo limitato, sebbene i propositi di Nato-Usa erano stati prefabbricati e avessero obiettivi pi\u00f9 estesi. Col passare dei mesi, l\u2019obiettivo dell\u2019Occidente \u00e8 emerso nella sua evidenza, il dissanguamento della Russia e a caduta l\u2019indebolimento della Cina. In parallelo, da una dimensione circoscritta la guerra \u00e8 diventata <em>mondiale<\/em>, seppure con proprie caratteristiche e una bassa intensit\u00e0 militare rispetto a quelle precedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019avvio delle ostilit\u00e0, la narrazione mediatica esaltava la forza dell\u2019esercito russo, <em>ben armato e strutturato<\/em>. Dell\u2019economia russa veniva invece rimarcata la <em>fragilit\u00e0<\/em> di fondo, che l\u2019avrebbe fatta crollare sotto il peso delle sanzioni. L\u2019Ucraina, in buona sostanza, sarebbe stata travolta sul piano militare, mentre la Russia su quello economico. Le carte si sono invece ribaltate, una doppia sorpresa che conferma l\u2019azzardo di ogni previsione e l\u2019inattendibilit\u00e0 della macchina manipolatoria, quando i destinatari trovano tempo per approfondire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli analisti dotati di pensiero critico \u2013 non certo i <em>funzionari<\/em> politici e mediatici di sistema, o i partigiani ideologici \u2013 restano convinti che sar\u00e0 la Russia a prevalere, anche se la forma non \u00e8 prevedibile. L\u2019Ucraina, tuttavia, non \u00e8 stata schiacciata sul piano militare, pur avendo perso (gennaio 2023) il 16 per cento del territorio. Sul fronte opposto, l\u2019economia <em>regge<\/em>, non \u00e8 andata in rovina, il commercio con i paesi non-occidentali \u00e8 sostenuto e, dalla vigilia della guerra, il rublo ha guadagnato l\u20198 per cento sul dollaro e il 18 per cento sull\u2019euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano militare l\u2019Occidente non intende esporsi (lo fa con il sangue e il territorio ucraini) per evitare rappresaglie ed <em>escalation<\/em>, pur fornendo finanziamenti e armamenti che tengono in piedi lo stato ucraino e uccidono soldati russi. In Europa, la guerra danneggia la struttura industriale, causa inflazione e scarsit\u00e0 di energia, aggrava la sua irrilevanza e la sudditanza all\u2019alleato-padrone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo alcuni, con questa <em>operazione militare speciale<\/em> Putin avrebbe commesso un errore storico-sociale, avendo rivitalizzato la morente societ\u00e0 ucraina. Fino all\u2019avvio delle ostilit\u00e0 l\u2019Ucraina aveva il profilo di un paese fallito, in decomposizione. Dal giorno dell\u2019indipendenza (24 agosto 1991) il paese aveva perso 15 milioni di abitanti, sebbene manchino dati ufficiali perch\u00e9 il censimento \u00e8 vietato dal 2001, quale riflesso di un\u2019\u00e9lite che vorrebbe cancellare persino l\u2019esistenza della minoranza russa o russofona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo le iniziali valutazioni del Cremlino, un paese cos\u00ec fragile sotto il profilo identitario sarebbe facilmente crollato, spalancando le porte a <em>santa madre Russia<\/em>, dopo essersi liberato delle bande nazionaliste e para-naziste insediatesi nei suoi apparati politici e militari. Ma ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto. Anzi, lo sviluppo degli eventi ha validato l\u2019assunto che una societ\u00e0 in caduta libera come quella ucraina pu\u00f2 trovare nella guerra un orizzonte identitario che sembrava perso nelle nebbie del tempo, facendo affidamento su risorse esterne, finanziarie e militari. Persino i russi avevano sottovalutato il collante del sentimento nazionalista, oltre che l\u2019impatto degli aiuti occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Va rilevato che tra i diversi protagonisti della guerra, la Russia \u00e8 il paese pi\u00f9 facilmente intellegibile, e a ragione. Todd condivide l\u2019analisi del politologo americano di scuola <em>realista<\/em>, John Mearsheimer, quando osserva che l\u2019esercito ucraino era gi\u00e0 <em>di fatto<\/em> un esercito della Nato (addestrato da statunitensi, britannici e polacchi molto prima del 2014) anche senza la formale adesione di Kiev al Blocco Atlantico. Uno scenario che \u2013 come da Putin affermato fino al giorno precedente l\u2019attacco \u2013 la Russia non avrebbe tollerato. Le mosse di Mosca sono chiare, essendo motivate da ragioni difensive e preventive. Mearsheimer aggiunge tuttavia che le difficolt\u00e0 dell\u2019esercito russo non dovrebbero indurre a rallegrarsi, poich\u00e9 questa guerra ha per Mosca un valore esistenziale. Se crescono le sofferenze, cresce in parallelo l\u2019intensit\u00e0 della sua reazione, e dunque una possibile escalation<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/30\/guerra-in-ucraina-profili-strategici-e-divisioni-valoriali\/#_ftn3\">[3]<\/a> persino nucleare (un rischio su cui gli incoscienti <em>generali\/governo\/produttori di armi<\/em> americani, che manovrano dietro il sipario, sorvolano distrattamente, mentre i paesi europei si eclissano sotto il velo di un\u2019umiliante omert\u00e0): qualora vedesse profilarsi la sconfitta, l\u2019esercito russo procederebbe innanzitutto alla sistematica distruzione delle citt\u00e0 ucraine, a partire dalla capitale, per poi considerare attacchi convenzionali con missili ipersonici fors\u2019anche contro un paese Nato, fino all\u2019uso di un ordigno nucleare tattico (al quale difficilmente gli Usa reagirebbero, per non rischiare a loro volta di diventare bersagli della controreazione russa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta di un\u2019analisi che Todd considera corretta, sebbene le riflessioni di Mearsheimer meritino un\u2019aggiunta: questo conflitto aveva inizialmente caratteristiche esistenziali solo per Mosca. Esso \u00e8 ora diventato tale anche per Washington, sebbene per ragioni diverse, imprigionando i due antagonisti in una spirale senza apparente via d\u2019uscita. La Russia, come rilevato, non pu\u00f2 essere sconfitta, se non scatenando l\u2019Armageddon. Ora, anche la disfatta dell\u2019Occidente-Ucraina verrebbe percepita dagli Stati Uniti, che ne sono la guida, come una ferita esistenziale. Per Washington le sofferenze non comporterebbero sacrifici territoriali o il rischio di un <em>cambio di regime<\/em> (come in Russia), poich\u00e9 la struttura del corporativismo americano non ne verrebbe comunque scalfita. Le conseguenze sarebbero di natura geostrategica. Se la Russia dovesse prevalere, l\u2019icona di onnipotenza della superpotenza atlantica ne risentirebbe pesantemente, con riflessi diretti sulla sua influenza nel mondo. Gli Usa, infatti, non intendono certo rinunciare allo status imperiale unipolare \u2013 la <em>sola nazione indispensabile, <\/em>B. Clinton, 1999 \u2013 per tornare ad essere una <em>nazione normale<\/em> e contribuire con onest\u00e0 alla soluzione dei problemi del mondo. Decisamente no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In caso di sconfitta dell\u2019Ucraina, dunque, il sistema di potere americano potrebbe scoprirsi esposto e magari percepire i primi cedimenti di quel trono di privilegi sul quale \u00e8 seduto. La guerra non presenta vie d\u2019uscita bilanciate per le due parti. La torta sar\u00e0 divisa in modo ineguale, con riflessi imprevedibili sul resto del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo le dichiarazioni ufficiali, Francia e Germania erano convinte che la Russia mai avrebbe trovato il coraggio d\u2019invadere l\u2019Ucraina, mentre americani, inglesi e polacchi stavano lavorando proprio perch\u00e9 ci\u00f2 avvenisse. Non ne abbiamo evidenza, ma \u00e8 presumibile, riflette Todd, che i due paesi non abbiano considerato seriamente tale ipotesi, sebbene le recenti dichiarazioni (<em>comode<\/em> e <em>tardive<\/em>) di Hollande e Merkel (i quali nel 2014 guidavano i rispettivi governi) \u2013 che gli accordi di Minsk (che avrebbero sancito l\u2019autonomia linguistica nel Donbass sotto sovranit\u00e0 ucraina) erano solo un espediente per guadagnare tempo<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/30\/guerra-in-ucraina-profili-strategici-e-divisioni-valoriali\/#_ftn4\">[4]<\/a> e consentire all\u2019Ucraina di armarsi in vista di un conflitto con la Russia \u2013 lascerebbero supporre il contrario. A tale riguardo, \u00e8 amaro prendere atto della fredda violazione del diritto internazionale da parte di un paese, la Francia, membro del Consiglio di Sicurezza (CdS) delle Nazioni Unite con diritto di veto, poich\u00e9 gli accordi di Minsk erano stati approvati dalle Nazioni Unite con apposita Risoluzione del CdS<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/30\/guerra-in-ucraina-profili-strategici-e-divisioni-valoriali\/#_ftn5\">[5]<\/a>. Analogo sentimento di riprovazione andrebbe manifestato verso la Germania, a cui piace presentarsi quale campione di integrit\u00e0 morale e rispetto delle leggi. Un altro plateale inganno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D\u2019altra parte, essendo da tempo schiacciate sulle strategie Nato-Usa, le due nazioni non dispongono della libert\u00e0 necessaria di gestire gli eventi in autonomia: il destino del conflitto (e dei suoi riflessi sistemici) si trova dunque nelle mani del <em>tetra-potere <\/em>Washington (Nato)-Londra-Varsavia-Kiev: il primo guida le danze, gli altri sono attori non protagonisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Todd rileva poi che su un punto le riflessioni di Mearsheimer sono meno convincenti, poich\u00e9 da buon americano sopravvaluta il suo paese quando spiega che gli Stati Uniti potrebbero digerire anche questa sconfitta, dopo quelle in Vietnam, Afghanistan e per certi versi Iraq e Siria, e che dunque \u2013 come menzionato \u2013 il conflitto in Ucraina abbia un valore esistenziale solo per Mosca, mentre per Washington non sarebbe altro che un <em>divertissement<\/em> utile a riempire ancor pi\u00f9 le tasche dei produttori di armi, gi\u00e0 ricchi per conto loro. I rapporti cruciali di potere, conclude Mearsheimer, non verrebbero sconvolti nemmeno da tale eventuale sconfitta. A suo avviso, in buona sostanza, il postulato della geopolitica americana \u00e8 basato sull\u2019assunto seguente: <em>gli Stati Uniti possono fare quel che vogliono perch\u00e9 sono al sicuro, geograficamente lontani da ogni minaccia, protetti da due oceani. Dunque, non succeder\u00e0 mai nulla<\/em>, poich\u00e9 agli occhi dell\u2019impero <em>nulla<\/em> \u00e8 davvero <em>esistenziale<\/em>. Secondo Todd tale asserzione \u00e8 erronea, e sarebbe sbagliato per gli Stati Uniti (qui intesi come apparati militari-industriali e la cuspide corporativa, non i 330 milioni di cittadini, affetti da un diffuso analfabetismo politico) perseverare nell\u2019autoconvincimento d\u2019onnipresenza. Essi dovrebbero invece cambiare registro e prendere atto, tra le altre cose, della solidit\u00e0 dell\u2019economia <em>materiale<\/em> russa (gas, petrolio e materie prime indispensabili al mondo) e della fragilit\u00e0 di quella <em>immateriale<\/em> fondata in parte eccessiva su valori cartacei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se Mosca resistesse all\u2019impianto sanzionatorio dell\u2019Occidente, generando benefici anche per il mondo emergente, sempre pi\u00f9 infastidito dal costo di guerre <em>occidentali<\/em> che non lo riguardano, essendo alle prese con altre priorit\u00e0 (lotta a povert\u00e0 e sottosviluppo), e se anche l\u2019economia europea uscisse strutturalmente deteriorata dal conflitto, la capacit\u00e0 dell\u2019America di controllare monete e finanza ne risentirebbe drammaticamente. Con la difficolt\u00e0 a sostenere un\u2019economia <em>di carta<\/em> e l\u2019enorme deficit commerciale, gli Usa potrebbero dover fronteggiare l\u2019inizio di un declino economico\/politico\/militare, mentre il mondo vedrebbe l\u2019affermarsi di un crescente multipolarismo. Il terreno perso dall\u2019uno verrebbe conquistato dall\u2019altro, nel tragico gioco a somma zero. Su tale palcoscenico, cinesi, indiani e sauditi, tra gli altri, nascondono a malapena la loro esultanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Putin e il passato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esercito russo \u00e8 stato forse sopravvalutato, ma esso resta tuttavia solido e ben equipaggiato. Putin d\u2019altro canto pu\u00f2 contare anche su altro. Gli anni \u201990 furono un periodo d\u2019inenarrabili sofferenze. Con la presidenza Putin, uno dei pochi collaboratori non corrotti si cui Yeltsin poteva contare, il paese \u00e8 tornato alla stabilit\u00e0 e alla crescita, recuperando sicurezza e benessere. Sono scesi i tassi di suicidi e omicidi, insieme alla mortalit\u00e0 infantile, oggi sotto quella americana. Nella mente e nella prassi del popolo, Putin incarna tale percorso di recupero. Nel paese non manca chi giudica sbagliata la scelta della guerra, ma la maggioranza concorda con il presidente che questa <em>operazione<\/em> <em>militare<\/em> <em>speciale<\/em> sia un conflitto di natura difensiva. Inoltre, la buona tenuta del sistema economico accresce la fiducia di poter fronteggiare egregiamente <em>l\u2019Occidente collettivo<\/em>, ovvero <em>Stati Uniti e vassalli europei<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I russi, rileva Todd, hanno rispetto per il popolo e l\u2019esercito ucraini, la cui resistenza avrebbe una spiegazione semplice: <em>essi sono coraggiosi come i russi, mai gli occidentali combatterebbero cos\u00ec bene!<\/em> Putin punta alla vittoria, ma mira anche al mantenimento della stabilit\u00e0 sociale, e la prima ne \u00e8 il presupposto. La Russia combatte con uno sguardo al principio del risparmio, di uomini innanzitutto, perch\u00e9 il paese \u00e8 alle prese con un drammatico calo demografico, la fertilit\u00e0 per donna essendo di 1,5 figli (2,1 \u00e8 quella minima per non far scendere la popolazione). Se la guerra durer\u00e0 <em>cinque anni<\/em>, una durata normale per <em>un conflitto mondiale<\/em>, occorre allora preservare al massimo la vita dei soldati, futuri padri-famiglia. Sorprende che al governo ucraino tale aspetto importi meno, mandando i soldati allo sbaraglio con scarsa considerazione: il ripiegamento russo a Kherson, dopo quelli a Kharkiv e Kiev, citt\u00e0 non strategiche, trova spiegazione anche in questa logica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il governo di Mosca non nasconde l\u2019auspicio che le economie europee vengano <em>esaurite<\/em>, poich\u00e9 esse <em>sono fragili, esposte sull\u2019energia e guidate da governi non sovrani<\/em>. La strategia russa \u00e8 dunque intellegibile perch\u00e9 basata su una logica razionale, seppure <em>dura<\/em>, per usare l\u2019aggettivo di Todd, mentre le incognite sarebbero altrove. Secondo alcuni critici, Mosca non avrebbe ragione a definire il conflitto ucraino come <em>una guerra difensiva<\/em>, poich\u00e9 nessun paese ha tentano d\u2019invadere la Russia. Secondo Todd, tuttavia, uno sguardo alla mappa del mondo evidenzia l\u2019accerchiamento al quale la Federazione deve far fronte. Basi militari, dispiegamento di missili, navi, sommergibili Nato-Usa, tutti convergono sul territorio russo, un assedio iniziato ben prima del 24 febbraio 2022. Mentre le trincee dei due eserciti in guerra si trovano a 8400 chilometri da Washington, esse sono invece a soli 130 chilometri dal confine russo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La dimensione mondiale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 75% dei paesi membri delle Nazioni Unite non applica le sanzioni dell\u2019Occidente a guida Usa (rappresentanti 6,5 miliardi di persone i primi, 1,5 miliardi i secondi). I media occidentali si mostrano al riguardo tragicamente diversivi, oltre che divertenti, quando fanno rimarcare l\u2019<em>isolamento<\/em> <em>della<\/em> <em>Russia<\/em> sul piano internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Jaishankar, ex-ministro indiano degli Affari Esteri (nel suo libro <em>The India Way<\/em>), pubblicato poco prima del febbraio 2022, ritiene che il confronto Cina-Stati Uniti, sulla scorta della <em>debolezza<\/em> di questi ultimi, dar\u00e0 pi\u00f9 spazio a paesi come l\u2019India e altri, ma non gli europei. Molti paesi hanno preso atto del pur <em>relativo<\/em> declino statunitense, ma non Europa e Giappone. Ci\u00f2 avviene, riflette Todd, perch\u00e9 un riflesso del ritracciamento imperiale \u00e8 la necessit\u00e0 di rafforzare la presa sui paesi-colonie. Ne <em>La Grande Scacchiera<\/em> Brzezi\u0144ski ripercorre le tappe della formazione dell\u2019impero americano al termine del secondo conflitto mondiale con la sconfitta\/conquista di Germania e Giappone, divenuti da allora <em>protettorati<\/em> (questi dispongono di governi <em>formalmente<\/em> <em>autonomi<\/em>, diversamente dalle colonie, che sono invece guidate da governatori nominati). I primi a perdere l\u2019autonomia furono inglesi e australiani (e ancor prima i canadesi). All\u2019interno dell\u2019anglosfera l\u2019intreccio funzionale \u00e8 tale che le loro \u00e9lite politiche, mediatiche e accademiche sono ormai integrate nell\u2019universo valoriale americano. Il continente europeo \u00e8 parzialmente protetto dalle lingue nazionali, ma la sua cessione di sovranit\u00e0 \u00e8 stata comunque profonda e nelle condizioni date \u00e8 irreversibile. Solo pochi anni orsono, valutando l\u2019inopportunit\u00e0 della guerra in Iraq, a Chirac, Schr\u00f6der e Putin era consentito organizzare conferenze-stampa congiunte, esprimendosi in modo critico. Un tale scenario \u00e8 oggi fantascienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcuni analisti fanno notare che il Pil (Prodotto interno lordo) della Russia \u00e8 inferiore a quello della Spagna e dunque potere economico e capacit\u00e0 di resistenza sono sopravvalutate. Anche a tale riguardo, annota Todd, la guerra \u00e8 un grande rivelatore. Il Pil combinato di Russia e Bielorussia rappresenta solo il 3,3% di quello dei paesi occidentali (Stati Uniti, Anglosfera, Europa, Giappone, Corea del Sud), sulla carta dunque incomparabile. Ci\u00f2 induce a chiedersi come possa la Russia far fronte a un conflitto cos\u00ec gravoso, continuando a produrre armi sofisticate senza ridurre il benessere dei cittadini.\u00a0 La spiegazione \u00e8 legata alla struttura <em>materiale<\/em> dell\u2019economia russa, la cui natura \u00e8 messa in ombra dalla narrazione occidentale. Il Pil \u00e8 una misura fittizia della produzione. Se a quello degli Stati Uniti si sottrae l\u2019enorme spesa sanitaria, la <em>ricchezza prodotta<\/em> da avvocati, il costo dei penitenziari (i pi\u00f9 affollati al mondo), i servizi pagati con carta-moneta, il <em>prodotto<\/em> di 20.000 accademici-economisti con stipendi di 120.000 dollari, emerge all\u2019evidenza che una parte cospicua del Pil statunitense \u00e8 solo <em>vapore acqueo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra in Ucraina ci obbliga a guardare con maggior attenzione all\u2019economia reale, secondo la quale la vera ricchezza di una nazione \u00e8 costituita dalla capacit\u00e0 di produrre. Sulla base di tale postulato, l\u2019economia russa \u00e8 quanto mai solida. Nel 2014, sono state adottate le prime serie sanzioni contro la Russia. Da allora, la produzione di grano \u00e8 passata da 40 milioni di tonnellate a 90 nel 2020. Negli Stati Uniti, grazie alle politiche neoliberiste, dal 1980 al 2020 la produzione di grano \u00e8 scesa da 80 a 40 milioni di tonnellate. La Russia \u00e8 diventata anche il pi\u00f9 grande esportatore di centrali nucleari. Nel 2007, secondo gli americani, la Russia era in tale stato di disfacimento che anche la sua forza militare e nucleare ne avrebbe risentito profondamente. Oggi Mosca dispone di missili ipersonici, anche nucleari, pi\u00f9 potenti di quelli americani e mostra una straordinaria capacit\u00e0 di crescere e adattarsi. Quando si vuole irridere alle economie centralizzate, se ne enfatizza la rigidit\u00e0, e quando si vuol glorificare il capitalismo, se ne loda la flessibilit\u00e0. Bene. Per garantire flessibilit\u00e0 a un sistema economico sono necessari adeguati meccanismi di mercato, finanziari e monetari. Ma prima ancora \u00e8 necessario disporre di forza lavoro e competenze. La popolazione degli Stati Uniti \u00e8 oltre il doppio di quella della Russia (2,2 volte nelle fasce di et\u00e0 studentesche). Tuttavia, con percentuali comparabili di giovani nell\u2019istruzione superiore, negli Stati Uniti il 7% studia ingegneria, in Russia il 25%. Con un numero 2,2 volte inferiore di studenti, i russi formano il 30% in pi\u00f9 di ingegneri. Gli Stati Uniti cercano di attrarre studenti stranieri, che sono per lo pi\u00f9 indiani o cinesi, un numero peraltro in diminuzione. Uno dei dilemmi paradossali della loro economia riguarda la competizione strategica con la Repubblica Popolare Cinese, che viene affrontata importando professionisti qualificati proprio dalla Cina. Quanto alla Russia, essa riproduce sotto tale profilo il modello cinese, poich\u00e9 i settori fondamentali della sua economia sono controllati dallo stato, che tiene a bada in tal modo la pervasivit\u00e0 del corporativismo internazionale (e dunque americano-centrico). In buona sostanza, Putin accetta le regole del mercato, ma si riserva la facolt\u00e0 d\u2019intervento dello stato a garanzia degli interessi collettivi e dunque anche, per quanto riguarda la guerra, della formazione professionale di maestranze essenziali allo sviluppo industriale, civile e militare del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcuni in Russia reputano che V. Putin abbia fatto cattivo uso delle risorse disponibili, perch\u00e9 l\u2019economia resterebbe debole e dipendente dall\u2019esterno. Se cos\u00ec fosse, invero, la guerra non sarebbe nemmeno iniziata, elabora Todd. Ci\u00f2 che rende incerto l\u2019esito del conflitto \u00e8 semmai il rapporto tra tecnologie militari avanzate e produzioni di massa. Certo, gli Stati Uniti dispongono di armi sofisticate, che sono poi quelli che consentono all\u2019esercito ucraino di resistere. Tuttavia, in una guerra di logoramento che coinvolge ampie risorse umane e materiali, la differenza si misurer\u00e0 sulla maggiore disponibilit\u00e0 di armamenti di fascia medio-bassa. Nell\u2019attuale globalizzazione fondata sul profitto a ogni costo, l\u2019Occidente ha delocalizzato molte attivit\u00e0 industriali, comprese quelle militari o legate alla sicurezza. L\u2019esito della guerra dunque si giocher\u00e0 sulla capacit\u00e0 di produrre armamenti in quantit\u00e0 costante ed elevata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Epilogo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Occidente il conflitto viene presentato anche come una battaglia per la difesa di valori politici (<em>democrazia<\/em> contro <em>autocrazia<\/em>), mentre per la Russia, e non solo, esso ha una valenza antropologica, oltre che geopolitica. La Russia si \u00e8 formata su strutture e valori centrati sul comunitarismo e la famiglia, che sopravvivono tuttora, sebbene in forma moderna. Il patriottismo russo sorge dal subconscio di una nazione che s\u2019identifica con la struttura famigliare, in prevalenza di tipo patri-lineare, dove il genere maschile copre un ruolo centrale. Essa fa fatica ad aderire a quelle innovazioni di genere accettate in Occidente (la Duma ha approvato una legislazione assai restrittiva in merito). Se sotto il profilo della tolleranza sociologica si tratta di una postura discutibile, il 75% del pianeta condivide per\u00f2 tale centralit\u00e0 patri-lineare ed \u00e8 dunque simpatetica con le posizioni russe. Per il non-Occidente, la Russia esprime valori conservatori, ma rassicuranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano geopolitico contano molto le disponibilit\u00e0 di energia, il potere militare, la produzione industriale e di armamenti, e via dicendo. Ad essa va tuttavia abbinata la dimensione ideologica e culturale, il <em>soft power<\/em>. L\u2019Urss \u00e8 stata una formidabile calamita per tutela politica, militare e ideologica, influenzando numerosi paesi, anche occidentali, italiani, francesi, cinesi, vietnamiti, sudamericani, e via dicendo. Il comunismo era per\u00f2 osteggiato nel mondo musulmano per il suo ateismo e ispirava scarsa simpatia in un paese come l\u2019India (a parte il Bengala occidentale e il Kerala), che avrebbe dovuto essere attratto dalla <em>calamita<\/em> socialista. Ecco, al confronto, la Russia odierna, erede della statualit\u00e0 sovietica, sembrerebbe disporre di armi di seduzione pi\u00f9 efficaci, perch\u00e9 si \u00e8 riposizionata quale grande potenza anticolonialista, ma allo stesso tempo patri-lineare e conservatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli americani accusano di tradimento l\u2019Arabia Saudita perch\u00e9 contraria ad aumentare la disponibilit\u00e0 di petrolio diminuita a causa del conflitto, schierandosi di fatto con Mosca. Nella Russia odierna, invero, i sauditi vedono non solo cointeressenze, ma anche una possibile condivisione di valori conservatori. La guerra in Ucraina, in definitiva, ha accelerato l\u2019affermarsi di un multipolarismo sia politico-economico che culturale. Essa ha aperto la strada ad accostamenti di natura antropologica tra nazioni <em>resistenti<\/em> all\u2019impero unipolare, con riflessi ora poco intellegibili, ma che allargheranno ancor pi\u00f9 il fossato da un Occidente destinato a non essere pi\u00f9 il <em>cuore del mondo<\/em>.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/30\/guerra-in-ucraina-profili-strategici-e-divisioni-valoriali\/#_ftnref1\">[1]<\/a> https:\/\/www.lefigaro.fr\/vox\/monde\/emmanuel-todd-la-troisieme-guerre-mondiale-a-commence-20230112<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/30\/guerra-in-ucraina-profili-strategici-e-divisioni-valoriali\/#_ftnref2\">[2]<\/a> https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-alberto_bradanini__come_opera_la_macchina_della_propaganda\/39602_48347\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/30\/guerra-in-ucraina-profili-strategici-e-divisioni-valoriali\/#_ftnref3\">[3]<\/a> <a href=\"https:\/\/sputniknews.com\/20230125\/russia-warns-ukraine-against-using-depleted-uranium-shells-1106697682.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Konstantin Gavrilov<\/a>, capo della delegazione russa ai negoziati di Vienna sulla sicurezza militare e il controllo degli armamenti, ha dichiarato all\u2019Osce (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa):<em> Sappiamo che i carri armati Leopard 2, cos\u00ec come i veicoli da combattimento blindati Bradley e Marder, possono utilizzare proiettili all\u2019uranio impoverito<sup><strong>[3]<\/strong><\/sup> in grado di contaminare il terreno, proprio come era accaduto in Jugoslavia e in Iraq. Se Kiev dovesse essere rifornita di tali munizioni per l\u2019utilizzo in mezzi militari pesanti occidentali, lo considereremmo come un attacco con \u2018bombe nucleari sporche\u2019 contro la Russia, con tutte le conseguenze del caso. <\/em>Il governo statunitense e la Nato hanno stoccato in Europa munizioni al berillio e all\u2019uranio impoverito. Il cannone M-242 montato sui Bradley, che secondo <em>Voice of America<\/em>, arriveranno presto in Ucraina, utilizza munizioni all\u2019uranio impoverito (UI), cos\u00ec come i carri britannici Challenger. L\u2019UI \u00e8 stato utilizzato in Afghanistan e in Iraq, nelle munizioni per aerei, carri armati e veicoli da combattimento<sup>[3]<\/sup>, come riporta <a href=\"https:\/\/ivaw.org\/depleted-uranium\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Iraq Veterans Against the War.<\/em><\/a> Durante l\u2019invasione di quel paese, il governo statunitense aveva autorizzato l\u2019uso dei proiettili all\u2019UI anche nei quartieri civili. Il gruppo pacifista olandese Pax ha ottenuto le coordinate dei siti iracheni dove jet e carri armati statunitensi avevano scaricato 10.000 proiettili all\u2019UI nel solo 2003,\u201d\u00a0(<em>The Guardian<\/em>, 2014). Se si tenta di verificare tali informazioni sul sito dell\u2019IKV Pax Christi, una pagina avverte che\u00a0<a href=\"https:\/\/paxvoorvrede.nl\/media\/files\/in-a-state-of-uncertainty.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il sito \u00e8 pericoloso<\/a>\u00a0e potrebbe essere hackerato. In altre parole, le notizie sull\u2019UI in Iraq e Afghanistan, comprese quelle riguardanti gravi danni alla salute delle persone e <a href=\"https:\/\/www.rt.com\/news\/iraq-depleted-uranium-health-394\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u00a0malformazioni neonatali<\/a>, non possono essere di dominio pubblico. Gavrilov, il Ministro degli Esteri Sergey Lavrov e il presidente della Duma, Vyacheslav Volodin, hanno segnalato che la consegna di missili a lunga gittata all\u2019Ucraina <em>porter\u00e0 ad un disastro globale e misure di ritorsione da parte di Mosca con l\u2019uso di armi pi\u00f9 potenti<\/em>. Nelle parole di Gavrilov Mosca <em>intraprender\u00e0 dure azioni di ritorsione<\/em> se il governo statunitense persister\u00e0 nel consegnare a Kiev missili a lungo raggio e munizioni all\u2019uranio impoverito, che la Russia considera alla stregua di bombe nucleare sporche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/30\/guerra-in-ucraina-profili-strategici-e-divisioni-valoriali\/#_ftnref4\">[4]<\/a> https:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2022\/12\/11\/angela-merkel-ricordi-e-bugie-sugli-accordi-di-minsk-0155287<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/30\/guerra-in-ucraina-profili-strategici-e-divisioni-valoriali\/#_ftnref5\">[5]<\/a> https:\/\/press.un.org\/en\/2015\/sc11785.doc.htm<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/30\/guerra-in-ucraina-profili-strategici-e-divisioni-valoriali\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/30\/guerra-in-ucraina-profili-strategici-e-divisioni-valoriali\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Alberto Bradanini) In un acuto articolo reperibile sulla rete[1], l\u2019antropologo francese Emmanuel Todd ha sviluppato alcune riflessioni sugli accadimenti ucraini che andrebbero valutate da chi dispone del potere di evitare che questa guerra ci conduca nel baratro. Di seguito i punti cruciali delle riflessioni di Todd, con commenti a margine di chi scrive, quando non diversamente indicato, tenendo a mente che le rappresentazioni della narrazione dominante non sorgono da quel ramo del&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":58069,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/La_Fionda.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-k0L","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76927"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76927"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76927\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76928,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76927\/revisions\/76928"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76927"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76927"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76927"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}