{"id":76942,"date":"2023-01-31T09:30:30","date_gmt":"2023-01-31T08:30:30","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76942"},"modified":"2023-01-30T19:44:31","modified_gmt":"2023-01-30T18:44:31","slug":"chi-e-senza-peccato-anche-biden-ha-le-sue-carte-segrete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76942","title":{"rendered":"Chi \u00e8 senza peccato\u2026 Anche Biden ha le sue carte segrete"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di STRISCIA ROSSA (Massimo Cavallini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-76943\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/joe-biden-presidente-stati-uniti-america-agenzia_fotogramma_ipa35693468-768x512-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/joe-biden-presidente-stati-uniti-america-agenzia_fotogramma_ipa35693468-768x512-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/joe-biden-presidente-stati-uniti-america-agenzia_fotogramma_ipa35693468-768x512-1.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In altri tempi \u2013 tempi, chiamiamoli cos\u00ec, \u201cnormali\u201d \u2013 la notizia non avrebbe di certo conosciuto l\u2019onore delle prime pagine. Probabilmente, anzi, neppure sarebbe stata ritenuta tale. E questo, ci si pu\u00f2 scommettere, al punto da non meritare neanche il famoso \u201ctrafiletto\u201d in cronaca \u2013 \u201csvaligiati nell\u2019hotel Watergate gli uffici del Democratic National Commitee\u201d \u2013 che nell\u2019Anno del Signore 1972 dette il l\u00e0, in clamoroso crescendo, a quello che resta, non solo negli Stati Uniti, lo scandalo politico per antonomasia. Ma questi, negli USA, non sono in alcun modo tempi normali. Meglio ancora: negli Stati Uniti d\u2019America i tempi di una \u201cnormalit\u00e0\u201d marcata dai ritmi e dalle abitudini d\u2019una solida democrazia bipartitica sono da tempo finiti. Ed il fatto che, lo scorso novembre, nel \u201cripulire\u201d gli uffici del Penn Biden Center for Diplomacy and Global Engagement \u2013 un \u201cthink-tank\u201d dedicato ai problemi di politica estera a suo tempo presieduto dall\u2019attuale presidente \u2013 siano stati ritrovati alcuni documenti riservati (\u201cclassified\u201d, ovvero: concernenti la sicurezza nazionale e, pertanto, di rigorosa propriet\u00e0 del governo) ha immediatamente suscitato un frastuono mediatico di colossali dimensioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molto semplice e, al tempo stesso molto astrusa, la ragione di tanto scalpore. Quei documenti \u2013 il cui grado d\u2019importanza \u00e8 ancora tutto da valutare \u2013 sono calati sulle scene politiche nel bel mezzo d\u2019un altro ed analogo scandalo. Quello che, ormai da diversi mesi e con altrettanto frastuono mediatico, \u00e8 scandito dalle indagini sulla montagna cartacea \u2013 in gran parte, per l\u2019appunto, formata da \u201cclassified\u201d o, addirittura \u201ctop-secret documents\u201d \u2013 che, nel lasciare la Casa Bianca nel gennaio del 2021, l\u2019ex presidente Donald Trump, ha artatamente portato con s\u00e9 nella sua residenza di Mar-o-Lago. E pertanto sono, quei documenti, la prova provata di come Joe Biden, attuale presidente, si sia macchiato della medesima colpa rinfacciata al suo predecessore. Tanto pi\u00f9 se si considera che alla prima scoperta negli uffici del Center for Diplomacy, situati nell\u2019Universit\u00e0 di Pennsylvania, altre ne sono seguite, in una sorta di studiato stillicidio, nella residenza privata di Biden in Delaware ed in altri luoghi da lui frequentati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Cos\u00ec fan tutti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cCos\u00ec fan tutti\u201d \u00e8 prevedibilmente stato il non propriamente mozartiano ritornello intonato dai repubblicani. Il tutto, ovviamente, con l\u2019ignominiosa aggravante, per il presidente in carica, delle parole (\u201cassolutamente irresponsabile\u201d) con le quali \u2013 scagliando l\u2019evangelica prima pietra \u2013 Biden aveva, quando ancora il \u201csuo\u201d scandalo non era venuto alla luce, bollato il comportamento del predecessore. Scandalo copre scandalo, vuole un\u2019antica legge della politica. Ed \u00e8 sempre il secondo arrivato che \u2013 in termini di percezione ed a prescindere dalla realt\u00e0 dei fatti \u2013 \u00e8, agli occhi della pubblica opinione, il pi\u00f9 esposto e visibile. Sicch\u00e9 \u2013 mentre in sordina continuano le indagini sui documenti di Mar-o-Lago \u2013 \u00e8 Joe Biden a trovarsi oggi sul tavolo degli imputati. Stessa colpa \u2013 l\u2019indebita appropriazione di documenti di propriet\u00e0 del governo che, per legge, dovevano esser consegnati agli Archivi Nazionali \u2013 stesso trattamento. Cos\u00ec come a suo tempo aveva nominato uno \u201cSpecial Counsel\u201d per accertare la verit\u00e0 dei fatti nel caso di Donald Trump, Il segretario alla Giustizia (o Attorney General) Merrick Garland non ha esitato, in un\u2019ammirevole prova di equidistanza, a nominarne un altro un altro nel caso dei documenti trovati in possesso del presidente in carica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno \u201cSpecial Counsel\u201d per uno non fa male a nessuno, verrebbe da dire. Anche se, volendo parafrasare il George Orwell di \u201cAnimal Farm\u201d \u2013 che a sua volta, com\u2019\u00e8 noto, parafras\u00f2 la splendida frase d\u2019apertura della Dichiarazione d\u2019Indipendenza \u2013 va da s\u00e9 che, se tutti i furti di documenti \u201cclassified\u201d sono stati creati uguali, alcuni sono molto pi\u00f9 uguali degli altri. O, fuor di metafora: anche se tra i peccati che si presume siano stati commessi da Donald Trump e quelli che si presume siano stati commessi da Joe Biden corre, in effetti, la stessa differenza che separa la notte dal giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Come il giorno e la notte<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Venendo ai fatti. Nella \u201cnotte\u201d di Donald Trump, i documenti trafugati \u2013 ovvero, presi dalla Casa Bianca ed artatamente, consapevolmente trasferiti nella magione di Mar-o-Lago \u2013 sono diverse centinaia. Nel \u201cgiorno\u201d di Joe Biden sono una appena ventina (anche se di quando in quando ne spuntano, qua e l\u00e0, di nuovi). Nella notte di Donald Trump sono stati gli Archivi Nazionali, accortisi della scomparsa, a reclamare all\u2019ex presidente la restituzione del maltolto, ricevendo dal medesimo nella migliore de circostanze, risposte parziali, false dichiarazioni sempre accompagnate da arroganti (e molto trumpianamente ridicole) rivendicazioni di diritto alla propriet\u00e0 dei documenti in questione. In sostanza: Trump sostiene di non aver commesso alcuna illegalit\u00e0 perch\u00e9 quei documenti sono stati tutti da lui, nelle sue vesti di presidente in carica, regolarmente \u201cdeclassificati\u201d. Declassificati come, dove, quando e perch\u00e9? La legge, \u00e8 vero, assegna al presidente in carica tanto il potere di \u201cclassificare\u201d, quanto quello di \u201cdeclassificare\u201d documenti. Ma il tutto deve, com\u2019\u00e8 ovvio, esser fatto attraverso procedure, identificabili decisioni delle quali non v\u2019\u00e8, nei record della Casa Bianca, traccia alcuna. Trump sembra evidentemente convinto che basti il suo sovrano ed non dichiarato desiderio per cambiare la natura d\u2019ogno atto governativo. Roba da ridere e da piangere, come quasi sempre accade quando Donald Trump \u00e8 il protagonista in scena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come siano alla fine andate le cose, \u00e8 risaputo. Di fronte alla resistenza, alle menzogne ed al tira e molla dell\u2019ex-presidente, il Dipartimento alla Giustizia \u00e8 stato infine costretto (letteralmente tirato per i capelli) a chiedere l\u2019autorizzazione \u2013 date le circostanze concessa senza esitazioni da un giudice che dal medesimo Trump era stato nominato \u2013 per una ispezione del FBI che, realizzatasi mesi fa con tutte le garanzie di legge, ha portato al ritrovamento d\u2019una notevole quantit\u00e0 di nuovi e documenti (tutti naturalmente declassificati con la sola forza del pensiero dall\u2019uomo che ha governato la pi\u00f9 grande potenza del pianeta tra il 2016 ed il 2020).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Anche Mike Pence<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutt\u2019altra \u00e8, invece, la storia nel \u201cgiorno\u201d di Joe Biden. In questo caso i documenti in questione sono stati casualmente ritrovati dai legali del presidente e sono stati d\u2019acchito consegnati agli Archivi Nazionali. I quali hanno a loro volta riferito il caso al Dipartimento alla Giustizia che, come detto, ha immediatamente nominato un ispettore \u2013 ispettore al quale Biden ha assicurato piena collaborazione \u2013 per indagare sul caso. Come e perch\u00e9 quei documenti siano finiti nel Biden Center o nella residenza privata di Biden, non \u00e8 chiaro. N\u00e9 \u00e8 chiaro quale sia la reale importanza di quelle carte. Lo Special Counsel nominato da Garland dar\u00e0, prima o poi, una risposta a questa domanda. Ma di primo acchito il tutto sembra il prodotto d\u2019un antico problema che, negli USA, concerne la classificazione di documenti. In estrema sintesi: negli Stati Uniti si classifica troppo e si protegge troppo poco il classificato. Ogni anno, calcolano gli esperti in materia, sono almeno cinque milioni i documenti dichiarati \u201criservati\u201d. E questo mare di carta finisce poi, macinato dalla politica istituzionale, per disperdersi in mille rivoli senza adeguati controlli. Giusto tre giorni fa, anche l\u2019ex vicepresidente di Donald Trump, Mike Pence, ha dichiarato di aver ritrovato nella sua abitazione alcuni di questi documenti \u201criservati\u201d. A quanto pare non esiste negli USA, in materia di possesso di \u201cclassified documents\u201d alcuna forma di innocenza. Chiunque \u2013 ed a qualunque titolo \u2013 faccia politica, consciamente o inconsciamente ne nasconde qualcuno nella soffitta di casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Venendo al dunque: quello che \u2013 a fronte d\u2019un medesimo peccato \u2013 divide la notte di Donald Trump dal giorno di Joe Biden \u00e8 con tutta evidenza il dolo. Del tutto e sfacciatamente ovvio \u2013 dominante verrebbe da dire \u2013 nel caso di Trump. In apparenza del tutto assente in quello di Biden. I documenti ritrovati in Pennsylvania e poi nella casa di Biden in Delaware sembrano, a prima vista, il prodotto di traslochi mal organizzati. I documenti di Mar-o-Lago ricordano invece la classica storia criminale del contabile che, licenziato \u2013 licenziato dal popolo americano nel caso di Trump \u2013 si porta a casa carte segrete per potersi poi vendicare, ricattandolo, del suo ex datore di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La corsa alla rielezione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come finir\u00e0 tutto questo? Difficile dirlo. E soprattutto: in che misura, prima che tutto questo finisca, la popolarit\u00e0 (o impopolarit\u00e0) di Joe Biden verr\u00e0 colpita dallo scandalo? In che misura quei \u201ctraslochi mal organizzati\u201d, influiranno sulla sua \u2013 ancora non dichiarata ma, pare, assai probabile \u2013 corsa alla rielezione (o alla rielezione di qualsivoglia altro candidato democratico)? Probabilmente \u2013 come indica un primo sguardo ai sondaggi \u2013 molto poco. Gli indici di gradimento del presidente in carica (da sempre bassini) oscillavano tra il 40 ed il 43 per cento prima del ritrovamento dei documenti e l\u00ec sono grossomodo rimasti in virt\u00f9 d\u2019una polarizzazione politica ormai giunta alla sclerosi. Non solo i contrapposti scandali, ma neppure il voto sembra, ormai, in grado cambiare le relazioni ed i comportamenti politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si prenda il caso delle elezioni di met\u00e0 mandato. I repubblicani le hanno a tutti gli effetti perse. E perse in virt\u00f9 del fatto che, nonostante un panorama politico straordinariamente favorevole, hanno, per cos\u00ec dire, pagato nelle urne il fio del proprio estremismo trumpista, della propria sempre pi\u00f9 ovvia natura antidemocratica. Dovevano, i repubblicani, conquistare, in una storica \u201condata rossa\u201d e con inattaccabili maggioranze, entrambi i rami del congresso. Hanno infine perso un seggio nel Senato e raggiunto, alla Camera, un\u2019assai rachitica maggioranza. Eppure \u2013 come testimoniano le vicende che hanno tortuosamente portato alla elezione del nuovo \u201cSpeaker of the House\u201d, Kevin McCarthy \u2013 \u00e8 oggi, in questa rachitica maggioranza, proprio l\u2019ala pi\u00f9 estremista, quella che con pi\u00f9 evidenza ha perso le elezioni, a controllare il gioco politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quale sar\u00e0 questo gioco, non \u00e8 ancora dato sapere. Di certo sar\u00e0 \u2013 al di l\u00e0 degli esiti degli scandali \u2013 un gioco al massacro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.strisciarossa.it\/chi-e-senza-peccato-anche-biden-ha-le-sue-carte-segrete\/\">https:\/\/www.strisciarossa.it\/chi-e-senza-peccato-anche-biden-ha-le-sue-carte-segrete\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STRISCIA ROSSA (Massimo Cavallini) In altri tempi \u2013 tempi, chiamiamoli cos\u00ec, \u201cnormali\u201d \u2013 la notizia non avrebbe di certo conosciuto l\u2019onore delle prime pagine. Probabilmente, anzi, neppure sarebbe stata ritenuta tale. 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