{"id":76981,"date":"2023-02-03T09:31:35","date_gmt":"2023-02-03T08:31:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76981"},"modified":"2023-02-03T10:27:22","modified_gmt":"2023-02-03T09:27:22","slug":"un-anno-di-guerra-in-ucraina-riepilogo-ragionato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=76981","title":{"rendered":"UN ANNO DI GUERRA IN UCRAINA (RIEPILOGO RAGIONATO)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ITALIA E IL MONDO (Roberto Buffagni)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Linee-guida1_12lug17.jpg\" \/><\/p>\n<div class=\"entry clearfix\">\n<h1>Un anno di guerra in Ucraina<\/h1>\n<h2>Riepilogo ragionato del conflitto fino all\u2019attuale quarta fase,\u00a0<u>trasformativa<\/u>, della guerra<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo scritto ripercorro, con la massima brevit\u00e0 e chiarezza, il percorso e le dinamiche strategiche che hanno condotto alla presente quarta fase della guerra in Ucraina, una fase che ritengo\u00a0<u>trasformativa<\/u>. Non inserisco note tranne una, relativa a un significativo studio della RAND Corp., pubblicato mentre elaboravo questo testo, a fine gennaio 2023. Chi desidera informarsi sulle mie analisi precedenti, e trovare la documentazione dei fatti e delle interpretazioni a cui qui mi riferisco, pu\u00f2 visitare i siti\u00a0<strong>italiaeilmondo.com<\/strong>\u00a0e l\u2019<strong>antidiplomatico.it<\/strong>, inserendo nella funzione di ricerca il mio nome e la parola \u201cUcraina\u201d, e\/o le altre parole chiave presenti nel testo.<\/p>\n<p>Ringrazio sentitamente il generale Marco Bertolini, lo storico Giacomo Gabellini, e il responsabile del sito italiaeilmondo.com Giuseppe Germinario, che mi hanno usato la bont\u00e0 di leggere in bozza questo testo e consigliarmi. Ovviamente \u00e8 solo mia la responsabilit\u00e0 dei difetti e dei limiti dell\u2019articolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Eziologia della guerra in Ucraina. Natura e scopi della guerra dai punti di vista russo e occidentale.<\/strong><\/p>\n<p>Sull\u2019eziologia della guerra in Ucraina condivido l\u2019interpretazione storica del prof. John Mearsheimer. \u00c8 la conseguenza dell\u2019espansione a Est della NATO, e della volont\u00e0 statunitense di creare un bastione militare occidentale alla frontiera russa, integrando l\u2019Ucraina nella NATO: una strategia che la Federazione russa ha dichiarato assolutamente inaccettabile sin dal Summit NATO di Bucarest 2008 in cui venne annunciata l\u2019intenzione di integrare nell\u2019Alleanza Atlantica Georgia e Ucraina.<\/p>\n<p>Negli anni tra il 2008 e il 2022, gli USA integrano gradualmente l\u2019Ucraina nella NATO, sebbene\u00a0<em>de facto<\/em>\u00a0e non\u00a0<em>de jure<\/em>. Nel 2014 danno impulso alla destabilizzazione del governo in carica e all\u2019insediamento di un governo ucraino a loro favorevole, e negli anni seguenti portano a livello di preparazione e armamento NATO le FFAA ucraine. Nel 2014 la Federazione russa si annette la Crimea, senza conflitto militare. Il 2021 vede una significativa accelerazione del processo di integrazione\u00a0<em>de facto<\/em> dell\u2019Ucraina nella NATO: importanti forniture di armamenti, grandi esercitazioni militari in comune, e nel novembre 2021 rinnovo della convenzione bilaterale USA \u2013 Ucraina che ribadisce la comune intenzione di integrare l\u2019Ucraina nella NATO anche <em>de jure<\/em>.<\/p>\n<p>Secondo questa interpretazione eziologica, dal punto di vista russo la guerra in Ucraina \u00e8 una guerra preventiva in difesa di interessi vitali russi, e non una guerra imperialistica di annessione\/conquista che, se coronata da successo, pu\u00f2 preludere a ulteriori espansioni territoriali russe in Europa. Quest\u2019ultima \u00e8 invece la definizione della natura e degli scopi dell\u2019intervento russo adottata dagli Stati occidentali.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Prima fase della guerra (dal 24 febbraio alla primavera 2022).\u00a0<em>Escalation<\/em>\u00a0militare russa: invasione dell\u2019Ucraina.\u00a0<em>Escalation<\/em>\u00a0politica occidentale: rifiuto di ogni trattativa diplomatica.<\/strong><\/p>\n<p>Nel dicembre 2021 la Federazione russa, che nei mesi precedenti ha schierato alla frontiera ucraina un contingente militare pronto all\u2019intervento, propone agli USA una soluzione diplomatica, nell\u2019insolita forma di bozza di trattato resa pubblica. Le principali richieste russe sono, in sostanza: Ucraina neutrale e applicazione effettuale degli accordi di Minsk per la tutela delle popolazioni russofone del Donbass, dove dal 2014 \u00e8 in corso una guerra civile appoggiata ufficiosamente dai governi ucraino e russo. Gli Stati Uniti non rispondono alla proposta in forma ritenuta soddisfacente dai russi (rinviano, traccheggiano, ricorrono alla \u201c<em>strategic ambiguity<\/em>\u201d).<\/p>\n<p>Il 24 febbraio 2022 la Federazione russa interviene militarmente in Ucraina. Non \u00e8 possibile sapere con certezza perch\u00e9 abbia scelto proprio questo momento. Forse \u2013 ma \u00e8 solo una mia inferenza logica \u2013 perch\u00e9 in base alle informazioni in suo possesso, la Federazione russa ritiene che l\u2019esercito ucraino stia per intervenire in forze contro le milizie del Donbass, schierando poi il grosso delle truppe nelle postazioni difensive fortificate ivi costruite nel corso degli anni, in modo da prevenire il possibile intervento militare russo e renderlo molto pi\u00f9 difficile, costoso, incerto.<\/p>\n<p>I russi intervengono con un contingente militare di circa 180-200.000 uomini, in condizioni di inferiorit\u00e0 numerica di 3:1 circa rispetto all\u2019esercito ucraino, sebbene i manuali tattici prescrivano una proporzione inversa attaccanti\/difensori (almeno 3:1 a favore dell\u2019attaccante, per compensare il vantaggio della difesa). Sviluppano attacchi su cinque direttrici, sia al Sudest, sia al Nordovest dell\u2019Ucraina. Gli attacchi nel Nordovest sono attacchi secondari, un\u2019ampia manovra diversiva volta a fissare truppe ucraine a difesa di Kiev e degli altri centri interessati dalla manovra, per modellare il campo di battaglia nel Sudest, nel Donbass, dove si dirigono gli attacchi principali. Cos\u00ec interpretando la manovra russa aderisco all\u2019articolata interpretazione che ne ha dato \u201cMarinus\u201d, probabilmente pseudonimo del Ten. Gen. (a riposo) Paul Van Riper, Corpo dei Marines, nello studio pubblicato sui numeri di giugno e agosto 2022 della \u201cMarine Corps Gazette\u201d, che ho tradotto in italiano, commentato e pubblicato sui siti citati in apertura.<\/p>\n<p>Nel giro di tre-quattro settimane la manovra diversiva russa ha successo. A fine marzo, le truppe russe che hanno sviluppato gli attacchi secondari nel Nordovest si ritirano, mentre il grosso delle forze russe si schiera in quasi tutto il Donbass, infliggendo pesanti perdite anzitutto materiali all\u2019esercito ucraino grazie alla netta superiorit\u00e0 nella potenza di fuoco d\u2019artiglieria e missilistico. L\u2019azione militare russa evita accuratamente di coinvolgere i civili, non tocca le infrastrutture a doppio uso civile e militare (es., la rete elettrica) e si configura insomma come \u201cdiplomazia armata\u201d: i russi tentano di ottenere, con una moderata pressione militare, gli obiettivi che non hanno raggiunto con la pluriennale, crescente pressione diplomatica.<\/p>\n<p>Fino alla fine di marzo 2022 pare che la \u201cdiplomazia armata\u201d russa possa avere successo: tra il 24 febbraio e la fine di marzo si tengono sette incontri diplomatici tra Russia e Ucraina, e a fine marzo il presidente Zelensky dichiara ufficialmente a media russi indipendenti di essere pronto a trattare la neutralit\u00e0 dell\u2019Ucraina e la soluzione del problema delle popolazioni russofone del Donbass.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Prima\u00a0<em>escalation<\/em>\u00a0politica occidentale<\/strong><\/p>\n<p>Ma il 7 aprile 2022 il Premier britannico Boris Johnson fa visita al presidente ucraino Zelensky, e dichiara ufficialmente che \u201c<em>L\u2019Ucraina ha rovesciato i pronostici\u00a0<\/em>[<em>\u201c<\/em>defied the odds<em>\u201d<\/em>]<em>\u00a0e ha respinto le forze russe alle porte di Kiev, realizzando il pi\u00f9 grande fatto d\u2019armi del 21\u00b0 secolo<\/em>\u00a0\u201c. Da quel momento in poi, cessa ogni rapporto diplomatico tra Ucraina e Federazione russa.<\/p>\n<p>L\u2019interpretazione conforme la quale la piccola Ucraina ha sconfitto sul campo la grande Russia si fonda su una lettura delle prime settimane di guerra radicalmente diversa da quella che ho proposto pi\u00f9 sopra. Secondo questa interpretazione, obiettivo russo sarebbe stato la presa di Kiev e il \u201c<em>regime change<\/em>\u201d, il rovesciamento del governo ucraino e la sua sostituzione con un governo fantoccio favorevole alla Russia, e gli attacchi nel Nordovest sarebbero attacchi principali falliti, non attacchi secondari nel quadro di un\u2019ampia manovra diversiva. \u00c8 una interpretazione possibile, che se rispondente al vero denuncia una grave inadeguatezza militare e politica della Federazione russa: impossibile raggiungere obiettivi tanto ambiziosi con un dispiegamento di forze cos\u00ec ridotto e una cos\u00ec bassa intensit\u00e0 del conflitto.<\/p>\n<p>Su questa interpretazione dei fatti militari, errata o corretta, in buonafede o strumentale che sia, fanno leva le fazioni pi\u00f9 oltranziste nel campo occidentale e nel governo ucraino. Si cristallizza in Occidente la certezza ufficiale che sia possibile infliggere una sconfitta militare decisiva alla Russia, e che sia dunque realistico proporsi obiettivi strategici massimalisti, quali il dissanguamento della Russia e la sua destabilizzazione politica per mezzo sia della pressione militare, sia delle sanzioni economiche, sia dell\u2019attivazione delle forze centrifughe. Obiettivo finale, l\u2019espulsione della Russia dal novero delle grandi potenze, l\u2019insediamento di un governo favorevole all\u2019Occidente, eventualmente la frammentazione politica della Federazione russa.<\/p>\n<p>Questi obiettivi massimalisti vengono rivendicati ufficialmente il 24 aprile dai Segretari alla Difesa e di Stato USA. I paesi europei e NATO, tranne la Turchia e l\u2019Ungheria, si allineano senza fiatare e votano con maggioranze parlamentari schiaccianti durissime sanzioni economiche alla Russia e l\u2019invio di armi all\u2019Ucraina. Le storicamente neutrali Svezia e Finlandia annunciano la loro intenzione di chiedere l\u2019adesione alla NATO.<\/p>\n<p>La \u201cdiplomazia armata\u201d russa \u00e8 fallita.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Seconda fase della guerra (primavera \u2013 met\u00e0 estate 2022). Conquista russa del Donbass. La condizione di possibilit\u00e0 di una vittoria ucraina.<\/strong><\/p>\n<p>Prosegue con successo la conquista russa del Donbass, con scontri urbani molto violenti, casa per casa, a Mariupol e altrove. Le truppe russe impegnate sulla linea di contatto col nemico sono principalmente le milizie del Donbass, le formazioni di volontari ceceni, e il gruppo Wagner. Le formazioni dell\u2019esercito regolare russo agiscono anzitutto (non solo) in appoggio, con l\u2019artiglieria, i missili e il comando operativo. L\u2019azione militare russa continua a non interessare le infrastrutture a doppio uso, militare e civile, dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Il rapporto tra le perdite ucraine e le perdite russe \u00e8 nettamente sfavorevole agli ucraini, sia per la superiorit\u00e0 della potenza di fuoco russa, sia perch\u00e9 le operazioni militari ucraine sono fortemente influenzate dalla necessit\u00e0 di giustificare, presso i governi e le opinioni pubbliche occidentali, il colossale e quasi unanime sostegno politico e finanziario all\u2019Ucraina, che ha gravi ricadute politico-economiche sui paesi europei, anzitutto la Germania che si vede esclusa dalla fornitura di energia russa a basso prezzo sulla quale basa le sue fortune economiche da decenni.<\/p>\n<p>In sintesi gli ucraini sono costretti a \u201cvendere\u201d con i risultati sul campo, con una inflessibile resistenza e una costante aggressivit\u00e0, la sostenibilit\u00e0 politica dell\u2019indispensabile appoggio occidentale: deve essere e restare plausibile la prospettiva di una futura vittoria militare dell\u2019Ucraina sulla Russia.<\/p>\n<p>Ovviamente la valorosa resistenza ucraina non va ascritta a ci\u00f2 soltanto: per un\u2019ampia quota della popolazione, il conflitto con la Russia \u00e8 divenuto una guerra di liberazione nazionale, che si integra con una guerra civile e con una guerra per procura tra Russia e Stati Uniti d\u2019America \u2013 NATO.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La condizione di possibilit\u00e0 di una vittoria militare ucraina<\/strong><\/p>\n<p>La condizione di possibilit\u00e0 una vittoria militare decisiva dell\u2019Ucraina sulla Russia, per\u00f2, si fonda su un presupposto.<\/p>\n<p>\u00c8 il presupposto che fa da principio ordinatore della strategia di deterrenza\u00a0<em>du faible au fort<\/em>\u00a0elaborata dal gen. Gallois in vista della creazione della\u00a0<em>force de frappe<\/em>\u00a0nucleare francese: rendere sfavorevole, per il\u00a0<em>fort<\/em>\u00a0(la potenza pi\u00f9 forte), il rapporto costi\/benefici della vittoria sul\u00a0<em>faible\u00a0<\/em>(la potenza pi\u00f9 debole). Impiegando a fondo le sue maggiori risorse, la grande potenza nucleare che aggredisse la Francia potrebbe senz\u2019altro distruggerla totalmente, ma l\u2019attivazione della\u00a0<em>force de frappe<\/em>\u00a0nucleare del\u00a0<em>faible<\/em>\u00a0infliggerebbe comunque al\u00a0<em>fort\u00a0<\/em>danni politicamente inaccettabili.<\/p>\n<p><u>In parole povere ma chiare: per vincere, la potenza pi\u00f9 debole deve fare in modo che per la potenza pi\u00f9 forte, il gioco della vittoria non valga la candela di una guerra a oltranza<\/u>. L\u2019Ucraina \u00e8 il\u00a0<em>faible<\/em>, la Russia il\u00a0<em>fort<\/em>.<\/p>\n<p>Anche con l\u2019aiuto occidentale, le risorse strategiche ucraine (popolazione, potenza latente economica, potenza manifesta militare, truppe mobilitate e mobilitabili, profondit\u00e0 strategica) restano di interi ordini di grandezza inferiori alle risorse strategiche russe, perch\u00e9 la Russia ha 145 MLN di abitanti, pu\u00f2 mobilitare un massimo di 25 MLN di uomini, ha enormi risorse naturali e la capacit\u00e0 di trasformarle, un\u2019ampia base industriale militare, e una profondit\u00e0 strategica di 11 fusi orari. (\u201cProfondit\u00e0 strategica\u201d \u00e8 lo spazio amico entro il quale un esercito attaccato e respinto pu\u00f2 ripiegare, riorganizzarsi, passare al contrattacco, come fecero appunto i sovietici dopo la devastante serie di sfondamenti della Wehrmacht all\u2019esordio dell\u2019Operazione Barbarossa, quando i sovietici trasferirono oltre la catena degli Urali milioni di uomini e numerose industrie strategiche situate nella Russia europea, e fecero affluire verso il fronte i reparti militari di stanza in Oriente, integrandoli con i reparti sfuggiti agli accerchiamenti tedeschi).<\/p>\n<p>Ripeto: una potenza nettamente pi\u00f9 debole pu\u00f2 vincere contro una potenza nettamente pi\u00f9 forte solo se rende il rapporto costi\/benefici della vittoria sfavorevole per la potenza nemica. \u00c8 una vittoria a caro prezzo (guerra del Vietnam: caduti USA 58.000, caduti Vietnam 849.000 + 300-500.000 dispersi, stime governative) ma \u00e8 una vittoria possibile.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che Vietnam e Afghanistan hanno vinto contro USA e URSS, che disponevano entrambe di risorse strategiche di gran lunga superiori. Se le due potenze maggiori avessero deciso di impegnare a fondo le loro risorse strategiche, Vietnam e Afghanistan non avrebbero potuto evitare una sconfitta totale. USA e URSS non lo hanno fatto perch\u00e9 lo hanno ritenuto politicamente insostenibile: perdite troppo elevate, impegno politico, economico e militare a lunga scadenza inaccettabile, crescente opposizione interna alla guerra, etc. In sintesi USA e URSS hanno deciso di perdere perch\u00e9 hanno valutato che per loro, il rapporto costi\/benefici della sconfitta fosse pi\u00f9 vantaggioso del rapporto costi\/benefici della vittoria.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La posta in gioco per la Russia<\/strong><\/p>\n<p>Ma gli obiettivi strategici dichiarati ufficialmente dal governo USA e rilanciati da NATO e paesi europei sono obiettivi massimalisti: dissanguamento e permanente indebolimento della potenza economica e militare russa, destabilizzazione del governo, attivazione delle forze centrifughe interne alla Federazione russa, espulsione della Russia dal novero delle grandi potenze, possibile sua frammentazione politica. Particolarmente temibile, per la Russia che si \u00e8 formata storicamente come impero multietnico, multinazionale, multireligioso, la possibilit\u00e0 di un\u2019attivazione delle forze centrifughe etniche, religiose, nazionali, in uno scenario analogo allo jugoslavo degli anni Novanta.<\/p>\n<p>Gli obiettivi dichiarati dall\u2019Occidente configurano insomma una minaccia esistenziale per il governo, lo Stato, la societ\u00e0 e le nazioni russe. I dirigenti russi dunque si persuadono che nella guerra ucraina sia in gioco la posta assoluta, sono disposti letteralmente a tutto per vincerla, e lo dicono ripetutamente in forma ufficiale. Saranno dunque disposti, anzi costretti a impiegare a fondo tutte le risorse strategiche russe per vincere la guerra: per vincere l\u2019Ucraina, ed eventualmente, se si arrivasse a un conflitto diretto, anche la NATO.<\/p>\n<p><u>Viene cos\u00ec a cadere la condizione di possibilit\u00e0 di una futura vittoria ucraina: che per la Russia il gioco della vittoria sull\u2019Ucraina non valga la candela della guerra a oltranza<\/u>. Per vincere la Russia, l\u2019Ucraina e i suoi alleati occidentali devono ottenere la vittoria decisiva su una Federazione russa disposta o meglio obbligata ad impegnare a fondo, per tutto il tempo necessario, tutte le sue risorse strategiche: in sintesi, farla capitolare.<\/p>\n<p>Al contempo gli Stati Uniti e i loro alleati occidentali, impegnandosi pubblicamente a raggiungere obiettivi massimalistici, si chiudono lo spazio di manovra diplomatica e fanno salire fino al cielo la posta politica in gioco per le loro classi dirigenti, che rischiano di essere spazzate via da una sconfitta; malgrado che un esito sfavorevole della guerra non danneggi, in quanto tale, gli interessi vitali delle loro nazioni, nessuna delle quali rischia la destabilizzazione o peggio in seguito a una sconfitta ucraina.<\/p>\n<p><u>L\u2019unica nazione del campo occidentale che rischia tutto \u00e8 l\u2019Ucraina, che da una prosecuzione della guerra a oltranza e da una probabile sconfitta pu\u00f2 attendersi solo terribili sciagure<\/u>.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Terza fase della guerra (fine estate \u2013 autunno 2022). Successo della controffensiva ucraina.\u00a0<em>Escalation<\/em>\u00a0politica russa: annessione di quattro\u00a0<em>oblast<\/em>\u00a0del Donbass.\u00a0<em>Escalation<\/em>\u00a0militare russa: bombardamento degli obiettivi a doppio uso militare e civile. Guerra di manovra e guerra d\u2019attrito.<\/strong><\/p>\n<p>Le forze russe si attestano nel Donbass, occupando quasi il 20% dell\u2019intero territorio ucraino e schierandosi su un fronte di 1.500 km circa. Il dispositivo militare ucraino si riorganizza, amplia la mobilitazione richiamando i riservisti ed estendendo la coscrizione obbligatoria fino ai 60 anni, viene rifornito di nuovi armamenti occidentali (in larga misura equipaggiamenti ex \u2013 sovietici) in sostituzione di quelli distrutti nelle fasi precedenti del conflitto, viene innervato da un pi\u00f9 vasto e intenso coinvolgimento di personale di comando NATO e da una pi\u00f9 capillare strutturazione delle funzioni ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance), e nel settembre 2022 sferra una controffensiva in forze con direttrice principale su Kharkiv.<\/p>\n<p>La controffensiva ucraina ha successo. I russi devono arretrare su tutto il fronte, ripiegando pi\u00f9 o meno ordinatamente. Motivo: la coperta russa \u00e8 troppo corta. I reparti russi hanno conquistato vasti territori che non sono in grado di tenere con l\u2019esiguo numero di truppe impegnate nella \u201coperazione militare speciale\u201d. Essi dunque devono resistere ripiegando il pi\u00f9 ordinatamente possibile, accorciare il fronte, ridurre i territori da difendere e fortificarli per attestarvisi, riconfigurare il dispositivo militare e rinforzarlo.<\/p>\n<p>La Russia si adatta alla nuova realt\u00e0 sul terreno. Viene nominato un comandante generale delle operazioni in Ucraina, il gen. Surovikin. Il governo propone alla Duma, che la vota all\u2019unanimit\u00e0, la mobilitazione parziale di 300.000 riservisti. Vengono mobilitate anche le industrie militari, che lavoreranno su tre turni di otto ore.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Escalation politica russa: annessione dei quattro oblast del Donbass<\/strong><\/p>\n<p>Il governo propone alla Duma, che nell\u2019ottobre la vota all\u2019unanimit\u00e0, l\u2019annessione di quattro\u00a0<em>oblast<\/em>\u00a0del Donbass: le regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhya e Kherson, previo plebiscito organizzato dalle autorit\u00e0 di occupazione russe.<\/p>\n<p><u>\u00c8 la pi\u00f9 decisiva\u00a0<em>escalation<\/em>\u00a0politica di tutta la guerra, perch\u00e9 con essa la Russia si brucia le navi alle spalle<\/u>\u00a0e annuncia implicitamente la propria ferma volont\u00e0 di impegnare a oltranza tutte le proprie risorse strategiche per ottenere la vittoria sull\u2019Ucraina e sui suoi alleati. Per far recedere la Russia dall\u2019annessione, riconsegnando all\u2019Ucraina territori che per la Federazione russa sono formalmente divenuti territorio nazionale, l\u2019Ucraina e i suoi alleati dovrebbero infliggere una sconfitta decisiva a tutta la Federazione russa, e farla capitolare.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Escalation militare russa. Bombardamento degli obiettivi a doppio uso militare e civile<\/strong><\/p>\n<p>Riconfigurato il dispositivo militare intorno all\u2019unit\u00e0 di comando e consolidato il fronte, mentre si svolge tra varie difficolt\u00e0 la mobilitazione dei riservisti (\u00e8 la prima mobilitazione da ottant\u2019anni e l\u2019apparato amministrativo e logistico russo non \u00e8 pronto; centinaia di migliaia di russi varcano le frontiere per evitare il richiamo) il comandante generale Surovikin decide l\u2019<em>escalation<\/em>\u00a0militare. Per la prima volta vengono interessati da una serie incessante di fitti bombardamenti missilistici gli obiettivi a doppio uso, civile e militare, in particolare la rete elettrica ucraina ma in generale le infrastrutture quali ferrovie, fabbriche, depositi di materiale militare e civile, etc. La Russia non prende di mira i civili, ma bersagliando le infrastrutture a doppio uso provoca gravi disagi alla popolazione, compromette il normale svolgimento della vita quotidiana, e ovviamente provoca \u201cdanni collaterali\u201d, vittime civili colpite per errore dai suoi missili e dal fuoco contraereo ucraino.<\/p>\n<p>Il gen. Surovikin prende anche la decisione, politicamente difficile e impopolare ma corretta, di abbandonare Kherson, importante centro test\u00e9 formalmente annesso al territorio nazionale russo, e di far ripiegare le truppe che la occupano sulla sponda meridionale del fiume Dnepr. La decisione operativa consente di non sprecare forze per prevenire una controffensiva in un punto delicato, concentrando invece gli sforzi nel Donbass. Ne conseguiranno vantaggiosi risultati concreti sul campo di battaglia.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Guerra di manovra, guerra d\u2019attrito. L\u2019 esempio storico dell\u2019Operazione Barbarossa<\/strong><\/p>\n<p>La \u201cguerra di manovra\u201d, in tedesco\u00a0<em>Bewegungskrieg,\u00a0<\/em>\u201cguerra di movimento\u201d, \u00e8 l\u2019opposto simmetrico della \u201cguerra d\u2019attrito\u201d,\u00a0<em>Stellungskrieg,\u00a0<\/em>\u201cguerra di posizione\u201d<em>.<\/em>\u00a0Ogni guerra combina, in percentuali diverse, manovra e attrito. La guerra d\u2019attrito punta a logorare gradualmente le capacit\u00e0 di combattimento del nemico con l\u2019applicazione prolungata e costante di una forza superiore; la guerra di manovra punta a distruggere rapidamente le capacit\u00e0 di combattimento del nemico trovando o creando, e sfruttando abilmente, lo\u00a0<em>Schwerpunkt,<\/em>\u00a0il punto decisivo vitale e debolmente difeso dello schieramento nemico, contro il quale sferrare un rapido, determinante attacco in forze.\u00a0 Il vantaggio della manovra sull\u2019attrito sembra ovvio: la manovra offre la possibilit\u00e0 di una vittoria rapida e decisiva, ma minaccia anche la possibilit\u00e0 di una sconfitta altrettanto rapida e decisiva, perch\u00e9 attaccare \u00e8 sempre rischioso e il nemico pu\u00f2 sempre dire la sua. Come sottolinea Clausewitz, non esiste la \u201cscienza della vittoria\u201d, e la logica che governa la guerra non \u00e8 lineare ma paradossale, come illustra il detto romano \u201c<em>si vis pacem para bellum<\/em>\u201d. La guerra di manovra viene privilegiata degli eserciti che scontano un evidente svantaggio nella guerra d\u2019attrito: eserciti meno numerosi, con capacit\u00e0 materiali o logistiche inferiori a quelle del nemico.<\/p>\n<p>In questa fase il conflitto ucraino, che nelle due fasi precedenti ha visto una combinazione di manovra e attrito, si stabilizza in forma di guerra d\u2019attrito, il tipo di conflitto dove pesa di pi\u00f9 la disparit\u00e0 di risorse strategiche tra i contendenti. Nella guerra d\u2019attrito, infatti, quel che pi\u00f9 conta per la vittoria \u00e8 la rispettiva capacit\u00e0 di generare durevolmente forze umane e materiali. \u00c8 il campo in cui la Russia ha il maggior vantaggio relativo sull\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Accresce il vantaggio russo il fatto politico essenziale che l\u2019Ucraina dipende in tutto e per tutto dall\u2019appoggio occidentale, e che i dirigenti occidentali devono giustificare presso le opinioni pubbliche e l\u2019elettorato il crescente costo politico-economico di questo appoggio. Dunque gli ucraini sono costretti dalla ragion politica a inviare costantemente truppe, anche insufficienti o impreparate, sulla linea di contatto con i russi, mantenendo vivo il conflitto, rinnovando in Occidente l\u2019ammirazione per la loro capacit\u00e0 di resistenza, e alimentando la persuasione che la vittoria finale ucraina sia possibile.<\/p>\n<p>Dal punto di vista militare, in realt\u00e0, agli ucraini converrebbe prendersi una pausa, riorganizzare le riserve, rinforzarle e addestrarle, e risparmiare uomini e mezzi in vista di controffensive future. Una potenza dotata di risorse strategiche nettamente inferiori al nemico, infatti, pu\u00f2 sperare di vincerlo soltanto con un\u2019abile, aggressiva e rapida, soprattutto\u00a0<u>rapida<\/u>\u00a0guerra di manovra: in una guerra d\u2019attrito, il tempo lavora per la potenza con le maggiori risorse strategiche.<\/p>\n<p>Furono queste considerazioni fondamentali a dettare la forma in cui si \u00e8 sviluppata e ordinata la potenza militare prussiana prima e tedesca poi, ossia dei maestri di un\u2019aggressiva e rapida guerra di manovra. Sia la Prussia sia la Germania, infatti, hanno dovuto fare i conti con la propria situazione geopolitica: esposizione su pi\u00f9 fronti al centro d\u2019Europa, frontiere indifese da ostacoli naturali, limitate risorse naturali e umane; e hanno tentato di risolvere la difficile equazione mettendo a punto un dispositivo militare altamente preparato a condurre con la massima aggressivit\u00e0 e perizia rapide guerre di manovra. Esemplari dei successi dello stile germanico le magistrali\u00a0<em>Blitzkrieg<\/em>\u00a0contro Polonia e Francia nella IIGM.\u00a0 Esemplare, per\u00f2, anche il fallimento dell\u2019Operazione Barbarossa. La Germania invade l\u2019URSS, ottiene per sei mesi schiaccianti vittorie ma non riesce a provocare il collasso politico e sociale del nemico, e tocca il limite delle proprie capacit\u00e0 logistiche. L\u2019URSS non capitola, si riorganizza, e comincia a generare forze umane e materiali in misura via via crescente e superiore rispetto alle forze che \u00e8 in grado di generare la Germania. \u00a0Saranno necessari quattro anni di durissimo conflitto, ma il destino della Germania \u00e8 segnato.<\/p>\n<p>Si noti bene che al tempo dell\u2019Operazione Barbarossa tutti gli Stati Maggiori del mondo, abbagliati dai precedenti, splendidi successi tedeschi, davano per scontata la vittoria della Wehrmacht. Essa per\u00f2 avrebbe potuto verificarsi soltanto se l\u2019URSS fosse collassata in seguito ai primi mesi di devastanti sconfitte. L\u2019Operazione Barbarossa \u00e8 dunque stata un\u2019azzardata scommessa strategica, in cui la vittoria finale dipendeva interamente dal crollo della coesione politica, militare e sociale del nemico. L\u2019Alto Comando tedesco non ha invece tenuto nella dovuta considerazione sia le risorse strategiche attuali dell\u2019URSS, sia, e soprattutto, la sua capacit\u00e0 di generare nuove forze, maggiori delle proprie, per tutto il tempo necessario a concludere vittoriosamente la guerra.<\/p>\n<p><u>\u00c8 lo stesso tipo di errore che hanno commesso gli Alti Comandi occidentali in questo conflitto ucraino<\/u>.<\/p>\n<p>Essi hanno gravemente sottovalutato le risorse attuali della Russia: da questo errore dell<em>\u2019intelligence<\/em>\u00a0militare i continui proclami che la Russia starebbe per terminare le sue scorte di missili, proietti d\u2019artiglieria, etc., rivelatisi via via sempre pi\u00f9 grotteschi e difformi dalla realt\u00e0; hanno gravemente sottovalutato la sua capacit\u00e0 di generare nuove forze umane e materiali nel breve, e nel medio-lungo periodo: di qui l\u2019errata valutazione dell\u2019impatto delle sanzioni economiche sulla Russia, a torto creduto rapidamente incapacitante; hanno gravemente sottovalutato la coesione politica e sociale della compagine russa, la sua volont\u00e0 di combattere e di stringersi intorno alla bandiera: di qui gli annunci, via via pi\u00f9 ridicoli, di un prossimo rovesciamento del governo russo in seguito al dissenso della popolazione e di decisivi settori della classe dirigente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quarta fase\u00a0<u>trasformativa<\/u>\u00a0della guerra (fine autunno 2022 \u2013 inverno 2022\/23). Due fazioni nei centri direttivi statunitensi<em>: escalation<\/em>\u00a0o\u00a0<em>de-escalation<\/em>\u00a0del conflitto? Tre fatti significativi. Stime delle perdite ucraine e russe. Previsioni. La doppia trappola strategica.<\/strong><\/p>\n<p>Ritengo\u00a0<u>trasformativa<\/u>\u00a0la presente fase della guerra perch\u00e9 soltanto in questa fase viene chiaramente in luce la sua natura di\u00a0<u>doppia trappola strategica<\/u>.<\/p>\n<p>Nella quarta fase della guerra si verificano tre fatti significativi.<\/p>\n<p><strong>Sabotaggio del Northstream 2<\/strong><\/p>\n<p>Nel novembre 2022 un sabotaggio subacqueo rende inutilizzabile il Northstream 2, il gasdotto costruito per trasportare il metano russo in Germania attraverso il Mar Baltico, senza passare per l\u2019Ucraina. L\u2019inchiesta entra subito in stallo, per l\u2019impossibilit\u00e0 politica di individuarne gli autori: infatti la logica del\u00a0<em>cui prodest<\/em>\u00a0suggerisce che responsabili ultimi dell\u2019attentato siano gli Stati Uniti. Probabilmente, l\u2019operazione \u00e8 frutto di una collaborazione tra\u00a0<em>Royal Navy<\/em>\u00a0britannica e forze speciali polacche. Motivo del sabotaggio: nella classe dirigente tedesca crescono le preoccupazioni per i disastrosi effetti a lunga scadenza (progressiva disindustrializzazione della Germania) della cessazione di forniture d\u2019energia russa a buon mercato. Il sabotaggio del gasdotto \u00e8 un vero e proprio atto di guerra contro la Germania, volto a intimidirla perch\u00e9 si allinei senza esitazioni alla strategia di contrapposizione frontale alla Russia decisa dagli USA. L\u2019intimidazione ha successo. Intimidita la Germania, l\u2019unico Stato europeo che non aderisca\u00a0<em>perinde ac cadaver\u00a0<\/em>alla linea statunitense \u00e8 la piccola Ungheria; nella NATO, l\u2019unico Stato con un elevato grado di autonomia politica \u00e8 la Turchia.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dichiarazioni pubbliche del gen. Milley, capo dello Stato Maggiore congiunto USA<\/strong><\/p>\n<p>Nel novembre e di nuovo nel dicembre 2022 il gen. Mark Milley, capo dello Stato Maggiore congiunto statunitense, rilascia irrituali dichiarazioni pubbliche, invitando all\u2019apertura di una trattativa diplomatica con la Russia, e asserendo che \u201c<em>agli ucraini non si pu\u00f2 chiedere di pi\u00f9<\/em>\u201d. Le dichiarazioni irrituali di Milley sono evidente indizio che nei centri decisionali statunitensi confliggono due grandi fazioni: una incentrata nell\u2019establishment\u00a0<em>bipartisan<\/em>\u00a0che dirige la politica estera, favorevole alla prosecuzione a oltranza della guerra in Ucraina ed eventualmente a una sua\u00a0<em>escalation<\/em>; e un\u2019altra, incardinata nel Pentagono, favorevole a una\u00a0<em>de-escalation<\/em>\u00a0del conflitto. Il fatto che Milley comunichi pubblicamente le sue posizioni prova che nel dibattito interno all\u2019Amministrazione USA la posizione del Pentagono \u00e8 minoritaria e teme di restarlo, e che lo scontro tra le due posizioni \u00e8 molto aspro.<\/p>\n<p>A ulteriore riprova dell\u2019esistenza di questi schieramenti interni alla direzione statunitense, il recentissimo studio pubblicato dalla RAND Corp.,\u00a0<em>Avoiding a Long War: U.S. Policy and the Trajectory of the Russia-Ukraine Conflict<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2023\/02\/01\/un-anno-di-guerra-in-ucraina-riepilogo-ragionato-di-roberto-buffagni\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><\/em>, [in nota riferimento bibliografico e traduzione italiana dell\u2019<em>abstract<\/em>] che analizza, dal punto di vista dell\u2019interesse nazionale USA, i costi di un prolungamento della guerra ucraina, raccomanda la\u00a0<em>de-escalation<\/em>, e la cauta instaurazione di un processo diplomatico che porti a una conclusione negoziata del conflitto. La RAND Corporation \u00e8 un importante e prestigioso centro studi che sin dalla sua fondazione fornisce analisi e progetti soprattutto al Pentagono.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Riconfigurazione della struttura di comando russo, annuncio di riforma delle FFAA russe<\/strong><\/p>\n<p>Nel gennaio 2023, il governo russo riconfigura il comando militare delle operazioni in Ucraina, e annuncia una pi\u00f9 generale riforma strutturale delle sue Forze Armate. Il militare russo pi\u00f9 alto in grado, generale Gerasimov, Capo di Stato Maggiore delle FFAA russe, viene insignito del comando generale delle operazioni in Ucraina, mentre il gen. Surovikin riprende il suo precedente ruolo di Comandante delle Forze Aerospaziali. Il governo ristabilisce i distretti militari di Mosca e Leningrado, ordina la formazione di un nuovo gruppo d\u2019armate in Carelia, alla frontiera finlandese, e la creazione di dodici nuove divisioni dell\u2019esercito. Annuncia altres\u00ec che entro il 2026 aumenter\u00e0 le dimensioni del suo dispositivo militare in servizio permanente effettivo, portandole a 1,5 MLN di uomini. Nel contempo, i massimi dirigenti russi iniziano a dichiarare pubblicamente che la guerra in corso in Ucraina \u00e8, in realt\u00e0, una guerra tra Russia e NATO. Queste inedite dichiarazioni pubbliche hanno anche \u2013 come sempre in guerra \u2013 una valenza propagandistica interna, ma interpretate alla luce delle riforme militari in corso suggeriscono con un elevato grado di plausibilit\u00e0 che i decisori russi si preparano per il caso peggiore, ossia per un intervento diretto delle forze occidentali nel conflitto ucraino.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Prosegue la guerra d\u2019attrito. Stime delle perdite ucraine e russe<\/strong><\/p>\n<p>Nel frattempo, sul terreno ucraino la guerra d\u2019attrito continua. Continuano gli attacchi missilistici alle infrastrutture ucraine a doppio uso, civile e militare. Il dispositivo militare russo si consolida sulle posizioni difensive occupate e rafforzate dopo il ripiegamento. Continua e si perfeziona l\u2019addestramento dei riservisti richiamati, e la logistica si adegua gradualmente all\u2019arrivo dei rinforzi e alla prosecuzione degli intensi, costanti attacchi missilistici. I reparti russi sferrano attacchi incrementali sulle linee difensive ucraine, con ridotto impiego di truppe e larghissima, prolungata preparazione d\u2019artiglieria, per limitare il pi\u00f9 possibile le proprie perdite. Gli ucraini, intrappolati dalla necessit\u00e0 politica di resistere sempre e comunque e appena possibile attaccare, per giustificare il sostegno occidentale, cordone ombelicale della prosecuzione della guerra, non sono in grado di contrattaccare in forze, ma resistono anche oltre i vantaggi militari della resistenza e subiscono gravissime perdite di uomini e di materiali.<\/p>\n<p>\u00c8 impossibile, finch\u00e9 dura la guerra, avere dati certi delle perdite. Mentre scrivo, a fine gennaio 2023, fonti occidentali quali\u00a0<em>Strategic Forecasting<\/em>, un\u2019importante agenzia di\u00a0<em>intelligence<\/em>\u00a0privata che abitualmente collabora con la CIA, parla di pi\u00f9 di 300.000 morti ucraini, per un totale di perdite irrecuperabili intorno ai 400.000 uomini. Le pi\u00f9 recenti valutazioni occidentali, non ufficiali, delle perdite irrecuperabili russe parlano di 20.000 morti e 30.000 tra dispersi e feriti gravi. Pur con tutte le necessarie cautele, \u00e8 abbastanza verisimile che il rapporto tra perdite ucraine e perdite russe si situi tra 10:1 e 5:1. Nelle grandi battaglie della IIGM, il rapporto di perdite tra lo sconfitto e il vincitore fu intorno a 1,3 \u2013 1,5: 1. L\u2019esercito ucraino non sembra essere in grado di preparare, nel prossimo futuro, una controffensiva su grande scala: per l\u2019elevatissimo numero di perdite, soprattutto di ufficiali e sottufficiali veterani; per la scarsit\u00e0 di materiale bellico, nonostante i rinnovati invii di armi occidentali; per la crescente disorganizzazione delle strutture di comando militare; per la crescente, progressiva degradazione delle condizioni economiche e sociali dell\u2019intera Ucraina.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Scelte operative dell\u2019Alto Comando russo. Previsioni.<\/strong><\/p>\n<p>In sintesi, nella quarta fase della guerra comincia a risultare chiaro che il dispositivo militare russo ha raggiunto, o \u00e8 sul punto di raggiungere, le condizioni necessarie e sufficienti a imprimere al conflitto la direzione voluta dal suo comando militare e politico.<\/p>\n<p>Ovviamente, solo l\u2019Alto Comando russo sa, o sapr\u00e0, quale sia questa direzione, ma attualmente esso pare in grado di:<\/p>\n<ol start=\"2024\">\n<li>proseguire la guerra d\u2019attrito, applicando costantemente sul dispositivo militare ucraino, e sull\u2019intera societ\u00e0 ed economia ucraine, la sua forza superiore: cos\u00ec risparmiando la propria risorsa pi\u00f9 preziosa, gli uomini. Gli uomini sono la risorsa russa pi\u00f9 preziosa dal punto di vista politico, per evidenti ragioni rafforzate dall\u2019approssimarsi delle elezioni presidenziali russe del 2024. Sono la risorsa pi\u00f9 preziosa anche dal punto di vista militare, e in special modo lo sono i veterani, che devono addestrare e integrare nei reparti i riservisti richiamati, nessuno dei quali ha esperienza diretta di una guerra a cos\u00ec alta intensit\u00e0 (non ce l\u2019ha nessuno al mondo tranne chi vi ha partecipato, nell\u2019uno o nell\u2019altro schieramento)<\/li>\n<li>passare all\u2019offensiva su grande scala, su una o pi\u00f9 direttrici. Prevedibili obiettivi strategici, l\u2019annientamento progressivo della capacit\u00e0 di combattere dell\u2019esercito ucraino; la riconquista delle porzioni territoriali dei quattro\u00a0<em>oblast<\/em>\u00a0annessi alla Russia, e riprese dall\u2019Ucraina in seguito al ripiegamento russo; l\u2019occupazione e l\u2019annessione alla Russia di Odessa e dell\u2019intero territorio della Novorossiya, in modo da escludere l\u2019Ucraina dall\u2019accesso al mare.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Probabilmente, nelle valutazioni dell\u2019Alto Comando russo sono presenti, e non in secondo piano, le previsioni sulla reazione occidentale all\u2019una e all\u2019altra decisione operativa russa. Proseguire la guerra d\u2019attrito consente alle direzioni occidentali di rinviare le decisioni strategico-politiche su\u00a0<em>escalation<\/em>\u00a0o de-<em>escalation<\/em>, e probabilmente avvantaggia la fazione favorevole alla\u00a0<em>de-escalation<\/em>, dandole il tempo di organizzarsi meglio, trovare alleati, diffondere pubblicamente i suoi argomenti. Passare all\u2019offensiva le obbliga a scegliere in tempi brevi, brevissimi se l\u2019offensiva ha presto un chiaro successo. La fazione statunitense favorevole alla de-<em>escalation<\/em>\u00a0\u00e8 tuttora minoritaria: la situazione sul campo la favorisce, ma le manca l\u2019appoggio aperto di almeno uno tra i pi\u00f9 importanti alleati europei.<\/p>\n<p>A mio avviso, per la Russia \u00e8 vantaggioso evitare un\u2019accelerazione del conflitto, sia per i rischi di fallimento e i costi umani sempre associati alle azioni offensive su grande scala, sia per non servire una carta decisiva al \u201cpartito della guerra a oltranza\u201d statunitense, che sull\u2019onda dell\u2019emozione potrebbe iniziare una diretta, formale implicazione di forze occidentali nella guerra; per esempio, il varo di una \u201ccoalizione dei volonterosi\u201d come proposto nel novembre 2022 a dal gen. (a riposo) David Petraeus, ossia con truppe polacche, rumene, baltiche, etc. che intervengano sotto la propria bandiera, ma non in quanto membri della NATO, in seguito a una richiesta di aiuto militare del governo ucraino: un\u00a0<em>escamotage<\/em>\u00a0giuridico per evitare un aperto conflitto diretto NATO \u2013 Russia, che rischierebbe di interessare anche il territorio statunitense.<\/p>\n<p>Quindi, se devo arrischiare una previsione, penso che la Russia continuer\u00e0 ancora a lungo la guerra d\u2019attrito.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vittoria decisiva della sola Ucraina. Vittoria decisiva con intervento diretto occidentale. Possibilit\u00e0 e probabilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>In estrema sintesi, a un anno dall\u2019inizio della guerra risulta chiaro che una decisiva vittoria militare ucraina sulla Russia \u00e8 materialmente impossibile, per quanto possano proseguire, o anche aumentare, nelle forme attuali, gli aiuti occidentali. La situazione pu\u00f2 cambiare solo con un diretto coinvolgimento di truppe occidentali.<\/p>\n<p>Comincia per\u00f2 ad albeggiare il dubbio, anche nelle direzioni politico-militari occidentali, che un diretto coinvolgimento di truppe occidentali nella guerra non basti ad assicurare, o almeno a rendere altamente probabile, la vittoria decisiva sulla Russia. Dubbiosi sono soprattutto i militari: per questo la fazione statunitense favorevole alla\u00a0<em>de-escalation<\/em>\u00a0si incardina sul Pentagono. Motivi:<\/p>\n<ol>\n<li>l\u2019attuale dispositivo militare dell\u2019intera NATO, Stati Uniti compresi, non \u00e8 concepito e preparato per una guerra convenzionale ad alta intensit\u00e0 contro un nemico capace di condurla, come la Russia. Dalla fine della Guerra Fredda, tutte le nazioni NATO hanno fortemente ridotto i loro eserciti, dismesso gran parte delle strutture logistiche militari, indirizzato la struttura e l\u2019addestramento delle loro FFAA, e la produzione delle loro industrie militari, a conflitti di breve durata contro nemici nettamente inferiori, in genere appartenenti al \u201cGrande Sud del mondo\u201d; una decisione tutto sommato ragionevole, finch\u00e9 la NATO non si \u00e8 contrapposta alla Russia, che in effetti non la minacciava affatto.<\/li>\n<li>La Russia, invece, ha strutturato le sue FFAA e la sua industria militare in vista di una guerra difensiva contro la NATO, come \u00e8 nella tradizione storica di un paese che da sempre deve fronteggiare e respingere grandi invasioni del suo territorio. Sinora ha privilegiato la difesa di ultima istanza, la triade nucleare, ma come prova la guerra in Ucraina non ha abbandonato la preparazione convenzionale e la sta rafforzando. Essa ha inoltre guadagnato, in settori decisivi come la missilistica e la difesa contraerea, la superiorit\u00e0 relativa rispetto agli Stati Uniti. Per compensare lo svantaggio ci vogliono anni.<\/li>\n<li>Un riarmo occidentale \u00e8 molto arduo, il suo esito incerto, i tempi lunghi. I finanziamenti, anche massicci, non bastano: il denaro pu\u00f2 comprare solo quel che gi\u00e0 esiste, e quel che gi\u00e0 esiste non basta. Per far esistere quello che manca, \u00e8 necessario anzitutto determinare politicamente la strategia di sicurezza collettiva della NATO, un processo molto complicato e difficile anche per la frammentazione dei centri decisionali. Se il nemico principale della NATO \u00e8 la Russia, \u00e8 indispensabile, come minimo, e giusto per cominciare: costruire un alto numero di cacciabombardieri da impiegare in appoggio alla fanteria, e in grado di sopravvivere alle difese missilistiche russe; costruire le infrastrutture logistiche necessarie a un\u2019ampia proiezione delle forze in caso di crisi, con la relativa pianificazione; varare un grande programma di difesa antiaerea integrata del territorio europeo; varare un vasto programma di reclutamento e addestramento truppe, in specie di ufficiali e sottufficiali. Al riguardo, \u00e8 bene tenere presente che la rinuncia da parte di tutti i paesi NATO alla coscrizione obbligatoria ha provocato la perdita di ingenti riserve addestrate alle quali far ricorso in caso di necessit\u00e0. In sostanza, in caso di una guerra che ci coinvolga, prenda tempi lunghi e sconti perdite rilevanti, mobilitazioni come quelle indette da Mosca e dall\u2019Ucraina sono quasi impossibili, per i paesi dell\u2019Europa Occidentale. Segue un lungo\u00a0<em>eccetera<\/em>.<\/li>\n<li>Ovviamente, un diretto coinvolgimento occidentale nella guerra impedirebbe agli Stati Uniti di concentrarsi sul contenimento della Cina, rinsalderebbe l\u2019alleanza di quest\u2019ultima con la Russia, esporrebbe gli USA a una possibile guerra su due fronti contro due grandi potenze nucleari, e aumenterebbe progressivamente il rischio che nel conflitto con la Russia facciano capolino le armi atomiche. Quanto pi\u00f9 diretto e intenso il conflitto convenzionale tra due grandi potenze nucleari come Russia e USA, tanto pi\u00f9 probabile che il contendente che si credesse esposto a una probabile sconfitta decisiva mediti seriamente di impiegare le armi nucleari.<\/li>\n<li>Altrettanto ovviamente, in un conflitto diretto tra forze occidentali e Russia le perdite occidentali si conterebbero a decine di migliaia, un costo umano difficile da giustificare politicamente.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La doppia trappola strategica<\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019allargamento a Est della NATO, e insistendo per includervi l\u2019Ucraina, gli Stati Uniti hanno teso una trappola strategica alla Russia, costringendola a scegliere tra due alternative, entrambe molto pericolose nel medio-lungo periodo: accettare il divieto di avere una sfera d\u2019influenza, e la minacciosa presenza di un bastione militare occidentale sulla soglia della Russia europea; oppure intervenire militarmente, assumendosi il grave rischio di un conflitto con la NATO, e compromettendo i propri rapporti politici ed economici con l\u2019Europa. Questa \u00e8 la prima ganascia della trappola strategica in cui la Russia \u00e8 entrata ad occhi aperti, dopo aver tentato per quattordici anni di evitarla.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti, per\u00f2, hanno gravemente sottovalutato le capacit\u00e0 di resistenza e di reazione, militari, economiche, politiche e sociali della Federazione russa, e altrettanto sopravvalutato sia il prestigio deterrente della propria forza, sia le proprie attuali capacit\u00e0 e potenzialit\u00e0 militari ed economiche. \u00a0Si trovano dunque a dover scegliere tra due alternative, entrambe molto pericolose nel medio-lungo periodo.<\/p>\n<p>La prima alternativa \u00e8 la\u00a0<u>riduzione del danno<\/u>, una\u00a0<em>de-escalation<\/em>\u00a0del conflitto ucraino che si risolve in una netta sconfitta politico-diplomatica, una pesante perdita di prestigio deterrente, la possibile apertura di faglie di crisi nel sistema di alleanze, e seri contraccolpi politici interni, es. una grave delegittimazione complessiva della classe dirigente.<\/p>\n<p>La seconda alternativa \u00e8 la\u00a0<u>fuga in avanti<\/u>, una\u00a0<em>escalation<\/em>\u00a0a oltranza del conflitto, con l\u2019eventuale \u2013 anzi probabile, perch\u00e9 necessario \u2013 coinvolgimento diretto di truppe occidentali; il rischio di una guerra convenzionale ad alta intensit\u00e0 per la quale gli USA e la NATO non sono preparati; il possibile futuro interessamento del territorio nazionale statunitense, e in prospettiva, la crescente possibilit\u00e0 di una degenerazione nucleare dello scontro.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la seconda ganascia della doppia trappola strategica, e ora si richiude sugli Stati Uniti che l\u2019hanno tesa: ma vi sono entrati a occhi chiusi, e solo ora cominciano a vederla.<\/p>\n<p>Ate, la dea che acceca, \u00ab<em>da principio seduce l\u2019uomo con amiche sembianze, ma poi lo trascina in reti donde speranza non c\u2019\u00e8 che mortale fugga e si salvi<\/em>\u00bb (Eschilo,\u00a0<em>I persiani<\/em>, 96-100)<\/p>\n<p>Roberto Buffagni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2023\/02\/01\/un-anno-di-guerra-in-ucraina-riepilogo-ragionato-di-roberto-buffagni\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Charap, Samuel and Miranda Priebe,\u00a0<em>Avoiding a Long War: U.S. Policy and the Trajectory of the Russia-Ukraine Conflict<\/em>. Santa Monica, CA: RAND Corporation, 2023.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rand.org\/pubs\/perspectives\/PEA2510-1.html\">https:\/\/www.rand.org\/pubs\/perspectives\/PEA2510-1.html<\/a><\/p>\n<p><em>Abstract<\/em>: \u201cLa discussione sulla guerra Russia-Ucraina a Washington \u00e8 sempre pi\u00f9 dominata dalla questione di come potrebbe finire. Per informare questa discussione, questa Prospettiva identifica i modi in cui la guerra potrebbe evolversi e in quale modo le traiettorie alternative influenzerebbero gli interessi degli Stati Uniti. Gli autori sostengono che, oltre a ridurre al minimo i rischi di una grave\u00a0<em>escalation<\/em>, gli interessi degli Stati Uniti sarebbero meglio serviti evitando un conflitto prolungato. I costi e i rischi di una lunga guerra in Ucraina sono significativi e superano i possibili benefici di una tale traiettoria per gli Stati Uniti. Sebbene Washington non possa determinare da sola la durata della guerra, pu\u00f2 adottare misure che rendano pi\u00f9 probabile un\u2019eventuale conclusione negoziata del conflitto. Attingendo alla letteratura sulla cessazione della guerra, gli autori identificano i principali ostacoli ai colloqui Russia-Ucraina, come il reciproco ottimismo sul futuro della guerra e il reciproco pessimismo sulle implicazioni della pace. La prospettiva evidenzia quattro strumenti politici che gli Stati Uniti potrebbero utilizzare per mitigare questi ostacoli: chiarire i piani per il futuro sostegno all\u2019Ucraina, assumere impegni per la sicurezza dell\u2019Ucraina, rilasciare assicurazioni sulla neutralit\u00e0 del paese e stabilire le condizioni per la revoca delle sanzioni alla Russia.\u201d<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2023\/02\/01\/un-anno-di-guerra-in-ucraina-riepilogo-ragionato-di-roberto-buffagni\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2023\/02\/01\/un-anno-di-guerra-in-ucraina-riepilogo-ragionato-di-roberto-buffagni\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ITALIA E IL MONDO (Roberto Buffagni) Un anno di guerra in Ucraina Riepilogo ragionato del conflitto fino all\u2019attuale quarta fase,\u00a0trasformativa, della guerra &nbsp; In questo scritto ripercorro, con la massima brevit\u00e0 e chiarezza, il percorso e le dinamiche strategiche che hanno condotto alla presente quarta fase della guerra in Ucraina, una fase che ritengo\u00a0trasformativa. Non inserisco note tranne una, relativa a un significativo studio della RAND Corp., pubblicato mentre elaboravo questo testo, a fine&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":76982,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/cropped-202861208_826942341551918_5574609037422481016_n.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-k1D","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76981"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76981"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76981\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77036,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76981\/revisions\/77036"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/76982"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76981"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76981"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76981"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}