{"id":7699,"date":"2012-11-08T08:25:38","date_gmt":"2012-11-08T08:25:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=7699"},"modified":"2012-11-08T08:25:38","modified_gmt":"2012-11-08T08:25:38","slug":"specialisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=7699","title":{"rendered":"Specialisti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/yep-its-wood.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7700\" height=\"300\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/yep-its-wood-226x300.jpg\" title=\"yep it's wood\" width=\"226\" \/><\/a>Viviamo in una societ&agrave; che si &egrave; sviluppata in modo centrifugo, spalmando con la sua forza gli individui da un centro morale ad una periferia specialistica. A seguito del moltiplicarsi per via logaritmica delle competenze, le regolamentazioni sono tanti e tali per cui occorre uno specialista per sistemare una qualsiasi cosa. Se non interviene l&#39;elettricista, giusto per fare un esempio a caso, non viene rilasciata quella certificazione che permette di rivendere l&#39;appartamento cui sono state apportate modifiche all&#39;impianto elettrico. A sostenere d&#39;autorit&agrave; le infinite specializzazioni esiste l&#39;abuso di professione, nato nel nome della cosiddetta &ldquo;cultura del rispetto delle competenze&rdquo;: solo se hai adeguato percorso formativo puoi permetterti di formulare le tue proposte progettuali.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">Risulta abbastanza ovvio come chi progetta un impianto frenante per camion debba necessariamente avere capito l&#39;entit&agrave; del problema. Il fatto storico &egrave; che i camion sono un&#39;invenzione recentissima, e poco tempo fa non esisteva quindi necessit&agrave; alcuna di professionisti di questo tipo. Quindi la specializzazione &egrave; una necessit&agrave; dettata da questo modello di sviluppo. Prima, molto semplicemente, le specializzazioni riguardavano poche attivit&agrave; artigiane e non si sentiva alcun bisogno di quell&#39;esercito di specialisti che oggi invadono le nostre vite.<!--more--><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">Ma c&#39;&egrave; di pi&ugrave;: se ammettiamo che le nostre societ&agrave; a struttura piramidale siano controllate da settori dell&#39;economia che hanno poteri cos&igrave; ampi da formare un sodalizio con le classi politiche, quali garanzie abbiamo che la cosiddetta &ldquo;cultura del rispetto delle competenze&rdquo; non sia tutta una messinscena per intimorire e quindi soggiogare i non addetti (catalogati per la bisogna come classi di minus habens che hanno un costante bisogno di essere monitorizzati dai vari professionisti) attraverso una pletora di tecnicismi legislativi e normativi?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">Fino a pochi decenni or sono la maggior parte degli uomini sapeva coltivarsi un orto e costruirsi la casa. Impianti inclusi. E le case non crollavano n&eacute; scoppiavano tubazioni o prendevano fuoco gli impianti elettrici. Oggi l&#39;orto non esiste pi&ugrave;, obbligati come siamo a vivere all&#39;interno di un appartamento &ldquo;dotato di ogni comfort&rdquo; che ci toglie cos&igrave; qualsiasi obbligo (viene tutto gestito dagli specialisti: l&#39;amministratore, l&#39;imbianchino, perfino le pulizie). Fine dell&#39;iniziativa. Vite appaltate, per lasciarci tutto il tempo di frequentare i lager commerciali. Il moto centrifugo ci allontana da noi stessi, dalla nostra storia, dai nostri sentimenti, dalla nostra intelligenza, dalle nostre responsabilit&agrave; per proiettarci in un rutilante quanto strampalato mondo in cui possiamo solo essere consumatori di ci&ograve; che gli specialisti hanno organizzato per noi, ed i legislatori hanno consolidato. Vietato perfino portare una torta fatta in casa a scuola. Servono specialisti anche per festeggiare il compleanno dei bambini. Il processo centrifugo porta a questa deresponsabilizzazione sociale: nessuno &egrave; autorizzato fare o pensare nulla, pensano a tutto gli specialisti. Noi ci possiamo solo adeguare. O infrangere la legge.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">Enormi possono essere i sentimenti di diffusa diffidenza e anche repulsione verso le varie classi professionali (mediche, politiche, imprenditoriali etc..) contro i quali viene opposta una feroce campagna di propaganda mediatica svolta, anche in questo caso, da specialisti della comunicazione ed intesa ad offrire il massimo grado di sconforto a chiunque avesse in mente di contestare questo modello sociale che accorda illimitata fiducia al centralismo burocratico degli esperti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">Questi sentimenti nascono perch&egrave; gli specialisti non necessariamente curano l&#39;interesse della collettivit&agrave; intera; anzi molto spesso (sempre?) fanno l&#39;interesse delle lobbies che garantiscono loro onori, prebende ed elogi. Da qui la domanda: ma perch&egrave; ci dobbiamo fidare sempre degli specialisti? Nel nome di quale divinit&agrave; saremmo costretti a rinunciare ad un&#39;elaborazione del nostro pensiero (difficile, costosa ma formativa perch&egrave; non necessariamente allineata) o ad una nostra azione diretta per accogliere (spesso &egrave; puro obbligo) nozioni o interventi che ci vengono imposti dall&#39;alto?<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">Quando, nel nome del proprio sentire o pensiero, si vuol contestare qualcosa, qualche professionista di settore se ne viene fuori snocciolando scientifici elenchi di improbabili dati. Che, guarda caso, coincidono con l&#39;idea che uno specialista deve avere sulla specialit&agrave; che sta snocciolando a noi poveri ed imbelli mortali.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Dati contro memorie e senso comune, questa &egrave; la battaglia che gli specialisti stanno combattendo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">A scanso di equivoci: ci dovrebbe essere abbastanza buon senso da decidere che &egrave; indispensabile l&#39;intervento di un professionista quando &egrave; in gioco il benessere delle persone. Ma qui le cose si complicano, perch&egrave; non esistono &ldquo;professionisti del buon senso&rdquo;. E cos&igrave; ci troviamo con i professionisti di Standard &amp; Poor&#39;s che vengono condannati per avere fornito un rating &quot;fuorviante e ingannevole&quot; ad alcuni prodotti finanziari. La tesi del giudice &egrave; che un&#39;agenzia &quot;ragionevolmente competente&quot; non avrebbe potuto dare una valutazione tale a un titolo cos&igrave; nocivo. Occasione rara in cui lo Stato si prende delle rivincite sull&#39;economia nel nome del buon senso. [1]<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">Siamo diventati cos&igrave; ostaggi nelle mani di professionisti della conoscenza specializzata. Ora che un ingegnere nucleare sia bravissimo a costruire centrali non significa che sia anche in grado di capire dove stia la vera questione del nucleare, ovvero la sua pericolosit&agrave; ed il problema delle scorie. Si affider&agrave; ad altri esperti che valuteranno i due problemi separatamente e cos&igrave; via in un sistema di scatole cinesi dove nessuno sa esattamente quello che fa l&#39;altro. Sono tutti freddi e razionali. Prendono soldi per far funzionare questo sistema, e lo fanno funzionare al meglio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">In base alle innumerevoli fonti specialistiche dotate dei cospicui budget messi a disposizione dalle varie lobbies, diventa quindi pretestuoso criticare chi ha messo in piedi e ha fatto funzionare Fukushima o le politiche neoliberiste. La fantasia comunicativa di chi &egrave; pagato profumatamente per convincerci sa sfruttare al meglio la propria posizione di potere. Salta cos&igrave; fuori che la centrale nucleare ha avuto problemi a causa di eventi inimmaginabili, errori umani, disfunzioni strutturali mai registrate prima, l&#39;appartenenza ad una categoria costruttiva ormai abbandonata e cos&igrave; via, il tutto condito da suadenti frasi da carta patinata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">E se Monti insiste nell&#39;informarci quotidianamente che siamo usciti dalla crisi grazie alle politiche attuate, non sta facendo molto diversamente dagli specialisti del nucleare che rassicurano i giapponesi che la fuga radioattiva &egrave; sotto controllo. Cambia il problema ma la tecnica di mettere sotto scacco il cittadino &egrave; identica. Ovviamente nessuno di questi specialisti cita i dati relativi a povert&agrave; diffusa, disoccupazione e disagio oppure radiazioni, malattie e contaminazioni. I disastri non li riguardano, l&#39;importate &egrave; non togliersi i paraocchi e recitare, nel nome della logica specialistica, il mantra che scongiura la critica. Vietato contestualizzare, proibito deragliare dai prevedibili binari che la formazione specialistica impone: l&#39;obbligo &egrave; di guardare sempre avanti, anche quando il binario si interrompe bruscamente ed il locomotore &egrave; destinato a trascinare il treno in fondo al burrone. Nelle carrozze, ovviamente, ci siamo noi. Che non abbiamo saputo contrastare con il nostro buon senso la criminale efficienza degli specialisti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&ldquo;Gli accademici tendono a iper-specializzarsi in un unico settore. Ci&ograve; porta spesso ad una forma di istupidimento o rigor mortis mentale che impedisce loro di vedere certe situazioni nel loro giusto contesto e nell&rsquo;esatta prospettiva&rdquo;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">Domenico Pacitti<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">&ldquo;Marino (Badiale) non &egrave; un economista, il che gli permette di mantenere quella freschezza e indipendenza di giudizio che spesso manca al &ldquo;professionista&rdquo; dell&#39;economia, il cui pensiero spesso si coagula, involontariamente ma inesorabilmente, intorno a categorie stereotipate. I pi&ugrave; feroci &ldquo;luogocomunisti&rdquo;, duole ammetterlo, si annidano proprio nella professione economica.&rdquo;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">A. Bagnai<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom: 0cm\">[1]<a href=\"http:\/\/www.wallstreetitalia.com\/article.aspx?IdPage=1454824&amp;utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+wallstreetitalia+%28Wall+Street+Italia%29\">http:\/\/www.wallstreetitalia.com\/article.aspx?IdPage=1454824&amp;utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+wallstreetitalia+%28Wall+Street+Italia%29<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viviamo in una societ&agrave; che si &egrave; sviluppata in modo centrifugo, spalmando con la sua forza gli individui da un centro morale ad una periferia specialistica. A seguito del moltiplicarsi per via logaritmica delle competenze, le regolamentazioni sono tanti e tali per cui occorre uno specialista per sistemare una qualsiasi cosa. 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