{"id":77002,"date":"2023-02-02T10:00:48","date_gmt":"2023-02-02T09:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77002"},"modified":"2023-02-01T13:35:28","modified_gmt":"2023-02-01T12:35:28","slug":"ciclicita-e-decadenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77002","title":{"rendered":"Ciclicit\u00e0 e decadenza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ARIANNA EDITRICE (Flores Tovo)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-77003\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/0-16654-300x300.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/0-16654-300x300.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/0-16654-150x150.png 150w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/0-16654-80x80.png 80w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/0-16654-320x320.png 320w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/0-16654.png 399w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Fonte: Flores Tovo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi si fa un gran parlare sul Kali-yuga, sulla oscura et\u00e0: molti, a ragione, sono convinti che ci troviamo a vivere in un mondo caotico, pericoloso, dominato da una cultura nichilista fatta propria dagli ultimi uomini che ci stanno conducendo verso un tenebroso naufragio. Sembra quasi di vivere psicologicamente come negli anni Settanta, quando ogni anno diventava \u201cdecisivo\u201d per la Rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Kali-yuga \u00e8, come si sa, l\u2019et\u00e0 del ferro, l\u2019ultima delle quattro et\u00e0 (yuga) del Manvantara vedico, che coincide appunto con la nostra et\u00e0 materialista, dalle cui macerie sorger\u00e0, non si sa come o quando, una nuova et\u00e0 dell\u2019oro. Comunque la durata di un Manvantara (detta anche era della temporalit\u00e0 cosmica o era di Manu) \u00e8 un segreto ben custodito, sebbene si convenga che solo il Kali-yuga, che \u00e8 l\u2019et\u00e0 molto pi\u00f9 breve rispetto alle altre, abbia avuto inizio nel 3102 AC, 35 anni dopo la grande battaglia raccontata dal Mahabharata, che racconta l\u2019epica indiana. Tale data \u00e8 stata sancita dal famoso astronomo Aryabhatta, col consenso di molti studiosi induisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo che credere a queste datazioni \u00e8 cosa assurda. Se pu\u00f2 essere accettabile che l\u2019intera storia umana abbia circa tra i 5 e 7 mila anni (c\u2019\u00e8 chi afferma che in realt\u00e0 abbia, in base alle ultimissime scoperte archeologiche, come quella di G\u00f6bekli Tepe, circa 10.000 anni e pi\u00f9), non si pu\u00f2 certo credere che tutta la storia sia stata caratterizzata da una parabola discendente che va verso la degenerazione, come se non fossero mai esistite culture straordinarie come quella greca, quella tardo-medioevale e quella dell\u2019Ottocento europeo tutto, per non citarne altre come quelle di alcune grandi dinastie indiane e cinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Ad ogni modo quello che si \u00e8 scritto sinora non ha l\u2019intento di deridere la dottrina dei cicli storici, poich\u00e9 essa riflette lo spirito umano originario che si conformava al ciclo delle stagioni. Si \u00e8 voluto solo sottolineare il fatto che essa pu\u00f2 essere oggetto di varie interpretazioni e chiarimenti. In verit\u00e0 tale teoria fu fatta propria, seppur in forme diverse, da tutti i popoli arcaici e antichi: dai Cinesi agli Indiani, dai Persiani ai Greci e cos\u00ec via. Essi si sentivano solidali con i ritmi cosmici: da questo sentimento nascevano i miti propri di ogni popolo. Miti, scriveva uno dei pi\u00f9 grandi studiosi delle religioni antiche, Mircea Eliade, che conservavano e trasmettevano i modelli esemplari di tutte le attivit\u00e0 umane, ossia degli archetipi paradigmatici che le caratterizzavano (1). Pi\u00f9 tardi, anche in Europa, filosofi come Eraclito, Empedocle, Platone, e Stoici come Crisippo di Cizio e Cleante di Asso e altri crederono fortemente a questa dottrina; dottrina che esercit\u00f2 il suo fascino anche in epoche pi\u00f9 recenti come su Bruno, Vico, Nietzsche, Gu\u00e8non e tanti altri pensatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sappiamo anche che fu con S. Agostino e col cristianesimo che l\u2019Occidente interruppe il credo nella ciclicit\u00e0, con l\u2019imposizione di una veduta lineare della storia, tutta incentrata sulla venuta del Cristo. Fu abbandonato cos\u00ec il fatalismo astrologico che spiegava gli eventi secondo il percorso degli astri: la storia veniva sottomessa alla volont\u00e0 di Dio. La visione dei cicli astrologici, che per Agostino era atea, veniva di fatto sostituita da un altro ordine necessario, non pi\u00f9 determinato dal ritmo cosmico delle stagioni o da un Demiurgo, bens\u00ec dal volere di un Dio-Provvidenza che s\u2019era incarnato. Ges\u00f9 Cristo venne a costituire e costruire il centro della storia: il suo messaggio di salvezza e di redenzione divenne il fondamento rivelato che donava all\u2019umanit\u00e0 che aveva fede in lui, il senso profondo dell\u2019agire storico. Per cui sorsero storicamente due dottrine contrapposte: quella circolare dell\u2019eterno ritorno e quella lineare che conduce alla Redenzione escatologica dopo la Seconda Venuta del Cristo. Quest\u2019ultima in Occidente soppiant\u00f2 la prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Tuttavia, se si crede nella dottrina dei cicli, \u00e8 da considerare verosimile che ci troviamo in un periodo catastrofico dovuto ad una generale decadenza che porter\u00e0 a una grande conflagrazione finale, ossia a quella \u201cl\u2019ekpyrosis\u201d del Grande Anno descritto dagli Stoici, a cui seguir\u00e0 la palingenesi e l\u2019apocatastasi, ossia il ristabilimento originario (in altre parole l\u2019eterno ritorno dell\u2019uguale) (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Su tale questione assai interessanti furono le critiche che lo storico A. Toynbee (3) mosse ad O. Spengler. Quest\u2019ultimo, nel suo capolavoro \u201cIl tramonto dell\u2019Occidente\u201d, riteneva che le civilt\u00e0, pur sfuggendo alla morfologia della causalit\u00e0 meccanica e dell\u2019estensione cartesiana che riguarda le scienze naturali, dovevano comunque essere comprese all\u2019interno della morfologia dell\u2019organico, cio\u00e8 della storia e della vita, che lui chiamava fisiognomica. Di fatto egli aderiva alla veduta ciclica, considerando inevitabili i corsi degli eventi. Toynbee pensava invece che \u00e8 impossibile affermare dogmaticamente che ogni societ\u00e0 abbia una sua durata predeterminata dalle leggi della biologia. Egli era d\u2019accordo con Spengler nel sostenere che ogni societ\u00e0 complessa, che \u00e8 andata oltre il primitivismo arcaico, \u00e8 soggetta alle fasi della nascita, crescita, crollo, disgregazione. Ma tali momenti non hanno, a suo parere, un percorso fatalistico, poich\u00e9 molto dipende dalle differenti capacit\u00e0 intrinseche presenti in ogni civilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E per dimostrare le sue ragioni fece innumerevoli esempi riguardanti soprattutto l\u2019Italia, che, nei secoli che andarono dal decimoprimo al decimosesto, vide la rigenerazione del popolo italiano che seppe superare tutte le sfide che gli si pararono di fronte. Questa rinascita non fu dovuta di certo al nuovo \u201csangue\u201d dovuto alla sua mescolanza con le migrazioni del Goti e dei Longobardi. Infatti le citt\u00e0 fondate da costoro (ad esempio Pavia, Benevento, Spoleto ecc.) ebbero una storia marginale nel processo della straordinaria creativit\u00e0 culturale italiana. Toynbee ad ogni modo ammise che ben 16 civilt\u00e0 nella storia erano perite, ma che ne restavano ancora altre 10, delle quali alcune oggi si trovano in crisi, ma altre sono in forte ascesa, per cui \u00e8 impossibile stabilirne la durata. Bisogna altres\u00ec aggiungere, per correttezza, che Spengler non fu sempre coerente con le sue idee. Tant\u2019\u00e8 vero che in un suo libro successivo al \u201cTramonto..\u201d, ovvero \u201cAnni decisivi\u201d sment\u00ec in modo categorico che il crollo della \u201cKultur\u201d (3) occidentale fosse ineluttabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta perci\u00f2 di chiarire, se si vuole comprendere meglio il senso del nostro discorso, i significati di decadenza e crollo, che possono sembrare intrinsecamente legati fra loro, ma che in realt\u00e0 presentano notevoli distinzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La parola decadenza proviene dal latino \u201cde-cadere\u201d che significa, in generale, il regresso da una condizione complessiva superiore ad una pi\u00f9 inferiore. Il processo di una decadenza avviene sempre gradualmente nel tempo: dipende dal soggetto a cui ci si riferisce, che pu\u00f2 essere un individuo singolo o una intera civilt\u00e0. E\u2019 evidente che un singolo individuo decade sempre prima rispetto ad una intera comunit\u00e0. Il crollo si ha invece nella fase terminale del processo della decadenza. Esso rappresenta una totale rottura di livello, sia si tratti di un livello positivo in termini di valori complessivi, sia in termini negativi. Infatti tale rottura pu\u00f2 essere intesa o come una rivoluzione che implica un cambiamento generale di una societ\u00e0 soprattutto sotto gli aspetti politici, economici e giuridici, oppure come un collasso che comporta l\u2019esaurimento della civilt\u00e0 stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, l\u2019idea di decadenza non ha per\u00f2 una precisa definizione, poich\u00e9 non corrisponde ad un oggetto tangibile e concreto ben individuabile. In effetti nel percorso storico alcune societ\u00e0 sono state etichettate come decadenti \u201ctout court\u201d, perch\u00e9 cos\u00ec si \u00e8 detto e scritto secondo consuetudine. Si prenda l\u2019esempio dell\u2019impero romano. Si \u00e8 sempre sostenuto che l\u2019epoca della decadenza sia iniziata con l\u2019imperatore Commodo (180-192 DC): in realt\u00e0 dopo un momento di torbidi, l\u2019impero romano nonostante la pestilenza sotto l\u2019imperatore Decio (249-251), conobbe una fortissima ripresa, in particolare sotto gli imperatori illirici Aureliano e Diocleziano. Quest\u2019ultimo poi, pur inviso dai cristiani, oper\u00f2 riforme radicali che stabilizzarono l\u2019impero. La decadenza economico-sociale avvenne in realt\u00e0 con Costantino che con una \u201criforma\u201d monetaria introdusse il solidus, una moneta aurea fortissima che distrusse il valore della moneta d\u2019argento, che era allora la moneta di scambio usata dal ceto medio che, a causa dell\u2019introduzione del solidus, si impover\u00ec drasticamente (4). Un fatto molto simile alla attuale \u201criforma\u201d dell\u2019euro che sta provocando la distruzione dei ceti medi moderni europei. Un altro esempio lampante \u00e8 quella della Repubblica Veneta. Tutti pensano che essa sia tramontata a causa della sua decadenza. Se per\u00f2 si vanno ad osservarne i dati socio-economici e l\u2019aspetto artistico-culturale vediamo che essa era ancora nettamente superiore a molti altri stati europei. In verit\u00e0 essa non era pi\u00f9 una potenza militare come lo era nei secoli precedenti, poich\u00e9 le guerre secolari contro i Turchi l\u2019avevano indebolita in tal senso. Di conseguenza non poteva certo gareggiare col formidabile esercito francese guidato da Napoleone. Esempi del genere ne possiamo trovare molti in Asia (si pensi alle terribili invasioni mongole) o in Centro-America, dove alcune civilt\u00e0 (i Maya e gli Atzechi) furono annientate o perch\u00e8 furono distrutte da eventi naturali o da potenze militarmente pi\u00f9 avanzate tecnologicamente come quella spagnola. Questi esempi concreti dimostrano perci\u00f2 che il concetto di decadenza sconfina nella vaghezza, perch\u00e9 non \u00e8 possibile delineare in modo continuo e lineare processi storici che durano secoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Ben pi\u00f9 precisi sono invece i concetti di crisi o crollo, poich\u00e9 essi, se riferiti a fatti storici avvenuti o ad-venienti, colgono con sufficiente precisione il processo di degrado o di caduta di civilt\u00e0. Resta tuttavia inevasa la domanda riguardante la teoria dei cicli: deve essere considerata ancora valida, oppure essa \u00e8 solo una semplificazione di tendenze in atto? Alla quale domanda possiamo aggiungerne un\u2019altra: perch\u00e9 vi \u00e8 un ritorno, seppur abbozzato, alla credenza della veduta dei cicli?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La risposta pu\u00f2 essere data osservando il declino inarrestabile della veduta lineare della storia. Come si diceva, essa era tutta impostata sui valori fondamentali per un cristiano: la redenzione e la salvezza eterna. Ebbene nel nostro mondo occidentale il processo della secolarizzazione, iniziato diffusamente con l\u2019Illuminismo, ha provocato un completo oblio di questi valori. Nessuno, o quasi, crede pi\u00f9 nel Peccato Originale, n\u00e9 quindi nella redenzione e tanto meno nella salvezza. La morte di Dio annunciata da Nietzsche consiste in questo. L\u2019umanit\u00e0 del nostro mondo crede invece in modo fideistico solo nella scienza e nella tecnologia: l\u2019ultima presunta epidemia l\u2019ha dimostrato in modo inconfutabile, durante la quale scienziati, per lo pi\u00f9 venduti alle multinazionali del farmaco, venivano considerati alla stregua di novelli santoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ormai si vive in una dimensione temporale di un presente ingessato, causato dal cosiddetto pensiero calcolante, in cui non c\u2019 \u00e8 pi\u00f9 posto per il passato che deve essere cancellato (la cancel culture), n\u00e9 per un futuro programmabile, poich\u00e9 sono stati distrutti tutti i baluardi che in prospettiva lo reggevano, ossia il farsi una famiglia, il lavoro sicuro, i benefici dello stato sociale e cos\u00ec via. Una vita che si palesa senza senso e senza riferimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco perch\u00e9 comincia a diffondersi l\u2019idea del kali-yuga: almeno essa offre la consolazione sulla nostra inevitabile fine. Si tratta pi\u00f9 o meno dello stesso annuncio heideggeriano che affermava che \u201cormai solo un dio ci pu\u00f2 salvare\u201d, che quindi si situava intellettualmente in questo contesto. La condanna della nostra civilt\u00e0 \u00e8 qui sancita in modo definitivo. Il pensiero filosofico ha abdicato come quello religioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0La constatazione di un pervertimento e di un illanguidimento della nostra civilt\u00e0 sembra incontestabile, tanto che \u00e8 assolutamente inutile descriverne i motivi, visto che sono stati scritti migliaia di libri a proposito. \u201cLa catastrofe \u00e8 necessaria\u201d urlava Albert Caraco, il pi\u00f9 esagitato e disperato dei profeti moderni, terrorizzato, com\u2019era, dal sovrappopolamento e dall\u2019urbanesimo selvaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste previsioni deterministiche, dalle quali apparentemente non ci si pu\u00f2 sottrarre, sono inoltre avvallate da una odierna attualit\u00e0 che \u00e8 cos\u00ec caotica da preludere ad minaccia di una reale possibilit\u00e0 di apocalisse nucleare. Esse tuttavia non tengono conto di un aspetto, che seppur celato, \u00e8 sempre presente nella storia umana, ed anche, aggiungo, in quella naturale: si tratta dell\u2019imprevedibilit\u00e0. Lo stesso Hegel, definito erroneamente quasi da tutti i suoi critici, come il filosofo dell\u2019equazione \u201cessere-dover essere\u201d, senza tener conto che egli si riferiva solo al passato, e che riteneva che la ragione pu\u00f2 s\u00ec comprendere l\u2019 \u201dintiero\u201d che \u00e8 avvenuto, ma anche che il pensiero filosofico non pu\u00f2 prevedere il futuro e che esso \u201cpu\u00f2 risparmiarsi di dispensare buoni consigli\u201d a riguardo. Aggiungeva poi che \u201d\u2026credere che una qualsiasi Filosofia vada oltre il suo mondo presente, \u00e8 tanto assurdo quanto credere che un individuo possa saltare al di l\u00e0 del suo tempo, che salti oltre Rodi\u201d (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In base a ci\u00f2, se \u00e8 innegabile che oggi una parte del mondo umano \u00e8 dominata dalla corruzione e dal degrado che rivelano la persistenza di una profonda malattia mortale, si pu\u00f2 altres\u00ec osservare che non tutto il mondo \u00e8 come il nostro. In molti paesi vivono numerose comunit\u00e0 che fanno propri i principi dell\u2019uomo tradizionale, il quale nulla ha da spartire con la degenerazione e con le incredibili disuguaglianze in atto nel mondo occidentale. L\u2019imprevedibile forse pu\u00f2 ancora riportare il percorso umano su una via pi\u00f9 retta, poich\u00e9 scriveva il Tao-te-ching che \u201c lo spirito della valle mai non muore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Note<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>1) M. ELIADE, Il mito dell\u2019eterno ritorno, ed. Rusconi Milano 1975, p.6. In questa pagina Eliade distingue gli archetipi, intesi da C.G. Jung come strutture dell\u2019inconscio collettivo, dal concetto di paradigmi, fatti propri dalle societ\u00e0 arcaiche come modelli trascendenti rivelati sin dall\u2019origine del tempo storico.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>2) Vedasi: Flores TOVO, L\u2019illusione dell\u2019eterno ritorno dell\u2019uguale. Lo si trova in Rassegna stampa Arianna Editrice del 3\/3\/2020. In questo saggio su Nietzsche si dimostra la radicale differenza fra la dottrina dell\u2019eterno ritorno ciclica da quella dell\u2019eterno ritorno dell\u2019uguale. La prima comporta la ripetizione dei cicli che per\u00f2 sono sempre differenti rispetto a quelli del passato. Ad esempio l\u2019inverno \u00e8 sempre inverno, ma tutti gli inverni non saranno mai uguali. Le seconda invece stabilisce un ripetizione tale e quale a quella precedente, senza nessun cambiamento, una apocatastasi appunto. Si passa cio\u00e8 da una veduta circolare ad una sferica. Gli Stoici e Nietzsche in particolare furono gli assertori di tale veduta.\u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>3) La differenza fra Kultur e Civilization fu per prima stabilita da Kant, eppoi fatta propria, con diverse opinioni, da T. Mann, Heidegger, Spengler, Huizinga, Weber, Freud ed altri. Il concetto di Kultur \u00e8 invero assai pi\u00f9 profondo di quello della Civilization, poich\u00e9 esso riguarda lo spirito profondo di un popolo, che diventa assimilabile a quello di un organismo vivente. Per questo ogni \u201ccultura\u201d \u00e8 differente dalle altre, poich\u00e9 essa \u00e8 intrisa non solo dagli aspetti intellettuali, ma anche da quelli intuitivi, estetici, sentimentali, mitici, religiosi, ecc.. La Civilization invece riguarda i modi di vivere convenzionali politici ed economico-sociali che per\u00f2 poco hanno a che vedere con la ancestrale profondit\u00e0 spirituale dei singoli popoli.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>4) S. MAZZARINO, L\u2019impero romano, vol.III, ed. Laterza, Bari 1973, pp.673-686.\u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>5) G.W.F. HEGEL, Lineamenti di filosofia del diritto, ed. Rusconi, Milano 1996, pp. 63-64.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/ciclicita-e-decadenza\">https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/ciclicita-e-decadenza<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ARIANNA EDITRICE (Flores Tovo) Fonte: Flores Tovo Oggi si fa un gran parlare sul Kali-yuga, sulla oscura et\u00e0: molti, a ragione, sono convinti che ci troviamo a vivere in un mondo caotico, pericoloso, dominato da una cultura nichilista fatta propria dagli ultimi uomini che ci stanno conducendo verso un tenebroso naufragio. Sembra quasi di vivere psicologicamente come negli anni Settanta, quando ogni anno diventava \u201cdecisivo\u201d per la Rivoluzione. 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