{"id":77019,"date":"2023-02-03T10:00:52","date_gmt":"2023-02-03T09:00:52","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77019"},"modified":"2023-02-01T21:14:25","modified_gmt":"2023-02-01T20:14:25","slug":"due-modi-di-percepire-la-guerra-in-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77019","title":{"rendered":"Due modi di percepire la guerra in Ucraina"},"content":{"rendered":"<p><strong>da VOLTAIRE NET (Thierry Meyssan)<\/strong><\/p>\n<article class=\"hnews hentry item\">\n<div class=\"article-chapo crayon article-chapo-218746 entry-content\">\n<p><em>L\u2019intervento militare in Ucraina viene interpretato in Occidente e in Russia in modo completamente differente. \u00c8 un caso emblematico. La differenza non scaturisce da interessi materiali antagonisti, ma da concezioni diverse di cosa significhi essere Uomo e di che cosa sia la Vita. Per gli Occidentali, il nemico russo vuole restaurare la grandezza dell\u2019impero zarista o dell\u2019Unione Sovietica; per i russi, gli Occidentali sono convinti d\u2019incarnare il Bene.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/article>\n<article class=\"entry-content\">\n<div id=\"article-text\" class=\"article-text\">\n<div class=\"article-text-images crayon article-texte-218746 \">\n<div class=\"spip_document_241177 spip_document spip_documents spip_document_image spip_documents_center spip_document_center spip_document_avec_legende\" data-legende-len=\"478\" data-legende-lenx=\"xxxx\">\n<figure class=\"spip_doc_inner\"><a class=\"spip_doc_lien mediabox\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/IMG\/jpg\/400_-_1_1_-24.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L800xH600\/400_-_1_1_-24-0171d.jpg?1675148668\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" \/><\/a><figcaption class=\"spip_doc_legende\">\n<div class=\"spip_doc_titre  crayon document-titre-241177 \"><span style=\"font-size: 10pt\"><strong>In tutte le guerre entrambi gli schieramenti soffrono. Questa foto \u00e8 stata scattata in Ucraina, ma non ha lo stesso significato per chi si trova in Occidente oppure in Novorossia. Non si pu\u00f2 n\u00e9 si deve giudicare chi ha ragione osservando la sofferenza delle persone. Durante la seconda guerra mondiale la sofferenza delle vittime dei bombardamenti di Dresda, di Londra, di Tokio o di Le Havre era la stessa. Ma questo non ci diceva chi avesse ragione, se l\u2019Asse o gli Alleati. <\/strong><\/span><\/div>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"lettrine\">Il conflitto che contrappone i partigiani di \u00abun mondo fondato su regole\u00bb e chi auspica un \u00abmondo fondato sul diritto internazionale\u00bb va avanti. Si \u00e8 aperto con l\u2019intervento militare russo in Ucraina e durer\u00e0 anni.<\/p>\n<p>La situazione militare sul campo \u00e8 bloccata, come sempre accade in inverno in questa regione del mondo. I partigiani di un \u00abmondo fondato su regole\u00bb continuano a rifiutarsi di applicare la risoluzione 2202 del Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu; dal canto loro i partigiani di \u00abun mondo fondato sul diritto internazionale\u00bb portano avanti un\u2019operazione militare speciale per metterla in atto. Ma alla fin fine se ne discostano progressivamente e vogliono stabilizzare la situazione delle popolazioni della Novorussia.<\/p>\n<p>Il passaggio da una guerra di movimento a una guerra di posizione ha permesso a entrambi i campi di riflettere sulle ragioni che li inducono a combattere. Ora lo scontro non \u00e8 pi\u00f9 tra due diverse visioni delle relazioni internazionali, ma tra due concezioni dell\u2019Uomo.<\/p>\n<p>All\u2019interno delle truppe di Kiev vanno distinti i nazionalisti integralisti, sempre pronti a combattere, dai militari di professione e dai cittadini mobilitati per la guerra. I primi sono uomini formati ideologicamente, che ritengono l\u2019uccisione di un russo un dovere sacro da tempo immemorabile. Costoro fanno riferimento agli scritti di Dmytro Dontsov e all\u2019esempio di Stepan Bandera. Il primo fu amministratore dell\u2019Istituto Reinhard Heydrich di Praga e, in quanto tale, uno degli ideatori della \u00absoluzione finale del problema degli ebrei e degli zingari\u00bb; il secondo fu il capo dei collaboratori del nazismo contro i sovietici. Il resto dei soldati di Kiev, che all\u2019inizio dell\u2019intervento russo costituivano due terzi dell\u2019esercito, \u00e8 scoraggiato. Vedono che le armi occidentali sono consegnate ai nazionalisti integralisti, non a loro. Sono considerati carne da cannone e subiscono pesantissime perdite. In rete proliferano messaggi video di unit\u00e0 che protestano contro gli ufficiali. In autunno c\u2019\u00e8 stata una prima ondata di malcontento. Adesso siamo nella seconda. Se all\u2019inizio credevano di difendere la patria contro l\u2019invasore, ora sanno che il loro Paese \u00e8 nelle mani di una cricca che ha epurato le biblioteche, assunto il controllo dei media, messo fuori legge 13 partiti politici, nonch\u00e9 la Chiesa ortodossa, ossia instaura un regime autoritario. La scorsa settimana l\u2019ex consigliere per la comunicazione del presidente Zelensky, colonnello Oleksiy Arestovych, ha detto loro che l\u2019Ucraina combatte una guerra sbagliata e, a torto, considera sei milioni di cittadini \u00abagenti russi\u00bb. Sanno che la maggior parte dei giornalisti \u00e8 stata arrestata e gran parte degli avvocati \u00e8 fuggita all\u2019estero. Si sentono certo minacciati dall\u2019esercito russo, ma anche dal loro stesso governo. I tanti scandali di corruzione scoppiati la scorsa settimana li rafforzano nella convinzione di non essere che pedine tra Stati Uniti e Russia.<\/p>\n<p>Dalla parte russa accade il contrario: le truppe di professionisti schierate all\u2019inizio dell\u2019operazione speciale obbedivano senza capire perch\u00e9 il Cremlino le inviasse in Ucraina, la regione che diede i natali alla loro patria. La popolazione temeva il ritorno ai massacri del passato. Poco a poco la situazione si \u00e8 quietata. I borghesi pseudo anticonformisti si sono autoesiliati. Fui sorpreso di sentire un amico russo commentare: \u00abChe liberazione!\u00bb. Non sembrava preoccupato, bens\u00ec sollevato per non dover pi\u00f9 averci a che fare. La popolazione, scioccata dalle misure occidentali contro artisti e antiche glorie russe, ha acquisito consapevolezza che l\u2019Ucraina non \u00e8 che un pretesto. E si \u00e8 meravigliata anche di vedere le popolazioni dell\u2019Unione Europea allinearsi a Washington. Ai suoi occhi \u00e8 una battaglia di civilizzazione, una guerra contro l\u2019eredit\u00e0 di Tolstoj e di Pushkin, non contro il presidente Putin. Questo popolo fiero, sempre disposto a mettersi in gioco per difendere i compatrioti e il proprio onore, osserva con tristezza la boria degli Occidentali, la loro convinzione d\u2019incarnare il Bene, non di esserne al servizio.<\/p>\n<p>Le argomentazioni politiche esposte dal presidente Putin a dicembre 2021, quando pubblic\u00f2 la proposta di Trattato bilaterale USA\/Russia sulle garanzie di sicurezza<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh1\" class=\"spip_note\" title=\"\u00ab Projet de trait\u00e9 entre les \u00c9tats-Unis et la Russie sur les garanties de\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article218746.html#nb1\" rel=\"appendix\">1<\/a>]<\/span>, sono superate. Non \u00e8 pi\u00f9 una guerra per difendere degli interessi. I protagonisti russi sentono che non stanno battendosi per qualcosa, ma per sopravvivere; gli Occidentali invece non interpretano allo stesso modo il conflitto, credono che i russi siano accecati dalla propaganda del regime e che, senza esserne consapevoli, combattano per restaurare la grandezza dell\u2019impero zarista o dell\u2019Unione Sovietica.<\/p>\n<p>\u00c8 un tipo di conflitto estremamente raro, che fa pensare alla guerra fra Roma e Cartagine, conclusasi con la distruzione di ogni vestigio della civilt\u00e0 cartaginese, di cui oggi ignoriamo pressoch\u00e9 tutto. Sappiamo che fu costruita da gente di Tiro (attuale Libano, feudo dello Hezbollah) e che, quando fu distrutta, il suo capo, Annibale, cerc\u00f2 invano rifugio a Damasco e in altre citt\u00e0 siriane. Sappiamo anche che Cartagine fior\u00ec in buona armonia con vicini e partner; al contrario di Roma che conquist\u00f2 il proprio impero con la forza. Un raffronto che feci anche in occasione dell\u2019intervento della Russia nella guerra contro la Siria. Il paragone oggi s\u2019impone con pi\u00f9 forza. I due blocchi non hanno pi\u00f9 niente che li accomuni.<\/p>\n<p>In Occidente quanto accade in Ucraina \u00e8 vissuto come una guerra tra Stati Uniti e Russia, attraverso gli ucraini. I nazionalisti integralisti sono convinti non gi\u00e0 di resistere a un invasore, bens\u00ec di battersi per vincerlo, ora oppure nella \u00abbattaglia finale\u00bb. Credono che questo sia il loro destino. Ma, a parte i deliri mistici di Dmytro Dontsov, come si pu\u00f2 pensare che 40 milioni di ucraini possano vincere 140 milioni di russi, sapendo che questi ultimi possiedono armamenti di vent\u2019anni pi\u00f9 moderni di quelli occidentali?<\/p>\n<p>I membri del Gruppo di Ramstein, in pratica gli Stati Uniti e l\u2019Unione Europea, hanno gi\u00e0 speso 250 miliardi di dollari per questa guerra, ossia in un anno quanto speso in dieci anni di guerra contro la Siria. Se vogliamo fare un raffronto tra i due conflitti, sul piano del diritto internazionale la Russia ha ragione in entrambi i casi, nonch\u00e9 dobbiamo prendere atto che gli Stati Uniti sono riusciti a mettere insieme una coalizione contro la Siria pi\u00f9 vasta, ma in Ucraina hanno ottenuto un coinvolgimento molto pi\u00f9 importante degli alleati.<\/p>\n<p>A differenza di Annibale, il presidente Putin non ha intenzione di conquistare la capitale degli avversari, Washington. \u00c8 conscio della superiorit\u00e0 militare russa, ma non s\u2019inimicher\u00e0 le popolazioni occidentali portando la guerra a casa loro, salvo, forse, prendersela con le loro \u00e9lite, al Pentagono e al Foreign Office.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-text-author\"><\/div>\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<div class=\"article-text-translator\">Traduzione<br \/>\n<a title=\"Rachele Marmetti\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/auteur126121.html?lang=it\">Rachele Marmetti<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article218746.html\">https:\/\/www.voltairenet.org\/article218746.html<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da VOLTAIRE NET (Thierry Meyssan) L\u2019intervento militare in Ucraina viene interpretato in Occidente e in Russia in modo completamente differente. \u00c8 un caso emblematico. 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