{"id":77045,"date":"2023-02-07T11:01:22","date_gmt":"2023-02-07T10:01:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77045"},"modified":"2023-02-04T10:06:25","modified_gmt":"2023-02-04T09:06:25","slug":"se-non-avessi-incontrato-gesu-sarei-stato-anarchico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=77045","title":{"rendered":"SE NON AVESSI INCONTRATO GES\u00d9 SAREI STATO ANARCHICO"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Croce Quotidiano (Mirko De Carli)<\/strong><\/p>\n<div id=\"corpo-articolo\">\n<p style=\"text-align: justify\">Amava ripetere queste parole Don Luigi Giussani, l\u2019uomo che con il suo sguardo riapr\u00ec la ferita della fede e mi riport\u00f2 ben vent\u2019anni fa a vivere la politica come vocazione cristiana. Secondo il sacerdote milanese \u00absolo due tipi d\u2019uomini salvano interamente la statura dell\u2019essere umano: l\u2019anarchico e l\u2019autenticamente religioso\u00bb. Un paradosso che Giussani spiega in questi termini: \u00abLa natura dell\u2019uomo \u00e8 rapporto con l\u2019infinito: l\u2019anarchico \u00e8 l\u2019affermazione di s\u00e9 all\u2019infinito, e l\u2019uomo autenticamente religioso \u00e8 l\u2019accettazione dell\u2019infinito come significato di s\u00e9\u00bb. Entrambe le posizioni salvano la statura dell\u2019essere umano, ma non sono alla pari: \u00abl\u2019anarchia costituisce la tentazione pi\u00f9 affascinante, ma \u00e8 tanto affascinante quanto menzognera\u00bb. L\u2019anarchico tende a dire \u00abio mi affermo contro tutti e contro tutto\u00bb, ma, osserva Giussani, \u00ab\u00e8 molto pi\u00f9 grande e vero abbracciare la realt\u00e0 e l\u2019essere, piuttosto che affermare se stessi di fronte a qualsiasi realt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste parole risuonano ogni giorno nel mio cuore e nella mia mente sin da quando, poco prima di Natale scorso, decisi di aderire allo sciopero della fame per \u201cliberare\u201d Alfredo Cospito dalle condizioni disumane previste dal 41 bis. Non appena conclusi il mio intervento, insieme alla nostra pidieffina Carlotta Toschi alla prima maratona radicale capitanata da Umberto Baccolo, in tanti mi scrissero: ma che ti metti a difendere uno stragista anarchico? Istantaneamente mi tornarono in mente quelle parole di Don Luigi che sent\u00ec durante gli anni dell\u2019Universit\u00e0 e che mi salvarono nel momento pi\u00f9 critico della mia vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Avevo da poco stracciato la tessera dei Democratici della Sinistra, partito per il quale militavo dall\u2019et\u00e0 di 14 anni e per cui avevo assunto incarichi decisamente significativi paragonati alla giovane et\u00e0 che l\u2019anagrafe registrava e non trovavo alcun senso rispetto a quella vocazione chiamata politica che Don Giuliano, il mio parroco, aveva riconosciuto in me poco dopo la Cresima. Amavo girare con la giacca a quadrettoni, il sigaro accesso, Il Manifesto o l\u2019Unit\u00e0 in tasca e il borsalino in testa: lo Stato mi indignava pi\u00f9 che rappresentarmi e quel senso di \u201caffermazione di s\u00e9 all\u2019infinito\u201d di matrice anarchica mi affascinava sempre pi\u00f9. Solo quell\u2019incontro con Don Giussani che mi fece letteralmente rincontrare Ges\u00f9 mi fece comprendere quel paradosso tra anarchici e cattolici e mi rese evidente che solo se porti l\u2019infinito dentro di te puoi essere pienamente te stesso. Cap\u00ec che solo tentando di imitare quell\u2019uomo, dentro il disastro di una vita da peccatore incorregibile, sarebbe stato possibile vivere quella vocazione per la politica senza avere quella strana sensazione di indossare un abito non mio ma piacevolmente fiero di essere \u201cvestito\u201d secondo la mia natura pi\u00f9 profonda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La scelta di applicare il 41-bis a Cospito \u00e8 stata motivata dal diffondersi di una serie di alcuni suoi scritti e opuscoli che per i giudici lasciano intendere un suo collegamento con la militanza attiva al di fuori del carcere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma per cosa fu condannato? Cospito si trova in carcere perch\u00e9 ritenuto responsabile di due diversi episodi portati a termine e rivendicati dalla Federazione Anarchica Italiana. Il primo \u00e8 l\u2019esplosione, avvenuta il 2 giugno 2006, di due ordigni piazzati davanti all\u2019ex caserma degli allievi dei Carabinieri di Fossano, Cuneo. La magistratura torinese ha condannato a 20 anni Cospito per quei fatti, inizialmente qualificati sotto il reato di tentata strage, anche se non provocarono n\u00e9 morti n\u00e9 feriti. Appunto nessun morto e nessun ferito. Questo \u00e8 quello che pi\u00f9 sorprende della scelta di applicare il 41 bis per Cospito: il regime del \u201ccarcere duro\u201d non era mai stato applicato nei confronti di un anarchico. Gli unici condannati a cui era stato riservato erano stati i capi e i sottocapi dei clan mafiosi e i terroristi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo Stato vuole incarnare la Costituzione che all\u2019art.27 recita che \u201cle pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanit\u00e0 e devono tendere alla rieducazione del condannato\u201d o vuole sporcarsi le mani di sangue ancora una volta, come avvenuto pi\u00f9 di 200 volte nel 2022 con troppi morti in carcere (molti dei quali suicidatisi), con la vita di un uomo che sta scontando la sua pena e che chiede solo di essere trattato da carcerato con dignit\u00e0 e senza trattamenti fuori da quel senso di umanit\u00e0 di cui parla esplicitamente la Costituzione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questo se da un lato chiedo a gran voce che gli anarchici non si macchino di atti di violenza e aggressione nel sostenere la battaglia di Alfredo (rischiando di infangarla solamente), dall\u2019altro mi appello con tutte le mie forze e preghiere alle istituzioni della Repubblica Italiana affinch\u00e9 liberino Cospito dal regime del 41 bis e facciamo cessare il suo sciopero della fame che lo sta velocemente conducendo alla morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora pi\u00f9 che mai quella ferita che mi riport\u00f2 ad abbracciare Ges\u00f9 ora gronda di sangue: quelle istituzioni che servo da anni con il mio impegno civile non tradiscono la fiducia di chi, come me, pur essendo giovane crede ancora che lo Stato possa essere un\u2019alleato (spesso fragile e \u201cbarcollante\u201d) ma mai e poi mai un nemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Caro Mattarella, cara Meloni e caro Nordio non deludetemi<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte:<\/strong><a href=\"https:\/\/www.lacrocequotidiano.it\/articolo\/2023\/01\/30\/politica\/se-non-avessi-incontrato-gesu-sarei-stato-anarchico\"><strong> https:\/\/www.lacrocequotidiano.it\/articolo\/2023\/01\/30\/politica\/se-non-avessi-incontrato-gesu-sarei-stato-anarchico<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Croce Quotidiano (Mirko De Carli) Amava ripetere queste parole Don Luigi Giussani, l\u2019uomo che con il suo sguardo riapr\u00ec la ferita della fede e mi riport\u00f2 ben vent\u2019anni fa a vivere la politica come vocazione cristiana. 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